L'agricoltura industriale si ribella a sé stessa

glifosato

soniasavioli.it

Di Sonia Savioli

Chi sono?

Non sono contadini. Infatti, li chiamate agricoltori, ma fareste meglio a chiamarli agroindustriali perché questo sono la maggior parte dei proprietari o affittuari di terre agricole nell’Europa occidentale.

Cosa fabbricano gli agroindustriali europei? Ecco qualche esempio: in Francia 12 milioni di maiali; in Germania 21 milioni di maiali, 11 milioni di bovini, 160 milioni di polli, in Italia 71 milioni di polli, in Spagna 34 milioni di maiali, nella piccola Danimarca 33 milioni di maiali… (1) e potremmo andare avanti ancora a lungo elencando milioni e milioni di animali per il novanta e passa per cento prigionieri degli allevamenti intensivi: inquinanti, energivori, sovvenzionati, oltre che inumani.

Tutti questi milioni di vittime innocenti dell’agroindustria ci danno, ovviamente, da mangiare, come dicono gli agroindustriali ribelli, se non ce ne frega niente delle povere creature torturate e se non abbiamo paura di imbottirci di antibiotici, ormoni, mais e soia OGM con cui vengono nutriti quotidianamente. Però, di queste centinaia di milioni di corpi noi ne mangiamo solo una piccola parte: teste, zampe e interiora nutrono i nostri cani e gatti e, in forma di farine animali, gli stessi prigionieri degli allevamenti intensivi.

Questa è una delle “filiere” dell’industria agricola, che nell’Unione Europea riceve circa 30 miliardi l’anno di sussidi. A proposito di concorrenza sleale. E faremmo bene a ricordarci che quei trenta miliardi arrivano dalle nostre tasche: dalle tasse dei cittadini europei.

Un altro esempio della stessa “filiera” industriale: oltre il 63 % delle terre coltivate nell’Unione Europea produce mangime per i prigionieri dei lager intensivi, detti allevamenti; l’82% del mais prodotto in Italia diventa mangime per gli allevamenti intensivi. (2)

Quanto tempo è che non mangiate un piatto di polenta? E vi siete mai chiesti a cosa servano quelle distese infinite di mais, quando attraversate la pianura padana? A nutrire, per esempio, vacche da latte che producono cinquanta-sessanta litri di latte al giorno, chiuse nei capannoni, con mammelle ipertrofiche e che, quando partoriscono, non fanno nemmeno in tempo a vedere il proprio vitello, il quale viene immediatamente spostato in una gabbia e nutrito con latte artificiale per il tempo (poco) necessario perché sia pronto ad andare al macello e diventare fesa o arrosto di vitello, o a partire su un camion per essere trasferito nel capannone di un altro Paese, dove verrà ingrassato fino al peso considerato redditizio per un manzo e poi riprenderà il lungo viaggio di ritorno verso il macello del Paese dove è nato.

Magari non lo sapevate.

Ci danno da mangiare o da bere?

In Italia ci sono 674.000 ettari di vigna e solo 400.000 ettari di ortaggi. Ma non perché noi italiani si beva più di quanto si mangi, è perché esportiamo ogni anno 22 milioni di ettolitri di vino (2 miliardi e 200 milioni di litri) (3)

Vendiamo Prosecco ai cinesi, Chianti ai tedeschi, agli statunitensi, agli australiani…

Per quelle vigne sono state sventrate colline, distrutti boschi e terrazzamenti, spiantati oliveti e frutteti: tutte coltivazioni che davano davvero da mangiare, boschi che nutrivano la terra e mitigavano il clima, terrazzamenti che impedivano l’erosione dei suoli. Ma non permettevano le lavorazioni veloci con pochi lavoratori e grossi macchinari; lavorazioni fatte in moltissimi casi dalle aziende agromeccaniche che, vedremo dopo, fanno anch’esse parte della categoria “agricoltura”. A proposito del cibo-vita.

Poi importiamo patate dall’Argentina e aglio dall’Egitto, olio dalla Tunisia… Ogni anno importiamo tra i 5 e i 7 milioni di tonnellate di patate (7 miliardi di chili) e 1 milione e mezzo di tonnellate di ortaggi. (4)

E’ vero che in molti casi si tratta davvero di concorrenza sleale, perché buona parte di queste merci arriva a prezzi infimi da paesi dove i lavoratori sono meno che schiavi, ma… la stessa cosa vale per la soia e il mais importati e comperati dagli “agricoltori” europei per nutrire i prigionieri degli allevamenti intensivi.

Concorrenza sleale?

Per la filiera allevamento intensivo degli agroindustriali Europei, in prevalenza occidentali, in Europa si importano ogni anno 11 milioni di tonnellate di mais, 36 milioni di tonnellate di soia. In Italia si consumano 10.000 tonnellate AL GIORNO di soia OGM importata e 100.000 tonnellate all’anno di mais OGM importato. (5)

Ma queste importazioni, di prodotti OGM che vengono da paesi come il Brasile o l’Argentina, dove non solo gli operai agricoli non sono tutelati da nessun punto di vista, né salariale né sanitario, ma dove spesso si sono bruciate foreste e anche villaggi indigeni, deportandone la popolazione e uccidendo chi si ribellava, per coltivare soia e mais OGM su spazi immensi, non sono messe in discussione dagli industriali agricoli, detti “agricoltori”. Tutta questa “agricoltura” del terzo mondo serve a nutrire maiali, vacche, polli “fabbricati” nei capannoni.

Per questa industria agricola l’ideale non è la piccola azienda, che infatti sta scomparendo in Europa occidentale; l’ideale è la medio-grande e la grande, che si sta ingrandendo sempre più e che riceve la maggior parte dei sussidi e degli incentivi.

A proposito di concorrenza sleale.

Il gasolio è come il pane

Per chi? Non per il piccolo contadino biologico che, per coltivare qualche ettaro di frutteto o oliveto, di patate o di cereali e un orto, o allevare cento galline ruspanti, di gasolio ne consuma ben poco, e a volte rinuncia anche ai sussidi perché trova troppo onerose le regole burocratiche per accedervi.

Il gasolio agevolato è fondamentale per le industrie agricole, che ne consumano tonnellate ogni mese, e che delle regole burocratiche non se ne preoccupano perché hanno uffici e dipendenti che possono pensare anche a quello.

Tra queste imprese ci sono quelle denominate “agromeccaniche”. Chi sono costoro?

Sono imprese che, con enormi trattori, scavatori, ruspe, mietitrebbia e altri macchinari (sovvenzionati dagli Stati e dal superstato Unione Europea) lavorano temporaneamente o permanentemente le terre appartenenti ad altri, che però risultano, come loro, “agricoltori”.

In Italia, ce lo dicono gli stessi agromeccanici, i due terzi delle superfici agricole vengono lavorati da loro, e il 10 % (1 milione e 200.000 ettari) è affidato a loro permanentemente. Vi ricordo che un ettaro sono 10.000 metri quadri. In Italia queste imprese posseggono 75.000 trattori, e non sono trattori come quelli dei piccoli contadini. Dunque non ci meraviglieremo che nel nostro paese ogni anno vengano “agevolati” 2 miliardi di litri di gasolio. (6)

E poi la chiamano agricoltura! E parlano di concorrenza sleale!

Sempre a proposito del cibo-vita

Adesso c’è anche l’agrivoltaico. Un’altra sovvenzionata opportunità per l’industria agricola. Nel 2021 in Italia c’erano già 152 chilometri quadrati (15.200 ettari, 152 milioni di metri quadri) di terre agricole rubate all’agricoltura ma considerate sempre agricoltura. E sovvenzionate. (7)

Cosa vogliono?

Vogliono i soldi e non vogliono limitazioni.

Ci sarebbe molto da criticare nella politica agricola dell’Unione Europea ma questi ribelli, in parte in malafede e in parte strumentalizzati, criticano sostanzialmente quelle scarse e timide proposte che vanno nel senso di diminuire, di pochissimo, l’inquinamento causato dall’industria agricola.

I contadini, fino agli anni cinquanta, in Italia praticavano la rotazione nelle colture cerealicole, alternandole con leguminose e foraggio: i cereali impoveriscono il terreno, le leguminose lo arricchiscono. Gli agroindustriali rifiutano di mettere a riposo ogni anno il 4% del loro terreno seminativo.

In Olanda, un paese ricco con poco più di 17 milioni di persone, si allevano intensivamente 11.300.000, undici milioni e trecentomila!, maiali ed esiste il più grande allevamento di polli del mondo: un capannone grattacielo dove soffrono e muoiono 1 milione di polli, esseri viventi trattati peggio e considerati meno di quanto in un’industria manifatturiera vengano considerate le merci prodotte.

L’Olanda esporta la maggior parte dei prodotti agricoli che produce, domandatevi dunque da quali accordi commerciali internazionali si vogliano proteggere i finti agricoltori. I contadini in Olanda sono estinti da tempo e gli agroindustriali, detti “agricoltori”, sono ricchi, sono i più ricchi d’Europa, e il reddito medio, al netto delle spese e delle tasse, di un’azienda agricola olandese supera gli 80.000 euri l’anno. (8)

Nel 2020 nell’Unione Europea si consumavano 468.000 tonnellate di pesticidi, 468 milioni di litri di veleni a impestare terra, acqua e aria. Nel 2017 nei paesi dell’UE venivano sparse sui terreni 49.000 tonnellate di glifosato, sostanza cancerogena e gravemente tossica, che la Commissione Europea ha rifiutato di vietare, approvandone l’uso per altri dieci anni. (9) Una vittoria degli agricoltori?

I quali vogliono che siano eliminati dalla PAC tutti gli scarsi divieti o limitazioni sull’uso dei pesticidi e diserbanti.

I ribelli sono contro la strategia dell’Unione Europea Dal campo alla forchetta (From farm to fork) che ambisce a raggiungere entro il 2030 lo scarso obiettivo del 25% di agricoltura biologica.

Gli agroindustriali francesi “ribelli” chiedono l’abolizione persino delle distanze di sicurezza dalle abitazioni per l’irrorazione dei pesticidi, vogliono riprendere a usare quei neonicotinoidi che sono stati provvisoriamente vietati perché uccidono le api e gli insetti impollinatori. (10)

Chi c'è dietro? e chi c'è davanti?

Non per essere complottisti, ma la domanda chiave in ogni situazione politica è Cui prodest? e, dato che le più grandi venditrici di pesticidi e concimi chimici in UE sono le multinazionali Syngenta, Bayer-Monsanto, Corteva, BASF, sicuramente uno zampino le quattro, e tutte le altre del settore-veleni, ce lo stanno mettendo. Per le multinazionali si tratta davvero di vita o di morte, dato che perdere anche solo il 4% dei profitti significa perdere miliardi, e si sa quanto siano attaccate ai miliardi le multinazionali: i miliardi sono il loro cuore e le loro budella, e senza non possono vivere. Però, per avere la prova di chi c’è dietro, basta guardare chi c’è davanti.

Un esempio significativo, la Francia.

La più grande e grossa organizzazione francese degli agroindustriali, che sta promuovendo e organizzando le proteste è la FNSEA. Presidente della FNSEA è tale Armand Rousseau, padrone di un’azienda di 339 ettari , mentre la sua consorte è padrona di un’azienda di 700 ettari. E cosa producono in questi 1039 ettari il Rousseau Arnaud e consorte? Mangimi per gli allevamenti intensivi e biodiesel.

L’Arnaud si è laureato alla European Business School di Parigi (traduco: Scuola Europea di Affari-Finanza); è stato, tra l’altro, un finanziere in “valori agricoli”, e infine, sorpresa sorpresa!, è dirigente della multinazionale agroindustriale francese AVRIL, che si occupa di commerciare prodotti chimico-sintetici ed energetici, che produce 11 milioni di tonnellate di biodiesel con le colture che dovrebbero “darci da mangiare”, che ha lanciato la produzione di biodiesel da grasso animale (se dovesse svilupparsi, avremo gli allevamenti di animali da biodiesel), e che ha entrate annue di oltre 7 miliardi di euro. (11)

Un agricoltore?

E allora?

L’agricoltura industriale europea vuole che si proteggano i propri prodotti dalla concorrenza dei prodotti che arrivano dai paesi schiavi e subordinati, ma non vuole che vengano protetti i prodotti agricoli di quei paesi che servono alla loro “filiera”. Il pollimilionario olandese non ha mille ettari di seminativo con cui nutrire le proprie vittime pennute, i mille ettari sono in America Latina o forse in Asia o in Africa, dove i lavoratori sono pagati una cocuzza e così il mangime costa due cocuzze.

È indicativo e rivelatorio il fatto che coloro che minacciavano di galera operai, ambientalisti, oppositori della dittatura pandemica progettata dal Forum Economico Mondiale, se avessero bloccato le strade o manifestato senza autorizzazione, oggi inneggino ai blocchi stradali degli agroindustriali. Che sicuramente otterranno di poter inquinare come sempre, dato che le multinazionali dei pesticidi e del petrolio sono al loro fianco.

I piccoli e medi agricoltori, trascinati nella protesta dall’esasperazione per norme sanitarie e burocratiche studiate apposta per distruggerli, per i prezzi dei grossisti e della grande distribuzione che li strangolano, stanno dando fiato e corda proprio ai loro nemici. A coloro che hanno migliaia di ettari di terra e che non ricevono alcun danno da quelle norme che stanno strangolando i piccoli ma che, anzi, le hanno dettate ai governi per eliminarli, perché i piccoli e medi agricoltori sono loro concorrenti; a coloro che ottengono sgravi fiscali come società, fondazioni, multinazionali, cooperative fasulle create per sfruttare i dipendenti; a coloro che hanno in mano intere filiere dell’agroindustria e sono compartecipi della grande distribuzione; a coloro che la globalizzazione l’hanno voluta e perseguita per sfruttare uomini e terre del terzo mondo.

La vera minaccia per gli agricoltori europei è stata ieri l’eliminazione di quelle barriere doganali che proteggevano i loro prodotti, proteggendo nel contempo contadini e prodotti di Africa, Asia, America Latina. Ma quando i noglobal lottavano contro quella minaccia, gli agroindustriali erano dall’altra parte della barricata, le europee organizzazioni degli agricoltori erano assenti. C’erano i contadini del terzo mondo e le loro organizzazioni, a fianco degli ecologisti.

Le vere minacce oggi per l’agricoltura sono i cambiamenti climatici, la siccità, l’erosione dei suoli. Ma i “ribelli” lottano proprio contro quegli scarsi e insufficienti provvedimenti che puntavano a far fronte a tali minacce.

L’inevitabile crisi economica è alle porte e siamo nel pieno ormai della crisi ambientale. Il capitalismo non esiterà a strumentalizzare i problemi e i disagi di qualsiasi categoria per i propri interessi e scopi: non esita nemmeno a fomentare guerre. Del resto, lo ha sempre fatto e tanto più quando è in crisi, come ora.

Purtroppo, gli agricoltori dell’Europa occidentale ormai, nella loro maggioranza, dipendono dall’agroindustria e ne fanno parte: sono stati inglobati in un sistema perverso che li sfrutta ma che anch’essi utilizzano. Il capitalismo non ha morale, è un sistema amorale che ha l’unico scopo di accrescere illimitatamente il proprio profitto e il proprio potere ma, se si accettano le sue regole e si entra nel suo sistema, sperando di trarne vantaggio e diventando, inevitabilmente, amorali, non si può pretendere poi di moralizzare il sistema per i propri interessi, quando il vantaggio non c’è più.

La sopravvivenza dei piccoli e medi agricoltori può essere garantita solo se essi torneranno ad essere contadini, e non più industriali. Solo se usciranno dal sistema che li sta sterminando pur nutrendoli, come succede agli animali negli allevamenti intensivi. Questo significa convertirsi a metodi rispettosi dell’ambiente come il biologico, il biodinamico, la permacoltura, l’agricoltura naturale, l’agroforesteria. Sono tutti modi di coltivare la terra che hanno spese molto minori e rese molto maggiori, che richiedono meno ore di lavoro, meno macchinari e lavorazioni, meno acqua, zero pesticidi e fertilizzanti chimici; che rispettano la terra e la vita, che la arricchiscono invece di distruggerla.

La loro sopravvivenza dipenderà anche dalla solidarietà, tra di loro e con i consumatori, che significherebbe unirsi in vere cooperative per vendere i propri prodotti direttamente ai cittadini, significherebbe utilizzare macchinari, edifici, strumenti senza bisogno di comperarli o realizzarli individualmente. Significherebbe una maggiore ricchezza anche dal punto di vista umano e sociale. Allora non avrebbero più bisogno del mais e della soia OGM importati da Brasile e Argentina, né di esportare Prosecco e pomodori, e potrebbero concentrare i loro sforzi per lottare, uniti ai consumatori e ai contadini del terzo mondo, contro i trattati di libero scambio.

Altrimenti, rimarranno solo gli agroindustriali-finanzieri che, se la terra non darà più frutti, potranno sempre coprirla di pannelli fotovoltaici o di capannoni per le colture idroponiche o per gli allevamenti di insetti da macinare per nutrire cani e gatti, maiali e polli intensivi e, perché no, anche gli umani, magari con merendine di farina di insetti per i bambini o porcheriole croccanti, fritte in olio di palma, per gli apericena.

Di Sonia Savioli

Fonte: https://www.soniasavioli.it/post/l-agricoltura-industriale-si-ribella-a-sé-stessa

NOTE:

1)

https://www.essereanimali.org/2023/09/produzione-carne-ue-dati/

https://www.greenpeace.org/italy/comunicato-stampa/16634/greenpeace-svela-la-mappa-degli-allevamenti-intensivi-che-emettono-piu-ammoniaca-inquinando-laria-e-ricevendo-soldi-pubblici/

2)

https://www.italiaambiente.it/2019/02/12/allevamento-oltre-il-63-delle-terre-ue-e-destinato-alla-produzione-di-mangimi/

https://www.greenpeace.org/static/planet4-italy-stateless/2019/02/47c7205a-report_soldi_in_pasto.pdf

3)

https://www.igrandivini.com/news/numeri-vigneto-italia/

https://www.exportiamo.it/settori/1329/vino-made-in-italy-primo-al-mondo-per-produzione-e-secondo-per-export/

https://www.raiplay.it/video/2018/11/Ortaggi-in-Italia-400-mila-ettari-di-coltivazioni-0a6c382f-0dbb-48f6-adc5-2f6d24abc7b1.html

4)

https://terraevita.edagricole.it/frutticoltura-orticoltura/ortofrutta-export-ripresa-2023/

5)

https://www.aduc.it/articolo/zootecnia+italiana+mangia+ogm+importati+guerra_34200.php

https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg17/attachments/documento_evento_procedura_commissione/files/000/002/908/nota_CREA-OGM.pdf

6)

https://contoterzista.edagricole.it/tecnica/quale-sara-il-trattore-del-futuro/

7)

https://www.enelgreenpower.com/it/media/news/2023/03/agrivoltaico-italia

8)

https://terraevita.edagricole.it/economia-e-politica-agricola/lagricoltura-italiana-e-quarta-in-europa-per-reddito-famigliare/

9)

https://www.cambiamoagricoltura.it/sites/default/files/2023-02/atlante_dei_pesticidi_web.pdf

https://www.mdpi.com/2071-1050/12/14/5682

10)

https://www.publicsenat.fr/actualites/politique/agriculteurs-en-colere-quelles-sont-leurs-revendications

11)

https://www.avril.com/groupe

https://presse.avril.com/biography-of-arnaud-rousseau/

Commenti (33)

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Mostra commenti 33 caricati
    1. Primadellesabbie 14 febbraio 2024

      La vera e propria smania di cibo*, che pervade capillarmente, con modalità sorprendenti e impressionanti, le "società evolute", garantisce il successo e la stabilità delle imprese che, prive di scrupoli di qualsiasi genere, accumulano denari provvedendo i prodotti alimentari a una massa opportunamente addestrata.

      *Solo un es.: le "ville & villette" che hanno ricoperto la Penisola negli ultimi 40 anni sono spesso dotate di due cucine (una nella "caverna", rigorosamente naïf) e, non di rado, di un ulteriore impianto per cucinare all'esterno.

      Gli antagonismi messi in rilievo da questo opportuno e puntuale articolo, dal quale non ho appreso nulla di nuovo, lasciano il tempo che trovano.

      PS - Se volete vedere a che punto sono in Oriente, digitate 'Nicola Jiang' su YT (si tratta di un simpatico ragazzo cinese, nato in Italia, che mostra la ristorazione da quelle parti).

    1. berlioz 12 febbraio 2024

      Fatica inutile discutere con un vegetariano,non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, è come parlare con un dormiente: non è che costui non abbia il cervello per comprendere, ma semplicemente non vuole accenderlo, non vuole assolutamente vedere se stesso e la realtà per come essa è.. Basta dare un'occhiata ai più ridicoli documentari di zoologia per rendersi conto che in natura c'è sempre qualcuno che mangia qualcun altro, e non lo fa per sport ma per necessità. Si chiama legge di natura: gli organismi devono appropriarsi di una negentropia che altri organismi hanno accumulato dentro di essi. Che questi ultimi siano vegetali o animali, la sostanza non cambia: sempre di rapina si tratta ai danni di un altro essere vivente.
      Io sono arciconvinto che un'insalata è un organismo vivente esattamente come il tuo Labrador, a cui tu adori, per tuo diletto, fare le pippe e chiamarlo amorino mio. Lo stesso dicasi per i conigli, per i polli: vero per le zucchine come per le mucchine.
      Non è che Tolstoi non avesse il cervello per capire tutto questo, non credo proprio: semplicemente gli era molto più facile volgere lo sguardo da un'altra parte e credere di vivere in un mondo in cui la violenza è bandita. Semplicemente questo. Il mondo del Mulino bianco non esiste nè esisterà mai, caro vegetariano, fai uno shampino al tuo canino cosi puzza meno e fattene una ragione

    2. Ricciardo 12 febbraio 2024

      Appare curioso il termine "vegetariano"; se se ne elide la radice, rimane un concetto elitario di chi divorava la libertà altrui per affermare la propria.

    3. alessandroparenti 13 febbraio 2024

      Dal punto di vista etico non ti si può prendere, ottenebrato come sei dalla tua ghiottoneria, ma non puoi negare(se hai un minimo di conoscenza)che il consumo di terra,di gasolio e l'inquinamento provengano per 2 terzi dalla produzione di carne e l'altro terzo dalla produzione dei vegetali che mangiamo. E questo fa sì che nel mondo non ci sia sempre cibo per tutti. Già, ma a te che c...o te ne frega, basta magnà...

    1. silvano 12 febbraio 2024

      Il capitalismo, come ha preso possesso dell'agricoltura convenzionale, non esiterà a prendere possesso della cosiddetta agricoltura biologica. Poco ma sicuro.

    2. Bertozzi 12 febbraio 2024

      L' ha già fatto da mo'

    1. berlioz 12 febbraio 2024

      non ce l'ho con sonia, poverina, ma con CDC che pubblica queste...
      sono sempre stato e sempre sarò con quelli che lavorano per produrre, capisco che il mio è un vizio, ma quelli come sonia meritano di essere sbranati dai loro simpatici amici a quattro zampe, che del resto quando non mangiano umano sono i maggiori attuali consumatori di proteine da allevamenti (i loro padroncini mangiano tofu e fratoianni impanati e fritti) ma ai loro amorini aprono e scodellano varie leccornie in scatolette...
      l'uomo è stato per milioni di anni cibo per carnivori
      i cervelli educati all'interno dei mulini bianchi sono venuti cosi, un po giuridici e un po' schizzignosi...
      come diceva dylan: playboys and playgirls can't turn me around.....con gli agricoltori sempre, comunque, dovunque!

    2. nicolass 12 febbraio 2024

      l'uomo di Neanderthal che sicuramente ne sapeva più di te era vegetariano basando la sua dieta principalmente su bacche, radici, tuberi etc.. non si ingozzava certo di carcasse animali putride come fai tu

    1. dana74 12 febbraio 2024

      si ma quelle mega agroindustrie sopravvivono, sono i piccoli coltivatori, consorziati magari che soccombono a quelle leggi della Ue che di bio ed ecologico non hanno nulla

    2. Jimbo 12 febbraio 2024

      Si chiama capitalismo.
      Nella sua forma più aggressiva e letale.

    1. JHON 12 febbraio 2024

      IL secondo Tavoliere d'Italia, cioè la Pianura Padana una volta era un paradiso per l'abbondanza dei suoi prodotti, da sola potrebbe sfamare tutta l' Italia, poi l'avvento dell' Industria insediatasi nel suo ventre, la sta rendendo, anzi, già lo è, una pianura sterile. Questo è solo un piccolo esempio, i grandi proprietari agricoli, hanno reso il suo terreno in queste condizioni per l' uso massiccio di fertilizzanti e concimi chimici. A sua volta questi sono vittime della grande distribuzione che si accaparra in anticipo i raccolti a prezzi di strozzinaggio, ma di questo nell' articolo non ho letto. Pensare di andare a cambiare le regole con leggi, leggine e provvedimenti ad Hoc è pura utopia. Chi è causa dei suoi mali, pianga se stesso. Nei prossimi anni la strada è già segnata: chi potrà permettersi cibi genuini godrà di buona salute, chi si accontenterà di quello che vendono nei supermercati se la vedrà col dietologo e colleghi vari. Chi può torni alla terra , ci sono ancora ottimi terreni alla portata di tutti , nessuno nasce maestro, ci vuole solo volontà.

    2. nicolass 12 febbraio 2024

      E' proprio per questo che vogliono vietare i piccoli orti casalinghi con la scusa che sarebbero inquinanti... mala tempora currunt

    1. ws 12 febbraio 2024

      il piccolo contadino biologico che, per coltivare qualche ettaro di frutteto o oliveto,
      Lo può fare solo per autoconsumo suo e di pochi amici suoi,ma...
      Per il RESTO dei suoi CONSUMI da dove lo tira fuori "il reddito"?
      E soprattutto con cosa la "sfameresti" il resto della popolazione ( quella "urbana" che è oltre l' 80% )?

      Si fa presto a "sognare bucolico" , dimenticando che prima della agricoltura industriale la popolazione italiana era di 40 ML di persone in gran parte povere e denutrite ( ma il cibo era certamente "sano" , lo concordo )

    1. alessandroparenti 12 febbraio 2024

      Ce ne vorrebbero di più, di articoli come questo. Illuminano e responsabilizzano magari anche coloro che questi temi li danno per scontati e si voltano dall'altra parte quando sentono parlare degli animali da macello. La cui produzione consuma energia e inquina più di tutta la restante produzione di cibo non animale. In effetti è un po' che non mangio un piatto di polenta.

    1. Martin 12 febbraio 2024

      "Le vere minacce oggi per l’agricoltura sono i cambiamenti climatici, la siccità, l’erosione dei suoli" .

      In tutto l'articolo, l'autrice ripete essenzialmente i deliri green e i contenuti dell'agenda verde che i burocrati di Bruxelles eletti da nessuno e responsabili verso nessuno vogliono imporre a tutta l'Europa. Tanti saluti.

    2. Stefanovic 12 febbraio 2024

      Molte delle soluzioni malthusiane proposte dal WEF e dalla commissione europea sono mutuate da lagne della controinformazione di 15-20 anni fa. Di fatto i decrescisti hanno fatto egemonia culturale e non se ne rendono conto, continuando a berciare contro un fantomatico "neoliberismo" (con oltre il 60% di pressione fiscale e una burocrazia che ha fatto diventare impresa ardua anche buttare la spazzatura)

    1. oldhunter 12 febbraio 2024

      Per completezza al bell'articolo della Savioli, leggete anche questo di Der Einzige postato nel Forum:
      https://forum.comedonchisciotte.org/articolo-segnalato-per-pubblicazione/lue-autorizza-i-nuovi-ogm/#post-365955

    1. mluisa.zappia 12 febbraio 2024

      Non Sono d'accordo con questo articolo, io ci Sono andata a incontrare gli agricoltori al presidio di Roma e non erano certamente grandi produttori industrializzati ma gente umile, secondo poi loro hanno dichiarato di essere disposti ad accettare le limitazioni sui fitofarmaci ma a patto che i loro prodotti vengano protetti dalla concorrenza sleale dei prodotti importati dall'estero che Sono trattati con pesticidi Ancora peggiori di quelli vietati in Europa Ed entrano senza controlli perché il governo ha fatto degli accordi furbetti con quei paesi per i quali basta loro una autocertificazione che dichiari che i prodotti sono a normal per entrare!!!! Per Quanto riguarda i fondi hanno spiegato bene che quelli a loro non arrivano perché se li pappano gli amici Della coldiretti!!!!!! Idem per le produzioni biologiche!!!! Le motivazioni Della protesta Sono piú che legittime e dobbiamo sostenerla perché l'alternativa é mangiarci la m...a sintetica che é quello che vogliono le multinazionali che muovono le politiche in Europa. Poi che sia necessario traghettare l'agricoltura e gli allevamenti verso modelli biologici e non intensivi é giustissimo ma non é li che vuole portarci l'europa, se non lo si capisce non si puó capire questa protesta.

    2. alessandroparenti 12 febbraio 2024

      Ha ben scritto che i piccoli agricoltori scendono in piazza perchè esasperati e danno fiato a queste manifestazioni che a tutto mirano tranne che a farli sopravvivere. Al contrario stanno manovrando per estinguerli.

    3. Jimbo 12 febbraio 2024

      Il sistema economico ha dichiarato guerra al mondo agricolo.
      Per opporsi gli agricoltori hanno due scelte: dichiarare guerra al sistema economico oppure accettare dei sussidi.
      Gli agricoltori sceglieranno ovviamente la seconda via perchè meno dispendiosa, meno conflittuale e perchè i connazionali li hanno lasciati soli.
      Successivamente il sistema economico dichiarerá guerra agli operai e ai servizi.
      Magari dopo le europee.
      E anche loro si troveranno soli.

    4. LuxIgnis 12 febbraio 2024

      Il fatto è che ben pochi capiscono che questo che sta accadendo agli agricoltori accade in altri campi. E il problema è il capitalismo che tu hai chiamato sistema economico.

      Non ha dichiarato guerra al mondo agricolo se lo sta comprando. E dove non riesce a comprarselo, fa approvare leggi che gli permette di acquisire le terre e la produzione. In poche parole usa la forza.
      Questa in soldoni la dinamica del capitalismo, divorare tutto ciò che gli aggrada e dove vede un profitto con le buone e se non ci stanno le buone con le cattive.
      Gli agricoltori saranno lasciati soli come molte altre istanze, tanto le persone non vogliono capire cosa c'è dietro. Magari vanno appresso a delle boiate allucinanti ma il problema vero non lo vogliono vedere.

    5. Jimbo 12 febbraio 2024

      Esattamente.
      L'ho chiamato semplicemente sistema economico perchè oggi non ho voglia di confliggere con chi pensa sia colpa dello Stato, dell'Ue o di FdI.
      È ovvio che parte tutto dal capitalismo nella sua attuale forma liberista (ottimo l'articolo odierno di Glauco Benigni).
      Acquisizione di terre e produzione: mi ricorda tanto Israele.
      Concordo che è un passaggio difficile, molto complicato.
      Lo è perchè il capitalismo è subdolo.
      Talmente subdolo che ha divorato partiti, sindacati, politica, democrazia, ha marginalizzato gli individui senza che gli stessi se ne accorgessero.

    6. LuxIgnis 12 febbraio 2024

      È insaziabile. Non può smettere di divorare appena lo fa muore.

    7. Jimbo 12 febbraio 2024

      Concordo: deve arraffare e massacrare.
      Se trova un blocco ad esempio i contadini o l'Ucraina o il Niger apre subito altri fronti chessò i chimici, il Senegal e la Somalia.
      Non può maggnare di meno.
      Non è previsto.
      Non dimentichiamo che siamo noi uccidentali che vogliamo maggnare di più.
      Nessuno parla di consumare di meno: tutti esigono di più.
      Il sistema è famelico di suo ma si avvale della spinta propulsiva dei suoi adepti: noi in definitiva.

    1. IlContadino 12 febbraio 2024

      Se non ricordo male era Tolstoj a dire: "Se i mattatoi avessero pareti di vetro saremmo tutti vegetariani."
      Oggi sarebbero da rendere di vetro anche la pareti degli allevamenti intensivi, grande vergogna del nostro tempo, a mio avviso.
      "La civiltà di un popolo si misura da come tratta gli animali", questo era Gandhi, se non sbaglio.
      Grazie per l'articolo.

    2. Martin 12 febbraio 2024

      Attenzione con le metafore, perche' le prime leggi nel mondo per la protezione degli animali sono state notoriamente varate dalla Germania nazista.

    3. Bertozzi 12 febbraio 2024

      Dove l' hai vista la metafora?

    4. Martin 12 febbraio 2024

      "La civiltà di un popolo si misura da come tratta gli animali”
      Per inciso, le prime leggi al mondo protettive degli animali sono state approvate dalla Germania nazista, per volonta' e iniziativa di Himmler.

    5. Bertozzi 12 febbraio 2024

      Io non è che voglio infierire, ma non è una metafora, non ci si avvicina nemmeno, forse ti trae in inganno il "come" ma anche in quel caso sarebbe una similitudine, due figure retoriche che spesso si confondono, similitudine e metafora, soprattutto quando si è in età scolare. In ogni caso non è né una ne l' altra.
      Bertozzi è una serpe = metafora
      Bertozzi è come una serpe = similitudine
      Ma come vedi non è nessuno dei due casi. Visto che la frase è:
      La civiltà di Bertozzi si misura da come tratta le serpi = in questo caso il come è una congiunzione
      che introduce proposizioni dipendenti, che equivalgono a una proposizione relativa, trasformata in proposizione dichiarativa ( la civiltà di Bertozzi si misura nel modo in cui tratta le serpi.).

      Per cui niente di più lontano da una metafora.

    6. BrunoWald 13 febbraio 2024

      "“La civiltà di un popolo si misura da come tratta gli animali”
      Per inciso, le prime leggi al mondo protettive degli animali sono state approvate dalla Germania nazista, per volonta’ e iniziativa di Himmler."

      Gandhi era davvero un uomo saggio.

      Fra l'altro, fu il ministro Walther Darré, che considerava il contadinato come l'autentica aristocrazia nazionale, a volere nel 1933 una legge a protezione della proprietà rurale, che impediva alle banche di espropriare gli agricoltori indebitati.

    7. IlContadino 13 febbraio 2024

      Ok, capito.
      Però, Martin, rimaniamo bassi, partiamo dalle basi: allevamento intensivo, presumo tu sappia di cosa si tratti, non so se ne hai visitati o hai approfondito minimamente la questione, ma credo comunque che tu sappia cosa sia un allevamento intensivo.
      Ora, proviamo a pensare cosa di buono hanno portato gli allevamenti intensivi alla nostra civiltà. Non credo si possa trovare un solo aspetto positivo dentro un allevamento intensivo. Quel modo di mercificare gli animali ci ha portato solo danni, tanti, in ogni aspetto del nostro vivere, ripeto, grande vergogna del nostro tempo.

    8. Martin 13 febbraio 2024

      Se giustamente opini sulla correttezza del concetto di metafora, puoi sostituirlo con massima, adagio, paragone, etc. Il punto che volevo porre e' che l'adagio di Gandhi porta a conclusioni molto discutibili. Ci sono tanti aspetti per giudicare la civilta' di un Paese, e assolutizzarne uno solo e' ridicolo, e porta a conclusioni ridicole.

    9. JHON 13 febbraio 2024

      Superlativo relativo.

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