L’altra America (Le tre occasioni perdute per evitare la Terza Guerra Mondiale)

Si è risvegliato il mostro degli anni bui della Guerra Fredda, ma questa volta è più cattivo

L’altra America (Le tre occasioni perdute per evitare la Terza Guerra Mondiale)

Matthew Ehret
strategic-culture.org

Sembra che il mondo di oggi stia velocemente andando fuori controllo.

Il timore di uno scontro nucleare tra la Russia e la NATO ha raggiunto il culmine e si è risvegliato un qualcosa di ancor peggiore di quanto avevamo visto negli anni bui della Guerra Fredda.

Una strana forma di isteria ha travolto l'Occidente collettivo, mentre il Congresso degli Stati Uniti invia miliardi di dollari di aiuti letali al regime di Kiev, il quale, secondo il sorridente senatore Lindsey Graham, "combatterà la Russia fino all'ultimo Ucraino".

Si tratta dello stesso Congresso americano che, senza alcun ritegno, rifornisce di armi i reparti dell’esercito ucraino infestati di nazisti e anche gruppi affiliati all'ISIS in Siria e in Iraq. Lo stesso Congresso che aveva deciso di dichiarare la Russia uno "Stato sostenitore del terrorismo” quando, il 27 luglio, il Senato aveva votato all'unanimità a tal riguardo e la Camera dei Rappresentanti aveva seguito a ruota, con una risoluzione sostenuta da un ampio consenso bipartisan da parte di entrambi i partiti.

Nel frattempo, a Bruxelles e tra i Paesi dell'alleanza Five Eyes aumentano le pressioni per espellere il presidente russo dal G20, mentre cresce la glorificazione degli "eroi" nazisti in numerose nazioni dell'ex Unione Sovietica, tra cui la Lettonia, l’Estonia, la Lituania, ecc... In pratica, tutte quelle nazioni che, nel corso degli ultimi due decenni, erano state assorbite dalla NATO.

Parlare di un Armageddon nucleare è diventato ordinaria amministrazione e sembra che nessun politico neoliberista di un certo peso prenda in considerazione l'idea di sanare la frattura tra Est e Ovest.

Cosa sta succedendo? Il mondo è impazzito?

Come mai certi personaggi di spicco dell'Occidente "libero e democratico" sono diventati così ciechi persino di fronte ai loro stessi interessi strategici, al punto da correre volontariamente il rischio di far divampare il fuoco termonucleare in tutto il mondo, piuttosto che porre fine alla politica della "NATO globale" e dell'unipolarismo internazionale?

Questa crisi artificiale, così come tutte le crisi volute dall’uomo, può essere scongiurata.

È necessario, però, che sia i Russi che gli Americani si rendano conto di che pasta sono fatte gli attori che stanno spingendo il mondo verso lo sterminio.

Solo così, infatti, potremmo rivalutare l’importanza di restituire agli Stati Uniti le loro tradizioni costituzionali e, allo stesso tempo, creare le basi di una nuova architettura di sicurezza di cui il mondo ha disperatamente bisogno per sopravvivere ai decenni che restano del XXI secolo.

Per intraprendere il cammino necessario a fronteggiare l'attuale tempesta è necessario riesaminare un po' di storia moderna, a partire dal crollo dell'Unione Sovietica e dai tre momenti salienti che, per poco, non avevano visto l'umanità andare incontro ad una nuova era di mutua cooperazione, basata su un'alleanza strategica tra Stati Uniti e Russia.

1988-1992: viene sovvertito il primo tentativo per un'era di cooperazione multipolare

Nel 1988 era sempre più lampante come il sistema di distruzione mutua assicurata fosse agli sgoccioli.

I rigidi sistemi economici del blocco sovietico erano incapaci di introdurre le innovazioni tecnologiche necessarie all’adozione di un sistema economico civile che avrebbe scongiurato il crollo generale.

Tutti conoscono i giorni bui della Perestrojka e il saccheggio degli anni Novanta compiuto dall'Occidente... ma pochi sanno che i tempi erano maturi per una nuova era di cooperazione e abbondanza, guidata da forze interne all'intellighenzia americana e dalle loro controparti russe che avevano visto in questa crisi l'opportunità di deporre le armi.

Queste personalità avevano cercato di costruire una nuova architettura fondata sulla crescita reciproca, su misure atte a rafforzare la fiducia e sul progresso scientifico.

Per molti anni si erano tenuti incontri segreti tra le figure di spicco della nuova amministrazione Gorbaciov e le loro controparti americane dell'amministrazione Reagan, persino con i leader industriali tedeschi guidati dal presidente della Deutsche Bank, Alfred Herrhausen. È probabile che questi statisti anti-malthusiani non si fossero pienamente resi conto delle forze del male che avevano di fronte, ma avevano comunque cercato di lavorare sodo per porre fine alla Guerra Fredda ed evitare di far cadere la Russia nell'oblio, cercando invece una nuova sinergia di cooperazione industriale e scientifica tra Est e Ovest.

La storia di questi propositi e della possibilità di un'epoca di cooperazione basata sul progresso industriale su larga scala viene raccontata sia nella recente autobiografia del dottor Edward Lozansky dell'American University di Mosca che nel documentario del 2008 The Lost Chance of 1989, prodotto dallo Schiller Institute.

Alcuni di questi esponenti politici avevano lavorato molto all’elaborazione di piani di sviluppo da miliardi di dollari in investimenti destinati all'ammodernamento di tutti i settori dell'economia sovietica, che prevedevano grandi opere infrastrutturali e di crescita industriale.

Nonostante le numerose promesse di cooperazione Est-Ovest, lo scenario degli anni Novanta mostrava una Russia sanguinante che nuotava tra gli squali.

Personaggi come Strobe Talbott e Jeffrey Sachs avevano avuto il compito di ridurre in pezzi il governo russo e il suo popolo dal punto di vista economico, psicologico e morale, grazie ad un programma (piuttosto una terapia d'urto) supervisionato dai peggiori elementi del Fondo Monetario Internazionale, della City di Londra e degli utopisti di Washington.

Mentre le promesse fatte dall'allora Segretario di Stato James Baker di "non spostare la NATO di un solo centimetro rispetto alla sua configurazione del 1992" continuavano ad essere infrante, erano state revocate anche le garanzie di sicurezza di base. Nel frattempo, la NATO, da alleanza difensiva della Guerra Fredda si trasformava in una nuova struttura offensiva mondiale che inglobava tutte le ex nazioni sovietiche su cui riusciva a mettere le mani.

Al posto della collaborazione, si era iniziato a discutere di un Nuovo Ordine Mondiale e nel dibattito politico occidentale aveva iniziato a farsi strada la teoria della "fine della storia".

Anche l’allora senatore Joe Biden non aveva tardato ad entrare in azione scrivendo nel 1992 un articolo dal titolo "How I learned love the New World Order” (Come ho imparato ad amare il Nuovo Ordine Mondiale).

Le nazioni che avevano osato resistere a questo Nuovo Ordine Mondiale erano state rapidamente riportate sulla "giusta via” con le bombe e la balcanizzazione.

Dietro l'illusione della vittoria dell'America sul comunismo il marciume cresceva sempre di più, mentre le politiche post-industriali degli anni Settanta e Ottanta trasformavano la struttura industriale americana, un tempo solida, in un'inutile economia di servizi, non più in grado di reggersi in piedi da sola, di essere autosufficiente e persino di mantenere le infrastrutture di base.

Mentre con Clinton aumentava la povertà, l'uso di droghe e la criminalità, si assisteva ad un trasferimento della ricchezza che vedeva i piccoli e medi imprenditori americani, già in via di estinzione, spazzati via dai nuovi colossi multinazionali che, grazie alla bonanza della deregolamentazione finanziaria dell'Accordo nordamericano di libero commercio e del Trattato di Maastricht, si accaparravano tutto quello che finiva loro tra le mani. In seguito alla firma di entrambi i trattati, alcune zone [di libero scambio] precedentemente appartenenti a nazioni sovrane erano state private del potere di emettere legalmente credito produttivo, di ricorrere al protezionismo per difendere i propri interessi e di gestire i propri sistemi bancari nazionali. Se un tempo la sovranità su questi poteri fondamentali era, per legge, prerogativa della nazione di appartenenza, in seguito al NAFTA e al trattato di Maastricht, a godere di questo privilegio erano le entità sovranazionali.

Mentre su entrambi i fronti della cortina di ferro regnava il degrado, due nuovi leader salivano al potere.

Con la loro ascesa, rispettivamente nel 1999 e nel 2000, era nata la speranza che Vladimir Putin e George Bush Jr potessero ripristinare un certo buon senso dopo un decennio di tradimenti.

1999-2001: viene sovvertito il secondo tentativo per un'era di cooperazione multipolare

Nel 2000, le speranze di rimediare al deprimente degrado in cui versavano le relazioni tra Stati Uniti e Russia erano volate di nuovo alte, poiché a Mosca era entrato in scena un giovane mediatore di nome Vladimir Putin, che aveva sostituito quel buono a nulla alcolizzato di Boris Eltsin.

La sconfitta di Al Gore (i cui profondi rapporti con certi traditori russi come Chernomyrdin e Chubais gli avevano lasciato le mani sporche di sangue russo) aveva risvegliato un tiepido ottimismo tra i patrioti di entrambe le nazioni.

Negli Stati Uniti, oltre 100 rappresentanti eletti avevano sottoscritto un appello lanciato dal deputato repubblicano della Pennsylvania Curt Weldon, che aveva commissionato un rapporto intitolato "US-Russia Partnership: A Time for New Beginnings“.

Questo influente documento, pubblicato all'inizio del 2001, conteneva una visione coerente che non si vedeva da oltre un decennio, la visione di un nuovo paradigma che coinvolgesse ogni aspetto delle relazioni tra Stati Uniti e Russia.

La diplomazia culturale, l'insegnamento della lingua russa nelle scuole americane, i sussidi al settore agricolo, lo sviluppo di ogni forma di energia, l'esplorazione dell’Universo, la cooperazione militare, la difesa planetaria dagli asteroidi e la ricerca sulla fusione erano tutti punti chiave del dossier del deputato Weldon.

Il desiderio di non lasciarsi scappare un'opportunità storica del genere trapela nel paragrafo di apertura:

“L'America e la Russia devono forgiare un'alleanza vantaggiosa per entrambe o rassegnarsi all’eventualità che i sospetti del passato torneranno a galla, facendo sprofondare il mondo in una nuova Guerra Fredda. Un'eventualità simile avrà un esito drammatico, dal momento che gli Stati Uniti e la Russia hanno più cose in comune di quante non ne abbiano. Infatti, dato che le minacce più gravi e imminenti per entrambe le nazioni sono il terrorismo e la diffusione delle armi di distruzione di massa, questi grandi nemici comuni dovrebbero fare degli Stati Uniti e della Russia due alleati naturali.

Il modello di relazioni bilaterali e di controllo degli armamenti dell'era della Guerra Fredda si basa sull’ostilità reciproca e sulle minacce nucleari: una situazione inaccettabile su cui basare le relazioni tra Stati Uniti e Russia nel XXI secolo. Ognuna delle due nazioni ha dei problemi diversi in materia di sicurezza, ma molti di questi sono comuni a entrambi i Paesi. La politica statunitense dovrebbe esortare la Russia a riconoscere i vantaggi della cooperazione tra le due nazioni in settori come l'antiterrorismo, la non proliferazione e la difesa missilistica... La chiave per forgiare un'alleanza tra Stati Uniti e Russia è la tempestività: bisogna stringerla prima che le relazioni tra queste nazioni si deteriorino ulteriormente. Gli Stati Uniti devono stabilire con la Russia una relazione che vada chiaramente a vantaggio degli interessi sia russi che statunitensi e inizi il prima possibile, in una cooperazione che porti ad obiettivi vantaggiosi per entrambi".

È a questo spirito di buona volontà all'interno dei settori più avanzati della politica americana che si era rivolto Vladimir Putin quando aveva comunicato all'Occidente la sua intenzione di far entrare la Russia nella NATO.

Naturalmente Putin non ignorava il pericolo rappresentato da una NATO sotto l'influenza di globalisti come Gore, Soros, Nuland e altri, ma, finché il potere fosse rimasto in mano ad esponenti occidentali che la pensavano diversamente, l'intellighenzia russa era del parere che l’orientamento distruttivo di tale organizzazione potesse essere neutralizzato.

È per questo motivo che, in quel periodo, le prime apparizioni di Putin negli Stati Uniti, a fianco del Presidente Bush, avevano fatto crescere l'entusiasmo nei confronti di una sana politica estera.

Purtroppo, all’interno della classe dirigente statunitense si preannunciava un altro periodo buio, poiché la visione della nuova Amministrazione Bush era completamente opposta.

Il nuovo governo, non solo aveva portato avanti le peggiori decisioni sulla politica russa prese negli anni Novanta da Clinton, Gore e Talbott, ma l’imposizione al mondo della Pax Americana aveva generato una ossessiva spinta militarista per la supremazia globale mai vista durante il precedente mandato.

L'assistente di Strobe Talbott, Victoria Nuland, aveva trovato un nuovo impiego come vice di Dick Cheney e poi come ambasciatrice degli Stati Uniti presso la NATO, dove aveva supervisionato l’enorme espansione del blocco militare, da 16 a 24 nazioni entro il 2008.

Sotto la guida della Nuland, le aspirazioni della Georgia e dell'Ucraina di aderire all'Alleanza erano state ufficialmente riconosciute dalla NATO.

La Nuland aveva lavorato anche a stretto contatto con la National Endowment for Democracy, una società di copertura della CIA, e con George Soros per gettare le basi di una nuova era di operazioni di cambio di regime sotto forma di rivoluzioni colorate in Georgia (2003) e in Ucraina (2004) e di bombardamenti umanitari che, all’indomani dell'11 settembre, avevano riportato le nazioni del Medio Oriente all'età della pietra.

Robert Kagan, marito della Nuland, era stato uno dei primi cofondatori del Project for a New American Century (PNAC), un think tank neoconservatore che aveva dato vita ad alcune delle visioni politiche distopiche per il XXI secolo, come quella descritta nel September 2000 Rebuilding America’s Defenses (RAD) in cui Russia e Cina erano viste non come potenziali alleati, ma come nemici naturali da distruggere per garantire l'egemonia globale degli Stati Uniti.

In netto contrasto con lo spirito positivo di mutua cooperazione concepito dal deputato Curt Weldon e da altri, le reti globaliste delineate nel documento RAD del PNAC, a proposito delle guerre del futuro, prevedevano un ordine mondiale molto più distopico di sopraffazione hobbesiana in una lotta di tutti contro tutti:

"Anche se il processo di trasformazione potrebbe richiedere diversi decenni... il ‘combattimento’ avverrà probabilmente in nuove dimensioni: nello spazio, nel ‘cyber-spazio’ e forse nel mondo dei microbi. La guerra aerea potrebbe non essere più combattuta da piloti a bordo di caccia tattici che controllano i cieli dei caccia avversari, ma da un regime dominato da velivoli a lungo raggio e senza pilota... Lo spazio stesso diventerà un teatro di guerra, poiché le nazioni avranno accesso a competenze in materia spaziale e si affideranno ad esse; inoltre, la distinzione tra sistemi spaziali militari e commerciali - combattenti e non combattenti - diventerà sempre meno netta. I sistemi informatici diventeranno un importante obiettivo da mettere sotto attacco, in particolare per i nemici degli Stati Uniti con il desiderio di mandare in cortocircuito le sofisticate forze americane. Inoltre, forme avanzate di guerra biologica in grado di ‘colpire’ specifici genotipi potrebbero trasformare una tremenda guerra biologica in uno strumento politicamente utile."

Il pensiero del grande stratega Zbigniew Brzezinski era fondamentale per ideologi come Kagan, Nuland e altri neoconservatori, come Paul Wolfowitz, Richard Perle, John Bolton, Donald Rumsfeld e Dick Cheney, che avevano gestito il malleabile presidente Bush Jr.

Era stato l'ex consigliere per la sicurezza nazionale Brzezinski a parlare di spartizione della Russia nel suo libro La Grande Scacchiera del 1997, un diktat di Washington che riapparirà poi sulle pagine del PNAC.

Nel suo libro del 1997, Brzezinski scriveva:

“Lo scenario più pericoloso vedrebbe, eventualmente, una grande coalizione tra la Cina, la Russia e forse l’Iran; una coalizione ‘antiegemonica’ non basata su un’ideologia ma su rivendicazioni comuni.

.....Il modo in cui gli Stati Uniti manipoleranno e accontenteranno i principali attori geostrategici sullo scacchiere eurasiatico e il modo in cui terranno sotto controllo i principali perni geopolitici dell'Eurasia sarà cruciale per la longevità e la stabilità della supremazia globale dell'America".

Disgraziatamente per il mondo, la dottrina politica adottata da George Bush non aveva niente a che vedere con quella dei migliori patrioti americani vicini a Curt Weldon, ma, al contrario, era legata a questa banda di globalisti che cercavano di fare tutto il possibile affinché il mondo rimanesse diviso e soffocato il più a lungo possibile, mentre una nuova Pax Americana avrebbe consolidato le loro conquiste nell'ambito di un programma di Full Spectrum Dominance.

Erano stati proprio loro a far ritirare gli Stati Uniti dal Trattato anti missili balistici, come annunciato da Bush il 13 dicembre 2001.

Il Trattato ABM, firmato nel 1972, aveva fatto in modo che le forze armate russe e americane smettessero di dispiegare, testare e sviluppare sistemi antimissile navali, aerei, spaziali e terrestri mobili per intercettare i missili balistici strategici.

Il ritiro degli Stati Uniti dal trattato aveva fatto crescere il pericolo rappresentato dallo scudo antimissili balistici dislocato lungo il confine della Russia (e della Cina), rendendolo [agli occhi dei Russi e dei Cinesi] una minaccia esistenziale insopportabile e scatenando una nuova corsa ad armamenti offensivi e difensivi.

Il giorno dopo il ritiro ufficiale degli Stati Uniti dal Trattato ABM, la Russia aveva annunciato il proprio ritiro dal Trattato START II, che non solo vietava l'uso di testate multiple sui missili balistici intercontinentali (ICBMS), ma riduceva considerevolmente il numero totale di testate.

Non c’era voluto molto prima che il presidente Putin rispondesse a questa minaccia. Durante il suo famoso discorso in occasione della Conferenza sulla sicurezza di Monaco del 2007, non solo aveva rivelato che la Russia era ben al corrente delle vere proprietà offensive dei sistemi anti missili balistici dislocati ai suoi confini, ma aveva anche stabilito dei punti fermi riguardo al continuo avanzamento della NATO verso Russia.

2016-2020: viene sovvertito il terzo tentativo per un'era di cooperazione multipolare

Tra il 2007 e il 2016 i globalisti occidentali avevano raddoppiato la posta sulla Full Spectrum Dominance, nonostante l'aspetto della politica mondiale fosse cambiato radicalmente in seguito alla nuova alleanza russo-cinese, il vero e proprio cardine del successo dell'integrazione eurasiatica.

Altre nazioni erano state trascinate all'inferno da una serie di Primavere Arabe manipolata dall'Occidente, seguite dal bombardamento umanitario della Libia, avvenuto nel 2011, e dall'attacco alla Siria in nome di una simile terapia di "ricostruzione nazionale".

Nel Pacifico, il “Perno sull’Asia” guidato da Clinton e Obama aveva accelerato l'impegno militare degli Stati Uniti lungo il confine cinese, con i missili THAAD dislocati in Corea del Sud e 100.000 truppe sparse in diversi territori asiatici con i governi manipolati dall'Occidente.

Sotto la guida di Biden e Victoria Nuland, l'Ucraina era stata messa a ferro e fuoco: il governo filorusso di Viktor Yanukovych era stato rovesciato da una seconda Rivoluzione Colorata che aveva portato al potere un regime scelto dal Dipartimento di Stato americano.

Nell'ottobre 2013, una luce aveva iniziato ad illuminare le tenebre, quando la Cina aveva annunciato la nascita della Nuova Via della Seta, una strategia di politica estera che si era subito integrata con l'Unione economica eurasiatica della Russia.

Nel 2015, la Russia si era sentita abbastanza forte da lanciarsi in una nuova dottrina di politica estera in Siria e aveva mandato all’aria un altro progetto di cambio di regime che avrebbe potuto incendiare il cuore del Paese.

Nel 2016, le cose si stavano mettendo male per il mondo, poiché in America tutti i sondaggi d'opinione davano per certa la vittoria di Hillary Clinton come 45° Presidente degli Stati Uniti.

Ma qualcosa era cambiato.

L'inattesa vittoria di Donald Trump non solo aveva fatto saltare il piano neoconservatore architettato dai peggiori elementi del Partito Democratico di Obama e Clinton, ma aveva mandato un nuovo segnale per la ricostruzione delle relazioni tra Stati Uniti e Russia, dal momento che il nuovo presidente auspicava buone relazioni con la Russia e con la Cina, mostrandosi al contempo disponibile a porre fine alle "guerre eterne” e a discutere con i Russi l'attività militare americana in Siria.

Durante la presidenza Trump, dal 2016 al 2020, [i neoconservatori] avevano lanciato un attacco su larga scala per cercare di annullare il voto espresso dalla maggioranza dei cittadini americani, avvalendosi della teoria manipolatoria dell’ingerenza russa (il famoso “Russiagate”) e della caccia alle streghe inscenata dai media, che avevano cercato di dipingere Trump come "un lacchè del Cremlino".

Nonostante ciò, Trump era riuscito a respingere i tentativi di impeachment e a promuovere una serie di riforme per il taglio dei finanziamenti alla National Endowment for Democracy (NED) in Ucraina, a Hong Kong e altrove, escludendo dalle operazioni militari convenzionali alcuni membri di rilievo della CIA, armonizzando le operazioni militari statunitensi con la Russia in Siria e appoggiando un vasto programma di costruzione di ponti diplomatici in tutto il Medio Oriente, grazie agli accordi di Abraham, e, in Asia, incontrando i leader della Corea del Sud e del Nord. Per la leadership russa e cinese questo approccio diplomatico aveva avuto un’importanza significativa.

Nell'aprile 2019 il presidente Trump si era presentato alla Casa Bianca insieme al vice premier cinese Liu He dicendo:

"In Russia, in Cina e negli Stati Uniti investiamo centinaia di miliardi di dollari in armi, anche nucleari, ed è una cosa ridicola. Credo sia più produttivo che questi tre Paesi smettano di produrre armi e stringano un’alleanza. Credo che si possa intavolare un dialogo per tagliare queste spese e investire piuttosto in una pace a lungo termine".

Sebbene la sala operativa del Deep State all'interno del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti avesse lavorato notte e giorno per sabotare queste favorevoli iniziative, e nonostante viscide creature neoconservatrici come John Bolton e Mike Pompeo avessero continuato a circondare, come vipere, il gruppo ristretto di Trump, sarebbe sciocco ignorare queste iniziative positive, anche se di breve durata, e non ricordare le occasioni mancate del 1990 e del 2000.

“L’altra America" manifesterà mai il suo dissenso?

Due anni dopo l'insediamento di Biden alla Casa Bianca, il mondo è scivolato per l’ennesima volta verso uno scontro esistenziale, non solo con la Russia a causa degli eventi in Ucraina, ma sempre più anche con la Cina per via del consolidamento di una nuova NATO del Pacifico, che qualcuno ha soprannominato "Quad" [Quadrilateral Security Dialogue].

Se l'Ucraina, dopo la rivoluzione colorata della NED, era stata usata per rimettere in marcia questo programma antagonista contro la Russia, la rivoluzione colorata di Taiwan (la Rivoluzione dei Girasoli del 2014) era stata usata per trasformare questa provincia insulare in un nuovo potenziale punto di partenza per una guerra nel Pacifico.

Con oltre 140 Paesi che hanno aderito alla Nuova via della seta e un elenco crescente di nazioni in attesa di entrare nei BRICS+ e nell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, sembra sempre più evidente che l'incubo di Zbigniew Brzezinski di una nuova alleanza eurasiatica guidata da Russia, Cina e Iran rappresenti una minaccia definitiva per il paradigma unipolare.

Il presidente Putin non sembra avere dubbi su questo punto e, in un suo recente discorso, ha ribadito la fine del sistema unipolare.

La popolazione americana sa che dalla guerra per procura in Ucraina non trae alcun vantaggio e, secondo recenti sondaggi, la situazione dell'Ucraina non rientra neanche tra le dieci preoccupazioni più grandi della maggior parte degli Americani, decisamente più allarmati per l'aumento dei prezzi del gas, dei generi alimentari e degli affitti e non interessati alle ambizioni geopolitiche dei neoconservatori.

Inoltre, i sondaggi condotti da Rasmussen mostrano che circa il 70% degli Americani crede fermamente che l'America stia percorrendo la strada sbagliata e il consenso nei confronti del Presidente e del Congresso ha ormai raggiunto i minimi storici.

I tre precedenti tentativi di rovesciare l’ideologia unipolare e di stabilire una base sostenibile di cooperazione tra Stati Uniti e Russia erano stati possibili non solo grazie ad esponenti politici appoggiati dal mondo imprenditoriale, ma grazie anche ad una rete di cittadini americani ben organizzati, informati e impegnati che avevano saputo ragionare sulla direzione che la loro nazione stava imboccando.

Se il mondo di oggi riuscirà a scongiurare le conseguenze delle folli politiche della NATO globale, che non possono far altro che condurci alla guerra termonucleare, sarà grazie a questa "altra America", il cui tempo, energia e sacrificio potranno fare la differenza tra l’avvento di nuovi anni bui o di una nuova era di cooperazione.

Matthew Ehret
Fonte: strategic-culture.org
Link: https://strategic-culture.org/news/2023/01/29/other-america-or-three-missed-chances-to-avoid-world-war-iii/
29.01.2023
Tradotto da Nadia Dabbene per comedonchisciotte.org

Matthew Ehret è caporedattore della Canadian Patriot Review e Senior Fellow presso l’American University di Mosca. È autore della serie di libri “Untold History of Canada” e di “Clash of the Two Americas.”

Commenti (40)

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    1. Fantine 20 febbraio 2023

      Accadeva oggi: 20 febbraio 2014.

      L'imboscata dei "nazionalisti ucraini" agli otto autobus nei pressi della città di Korsun-Shevchenkovsky.

    1. Bertozzi 19 febbraio 2023

      Vabbè Ehret "Siamo al culmine", è un anno che lo siamo, se fra un anno saremo ancora qui per favore trovati un lavoro vero, tu e tutti i menagrami geopolitici.

    1. danone 19 febbraio 2023

      Vorrei sapere da Ehret o da chi vuole o può, se mi sa indicare una mossa degli strateghi occidentali, una, che abbia indebolito o rallentato il modello multipolare che stanno promuovendo i brics, invece di accelerarlo e rafforzarlo, dal 24 febbraio 2021 inizio delle ostilità belliche?
      Basta una sola mossa o strategia.

      I tre tentativi di cooperazione fra Russia e America, purtroppo falliti, era inevitabile che fallissero, semplicemente perchè è impossibile una vera cooperazione economica con gli Usa, all'interno del neo-liberismo unipolare americano, dove tutte le autorità monetarie ufficiali sono americane e dove il dollaro è l'unica valuta sovrana del sistema.
      Dentro quale modello monetario e finanziario avrebbero dovuto collaborare i Russi, se non nel neo-liberismo del dollaro fiat, che gli avrebbe fatti sudditi ugualmente?
      Quindi delle due l'una, o è stata sempre tutta fasulla questa volontà di collaborazione, al di là delle buone intenzioni di uomini anche onesti come Weldon, ecco perchè il fallimento, oppure dovevano cambiare il modello finanziario-monetario già allora, per rendere credibile la collaborazione e ovviamente il modello sarebbe stato molto simile al modello che dovrebbero presentare i brics oggi, e dico dovrebbero perchè ancora non ce n'è traccia, un modello multi-polare.
      Il perchè sia necessario un cambio di modello cruento e non pacifico l'ho già spiegato altre volte, serve per individuare i nuovi eroi rappresentanti del nuovo e i capri espiatori per regolare i conti con il vecchio, e questo affinchè sia credibile il passaggio di testimone, che in realtà è solo inscenato, poichè nella realtà sempre essi vivono al potere.

      Per gli americani il modo per assorbire la Russia e rapinarla di tutte le sue ricchezze c'era ed era semplice in realtà, bastava che gli strateghi idioti americani avessero fatto con la Russia nel 90, al collasso com'erano, esattamente quello che hanno fatto all'Europa dopo la seconda guerra, ovvero infiltrarli con un piano marshall, dargli un pò di welfare state e parecchio consumismo, anche mediatico, e dopo qualche decennio imporre politiche di austerity giustificate dal debito eccessivo, prodotto dal fatto di essere vissuti sopra le loro possibilità, causa consumismo e così poterli comodamente de-industrializzarli e colonizzarli da fuori per benino, come succede all'Italia da almeno 30 anni.
      Se questo non è stato fatto non è perchè non si è riusciti a farlo, ma secondo la mia opinione, è perchè non si doveva fare da agenda, c'erano altri piani per la Russia e li vediamo oggi quali sono questi piani.

    2. Chicxulub2.0 19 febbraio 2023

      La tecnologia sta per cambiare il mondo per sempre o meglio, l'intero universo

      I super ricchi appartenenti all'élite potranno accedere a tecnologie riservate a pochi soprattutto in medicina dove ovviamente solo una piccola parte potrà usufruire delle nuove cure che permetteranno non solo di prolungare la vita almeno di 30 anni oltre la media odierna, ma di migliorare il proprio corpo “in corsa” cioè l'editing genetico preannunciato da Schwab
      La maggioranza sarà esclusa per evitare che nel giro di due generazioni la popolazione mondiale si trasformi in una marea ingestibile di miliardi di anziani bisognosi ognuno di una costosissima manutenzione per vivere ancora più a lungo

      In altre e più chiare parole, l'umanità sta per spaccarsi in due: i superiori tecnologizzati e migliorati geneticamente contro i normali ormai diventati inferiori
      Già alcuni siti transumanisti si chiedono come si farà a evitare che i superiori sterminino gli inferiori ormai inutili

      In queste condizioni si gioca l'ultima definitiva partita per il potere nel mondo: chi vincerà prenderà tutto in maniera irreversibile 👉quindi nessuno accetterà di perdere e tutti i contendenti sono pronti al “muoia Sansone”👈

      Non fra 50 anni, entro il 2025, max il 2030

    3. Hospiton 19 febbraio 2023

      Ci sono vari punti su cui è necessario riflettere, indubbiamente. Ma nel paragone tra Europa post 45 e Russia post 1991 non dimentichiamoci una differenza fondamentale Danone: in Europa non han portato solo Piano Marshall e consumismo, ci hanno "regalato" anche centinaia di basi militari e una flotta che incrocia nel Mediterraneo, base a Napoli, sempre pronta per ogni evenienza...senza questo deterrente gli USA non sarebbero riusciti a tenerci a lungo nelle loro grinfie, e la loro forza militare è stata d'appoggio al ramificatissimo servizio d'intelligence cui sono legate strutture come Gladio, o l'eliminazione di personaggi che propugnavano politiche improntate a maggiore autonomia ecc...in poche parole guinzaglio cortissimo, in Russia non sarebbe mai stata possibile una "colonizzazione" di questo tipo, all'occorrenza feroce, supportata dall'imponente apparato militare sfoggiato in Europa, pertanto il saccheggio non poteva che essere di breve durata. Niente basi, niente deterrenti, quinte colonne che non possono agire in modo libero e sfacciato come nel Vecchio Continente, insomma condizioni troppo diverse e meno favorevoli rispetto all'operazione Europa, prima o poi il rilancio russo sarebbe avvenuto, con o senza la volontà USA e delle lobbies che dettano legge a Washington e N.York. Ovviamente non posso conoscere i retroscena ma vi sono delle sostanziali differenze che dobbiamo tenere in considerazione.

    4. danone 19 febbraio 2023

      Certamente si, ma non vedo la difficoltà di mettere al guinzaglio qualunque popolo, prima facendogli fare la fame e dopo, portandogli ogni ben di dio a buon mercato, facendogli fare comodamente debito per decenni.
      E' la stessa politica del tordo che hanno fatto anche con noi europei, al di là della pressione militare, che gli americani mettono a tutti per statuto.
      Se ai russi, i quali se la sono vista male parecchio in tanti, dopo il crollo, si fosse provveduto ad arricchirli un pò, sono convinto che il patriottismo, oggi, lo metterebbero anche loro, solo nel guardare le prodezze del lokomotiv mosca oppure la nazionale russa ai mondiali.

    5. Hospiton 19 febbraio 2023

      Ma sai, non la vedo neanche come una questione di puro patriottismo, per quanto da quel punto di vista i russi giochino a un altro livello rispetto a noi (forse la nostra mentalità disincantata e disillusa ci porta a sottovalutare il loro spirito ma anche qui luoghi, storie e percorsi molti diversi). È che a un certo punto le elemosine non bastano più, e allora arrivano i golpe silenziosi, i casi Mattei, le Tangentopoli, i ricatti, i sicari dell'economia, insomma una serie di misure che si possono adottare solo a patto di avere il controllo totale della situazione. Se manca la netta supremazia militare sul territorio (o ai suoi confini, ma solo se parliamo di nazioni molto meno estese del gigante russo), che consente l'implementazione di operazioni come la "strategia della tensione", sul medio-lungo periodo i rischi che la classe politica o qualche lobby (Putin e i suoi?) riesca a trovare autonomia crescono. E a quel punto anche l'arma del debito (non conosco i dati in merito sulla Russia) la puoi utilizzare con più difficoltà, certo non come nella derelitta colonia Italia dove ci hanno stordito a colpi di spread e amenità simili. Tutto questo, naturalmente, se prendiamo per buona la teoria dello scontro tra bande, e non quella della regia unica...

    6. danone 19 febbraio 2023

      Non mi preoccupano molto questi scenari, primo perchè se fossero veri non ci potrei fare granchè, secondo perchè ormai il mio percorso lo conosco, il sentiero animico-spirituale di crescita interiore, percui gli altri facciano quello che vogliono.

    7. Chicxulub2.0 19 febbraio 2023

      E insomma…nello scenario peggiore avremo qualche piccolo guaio…😄

      Ma ovviamente non è detto, possono succedere tante cose, ci si diverte un po' a fare i catastrofisti 💣💥

    8. sbregaverse 20 febbraio 2023

      Ma certo e se sorella morte ci facesse visita prima , saremmo noi a metterlo in culo a tutti sti atlantisti del cazzo.

    9. absitiniuriaverbis 20 febbraio 2023

      Vorrei provare a rispondere alla tua 'indicare una mossa degli strateghi occidentali, una, che abbia indebolito o rallentato il modello multipolare che stanno promuovendo i brics'.

      Dopi il dopoguerra.2 è fino ad oggi incluso, che cosa hanno fatto gli USA per attuare il loro piano di controllo?
      Di tutto e di più e ovunque possibile con le buone, le così così, le cattive.
      Per cui una risposta possibile alla tua sarebbe, ironicamente scrivendo, cos'altro avrebbero dovuto o potuto fare ulteriormente per ostacolare? Ovviamente senza rischiare l'annichilazione reciproca.
      Terremotare i 140 e più della via della seta e Brics? Tirare fuori gli alieni ed i loro mezzi dalla 51 (!) e togliere il guinzaglio?

      Voglio dire che mi sembra abbiano fatto il possibile ed anche di più.
      Ed avrebbero continuato pazientemente o quasi se 'gli altri' non fossero usciti allo scoperto mettendo il re nudo.
      Finché c'è guerra c'è speranza e sicuramente manco di fantasia per ipotizzare azioni ulteriori.

      Aggiungo anche che 'i burattinai' non sono degli sprovveduti. Hai visto mai che si amnazzino tra di loro!?

    1. flagello 19 febbraio 2023

      Ehret ha fatto una disamina abbastanza corretta dello sviluppo storico di questo periodo iniziata gia prima della caduta dell’ Unione Sovietica e sfociando in quello che sta succedendo oggi in maniera palese nel mondo in generale e in Ucraina in particolare.
      Vedo nei tre momenti da lui nominati delle correttezze, ma mi manca anche una analisi che riporti gli sviluppi della società americana e delle sue influenze in Europa stesso e nella sua ( Europa) società. Qui il riferimento ad alcuni commenti dove il tono in sottinteso sarebbe quello di svegliarci come popolo, prendere i bastoni,e scendere in strada per far sentire in maniera decisa con la nostra voce che questo andazzo e questa forma di società che ci vogliono appioppare la rifiutiamo ( mi scuso ma credo di aver capito questo). Detto questo arrivo ora a definire la mia interpretazione dei problemi attuali!
      il primo punto è che sopratutto negl’ultimi due decenni il popolo é stato indotto a dover rinunciare lentamente ma inesorabilmente a dei principi fondamentali della libertà ( tutto questo costruito ad arte partendo dal presupposto di combattere il terrorismo e per salvaguardare la nostra sicurezza e vedi come punto di partenza il 11 settembre 2001) cosa che ha comportato l’ accettazione da parte del popolo di subire i vari provvedimenti.
      Il secondo momento é avvenuto con la pandemia del Covid 19 dove le elite non solo ci hanno terrorizzato con la paura, ma ci hanno anche costretto a subire ulteriormente una riduzione della ns libertà e delle ns scelte ( pensa al vaccino che non solo é stato di fatto reso obbligatorio ma addirittura con previa firma di esenzione di qualsiasi responsabilità da parte del produttore o di chi ha obbligato a farlo fare), ma, e qui si fa un ulteriore passo in avanti, addirittura sono stati capaci di spaccare la società mettendo il popolo uno contro l’altro (vedere gli episodi di persone che aggredivano altre persone per il solo fatto che non portavano la mascherina) e che significa un nuovo punto di forza nel controllo da parte del potere Stato.
      Ora arrivo al terzo punto, e che ci porta alla situazione attuale dell’articolo e della guerra in Ucraina:
      in questo ultimo anno il potere non sta facendo altro che sbraitare paroloni da guerra fondai della peggiore specie, dove la parola pace o trattativa per la pace ti porta ad essere automaticamente scomunicato e bollato come ‘ nemico’. Qui io vedo chiaramente l’ intento oramai di sottomettere il popolo ad accettare la guerra sia come un dato di fatto che come una necessità per la ns libertà ed altro, cosi da farci essere partecipi in prima persona con un fucile in mano e spediti alla frontiera Russa.
      Mi si potrà ribattere che il popolo arriverà a ribellarsi se non lo vuole ma purtroppo io questa certezza non la vedo ( e su questo argomento e il
      suo perché non mi dilungo ma basta analizzare i miei punti 1 e 2 in precedenza) ma vedo piuttosto che un risveglio ci possa essere solo quando ci arriveranno in testa le prime bombe ( nella speranza che non siano quelle termo nucleari).

    1. Hospiton 19 febbraio 2023

      "la popolazione americana sa che non trarrà nessun vantaggio dalla guerra in Ucraina" scrive Ehret, ne siamo sicuri? Perché le notizie sull'economia americana raccontano un'altra storia, solo che nelle colonie UE/Italia queste cose passano sottotraccia https://www.agi.it/economia/news/2023-01-26/usa-economia-corre-piu-del-previsto-19818298/ continuo a leggere che l'occidente intero è impazzito e roba simile, in realtà le lobbies che guidano gli Usa mi sembrano lucidissime, e per uscire dall'ennesima crisi tirano fuori l'ennesima guerra, preparata con cura da anni (ricordiamo i servizi del buon Giulietto Chiesa) sacrificando le economie europee (con la complicità dell'establishment nostrano). Se il trend si confermerà, cioè se gli States rilanceranno la propria economia ancora una volta grazie a un conflitto creato ad hoc, bè non vedremo nessuna "altra America", nessuna protesta anti-bellica, non nelle dimensioni che servirebbero per far concentrare Washington sui problemi interni, lasciando finalmente in pace l'Europa dopo 80 anni di occupazione. Di recente anche Barbero ha fatto maliziosamente notare che pure questo conflitto "folle", osservato dal punto di vista USA, è tutt'altro che folle. Lo è dal punto di vista di noi imbecilli coloniali europei, ma questo è un altro discorso. Non credo che al Pentagono e a Wall Street puntino al tanto citato unipolarismo, in questo momento non è fattibile e i finti folli lo sanno bene; per inserirsi da protagonisti nel nuovo scenario potrebbe esser sufficiente dare un'assestata alla delicata situazione interna, e la guerra per procura in Ucraina è perfetta per tale operazione, soprattutto se dovesse trasformarsi -pare lo sia già- in un conflitto di posizione, logorante, stile Grande Guerra (aspetto che ho evidenziato già mesi fa, commentando altri articoli. Ora se ne stanno accorgendo anche gli "analisti" da circo che operano nei talk show rai-mediaset), con tutto quel che ne conseguirà in termini di rilancio dell'industria americana, nei settori più disparati.

    2. Hospiton 19 febbraio 2023

      Una chiosa sulla "delicata situazione interna" USA: ogni tanto continuo a sentire di poliziotti che impallinano qualche nero a Chicago, Detroit ecc, eppure BLM pare scomparso dai radar, né ho più visto impostori inginocchiarsi a Montecitorio. Che fosse un movimento stra-pompato dai media per motivi che nulla hanno a che vedere con il razzismo era ovvio, ma la totale inconsistenza attuale di BLM certifica che non vi era neppure una parte "genuina".

    3. Chicxulub2.0 19 febbraio 2023

      Veramente strano...😄

    4. Hospiton 19 febbraio 2023

      Da un articolo apparso sul Fatto: "Gli Stati Uniti e i loro alleati – scrive ancora Cnn – hanno già inviato quasi 50 miliardi di dollari in aiuti e attrezzature all’esercito ucraino nell’ultimo anno. Per continuare così e per ripristinare le proprie scorte, il Pentagono si sta riarmando rapidamente, col più grande aumento negli ultimi decenni della produzione di munizioni e impiegando a pieno regime rami dell’industria della difesa statunitense, nonostante l’America tecnicamente non sia in guerra”.
      Qui l'articolo completo https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/02/19/usa-a-scranton-limpianto-dove-si-costruiscono-armi-per-lucraina-pentagono-produzione-di-munizioni-aumentera-del-500/7070249/

    5. oriundo2006 19 febbraio 2023

      Le guerre ricompattano il fronte interno. Quando poi questo è egemonizzato dalla nota lobby 'dem' circa gli 'afro', la spiegazione è tutta qui.
      Se i rep tipo Trump vogliono davvero governare e fare piazza pulita devono necessariamente attrarre tra di loro esponenti 'coloured'. Devono avere il coraggio di entrare nell'altrui pollaio.
      Purtroppo il conflitto socio-razziale, adesso narcotizzato, se dovesse riesplodere non darà loro il tempo di farlo con credibilità. Dunque è adesso che si devono muovere...ma Trump non è un politico.

    6. ducadiGrumello 19 febbraio 2023

      Già caro Hospiton, anche a me pare che i loro piani procedano bene, more solito. O meglio, sono pieni di falle ma l'unica parte veramente curata è quella psicologica. Si direbbe che vogliano scremare le infinite sfumature dell'approccio alla realtà in due sole categorie, creare cioè due soli gruppi di sudditi. Quelli che non credono a niente perché sono convinti di vivere nell'impero del Bene, e quelli che attribuiscono ogni nefandezza immaginabile all'Occidente, in particolare ovviamente lato anglo - attenzione, non sto dicendo che questa lettura non sia vera, solo che vogliono mettere chi la pensa in modo diciamo per semplificare alternativo in uno status di paranoia e paura costanti, fosse anche solo per gli effetti immunosoppressivi che si ottengono. Vedasi voci secondo me diffuse sempre dai soliti noti su campi di concentramento novax, richiami periodici a epocali carestie alimentari ed energetiche di cui io per ora non vedo traccia nel mondo reale, e non certo perché sono parzialmente autonomo in ambedue i campi. Per tutti e due gli schieramenti l'obiettivo mi sembra sia l'eliminazione del dubbio, scintilla del pensiero critico

    7. Hospiton 19 febbraio 2023

      Sono d'accordo Duca, e il fatto che alcuni ambienti della cosiddetta "controinformazione" a volte abbiano veicolato materiale equivoco, creando un allarmismo inutile, basato su notizie frammentarie, mi ha fatto pensar male. Non è improbabile che certa robaccia venga diffusa con gli scopi da te elencati, polarizzazione selvaggia, assenza di pensiero critico, creazione di un clima di scoramento... quando si maneggia materiale di un certo tipo occorre attenzione.

    8. Hospiton 19 febbraio 2023

      E tra l'altro non più giovane, se non sbaglio verso gli 80...quello è il loro reale tallone d'Achille, la fragilità interna, ma ancora una volta sembra stiano riuscendo a guadagnare tempo scaricando tensioni all'esterno.

    9. nicolass 19 febbraio 2023

      Nel mentre i poliziotti americani hanno ucciso qualche altro nero ma per giustificare il fatto che rispetto all'uccisione di George Floyd nessuna protesta violenta dei BLM sia stata inscenata è stato detto che gli stessi poliziotti che hanno freddato il malcapitato di turno erano a loro volta neri... per cui non potevano esserci motivazioni razziali dietro. La Cia per sostenere la stessa versione a in Italia ha mobilitato Rampini che ha dato la stessa spiegazione in Tv. I BLM servivano per mettere un bastone fra le ruote alla rielezione di Trump... ora non servono perché il manovratore è impegnato in guerra a muovere i soldatini e l'ultima cosa che vuole è qualcuno che fomenti disordini in casa propria.

    10. Ricciardo 19 febbraio 2023

      scoramento, paura e isolamento, i quali viaggiano assieme.

    11. sbregaverse 20 febbraio 2023

      More solito= di solito preferisco le more.*
      * Intercalare di Fusaro.

    12. Fantine 20 febbraio 2023

      Mi permetto delle considerazioni, prendendo spunto dal tuo commento, caro Hospiton.
      La società americana, che non è per nulla omogenea, sotto molteplici profili, sta messa molto male.
      Io non sono una estimatrice del "sistema" americano, per usare un eufemismo e resto sempre abbastanza perplessa ed incredula (sempre per usare un eufemismo) quando ne ascolto gli estimatori, soprattutto in alcuni ambiti.
      Escludendo coloro che sono in malafede e gli stupidi irrecuperabili, mi chiedo se i restanti che si accodano a certe prese di posizioni siano sinceri. E tendo ad escluderlo, ma senza definitività.
      Paradossalmente preferirei che fosse così, perché altrimenti significherebbe che stiamo messi peggio di ciò che ritengo, che è già un livello molto significativo.
      Ciò che mi rammarica profondamente è che si è voluto e, ahimè, si è ottenuto con successo (termine che si presta ad un enigmistico cambio di consonante) importare - e non da oggi - un modello di società, con dentro la famiglia, e di stile di vita, soprattutto quanto ad aspirazioni ed obiettivi, mediocre e insulso.
      Il tutto con la funzionale decadenza, che resta un fine e un mezzo.
      Chissà quanto noi "animici", per dirla con le parole di @Danone, riusciremo a restare saldi.

    13. Hospiton 21 febbraio 2023

      Già Fantine, è un modello che da tempo mostra enormi crepe, risolvono alcuni problemi sociali (o li mascherano) ma ne creano altri ancora più drammatici. Si alternano fasi di pura decadenza e altre in cui anche negli States sono emersi valori che reputo positivi. Sono un appassionato di cinema USA, ebbene oggi lo trovo abbastanza declinante, molta scontata propaganda e poche opere in cui ravvisi autentici e significativi messaggi sociali, ma negli anni '70 anche Hollywood seppe produrre film di denuncia, lavori di grande impatto(ti cito come esempio "Brubaker", sull'inumano mondo carcerario, e "I 3 giorni del condor", sulle macchinazioni della CIA, entrambi con Robert Redford. Se non li hai visti -ma ne dubito!- te li consiglio). Oggi pellicole del genere sembrano utopistiche, e se l'arte arranca evidentemente abbiamo una società che fatica a prendere coscienza delle sue storture. In Europa, da tristi coloniali, da tempo assorbiamo il peggio di un modello insano, la condizione servile rende davvero arduo un affrancamento e quindi una serena riflessione sulle nostre radici culturali, ben più salde e profonde di quelle americane (che piuttosto ne sono diretta emanazione, e magari rielaborazione adattata ai luoghi e alle circostanze, rielaborazione come detto spesso nefasta fino ai deliri dem che osserviamo ai nostri giorni). Noto che i sostenitori acritici dell'American Dream sono sempre meno, eppure fatichiamo a liberarci di una certa mentalità, di certi atteggiamenti, di uno stile di vita che rischia di annichilirci, un processo che pare inarrestabile. Tempi difficili, e in Italia ed Europa forse saranno gli "animici" a dover custodire un millenario patrimonio di conoscenze e valori, in attesa di un nuovo "Rinascimento", ripetendo quanto fecero i monaci medievali per salvare dall'oblio le opere e la sapienza dell'antichità.

    14. Fantine 21 febbraio 2023

      Chapeau, Hospiton.
      Sottoscrivo tutto.
      È sempre un piacere leggerti.

    15. Hospiton 21 febbraio 2023

      Ti ringrazio Fantine, e grazie per gli spunti. Alla prossima!

    1. Cachafaz 19 febbraio 2023

      L'unione germania(ed europa) e russia e' stato sostituito da russia-cina-iran, e molti altri, grazie alla politica anglo-usa La germania e l'europa, occidentali come gli Usa, sono stati molto indeboliti invece e non si capisce come potranno competere tutti quanti senza materie prime ed invisi a tutti. Che imbecilli!!

    1. nicolass 19 febbraio 2023

      Avete notato che i Tg non fanno più servizi televisivi da Mosca con i loro inviati per riportare la versione del Cremlino sulla guerra in corso? segno che ormai si sta andando allo scontro totale e nessuna voce contraria è più ammessa. Mala tempora currunt

    2. uomospeciale 19 febbraio 2023

      Non gli è bastato censurare tutti i media russi visibili in occidente, la "Democratica Europa" ormai non ammette più alcuna visione alternativa o addirittura contraria alla guerra.
      Infatti da nessuna parte si parla più di trattative di pace o di sedersi attorno ad un tavolo per mediare e discutere tra Russia e Ucrania, chi osa farlo viene tacciato subito di essere "Filoputiniano"

    3. nicolass 19 febbraio 2023

      già

    4. sbregaverse 20 febbraio 2023

      Già = generica indicazione acconsente.

    5. Fantine 20 febbraio 2023

      Mala tempora currunt

      Concordo, Nicolass.

    1. PietroGE 19 febbraio 2023

      Vedo che la 'banda di globalisti' è talmente potente che l'autore non si azzarda a specificare ulteriormente chi diavolo sono. Cercando di porre rimedio a questa e altre mancanze non si può non evidenziare un paio di punti : 1) La relazioni USA-Russia dopo la fine dell'URSS si sono deteriorate perché i 'centri di potere' ebraici che controllano da sempre la politica estera americana avevano messo gli occhi sulle risorse immense della Russia. Esempio tipico il tale Khodorkovsky, prestanome della famosa dinastia bancaria ebraica. L'avvento di Putin ha messo fine a questi tentativi di saccheggio e ristabilito il controllo del Paese sulle risorse. Già questo è stato il preludio alla de-globalizzazione che stiamo ora vedendo. La riduzione del potere delle multinazionali e quindi di chi ne controlla il credito è iniziato proprio da lì. Inutile dire che costoro hanno reagito cercando di annettere nella globalizzazione finanziaria e 'culturale' il più gran numero di Paesi possibile.
      2) Non credo che 'avanzamento della NATO verso Russia' conti più di tanto per Mosca. Con la guerra in Ucraina Putin sapeva benissimo che ci sarebbe stata la corsa alla membership nella NATO da parte di Svezia e Finlandia. La NATO non può far guerra alla Russia perché ogni tipo di attacco porterebbe ad una guerra nucleare che segnerebbe la fine dell'occidente insieme a alla Russia. 3) L'altra America è e rimarrà un miraggio se non si annulla il potere della lobby che gestisce il Deep State e la politica estera americana e che ha come avversario naturale i Paesi come la Cina e la Russia che non consentono alla lobby di dettare l'agenda politica.

    2. Chicxulub2.0 19 febbraio 2023

      Vero, dispiace che la gente non lo capisca e derubrichi qualsiasi lettura fuori del mainstream in cui si facciano i nomi a complottismo

      Eppure sapendo cercare, queste informazioni sono ampiamente documentate anche nel mainstream: il fatto che Khodorkovsky una volta arrestato abbia subito trasferito "segretamente" (parola usata dal Sunday Times) a Jacob Rothschild il controllo di una quota azionaria di Yukos pari a 8 miliardi di sterline, fu puntualmente riportato nel 2003 da Sunday Times, Evening Standard, Washington Times

      Non metto i link perchè ogni volta mi tengono il commento in standby (qui o nel forum, idem) ma in rete sono ancora disponibili gli articoli dell'epoca

    3. Eugiorso 19 febbraio 2023

      Esatto: la banda dei globalisti/ neocon è potentissima, controlla tutte le istituzioni, comprese quelle sopranazionali (vedi l'inutile onu), ed è per tale motivo che nell'infima colonia Italia i loro accoliti spadroneggiano, in demmokrazzia, al governo e "all'opposizione" (finta), senza che ci sia un solo spiraglio per una vera opposizione sociopolitica nazionale ...

      cari saluti

    4. gianB 19 febbraio 2023

      Con rif. al punto 2 : Un organismo vivente di fronte alla morte, qualora non consapevole della necessità e dell'ineluttabilità della propria morte, tende a mettere in atto ogni azione ancora possibile al fine preservare la propria vita, fino alle più irrazionali, perfino folli.

    1. Chicxulub2.0 19 febbraio 2023

      Cito

      ”Se il mondo di oggi riuscirà a scongiurare le conseguenze delle folli politiche della NATO globale…”

      Come se il Mondo di Oggi fosse la normalità in lotta con “l'eccezione” della Nato cattiva

      La solita visione piccolo borghese per cui “noi cittadini” siamo pieni di buon senso ma in balia di élite folli e sconsiderate

      I sudditi, e lo si vede anche qui, hanno sempre aderito col massimo entusiasmo al paradigma del dominio-sfruttamento, tutt'al più nella fase matura -la socialdemocrazia del dopoguerra- accettavano di non partecipare attivamente al massacro e ai suoi guadagni ma solo in cambio di benessere e welfare concessi proprio da quelli che esercitavano in prima persona il grado massimo di dominio-sfruttamento, ossia la complicità del fariseo

      Quello che sfugge al suddito occidentale medio è che la vera normalità non è l'ipocrita e oleografica rappresentazione che dà di se stesso

      La normalità è solo quella violenza alla quale ha partecipato con entusiasmo guadagnandoci moltissimo e che sosteneva teoricamente in opere filosofiche o con nobile afflato lirico in romanzi e racconti (interessante con un minimo di problematiche in più “L'uomo che volle farsi re” di Kipling)
      Quindi i paesi emergenti non ci vedono come portatori ed esempio della normalità, ma come parassiti che bisogna disinfestare per riprendere da loro ciò che hanno rubato

      La mia idea è che l'Occidente sia finito, quantomeno l'Europa, e che entro tre anni (max nel 2030) ci renderemo pienamente conto della catastrofe irreversibile alla quale stiamo andando incontro

    1. oriundo2006 19 febbraio 2023

      Credo poco a questa “altra America”...i commentatori occidentali spesso peccano di 'soggettivismo', come se gli umani, specie politici, potessero tutto, non ci fossero linee di tendenza storiche attive e fagocitanti la politica degli stati, e la politica 'oggettiva' fosse un armamentario 'socialista' da dimenticare.
      Qui oggi abbiamo l'esatto contrario. Probabilmente una discussione seria dovrebbe iniziare proprio da queste tendenze di 'onda lunga' storica...ed altrettanto probabilmente questo porterebbe al rendersi pienamente conto del ridimensionamento fortissimo del cosidetto 'mondo occidentale', sia adesso che in prospettiva.
      Il conflitto è tutto qui.
      Un 'ancien régime' fondato su ( delicati ) squilibri finanziari, monetari, politici a proprio vantaggio, in procinto di morire per cause proprie ( demografiche, immigrazioniste, omosessuali, con caduta degli indici economici reali ) ed il resto del mondo che, copiatolo abbondantemente, non si rassegna a tornare più nei ranghi e dire 'sì buana Padrone' con il gonnellino di banane.
      Latente a questo vi è un conflitto religioso, molto chiaro per chi vuole rendersene conto, ovvero la sostituzione della religione dei bianchi ( il cristianesimo in tutte le sue varianti ) con l' Islam, con un bagaglio storico assai meno appesantito da follie omicide, ad esempio quelle del Belgio cattolico in centro Africa o quello degli inglesi in Sud Africa.
      Un marxista direbbe che il declino occidentale sta nel suo rigetto del 'salto' verso un sistema superiore, con la programmazione dall'alto dei flussi economici e la riduzione delle differenze di classe sociale, o meglio la loro abolizione, preceduta da quella della proprietà privata ( oggi in forte declino ). In realtà parte di questo programma è esattamente quello che ci viene proposto dai cenacoli elitari la cui 'forza' ideologica sta nel resuscitare modelli di orientamento 'autoritari' a beneficio di una ristrutturazione completa della società, deprivata però di ogni possibilità di fornire un 'consensus' valido che del resto nè Soros né Schwab si sognano di chiedere: stavolta saremmo noi a dover dire 'buana Padrone'...con assai poco entusiasmo.
      Ma realisticamente, può esistere una società ampiamente programmata dall'alto, con una classe sociale al suo comando che disponga a piacere delle fonti della ricchezza sociale, che sia anche 'felice' ed 'aperta' per tutti ? Chiedere in Nord Corea per qualche ragguaglio. In Cambogia ci hanno ripensato ma non si sa mai.

    1. Eugiorso 19 febbraio 2023

      Pie illusioni, credo, perché trump era troppo debole, isolato nei centri di potere, ed è stato rimosso con i brogli elettorali, inoltre gli avevano cambiato l'amministrazione e criminali come bolton erano incistati al suo interno come parassiti, così come i cosiddetti americani MAGA sono stati sconfitti e tutto il potere, ormai tirannico, è nelle mani delle cosche criminali glibaliste e neocon.

      L'unica speranza per il mondo è la destabilizzazione del cuore nero dell'impero del male, cioè gli usa, con lo scoppio di disordini all'interno e contrapposizioni armate, nonché tentativi di secessione di interi stati, fino a una seconda guerra civile americana, che personalmente spero molto più distruttiva e "risolutiva del problema" della prima ottocentesca, possibilmente di lunga durata e senza vinti e vincitori, ma soltanto benefiche distruzioni.

      cari saluti

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