L’accelerazione dell’Apocalisse

Dietro le guerre in atto non ci sono soltanto interessi economici, ma soprattutto ideologie apocalittiche, in cui la distorsione del significato dei testi Biblici si mescola al culto di una angusta ragione tecnologica.

L’accelerazione dell’Apocalisse
«Tua è la guerra, e la potenza viene da te, non da noi» (XI,4-5) Rotolo della guerra

“È una follia questa, una svergognata follia. Che non abbiano nulla a che fare con la mia ragione!”

Queste sono le parole di Penteo, il re di Tebe protagonista delle Baccanti di Euripide, pronunciate nel momento in cui si oppone disperatamente all’ingresso nella sua città del culto di Dioniso, una religione irrazionale e orgiastica, nemica dell’ordine e della ragione: le mura della città devono proteggere gli uomini dalla potenza dell’irrazionale, dal suo pericolo mortale.

É l’espressione più diretta e sincera dello sgomento e della paura nutrito dalla razionalità nei confronti di quella dimensione arcaica e sacra che la mente greca, con Euripide, vorrebbe bandire da se stessa. La tragedia termina invece proprio con lo scatenamento di quelle forze oscure che si volevano negare, e con la morte di Penteo stesso, per mano della madre Agave, accecata dalla follia.

Le forze oscure, così temute, hanno fatto irruzione nella città, completamente prive di controllo.

Il mondo greco, oltre ad avere tracciato l’orizzonte dello sviluppo possibile dell’occidente, ne ha indicato anche gli esiti necessari, insuperabili: anche quelli più tragici. Euripide anticipa l’esito di una razionalità illuministica e violenta, che odia ed esclude da sé il sacro e l’irrazionale, ma che paradossalmente non riesce ad allontanarlo, e finisce addirittura per crescerlo nel suo proprio seno, ma in una forma distorta, ambigua, distruttiva.

La stessa follia che Penteo voleva ostracizzare dalla città, ritorna in una forma vendicativa e inumana.

Siamo giunti nell’epoca in cui il trionfo inaudito della razionalità tecnologica sposa apertamente le pulsioni più arcaiche e selvagge dell’uomo: addirittura, giustifica se stessa sulla base di visioni apocalittiche ed esoteriche, distorte dalle pulsioni più oscure e micidiali dell’animo umano.

Tra le tante, la guerra in Medio Oriente ha fatto emergere particolari dottrine apocalittiche, dottrine in grado di spingere interi eserciti ad agire, allo scopo di realizzare l’accelerazione del processo della fine dei tempi.

Queste dottrine sono il sottofondo autentico di tutto ciò che sta accadendo in questi giorni.

Il Terzo Tempio

Cosa ha determinato l’intervento degli USA al fianco di Israele in quello che ormai si prefigura come un conflitto epocale contro l’Iran?

Nessun analista è riuscito a definire gli interessi economici o strategici di una nazione, che già deteneva un primato strategico nell’area del medio oriente e il controllo delle sue fonti energetiche.

Si è tentata allora di trovare una spiegazione nei documenti desecretati relativi al caso Epstein. Sarebbero, cioè, un’arma di ricatto nelle mani dell’intelligence israeliana per spingere Trump verso una guerra che fin da subito gli stessi apparati militari statunitensi definivano pericolosa e fallimentare.

L’attacco ha lasciato esterrefatto il mondo intero.

Probabilmente, non saremo in grado di individuare i motivi autentici di una scelta così sconcertante, finché continueremo a cercarli negli interessi economici o nelle strategie per la gestione del potere politico. I reali motivi non rientrano in ciò che appartiene alla razionalità economica, scientifica: a una forma di razionalità che riguarda la ricerca dei modi migliori per realizzare la conservazione della vita e del benessere personale e collettivo.
Ma è ormai evidente che si tratta di un velo abbastanza sottile, che non basta a coprire un altro piano, più profondo, nel quale agiscono logiche insospettabili.

Si tratta di una trama complessa e occulta, difficile da afferrare e ricostruire. Tuttavia, alcuni punti cruciali possono essere descritti.

La data scelta da Israele per l’attacco all’Iran è stato il 28 Febbraio 2026, il sabato in cui cade lo Shabat Zachor, il sabato che precede la festa di Purim. In questa è d’obbligo la lettura del testo biblico in cui viene ricordato l’attacco di Amalek contro le tribù di Israele, e quindi l’esortazione di Dio a compiere contro di lui la vendetta con un vero e proprio “sterminio sacro” nei loro confronti:

Ora va’, colpisci Amalek e vota allo sterminio tutto ciò che gli appartiene senza avere alcuna pietà di lui (1 Samuele 15:7-9)

Gli Amalechiti vennero sterminati tutti, fino all’ultimo, dall’esercito di Giosuè: bambini, donne e animali inclusi. La data dell’attacco è quindi carica di significato per l’ebraismo, un significato che naturalmente è reso estremo: interpreta in senso letterale il testo biblico piegandolo ad un uso politico.

L’episodio più agghiacciante di questo primo attacco è senza alcun dubbio l’eccidio delle bambine della scuola di Minab, in Iran: un massacro compiuto da un missile statunitense, un Tomahawk. La scuola era al di fuori di qualsiasi perimetro militare, e quindi non si può spiegare come un errore di mira. Si può legittimamente sospettare che si tratti di un obiettivo voluto, di una scelta deliberata.

Ma quale logica può mai riuscire a spiegare un atto così estraneo al concetto di umanità? Anche in questo caso bisogna attingere alle coordinate religiose che animano questo conflitto. Una religiosità, lo ripeto, distorta e aberrante, che offende la ricchezza e profondità del testo biblico. A subire questo destino è il salmo 137, una preghiera che esprime il dolore di Israele per la cattività babilonese, che termina con due inquietanti versetti:

Figlia di Babilonia devastatrice, beato chi ti renderà quanto ci hai fatto. Beato chi afferrerà i tuoi piccoli e li sfracellerà contro la pietra.

Ad aver sfracellato i piccoli contro la pietra è stata la mano degli Stati Uniti.

Questo particolare rende lecito il sospetto che i legami tra il presidente americano e Israele vanno ben oltre un banale ricatto. Si tratta di una vera e propria collaborazione: probabilmente vengono condivise più cose di quanto si immagini.

Nell’aprile del 2018, in occasione del settantesimo anniversario della nascita di Israele, il Sinedrio nascente coniò una moneta nella quale figurano i profili di Ciro il Grande, imperatore persiano che nel 538 a.C. permise la ricostruzione del secondo tempio a Gerusalemme, e di Donald Trump.

L’accostamento dei due profili è un messaggio chiarissimo. Trump è profondamente legato ad uno dei principi più importanti dell’estrema destra ortodossa di Israele. La costruzione del terzo tempio è uno dei cardini più importanti della dottrina che anima l’attuale classe dirigente israeliana.
Il sionismo escatologico lega la ricostruzione del tempio di Gerusalemme al compimento finale della storia: all’apocalittica fine dei tempi. Il luogo in cui dovrà avvenire la riedificazione del tempio è quello in cui sorge la Moschea Al-Aqsa, il terzo luogo più sacro dell’Islam.

Per questo motivo, il tentativo di distruggere Al-Aqsa o il santuario ad essa adiacente, detto la Cupola della Roccia, potrebbe provocare una risposta imponderabile nel mondo mussulmano.

Che il progetto sia tenacemente perseguito, sia in Israele che negli USA, lo dimostra un episodio apparentemente bizzarro. Israele ha recentemente importato una certa razza di mucche in un insediamento in Cisgiordania: si tratta di cinque giovenche rosse allevate in un ranch cristiano sionista in Texas.

Negli ultimi tre decenni, vari allevatori cristiani sionisti negli Stati Uniti hanno cercato di allevare una giovenca rossa pura al 100% che, secondo un oscuro e antico rito di purificazione sacerdotale riportato nel libro dei Numeri (capitolo 19), fa riferimento al saggio ebreo Maimonide e a vari rituali, tra cui sacrifici di animali, all’interno di un Terzo Tempio ricostruito.

Quindi è necessario trovare una giovenca rossa pura prima che il rituale di purificazione possa essere eseguito nel ricostruito Terzo Tempio.

I Figli della luce

La visione escatologica, apocalittica della Storia non riguarda quindi soltanto il sionismo, ma costituisce probabilmente il cardine ideologico dell'élite che guida in questo momento gli USA.

Una élite che si è pienamente riconosciuta nell’espressione usata dal Monsignor Viganò nel 2020: “Stiamo assistendo in questi mesi al formarsi di due schieramenti che definirei biblici: i Figli della Luce e i figli delle tenebre”. Con l’espressione i figli della luce sono indicati semplicemente i seguaci e i sostenitori di Trump.

I figli delle tenebre sarebbero invece i suoi oppositori politici. Per lo meno, così sembrerebbe.

Si tratta di un’espressione molto ricorrente nei testi di Paolo e di Giovanni, ovvero nei testi canonici del Vangelo cristiano. Ma per comprendere pienamente il motivo per cui è così piaciuta a Trump e ai suoi occorre un’indagine meno canonica sulle origini di quella espressione. Essa compare, infatti, con una pregnanza apocalittica molto precisa, in uno dei famosi testi rinvenuti a Qumran nel 1947: il cosiddetto Rotolo della Guerra.

Qumran è il luogo in cui visse una comunità ebraica all’epoca del secondo tempio, all’incirca nel II secolo d.C. Il Rotolo della Guerra si presenta come una guida dettagliata per affrontare lo scontro finale contro le forze del male.

La narrazione del Rotolo della Guerra descrive un conflitto escatologico tra i «figli delle tenebre», a cui si oppongono i «figli della luce», designati anche come il «resto» di Israele che si è mantenuto fedele a Dio. Ma questo scontro fa da preludio ad un altro conflitto successivo. Nel testo si prevede un ritorno massiccio degli esiliati di Israele e di Giuda nel territorio di Giudea, evento che consentirebbe la riunificazione delle dodici tribù Dopo di ciò si aprirebbe la strada ad una guerra contro tutti i nemici di Israele sparsi nel mondo allora conosciuto. Difficile non vedere proprio quello che sta accadendo in questi giorni in Medio Oriente.

Trump è fortemente legato al Fondamentalismo evangelico filosionista, per il quale la ricostruzione del Terzo Tempio darà inizio all’era messianica. Egli stesso ha creato presso la Casa Bianca, nel 2025, un ufficio della fede guidato dalla pastora Paula White-Cain, tra le più chiare espressioni di questa chiesa. Anche Pete Brian Hegseth, segretario alla difesa, è un esponente del ricostruzionismo cristiano, largamente ispirato a questa idea millenaristica.

Ma basterebbero i video e le foto nelle quali Trump è attorniato da una folla di predicatori, con la White-Cain in testa, mentre evocano la protezione degli angeli su di lui: il senso di quel gesto, di quella benedizione, è chiaro se si collega appunto alle attese messianiche degli evangelisti filosionisti.
Ancora più chiaro se si collega con quell’antico testo ritrovato sulle sponde del Mar Morto.

La guerra descritta nel testo di Qumran è una guerra condotta soprattutto con l’assistenza di Dio; l’uomo prepara la guerra, ma è Dio a concedergli la vittoria: questo è il messaggio di fondo dell’intero scritto.

L’Apocalisse tecnologica

La Silicon Valley ha prodotto, oltre a una rivoluzione tecnologica che ha trasformato in profondità l’economia del mondo, anche un nuovo pensiero, una nuova concezione dell’uomo e della storia, stranamente intrecciate all’attesa apocalittica.
Alcuni degli artefici di quella trasformazione sono diventati i sacerdoti e i profeti di una nuova era: un’era che si avvicina, evocata dalla magia del progresso tecnico raggiunto grazie a loro stessi.
Uno dei più emblematici, per il discorso che stiamo seguendo, è senza dubbio Peter Thiel. Thiel è una delle figure più potenti del panorama tecnologico e politico globale. Imprenditore miliardario e ideologo dell'ultradestra tecnologica, ha elaborato un pensiero che potrebbe essere definito una teologia laica dell'Apocalisse, segnata dal paradosso di alimentare e temere allo stesso tempo le forze dell’Anticristo, il cui scatenamento dovrebbe accelerare la fine dei tempi.

La storia di Thiel inizia nel 1999, quando crea PayPal e inizia il sodalizio con Elon Musk. Con lui e altri, lancia o finanzia alcune delle aziende tecnologiche più influenti del decennio successivo: Facebook, SpaceX di Musk e soprattutto Palantir Technologies. Di fatto, crea quella rete di potere, denaro e influenza che oggi si è trasformata nel nucleo ideologico dell'amministrazione Trump. Palantir infatti è l'azienda che più di ogni altra incarna la nostra epoca, nella quale si realizza il connubio tra dati e potere.

Palantir costruisce nel tempo una tecnologia capace di incrociare logistica, pagamenti, energia, sicurezza e biometria, trasformando le persone in profili operativi. Le sue piattaforme sono oggi il cuore dei sistemi decisionali di forze armate, agenzie di intelligence, forze dell'ordine e grandi multinazionali in tutto il mondo.

Trump ha avviato contatti con Palantir per costruire un database centralizzato di informazioni personali sui cittadini americani: dossier centralizzati sui cittadini, fondamentali per attaccare i diritti civili e le libertà civili. La potenza di Palantir sta nell'invisibilità: agisce nell'ombra dei sistemi che governano le nostre vite, ed è raramente visibile.

Thiel è divenuto uno dei più accaniti sostenitori di Trump e Palantir è il sistema con il quale viene adesso condotta la guerra in Medio Oriente.

Thiel sarebbe quindi uno dei più potenti artefici della trasformazione della nostra società in un sistema di controllo totale, di previsione e di prevenzione assoluta, di negazione capillare di qualsiasi forma di libertà.
Eppure, proprio la realizzazione di questa prospettiva, superiore a qualunque forma di totalitarismo finora immaginabile, sarebbe, secondo Thiel, il modo migliore per accelerare la fine dei tempi: per realizzare l’attesa messianica.

La sua teologia dell'Apocalisse e la sua concezione dell'Anticristo si fondano su questo atteggiamento paradossale. Thiel vede potenziali anticristi in persone e istituzioni che si pongono in modo critico nei confronti del progresso: il comunismo, le Nazioni Unite, la regolamentazione sulla tecnologia, la creazione di uno stato unico mondiale. Lo stesso papa Leone XIV viene considerato un rappresentante dell’Anticristo, colpevole di avere sottolineato come l’AI non sia solo una sfida tecnologica ma una sfida antropologica, che trasforma pericolosamente la nostra visione dell’uomo e della società.

Eppure, è proprio questo progresso, questa trasformazione, secondo Thiel, che condurrà l’uomo sull’orlo di un salutare abisso, consentendo lo scatenamento della lotta finale tra bene e male e accelerando l’avvento dell’era messianica. Il vero Anticristo è ciò che blocca questa accelerazione dei tempi. Paradossalmente, quindi, chi ci avverte di un pericolo imminente nel progresso tecnologico diventa il vero agente del Male.
Nelle sue conferenze Thiel invita ad accelerare il progresso tecnologico, a correre molti più rischi, a portare il mondo a un punto di quasi-apocalisse per accelerare la lotta finale contro l'Anticristo.

Per comprender meglio questo paradosso bisogna considerare che il processo apocalittico è composto di due momenti: il primo consiste in una accelerazione del tempo, in cui apparentemente il trionfo dell’Anticristo è totale. Ma è proprio raggiungendo questo culmine che il processo storico collassa su se stesso per lasciare spazio al compimento dei tempi.

I sistemi di controllo generati dall’AI sono quei sistemi che accelererebbero la realizzazione di una società del controllo totale, una società che nella visione di Thiel dovrebbe essere l’espressione piena dell’Anticristo. Ma paradossalmente sarebbero proprio questi sistemi ad avvicinare l’Apocalisse liberatorio e a realizzare l’attesa messianica.

I Figli delle tenebre

Il vocabolo usato da Thiel, l’Anticristo, ovvero Satana, assieme al suo ambiguo rapporto con questa figura escatologica, segna l’ingresso di un altro aspetto, emerso ultimamente come uno dei tratti più sconcertanti dei vertici della politica e dell’economia mondiale.
I documenti desecretati sulle indagini relative ad Epstein non hanno soltanto fatto emergere le condotte perverse e immorali dei politici che ci governano, ma hanno rivelato alcune pratiche che credevamo essere state ormai relegate ad un lontanissimo passato.
Sacrifici e rituali violenti, di una efferatezza disumana, trapelano timidamente dai documenti.
Eppure, per noi Italiani non dovrebbero essere una novità.

Cito le ricerche dell’antropologa Cecilia Gatto Trocchi, che denunciò più volte la presenza in Umbria di potenti sette sataniche, i cui vertici, legati alla massoneria nera, erano accusati di praticare rituali cruenti. La studiosa morì “suicida”, gettandosi dal quinto piano del suo palazzo, sebbene abitasse al primo!

Un altro caso importantissimo è quello sul quale tentò di indagare il magistrato romano Paolo Ferraro, raccogliendo le testimonianze di donne “sopravvissute”, ovvero passate per le mani delle potenti logge massoniche nere presenti nel nostro paese senza impazzire del tutto o senza perdere la vita. Le loro deposizioni sono una testimonianza delle pratiche usate per il controllo mentale delle vittime, ridotte ad essere strumenti nelle mani dei loro manipolatori; ma sono anche costellate dalle descrizioni degli abusi e delle violenze rituali ai quali erano sottoposti bambini rapiti in diverse zone dell’Europa. Si tratta di qualcosa che va ben oltre ciò che hanno finora svelato i documenti di Epstein. Qualcosa di fronte a cui lo sfogo di una disgustosa perversione sessuale appare ingenua e innocente.

Il magistrato, un autorevole componente del CSM, poco dopo l’inizio dell’indagine venne destituito dalla sua carica per infermità mentale e successivamente, nel 2011, venne sospeso dalla magistratura.

Ci fermiamo alle soglie di un mondo oscuro, terminando semplicemente con una considerazione: probabilmente, ciò che viene propagandato come attesa messianica non è altro che una grandiosa manifestazione delle forze autodistruttive che allignano nell’uomo. Cercare di operare direttamente sulla fine dei tempi, tentando di accelerare ciò che, in ultima analisi, dipende soltanto da Dio, è un atto veramente satanico: nel senso che in nome della fine dei tempi si finisce per giustificare ogni misfatto, e qualunque sterminio finisce per diventare un sacrificio necessario.

Anche l’utilizzo dell’arma atomica, indicata ormai come la più rapida via d’uscita da un conflitto fallimentare per USA e Israele, si può spiegare soltanto a partire dalle profonde pulsioni apocalittiche delle élite. Se a guidare le scelte fosse il perseguimento razionale del massimo dei vantaggi con il minimo dei rischi, nessuno si rivolgerebbe all’atomica: sia Israele che l’Iran ne subirebbero danni irreversibili, come pure l’intera area del conflitto, così vitale per l’economia mondiale.

Eppure, se Israele arrivasse al punto di dover perdere il conflitto, quale gesto ci si potrebbe aspettare dalla sua élite al potere, sedotta dall’idea di dovere a tutti i costi accelerare l’Apocalisse?

Una razionalità ridotta a mero strumento, slegata da qualunque rapporto con la dimensione morale o sacra, la razionalità di Penteo, è quella che alla fine dovrà essere sacrificata, insieme all’uomo.

Di Stefano Vespo per ComeDonChisciotte.org

16.03.2026

Stefano Vespo. Poeta e scrittore. Laureato in Filosofia, attualmente insegna lettere al Liceo di Nicosia. Sposato, vive a Sperlinga. Scrive su temi di politica e società su ComeDonChisciotte.

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Le opinioni espresse in questo articolo riflettono il pensiero dell’Autore ma non necessariamente la linea editoriale di ComeDonChisciotte.

Commenti (13)

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    1. natascia 18 marzo 2026

      Per due millenni il cristianesimo ha prodotto dei principi che hanno impostato l’etica del continente europeo. La chiesa cattolica manca adesso di voci. Papa Bergoglio ha contribuito a silenziare ogni legittima aspettativa di argine alla deriva satanica in atto. Satana è colui che si ammanta fintamente di santità. Penso che I principi cristiani di amore per il prossimo, di rifiuto dell’usura, di rispetto per tutte le creature abbiano ancora molto da dare.

    2. oriundo2006 18 marzo 2026

      Sono stati talmente deformati, cara Natascia, da secoli e secoli di prevaricazione, di odio verso chiunque pensasse diversamente, di sangue verso milioni e milioni di innocenti, anche oggi, da essere un altro 'sentiero interrotto'.

      Papa Ciccio ne è stata la testimonianza più verace ed al tempo stesso più contraddittoria: ha riflesso nella sua stessa persona la caduta spirituale del dogma e la sua impossibile riproposizione oggi, specie dopo Qumran.
      Non sequitur...il dogma è nato nella Storia dei Concili ed è finito nella cronaca delle esternazioni papali e nella sua spuria elezione.
      Continuare a sostenere l' impalcatura dei 'valori' cristiano-cattolici oggi è impossibile specie dopo la deriva millenarista 'modernista': ma farlo tornando all' indietro, tipo Viganò, è contraddittorio sulla persistenza 'divina' dei 'valori' stessi, la sua dimensione di efficacia effettuale.

      Ha fallito.
      Tocca cercare un'altra 'base' su cui farlo.

    1. filcon 17 marzo 2026

      Con l’uccisione di Larjani per mano israeliana, diventa sempre più arduo sostenere che la guerra condotta da Israele e dagli Stati Uniti contro l’Iran abbia come obiettivo il cambio di regime o la messa in sicurezza delle risorse energetiche. Ciò che si profila, con crescente chiarezza, è qualcosa di più radicale e inquietante: non la trasformazione dell’Iran, ma la sua dissoluzione come entità statale e, in ultima istanza, come soggetto storico.

      La sistematica eliminazione delle figure politiche, militari e religiose, dal vertice rappresentato dal Supremo Ayatollah fino ai livelli più capillari dell’apparato di sicurezza, svuota progressivamente il Paese di ogni possibile interlocutore. In un simile contesto, parlare di negoziato o di resa incondizionata diventa una finzione retorica: non si tratta di piegare un avversario, ma di renderne impossibile l’esistenza stessa.

      In questo senso, la logica sottesa non è quella della guerra come strumento della politica, bensì quella dell’annientamento, una logica antica che riemerge sotto forme contemporanee: Delenda Carthago. La guerra non è più un confronto tra eserciti, ma torna ad essere ciò che è stata per millenni, distruzione e terrore. Come sintetizzava Gengis Khan, il fine ultimo diventa “schiacciare i nemici, inseguirli mentre fuggono e ascoltare i lamenti (....)”.

    1. emilyever 17 marzo 2026

      Ricordo che a fronte di tutto questo sul piano ebraico evangelico, presso gli sciiti c'è una visione dell'apocalisse con il ritorno del dodicesimo Imam, che identificano generalmente in Al mahdi, l'imam nascosto. che non sarebbe morto nel IX secolo, ma ritornerebbe alla fine dei tempi per sconfiggere l'ingiustizia e convertire all'islamismo tutto il mondo.

    2. oriundo2006 18 marzo 2026

      Non possono parlare di reincarnazione, proibita nell' Islam 'ortodosso' ma a torto: vedasi la Sura della vacca, le prime quartine in cui è adombrata esplicitamente: ''..Poi vi ha ridato vita dopo la morte, affinché voi possiate essere riconoscenti..'' V. 56.
      Anche sul titolo, poi 'ebraizzato' con riferimenti a Mosè ma falsamente, posteriormente, come tutto il Corano, ci sarebbe da dire parecchio, essendo la vacca l' animale sacro per gli induisti, che colà vi erano da secoli, altra cosa non detta ma presente nei Purana.
      Tante cose vi sarebbero da dire sull'a 'adulterazione' del testo per opera dei giudei che erano presenti nella penisola arabica, tanto che - altro fatto non detto - NON abbiamo il testo originale del Corano.
      La copia più antica data di circa 150 anni DOPO la predicazione: il tempo per 'far girare' le Lettere Sacre come si voleva adulterando il Testo in senso 'monoteista' secondo l' interpretazione rabbinica, cioè introducendo una figura 'divina' oscura e incomprensibile nei suoi attributi violenti che NULLA a che fare con quella ORIGINARIA, positivamente orientata al Bene Supremo del genere umano.
      E di qui le infinite controversie sulle contraddizioni del Corano, che vi sono e sono tali APPOSTA, data l'interpolazione che il testo originario ha subito.
      Notoria è la diversità fra quelle meccane, quelle medinesi, quelle iniziali e quelle finali e tutto il resto.
      Basta, non mi posso dilungare ma esiste anche nell' Islam la fondata possibilità della verità della tesi di Marcione: il 'Vero 'Dio' NON è quello della Bibbia, almeno ANCHE QUI DOPO le interpolazioni subite, ma è distinto dal suo nemico, l' 'entità' malvagia che a Lui si è sostituita, sino a far trasliterare i Suoi attributi nel secondo.
      Purtroppo sia i cristiani sia i mulsulmani preferiscono di gran lunga la copia adulterata che l' Originale, senza dire degli assassini giudei che anche qui hanno storpiato il Messaggio Fondamentale.
      Dunque gli Sciiti se non altro per ragioni di sopravvivenza materiale, data l' ignoranza dogmatica di tanti sunniti ( ma non dei Drusi ad esempio ) facilmente e gioiosamente scambiata per verità immutabile a colpi di spada, hanno dovuto 'mascherare' questo fatto di capitale importanza dietro periodi di occultamento e di riapparizione dell' Imam fondamentale per la loro dommatica: Alì, cugino primo del Profeta e marito di sua figlia, Fatima.
      Era Costui era la reincarnazione di Adamo ?
      A voi la risposta.
      Io la conosco: e cambia TUTTO.

    1. oriundo2006 17 marzo 2026

      Articolo coi fiocchi...
      Mi permetto solo di indicare una eccessiva riservatezza nel trattare Epstein e colleghi: facevano e fanno riti a valenza satanica derivata da testi segreti in loro possesso. Non è un deficit di razionalità a doverci impressionare e neppure la razionalità somma in chiave tecnologica ad impensierirci davvero: sono questi aspetti magico-teurgici a costituire la chiave di volta necessaria per capire quanto sta accadendo.
      Perchè insisto su questo punto ?
      Semplice: perchè la 'magia', associata a sacrifici umani specie di innocenti, come l'abbiamo vista in opera a Gaza come in Iran, funziona.
      E' il segreto dei segreti, custodito e trasmesso spesso 'bocca-a-bocca' da ' Gran Maestri' del Rito: altro che artigiani scalpellini delle cattedrali o pii zaddik circonfusi di riverita sacralità o Prevosti elevati al Sommo Soglio. Ombre esteriori sulla Caverna...
      L'associazione di rituali insieme a parole, il loro concatenamento in precise sequenze temporali con selezione accurata di 'persone' attive e passive, artefici e vittime, ed altro, molto altro, con complesse interrelazioni numerologiche, assicurano in potenza la precisa 'riuscita' di ogni operazione.
      Ogni tanto però 'qualcosa' gira storto.
      Meno male.
      In quel 'qualcosa' sta il nostro Destino futuro qui sulla nostra Amata Terra.

    2. natascia 18 marzo 2026

      Quindi i rituali sono tutto…Tutto per la specie umana in cattività. I sacrifici umani con precise scadenze temporali si perpetravano anche nei riti egiziani, aztechi, maia : grandi astronomi. Ho seguito Biglino per molto tempo, poi l’ho lasciato perché lo ritengo strumentale a forze attuali di potere umano. Non sovrumano. Gli umani possono essere addomesticati come gli animali è vero. Principalmente azzerando loro la coscienza, enorme rispetto agli animali e ai vegetali che dispongono di altri intuiti. Ecco, la nuova “ alleanza” deve partire dal rispetto e dal potenziamento della coscienza umana,

    1. clausneghe 17 marzo 2026

      Anti-cristo si può anche interpretare come "colui che precede la venuta di Cristo" e Apocalisse non significa solo distruzione apocalittica ma anche "Rivelazione finale".
      Per conto mio non credo nella seconda venuta di uno che non è venuto nemmeno la prima, ergo non è mai esistito, è un mito ricavato da altri miti. Non esiste nessuna citazione storica che ne parla. E in quanto alla "Rivelazione Apocalittica" penso che ci verrà rivelato da chi siamo governati a nostra insaputa e cioè da individui non umani.
      E si capirà che non siamo i padroni dell'Universo almeno quanto i Leghisti non sono padroni a casa loro..
      E che il Dio dei Kipputi altri non è che un maligno Eloim tra i tanti Eloim, come vi spiegherebbe bene M. Biglino.

    1. mingo 17 marzo 2026

      Mamma mia in che mani siamo finiti.

    1. Martin 17 marzo 2026

      E' estremamente scorretto coinvolgere Viganò come se fosse associato al sostegno alla guerra in corso. La formulazione Figli della Luce e Figli delle Tenebre nella visione religiosa di Viganò non è traducibile in alcun modo nel sostegno alla guerra in corso.

      Il problema, casomai, è la diffusione della variante protestante, e ripeto protestante, dei cd cristiani evangelici, ossia di gente che per farla cortissima e comprensibile: a) mette la Bibbia davanti al Vangelo; b) Salda Bibbia, Vangelo e cristianesimo al destino biblico e religioso di Israele. Ovvio che si apre il Vaso di Pandora del delirio paranoico dell' Armageddon, vedasi anche l'ultimo schizzato di turno, Peter Thiel.

      La rapida diffusione, specialmente negli ultimi 3 decenni, del cristianesimo evagelico negli USA e in America Latina è un altra delle conseguenze della crisi della Chiesa Cattolica.

    1. maghi 17 marzo 2026

      intanto la Kallas ha detto che nessuno in Europa vuole rischiare il proprio popolo per Hormuz. Guardatevi intorno e capirete il perchè!

    1. Dario Lampa 17 marzo 2026

      Sono d'accordo in linea di massima: non siamo mai stati così vicini alla mezzanotte del "Doomsday Clock" cioè all'Apocalisse.
      Perciò bisogna stare "attenti a quei due: sono pericolosissimi! Sono pericolosissimi per due ragioni: una perché sono in preda alla paranoia megalomane e messianica; la seconda perché sono anche stupidi, stupidi da come si sono comportati sottovalutando le capacità dell Iran e le conseguenze che derivano e deriveranno da quest'atto d’aggressione immotivata contrario ad ogni regola di diritto e ad ogni regola morale. E non c'è nessuno più pericoloso di un folle stupido.
      E attenti anche ai governi “ loro servi”( a buon intenditor…) che possono trascinarci nel baratro.
      Il popolo USA dovrebbe " destituire" Trump prima che sia troppo tardi: il popolo non il senato o i deputati tra i quali potrebbe sorgere una "solidarietà bipartisan”.
      E’ di fatale importanza, (checché ne dica il nostro PdR e al di là di ogni scellerato accordo fatto con gli USA) negare loro le basi sul nostro territorio poiché in caso contrario vuol dire partecipare alla vile aggressione. Basi che ora sono ancora più necessarie visto l’andamento della guerra e visto anche che la portame#da, (pardon, la portaerei 😄) Gerard Ford ha seri problemi con le latrine(*) e che l’altra, la Lincoln, è stata costretta a ritirarsi lontano dalla costa.
      P.S. Nota (*): Come riportato su Telegram sembra che sulla portaerei Gerard Ford sia scoppiato un incendio provocato probabilmente dallo stesso personale di bordo perché costretto ad operare in condizioni di stress e in condizioni igieniche alquanto precarie. E questa la dice tutta sul disastro provocato dal buffone a stelle e strisce.

    2. Spartan 17 marzo 2026

      Purtroppo, l'italietta, nostra, non puo fare e dire alcun che. Siamo un Paese occupato avendo perso la guerra. E gli yankee possono fare quello che gli pare. L'unica è cacciarli con la forza. . Ma non credo che, il piteco italiano, sia disposto a trasformarsi in un nuovo vietcong.......

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