La vera Storia della Terra: noi umani non ne sappiamo nulla

La vera Storia della Terra: noi umani non ne sappiamo nulla

Di Christian Peluffo

Non sostengo scientificamente la teoria della Terra Giovane, ma sottolineo una realtà difficilmente contestabile; noi uomini conosciamo ben poco, anzi quasi nulla della storia terrestre precedente la nostra comparsa, per questo anche la Teoria della Terra Vecchia non possiede alcun fondamento scientifico.

Sganciandosi dalla prospettiva biblica, dalla fine del XVIII secolo alcuni intellettuali immaginarono l’esistenza di una Terra alquanto vecchia, tuttavia, fatto costantemente taciuto, tale prospettiva s’affermò esclusivamente per supportare la Teoria dell’Evoluzione di Charles Darwin.

Il nostro infatti necessitava di una lunghissima strada per far correre l’evoluzione, essenziale come l’acqua per un pesce, dunque, guarda un po' la coincidenza, il suo amico fraterno Charles Lyell (1797-1875), avvocato professionista e geologo dilettante, assunse un ruolo da assoluto protagonista per affermare e diffondere la cosiddetta Teoria del Tempo Geologico Profondo, cioè dei milioni di anni che si accumulano come spiccioli per un miliardario.

Importante per accreditare tale concezione è l’Uniformismo (o Attualismo), teoria che considera i cambiamenti geomorfologici generalmente avvenuti in modo più o meno lento e graduale.

Nessun evento autenticamente catastrofico dunque (1), nessun diluvio realmente impattante la geomorfologia del pianeta (2), tutto deve rimanere relativamente ordinato e soprattutto graduale, uniforme, comodamente sistemato per leggere le dinamiche evolutive come Darwin e seguaci desiderano.

Charles and Charles suonarono così il loro interessato valzer, convincendo gran parte della comunità scientifica a danzare nella sala più comoda, innanzi agli occhi di chi sapeva adeguatamente remunerare il loro ballo.

Infatti, sarà bene ribadirlo, nemmeno una minima prova scientifica decretò la vittoria dell’Uniformismo sul Catastrofismo, solo la consapevolezza che colpendo al cuore Lyell la musica di Darwin avrebbe rischiato di perdere ogni senso.

Pensando ad esempio all’epocale lezione impartita da Harlen Bretz (1882-1981)- 3- , ormai in tutto il pianeta i territori quasi sicuramente formati da fenomeni catastrofici si sommano senza sosta, tanto che persino la prestigiosa rivista Geology affermò: “I geologi dovrebbero abbandonare i termini ‘uniformismo’ e ‘attualismo’ perché inutili, confondenti e inestricabilmente associati con molti concetti fallaci” (4).

Tuttavia, per quanto la tessera uniformista sia pervasa da numerose e profonde crepe, almeno ufficialmente e in divulgazione deve apparire stabile quel tanto che basta per non minacciare un tragico domino, nel quale la Geologia evoluzionista e la Teoria della Terra Vecchia, con tanto di ere geologiche annesse, rappresenterebbero i gravissimi feriti più illustri.

Salvate il Soldato Uniformismo dunque, almeno i suoi essenziali fondamenti. Non importa se dalla cattedra di Geologia dell’Università di Harvard sia considerato “il dogma che non ha mai avuto senso”(5), il senso gliel’avevamo dato artificialmente e ora glielo confermiamo, quello di donare all’Evoluzionismo il necessario fondamento geologico.

Salvate il Soldato Uniformismo a tuti i costi; puntate e sparate contro la divulgazione degli epocali esperimenti condotti dal professor Guy Berthault, capaci di confutare la cosiddetta Legge della Sovrapposizione, costituente il cuore e lo scheletro dell’Uniformismo.

Brevemente esposti nella successiva nota, mi riferisco ad esperimenti ufficiali, filmati, garantiti dall’Accademia Francese delle Scienze, presentati anche al Congresso dei Sedimentologi del 1991.

Tanta roba, comprende un naturalista…tanta tanta roba, comprende meglio un geologo…troppa roba, capiscono tutti gli evoluzionisti: ‘Se si accettano le conseguenze di tali esperimenti, viene giù tutto o quasi, dobbiamo rivedere decenni interi di studi, non possiamo permettercelo…meglio marginalizzare, censurare, il soldato lo salviamo per forza, lo riportiamo in patria, gli regaliamo due fuoriserie e una villa al mare’.

Nel mio nuovo libro sostengo che la Geologia cosiddetta ufficiale è profondamente permeata dalla Geologia evoluzionista, tanto che in molteplici aspetti assumono le medesime fattezze (7) … un crogiolo di semplicistiche congetture mascherate da scienza.

‘In ogni caso’, si dirà, ‘ci sono le datazioni radiometriche ad attestare l’età della Terra e dei reperti geologici’.

Non è così; per indicare qualsivoglia risultato, ogni metodo, radiometrico o no che sia, deve ammettere alcune importanti dinamiche impossibili da verificare e varie volte contro-intuitive, appunto accettate a scatola chiusa perché non si può fare altrimenti, perché noi umani al tempo della formazione del campione e nella sua storia esistenziale non c’eravamo.

‘Va bene’, si replicherà, ‘ma se ogni metodo indica date più o meno simili, significa che l’età del campione si può approssimativamente conoscere’.

E’ proprio questo il bello, anzi il brutto della faccenda. Vi sono molteplici metodi di datazione e i risultati - anche usando solamente la radiometria e non di rado le medesime coppie di elementi – risultano spesso alquanto diversi.

Cosa fanno lor signori? Semplice…censurano, escludono, cestinano i risultati non graditi, cioè contrastanti la Geologia evoluzionista o una particolare visione all’interno di essa (8), tanto che si conoscono ricercatori che nello stilare la loro geocronologia hanno conservato meno del 10% dei risultati trovati nella letteratura specialistica (9).

Fra i geologi è ormai conosciuto l’acronimo CDMBN, ossia ‘Credit Dating Methods, Blame Nature’; in pratica quando la datazione non soddisfa la teoria prevalente, si ritiene che la relativa zona sia stata sottoposta ad ignote dinamiche geomorfologiche, responsabili d’aver falsato le misure non gradite… insomma: ‘non possiamo certo accettare simili date, sarà successo qualcosa d’imprevisto nel territorio, non parliamone più e andiamo a berci un bicchiere di quello buono’.

Ci sono poi da considerare gli errori umani, ovviamente da escludere se la datazione è conforme alle aspettative, probabili protagonisti in caso contrario.

Immaginiamo di essere uno scienziato in carriera, un ragazzo appena laureato, un tirocinante; so che nell’università, nel laboratorio, nella rivista per i quali lavoro si aspettano certi risultati, ovviamene conformisti… come mi comporto quando le misurazioni risultano impreviste? Mostro dati che deludono i finanziatori, che indispettiscono i miei superiori, che s’oppongono alle loro pubblicazioni, che sviano dal target delle ricerche? Magari evidenzio datazioni che farebbero felici gli anti-evoluzionisti? Oppure penso alla carriera, allo stipendio, all’auto nuova, alle vacanze, alla fidanzata, alla famiglia? Penso che non sia necessario rispondere.

Scritti da titolati accademici, sarebbe opportuno leggere volumi anti-evoluzionisti per conoscere numerose misurazioni e concezioni, anche di carattere astronomico, che indicano una Terra Giovane; pubblicazioni opinabili, ma non più di quelle degli evoluzionisti…dunque 1-1 e palla al centro.

La vera differenza risiede nelle decisioni arbitrali, cioè negli interessi, nei finanziamenti, nella tutela di carriere e stipendi, nella protezione di un sistema ideologico. Insomma, conservando migliaia di cartelli stradali, posso far andare le auto dovunque...basta scegliere i cartelli che voglio e porli negli incroci che desidero.

Non mi stupisco infatti che vengono emarginati libri come quello di John Woodmorappe (La mitologia dei moderni metodi di datazione) - 10 - non mi sorprendo che molti geologi non conoscono il contributo di Melvin Cook (1911-2000); forse la mente più fine di tutta la storia dell’esplosivistica, il nostro risiede nell’olimpo dei chimici più importanti del XX secolo, tuttavia, a dispetto della sua bacheca colma di brevetti e premi internazionali, non riuscì a scalfire il muro censorio posto in difesa dell’ amata Terra Vecchia, con tanto, lo ripeto ancora, di ere geologiche incorporate a comando, oltretutto dilatate o ristrette a piacimento.

Egli denunciò l’impossibilità di pubblicare un manoscritto, che avrebbe dovuto titolarsi Cronometria anomala nell’atmosfera e nell’idrosfera, capace di dimostrare l’inaffidabilità dei metodi di datazione radiometrici (11), i quali appunto, fra le varie dinamiche accettate a scatola chiusa, devono ammettere che l’ambiente ospite del campione sia sempre stato in una condizione d’equilibrio nella concentrazione degli elementi protagonisti della medesima misurazione.

Entriamo dunque nella tana de lupo, valutiamo cioè la datazione con il Carbonio 14 (14C), considerata appunto la più affidabile, non fosse altro perché può ‘scansionare’ solo alcune decine di migliaia di anni e non molti milioni come altri metodi.

Willard Frank Libby (1908-1980), ideatore della metodologia, ritenne che l’atmosfera avesse raggiunto da tempo immemore quell’equilibrio, quella stabilità di 14C determinante per conferire un costante punto di riferimento alle misurazioni,, cioè perché le datazioni dei campioni non risultino falsate.

E’ deprimente pensare come le persone credano, solo perché lo ha detto qualche scienziato con la cravatta in ordine, che per numerose migliaia o persino milioni di anni l’ambiente abbia mantenuto in costante equilibrio i propri elementi chimici - anni nei quali non è mai stata eseguita alcuna misurazione - anni nei quali l’essere umano nemmeno esisteva. Sempre tutto stabile, in equilibrio, nell’atmosfera (e non solo) bonaccia assoluta, una noia incredibile, l’ultima partita di campionato fra due squadre retrocesse…e nel frattempo l’evoluzione, inquieta com’è, un quadrupede lo trasformava in balena, un essere scimmiesco lo forniva di smoking e orologio al polso.

Altro che stabilità! Oggi gli scienziati non riescono ad accordarsi sulla percentuale di 14C che l’atmosfera guadagna…uno spiazzamento che ricorda le clamorose smentite subite dal celebre metodo K-Ar, le scomposte retromarce su varie datazioni isotopiche di formazioni ipogee, la provata fallacia con la quale considerano la concentrazione di Elio 4 nell’atmosfera, il sostanziale abbandono di coppie di elementi qualche anno prima giudicate affidabili, gli errori nel datare emergenze di origine vulcanica, e via dicendo.

Non comprendono le dinamiche attuali, ma su quelle di migliaia e milioni di anni fa non nutrono alcun dubbio.

Melvin Cook, chimico di assoluto livello, si vide impossibilitato alla pubblicazione, ma l’avvocato Charles Lyell non si può contraddire.

A certa scienza fanno dire quello che vogliono...difficile non capirlo…difficile non capirlo nel 2025.

Ovviamente sono sempre pronte le rimodulazioni della narrazione evoluzionista, gli aggiustamenti, le correzioni, le affermazioni che contraddicono quelle precedenti, tanto che il celebre evoluzionista Will Provine (1942-2015) dovette riconoscere: “La maggior parte di quello che ho imparato nel campo (dell’evoluzione) durante gli studi universitari (1964-1968) o è sbagliata oppure è stata significativamente cambiata” (12).

Un’ammissione alquanto parziale dir la verità, soprattutto se si considerano le acquisizioni scientifiche degli ultimi decenni, testimonianti il radicale strabismo dell’impostazione evoluzionista, la quale, in campo divulgativo, “trae paradossalmente forza dalla sua inconsistenza sperimentale. Non essendo infatti realmente scientifica, può utilizzare acrobazie non scientifiche per svincolarsi dalla rigida morsa della scienza” (13).

Infine, domandiamoci qual è il più saldo fondamento, il riferimento assoluto per accettare, di uno strato roccioso o di un fossile, una datazione fra le altre. Certo l’evoluzione costituisce l’imprescindibile sceneggiatura, ma all’interno di questa la scelta fra due datazioni può rivelarsi alquanto importante.

Denunciando l’esitazione di molti geologi ad approfondire queste tematiche, la mineralogista Van Oosterwyck-Gastruche esternò il proprio sconforto nell’apprendere che la datazione conferita ad un fossile dipende dall’età dello strato roccioso che lo ospita, e la datazione dello strato roccioso dipende dall’età del fossile ospitato; come un criminale che fornisce l’alibi al suo complice dunque.

Il non addetto ai lavori, commenta J.E. O’Rourke, “ha da sempre sospettato che nell’uso delle rocce per datare i fossili e dei fossili per datare le rocce vi fosse un ragionamento circolare. Il geologo non si è mai preoccupato di fornire una risposta soddisfacente, pensando che non vale la pena di dare spiegazioni se il lavoro produce risultati” (14).

Ovviamente il risultato cardine è la narrazione evoluzionista, un’impalcatura ideologica che alcuni chiamano scienza.

Di Christian Peluffo

16.11.2025

Christian Peluffo, dottore in Scienze Naturali, guida naturalistica e saggista. Autore dei volumi “Einstein non credeva a Darwin” (Arianna Editrice, 2022) e "Einstein cancella Darwin" (Youcanprint, 2025).

NOTE

1 Quando vengono considerati, essi non destabilizzano mai la generale lettura uniformista utile ad affermare l’evoluzionismo.

2 Dalla Mesopotamia all’India, dal Vietnam alla Scandinavia, dal Centro al Sud America, dalle Isole Andamane alla Grecia, dalla Cina alla Nuova Zelanda, dall’Australia alle Hawaii, dalla Malesia all’ America del Nord, dall’Egitto all’Irlanda a gran parte dell’Africa subsahariana, numerose antiche culture presentano il racconto di un imponente diluvio, in gran parte equiparabile a quello narrato dal testo biblico.

3 Negli anni ’20 del ‘900 Bretz teorizzò che un immenso territorio nello Stato di Washington si fosse formato a seguito di un evento catastrofico. Solamente negli anni ’60 venne riconosciuta la veridicità della sua idea, tuttavia passarono ancora più di 10 anni perché, all’ormai pluri-novantenne scienziato, fosse conferita la Penrose Medal, la più prestigiosa onorificenza geologica negli USA.

4 J.H. Shea, Twelve fallacies of uniformitarianism, ‘Geology’, 1982, vol.10, 455-460. In Mihael Georgiev, Charles Darwin oltre le colonne d’Ercole, Gribaudi Editore, Milano 2009, 122.

5 Vedi Stephen J. Gould, Il pollice del panda, Il Saggiatore, Milano 2001, 185; 190-191. In J. Flori & H. Rasolofomasoandro, Creazione o evoluzione?, Edizioni ADV dell’Ente Patrimoniale UICCA, Impruneta 2005, 35.

Docente di Geologia all’Università di Harvard, grazie alla sua onestà intellettuale l’evoluzionista Gould ha per vari anni rappresentato una spina nel fianco per la narrazione evoluzional-conformista.

6 Al netto di destabilizzazioni successive, la Legge della Sovrapposizione afferma che in un affioramento geologico gli strati posti in alto si sono depositati dopo, dunque sono più giovani di quelli posti in basso.

E’ stato rilevato ‘sul campo’ che ciò non può essere assunto come una regola. Inoltre durante gli esperimenti in vasche, con sorpresa di molti si è osservato che sedimenti di particolari granulometrie si separavano ‘automaticamente’ da quelli di altre granulometrie, andando a formare contemporaneamente la colonna stratigrafica, che dunque presentava livelli ordinatamente separati per tipologia di sedimenti. Proprio l’ordine della separazione e la contemporaneità della deposizione costituiscono una scoperta decisiva. In natura, è dunque legittimo dubitare che uno strato alto sia più recente di uno strato più basso, di conseguenza è legittimo dubitare che i fossili in alto siano più recenti di quelli ospitati più in basso.

Guy Berthault riconobbe la fallacia della prospettiva uniformista, indicando semmai l’importanza della velocità della corrente d’acqua nel determinare alcune caratteristiche della stratificazione.

Confermando la storica prospettiva degli anti-evoluzionisti, è facile comprendere perché tali esperimenti vengono spesso censurati anche ai medesimi studenti universitari di Geologia.

7 Cfr. Christian Peluffo, Einstein cancella Darwin. L’evidente falsità dell’evoluzionismo, Youcanprint, Lecce 2025, 314.

8 Datazioni clamorosamente errate appaiono talvolta anche nella divulgazione maggioritaria, pensando ad esempio alle emergenze sorte a seguito dell’eruzione di alcuni vulcani; Kilauea, Monte Sant’Elena, Rangitoto, Monte Ngauruhoe…

9 Nella loro revisione della geocronologia dei periodi Carbonifero, Permiano e Triassico, S. C. Forster e G. Warrington hanno accettato solo 45 elementi datati da 500 articoli separati. Cfr. John Woodmorappe, The Mythology of Modern Dating Methods, Institute for Creation Research, El Cajon1999, 43.

10 Vedi nota precedente. Il volume non è tradotto nella lingua italiana.

11“Chi mai aveva impedito al dottor Cook di pubblicare il suo scritto? […] Ho scoperto che il suo libro conteneva prove scientifiche e argomentazioni motivate, dimostranti che qualcosa era terribilmente sbagliato nella visione scientifica ortodossa dei metodi di datazione”. Vedi Richard Milton, Shattering the Myths of Darwinism, Park Street Press, Rochester 1997, 37-38.

12 Teaching About Evolution and The Nature of Science, una rivisitazione di Will. B. Provine. In Jonathan D. Sarfati, Confutare l’Evoluzione, Edizione AISO, Cinisello Balsamo 2009, 104.

13 Christian Peluffo, Einstein cancella Darwin. L’evidente falsità dell’evoluzionismo, cit., 62.

14 Cfr. J.E. O’Rourke, Pragmatism versus materialism in stratigraphy, ‘American Journal of Science’, 1976, vol. 276, 47-55. In M. Georgiev, Charles Darwin oltre le colonne d’Ercole, cit., 129-130.

Commenti (15)

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Mostra commenti 15 caricati
    1. mago 18 novembre 2025

      Ci hanno sempre mentito su tutto.

    2. ric 30 novembre 2025

      ora piu' che mai !

    1. BrunoWald 18 novembre 2025

      Le colonne stratigrafiche, così come la tecnica del C14, sono di qualche utilità in archeologia, per esempio, dove producono risultati abbastanza coerenti nel rango di qualche migliaio di anni, al massimo.

      Ma quando si parla di milioni di anni, o di distanze cosmiche, siamo evidentemente davanti ad una Narrazione, del tutto analoga ai miti su cui si fondavano le società premoderne, un racconto fantastico che ha il solo scopo di legittimare i rapporti di potere esistenti.

      Del resto viviamo in un sistema fortemente manipolatorio, che ci racconta balle su balle in tutti gli ambiti dell'esistenza, viviamo letteralmente immersi nella menzogna e nella finzione: non crederemo mica che esista una "scienza pura" che ricerca disinteressatamente la verità, col permesso dei suoi padroni e finanziatori?

    1. Jocondor 17 novembre 2025

      Complottismo da quattro soldi.
      Sono un geologo, mi è stato insegnato molti anni fa che il catastrofismo è stato sostituito dell'attualismo, ma anche che, come qualcuno ha già osservato, il Mediterraneo si è quasi completamente prosciugato nel Messiniano e poi nuovamente riempito in breve tempo; e che nel Quaternario in Italia si trovano sia la Ciprina Islandica (fossile, ospite freddo) che lo Strombus Bubbonius (ospite caldo, da Mar Rosso per capirci) e poi che durante l'ultima glaciazione, solo 11.000 anni fa, la foce del Po era alla latitudine di Ancona, e la quota della neve perenne sulle alpi meridionali era intorno (vado a memoria) ai 1.500 metri, e che da allora si sono succeduti almeno quattro periodi climatici diversi, più secchi e più umidi, più freddi e meno freddi.
      meno che mai
      Perciò non so di cosa stia parlando l'articolo e chi sarebbero i "lor signori" che affermano (in malafede, è ovvio!) cose come la datazione radiometrica assoluta e corretta, o altri principi come la stratigrafia del più recente che si depone sopra il più antico. Non si capisce perché dovrebbero negare eventuali nuove teorie, giacché la scienza è revisionista per natura.

    2. ric 17 novembre 2025

      a proposito do geologia...gli " scienziati dicono che il ponte di messina , dimenticando il (terremoto del 1908 ma relegato alla preistoria )
      cosa ne pensi ?

    3. mago 18 novembre 2025

      chissa chi assicurera sto ponte..

    4. ric 18 novembre 2025

      Tranquillo , i politici stanno lavorando per risolvere i casi indispensabili e urgenti ! Poi penseranno al ponte...

      vedi un po' qui sotto i veri problemi che il nostro parlamento deve stoicamente affrontare

      Cono o coppetta? All’onorevole la scelta. Con il nuovo corso “gourmet” inaugurato alla Camera dalla maggioranza di centrodestra, alla buvette di Montecitorio arriverà anche il gelato. Artigianale, ovviamente.

      La decisione è stata presa dal collegio dei questori la scorsa settimana. Per i deputati, magari dopo un discorso impegnativo, ci sarà la possibilità di refrigerare – o addolcire – la bocca. [...]

      Accanto ai panini al carbone vegetale o ai bagel al salmone, gli onorevoli troveranno presto le classiche vasche di metallo del gelato. I lavori per ricavare lo spazio necessario a incassarle nei banconi lignei cominceranno a breve.

      https://static.dagospia.com/img/foto/03-2024/paolo-trancassini-1970734_800_q50.webpPAOLO TRANCASSINI

      Per conservare le creme alla giusta temperatura serve uno speciale frigorifero. A occuparsi della preparazione dei gelati sarà la stessa Cd Servizi, la società in house della Camera, creata dal questore di FdI Paolo Trancassini a sua immagine e somiglianza.

      https://static.dagospia.com/img/foto/11-2022/paolo-trancassini-e-giorgia-meloni-1745721_800_q50.webpPAOLO TRANCASSINI E GIORGIA MELONI

      https://static.dagospia.com/img/foto/07-2025/cono-gelato-2158511_800_q50.webpCONO GELATO

      ---------------l vedere e divulgare..

    5. ric 18 novembre 2025

      i nostri politici senza dubbio...fra un problema e l' atro forse forse...prima le cose importanti...
      -------------------

    1. ws 17 novembre 2025

      Interessante punto di vista
      D'altronde , se ci è comprovato per NOSTRA esperienza che per SUA convenienza " la scienzah" ci ha mentito sul Covid perché non avrebbe potuto mentirci anche prima ?

    2. ric 17 novembre 2025

      ottima considerazione...ma per salvare il mondo devi comperare la macchina elettrica , metter le valvole termostatiche ,e metterti in regola con l' ultima trovata di rendere la casa antisismica . Bastano due tiranti legati ad un picchetto , tipo tenda da campeggio,,che ogni due anni verranno esaminati da esperti usciti dalla " sapienza " e dormirai sonni sereni...
      lo dicono gli scienziati .....

    1. Dario Lampa 17 novembre 2025

      ???!!!
      E quindi?

    1. PietroGE 17 novembre 2025

      Articolo incomprensibile. Non si capisce quale sarebbe questa teoria della 'Terra Giovane'. Che la teoria di Darwin faccia acqua da tutte la parti è ormai noto da tempo, così come la teoria riassunta in 'Natura non facit saltus' la quale è stata contraddetta non solo in ambito geologico. Non vorrei che si prendesse la Bibbia e in particolare la Genesi come esposizione scientifica o storica, perché non lo è mai stata neanche nelle intenzioni di chi la ha scritta.

    1. Davide Orlandi 17 novembre 2025

      Ciao Christian.

      Con me sfondi una porta aperta.
      Tuttavia io vorrei aggiungere qualcosa a quello che hai detto.
      Innanzi tutto, il catastrofismo in geologia ha anche avuto i suoi successi. Oggi sappiamo che il Mediterraneo si é prosciugato in milioni di anni e si é di nuovo riempito in qualche settimana, e fenomeni analoghi di inondazione sono avvenuti da altre parti. Sappiamo di ere geologiche terminate in catastrofi, e meteoriti ed eruzioni vulcaniche che hanno modificato il clima in un batter d'occhio.
      Quello che io contesto é la costanza delle leggi della fisica. Dove sta scritto che la velocitá della luce sia sempre stata la stessa? E la costante di gravitazione universale, e tutte le altre costanti della fisica? Io dico che, se avvengono dei mutamenti in questi valori, potrebbero generarsi dei fenomeni apocalittici molto difficili da comprendere. Pensa cosa succederebbe se la temperatura di congelamento dell'acqua, invece di essere 0 gradi, diventasse -1 grado. Una catastrofe, ma sarebbe difficile capire come si manifesterebbe.
      Inoltre, io sostengo la teoria della Terra in espansione, anche se non so assolutamente come faccia la Terra ad assorbire tutta la massa necessaria a generare tale espansione.
      Io sostengo anche che i pianeti e le stelle siano esseri intelligenti, e che l'impressione che abbiamo noi della loro "meccanicitá" é dovuta semplicemente al fatto che tali esseri ragionano in tempi molto ma molto lunghi, come gli Ent di Tolkien.
      Io sostengo anche che la vita sulla Terra sia protetta da certi guardiani, che quando si prospetta una catastrofe portano una quota degli esseri viventi in una zona protetta (di cui l'Arca di Noé potrebbe essere un simbolo), per poi liberarli quando le condizioni per la vita tornano favorevoli, procedendo anche alle necessarie evoluzioni.
      Insomma, se gli scienziati non ammettono la modifica delle leggi della Fisica, non ammettono che la Terra si possa espandere, e non ammettono che i corpi celesti siano esseri intelligenti, tanti fenomeni non possono essere spiegati, e semplicemente l'ignorano.

    2. lazarovici 17 novembre 2025

      Interessante. Chi sono i guardiani? Extraterrestri? Alieni? Terrestri millanta anni avanti a noi, tornati per evitare la nostra completa distruzione? Creatori del cristianesimo, venuti per far sì che il popolo bue continui a pregare e a nutrirli dell'energia di cui hanno bisogno? Quien sabe! Se sapessi tutto, insegnerei teologia alla Sorbona...

    3. ric 30 novembre 2025

      secondo me , per quanto io prenda le debite distanze dagli " scienziati"

      piuttosto che sparare cazzate megagalattiche tanto per dire qualcosa e rubare lo stipendio , se certi fenomeni non possono essere spiegati , a stare zitti nel dubbio, fanno finalmente una bella figura..

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