L'aggressione NATO del 1999 alla Jugoslavia è stata un punto di svolta

Ieri come oggi, i balcani al centro dello scacchiere geopolitico e dei venti di guerra

L'aggressione NATO del 1999 alla Jugoslavia è stata un punto di svolta
Il bombardamento di Belgrado nel 1999

Di Zivadin Jovanovic

Il 24 marzo scorso, il Forum di Belgrado per un Mondo di Eguali, l'Associazione dei Generali e Ammiragli di Serbia, l'Associazione dei Veterani SUBNOR di Serbia e altre associazioni indipendenti e think tank, hanno celebrato il 24° anniversario dell'aggressione della NATO alla Serbia e al Montenegro (Repubblica Federale di Jugoslavia) onorando gli eroi caduti nella difesa del Paese e tutte le vittime di questo atto illegale e criminale.

Come è ampiamente riconosciuto, questa aggressione è stata intrapresa in violazione dei principi fondamentali del Diritto Internazionale, compresa la violazione della Carta delle Nazioni Unite e senza l'autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Considerando che la Jugoslavia non rappresentava una minaccia per nessun Paese membro della NATO, la leadership della NATO ha violato persino il suo stesso atto costitutivo, mentre i Paesi membri della NATO hanno violato le loro stesse costituzioni, nella misura in cui hanno agito senza l'autorizzazione dei rispettivi Parlamenti.

Alla conferenza di alto livello dell'Alleanza atlantica, tenutasi il 28-30 aprile 2000 a Bratislava, i rappresentanti degli Stati Uniti hanno confermato esplicitamente agli alleati e poi ai candidati alleati, tre importanti motivazioni per la "guerra contro la Jugoslavia": in primo luogo, sottrarre il Kosovo (e Metohija) alla Serbia e renderlo uno Stato separato e indipendente; in secondo luogo, trasformarlo nella portaerei dei Balcani per le truppe statunitensi; e, in terzo luogo, creare un precedente per gli interventi militari in tutto il mondo senza richiedere il mandato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Sebbene sia stata falsamente presentata dai mass media come "intervento umanitario", in realtà è stata la guerra di espansione geopolitica della NATO/USA verso est, verso i confini russi, creando anche il precedente per aggressioni successive: Afghanistan, Irak, Libia, Siria... L'istituzione immediata della grande base militare statunitense "Bondstil", nei pressi di Urosevac, in Kosovo e Metohija, è stata solo la prima di una lunga catena di nuove basi militari USA nell'Europa centrale e orientale: Bulgaria (3), Romania (3), Polonia...

Così la NATO non solo ha portato la prima guerra sul suolo europeo, ma allo stesso tempo ha fornito un impulso straordinario all'intenso processo di militarizzazione del Vecchio Continente. Tutti i Paesi membri sono stati obbligati a destinare il 2% della spesa militare del loro PIL, ad adattare le infrastrutture civili ai nuovi requisiti militari, a limitare la vendita delle principali aziende ai soli investitori potenziali dell'UE e della NATO ("per motivi di sicurezza"), a non importare nuove tecnologie da "fornitori inaffidabili" (5G), a non acquistare gas e petrolio da coloro che li utilizzano "per minare la sicurezza dell'Europa".

I missili, compresi quelli con bombe all'uranio impoverito, incluse le bombe a grappolo, sono caduti in Serbia e Montenegro, uccidendo i loro cittadini e distruggendo la loro economia. La Serbia si sta ancora riprendendo dalle immense perdite economiche e sociali. Belgrado e altre grandi città, anche nelle zone centrali, continuano a convivere con le rovine e le macerie degli edifici governativi e di altri edifici bombardati dalla NATO. Ma allo stesso tempo, l'aggressione della NATO del 1999 contro la Serbia e Montenegro (RFJ) ha distrutto l'intera architettura di sicurezza e di cooperazione dell'Europa e del mondo, cancellando Teheran, Jalta, Potsdam, Helsinki e altri accordi e pilastri dell'ordine post-Seconda guerra mondiale, portando così disordine, insicurezza e persino il caos.

L'aggressione della NATO terminò con la risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (1999), che garantiva la sovranità e l'integrità territoriale della Repubblica Federale di Jugoslavia (Serbia) e un'ampia autonomia per la Provincia del Kosovo e Metohija all'interno della Serbia. L'aggressione, tuttavia, è continuata da allora con altri mezzi. Sebbene la Provincia fosse sotto il mandato dell'ONU e la KFOR, composta per lo più da truppe NATO, autorizzata a garantire una uguale sicurezza a tutti, circa 250.000 serbi e altri non albanesi sono stati epurati, le loro case bruciate, le terre usurpate. Nel 2008, l'ex leadership terroristica dell'UCK ha proclamato la secessione unilaterale. I Paesi della NATO e dell'UE, ad eccezione di Spagna, Romania, Slovacchia, Grecia e Cipro, sono stati tra i primi a riconoscere la secessione, consapevoli del fatto che era contraria al diritto internazionale, alla risoluzione 1244 del CS delle Nazioni Unite e alla Costituzione della Serbia.

Ultimamente, la Serbia sta subendo pressioni senza precedenti da parte di USA/NATO/UE perchè eviti di opporsi all'adesione del Kosovo alle organizzazioni internazionali, tra cui l'ONU, per stabilire relazioni di buon vicinato basate sull'uguaglianza, sul rispetto reciproco della sovranità e dell'integrità territoriale, per riconoscere reciprocamente lo Stato e i simboli nazionali, per stabilire relazioni quasi diplomatiche. Con il pretesto della "normalizzazione delle relazioni", l'Occidente, guidato dagli Stati Uniti, cerca di fatto di obbligare la Serbia a riconoscere de facto il nuovo Stato del Kosovo, nato dall'aggressione della NATO del 1999. Le promesse di adesione all'UE, gli investimenti e le donazioni vengono sfruttati per spingere la Serbia a riconoscere la secessione di una parte del territorio del proprio Stato, rinunciando così a tutti i diritti fondati sul diritto internazionale, sulla Carta dell'ONU, sulle garanzie della CS dell'ONU e sulla propria Costituzione. Tutte queste richieste sono contenute nel cosiddetto "Accordo sul percorso di normalizzazione delle relazioni tra Kosovo e Serbia", presentato alla Serbia il 27 febbraio 2023 e confermato il 18 marzo 2023, a Ohrid, nella Macedonia del Nord, sotto forma di un ultimatum più o meno aperto. È interessante notare che questo ultimatum, accompagnato dalle minacce di misure e restrizioni economiche, finanziarie e di altro tipo in caso di mancato rispetto, sarà confermato dal Consiglio Europeo il 24 marzo 2023, data in cui esattamente 24 anni fa la NATO iniziò a bombardare Belgrado, Pristina e altre città in tutta la Serbia.

Quali sono le vere ragioni di tutto questo? Rendere il Kosovo idoneo a entrare nella NATO e persino a unirsi all'Albania; stabilire la completa egemonia NATO nei Balcani, Serbia e Bosnia-Erzegovina incluse; allontanare la presenza russa e cinese dai Balcani; rimuovere l'obiezione di cinque Stati membri dell'UE (quattro della NATO) al riconoscimento della secessione unilaterale del Kosovo, ristabilendo così l'unità all'interno delle alleanze.

L'aggressione della NATO a Serbia e Montenegro (RFJ) nel 1999, ha rappresentato il punto di svolta dell'Alleanza da difensiva ad aggressiva, dell'Europa parzialmente autonoma alla completa sottomissione agli Stati Uniti nel perseguimento della globalizzazione dell'interventismo e del confronto globale con Russia e Cina. Sebbene sembrasse il culmine dell'arroganza unipolare e dell'egemonia USA/NATO, essa è stata un campanello d'allarme per tutti coloro che credono in un nuovo ordine mondiale democratico.

Zivadin Jovanovic,
Forum di Belgrado per un Mondo di Eguali
19 Marzo 2023

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Fonte: https://www.wpc-in.org/statements/nato-1999-aggression-yugoslavia-turning-point

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare - https://www.resistenze.org/sito/te/po/yu/poyunc29-026138.htm

Commenti (28)

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    1. rossinimauro 5 aprile 2023

      post doppio, cancellato

    2. WarezSan 6 aprile 2023

      Ma quale sconfitta e quale attacco....

      Ma non scherziamo.
      Azioni del genere se serie devono essere segrete!
      200000 unità?
      E dove le prendono se già stanno raccattando vecchi ,storpi e quindicenni per la prima linea?

      E la logistica?
      Fino in Crimea?
      Addirittura?!?

      Dai su, siamo seri.
      Sono le solite sparate per mungere soldi dai contribuenti occidentali.

    3. Primadellesabbie 6 aprile 2023

      Secondo Stefano Orsi la nato sta studiando e mettendo a punto per le prossime settimane un'operazione consistente, fornendo il materiale e l'addestramento, e gli ucraini dispongono di numeri più che sufficienti

    4. WarezSan 6 aprile 2023

      Non ha senso una cosa del genere.
      Significherebbe puntare tutto su un cavallo azzoppato, o per fare un altro esempio sarebbe come giocare a carte scoperte.

      E come farebbero a portare tutta la logistica alle porte della crimea?

      200k di uomini compresa la logistica?
      Al fronte ne arriverebbero ben pochi, senza contare la sinergia di cui sono manchevoli.

    5. Primadellesabbie 6 aprile 2023

      2 o 3 settimane e, piogge permettendo, lo sapremo.

    1. rossinimauro 5 aprile 2023

      Sono abbastanza vecchio da avere visto tutte e due le guerre del Golfo, ed in entrambi i casi mi chiedevo perchè gli iraqeni se ne stavano immobili mentre gli occidentali si preparavano ed annunciavano i loro piani militari.
      Ora la sensazione è di aver già visto quel film mentre gli occidentali si preparano e comunicano cosa faranno, ed i russi se ne stanno inerti, forse in preda a slavo fatalismo aspettano la sconfitta.

      da https://t.me/rezident_ua/16399 e https://t.me/rezident_ua/17178

      Il Pentagono, insieme allo Stato Maggiore, continua a preparare una controffensiva in Crimea, che consisterà in 2 tappe e 6 direzioni. Come concepito dagli americani, l'attacco principale all'inizio della campagna dovrebbe consistere in due operazioni:

      • sbarcare a Tokmak / Vasilievka per prendere le principali roccaforti prima di colpire Melitopol

      • Lo sbarco su Golaya Pristan/Aleshki/Novaya Kakhovka/Staraya Kakhovka/Kamenka/Energodar dovrebbe mettere a dura prova le forze russe e consentire l'accumulo di un raggruppamento per colpire Armyansk/Genichesk.

      Per entrambe le operazioni nella prima fase vengono assegnati 7-14 giorni, secondo i piani dello Stato Maggiore, l'opzione migliore è il mese di aprile, quando i campi si seccano e compare l'erba verde.

      La seconda fase inizierà 10 giorni dopo la cattura dei punti principali sulla riva sinistra del Dnepr e la creazione di una testa di ponte per un attacco a Melitopol.

      I preparativi per la battaglia del Mar d'Azov sono in pieno svolgimento, lo stato maggiore continua a formare un gruppo d'attacco, che comprende 20 brigate a Zaporozhye / Dnepr e 5 brigate a Nikolaev / Kherson, diverse brigate a Nikopol / Marganets, inoltre raccolgono riserve nell'Ucraina occidentale.

      Secondo i calcoli di Zaluzhny, all'operazione dovrebbero prendere parte 200mila unità militari delle Forze armate ucraine / Direzione principale dell'intelligence / Ministero degli affari interni / SBU e circa 2.000mila unità di equipaggiamento pesante.

      Il piano di controffensiva è stato sviluppato dallo Stato Maggiore insieme al Pentagono e all'MI6 negli ultimi due mesi, e per esso è stata assegnata l'assistenza militare occidentale con i tipi di armi richiesti dall'Ucraina.

    1. rossinimauro 5 aprile 2023

      Documenti pubblicati recentemente dimostrano come gli USA vinsero le due guerre del golfo più che con le armi con le valigie di soldi con cui comperarono tutte le forze armate iraqene, dal grado di Maggiore in su, cosicchè quando andarono all'attacco l'esercito avversario si squagliò come neve al sole.

      Ora penso che lo stesso stia succedendo in Russia, con praticamente tutti i gradi delle FF.AA. a libro paga dei Servizi occidentali.
      
      Questa ipotesi 'quadra' perfettamente con quello che sta succedendo in questa guerra, col fatto che i treni carichi di armi viaggiano impunemente in Ucraina, che nonostante tutti i bombardamenti la rete elettrica, stradale e ferroviaria e gli oleodotti funzionano senza problemi, che al primo accenno di offensiva i russi si ritirino senza combattere (Kherson, Kharkov), col fatto che nonostante si sappia tutto della prossima offensiva Ucraina i russi non attacchino caserme, depositi di armi, di carburante, parchi di mezzi corazzati e di sistemi missilistici. Quadra perfettamente col fatto che il ponte di Crimea sia stato colpito, che i droni abbiano atterrato l'aviazione strategica, che il porto di Sebastopoli sia sotto continuo attacco. Quadra perfettamente col fatto che gli unici progressi sono ad opera di Wagner e Ceceni, forse gli unici soldati di cui il Presidente si possa fidare.

    2. BrunoWald 5 aprile 2023

      Se fosse vero quello che dici, i vertici militari russi starebbero vendendo la patria al nemico per i proverbiali trenta denari di Giuda. Ciò ne farebbe gli emuli dei generali e ammiragli italiani del 1940-43. Accadde anche in Germania, ma là i traditori pidocchiosi erano quattro gatti.
      Stavolta sarebbe ancora peggio, dato il movente unicamente economico: perciò, se la tua ipotesi fosse vera, vorrebbe dire che l'umanità è ormai completamente marcia e non ha alcun futuro.

    3. rossinimauro 5 aprile 2023

      Quello che successe nelle due guerre del Golfo è confermato dagli stessi USA (dal loro punto di vista un eccellentissimo lavoro, perchè versare sangue quando puoi versare soldi per vincere una guerra?). Per quel che riguarda la guerra in UKR è una mia pura opinione, derivata dal paragonare quel che successe allora con quel che sta succedendo ora.

    4. Primadellesabbie 6 aprile 2023

      Secondo una notizia apparsa all'epoca, sulla quale nessuno insistette, gli alti ufficiali iracheni furono comprati durante uno stage avvenuto in UK qualche mese prima dell'attacco all'Iraq.

    1. Cangrande1965 5 aprile 2023

      Citazione:

      "Tutti i Paesi membri sono stati obbligati a destinare il 2% della spesa militare del loro PIL, ad adattare le infrastrutture civili ai nuovi requisiti militari."

      Domanda da complottista inveterato.....;

      Riguarda anche un certo ponte di Genova ???

    1. carla 5 aprile 2023

      Come già scritto:

      "I leader sudamericani hanno risposto sottolineando che l’arresto di un ex presidente significa che gli Stati Uniti sono ora nella stessa categoria delle Repubbliche delle Banane, dove ogni presidente successore arresta il suo predecessore."
      Siamo sottoposti come colonia ad una repubblica delle banane

    1. berlioz 5 aprile 2023

      gli italiani onesti e non asserviti agli USA ancora oggi devono chiedere perdono ai serbi per quello che hanno fatto in quella vicenda: molto peggio di una guerra, è stato un atto di pura criminalità internazionale attuato con gli stessi soci che hanno sulla coscienza hiroshima, nagasaki, dresda, vietnam, bagdad, falluja, donbass... eccetera eccetera eccetera

    1. Arian Van Heisen 5 aprile 2023

      Il problema è l' art. 11 della C.I. molti scrivono anche qui su CDC che è la C. più bella del Mondo per noi andrebbe riscritta quasi in toto.
      Arian

    1. XaMAS 5 aprile 2023

      "nel sottolineare che la NATO si etrasformata in strumento di aggressione asservito agli interessi degli Stati Uniti, chiede che il Governo neghi l’uso delle basi militari ed auspica che le trattative riprendano e siano condotte da un mediatore europeo"
      Umberto Bossi

      "nel sottolineare l’esigenza etica di assumersi la responsabilita di intervenire per porre fine alla « catastrofe umanitaria » in atto nel Kosovo, chiede al Governo di continuare ad adoperarsi affinche´ l’uso della forza sia finalizzato alla ripresa delle trattative, vagliando la possibilitadi sospendere l’intervento militare per verificare la possibilita di una soluzione negoziale della crisi"
      valter veltroni

      "sottolineata la « necessita» umanitaria dell’intervento militare, ritiene che il Parlamento debba esprimere un voto che rappresenti una piena e non ambigua assunzione di responsabilita: dichiara pertanto che la sua parte politica sostiene con convinzione l’azione della NATO"
      pier ferdinando casini

      "rilevato che l’iniziativa assunta dalla NATO deve essere appoggiata e che l’Italia deve osservare i trattati sottoscritti, denunzia la contraddittorietainsita nella posizione dell’Esecutivo, preoccupato di salvaguardare la compattezza della sua maggioranza, che risulta priva di un’univoca posizione in politica estera: chiede pertanto che, superata l’emergenza internazionale, il Governo si dimetta"
      silvio berlusconi, che dimostra di aver capito quale sia la priorità

      "nel ribadire la contrarieta del gruppo comunista all’intervento della NATO, che ritiene « illegittimo » e « pericoloso », chiede al Governo confermando l’impegno della sua parte politica in tale direzione"
      Armando Cossutta

      "nell’esprimere indignazione per la risoluzione della maggioranza, che conferma la partecipazione del nostro Paese ad un intervento militare voluto dagli Stati Uniti per la difesa dei loro interessi strategici, dichiara che i deputati di rifondazione comunista voteranno a favore della sua mozione n. 1-00368, compiendo una scelta « contro la guerra »"
      Fausto Bertinotti

      26 marzo 1999, vergogna d'Italia, ricordarsi di chi disse cosa

    2. ric 5 aprile 2023

      cambiano i tempi... con BOSSI andavamo ad Aviano a FARSI SENTIRE CON salvini e le fuori di melone forniamo armi agli Us-raeliti....

    3. sbregaverse 5 aprile 2023

      CASSIBILE E' CASSABILE

    1. clausneghe 5 aprile 2023

      I segni di quella guerra illegale li portiamo anche noi del Nord Est
      anche se sono, per così dire, affogati nel lago di Garda.
      Infatti, grazie alla criminale collaborazione del governo di allora, presieduto dal baffetto maledetto che da raccoglitore di olive diventò un pezzo grosso della sinistra ex p.c.i. traditrice e infame, il nostro Lago diventò la tomba di 4 bombe aeree a frammentazione, sganciate da un F-16 in difficoltà pilotato da una donna Usa.
      Dovete sapere che il lago di Garda era stato indicato dal governo come zona di sgancio d'emergenza, gli aerei non possono atterrare con le bombe in pancia, una pattumiera per esplosivi, insomma.
      Queste 4 bombe piene, centinaia, di piccoli ordigni inesplosi giacciono ancora oggi adagiate nella profondità del Lago tra Sirmione e Punta san Vigilio e, sia il baffetto maledetto che i suoi eredi politicanti, se ne guardano bene dal farle recuperare, speriamo solo che non si aprano queste bombe, facendo venire a galla i bussolotti gialli esplosivi, magari quando passa una nave di turisti..Grazie D'Alema, che vivi con una lauta pensione alla faccia dei danni permanenti che hai provocato, da noi e all'Estero.

    2. Brule 5 aprile 2023

      Li recuperano li recuperano, quando serve, hai visto mai... "po' sempre servì".
      Un treno qua, un'auto lì. Insomma, una brava massaia sa usare tutto quello che ha in frigo.

    3. sbregaverse 5 aprile 2023

      Chissà se l'episodio delle bombe e il condotto fognario scoppiato, all'altezza di Bardolino, che attraversa il Benaco sono da mettere in relazione.

    4. danone 5 aprile 2023

      Immagina quante ce ne sono in Adriatico.

    5. sbregaverse 5 aprile 2023

      Certo ma sul Garda ci sono i VIP* ( si annovera anche sbrega)
      *Veci In Pension

    6. ric 5 aprile 2023

      mi sembra strano che gli aerei non possano piu' atterrare con le bombe in pancia...

    7. clausneghe 5 aprile 2023

      Una vera e propria discarica, e non ha stato Putin

    8. clausneghe 5 aprile 2023

      Mah, chissà..di sicuro le bombe sono in zona pericolosa, le Terme di Sirmione si alimentano da una vena che tocca il magma vulcanico..

    9. rossinimauro 6 aprile 2023

      ogni tipo di aereo ha un peso massimo ammesso al decollo ed all'atterraggio, di solito all'atterraggio il peso ammesso è minore rispetto al decollo, da cui la necessità di scaricare carburante (tipico dei 'commerciali') o carico bellico se si deve interrompere il volo o la missione prima del previsto

    10. sbregaverse 6 aprile 2023

      Hai ragione osservazione eccellente,non ci avevo pensato (divertente il pal del Vo scalzato flottante e finalmente riposizionato ; però sta storia di plastica , con la vecchia tradizionale bricola che noi conserviamo a Garda, non la me piase propi na' migola)

    11. clausneghe 6 aprile 2023

      Me lo ricordo, un paletto giallo nero a indicare la secca mortale per i disattenti. Ho navigato per anni il Garda.
      Ciao

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