L’APPARENZA INGANNA LA DONNA OCCIDENTALE: EMANCIPAZIONE E DIGNITA’ SONO DIVENTATE SOLTANTO MATERIA

L’APPARENZA INGANNA: L’EMANCIPAZIONE TRADITA DELLA DONNA OCCIDENTALE. QUANDO LA DIGNITA’ SI TRASFORMA IN MATERIA
Federica Oneda, Chiara Croce (segretaria Gd Marche), Elena Accossato (Gd Piemonte), e la onlyfanser Giulia Leopardi - fonte Il Resto del Carlino

Di Jacopo Brogi

A quanto pare “la dignità è un concetto soggettivo”. E dura 27 secondi netti. Così la ventenne shinratensei98, model & content creator, su Instagram, Telegram e Pornhub da centinaia di migliaia di followers, con milioni e milioni di visualizzazioni video, spiega i perché del suo lavoro sulla piattaforma di contenuti per adulti tanto mediatizzata e tanto in voga fra i giovanissimi e non solo:

“Fare OnlyFans non è dignitoso: e sapete cosa? Avete ragione. Però effettivamente era più dignitoso quando prendevo 600 euro al mese per lavorare più di 8 ore al bar e a stento riuscire a pagarmi gli studi e la macchina e non potevo permettermi né di andare in vacanza, né di avere tempo libero, intanto arricchivo un altro uomo. Questo sì invece che era dignitoso. Adesso invece, che mi sono presa la mia rivincita e decido io come lavorare col mio corpo e sono gli uomini a pagare me, adesso non è più dignitoso, bella coerenza!”.

Era il 18 giugno 2024 ed il proclama ha avuto finora quasi 13.000 likes su Instagram (1) .

L’impressione è che a vincere sia sempre il banco: i 600 euro guadagnati da barista giusti giusti per sopravvivere e non poter mantenere il ritmo ed i costi dello “stile di vita” che ci professano essere il migliore che esista, sono dovuti allo spadroneggiare da decenni delle multinazionali nell’economia, nella politica e nella cultura di massa, un processo iniziato molto prima che le ragazze modelle fai da te su OnlyFans venissero al mondo. Ma poco importa, il tema che ci interessa è la dignità, soprattutto la dignità della donna, che come quella dell’uomo, è travolta e stravolta giorno dopo giorno, camuffata da libertà e venduta per opportunità. All’ultima festa del Partito Democratico di Pesaro è andato in scena il dibattito Sex Work e digital work: la rivoluzione parte da Onlyfans (2).

“Bisogna occuparsi dei nuovi lavori, per regolamentarli e per tutelare chi li svolge”, dicono i giovani democratici, organizzatori della serata. Protagonista Giulia Leopardi, modella fai da te su OnlyFans: “Attualmente la mattina lavoro in biblioteca, studio economia e poi nel pomeriggio creo dai 3 ai 5 video da mandare ai clienti”. Per Federica Oneda, associazione Certi diritti e Radicali italiani: “è stato un dibattito rivoluzionario rispetto ai tempi che viviamo. Non si sente quasi mai parlare di lavoro sessuale, è una delle prime volte che chi fa il sex worker è al centro del dibattito. C’è ancora molto da fare, lo scorso anno ci siamo occupati di riscrivere una proposta di legge per riformare quella che attualmente regolamenta il lavoro sessuale. Questa vuole riconoscere e decriminalizzare il lavoro sessuale: abbiamo preso esempio da Belgio, Olanda e Nuova Zelanda, che sono molto più tutelanti nei confronti di chi esercita. Parlare di sesso in Italia tira in ballo sempre la moralità, è un tabù perché lo si guarda non come tematica sociale e politica ma solo privata, però non è così. OnlyFans è stata rivoluzionaria, come piattaforma, perché ha fatto capire ai cittadini che il potere all’interno della dinamica può essere di chi esercita e non del cliente. Ciò dovrebbe essere esteso anche a chi continua a lavorare su strada, ridando il potere di decidere dei propri corpi e fornendo gli strumenti giuridici, politici e sociali per rivendicare il loro lavoro e la loro identità. Questa è una prospettiva di diritti verso cui dobbiamo andare. Le più grandi rivoluzioni che abbiamo avuto nel nostro paese ruotano attorno ai diritti sessuali e riproduttivi, ecco perché il sesso è politica”. (3)

[caption id="" align="alignnone" width="1280"]L’APPARENZA INGANNA LA DONNA OCCIDENTALE: EMANCIPAZIONE E DIGNITA’ SONO DIVENTATE MATERIA Federica Oneda, Chiara Croce (segretaria Gd Marche), Elena Accossato (Gd Piemonte), e la onlyfanser Giulia Leopardi alla serata - dibattito "Sex Work e digital work: la rivoluzione parte da Onlyfans" del 29 agosto scorso - fonte Il Resto del Carlino[/caption]

Anna Valvo, docente presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Catania, ci aiuta a mettere un po’ le cose in ordine:

“La mercificazione del corpo femminile in molti settori determina il perpetuarsi di stereotipi di genere e la riduzione delle donne a mero oggetto di desiderio e di ideale estetico. E questo processo di mercificazione, nonostante venga presentato sotto le spoglie di liberazione sessuale, di autodeterminazione, in realtà non fa altro che consolidare un sistema in cui le donne sono valutate principalmente se danno valore e quindi principalmente per il loro aspetto fisico. Quindi, non ci troviamo di fronte ad una emancipazione vera e propria ma ci troviamo di fronte ad una illusione di emancipazione.”

Dignità, libertà, parità. Concetti e valori universali quanto mai oggi sulla bocca di governanti e media. Ma è tutto come sembra? Siamo a Roma nel bel mezzo del Convegno “Italia ed Iran: la questione femminile tra culture, dialogo e cooperazione” del 12 settembre scorso, organizzato dall’Associazione Indipendenza e condotto dal presidente Francesco Labonia (4). Un dialogo fra mondi diversi, ma mai come oggi desiderosi di incontro. Al centro del dibattito la questione femminile fra Occidente e Medio Oriente.

Secondo la Prof.ssa Valvo, “soprattutto i social network hanno imposto una sorta di dittatura dell'immagine. Dove la perfezione fisica viene interpretata come sinonimo di successo, di felicità, come se tutti dovessimo essere bellissimi, felici, vincenti. La realtà è un'altra: se facciamo un attimo una riflessione, vediamo che le donne fin dalla giovane età vengono bombardate da immagini che promuovono un’estetica standardizzata, come se tutte dovessimo essere conformate a questa immagine, dovremmo insegnare questo ideale che spesso è però irraggiungibile. Quindi c'è una sorta di ossessione per l'apparenza che si traduce in una forma di oppressione psicologica e sociale”.

Per la docente di studi islamici, l'italo-iraniana Hanieh Tarkian, la questione è più ampia e si può dipanare soltanto cercando di capire il ruolo dell’uomo e della donna, che sono diversi e non in competizione fra loro come l’Occidente ci sta imponendo:

“Alcuni di quei movimenti che hanno tentato di concedere diritti e dignità alla donna, molto spesso hanno purtroppo avuto quello che possiamo definire il più paradossale dei fini, ossia hanno chiesto alla donna di diventare come l'uomo. Cioè, il diventare uomo è divenuto una specie di scopo per la donna, come se la donna non fosse già di per sé qualcosa di valore, come se quello che già faceva ed il ruolo che già deteneva nella società, non avessero nessuna importanza.”

Secondo la Prof.ssa Valvo, “le donne occidentali pur vivendo in una società apparentemente libera e avanzata, sono spesso prigioniere di standard estetici e culturali che limitano la libertà e la comunità e che trasformano queste donne, queste donne occidentali, in schiave delle apparenze, soprattutto in ragione dell'influenza dei media”.

Hanieh Tarkian non sminuisce il ruolo delle lotte femminili occidentali del recente passato, ma le colloca in una dimensione diversa dal mito odierno: “Sicuramente la considerazione della donna che si aveva in passato, soprattutto in alcune società andava rivista, certamente c'era la necessità di ottenere più diritti, su questo non c'è assolutamente dubbio. Ma non è facendo della donna un uomo che si raggiunge questo scopo. Anzi, questa può essere, in qualche modo, considerata una vera e propria offesa per la donna: sentirsi realizzata solo quando può fare esattamente tutto quello possono fare gli uomini.”

E continua: “L'individuo è composto anche di una dimensione spirituale e non prendere in considerazione questa dimensione può portare a risultati negativi.”

Secondo la Prof.ssa Valvo, “l’ imposizione di standard di bellezza ha conseguenze profondissime sul benessere psicologico delle donne che arrivano a soffrire di una mancanza di autostima verso sé stesse e quindi cercano di corrispondere a quegli standard, a quei canoni di eterna giovinezza, di bellezza, che vengono imposti dall'alto, da istanze che provengono dall'esterno, non da loro stesse. E quindi si arriva a quella che possiamo chiamare “schiavitù mentale”, un qualcosa che limita la libertà delle donne e le influenza nelle loro scelte di vita, nelle loro relazioni personali, nella carriera. E quindi si arriva ad una riduzione del valore della donna che diventa semplice oggetto estetico e che trascura le sue capacità, che trascura il suo talento, le sue qualità (…). Le donne vivono questa sorta di illusione di emancipazione: la società occidentale spesso si presenta come un modello di progresso, di libertà, dei diritti, di pari opportunità, di uguaglianza di genere, ma dietro questa apparente emancipazione, esiste una realtà più complessa dove le donne spesso continuano ad essere vittime di dinamiche di controllo, di pressione sociale, che però invece vengono mascherate da libertà di scelta. Sicuramente le donne occidentali hanno fatto delle conquiste sotto il profilo politico, lavorativo, sociale, ma al di là di questo, rimane sempre un problema che è relativo all'aspetto fisico, per cui quella che noi consideriamo come emancipazione è in realtà un concetto ambiguo dove la libertà è condizionata da nuove forme di costrizione che io ritengo non meno evidenti e non meno oppressive.”

[caption id="attachment_217079" align="aligncenter" width="903"]L’APPARENZA INGANNA LA DONNA OCCIDENTALE: EMANCIPAZIONE E DIGNITA’ SONO DIVENTATE MATERIA Il recente convegno romano del 12 settembre scorso - Italia ed Iran a confronto: la questione femminile tra culture, dialogo e cooperazione[/caption]

La studiosa Hanieh Tarkian fa riferimento al modello religioso dell’Iran sciita, dove – contrariamente alla vulgata diffusa a piene mani dalla propaganda occidentale, uomini e donne hanno pari diritti e opportunità sia per Costituzione, sia di fatto:

“Una visione religiosa corretta deve essere in grado di garantire il massimo benessere sia nella vita materiale, che in quella spirituale. Quest'ultima è più importante, ma non è che si debba cedere la vita materiale per quella spirituale. Il modello religioso non impedisce, e in particolare quello islamico, non impedisce alla donna di essere impegnata socialmente o di essere presente nella vita pubblica, anzi il contributo che possono dare le donne alla società è insostituibile, è unico. Per questo motivo, in Iran il ruolo della donna nella società è stato determinante, fin da prima della rivoluzione islamica del 1979”.

L’imprenditrice iraniana Meshkat Asadi si chiede perchè pur avendo un’alta percentuale di donne laureate nelle discipline legate alla information and communications technology (TCI), tante donne non riescano ad avere un impiego. Nel mondo, soltanto il 35% (nell’UE ed in Iran sono rispettivamente 32,8% e 31,2%) delle donne è impiegato nei settori legati a scienza, tecnologia, ingegneria e matematica: “In Iran c’è un sentimento diffuso tra la popolazione che vede l’uomo come il principale sostenitore economico della famiglia e quindi le risorse della famiglia vengono maggiormente destinate ai figli maschi per aiutarli ad avviare una loro attività dopo che si sono laureati. Poi, altre funzioni femminili come la procreazione, accudire i bambini e prendersi cura della casa oltre a quanto già detto, sono i protagonisti principali del motivo della percentuale bassa delle donne nel mercato del lavoro. Questo accade nella maggior parte dei paesi al mondo. Poi c’è la questione delle sanzioni economiche occidentali che continuano: gli effetti negativi che queste hanno sull’economia del TCI iraniano sono innegabili, e di conseguenza sono le donne che ne risentono maggiormente perchè sono la parte più fragile di queste economie. In generale, se i paesi decidessero di aumentare la quota del commercio digitale e quindi dell’economia digitale nel loro PIL, sarebbero costretti a concentrarsi sulle potenzialità delle donne attive, giovani e specializzate della società in modo che il loro impegno possa aiutare ad aumentare le quote del digitale. Sono lieta che, come imprenditrice in Iran, ho questa opportunità di condividere con le donne italiane le mie esperienze lavorative”.

L’analista Hanieh Tarkian puntualizza come le percentuali di giovani donne fra gli studenti iraniani sia passata da circa il 25%, negli anni antecedenti alla rivoluzione, a più del 50%: “più del 50% degli studenti universitari oggi in Iran sono donne. Prima della rivoluzione il tasso di analfabetismo si aggirava intorno al 50/60% e ora è sceso a meno del 10%. Per esempio, nel campo della medicina, il numero delle donne medico specialiste è aumentato di ben 12 volte dalla rivoluzione islamica, mentre invece la percentuale degli uomini è aumentato di 3 volte”.

E continua: “il modello religioso sottolinea l'importanza della famiglia che è comunque il nucleo della società, quindi è necessario salvaguardarla- questo non significa assolutamente che tutti gli uomini e tutte le donne debbano per forza sposarsi, nella tradizione islamica abbiamo molti esempi di individui che hanno raggiunto elevati stadi spirituali senza essersi necessariamente sposati - però è chiaro che la famiglia sia un elemento fondamentale della società e quindi debba essere preservato. E qui, sia il ruolo della donna che dell'uomo è complementare e importante. La società iraniana non è certo perfetta – sottolinea Tarkian -, non è un paradiso, ci sono sicuramente aspetti che si possono migliorare che devono essere migliorati. Il fatto però che vengano presi in grande considerazione gli aspetti religiosi o quantomeno morali, questo favorisce anche la crescita e la possibilità della donna di essere attiva nella società, perchè devono esserci dei valori alla base che possano permettere ad entrambi di partecipare, di contribuire alla crescita sociale in modo equilibrato e prendendo in considerazione quelli che sono tutti gli aspetti della vita di un individuo. Non solo gli aspetti materiali, non solo la dimensione materiale ma anche quella spirituale."

La Prof.ssa Anna Valvo cita un significativo episodio che ha a che fare col connubio televisione/rete internet: una conduttrice televisiva italiana su un social network si è sentita scrivere "tu conduci questa trasmissione, però sei invecchiata. Come mai hai pensato di non rifarti il viso?".

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"Ecco come l'invecchiamento non venga più accettato e quindi la necessità permanente di apparire giovani.

"Io penso - continua Valvo - che le donne occidentali dovrebbero liberarsi da questo burqa invisibile, da queste istanze esterne che continuano a regolare la nostra vita di tutti i giorni”.

Marjan Hoshyar ha una laurea in Gestione Aziendale, ventidue anni fa ha iniziato a lavorare nel settore delle costruzioni: “Le infrastrutture sono un campo che è principalmente dominato dagli uomini. Sono proprietaria di quattro aziende nei settori del commercio, della produzione, della consulenza finanziaria e dell’edilizia. Sono anche la fondatrice di un'organizzazione benefica che opera nel campo dell'istruzione per promuovere il ruolo delle donne e dei bambini, e ho fondato il primo sindacato femminile. Sono stata invitata come prima donna iraniana della storia alla partecipazione dell'Iran all'Organizzazione Internazionale del Lavoro e ho partecipato alla conferenza annuale dell'OIL a Ginevra.

Come in altre società, anche le donne in Iran hanno fatto progressi significativi nel campo della scienza, acquisendo maggiore conoscenza e abilità in questo ambito. Negli ultimi cinquant'anni, il numero di donne che hanno ottenuto lauree in vari campi e che hanno ricoperto ruoli manageriali e scientifici è aumentato notevolmente in tutto il mondo. Tuttavia, in Iran, contrariamente a quanto mostrato dai media, le donne non solo godono di diritti uguali agli uomini, ma ricevono anche il sostegno dei loro mariti, padri e fratelli.

In Iran, abbiamo un sindacato femminile e le lavoratrici godono degli stessi diritti degli uomini. Il governo e le istituzioni sostengono le donne impegnate nel commercio. Nel nuovo governo iraniano, le donne hanno ottenuto ruoli chiave come ministri e consiglieri del presidente e ricoprono posizioni manageriali. In alcuni ambiti accademici, il numero di studentesse e docenti universitarie supera quello degli uomini”.

Per un Occidente che – per dirlo con la Prof.ssa Valvo – mette il “burqa invisibile” alle proprie donne, quello dell’indifferenza e dell’omologazione culturale alla “dittatura dell’immagine”, all’”ossessione per l'apparenza che si traduce in una forma di oppressione psicologica e sociale”, un Medio Oriente che per propria cultura islamica indossa il velo per rispetto verso la persona e la sua femminilità.

Per la modella di OnlyFans shinratensei98, “la dignità è un concetto soggettivo” e l’ha spiegato in quel video iniziale di 27 secondi netti da migliaia e migliaia di followers: “Quando prendevo 600 euro al mese per lavorare più di 8 ore al bar e a stento riuscire a pagarmi gli studi e la macchina e non potevo permettermi né di andare in vacanza, né di avere tempo libero, intanto arricchivo un altro uomo. Questo sì invece che era dignitoso. Adesso invece, che mi sono presa la mia rivincita e decido io come lavorare col mio corpo e sono gli uomini a pagare me, adesso non è più dignitoso, bella coerenza!”.

Prima loro sfruttavano me, adesso sono io che sfrutto loro. Possiamo sintetizzare così la logica della digital creator shinratensei98, in fondo non è niente di nuovo che il liberal capitalismo al suo massimo, ove c’è solo materia e materialismo. Peccato che a vincere sia sempre il banco.

Se invece alla materia si unissero i sentimenti, una dimensione spirituale, etica e morale mai scomparsa ma insita in ognuno di noi, potrebbe vincere la vita, la dignità realizzata per tutti quanti, uomini e donne nella loro meravigliosa diversità e unicità.

Allora il banco potrebbe anche saltare.

Di Jacopo Brogi

Ha collaborato Alessandro Fanetti, studioso di geopolitica e relazioni internazionali.

22.09.2024

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NOTE

Commenti (31)

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Mostra commenti 31 caricati
    1. fedo1887 24 settembre 2024

      Il liberismo, l'ideologia più criminale della storia dell'universo, ha tanti tentacoli. Tentacoli lunghi e infiniti.
      Lo schifo attuale di OF e roba varia è solo l'ennesima invenzione del liberismo.
      Ovviamente le donne (già) z*ccole arrivano a fiumi ad usarlo, e gli uomini idioti ancora peggio.

      Finchè il liberismo sarà la religione unica mondiale, allo schifo non vi sarà limite.

      Se invece gli Stati dessero a tutti un lavoro ben retribuito e orari di lavoro umani e proporzionati ai tempi che corrono, questa roba sarebbe solo spazzatura ignorata da tutti.

      E' solo lì il problema. Dipende tutto da quello.

    1. natascia 24 settembre 2024

      Dignità. La dignità è un dono verso è stessi. Essa deriva dall'intima consapevolezza di essere degni nei confronti delle persone per cui si dona la vita tutti giorni. Se ne osserva uno squallido scimmiottamento negli sguardi dei tiranni odierni. Uno sguardo che la vorrebbe constatare nell'approvazione delle folle belanti. Dignità, dono non in vendita che la donna si è fatta sottrarre con poca lotta, giusto per un pugno di euro.

    1. BrunoWald 24 settembre 2024

      "“Bisogna occuparsi dei nuovi lavori, per regolamentarli e per tutelare chi li svolge”, dicono i giovani democratici, organizzatori della serata."

      I sinistri hanno l'ossessione di regolamentare sempre tutto, di farsi i caxxi loro non se ne parla nemmeno, la vita privata degli altri è da commissariare, "il sesso è politica"... Sarà cosi quando scoperemo nelle piazze e nei parchi, finché lo facciamo in privato resta un fatto squisitamente personale ed intimo. Ergo, se una vende i suoi video in rete faccia pure, ma almeno si astenga dalle prediche.

      "Le più grandi rivoluzioni che abbiamo avuto nel nostro paese ruotano attorno ai diritti sessuali e riproduttivi...".

      Ovvero, la loro "rivoluzione" è consistita nella liberalizzazione dell'aborto, perché per il resto continuiamo ad essere una dependance della City e una base americana.

      In quanto ai piagnistei sulla mercificazione del corpo femminile, li trovo stucchevoli trattandosi di una libera scelta delle dirette interessate, ispirata alle famose leggi del mercato. Le donne sono valutate principalmente per il loro aspetto fisico, e gli uomini per il loro conto in banca: non sarà bello, ma funziona così da sempre. L'unica novità, a ben vedere, è l'invadenza delle telecamere.

    1. Bertozzi 23 settembre 2024

      In effetti è esattamente il contrario - figurati se ne azzecchia una - ci sono un sacco di uomini e donne, ma il "maschio' e la "femmina" sono sempre più sfumati e duri a trovarsi, chiedere a chi ancora cerca l' uno o l'altra. E le ultime olimpiadi ne sono state la prova, se ce ne fosse il bisogno

    1. Ummon 23 settembre 2024

      Le donne non sono cambiate. Il sesso non è cambiato. La natura spesso contrattuale dei rapporti fra i due sessi non è cambiata.

      Semmai sono cambiati punti di forza e di debolezza delle due parti.
      La prostituzione è sempre esistita, semplicemente le coetanee delle vostre mamme e delle vostre nonne andavano per i viali, invece che spogliarsi dietro uno schermo.
      Ma anche il fidanzamento e il matrimonio di un tempo avevano in molti casi natura di scambio commerciale. Le nonne parlavano del "buon partito", i nonni delle "ragazze di buona famiglia". Denaro, bellezza, prestigio sociale... ogni fidanzamento serviva (anche) a bilanciare gli interessi di due famiglie.

      Come dicevo, sono cambiati i rapporti di forza nel gioco di domanda e offerta: un tempo gli uomini erano economicamente forti e le donne debolissime (certo, potevano essere ricche di famiglia, ma una donna zitella o ripudiata subiva un'onta pesante).
      D'altra parte, fare sesso con la donna che realmente si amava e desiderava , e non una in vendita per via o nel bordello, era impossibile al dì fuori del matrimonio: e questo, cioè tutta l'enfasi sulla verginità della sposa, dava alla giovane donna un certo potere di scambio.

      Per tutte queste ragioni mi sembra anche assurdo parlare di "femminismo" come se non fosse radicalmente cambiato nel tempo. Tanto che le femministe di oggi sono in guerra, prima ancora che con i maschi, con le femministe delle "ondate" precedenti.

    2. Cleon XIII 25 settembre 2024

      Un esempio della logica che sta dietro al femminismo: Una celebre scrittrice femminista dice di essere diventata femminista perché si è sentita discriminata quando non è riuscita ad avere il successo che desiderava ad Hollywood a causa degli standard troppo elevati richiesti dai vari registi.

    3. Cleon XIII 25 settembre 2024

      "D’altra parte, fare sesso con la donna che realmente si amava e desiderava , e non una in vendita per via o nel bordello, era impossibile al dì fuori del matrimonio: e questo, cioè tutta l’enfasi sulla verginità della sposa, dava alla giovane donna un certo potere di scambio"

      Assolutamente, ma il matrimonio e la verginità erano anche e soprattutto limitanti del comportamento istintuale ipergamico. La "liberazione" della donna ha restituito alle femmine il potere sessuale assoluto, ciò quello di scegliere per accoppiarsi soltanto i maschi portatori di geni superiori (meno del 20%) lasciando a bocca asciutta il restante 80%. rendiamoci conto che oggi una donna bella potrebbe vivere praticamente a sbafo, mentre anche una cessa ha un'infinità di occasioni di scroccare pasti gratis rispetto all'uomo medio.

    1. carla 23 settembre 2024

      OT - a proposito di inganno queste parole pensavo le avessero scritte ieri:
      Questa la Germania che essi odiano«Costoro odiano lo spirito sociale della Germania! (…)
      Questa Germania della previdenza, dell’equilibrio sociale, della soppressione delle differenze di classe, la odiano!
      La Germania che nel corso di sette anni si è sforzata di rendere possibile ai suoi cittadini una vita decorosa, essi la odiano!
      La Germania che ha tolto di mezzo la disoccupazione che essi, con tutte le loro ricchezze, non sono capaci di estirpare, essi la odiano! La Germania che dà ai suoi operai abitazioni decenti è quella che essi odiano, perché hanno l’impressione che il loro stesso popolo potrebbe essere ‘infettato’ da questo esempio.
      Odiano la Germania della legislazione sociale; la Germania che celebra il 1° Maggio quale festa dell’onesto lavoro.
      Odiano la Germania che ha iniziato la lotta per migliorare le condizioni di esistenza. Proprio questa Germania essi odiano.»
      Adolf Hitler, 8 novembre 1939

    2. BrunoWald 24 settembre 2024

      In due parole, il Male Assoluto!

    3. Giudice Holden 24 settembre 2024

      Il socialismo nazionale, in tutte le sue possibili declinazioni, qualunque forma abbia poi assunto o tentato di assumere (anche vagamante, anche in maniera imperfetta, anche negli errori a volte tragici) nella storia, è sempre stato e sempre sarà il male assoluto per chi comanda davvero nel mondo.
      Esso esula dai normali concetti di destra/sinistra, è una terza via. Ed oserei dire, l'unica via. E come tale, sarà combattuto da destra e da sinistra. Che poi entrambe sono facce della stessa moneta, coniata da coloro che da secoli coniano le monete.

    1. carla 23 settembre 2024

      Maschio e femmina sono tutti gli esseri viventi, animali, insetti, rettili e anche le prese di corrente
      Uomo e donna siamo solo noi

    1. pieros 23 settembre 2024

      https://it.rbth.com/storia/80670-come-esplose-e-poi-implose

      Che noia con questa storia liberalcapitalista.La kollontaj la raccontava un po' diversamente.poco dopo il colpo di stato dell'ottobre del 17.
      La vera rivoluzione e abdicazione dello zar, c'era già stata.e non l'avevano fatta i bolscevichi.

    1. Cleon XIII 23 settembre 2024

      Cominciate col pagare le tasse, ragazze mie, LE TASSE.

    2. uomospeciale 23 settembre 2024

      Loro sono abituate che le tasse ( e le cene, i regali, ecc ecc )
      le pagano solo i maschi fessi.

    3. sbregaverse 24 settembre 2024

      Penso sia regola oramai anche nel regno animale tutto :
      i tassi se vogliono fare sesso sono costretti a pagare le tasse.

    1. Martin 23 settembre 2024

      Molto interessante.

      Va rammentato che fino ai tardi anni 60 in Occidente si richiedeva che lo stipendio di un operaio o impiegato fosse sufficiente a mantenere dignitosamente l'operaio/impiegato, la consorte casalinga/mamma ed almeno un figlio se non due. E per molte categorie di stipendi di operai e impiegati, in alcuni Paesi (USA, Germania, Svizzera, Olanda, Danimarca, etc), ci si era arrivati o si era molto vicini.

      Poi è arrivato il femminismo, tanto per cambiare prima negli USA e dopo in Europa.

      Uno dei risultati, solo qualche decennio dopo, è che la richiesta di cui sopra e' diventata ridicola. Per crescere un figlio, nell'80% dei casi si deve lavorare in due, ossia avere due stipendi.
      E poi poter contare sull'assistenza pubblica di asili nido e scuole pubbliche (dove esiste) o su entrate adeguate a spendere per anni e anni somme rilevanti in baby sitters o "tate". Infatti, anche i nonni di una volta sono in esponenziale discesa (quelli da giovani negli anni 60/70, figuriamoci).

      Siccome le sopraindicate condizioni non sono esattamente frequenti, la natalità in Occidente è in discesa da decenni.

      Ma tornando sul punto, non è che uno condanni il femminismo tout court, perchè diversi necessari correttivi alla mentalità pre anni 60 nei rapporti tra uomo e donna sono stati ampiamente adottati e fanno parte del senso comune in Occidente.

      Si tratta solo di evidenziare che lo sviluppo in senso femminista, ossia l'incremento esponenziale della forza lavoro, praticamente quasi raddoppiata, ha esercitato una potentissima spinta alla discesa degli stipendi in termini reali, ed ha infatti avuto ampio sostegno tra le elites dominanti.
      Oggi per inciso la forza lavoro si moltiplica con gli immigrati affamati.....

      A me alla fine resta il dubbio sul bilancio complessivo dello sviluppo indotto e perseguito attraverso il femminismo, e non solo a livello economico. L'aumento esponenziale di separazioni e divorzi è sicuramente connesso, ed ha provocato un notevole aumento della fragilità adolescenziale e giovanile. Poi c'e' il coincidente, enorme incremento dell'omosessualità maschile, fenomeno che comunque lo si giudichi va registrato e compreso: come mai?

      In sintesi, si tratta di bilancio quanto meno con ampi tratti negativi.

      Ma tanto non ne esce, perchè nel frattempo sono arrivati i militanti gays & lgbt, che pretendono terapie per il cambio di sesso decise nella minore età, nonchè di fare propaganda tra bambini e adolescenti nelle scuole pubbliche (come già in diversi Stati USA) circa il sesso come scelta di genere. Ossia, un altro grave pericolo all'orizzonte.....

      I cristiani ortodossi e gli islamici si stanno ovviamente allontanando dall' Occidente sempre di più, nulla di cui stupirsi....

    2. sbregaverse 23 settembre 2024

      Se poi aggiungiamo a quelle che già non me la davano prima, per motivi religiosi, quelle che non me la danno, ora, per tutti i motivi che vai enumerando, è fattuale che ci estingueremo nell'arco di qualche settimana ops mese ops anno.

    3. Cleon XIII 23 settembre 2024

      Il sesso è una ricchezza e un potere per chi ha il ruolo biologico di selezionare i propri partner sessuali privilegiando i portatori di geni migliori, gli "alpha", i belli-ricchi-potenti. In natura questo potere appartiene alle donne e abolire qualsiasi limite ad esso ha effetti distruttivi sulla comunità umana. Il tanto deprecato Patriarcato, che imponeva la monogamia e limitava le tendenze istintuali (la poligamia degli uomini e l'ipergamia delle donne) ci hai ha portato dall'età della pietra agli albori della civiltà, impedendo che l'umanità si estinguesse centinaia di migliaia di anni fa. Il femminismo, con l'aspirazione di liberare la donna dai vincoli imposti dalla sua natura ipergamica, è un cancro e un pericolo mortale per la specie umana.

    4. Martin 23 settembre 2024

      In pare concordo con la tua visione ma si tratta di un discorso lungo e molto complicato.

      Segnalo che gli chimpanzee, la specie animale tra le più intelligenti e per così dire più vicina all'uomo, sono caratterizzati dalla naturale cronica promiscuità femminile e dall'assenza di qualunque funzione paterna da parte dei maschi/padri naturali.

      Il piccolo chimpanzee riconosce solo sua madre, non il padre (non lo sa nemmeno la madre chi è....), e una volta cresciuto può entrare in diretto conflitto anche mortale con il padre, gli zii e i cugini, perchè nemmeno li riconosce.

      In sostanza, tra gli chimpanzee non si forma ne' la coppia genitoriale e ne' la grande famiglia che ha precorso il clan e l'organizzazione sociale.

      Tralascio evidenti analogie con i modelli e comportamenti umani. Dagli anni 90, il 75% dei bimbi e adolescenti Neri americani cresce senza padre. Attualmente siamo a oltre l'80%. Sono statistiche indiscusse e disarmanti, appunto le si nasconde.

      La funzione paterna era notoriamente molto più forte in Occidente che in Africa e America Latina, ma la differenza si sta riducendo molto velocemente.

      Venendo ad oggi, non si può fare marcia indietro sul femminismo, nemmeno opponendosi all' aborto come diritto, che secondo me sarebbe la prima misura da adottare.

      Si è anzi chiamati a far fronte contro i diritti ed i privilegi reclamati da gays & lgbt, ossia alla nuova decadenza del cambio di sesso in eta' minorile e della propaganda sul gender come scelta tra bambini e adolescenti (già in corso nelle scuole pubbliche di vari Stati Usa).

      Ossia, la spirale della decadenza sembra inarrestabile. Cristiani ortodossi e islamici ormai ci ridono in faccia.

    5. warheit 24 settembre 2024

      e qui non ci sono complotti che tengano,
      comprese anche le quattro patonze nella foto.

    6. Cleon XIII 25 settembre 2024

      Caro Martin, apprezzo le tue precisazioni e cerco di chiarire il mio punto di vista. Le dinamiche sociali degli altri primati (da cui l'uomo NON si è evoluto, al massimo si può dire che scimmie e uomini abbiano avuto un remoto antenato comune oggi estinto) funzionano solo in branchi formati da relativamente pochi esemplari. Non si può fare paragoni con la socialità umana. L'uomo non trasferisce alla prole gli strumenti per la sopravvivenza affidandosi soltanto agli istinti codificati nel DNA, anzi, lo fa principalmente attraverso una complessa forma di addestramento che avviene tramite il linguaggio simbolico. Un bambino appena nato è meno adatto alla sopravvivenza di un pollo appena uscito da un guscio, ma, attraverso l'educazione che gli viene impartita prima dalla madre e poi dalla società, diventa un membro della specie dominante del pianeta.Tale addestramento, che dovrebbe arricchirsi ed affinarsi da generazione a generazione, integra e modifica il bagaglio istintuale e conferisce alla specie umana vantaggi evolutivi enormi, ma contiene anche dei rischi altrettanto grandi. E' stato attraverso l'educazione e la cultura che gli istinti potenzialmente disgreganti sono stati moderati. Necrofilia, pedofilia, antropofagia, adulterio, promiscuità e omosessualità se non sottoposti a tabù e discredito sociale avrebbero impedito lo sviluppo di sistemi sociali in cui tutti gli individui avrebbero trovato conveniente dare il loro contributo. Se non si fosse posto un limite all'istinto poligamico dei maschi (inseminare il maggior numero possibile di donne) e alla tendenza ipergamica delle femmine (selezionare per l'accoppiamento solo gli individui migliori) si sarebbe presto creata una condizione in cui la maggior parte dei maschi, tagliati fuori dalla possibiltià di riprodursi, non avrebbero trovato nessun motivo per cacciare e procurare il cibo per donne e figli non loro. Il patriarcato, con l'introduzione del matrimonio e l'obbligo alla monogamia, introdusse un elemento moderatore mitigando istinti potenzialmente distruttivi. Tendenzialmente le femmine avrebbero continuato a ricercare compagni geneticamente superiori e i maschi avrebbero continuato, di nascosto, ad accoppiarsi con il maggior numero possibile di femmine, ma l'avrebbero fatto subendo uno stigma sociale.
      Il Patriarcato, nel bene e nel male, ha costruito imperi, il femminismo, con l0pressione e l'emarginazione della maggioranza assoluta dei maschi, è un cancro che sta distruggendo la coesione sociale, favorendo tendenze antisociali quali isolamento e suicidio. E' un fatto provato. Ci sarebbe poi un discorso da fare su questioni bandiera del femminismo quali i cosiddetti "femminicidi" e "stupri" a di cui si vorrebbero colpevolizzare i maschi in quanto tali ( o meglio "il maschile intrinsecamente tossico", come sostengono le femminista), ma sarà per un'altra volta.

    7. Martin 25 settembre 2024

      Apprezzo anche io la tua visione, e non e' molto differente dalla mia.

      Uno dei punti centrali e' l'importanza della formazione della coppia genitoriale stabile e della conseguente presenza e consistenza della funzione paterna nella crescita e educazione dei figli.
      E' accertato che in gran parte delle società africane la funzione paterna e' sempre stata estremamente limitata, ed anche in gran parte delle società latinoamericane. La cd liberazione sessuale e della donna imposta dall' Occidente ha avuto in Africa e in America Latina effetti molto più devastanti. Ma anche negli USA, ripeto, oltre l'80% dei bimbi Neri cresce senza padre. E la quota dei non Neri che cresce senza figura paterna stabile (out of wedlock) e' in costante aumento (intorno al 25-30%).

      All'origine di tale fenomenologia, ancor prima del femminismo c'e' stata, molto semplicemente, la pillola anticoncezionale. Grazie alla pillola, la naturale sorveglianza da parte dell'uomo della donna e' diventata praticamente inutile.

      E' semplicemente delirante inquadrare la storica, naturale sorveglianza della donna da parte dell'uomo solo negativamente o in termini di puro potere maschile, ossia in termini in ultima istanza marxisti, modello classe dominante e classe oppressa. Eppure tale autentico delirio ideologico - altro regalino della cd scuola di Francoforte -è ormai passato!

      La sorveglianza maschile della donna e' derivata dalla vitale necessità per i padri di assicurarsi che i figli da tirare su insieme fossero SUOI, e non di un altro. Come si può chiedere all'uomo/padre di essere indifferente, ossia di non tutelarsi rispetto alla reale paternità dei figli?

      Una volta arrivata la pillola, ossia un mezzo anticoncezionale interamente rimesso alle decisioni e volontà delle donne (molto diverso dal profilattico, mezzo visibile e affidato all'uomo), tale sorveglianza e' diventata assolutamente INUTILE.

      La donna e' diventata libera dalle conseguenze dell'attività sessuale, tanto quanto l'uomo, ossia una mutamento epocale della storia umana, non un dettaglio.

      Tale mutamento epocale originato dalla pillola anticoncezionale, andava evidentemente gestito o assistito, se non altro per evitare la fuga dei padri e della funzione paterna.
      Ed invece si e' aggiunto l'aborto come diritto e come decisione interamente rimessa alla donna, e separazioni/divorzi giuridicamente agevolati anche come mero business da parte delle donne.

      Il risultato e' che gli uomini/padri oggi hanno meno diritti delle donne/madri, e chiunque lo neghi fa una figura patetica.
      Esempio: se una donna mente dicendo di prendere la pillola, e dopo un one night stand resta incinta, per secoli la donna doveva arrangiarsi con il figlio, ed era inoltre sanzionata moralmente e socialmente.
      Oggi invece ti identifica come il padre e ti costringe a pagare alimenti a vita!!!

      Ovvio che gli uomini/padri scappano a gambe levate, o prima o dopo....e guarda che caso, e' anche esponenzialmente aumentata l'omosessualità maschile.

    8. Cleon XIII 25 settembre 2024

      Peccato non sia possibile il doppio like!

    1. sbregaverse 23 settembre 2024

      Polvere eravamo e polvere torneremo;
      ma nel frattempo siamo MERCE per marcimonio
      ops mercimonio.

    1. uomospeciale 23 settembre 2024

      Non frega niente a nessuno.

    2. sbregaverse 23 settembre 2024

      Eh no qualche buon sito, con le stelle della porno accanto, me lo sono annotato.

    1. alduccio 23 settembre 2024

      C'è qualcosa che non capisco quando guardo le donne d'oggigiorno. Potenzialmente,oltre ad avere teoricamente un cervello che funziona in parallelo, sono anche più "erotiche", più vitalizzanti, più generatrici di emozioni e di vibrazioni profonde rispetto alla controparte. Questo in teoria.
      Quando li si vede per strada oggigiorno avviluppate da pigiami
      informi e comportamenti sciatti verrebbe da chiedersi se questa sorprendente caduta di gusto delll'universo femminile ha a che fare con l'attuale condizione sottoeconomica o è del tutto dovuta ad un fenomeno moderno.

      (sign. Claus, usi pure la mia replica come trampolino di lancio verso gli spazi liberi dell'Infinito).

    1. Gear of destiny 23 settembre 2024

      la donna si è sempre distinta nei confronti del'uomo per tre qualità eccelse: nobiltà d'animo, rispetto per il prossimo e dignità; questo fino all'avvento del femminismo che lentamente le ha trasformate in un simulacro divinizzante, con le storture e devianze femminili a cui assistiamo oggi. L'unica loro debolezza, la vanità, è diventato il grimaldello per sovvertire l'ordine divino precostituito e i valori del Vangelo. Non è un caso che la Vergine Maria apparve a San Domenico rivelandosi quale Regina dell'ordine naturale

    1. sbregaverse 23 settembre 2024

      (Esiti da basso impero con Salò e le 120 giornate di Sodoma.)*
      *Il parentesato è elevato all'ennesima potenza.

    1. Kajros 23 settembre 2024

      Il "femminismo" ormai è narrazione per content creator dei vari open , fanfake , wired , linkiesta , repubblica....tana! v'ho beccato! Pensate che la gente non sappia che siete a fare gli scribacchini con la laurea triennale in scienze della comunicazione....ma con chi credete di avre a che fare?
      Nell'era di onlyfans , patreon , tik tok etc...

    1. ric 23 settembre 2024

      ma quale dignita' pretendete?

      basta vedere dopo la mezzanotte i canali televisivi dove fra una vendita di pentolame e l' altra devi imbatterti almeno in 3/4 canali di donne con il culo in aria...con tette al vento mentre se la grattano stra-vacca-te sul divano aspettando che qualche cretino faccia il numero telefonico esposto.....
      Mai visto o sentito donne , femministe ecc... a protestare per queste volgarissime rappresentazioni della donna...poi mettono in croce mediaticamente un uomo si ti sfiora le chiappe sul autobus...
      Ma andate aff......

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