L'unica opposizione a Draghi è il populismo

draghi

Di Luca Lanzalaco per comedonchisciotte.org

Lo abbiamo già scritto, ma conviene ripeterlo (1). Tra i pregi di Mario Draghi, pochi o molti che siano a seconda delle nostre opinioni personali, ve ne è uno incontestabile: la chiarezza. Draghi non ha mai dovuto spiegare, rettificare, correggere e, men che meno, contraddire quanto aveva detto o scritto. E, senza alcuna ironia, non è cosa da poco.

In mezzo a politici – perché Draghi è un politico, non un economista – che si esprimono in modo confuso, enigmatico, incomprensibile, allusivo e, talvolta, incoerente si tratta di una eccezione che merita attenzione. Perché Draghi, questo è il punto, non solo si esprime in forma chiara e diretta, ma si comporta anche in questo modo. Ciò che fa Mario Draghi deve essere attentamente monitorato e analizzato, perché non è cronaca, è storia. E, soprattutto, perché ci dice come dobbiamo muoverci noi. Ma procediamo con ordine.

Il 23 settembre 2023 Ursula von der Leyen, durante il suo discorso sullo stato dell’Unione europea, annuncia di aver commissionato a Mario Draghi un “Rapporto sulla competitività dell’economia europea” di cui non vengono specificati né le finalità, né il profilo. Draghi accetta e si mette al lavoro.

Nel frattempo, il 29 novembre 2023, Draghi si manifesta a Milano e annuncia in modo sobrio e pacato che ci servono gli Stati Uniti d’Europa (2). Forse è una pura coincidenza. O forse no.
Il 10 gennaio 2024 Mario Draghi incontra in una riunione riservata a Milano nella sede della Banca d’Italia una delegazione della European Round Table for Industry (ERT), la associazione che raggruppa 60 multinazionali europee nel settore dell’industria e della tecnologia. Draghi, con il consueto understatement, dice ai giornalisti che è lì per ascoltare. Di fatto, durante l’incontro, che pare essere stato richiesto dalla stessa ERT, presenta una dettagliata “piattaforma Draghi” che, secondo Giuseppe Sarcina, “potrebbe essere la base su cui costruire la politica industriale della Ue per i prossimi cinque anni” (3).

Il giorno successivo, 11 gennaio 2024, Draghi si vede a Bruxelles con una delegazione di Business Europe, la confederazione di tutte le “Confindustrie” nazionali europee (4). All’incontro, durante il quale si parla di competitività e di futuro dell’economia europea, viene dato un risalto mediatico nettamente inferiore a quello dell’incontro del giorno prima a Milano. E questo fatto è significativo.

Il 12 gennaio 2024 Draghi partecipa come ospite d’onore a un “seminario segreto” (sic!) del Consiglio dei Commissari UE sulla competitività. Dopo aver lanciato i consueti segnali di allarme sullo stato dell’economia europea di fronte alla sfida di Cina e USA, traccia le linee della politica industriale che si dovrebbe adottare nella prossima legislatura (5).

Come interpretare tutto ciò? Quali insegnamenti trarre?

Anzitutto, un chiarimento necessario per capire quanto successo. La ERT è una associazione tra 60 imprese multinazionali europee, nata nel 1983, che fatturano 2.000 miliardi di euro all’anno, hanno complessivamente 5 milioni di dipendenti e investono ogni anno 60 miliardi di euro in ricerca e sviluppo. Il suo scopo è promuovere la competitività e lo sviluppo in Europa e, per fare questo, vengono redatti rapporti che vengono discussi nelle istituzioni internazionali e globali e con i governi nazionali (6). Quindi, la ERT non è una associazione che rappresenta il mondo imprenditoriale, ma una organizzazione che svolge attività di lobbying per 60 multinazionali. BusinessEurope, invece, è una associazione di rappresentanza, nata nel 1958, che raggruppa a livello europeo tutte le confederazioni nazionali degli industriali che operano nei singoli Stati. La differenza non è da poco. La prima rappresenta solo sé stessa e gli interessi di 60 imprese multinazionali. La seconda rappresenta circa 20 milioni di imprese di tutte le dimensioni aderenti a 42 confederazioni nazionali con sede in 36 Paesi (7).

Vediamo ora di interpretare le mosse di Mario Draghi e di trarne le dovute conseguenze.

Anzitutto, gli incontri erano tutti “riservati”, se non addirittura “segreti”, eppure gli uffici stampa si sono premurati di far conoscere nei dettagli l’oggetto della discussione. In particolare, all’incontro con la ERT è stato dato grande risalto mediatico e della “piattaforma Draghi” si conoscono molti particolari. Ciò significa due cose. La prima è che Mario Draghi e il mainstream europeo danno molta più importanza al livello globale, rappresentato dalla ERT, che a quello nazionale in cui è storicamente radicata la base associativa di BusineesEurope. E tutto ciò avviene mentre sono presenti da qualche anno chiari segnali di deglobalizzazione a livello economico e politico (8).

Porsi il problema della competitività a livello globale è quanto meno anacronistico. Il vero problema è quello esattamente opposto, cioè come rimediare ai danni generati dalla globalizzazione. E non è certo aumentando la competitività, che della globalizzazione è il motore, che ciò si può fare. Forse sarebbe più opportuno ragionare sul reinserimento di misure protezionistiche e su un ridimensionamento dei mercati globali, primo fra tutti quello dei capitali. Ma di questo, ovviamente, non si può parlare con le imprese multinazionali.

Mario Draghi ha illustrato e discusso con la ERT e, solo successivamente, con la Commissione la sua “piattaforma” tracciando la tabella di marcia (roadmap) della politica industriale nella prossima legislatura. Peccato che le elezioni non si siano ancora tenute e che non si conosca la composizione del futuro Parlamento europeo. Ma, ancora più spiacevole è il fatto che il suo Rapporto verrà reso ufficiale solo dopo le elezioni europee che si terranno in giugno e che quindi non possa essere oggetto di discussione durante la campagna elettorale. Questi “sfasamenti temporali” non sono casuali ma hanno un ben preciso significato. I cittadini - meglio sarebbe dire i sudditi - europei votino pure ciò che vogliono, tanto il futuro dell’economia dell’Unione lo decidiamo noi, cioè il probabile (ma non ancora nominato) presidente del Consiglio europeo e le multinazionali, 60 individui decidono il futuro di 400 milioni di persone.

E lo decidono in segreto, in sedi riservate, ma facendolo sapere a tutti. Questa “ostentata riservatezza” è il nuovo modo di comunicare delle élite. Non sono più necessari logge massoniche, panfili o uffici al riparo di orecchie indiscrete. Si sceglie una sede ufficiale – la Banca d’Italia, quando Draghi avrebbe potuto recarsi presso la Presidenza dell’ERT a Bruxelles – per discutere in modo ufficioso e informale di questioni pubbliche. In modo tale che sia ben chiaro all’universo mondo chi decide e chi non decide, chi ha il potere e chi sono i senza potere, chi fa parte delle élite e chi fa parte del popolo.

L’“ostentata riservatezza” è una vera e propria provocazione, un oltraggio alla democrazia, un vilipendio ai principi liberali. Così come lo sono stati gli incontri che Bill Gates, uno degli uomini più ricchi del pianeta, ha avuto prima con il Presidente del Consiglio e poi con il Presidente della Repubblica italiani.

Se questo è il nuovo modus operandi delle élite politiche, un misto di sfrontata disinvoltura e deferente ossequio al potere economico, allora l’unica risposta sensata per chi da quei circoli esclusivi è strutturalmente ed orgogliosamente escluso è uno solo: l’antielitismo o, come viene chiamato nel linguaggio ordinario, il populismo.

Tornerò quanto prima sul tema, per ora mi basta sottolineare due cose. La prima è che il populismo non è sinonimo di destra e men che meno di fascismo. Può essere di destra, ma può anche essere di sinistra, pensiamo non solo alla prima stagione di Syriza con Alexis Tsipras e Yanis Varoufakis, ma anche ad intellettuali come Ernesto Laclau, Chantal Mouffe, Wolgang Streeck o, in Italia, Carlo Formenti (9). La seconda è che il populismo non è riducibile al reddito di cittadinanza o al salario minimo in quanto riguarda una sfera più ampia della semplice economia. Tutelare i diritti degli svantaggiati, degli ultimi nella scala delle disuguaglianze economiche e sociali, è cosa giusta, ma è riduttivo in quanto oscura la natura principalmente politica del populismo che, nella sua essenza, è (ri)dare il potere di decidere a chi sarà poi sottoposto a quelle decisioni. Cioè, l’esatto contrario della “ostantata riservatezza” esibita da Mario Draghi.

Di Luca Lanzalaco per ComeDonChisciotte.org

22.01.2024

Luca Lanzalaco è professore ordinario di Scienza politica presso l’Università di Macerata. Ha recentemente pubblicato, con Giampiero Cama e Sara Rocchi, Le banche centrali prima e dopo la crisi. Politica e politiche monetarie non convenzionali (ATì editore, 2019) e Fragile Boundaries. The Power of Global Finance and the Weakness of Political Institutions (Rivista Italiana di Politiche pubbliche, 2/2015, il Mulino). E’ autore del libro L’Euro e la Democrazia – dalla Crisi Greca al nuovo Mes (Youcanprint, Bari, 2022).

NOTE:

(1) https://comedonchisciotte.org/draghi-ci-indica-la-direzione-giusta-quella-opposta-alla-sua/

(2) https://comedonchisciotte.org/stati-uniti-deuropa-se-li-conosci-li-eviti-se-li-eviti-ti-salvi/

(3) Giuseppe Sarcina, Draghi a Milano incontra i big dell’industria europea: «Sono qui per ascoltare». “Corriere della Sera – L’Economia”, 10 gennaio 2024, https://www.corriere.it/economia/innovazione/24_gennaio_10/draghi-industria-europea-milano-fe170b3e-afd8-11ee-9fa8-f1baea8c39b3.shtml

(4) Luca Fabiana, Draghi al seminario della Commissione sulla competitività. Dopo le europee la roadmap per la prossima legislatura, https://www.eunews.it/2024/01/12/draghi-vede-la-commissione-ue-e-spinge-per-una-roadmap-sulla-competitivita-con-priorita-e-politiche-da-attuare/

(5) Luca Fabiana, Draghi vede la Commissione Ue e spinge per una roadmap sulla competitività con priorità e politiche da attuare, https://www.eunews.it/2024/01/12/draghi-vede-la-commissione-ue-e-spinge-per-una-roadmap-sulla-competitivita-con-priorita-e-politiche-da-attuare/

(6) Queste informazioni sono tratte dal sito della European Round Table for Industry: https://ert.eu/about/

(7) Queste informazioni sono tratte dal sito di BusineesEurope: https://www.businesseurope.eu/

(8) Arlo Poletti, Antiglobalismo. Le radici politiche ed economiche, Bologna, il Mulino, 2022.

(9) Ernesto Laclau, La ragione populista, Bari, Laterza, 2018.

Chantal Mouffe. Per un populismo di sinistra, Bari, Laterza, 2018.

Wolfgang Streeck, Ritornare alla democrazia. Populismo, neoliberismo e crisi della democrazia. https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2020/02/Wolfgang-Streeck--de7a7e53-f398-4b55-86ce-267bf9ddd303.html

Carlo Formenti, La variante populista. Lotta di classe nel neoliberismo, Roma, Derive-Approdi, 2016.

Commenti (28)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 28 caricati
    1. luciolandi 23 gennaio 2024

      Questa è la faccia di m***a alla quale gli animali hanno creduto 🤣🤣🤣
      Ma come si fa?
      Minchia una faccia di m***a così neanche lo skate gli lascio.
      Poveraccci.

    1. Jimbo 23 gennaio 2024

      Non esiste nessuna opposizione a Draghi perchè gli italiani sono draghiani, meloniani, pidioti, a favore della NATO, a favore delle guerre NATO, dei genocidi, dell'Euro, dell'OMS, del neoliberismo.
      Gli italiani in fondo sono smarter-digital.

    2. Luca VFR 23 gennaio 2024

      In una parola: dei pirla.

    1. Martin 23 gennaio 2024

      Va usato il concetto di sovranismo, perche' populismo e' una categoria definita negativamente.

    1. uomospeciale 22 gennaio 2024

      il popolismo ( quello vero, e non finto di facciata) è una bestia nera per il potere perchè è un pò come Fleximan, un esempio pericoloso.
      A proposito:
      Cosa ha detto quel magistrato a proposito di Fleximan?:

      " State attenti a osannare e condividere certi atteggiamenti sui social e su internet, perché è apologia di reato"
      In pratica una vera e propria minaccia, e invito a tacere per la serie:

      "Chinate la testa, pagate, e ubbidite sempre senza fiatare, senza lamentarvi, e senza manco pensare a ribellarvi.

      Che bella la democrazia.
      E come mi sento tutelato dalla giustizia ...

    2. JHON 22 gennaio 2024

      Parlava del Fascismo, l' unico bollato di apologia in Italia.

    3. uomospeciale 22 gennaio 2024

      Sicuro?
      A me pareva che si riferisse proprio a quelli che sui social inneggiavano al taglio degli autovelox, e non mi sorprende affatto.
      Del resto qualsiasi forma di autodifesa o di ribellione attiva dei cittadini verso le istituzioni o la legge sono da sempre pesantemente scoraggiati e sanzionati in Italia.
      Mentre ubbidienza, passività, docilità e conformismo, sono gli unici comportamenti incentivati, propagandati, e continuamente spacciati come "giusti".

    4. JHON 22 gennaio 2024

      Hai ragione tu, mi riferivo alla parola "Apologia", che è il reato che colpisce coloro che inneggiando a coloro che diedero la vita per un ideale, condivisibile o non, fanno il consueto saluto Romano. Poi nel mucchio, ci mettono tutti gli altri: no-vax, no- gp- no-multavelox, i peggiori fascisti, sono gli antifascisti di oggi, lo diceva Churchill subito dopo la ww2.

    1. JHON 22 gennaio 2024

      Si è accorta anche la PdC, durante la conferenza stampa di fine anno con i "giornalisti", quella per intenderci, che addossando la scusa di andare in bagno, si è sottratta a un po' di domande scomode, ammettendo nel contempo, appena rientrata, che il suo predecessore non venivano rivolte domande, se non di convenienza. Draghi per gli Italiani che non se la sono bevuta, è colui che ha favorito la svendita dell' Industria al capitale finanziario per cui lavorava, Cossiga l' aveva capito, ma era oramai troppo tardi, per rimediare, poi seguirono altri "salvatori della patria" non eletti da nessuno e tutti senatori a vita, ora a causa di queste copiose elargizioni il popolino è costretto a mangiare acciughe non disilicate, pranzo e cena. L' apoteosi finale poi è la fotografia che lo ritrae con il noto sindacalista, appoggiando la mano sulla spalla, compari in ruoli diversi della "canagliata" del GP, studiata copia-incolla ai danni dei sudditi di sua maestà. E sempre allegri dobbiamo stare, perché a piangere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale------

    2. sarah 22 gennaio 2024

      Esatto, @JHON

    3. carla 24 gennaio 2024

      L'attuale Pdc avrà anche trovato una situazione difficilissima del paese e dintorni, ma come confronti con i predecessori la strada ce l'ha tutta in discesa: individui che hanno sempre dato il peggio di sè al paese e che si sono pure preoccupati di lanciare slogan che chiarissero anche a delle amebe le loro idee/posizioni.

      Il covis ha fatto tanto male, ma esiste sempre anche il rovescio della medaglia e oggi basta mettere la pagina di news dove il tal personaggio sproloquiava contro i novacs per distruggere miti che altrimenti sarebbero durati decenni.
      Ieri ho letto cosa scriveva dei novacs Luca Bizzarri praticamente viene equiparato ad un analfabeta funzionale non solo per i contenuti, ma persino per la sintassi !?!?!
      Un nuovo "fiorello" da aggiungere al mazzo

    1. carla 22 gennaio 2024

      L'unico futuro che mi auguro è quello senza la naziUe, senza proprio solo con il vecchio mercato europeo che sa tanto di banchetti in piazza.
      Morte a tutto ciò che sa di naziUe, tanto è chiarissimo per cosa è stata creata: fame, controllo morte e guerra nonchè arricchimento infinito di lor signori.

    1. carla 22 gennaio 2024

      Avevamo già capito che il migliore ha il monopolio pure degli slogan dedicati al NWO:
      "Non ti vaxxini ti ammali e poi muori" resterà nella nostra storia più e meglio di "armiamoci e partite".
      Del resto se un tempo G. Galilei dovette abiurare mentre oggi anche i bimbi delle elementari sanno che la terra gira attorno al sole e non il contrario, speriamo che ai bimbi nel futuro verrà insegnato cosa non si doveva abiurare.

    1. Nestor Halak 22 gennaio 2024

      Sottolineerei alcuni punti:
      "populista" aveva un suo significato originario e in realtà qualsiasi forza politica può avere atteggiamenti populisti, ma recentemente il termine è stato adottato dalla propaganda main stream in senso semplicemente spregiativo, analogamente a complottista o novax al solo scopo di svilire e ridicolizzare tutti coloro che non sono in linea con la politica dell'elite globalista.
      Personalmente vedo Draghi non come un grande manovratore, ma come una delle tante mezze calzette che imperversano per la politica europea, gente come Scholz. la Von der Leyen, Stoltemberg o Borrell. Sembra chiaro perché ha l'arte oratoria di un direttore di banca, non di un leader politico. Che da buon funzionario UE si incontri con i lobbisti mi pare perfettamente normale: la politica europea consiste soprattutto in questo.
      Non esiste uno stato europeo, meno che mai democratico. Il parlamento europeo non è un organo sovrano, non nomina la Commissione né la sfiducia: insomma mancano anche i requisiti puramente formali di una democrazia, per questo le linee politiche possono essere decise segretamente, da semplici burocrati e senza nessuna relazione con le tempistiche elettorali. Le elezioni esistono, sì, ma non eleggono i governanti, solo figure di rappresentanza che siedono a Strasburgo: non si tratta di un parlamento, perché non ha i poteri di un parlamento. I veri governanti sono grigi burocrati che non dovendo rispondere in alcun modo agli elettori, rispondono al denaro e a Washington.

    1. Astronauta 22 gennaio 2024

      Attenzione che fra poco inizia l anno cinese del dragone.I Draghi escono allo scoperto…

    1. clausneghe 22 gennaio 2024

      Vi sbagliate, l'unica opposizione a Draghi è la Dragoni..

    1. Bertozzi 22 gennaio 2024

      "l populismo non è riducibile al reddito di cittadinanza o al salario minimo, ma riguarda una sfera più ampia..."

      E addirittura togliere il reddito di cittadinanza è riconducibile a cosa? Al ridare sovranità a uno stato (cit.) come avrebbe promesso la Meloni e alcuni suoi propagandisti qui dentro?
      Ricordo che l' aver tolto il reddito di cittadinanza rimarrà l'unico provvedimento per cui ci si ricorderà della Meloni (oltre naturalmente alla fondamentale legge anti rave!) ed era il suo unico compito fondamentale assegnatogli dai poteri forti che ha prontamente eseguito. Lei e la Ursula ormai vanno a braccetto, inquietanti come le gemelle di Shining.
      Ricordo che neppure il drago - che è senza vergogna e senza orpelli al servizio del capitale, uno che chiedeva "preferite la pace o il condizionatore ?"- si è mai permesso di toccare il reddito di cittadinanza, eppure la nostra cara Sovranista è la prima cosa che ha fatto. Complimenti a lei e a tutti coloro che hanno fatto propaganda elettorale per lei, se oggi qualcuno fa la fame è merito suo, e anche merito vostro.

    2. sarah 22 gennaio 2024

      Non si è permesso perché non conveniva, c'era ancora la pan d'emia da digerire... Poi "lui" si è tolto dai piedi ( al momento opportuno) e ha lasciato lo sporco compitino da fare alla vincitrice delle elezioni.

    3. Accattone il Censore 22 gennaio 2024

      Non ha fatto solo quello: adesso ha detto che l'ENI può essere privatizzata e ha rimesso l'IRPEF in agricoltura, che era stato abolita da sette anni.
      E non dimentichiamoci il commendevole aumento delle emissioni elettromagnetiche.

    1. gix 22 gennaio 2024

      Il drago non so perchè ma mi fa venire in mente un curioso, surreale (anche oltre l'inverosimile) e per certi versi allucinante film di qualche tempo fa, "Essere John Malkovich". Strana storia di possessione e di controllo della personalità e del corpo di un attore di successo, utilizzate da tutti per propri scopi egoistici e perversi. Essere mariodraghi (o quantomeno essere nella sua mente e magari persino possedere la sua personalità) è diventato un (presunto) programma di successo, una aspirazione per molti infoiati ed assatanati rappresentanti delle elite attualmente al potere, senza sapere che essere mariodraghi potrebbe rivelarsi una trasposizione molto più deludente di quanto ci si possa aspettare. Comunque, da qualunque punto di vista si valuti tale trasposizione, può diventare una rivelazione, nel bene e nel male, di quelle che a quanto pare ci attendono nel prossimo futuro.

    1. Don1952 22 gennaio 2024

      L’unica opposizione al serpente è la morte sua.

    1. danone 22 gennaio 2024

      Tutelare i diritti degli svantaggiati, degli ultimi nella scala delle disuguaglianze economiche e sociali, è cosa giusta, ma è riduttivo in quanto oscura la natura principalmente politica del populismo che, nella sua essenza, è (ri)dare il potere di decidere a chi sarà poi sottoposto a quelle decisioni. Cioè, l’esatto contrario della “ostantata riservatezza” esibita da Mario Draghi.

      Giusto Lanzalaco, ma è importante sottolineare che tornare ad un sistema che tuteli davvero gli ultimi nella scala delle disuguaglianze economiche, non è solo cosa giusta sotto il profilo etico, per sentirci buoni, ma lo è sotto l'aspetto tecnico-economico per garantire l'uscita in massa dalla miseria, è proprio indispensabile tutelare i poveri.
      E' indispensabile mantenere sempre un equa distribuzione della ricchezza nel tessuto economico di un paese, per garantire sempre una crescita fisiologica dell'economia, che garantisca benessere diffuso e meritato per giunta (non come oggi dove il 90 e passa % dei profitti è rubato, non guadagnato).
      Le crisi economiche, le bolle e le recessioni, non sono calamità naturali mandate fra noi peccatori indebitati da un dio stronzo che non sa che fare, o malattie virali che circolano periodicamente nell'aria.
      La povertà generalizzata, che si sta sempre più diffondendo nelle nostre società occidentali a causa della crisi delle nostre economie reali, è prodotta proprio dalle regole predatorie ed usuraie della finanza neo-liberista di oggi, quelle definite da draghi and company come competitive e necessarie, proprio perchè sono esse stesse la leva per creare pochi centri di incommensurabile ricchezza e potere, a discapito di tutti gli altri miliardi di poveracci, che diventano dei debitori disperati.
      Il neo-liberismo è il sistema che crea pochi creditori universali, coi quali sono indebitati tutti gli altri, come si fa a non vedere che è una immensa truffa, invece di continuare a considerarlo un modello economico per giunta efficiente? non lo è.
      Un modello economico o una teoria economica, per essere definite tali e non mere truffe ai danni di incapaci, devono sempre contenere al loro interno, intrinsecamente, filosoficamente, il rispetto dei principi di verità e giustizia, se no di che parliamo, di truffa appunto.
      E draghi and company stanno truffando tutti, ci vuol poco a definire la situazione e a trovare alternative, è la volontà politica di metterli in galera tutti che manca, non la scienza politico-economica che ci indichi altre vie possibili per non morire di fame.

    2. Fantine 22 gennaio 2024

      Le crisi economiche, le bolle e le recessioni, non sono calamità naturali mandate fra noi peccatori indebitati da un dio stronzo che non sa che fare, o malattie virali che circolano periodicamente nell’aria.

      Sintesi perfetta, Dan one.
      Questo pezzo lo conservo, come la chicca di Abs di ieri (@absitiniuriaverbis):

      quando la multinazionale di turno deciderà che ‘non mangi insetti, ti ammali, fai morire e muori’.
    1. pippo123 22 gennaio 2024

      Il populismo è la traduzione che le canaglie danno del buon senso

    2. Astronauta 22 gennaio 2024

      Qui scatta l applauso…

    1. AlbertoConti 22 gennaio 2024

      Che dire, parole sante!
      Quanto a Draghi ed alla sua chiarezza c'è un problema: la chiarezza la usa anche quando dice le bugie, cioè la maggior parte delle volte che si rivolge al "popolo". Essere un mentitore seriale chiaro non è proprio una virtù.

    2. REmaggiore 22 gennaio 2024

      Alberto Conti, questo è invece vero.

    3. pippo123 22 gennaio 2024

      Tutti i domestici di Bismarck erano romeni, il che fece dire al buon Otto, che essere romeni non era una nazionalità ma una professione, la stessa cosa si può dire della propensione a mentire di mister green fottuto pass

Visualizzati 28 di 28 commenti approvati.