La vita oltre la morte esiste. La Scienza apre l’accesso a “nuove dimensioni della realtà”

La vita oltre la morte esiste. La Scienza apre l’accesso a “nuove dimensioni della realtà”

L’uomo da sempre si interroga sul mistero della morte, ma negli ultimi anni le NDE (Near Death Experiences), esperienze di premorte vissute da alcune persone, interpellano sempre più anche la scienza che, infatti, si sta occupando di studiare questi episodi che riguardano pazienti in arresto cardiaco e con encefalogramma piatto che riescono poi a tornare alla vita (in molti casi anche senza esiti neurologici) e raccontano, tutti, la stessa cosa: di essersi ritrovati fuori dal corpo e di aver visto, dall’alto, ciò che accadeva mentre i medici stavano cercando di rianimarli. Oltre ad aver visto chiaramente ciò che stava accadendo, riferiscono di aver avvertito, a un certo punto, una grande pace e si essersi sentiti attratti verso un tunnel, al fine del quale intravedevano una luce indescrivibile per intensità e bellezza. Parlano anche dell’incontro con i propri cari defunti e di aver potuto rivedere, come in un filmato, passaggi fondamentali della propria esistenza. Dunque, svariate sequenze, ma riportate da tutti i protagonisti di questa esperienza in modo simile, una volta “rientrati” (attraverso una forte sensazione di angoscia e dolore) nel proprio corpo.

Queste persone sono pazze?

Difficile sostenerlo dal momento che ciò che raccontano, in modo lucido, è molto preciso. E c’è il caso eclatante, citato durante una trasmissione televisiva dal neurologo Carlo Iovine (perito ufficiale nella Congregazione delle Cause dei Santi), di una persona cieca dalla nascita che è stata in grado di descrivere perfettamente nei dettagli la sala operatoria e ciò che stava accadendo in quell’ambiente al momento del suo trapasso.
Gli scettici spiegano questi fenomeni con la carenza di ossigeno in cui viene a trovarsi il cervello nel momento finale (che però, spiega sempre Iovine, determinerebbe successivamente confusione mentale e non lucidità di pensiero) oppure li attribuiscono alle sostanze morfiniche che vengono utilizzate anche per i pazienti in coma o ai farmaci usati nelle anestesie (“ma non a tutti coloro che è capitato di vivere questa esperienza erano stati somministrati medicinali”, sottolinea il neurologo). La verità è che da qualche decennio parte della scienza ha iniziato a indagare questo momento delicato a cavallo tra vita e morte. Il medico e scrittore americano Raymond Moody, nel libro ‘La vita oltre la vita’ pubblicato nel 1975, ha raccolto le prime testimonianze su tale fenomeno. E c’è un cardiologo olandese, Pim van Lommel, che lo studia da oltre 30 anni. La sua esperienza e le sue ricerche si sono concretizzate in ‘Coscienza oltre la vita. La scienza delle esperienze di premorte’, un best seller internazionale pubblicato anche in Italia. Ma ci sono numerosi altri medici che hanno dedicato parte del loro tempo allo studio delle NDE, in Italia ad esempio è conosciuto il professor Enrico Facco che è specialista in Anestesiologia e Rianimazione e anche specialista in Neurologia.

Approfondendo l’argomento si scopre che, in realtà, non stiamo parlando di qualcosa che è capitato a poche persone, ma di migliaia di casi in tutto il mondo che, indipendentemente dal credo, dalla lingua, dal ceto sociale e dall’età, fanno la descrizione di tali sensazionali eventi in modo molto lucido, corroborando il pensiero che l’identità e la coscienza continuerebbero a esistere anche in assenza di attività elettrica celebrale.
Chi ha fede
non si stupisce perché sa che la vita non finisce qui e che c’è un “oltre”.
Chi non crede è ovviamente scettico, ma ci sono sempre più prove, anche scientifiche, che questi racconti possono essere veri. Ad esempio, ultimamente è uscito un nuovo studio condotto da ricercatori della NYU Grossmann School of Medicine in collaborazione con 25 ospedali statunitensi e britannici, che mostra che alcuni pazienti sopravvissuti a un arresto cardiaco hanno avuto schemi di onde cerebrali legati al pensiero cosciente fino a un’ora dopo che il loro cuore si era fermato. Una volta effettuata la rianimazione cardiopolmonare, queste persone avevano ricordi chiari di aver vissuto la morte. Lo studio, primo nel suo genere, ha misurato l’attività cognitiva e la consapevolezza durante l’arresto cardiaco e ha evidenziato che in questi pazienti quasi il 40% aveva un’attività cerebrale che tornava alla normalità o quasi in alcuni punti anche dopo un’ora dall’inizio della rianimazione cardiopolmonare. Inoltre, l’elettroencefalogramma (che serve a registrare l’attività cerebrale con elettrodi) ha mostrato che “i pazienti hanno presentato picchi nelle onde gamma, delta, theta, alfa e beta associati a funzioni mentali superiori”. Dal canto loro i sopravvissuti hanno riferito di aver avuto una maggiore consapevolezza ed esperienze potenti e lucide: hanno percepito la separazione dal corpo e riferito di aver osservato gli eventi senza dolore o angoscia e anche di aver potuto fare una valutazione significativa di tutte le proprie azioni e relazioni.
Secondo gli autori dello studio “queste esperienze di morte sono diverse dalle allucinazioni, dai deliri, dalle illusioni, dai sogni, o dalla coscienza indotta dalla rianimazione cardiopolmonare”. I ricercatori ipotizzano che il cervello morente (“piatto”) rimuova i sistemi inibitori naturali e sarebbe proprio la disinibizione ad “aprire l’accesso a nuove dimensioni della realtà compreso il ricordo lucido di tutti i ricordi immagazzinati dalla prima infanzia alla morte valutati dal punto di vista della moralità”. “Sebbene nessuno conosca lo scopo evolutivo di questo fenomeno”scrivono gli autori“esso apre la porta a un’esplorazione sistematica di ciò che accade quando una persona muore”.
La scienza ha sempre sostenuto che il cervello subisce danni permanenti circa dieci minuti dopo che il cuore smette di fornirgli ossigeno, questo lavoro invece ha evidenziato che il cervello può mostrare segni di recupero elettrico per molto tempo durante la rianimazione cardiopolmonare. “Questi ricordi e i cambiamenti delle onde cerebrali”ha affermato l’autore senior dello studio Sam Parnia, professore associato presso il Dipartimento di Medicina della NYU Langone Healt – “possono essere segni di elementi universali e condivisi delle cosiddette esperienze di premorte”. E ha aggiunto: “Tali esperienze forniscono uno sguardo su una dimensione reale, ma poco compresa, della coscienza umana che viene scoperta con la morte. I risultati potrebbero anche guidare la progettazione di nuovi modi per riavviare il cuore o prevenire lesioni cerebrali e avere implicazioni per i trapianti”.

“I risultati potrebbero avere implicazioni per i trapianti”. Indubbiamente si aprono, a questo punto, grandi interrogativi a riguardo, ma non è il caso adesso di deviare su un’altra tematica delicata che richiederebbe, in realtà, valutazioni personali e approfondite.
Mi permetto solo di far notare una cosa, ovvero che siamo abituati a vivere velocemente in modo nevrotico tutti gli eventi e che, di conseguenza, è sempre più difficile trovare il tempo di riflettere. Siamo distratti da tante cose e spinti continuamente a prendere le decisioni in tempi troppo rapidi. Questo inesorabilmente indebolisce la nostra capacità di percepire ciò che è vero e giusto. Tuttavia, se siamo attenti, nella vita di ognuno capitano tanti momenti in cui ci si rende conto che c’è qualcosa che va oltre. Ben vengano, allora, anche questi studi che cercano di indagare questo grande mistero che è la morte.
Proprio mentre mi stavo adoperando per approfondire l’argomento, mi sono imbattuta nella testimonianza del dottor Carlo Cipolla, direttore della divisione di cardiologia dell’IEO di Milano (ha specificato di essere ateo, per questo le sue dichiarazioni mi sono apparse ancor più interessanti) che racconta la vicenda di due donne totalmente diverse, oltretutto una credente e una laica, che a distanza di un anno gli hanno raccontato cosa avevano vissuto mentre erano in arresto cardiaco. Entrambe, senza essersi mai parlate prima, hanno riferito cose simili e, per entrambe, si è trattato di un’esperienza trasformativa che ha causato poi cambiamenti profondi nel modo di cogliere la vita. Anche il dottor Carlo Cipolla, profondamente toccato da ciò che gli è stato riferito (in particolare anche dalla precisione di alcuni dettagli riferiti agli strumenti usati durante la rianimazione che le due donne “non potevano aver visto”), ha dichiarato di aver mutato, da lì in poi, il suo modo di vivere la professione.

Siamo, quindi, di fronte a esperienze che la scienza non può dimostrare, ma neppure smentire. Rimane il fatto che è difficilissimo parlare di questi argomenti e sarebbe sciocco pensare di esaurire con un breve articolo la questione ma, forse, è anche arrogante l’attitudine moderna di pretendere di spiegare per forza sempre tutto scientificamente.
La scienza opera nell’Immanente, dopodiché c’è anche il Trascendente. E noi siamo la sintesi di Immanente e Trascendente.
Come più di una volta ha dichiarato il celebre fisico Antonino Zichichi: “Noi non siamo figli del caos e la nostra esistenza non si esaurisce nell’Immanente. C’è di più”.
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VB

Commenti (13)

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Mostra commenti 13 caricati
    1. Fantine 28 ottobre 2023

      Complimenti per questo scritto.
      Sobrietà e delicatezza nel trattare una questione che attrae, come la verità, per chi la cerca.

    2. Fantine 28 ottobre 2023

      Tra le persone di scienza, quella senza h (la schienzah, non è nata col covid, si è solo manifestata nella sua più becera intransigenza antiscientifica) l'esistenza di un "Dio", di un "Principio o Fondamento" è diffusa e accomuna la maggioranza*.
      Sì, anche nella scienza si coglie la Trascendenza.

      *Piccola notazione: soprattutto tra matematici, fisici e astronomi.
      Un po' meno tra i biologi ;)

    1. Divoll 27 ottobre 2023

      La vita e' energia. L'energia non si crea e non si disrugge, cambia solo forma.

    1. Servus 26 ottobre 2023

      Chi crede solo alla scienza non crederà mai alla vita dopo la morte, difatti fa della scienza il suo nuovo dio, non credendo in Dio. E' così che si piegano per esempio alle menzogne dei vaccini Covid e si fanno inoculare 3,4,5 dosi senza nemmeno spiegarsi il perché: lo dicono i "virologi" quindi è tutto vero.

      Ma tornando alla vita oltre la morte, si dovrebbe sapere che oltre al corpo esiste in noi anche l'anima, che poi è la vera vita dell'uomo, ovvero ciò che dà vita anche al corpo

      Ci sono molte domande a cui la "scienza" non sa rispondere, nemmeno la cosiddetta "intelligenza artificiale" che intelligenza non è (anche secondo le regole di Touring), e alcune di queste sono bene esplicitate in questo articolo.

    1. tortnoize 25 ottobre 2023

      La scienza opera nell’Immanente, dopodiché c’è anche il Trascendente

      Ah sì? C'è anche il trascendente? Se lo dice Lei ci dobbiamo credere.

    1. Pippofromibiza 23 ottobre 2023

      Siamo esseri eterni ... non nasciamo e non muoriamo mai... veniamo su questo pianeta per fare un'esperienza e arrichire il nosto animo, grandi linee è un immenso gioco.

    1. mago 22 ottobre 2023

      Ho avuto due esperienze in famiglia di questo tipo,parenti in coma e una luce ha detto loro che non era venuto il loro momento e dovevano stare o ritornare sulla terra.

    1. sim 20 ottobre 2023

      Secondo le veggenti delle apparizioni mariane di Garabandal (Spagna) presto ci sarà un evento su scala planetaria che presenta delle notevoli similitudini con le esperienze di premorte. Si tratta del cosiddetto 'avviso' (o 'avvertimento' o 'spada'). Questo 'dono dal cielo' ci sarà dato nell'ora più buia, quando saremo sull'orlo di una catastrofe planetaria (probabilmente la terza guerra mondiale, che non si verificherà proprio in virtù di questo evento). Ciascun essere umano simultaneamente, in un istante senza tempo, riceverà l'avviso: si tratta di un esame di coscienza illuminato non dal proprio (parziale) discernimento ma 'con gli occhi di Dio' (secondo verità). Ciò cambierà il corso della storia, dando inizio a un tempo di pace e prosperità senza precedenti, che però non durerà a lungo. Come nelle NDE, la maggior parte dell'umanità uscirà trasformata positivamente da questa esperienza. Per altre anime invece riconoscere i propri peccati come tali non sarà sufficiente a rinunciarvi. Ci sarà quindi una polarizzazione che porterà molte anime ad emendarsi, mentre altre (purtroppo) alla dannazione (un 'castigo condizionale' durissimo). A distanza di qualche mese dall'avviso seguirà un grande miracolo a Garabandal [e Medjugorje]. Ciò che dà credibilità alla profezia è che tutti (o quasi) i 'segni premonitori' si sono puntualmente verificati o sono ora in corso di svolgimento. Il tempo della svolta è quindi molto prossimo: sarà all'inizio di un anno pari. 2024? 2026? Chissà...

    2. Espatriato 21 ottobre 2023

      E poi arrivarono gli alieni... de casa nostra.

    3. sim 21 ottobre 2023

      È assai probabile che alcuni tra coloro che rifiuteranno questo dono dal cielo cercheranno di farci credere che si tratta proprio di alieni, di Putin, del 6G o quant'altro; hanno già le storie pronte, just in case... i falsi profeti che si dannano l'anima per sviare le altre anime dalla salvezza certamente non mancano in questo 'inizio della fine dei tempi'; anche in questo le antiche profezie trovano piena conferma

    4. Valentina Bennati 22 ottobre 2023

      Una delle predizioni che riguarda il futuro (non si sa quanto prossimo) è anche quella dei tre giorni di buio. È stata reiterata da varie personalità del passato e si trovano riferimenti anche in pagine della Bibbia, sia nel Vecchio che del Nuovo Testamento

    5. sim 22 ottobre 2023

      Concordo: questo evento è stato ampiamente annunciato e non vi sono dubbi sulla sua autenticità, ma secondo la mia comprensione ciò accadrà tra diversi anni (o piuttosto qualche decennio), per questo non gli do un particolare spazio ora. È un evento importante e da conoscere in anticipo perché occorrerà organizzarsi bene per salvarsi la pelle... Adesso siamo nel tempo in cui l'orso sino-russo sta lottando con il leone alato d'occidente; sappiamo che l'orso strapperà a morsi (in seguito a guerre) 3 costole (nazioni) dal leone. I Russi di certo non molleranno l'Ucraina (1). Così a spanna direi che l'Iran (schierato con il blocco orsino) dovrà combattere il leone per liberare la Palestina (2) da questo obbrobrio di Israele, nazione figlia dell'Olocausto: il sacrificio del popolo ebreo offerto alle potenze infernali, di cui i nazisti furono gli esecutori e i banchieri ebrei satanisti (e quindi traditori del loro popolo) furono i mandanti. La terza 'costola' potrebbe essere Taiwan (che però potrebbe essere riunificata pacificamente), Cipro (ma la Turchia è in bilico tra i due schieramenti), ma più probabilmente il Kosovo, con tutto quello che ha patito la Serbia, fedele alleata dell'orso. Proprio la 'spada' di cui parlavo darà il coraggio a questa umanità alla deriva di lottare finalmente contro il male del nostro tempo, evitare l'autodistruzione nucleare e riformare il leone, a cui saranno tolte le ali d'aquila (simbolo della Fed) gli sarà dato (finalmente!) un cuore umano. Amen!

    6. Papaconscio 29 ottobre 2023

      Ogni giorno sperimentiamo un processo simile alla morte quando ci addormentiamo: se lo usiamo come allenamento per il momento supremo, la freccia raggiungerà l'obiettivo. Questo come individui; come popolo, o come ambito di civiltà, siamo a una prova: riusciremo a guarire il bubbone purulento?

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