Di Franco Maloberti per ComeDonChisciotte.org
Così, forse, sarà chiamata nei libri di storia la vicenda del global warming, ora ribattezzata climate changing. La storia farà presto il suo corso e le basi scientifiche che tengono in ansia il mondo (e la fama che ha dato ricchezza a un certo numero di “scienziati”) si sveleranno inconsistenti.
Come noto, il dibattito sul clima è sostenuto scientificamente dalle certezze di un gruppo di ricercatori che svelano che l’uomo è responsabile della “pazzia” del clima. Gli studi, confortati da dispendiose misurazioni che “dimenticano” che una discreta percentuale del globo è coperto da acqua e che di centraline galleggianti se ne hanno ben poche, si basano su due grossolani errori scientifici: il sistema climatico, dinamico e non-lineare, viene taroccato e diventa di controllata linearità.
Il secondo errore è che la scala temporale da centinaia di anni o decine di secoli è ridotta a decine di anni.
I due errori sono presumibilmente noti al gruppo, in realtà piccolo, dei “ricercatori” che, avendo basato la propria carriera sulle vicende climatiche, non può ammettere la propria inadeguatezza (o disonestà) scientifica. È ovvio che uno che ha trascurato da tempo gli studi per partecipare a party e feste con politici e ambientalisti vari in località amene, vede con terrore la perdita dei privilegi e lotta con tutte le forze per tenere in piedi traballanti fandonie scientifiche.
Veniamo al sodo: un sistema non-lineare, ben analizzato in diversi contesti, incluso il mercato finanziario, è “pazzo”, ovvero, genera risposte un po’ caotiche con oscillazioni quasi-periodiche a diversi tempi di ripetizione (cicli).
Inoltre, e questo è molto importante, la risposta dipende fortemente dalle condizioni di partenza che, nel caso climatico, sono altamente aleatorie e misurabili in modo molto impreciso. I furbacchioni del Working Group dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) hanno “domato” le equazioni fisiche non-lineari con una serie di parametri di fitting che ottengono qualsiasi risultato si desideri (ovviamente, le equazioni usate e i parametri di fitting rimangono “defilati”). Poi, hanno introdotto le dipendenze dai gas “nemici” dimenticando altri parametri (quelli che portano a oscillazioni naturali ma poco funzionali al risultato voluto) che sono, casomai, dominanti. Dato che i cicli non si possono ignorare, i baldi hanno menzionato nel loro ultimo parolaio rapporto i cicli di Milankovitch che, avendo una periodicità di centomila anni, contano come i cavoli a merenda; invece, si sono “dimenticati” dei cicli con periodicità di migliaia di anni, di centinaia di anni e giù fino alle oscillazioni multi-decennali.
Poi, confortati da orsi stancamente appoggiati su blocchi di ghiaccio fondente, hanno presentato dei grafici con la precisione del centesimo di grado che si appiccicano come un francobollo a dati spacciati come sperimentali e il tutto, ovviamente, per “dimostrare” che esiste una sorprendente correlazione tra CO2 e temperatura “media”. Roba che se facevano un modellino semplice, tipo T= To+k Conc(CO2), ottenevano la stessa cosa, e senza fare tanta fatica.
Infine, per non dare troppo nell’occhio, hanno introdotto un po’ di zigrinature scrivendo le equazioni (quelle con i parametri di fitting "amici") un milione di volte e hanno risolto il tutto con un supercomputer. Le equazioni sono alle differenze finite (ma tutti, per sistemi complessi come quello terrestre, usano gli elementi finiti) e utilizzano una griglia spaziale che prima era di 500 km che, dopo un po’ di esitazione, è diventata di 110 km. Ovvero: prima calcolavano la temperatura media della superficie del globo (che roba è?) con un modello che tiene in conto Roma, Bologna e Brennero, ora include anche Lodi e il monte Bianco (medie proprio accurate, perbacco!).
In compenso la “acceptance” dei risultati è per un numero elevato di “scienziati” ma, per onestà, i 152 che hanno scritto il rapporto hanno precisato che “acceptance” non vuol dire gradimento riga per riga ma, così, un’accettazione per simpatia (precisazione scritta sulla copertina del rapporto).
Il secondo piccolo trucco è stato di usare scale temporali di sole decine di anni così si confonde il segnale con il “rumore”, ovvero quella fluttuazione inspiegata e casuale che, per fortuna, li ha gratificato per un po’, ma che negli ultimi anni, per sfiga, li perseguita (per questo, la parola riscaldamento è stata scartata).
Tutti sanno della variabilità a breve del clima, ma i nostri, senza vergogna, parlano di trend con dati di dieci o quindici anni. Pertanto, la signora Solomon può dissertare di vapore acqueo (al 98% di origine naturale) nel periodo 1989-2004 per ottenere variazioni dell’1.2% in un decennio e usare misure di temperatura su un periodo di 23 anni che indicano crescite “certe” della temperatura di 0,17° per decennio (slide numero 10 – IPCCWC1). Poi, tanto per gradire, Susan presenta un bel grafico che mostra che l’eruzione del monte Pinatubo provoca una variazione della temperatura media di -0.63° in un anno ma poi, l’effetto perturbante, che ovviamente è di solo raffreddamento, svanisce, così come aveva fatto quello del birichino El Chicon.
E per il futuro? Perbacco, basta fare una bella estrapolazione lineare con inaccuratezza a trombetta e tanti saluti. Tutti sanno che se ieri era freddo e oggi è caldino, domani farà certo un caldo da bestia. Che sciocchezze queste non-linearità e i comportamenti ciclici e caotici!
Infine, per non annoiare ulteriormente, si menziona la chicca del rapporto IPCC del 2007 che dice che dopo sei anni dal terzo rapporto (TAR) ci sono migliorie che rendono, ovviamente, le certezze del terzo rapporto, verità certissime. Inoltre, si dice che le previsioni meteorologiche, inaffidabili a due o tre settimane, a cinquant’anni diventano precisissime perché, come noto, non si può prevedere quando un tizio muoia, ma si può dire che in media il soggetto morirà e, nei paesi industrializzati, il misero ci saluta a 75 anni (pag. 101 del rapporto).
Poi, per quanto riguarda le incertezze sulle nuvole che turbavano i rapporti precedenti (con errori dell’80%) niente paura, gli studiosi sono ancora un po’ incerti ma lo dicono sottovoce (Table 7.10a e 7.10b: Scientific Understanding: Low, Very Low, Very Low, Very Low, Very Low, ecc.).
Ma, … tutto sommato le nuvole sono poco importanti (quando non ci sono) e poi, … mica si può mandare tutto in vacca per una qualche nuvola pazzerella.
(A proposito, mica scherzo).
Di Franco Maloberti per ComeDonChisciotte.org (*)
Franco Maloberti Professore Emerito presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Informatica e Biomedica dell’Università di Pavia; è Professore Onorario all’Università di Macao, Cina.
--
(*) Articolo pubblicato per la prima volta da Il Legno Storto in data 27 ottobre 2008.
carla 7 aprile 2023
Durante l'ultimo periodo interglaciale, il livello del mare era di 6 metri più alto di oggi. La temperatura dell'aria era più calda da 2ºC a 6ºC. Le lastre di ghiaccio si ritirarono ma non si sciolsero completamente.
I ghiacciai delle valli alpine si ritirarono. La vegetazione e gli habitat degli animali cambiarono. Gli alberi avanzarono su pendii e a latitudini più elevate e non ci fu estinzione della vita. La vita sulla Terra prosperava e c'erano meno ondate di freddo.
A quel tempo non c'erano industrie che emettessero CO2. Questo riscaldamento era solo di origine naturale.
L'ultima glaciazione è iniziata 116.000 anni fa. Le calotte glaciali, i ghiacciai e il ghiaccio marino si espansero.
La temperatura e il livello del mare sono diminuiti. Alcune piante e animali si spostarono e quelli che non potevano adattarsi si estinsero. Durante l'ultima era glaciale ci sono stati brevi periodi di calore seguiti da rapidi crolli in condizioni di freddo pungente.
Gli esseri umani vivevano ai margini e sono stati fortunati a sopravvivere all'ultima glaciazione.
L'ultima glaciazione terminò 14.000 anni fa. Ci fu un rapido riscaldamento globale seguito da un rapido innalzamento del livello del mare.
Il livello aumentò di almeno 130 metri al ritmo di 1 centimetro all'anno. Gli alberi si estesero su per i pendii e verso latitudini più elevate, gli animali migrarono e gli esseri umani hanno prosperarono.
Il clima è precipitato rapidamente in periodi molto freddi da 12.900 a 11.500 anni fa e da 8500 a 8000 anni fa. Questi cambiamenti hanno stressato la vita sulla Terra, hanno cambiato la distribuzione di piante e animali.
Hanno portato all'espansione delle calotte glaciali e dei ghiacciai delle valli alpine. Durante un periodo caldo 6000 anni fa, il livello del mare era di 2 metri più alto di quello attuale. Anche la temperatura era più alta.
In epoca romana, dal 250 a.C. al 450 d.C., la temperatura era di almeno 2ºC più alta di oggi. Era un periodo di riscaldamento globale. La popolazione è aumentata, c'era ricchezza in eccesso.
L'agricoltura del clima caldo poteva essere intrapresa in aree a latitudini e altitudini molto più elevate di adesso. Le foreste si espansero. Anche questo riscaldamento non poteva essere dovuto alle emissioni umane di CO2.
Seguirono i secoli bui. Questo è stato un periodo di freddo pungente di fallimento del raccolto, carestia, malattie, guerra, spopolamento, espansione del ghiaccio e aumento del vento. Durante il Medioevo ci fu un grande sconvolgimento sociale.
Bande assassine di rifugiati climatici vagarono per l'Europa in cerca di cibo. Civiltà come i Maya crollarono.
Il riscaldamento medievale (900-1300 d.C.) fu un periodo meraviglioso per la vita sulla Terra.
Le calotte glaciali, i ghiacciai e il ghiaccio marino si contrassero, consentendo l'esplorazione e l'insediamento del mare ad alte latitudini.
Colture di cereali, bovini, ovini, fattorie e villaggi furono stabiliti in Groenlandia, che era almeno 6ºC più calda di oggi.
Sebbene ci sia stato un periodo freddo di 40 anni nel riscaldamento medievale, i fallimenti dei raccolti e la carestia erano rari. La popolazione aumentò e c'era abbastanza cibo per sfamare le altre decine di milioni di persone.
La ricchezza in eccesso creata nel corso delle generazioni è stata utilizzata per costruire cattedrali, monasteri e università. Il riscaldamento medievale era globale.
Ancora una volta il riscaldamento non poteva essere dovuto alle emissioni umane di CO2.
La piccola era glaciale iniziò alla fine del XIII secolo con una diminuzione dell'attività solare. La piccola era glaciale è stata caratterizzata da un clima rapidamente fluttuante, e periodi straordinariamente freddi durante l'inattività solare: (1280-1340-1450–1540, 1645–1715 e 1795–1825).
Faceva molto freddo. È stato un cambiamento climatico globale. C'era il fallimento del raccolto, la carestia, la malattia, la guerra e lo spopolamento.
Ci fu uno spaccamento sociale e rifugiati climatici vaganti affamati ricorsero al cannibalismo. I prezzi del cibo aumentarono nei periodi di debole attività solare. I vichinghi in Groenlandia si estinsero.
Non era un buon momento per vivere.
La piccola era glaciale terminò nel 1850 e da allora c'è stata una tendenza al riscaldamento con periodi più freddi (1940-1976 e 1998-2005).
Storia, archeologia e geologia dimostrano che attualmente viviamo in un clima interglaciale e variabile.
I lievi cambiamenti che possiamo osservare con la strumentazione moderna sono molto piccoli. Sia i tassi che l'entità del cambiamento climatico sono inferiori ai cambiamenti negli ultimi 1000, 10.000 o 100.000 anni.
Il riscaldamento globale ha portato eccessi di cibo e ricchezza, stabilità sociale e una rapida diversificazione della vita sulla Terra.
La storia e l'archeologia ci mostrano che il raffreddamento globale provoca siccità, sconvolgimenti sociali,migranti climatici, carestie, malattie, guerre, spopolamento, collasso di civiltà ed estinzioni di piante e animali. Le grandi civiltà prosperarono in tempi caldi.
Viviamo nei tempi migliori che gli esseri umani abbiano mai avuto sul pianeta Terra.
Siamo l'unica generazione di umani a temere un clima caldo! Il riscaldamento globale ci ha sempre reso più ricchi e più sani.
La storia è li a ricordarcelo ma, come la matematica e le scienze, oggi non si studia più.
Surya 27 maggio 2023
Considerazioni/osservazioni molto interessanti. Saprebbe indicarmi cortesemente qualche articolo/libro cui far riferimento? Grazie.