L'Agenda verde ha causato il blackout di Spagna e Portogallo

L'instabilità intrinseca delle energie rinnovabili alla base del disastro.

L'Agenda verde ha causato il blackout di Spagna e Portogallo

Di Alfredo Jalife-Rahme, jornada.com.mx

Un blackout durato tra le 10 e le 24 ore, a seconda della zona colpita, ha sconvolto la vita nella penisola iberica (e nel sud della Francia) e ha traumatizzato i suoi frastornati abitanti.

La prima reazione dei globalisti russofobi è stata quella di accusare in modo grottesco il Cremlino. PublicNews (PN) è stato il primo a criticare la dipendenza eccessiva dalle energie rinnovabili, responsabile del blackout catastrofico che ha colpito in modo massiccio la Spagna e il Portogallo, mentre i globalisti cercavano di nascondere la realtà (https://bit.ly/3GBwwGK). PN ha diagnosticato che l'eccesso di energia solare avrebbe portato alla totale vulnerabilità del sistema.

È ampiamente noto, anche ai neofiti dell'elettricità, che il grande difetto della dipendenza totale dalle tanto pubblicizzate energie rinnovabili è che sia l'energia solare che quella eolica dipendono dalle condizioni climatiche, il che richiede il supporto di energie più stabili e controllabili, come i tanto vituperati idrocarburi. Ora si scopre che a volte il vento non soffia e il sole non splende...

L'austriaca Karin Kneissl, ex cancelliera e docente di geopolitica dell'energia, ha affermato che “i blackout di massa sono il risultato dell'Agenda Verde (https://on.rt.com/d7qm)”. La dottoressa sostiene che il problema è la trasmissione e non la generazione di energia quando la sovrapproduzione di elettricità è dovuta a molto sole e molto vento. Attacca la Spagna e il Portogallo, campioni di energia verde nell'Unione Europea (UE), la cui fonte di elettricità dipendeva dall'80% delle energie rinnovabili fino a prima del blackout.

Critica la vicina Angela Merkel e la sua fallimentare e ambiziosa transizione energetica, quando Peter Altmaier, il suo burocrate, ha annunciato la costruzione di diverse migliaia di chilometri di superautostrade elettriche al costo di un trilione di euro. Ancora peggiore è stata l'ambiziosa Agenda Verde – oggi screditata ovunque – con le sue eccezioni e debolezze di stampo locale che non tengono conto delle recenti e incontrovertibili scoperte scientifiche.

Essa diagnostica che la rete elettrica europea, che va dalla Turchia attraverso il continente europeo fino al Nord Africa, è vulnerabile, il che mette a rischio di un blackout a catena più di 30 paesi. Ridicolizza i modelli romantici e fantasiosi che i burocrati di Bruxelles e altri esperti (sic) del clima hanno presentato negli ultimi 15 anni attraverso il concetto inflazionato di transizione energetica e, peggio ancora, di economia a zero emissioni di carbonio. Vale la pena ricordare che l'UE è il secondo produttore mondiale di anidride carbonica (https://bit.ly/3EBRwg3)!

Kneissl sostiene che si aspettava il blackout in Germania prima che nella penisola iberica e critica la causalità dei problemi della cosiddetta transizione energetica. Peggio ancora: le emissioni di anidride carbonica sono aumentate drasticamente e l'elettricità in Germania è più inquinante (sic) dall'inverno 2018. Un grave problema deriva dallo stoccaggio dell'elettricità, che mette in luce il disastro finanziario di Siemens, mentre il business dell'energia eolica è scivolato sempre più in rosso.

Lei sostiene che gli ospedali in Spagna e Portogallo hanno continuato a funzionare grazie ai loro ottimi vecchi generatori diesel (mega sic!), mentre Internet era completamente fuori uso. Conclude che nell'UE l'energia è diventata una questione ideologica e ha cessato di essere una questione tecnica – come in altri paesi – e che è stata adottata ciecamente la propagandistica Agenda Verde, a scapito degli idrocarburi, fino ad oggi insostituibili.

Persino i fanatici globalisti dell'Agenda Verde del Financial Times ammettono che il “blackout in Spagna e Portogallo ha messo in luce la dipendenza dall'energia solare (https://bit.ly/3ESh4pd)”, mentre gli “esperti (sic) di elettricità sottolineano i pericoli dell'instabilità della rete quando le energie rinnovabili dominano la produzione”. Il mito è crollato nella fase della rivoluzione energetica del torio in Cina (https://bit.ly/3EWTRC8)!

Di Alfredo Jalife-Rahme, jornada.com.mx

06.05.2025

Fonte: https://www.jornada.com.mx/2025/05/04/opinion/008o1pol

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Traduzione a cura della Redazione di ComeDonChisciotte.org

Commenti (20)

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    1. maghi 8 maggio 2025

      il FV ha un grosso problema di stabilizzazione della tensione e purtroppo le rete elettriche non sono capaci di gestire sbalzi di tensione, che eccedano di 1 Hertz in + o in -. In Spagna è successo che è mancato 1,5 hertz e il sistema rete è automaticamente intervenuto per evitare danni peggiori, staccando la rete. A me col FV è andato a massa un fornello elettrico ed è bruciato l'interruttore dello scaldabagno, nonostante ci siano dei dispositivi nell'inverter che regolano la produzione in modo da fornire corrente alternata a 50 Hertz. Non l'avessero fatto, ci sarebbero stati mln di apparecchiature danneggiate. Attualmente penso non sia possibile evitare i blackout, se la produzione rinnovabile supera il 40%, forse il 50%. In Iberia era all'80%. Solo tenendo pronte altre fonti, che sia idroelettrico, centrali a gas accese o edifici di batterie si può tamponare, ma l'idroelettrico è poca cosa, le centrali a gas se le tieni accese non risparmi metano e gli edifici di batterie non esistono e forse non esisteranno mai. Comunque ho notato che le batterie del mio FV esportavano corrente nei giorni del blackout. Non mi meraviglierei che il GSE prelevasse piccole quantità di corrente per periodi brevi per sopperire all'emergenza iberica.

    2. maghi 9 maggio 2025

      inoltre conteggiando consumi, produzione e altre voci del FV mi pare che manchino tutti i giorni dal conteggio da 1 a 4 kwh, che non si sa dove finiscono. Un pò come dopo l'OMS russa vidi calare la temperatura in casa a parità di metri cubi consumati. Chiari segni di dove questa società consumistica stia andando a finire. A schifio, finisce.
      Ma qui, come da tutte le parti, interessa solo il papa, la VDL, Trump, la Meloni e quel che dice il pifferaio magico, ossia la propaganda. Uno su mille ce la fa e cosa vuoi che siano 8 mln di dubbiosi su 8 mld di creduloni decerebrati.

    3. ric 9 maggio 2025

      strano , poiche' sia lo scaldabagno che la piastra elettrica essendo " carichi resistivi " non hanno nessuna dipendenza dalla frequenza della corrente di alimentazione , ma solo dalla tensione , diversamente dei carichi "induttivi" .

    4. maghi 9 maggio 2025

      deve essere stata un'anomalia non imputabile alle resistenze, ma all'usura e/o dimensione dei cavi. Gli altri elettrodomestici non hanno avuto problemi.

    1. mago 8 maggio 2025

      Ho cambiato auto,marca Tedesca e in listino allora avevano tolto tutti i Diesel e non si potevano più ordinare oggi li hanno rimessi,ma ci sono o ci fanno ?

    2. maghi 8 maggio 2025

      il problema è che il petrolio buono, quello che è necessario per fare diesel e kerosene avio è in esaurimento. Il picco è stato nel nov 2018 con 84 mln di barili, ora siamo a 81 e diminuirà sempre più. Non si sa quando comincerà a mancare in modo visibile, anche se in alcune nazioni dell'Africa e dell'America latina è già successo. Sostituire le auto diesel con quelle elettriche non è possibile. Non c'è sufficiente elettricità e le rinnovabili sono solo un sogno impraticabile. Ci hanno tentato, ma il tentativo sta finendo. Io mi trovo bene col GPL.

    3. mago 8 maggio 2025

      Da noi manca la cultura e le pompe del gpl..🩸🩸🩸

    4. maghi 8 maggio 2025

      con un pieno di gpl ci faccio circa 700 km e mi dura una decina di giorni almeno. Ci faccio quasi gli stessi km che andando a benzina e costa meno della metà. Un distributore onesto nelle vicinanze si trova, perchè uno che mi faceva il 10% di ribasso del prezzo, poi mi metteva il 20% in meno di gpl non è onesto. Ma come me ne sono accorto io, se ne sono accorti in tanti. Prima c'erano in fila a rifornirsi, ora quasi più nessuno.

    5. ric 8 maggio 2025

      si chiama libera imprenditoria ...

    6. mago 9 maggio 2025

      Dovrebbe esserci la Finanza😳in fila.

    7. maghi 9 maggio 2025

      la Finanza dà addosso solo ai poveracci (poi dicono di aver recuperato mln di euro da gente che ha solo gli occhi per piangere).

    8. mago 9 maggio 2025

      ah il maresciallo....

    9. ric 9 maggio 2025

      a prendere il pizzo....

    1. mago 8 maggio 2025

      Mi giungono voci dalla Spagna di inasprimento sul contante e sul consumo di uova prodotte dalle galline 🐓 di casa tua per motivi di sanità,per il contante ho verificato per le uova solo una strana penuria in vari paesi.mettete assieme il puzzle e avrete un bel quadretto,le 10 ore di buio fanno parte del gioco,mi chiedo solo perché la Spagna per il momento.

    2. ric 8 maggio 2025

      prossimo colpaccio multe salatissime ai contadini che danno erba alle mucche , al vino fatto con l' uva , al formaggio con il latte ...poi arresto a fare il pane con farina di grano ....si chiama progresso !

    3. mago 8 maggio 2025

      Isola delle Rose 2.0.

    1. esca 8 maggio 2025

      Sarebbe stato piu' elegante demonizzare l'agenda verde senza fare leva sulle solite povere emissioni di CO2 invece che si fa? Propaganda: quelle restano il metro valutativo centrale di bravura.
      Questi esperti di grafici, statistiche e dichiarazioni fasulle non lasciano mai sfuggire da quelle boccacce che la demonizzata anidride stimola il regno vegetale e non e' una brutta cosa, in un mondo dominato dal cemento che sta morendo di inquinamento causato da chi respira. Di sicuro l'avranno anche studiato, se e' vero che sono esperti, ma rema rema, che la bagnarola deve continuare a procedere in direzione opposta

    1. ailavioni 8 maggio 2025

      Io non butterei nella spazzatura l' agenda verde. Soltanto vorrei che fosse messa in pratica in modo più costruttivo.
      Per fare un esempio...
      Le strade si riempiono sempre di più di ciclisti, man mano che la buona stagione avanza. Tutta gente che rompe le scatole a chi giustamente viaggia in auto, a benzina o diesel che sia.
      Oltre ai parchi eolici e pannelli solarici, si dovrebbero fare dei parchi ciclodinamici, cioè composti da biciclette collegate alle dinamo. Tutti quei rompiscatole che intasano le strade con le loro bici potrebbero andare a pedalare proprio lì. Il vantaggio sarebbe triplice: non romperebbero le scatole, produrrebbero corrente in modo non inquinante e per ultimo, sarebbero avvantaggiati pure loro che eviterebbero di respirare i gas di scarico delle auto.
      Come si vede è una cosa che conviene a tutti.

    2. ric 8 maggio 2025

      c'e' anche un altra soluzione :per ridurre l' inquinamento : mettere fuori legge tutte quelle vetture che superano i 100 KW di potenza , e quelle che hanno un consumo superiore ai i 25 km / litro .

      Poi una tassa micidiale sul peso delle vetture elettriche che contribuiscono spaventosamente con 2 tonnellate medio a vuoto, alla usura anticipata del asfalto stradale , ed una tassa aggiuntiva per la loro pericolosita' determinata dal peso inteso come massa energetica in caso di urto.

    3. mago 8 maggio 2025

      Già fatto in CH prima incentivano a comprare auto elettriche con bonus sulle imposte di circolazione poi cambiano il calcolo delle imposte penalizzando il peso e cv di cui notoriamente le auto elettriche abbondano ,per il. Anto stradale basta andare in altri Stati a vedere come lo fanno in Italia fa pietà.

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