La trasformazione europea digitale, smart e verde: un imbroglio nero come il carbone

decennio digitale

Di Franco Maloberti per ComeDonChisciotte.org

Allegria! L'Europa diventa digitale, e saremo tutti meglio serviti. Mica è uno scherzo, la Commissione è decisa a fare di questo spicchio di millennio il decennio digitale europeo. "L'Europa deve ora rafforzare la propria sovranità digitale e fissare norme, anziché seguire quelle di altri Paesi, incentrandosi chiaramente sui dati, la tecnologia e le infrastrutture". Tutto grazie anche all'intelligenza artificiale. L'ha detto anche Ursula nel suo discorso sullo stato dell'unione del 13 settembre 2023; infatti "ha affermato che la prima priorità dell'UE è garantire che l'intelligenza artificiale abbia uno sviluppo antropocentrico, trasparente e responsabile". Antropocentrico, perbacco! Con l'uomo al centro, mica pissi-pissi bau-bau. E non ha detto solo questo. Ha anche detto che "È il momento di mostrare ai giovani che possiamo costruire un continente in cui ognuno può essere ciò che è, amare chi desidera e cercare di realizzare le sue ambizioni. Un continente riconciliato con la natura e che funga da guida nel settore delle nuove tecnologie. Un continente unito nella libertà e nella pace. Ancora una volta, per l'Europa è giunta l'ora di farsi trovare pronta all'appuntamento con la Storia". Mecojoni! Continente unito nella libertà? Si fa per dire!...Nella pace? Beh, quella c'è davvero. Basta fare un giro in Ucraina o a Gaza e...ecco la pace. Macché Ucraina e Gaza? Loro non sono continente europeo, loro non contano. Poi, chissenefrega se tanti bambini muoiono ammazzati e anche scuoiati, mica sono nostri i bambini, i loro (i sette, grandicelli, di Ursula - 'membro di Classe I dell'ordine di Jaroslav il Saggio' (Ucraina)) e la bambina di Giorgia, sono ben al sicuro. Le mamme di quei bambini che vengono ammazzati da bombe amiche, graziosamente fornite dal pacifico e avanzato Occidente, se ne faranno bene una ragione (se non sono già morte anche loro)...

Boh, lasciamo perdere, che di cose di questa portata ci capisco proprio un bel nulla! Torniamo al digitale. Lasciamo anche perdere i piccoli intoppi che il cittadino medio incontra. Il passaporto? È bello, ha un chip incorporato con tutti i tuoi dati, e puoi passare la dogana in modo 'digitale' attraverso un e-gate. Non devi soffrire davanti a un poliziotto che ti guarda un po' storto. C'è una macchina fotografica che si arrabbia se non ti fai inquadrare per bene, ma dopo un po' di elaborazione intelligente (e digitale) ti lascia passare. Fa esattamente come il poliziotto che può chiacchierare con i colleghi, ma è intelligente. Beh, se lo vuoi quel bel passaporto, porta pazienza, aspetta sei mesi,...se ti va bene.

Lasciamo anche perdere la fatica che si deve fare per prenotare una visita medica. Se telefoni, senti una musica per almeno mezz'ora, altrimenti,...fatti 'digitale', e usa lo spid che ti identifica digitalmente e ti collega in un battibaleno a tutta l'amministrazione. Devi solo avere un computer, un telefono intelligente e un po' di pratica. Poi, la prenotazione della visita è dopo sei mesi o anche più. Come e peggio di prima! Sì, ma è 'digitale', vuoi mettere? Poi quando hai la risposta all'esame, basta che ti colleghi al sistema e digiti una 'password' fatta da una serie di 24 caratteri alfanumerici con intramezzati astrusi caratteri speciali...È la protezione dei tuoi dati, della tua 'privacy' (parola in inglese che ti riempie d'orgoglio), capisci somaro! Devi chiamare il compagno o la compagna (si chiamano così, in attesa di una definizione più onnicomprensiva) e controllare due o tre volte la 'password' prima del fatidico 'enter' (istruzione in inglese, ovvio, non nella tua lingua buzzurra). Poi, ecco il risultato. Mica devi andare dal dottore. Quello succedeva nella preistoria: andavi, e il dottore ti guardava la faccia e faceva la diagnosi senza che tu aprissi bocca. Ora col dottore ci parli in chat o con un messaggino. Le rare volte che ci vai, non ti guarda per nulla, perché è intento a digitare e interagire con il suo capoccia digitale (e intelligente) che già conosce i risultati delle tue analisi e fornisce prognosi, diagnosi e decide anche le medicine. Le ricette le hai comodamente e automaticamente a casa. A casa? No! Nel tuo sito personale informatico e devi solo andare dal farmacista con il codice a barre sul telefonino. Come prima o, forse, peggio di prima perché il farmacista deve leggere il codice sul tuo 'display' a cristalli liquidi e l'aggeggio che legge con un lampo di luce rossa non lo vede; ma tu devi avere comunque il telefonino con e-mail e le app incorporati. Oppure, devi stamparti le ricette con la stampante collegata wireless al telefonino (pratica fortemente sconsigliata per il bene dell'ambiente).

E la PEC, la posta certificata, ce l'hai? Sennò sei un primitivo. Con la posta certificata sei in una botte di ferro. Mica è una casella di posta elettronica normale, quelle gratis. La PEC, che le rare volte che serve vale come lettera RR, fa le stesse cose della posta, ahimè elettronica e normale, ma paghi. Poi, se vuoi proprio essere un figo digitale, procurati la chiavetta per la firma digitale, anche detta "firma elettronica qualificata" (vuoi mettere?). È una pensata spaziale dell'Agenzia per l'Italia Digitale che serve per "lo scambio in rete di documenti con piena validità legale". Ovvero, "è il risultato di una procedura informatica, detta validazione, che garantisce l’autenticità, l’integrità e il non ripudio dei documenti informatici". Quindi, per non essere ripudiati basta rivolgersi ai prestatori di servizi fiduciari qualificati pagare un obolo e zac, sei dei nostri. Se vuoi essere all'ultima moda, puoi usare la suite Acrobat (americana) ma...mi raccomando, l'ultima versione della suite.

Ovviamente, per essere digitale devi avere il collegamento internet. Uno scatolotto con un po' di lucine che fan festa e ti collegano al resto del mondo. È ancora meglio se hai la fibra portata fin dentro casa. La fibra sì che è una grande figata! Puoi ricevere dati a tera-bit al secondo e scaricare un bel film hollywoodiano in dieci nanosecondi. Per entrambe le soluzioni devi pagare un tot alla modernità, e puoi fare te stesso, da casa, quello che altri, casomai più capaci e in carne ed ossa, facevano per te, allo stesso costo o un po' meno.

Un grande vantaggio della trasformazione digitale è lo 'smart working' (in inglese, ... fa vera modernità). Puoi far finta di lavorare in remoto e, invece di quelle noiose pause caffè alla macchinetta con colleghi antipatici, ti fai il caffè da solo (come un cane) nella cucina di casa, con giacca e cravatta (in previsione di un qualche zoom-meeting), ma dalla cintola in giù sei aggeggiato come un barbone con un paio di ciabatte sdrucite. Se poi se il fornitore di energia elettrica (che hai scelto con una semplice procedura digitale) ti lascia a piedi, allora sei giustificato e puoi riposarti con un videogioco, dato che il telefonino è ancora carico.

Come illustrato, le applicazioni digitali sono affascinanti, pur lasciandoti relegato e un pochino asociale. Determinano, però, a prima vista, benefici inesistenti. Serviranno ben a qualcosa?

Vediamo di capire. L'Europa dice che vuole rafforzare la propria sovranità digitale, che secondo Thierry Breton, commissario europeo, si basa su tre pilastri: potenza computazionale, controllo sui dati e connettività sicura. In parole povere si tratta di dati, mica servizi.

Dati, ovvero informazioni su persone, finanze e aziende che sono messe in bella mostra sulle nuvole (i cloud) che un qualsiasi ragazzino 'smart' legge agevolmente. Le nuvole sono controllate e costruite da 'amici': Microsoft, Amazon e Google, le tre sorelle tecnologiche, più altre realtà americane che detengono una percentuale di dati europei del 'solo' 92% (secondo uno studio del World Economic Forum). Questi 'amici' possono, se vogliono, accedere senza alcun controllo, facendosi beffa dei 24 caratteri alfanumerici con intramezzati astrusi caratteri speciali. Altri 'amici' tengono d'occhio i tuoi dati quando vanno a spasso per il mondo. Poi, ancora, altri 'amici' guadagnano con i microprocessori, le memorie e quant'altro hardware che serve per elaborare e immagazzinare i dati. Tanto per informazione, dato che per avere circuiti europei avanzati, tipo il chip-set del 5G, serve almeno un decennio usando casomai una spaziale tecnologia quantistica, si può fare beneficienza transnazionale comprandoli negli USA (Qualcom), in Corea (Samsung), a Taiwan (Mediatek) o, anche risparmiando un tantino in Cina (HiSilicon e Umsoc). In definitiva, il progetto di trasformazione digitale è come chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi e pagare la stalla con tanti soldi digitali e sonanti. In ogni modo, quella roba li sembra essere un'altra cosa rispetto ai servizi, un po' precari, ma digitali, intelligenti e interconnessi, quelli che il comune cittadino sopporta.

Quanto l'Europa vorrebbe fare, dopo essersi svegliata come la principessa della favola dei fratelli Grimm baciata anche dal venticello della crescita in oriente, è di scrollarsi di dosso l'egemonia tecnologica USA che è del solo 92% nel controllo dei nostri dati. Per questo servirebbe comprare microprocessori a go-go e/o data center, chiavi in mano, fatti dalle solite tre sorelle; pagarli uno sproposito e consumare mille kWh per metro quadro di queste nuove cattedrali tecnologiche e digitali. Ops, questa non dovevo scriverla, gli scagnozzi di Ursula dicono che "La strategia digitale dell’UE mira a far sì che questa trasformazione avvenga per le persone e le imprese, contribuendo al contempo a raggiungere l’obiettivo di un’Europa a impatto climatico zero entro il 2050". L'Europa deve diventare verde e avere anche 'sovranità digitale' (un ossimoro)! Supponiamo, infatti, di raggiungere la potenza dei data center che avevano gli Usa nel 2017. Questi consumavano 'solo' 90 miliardi di kWh, ovvero quanto producono circa 34 mega centrali a carbone da 500 megawatt l'una. Carbone? Ohibò, vogliamo l'impatto zero. Dobbiamo essere verdi! Allora facciamo l'energia con il solare. Due conti? Servirebbero tra i 450 e i 600 Km quadrati di pannelli. E questo solo per i data center. Ma questo Thierry Breton, che è anche ingegnere, le moltipliche le sa fare?

La digitalizzazione deve usare una adeguata infrastruttura digitale per una connettività a gigabit. Per farci cosa? Lo spiega il Digital Service Act dell'UE. Adesso ci siamo! Ecco i servizi nominati prima! Ma ... mica robette qualsiasi. Ci saranno a quattro livelli; intermedi, cloud e siti web, piattaforme on-line e grosse piattaforme on-line. Per le ultime due l'UE si arroga il diritto di stabilire le regole, facendo anche da poliziotta, ovviamente per mitigare i rischi sistemici. Beh, un po' di posti da burocrate, con stipendi da favola, sono il vero progresso! Ma mica basta, c'è anche il Digital Market Act (DMA) per "garantire mercati digitali equi e aperti e che stabilisce una serie di criteri oggettivi strettamente definiti per qualificare una grande piattaforma online come cosiddetto “gatekeeper”. Ciò consente alla DMA di rimanere ben mirata al problema che intende affrontare per quanto riguarda le grandi piattaforme online sistemiche". Toh, ciàpa e porta a ca'. Questi gatekeeper (guardiani) avranno "tutte le opportunità per innovare e offrire nuovi servizi. Semplicemente non saranno autorizzati a utilizzare pratiche sleali nei confronti degli utenti aziendali e dei clienti che dipendono da loro per ottenere un vantaggio indebito". Ma tu pensa, i guardiani non possono essere manigoldi!

Tutto questo bendidio lo si ottiene a un piccolo costo: dato che siamo scarsi in reti a fibra ottica e collegamenti 5G serviranno almeno 200 miliardi di euro per aggiornare le infrastrutture. Questa baldanzosa voglia di spendere soldi prevede connettività per tutti: "persone che vivono in villaggi, montagne e aree remote, in modo che tutti possano raggiungere opportunità online e partecipare ai benefici della società digitale". Quindi si pensa di installare un tot di stazioni base 5G che servono, ognuna, circa 10 km quadrati di area rurale. Facciamo un conto approssimato. L'EU è 4,23 milioni di km quadrati e, secondo i documenti comunitari solo il 50% dell'area rurale è servito dal 5G. Stimando l'area rurale il 90% del totale si calcolano circa 190 mila nuove stazioni a cui si devono aggiungere quelle per portare le aree urbane dall'80% al 100%. Almeno lo stesso numero o forse più. Il consumo di potenza dei due tipi di stazione base è molto diverso: con una grossa approssimazione diciamo che le rurali consumano 10 kW e quelle urbane 1 kW al metro quadro. Così, a spanne, la richiesta di energia fa altri 185 miliardi di kWh, ovvero tra i 900 e 1600 km quadrati di pannello solari. Poi, si deve contare anche il consumo aggiuntivo dei telefonini, dei tablet e dei computer portatili, dato che questa enorme disponibilità di bit non incentiverà certo il risparmio. Poi si deve mettere in conto l'aumento energetico delle aziende e altre piacevolezze, tipo il training di sistemi intelligenti (no! L'AI - artificial intelligence) che mangia più energia delle luci di Natale di tutto il mondo (si ricorda che per istruire il famoso chatGTP-4 sono serviti più di 50 milioni di kWh). In sintesi, siamo energeticamente in braghe di tela. Se poi si inizia con l'internet delle cose, siamo spacciati.

Per sicurezza, si può leggere il rapporto Report on the Increasing Energy Consumption of Wireless System and digital Ecosystem, disponibile sul Web, e dedurre che il rapporto 2030 Digital Decade della UE racconta un po' di balle laddove spiega che la trasformazione digitale aiuta il progetto dell'Europa verde. E balle ben grosse!

Ovviamente i conti che ho fatto sono ben approssimati e io sono pieni di dubbi. Siccome sono perplesso sul verde, ho bisogno di un tantino di aiuto da parte di un esperto in energia. Sono sicuro che la Estone Kadri Simon, commissaria UE per l'energia, laureata in storia a Tartu, potrà consolarmi. Storia? Forse è meglio lasciar perdere. Casomai chiedo al suo capo di gabinetto, Stefano Grassi,...no lui è esperto di economia, avendo lavorato con Monti e la Mogherini. Allora c'è il suo vice, Peeter Kadarik,...no, lui era l'assistente della Kadri al parlamento in Estonia. Chiediamo allora a Barbara Glovacka, no, lei ha un master in legge ad Harward. E cosa dire di Thor-Sten Vertmann? Boh, lui è un altro estone che ha studiato a Tartu, ma non si sa cosa. Forse Ruud Kempener che ha un PhD in Ingegneria Chimica a Sidney? Eventualmente Helena Hinto può dargli una mano. No, lei è una brava cuoca e ha studiato scienze politiche e relazioni internazionali a Tartu (anche lei), ma poi è stata anche in Svezia e in America. E Anna-Kaisa Itkonen? Niente da fare, due master ma uno in legge e l'altro in arte. Forse Jaan Mannik, non credo, bachelor (neanche un misero master) in business a Tallinn, ovviamente, Estonia. E Anne Weidenback? Non sono sicuro, lei ha un master in legge per l'integrazione europea...Avendo finito l'elenco del team di 'esperti', non penso che la segreteria, popolata da estoni, possa essere d'aiuto. E alzo le mani.

Nasce allora un ulteriore dubbio che non può, al momento, essere risolto. A Bruxelles, con queste fulgide preparazioni di base, riusciranno a costruire un "continente riconciliato con la natura e che funga da guida nel settore delle nuove tecnologie"?

Di Franco Maloberti per ComeDonChisciotte.org

11.01,2024

Franco Maloberti. Professore Emerito presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Informatica e Biomedica dell’Università di Pavia; è Professore Onorario all’Università di Macao, Cina, dove è stato insignito della Laurea Honoris Causa 2023.

Commenti (47)

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Mostra commenti 47 caricati
    1. Violetto 13 gennaio 2024

      articoli come questi vengono scritti solo da gente "anziana", se non fuori, certamente dentro.

      "eh, i giovani d'oggi...ai miei tempi..." (semi.cit)

    2. FrancoMaloberti 13 gennaio 2024

      Ha ragione, i giovani sono avvezzi a scrivere cose corte. Si adeguano alle regole di X che taglia dopo 1000 caratteri. Peraltro, per un certo numero di loro, ragionamenti più lunghi diventano ardui :) Lei violetto è stato cortino :)

    3. Violetto 14 gennaio 2024

      eh ma vede, io non sono giovane. Neanche ancora vecchio.
      Vede, si possono fare mille critiche alla digitalizzazione e all'iper tecnologizzazione, puntuali e anche "ficcanti".
      Ma lei non le fa.
      Si limita, un po' come l'articolo sulla AI, a scrivere cose che dicono gli anziani al bar, e anche qualche caro amico "vecchio" dentro.

      Ci dica, a che livello di tecnologia sarebbe bene fermarsi.
      Il pc sul quale scrive e internet sul quale pubblica e interagisce va bene? Fino a che punto e perchè?
      E lo smartphone?
      L'automobile che presumibilmente possiede, va bene?
      E l'aereo che le permette di andare da Palermo a Londra in un paio d'ore?
      E le TAC che presumibilmente fa (e se non lo fa, lo faccia) ogni uno o due anni per controllarsi? Va bene?
      E l'elettricità?
      L'acqua corrente?

      sono curioso

    4. FrancoMaloberti 14 gennaio 2024

      Forse le conviene rileggere l'articolo. Io non faccio critiche alla tecnologia ma al suo uso se questa non tiene conto delle "necessità" conseguenti. Fughe in avanti che non considerano gli effetti sono stupidità. Lo ho fatto usando esempi reali e, se lei considera questi discorsi da bar, fatti suoi. Gli avanzamenti tecnologici devono essere "globali" per ottenere reali benefici. Inoltre i vantaggi devono essere proporzionali al costo (economico e sociale). Se a lei vanno bene le sciocchezze e gli sprechi comunitari, e ne è felice, ne prendo atto.

      Poi mi chiede se gli avanzamenti tecnologici mi vanno bene. Domanda sciocca, mi scusi, se lei legge il mio curriculum vedrà che ho dato un piccolissimo aiuto a un qualche avanzamento tecnologico, anche per i telefonini. Pur se considero parte del suo messaggio di poco conto, le rispondo alla richiesta sul livello di tecnologia a cui ci si dovrebbe fermare.
      Non ci si deve fermare, anzi, bisogna progredire, ma andando nella direzione che rispetta l'uomo, e che determina reali benefici a tutti. E questo non è quello che fanno a Bruxelles.

    5. Violetto 14 gennaio 2024

      Ma si rende conto che non dice nulla di specifico?
      Può esplicitare la sua critica, a mio parere, mal esposta nel suo articolo?

      Vorrebbe la UE investisse meglio per una digitalizzazione piu efficace?
      Vorrebbe la UE non investisse?
      Vuole tornare al pennino e al calamaio?

      Qual è la direzione che rispetta l'uomo?
      In che modo il passaporto digitale, le PEC o internet, non rispettano l'uomo?

    6. FrancoMaloberti 14 gennaio 2024

      Domande ripetute di chi non vuole o non è in grado di capire. Mi arrendo ...

    7. Violetto 14 gennaio 2024

      ma lei non risponde...
      non mi interessa una risposta generica.
      Le ssto chiedendo di specificare!
      O non sa di cosa parla?

    8. FrancoMaloberti 14 gennaio 2024

      Non fornisco consulenze gratuite ... :) sorry

    1. FrancoMaloberti 12 gennaio 2024

      Interessanti commenti. Quello che mi stupisce è che nessuno ha notato che la totalità dello staff della commissaria UE che dovrebbe occuparsi di energia non ha alcuna base riguardante la disciplina, e che c’è una sovrabbondanza di estoni, della stessa nazionalità della commissaria, laureata in storia.

    2. Martin 13 gennaio 2024

      L'osservazione e' molto meno rilevante di quanto sembri, per chi - come il sottoscritto e come tanti - ha conosciuto la macchina UE.

      La formazione specifica e la nazionalità del singolo Commissario e del suo staff non sono cosi' importanti. Dietro il Commissario di turno ed il suo staff ci sono le Direzioni Generali e gli alti funzionari UE, e si tratta sempre di gente super qualificata, super specializzata e con enormi risorse sia per studi e ricerche che per la proiezione del consenso (convegni, stampa,etc). Che ha inoltre l'iniziativa legislativa!!!!!

      Se il Commissario e' un analfabeta o quasi nella sua materia specifica, a maggior ragione fara' quello che le competenti DG della Commissione - ripeto, preparatissime - decideranno.
      Se poi appunto si tratta di estoni, cio' e' sicuro al 100%, visto che il Paese riceve ogni anno da 20 anni circa il 5-7% del suo Pil in aiuti UE. La materia energia e' poi quella che fece saltare il trattato di associazione UE- Ucraina, ed e' tuttora una materia chiave per il confronto con la Russia. Il costo della bolletta energetica per l'Ucraina e' immenso dopo la rottura con la Russia, e figuriamoci se la Commissaria estone non esegue i desiderata della macchina UE.

      Tornando sul punto, anche la Bonino ha fatto piu' volte la Commissaria ed ha apparentemente "diretto" negoziati complicatissimi - come quello sulla pesca - per i quali le sue competenze erano meno di zero. Non ha diretto proprio nulla, ci ha messo solo la firma e la faccia.

      Un problema enorme - e costantemente sottaciuto - e' che nei negoziati UE, specie in materia tecnicamente molto complicate come internet, proprieta' intellettuale, mass media e diversi ambiti commerciali, molto spesso i rappresentanti dei Paesi Membri -specie ma non solo dei Paesi dell' Est - sono burocrati privi della preparazione e delle competenze necessarie, ossia non sono letteralmente in grado di comprendere la materia, mentre i funzionari della Commissione, oltre ad avere l'iniziativa legislativa, sono preparatissimi.

      E' una realta' nota che - come tanti - ho visto varie volte con i miei occhi.I Il risultato e' che le proposte "armonizzatrici" della Commissione passano quasi sempre. E su 10 proposte che passano, guarda caso almeno 8 prevedono sempre, immancabilmente, una estensione delle competenze UE ed una riduzione delle competenze nazionali. Per esempio, Internet e' stato occupato dagli USA, con conseguenze enormi, grazie anche all'incompetenza dei Paesi Membri

      Quando arriva una crisi (Covid, immigrazione, profughi, etc etc etc) la Commissione non si domanda tanto - come la gente pensa - "come risolvere la crisi" ma prima e sopratutto "come utilizzare la crisi per estendere i poteri della Commissione". Basta ricordare quando la Commissione propose una polizia di frontiera UE, fortunatamente sconfitta, che avrebbe segnato l'ingresso della Commissione nella sfera Giustizia e Affari Interni. Mancava solo che a decidere chi entra e chi no in Italia fosse deciso da una Polizia UE, sul nostro territorio....

      Se ancora non si e' capito che l'obiettivo nr 1 della Commissione da oltre 30 anni e' sempre aumentare le sue competenze e ridurre quelle degli Stati Membri.....siamo arrivati al punto da non poter spendere i nostri soldi senza l'OK della Commissione, letteralmente impensabile 30 anni fa......

    3. FrancoMaloberti 13 gennaio 2024

      Sono d'accordo su molte cose, ma non sul fatto che per le Direzioni Generali e gli alti funzionari UE si tratta di gente super qualificata, super specializzata. Ho fatto una rapida ricerca e non ho trovato tutta questa scienza. Molti hanno al proprio attivo solo articoli didattici o di propaganda. È comunque vero che hanno enormi risorse sia per studi e ricerche che per la proiezione del consenso (convegni, stampa,etc). La mia esperienza passata (di parecchi anni fa, ma penso che ora la situazione sia peggiorata) è che sono maestri nel creare consenso e per indirizzare le decisioni verso quelle auspicate dai lobbisti.

    4. Martin 13 gennaio 2024

      E' gente che si specializza per settore e sopratutto che presenta le proposte legislative UE che hanno dietro mesi di studio e approfondimento, che e' un enorme vantaggio. Specie nelle materie molto tecniche, molto spesso i funzionari dei 27 Paesi non sono in grado di reggere il confronto ed il dibattito. Da quello che ho visto per circa un decennio, solo UK (pre Brexit), Germania, Francia e ogni tanto Italia e Paesi Bassi hanno un livello generale accettabile di conoscenza dei vari dossiers. Gli altri Paesi spesso latitano, salve materie e interessi molto specifici e particolari. Nelle materie di cui mi sono occupato - internet, etc - il gap era evidente. Poi quando un Paese rompe troppo su un dossier, viene minacciato o colpito su un'altro.. per non parlare delle notorie scorrettezze metodologiche e negoziali, praticamente costanti.....altro che "esecutori della volonta' dei Paesi Membri", si comportano come una autorita' imperiale che sistematicamente forza i Paesi Membri.
      Con l'ingresso dei Paesi dell' Est nel 2004, la situazione e' esponenzialmente peggiorata, perche' salve questioni specifiche, in generale questi Paesi seguono la Commissione, perche' ricevono ogni anno dalla Commissione circa il 5% del loro Pil annuale in aiuti (in realta' pagati da noi occidentali), e quindi hanno spostato gli equilibri. Prima, bastava il NO di un paio di Paesi dei 12 o 15 e la Commissione aveva vita molto piu' difficile.

      Ben 30 anni fa, primi anni 90, un allora già anziano italiano dentro la macchina UE mi aveva avvisato: non si fermeranno mai e finiremo con dovergli chiedere l'autorizzazione per spendere i nostri soldi....al tempo la presi come una sparata, ma invece aveva ragione al 100%.

    5. FrancoMaloberti 13 gennaio 2024

      Anch'io una trentina di anni fa frequentavo quell'ambiente, e ne fui, a un certo punto, disgustato.

    6. Martin 13 gennaio 2024

      Comprendo, io ci ho avuto moltissimo a che fare dal 2003 per poco meno di un decennio.
      La situazione e' molto peggiore di quanto la gente pensi: ma solo gli Inglesi l'hanno chiaramente trasmessa alla conoscenza della loro societa' civile.
      Avevo gia' miei dubbi sul progetto UE, ma dopo nemmeno 3-4 anni di contatti diretti sono rimasto letteralmente basito e sono diventato favorevole ad una esponenziale limitazione dei poteri dell' UE. Primo, i funzionari della Commissione (una casta stra privilegiata, stra pagata e stra tutelata) considerano i Governi dei Paesi Membri come un eredita' del passato, destinati ad essere progressivamente esautorati da loro, come una sorta di Governo imperiale o dei migliori - non sottoposto ai controlli ai quali sono invece esposti e condizionati i Governi europei, in quanto scelti dal popolo o dai Parlamenti nazionali, dopo secoli di sviluppo civile e politico. Secondo, sono estremamente arroganti e scorretti. Terzo, la Commissione e' ormai diventata una dependance degli USA, che a partire da Obama ne ha appoggiato direttamente il rafforzamento, con notevole successo, al punto che oggi, con la gestione VDL, e' praticamente occupata da filo Dem USA. Punto primo, per gli USA e' molto piu' pratico negoziare con - e condizionare - un solo organismo, invece che una pletora di Governi. E' tutto molto, molto piu' pratico e semplice.
      Ma sopratutto, i Dem USA sostengono apertamente l'estensione dell' UE ad Est, in chiave antirussa, e per funzionari della Commissione, e' musica.
      Gli obiettivi dei funzionari della Commissione sono inevitabilmente l'estensione orizzontale e l'integrazione verticale, e non si fermeranno mai se non gli si mette un freno deciso e definitivo. D'altronde, dal trattato di Maastricht del 92 (entrato in funzione nel 93), Euro e ingresso dei Paesi dell' Est, ne hanno fatti di progressi con la loro strategia e i loro metodi. Perchè fermarsi?

      Per esempio, ora con il nuovo patto di stabilita' tutta l'Europa latina (Italia, Spagna, Francia, Belgio, Portogallo e Grecia) dovra' tagliare parecchio la spesa pubblica ogni anno.....ma e' stata identificata come "quella con un debito oltre il 60% del Pil", ossia con un mero criterio economico, non come Europa latina - e i marxisti ovviamente concordano, e' un dato economico! Ma il colpo all' Europa latina e' inoltre l'inevitabile risultato di una convergenza dei Paesi protestanti e nordici CON i Paesi dell' Est, che hanno tutti un debito ben sotto il 60%, ma da 20 anni ricevono ogni anno circa il 5% del Pil in aiuti a pioggia. Che cuccagna, vero? E ti pare che i Paesi dell' Est mettano a rischio questo sistema per appoggiare i latini? Ma per carità, l'unico che ha il coraggio di farlo, in parte, e' Orban, che sta rinunciando a parecchi miliardi, ma non si dice.....
      In sintesi, chi viene danneggiata e' guarda caso tutta l'Europa Latina, grazie a un accordo Europa del Nord - Est, ma la categoria e' stata sotterrata e nascosta dal dato del debito sopra il 60% del Pil.
      Aiuti pagati da contributi pagati, nell'ordine, da Germania Francia Italia Paesi Bassi. Sono oltre 30 anni che l' Italia e' il quarto (pre Brexit) o il terzo contribuente netto dell'UE, ma se lo dici al 95% degli Italiani ti guardano come se fossi scemo. La Francia e' alleata della Germania come prima e' stata alleata per 70 anni della GB, e noi per tutta una serie di ragioni non siamo mai riusciti a compattare un fronte "latino", non solo per colpa nostra, il discorso sarebbe molto lungo....

      Perche', per esempio, oltre al criterio economico del debito sopra il 60% del Pil, non si e' preso anche il criterio del conto di chi piu' ha dato e piu' ha ricevuto da che esiste l'UE? E' un criterio illogico? Emergerebbe che dal 2004, ad Est, vige la cuccagna!!!! Come se l'Italia avesse ricevuto ogni anno dal 2004 100 miliardi all'anno (5% del nostro pil, fermo da anni a circa 2000 miliardi). Il reddito di cittadinanza valeva solo 8,5 miliardi e da due anni facciamo manovrine annuali da 20 miliardi..... e ogni anno pero' versiamo circa 22 miliardi, piu' i 14 del Mes che ora nemmeno si sa che fine faranno, dopo il No alla ratifica...

      Come vedi, tocchi un problema e se ne apre un altro, a riprova dell'assoluta disinformazione sullo stato reale delle cose che ci viene propinata dai media, al 95% filo UE. E' difficilissimo trovare chi ragiona sulla realtà, non sulla versione rose e fiori mediatica.

      Per non parlare della geremiade dell'integrazione verticale.

    1. Sonia Milone 12 gennaio 2024

      Contributo eccellente scritto da un esperto autorevolissimo in materia...esattamente quelli che la UE e l'Italia non consultano.
      Ho trovato straordinaria la prima parte: l'inferno della burocrazia digitalizzata è peggiore della burocrazia vecchio stile...Almeno lì, prima o poi, in qualche girone, alla fine ti interfacciavi con il tecnico del comune che risolveva. Ora invece restiamo fermi nella gabbia delle 24 cifre alfanumeriche da inserire con la musichetta al cellulare della voce automatica. Un delirio! E la chiamano "intelligenza artificiale"...

    2. casalvento 12 gennaio 2024

      Articolo molto interessante e divertentissimo. Aggiungo una mia impressione sulla situazione italiana, dove a peggiorare le cose c'è anche un aspetto caratteriale. L'attitudine della nostra burocrazia è non tanto l'immedesimarsi nei problemi dell'utente cercando di risolverli, quanto piuttosto una ostile diffidenza verso di lui (a meno che non sia un conoscente) e una tendenza al disinteresse, se non al dispetto, almeno in molti casi. Il software progettato in questo contesto riproduce tali attitudini negative e le esalta con la sua intrinseca efficacia. Vedo spesso siti, specie pubblici, che nulla fanno per venire incontro alle difficoltà dei non iniziati. E sono difetti non tecnici, quanto piuttosto etici, la mancanza di empatia dei progettatori. Ho tentato più volte l'acquisto di libri digitali da editori italiani, ma sempre con difficoltà a volte insormontabili, e ho dovuto rinunciare, mentre con Amazon non ho mai avuto difficoltà di sorta.

    3. FrancoMaloberti 13 gennaio 2024

      Mi scuso ho messo un non like per errore.
      Comunque, vorrei dire che sono molto d'accordo, chi scrive software è "fuori dal mondo" molto più di che si occupa di altre discipline. Il mio stereotipo è un tizio grassone, seduto davanti a uno schermo, un pochino ipnotizzato e che crede di avere in mano il potere.

    4. absitiniuriaverbis 13 gennaio 2024

      Puoi aggiungere un like per pareggiare il precedente e, così facendo, il tutto scompare.

    5. Martin 13 gennaio 2024

      Esatto, e' una specifica problematica italiana, identica a quella della carenza totale dell'assistenza al cliente. Chi ha vissuto in altri Paesi se ne rende conto, non c'e' confronto con USA e GB e nemmeno con Germania e Francia.
      In Italia la cosa e' visibile parlando con American Express o con altre note concorrenti italiane - evito il nome.
      All'Amex sono formati secondo il metodo USA e sono sempre gentili e d'aiuto anche se uno e' alterato, nelle altre realta' italiane primo ti mettono in attesa per ore e poi quando ti rispondono ti maltrattano sempre. Esordiscono sempre con "non e' colpa mia", ossia non da rappresentanti dell'impresa, una frase che in altri Paesi non sentirai mai. Se ti aiutano, e' per farti un grazioso favore, non per correggere un problema dell' impresa che dovrebbero rappresentare.

    6. absitiniuriaverbis 13 gennaio 2024

      Ho corretto il mio commento :avevo erroneamente scritto 'dislike' al posto di 'like' . Mi spiace.

    7. Nonso 13 gennaio 2024

      Sì, basta davvero poco

    1. GioCo 12 gennaio 2024

      Noi siamo vissuto fino ieri nel mito del "buon ricco" e ci siamo serviti alla sua mensa. Era il "principe illuminato", guida che indicava "saggi" (tipo Open di Mentana, il Cicap di Angela o l'OMS+GAVI di Gates). Abbiamo perduto come popolo e come paese il senso della Malizia che ha il tallone d'achille di dover essere insegnata. Poi abbiamo accettato la censura che mira studiatamente a farci rimanere ingenui, ignoranti e inconsapevoli della nostra ignoranza. Così la massa di satrapi genocidi, pedofili, bugiardi patologici, prepotenti, misantropi anti-umanisti e via discorrendo, si è unita saldamente attorno un unico tavolo globale e non deve più nascondersi. Sono tutti lì, alla luce del Sole ma in tanti non vogliono vedere. Fa troppo ribrezzo. Dall'altra parte noi. Gli ignari. Gli obbiettivi e il fine ultimo. Odiati e perseguitati come mangiaufo a tradimento, colpevoli della qualsivoglia e conviniti al suicidio programmato "perché ce lo meritiamo". Certo, abbiamo le nostre pesanti responsabilità, ma in confronto a questi "illuminati" dal BucoNero Cosmico... Ca%%o se ce ne vuole per arrivare al livello di certi orridi abissi... Che poi esagerano sempre e questo li frega.

    1. Martin 12 gennaio 2024

      Ahhh la sovranità digitale europea... ma che risate... ormai 15-20 anni fa la Commissione UE si rifiutò di proteggere il diritto d'autore online, permettendo a Google News di rovinare l'editoria ed il giornalismo europeo (pubblicando gli articoli senza pagare nulla), e a Google e Facebook di occupare il mercato pubblicitario europeo.... per non parlare del trasferimento automatico di tutti i dati internet dei "consumatori" europei (email, acquisti, siti consultati, messaggi, etc), ossia di tutti noi, ai servers USA, ossia lo spionaggio elettronico di massa, nonostante due sentenze contrarie della Corte di Giustizia...

      Come al solito, si tratta solo e unicamente di eliminare la residua sovranita' degli Stati in materia, per sostituirla con quella di burocrati eletti da nessuno agli ordini degli USA.
      Ormai si sa, gli interessi europei sono diventati indistinguibili da quelli USA....chi non e' d'accordo viene insultato come "amico di Putin"... piu' imbelli e colonizzati di così..............

    1. ws 12 gennaio 2024

      Insomma costoro ci promettono "il paradiso domani " dandoci "l' inferno oggi".
      Ormai è chiaro che costoro sono solo una riedizione della setta catara ( e probabilmente con gli stessi ispiratori)
      E io comincio a capire perché alla fine quelli " vecchi" furono sterminati pressoché tutti.
      Se infatti potessimo ( cosa che non credo) salvarci da costoro , vorreste correre il rischio di lasciarne qualcuno in vita? ( Tipo il padre di swhab o il nonno di questa burattina esaltata )

    1. Jimbo 12 gennaio 2024

      Le faccio notare professore che tutte quelle cose digitali di fatto controllanti sono non solo bene accette dalla stragrande maggioranza degli europei nonché italiani.
      Siamo noi che diamo mandato a Lorsignori di metterci il guinzaglio.
      Siamo noi che esigiamo le carte, le telecamere, il 5G, ...
      Sono gli uccidentali, gli europei, gli italiani che vogliono essere smarter.
      Noi esigiamo la post-modernitá.
      Loro ci regalano quello che desideriamo.
      In fondo adoriamo gli Yankees. I cowboys.
      Adesso tifiamo la "Coalizione della prosperitá".
      Speriamo in fondo che massacrino tutti i pastori yemeniti.
      Non lo diciamo, alcuni si vergognano un pó, ma quanno ce vó ce vó, duecento bombe nel grugno di 'sti caxxo di pastori che osano difendere dei bambini palestinesi e facciamo il pieno che andiamo a maggnare il pesce al mare.

    2. ws 12 gennaio 2024

      Siamo noi che diamo mandato
      Ahah i "sudditi" che "danno mandato"...al RE

      Che invenzione la moderna "democrazia"...Senza dubbio la "regina delle narrazioni" e il più grande "illusionismo" del mondo

    3. BrunoWald 12 gennaio 2024

      Io invece spero che gli mettano parecchi droni nel posteriore alle navi angloamericane, e mi vergogno assai che siano dei guerriglieri yemeniti a fare quello che noi non possiamo più fare.

      Ciò premesso, ti rivelo un segreto: il popolo non dà nessun mandato, non "esige" nulla, non sa quello che vuole, e di fatto vuole ciò che lo inducono a volere i suoi padroni, che lo tirano per l'anello al naso di qua e di là, come le mucche. Il popolo non sa nemmeno dove ha il culo: per questo hanno inventato la democrazia. Ci vuole tanto a capirlo?

      Gli europei sono quelli che sono, perché così hanno voluto che fossero, dopo avere ucciso i pochi che erano in grado di volere altrimenti. Fai vivere come noi gli yemeniti per qualche decennio, e saranno esattamente come noi.

      Sei ubriaco di un romanticismo da quattro soldi, che non ti permette di vedere lucidamente la realtà. Continui a prendertela ossessivamente con un popolo morente, a cui hanno rubato l'anima e tagliato le palle, perché nella tua febbrile immaginazione pretenderesti che si sollevassero, scagliando panettoni e telefonini contro i gendarmi yankee e sionisti... Svegliati, che sei ancora in tempo.

      Quello che succede oggi ai palestinesi, è successo a noi ottant'anni or sono. La mano è la stessa. La differenza è che noi abbiamo perso, mentre loro possono ancora vincere.

    1. Jimbo 12 gennaio 2024

      Mi sembra invece professore che lei abbia centrato in pieno il bersaglio nella prima parte.
      Gli europei in quanto uccidentali sono per la pace in Europa.
      E per averla pensano che la cosa migliore sia portare la morte ovunque.
      Gli unici bambini ai quali gli europei in quanto uccidentali sono interessati sono quelli europei.
      Gli altri devono essere sterminati.
      Gli europei in quanto uccidentali sono interessati a mettere in moto l'auto, che ci sia l'acqua calda, che la benza costi poco e anche il ristorante.
      Per avere tutto 'sto ben di dio sono ben consapevoli che vadano squartati civili ogni dove.
      Ah dimenticavo un piccolo particolare, un nonnulla: noi italiani siamo europei.

    2. REmaggiore 12 gennaio 2024

      Gli unici bambini ai quali gli europei in quanto uccidentali sono interessati sono quelli europei.

      E il modo migliore per proteggerli è non farli nascere? Forse devi ripassare Storia Recente Pandèminchia.
      A me pare che agli europei non freghi di nulla, tranne: soldi e potere per fare altri soldi coi quali esercitare un potere più "grande" (fa ridere).

    3. Jimbo 12 gennaio 2024

      Paragonare lo squartare appositamente bambini a decine di migliaia con il coso19 ?
      Non aggiungo altro.

    4. REmaggiore 12 gennaio 2024

      Vaccinazioni di massa+aumento dell'inquinamento elettromagnetico+cibo sintetico e insetti+gender nelle scuole... Devono amare i nostri figli, mica li squartano. Grazie, mi sento meglio.

      Non sono io a paragonare: lo stai facendo tu, con risultati prossimi allo zero assoluto.

      Metti a fuoco almeno il dito, la luna lasciala agli addetti ai lavori. * poi hai modificato il tuo commento ed hai tolto
      "lunare"
      sostituendolo con
      "Non aggiungo altro".
      Ok, non aggiungere altro, che è meglio.

    5. ws 12 gennaio 2024

      Ma di che "europei" stai parlando?
      Perché quelli "normali" ( i SUDDITI) "la pace" la stanno già perdendo a rotta di collo.

    6. Jimbo 12 gennaio 2024

      Suvvia anche tu.
      Ti sembra corretto paragonare Gaza, Donbass, Siria con l'Europa?
      Cos'é uno scherzo?

    7. REmaggiore 12 gennaio 2024

      Infatti se la smetti di paragonare possiamo riprendere conversazioni utili e di senso compiuto. C'è la puoi fare

    8. REmaggiore 12 gennaio 2024

      Ce*

    9. Stefanovic 12 gennaio 2024

      Quello che accade in Europa è molto più devastante di una guerra. Gli afgani dal 2001 ad oggi hanno raddoppiato la popolazione. Qui in Italia i morti superano i nati da oltre trent'anni. Parli dei bambini europei che però non nascono (le donne preferiscono fare le mamme ai pitbull) e quelli che nascono vengono trattati come immondizia o come virus. Ai bambini europei (britannici soprattutto) viene tagliato anche il pisellino per la "transizione di genere". Il genocidio è qui, davanti ai nostri occhi, non c'è bisogno di cercarne altri in giro per il Mondo

    10. Stefanovic 12 gennaio 2024

      Perfetto. Il nemico marcia alle nostre spalle, ma qui per qualche assurdo motivo alcuni utenti vogliono far credere ad un Potere euro-suprematista che pensa al bene delle sue popolazioni. L'esatto contrario di quello che vediamo

    11. uomospeciale 12 gennaio 2024

      il problema è che ovunque nel mondo la donna si "emancipa" il tasso riproduttivo scende al di sotto di quello necessario alla sopravvienza della specie, e vale per qualsiasi paese, sotto qualsiasi cultura.
      E non esistono soluzioni se non un prevedibile e futuro utero artificiale attraverso il quale i vari stati faranno nascere, cresceranno ed educheranno da soli i futuri cittadini.

      Questo o alla lunga l'estinzione della specie sarà inevitabile, perché in una società sempre più edonista egoista e narcisista, non si può più chiedere né a donne né a uomini di rinunciare a buona parte della propria vita, a favore dei figli.

    12. BrunoWald 12 gennaio 2024

      "Gli unici bambini ai quali gli europei in quanto uccidentali sono interessati sono quelli europei."

      Tant'è vero che non ne fanno più. Milioni vengono squartati nel ventre delle madri, e a quelli che hanno la "fortuna" di nascere, rovinano l'esistenza fin da piccoli.

      Siamo noi che siamo stati votati allo sterminio. Un peccato che le tue ossessioni non ti permettano di constatare l'evidenza.

    13. BrunoWald 12 gennaio 2024

      Commento di una lucidità ammirevole. In poche righe hai espresso l'essenziale.

    14. absitiniuriaverbis 12 gennaio 2024

      A furia di accumulare diritti, l'umanità si è distorta.

    15. uomospeciale 12 gennaio 2024

      Lo so, purtroppo.
      Ormai e' una società malata di troppi diritti e liberta'...
      Dimentica del fatto che il diritto di chiunque si paga sempre e solo al prezzo del dovere di qualcun'altro..
      Finiremo malissimo e sarà ampiamente meritato.

    1. PietroGE 12 gennaio 2024

      Si fa presto a dire digitalizzazione europea, ma con quali mezzi? I microprocessori e le memorie sono americani, le schede madri vengono da Taiwan, i display dalla Corea del Sud, i pannelli solari e le batterie dalla Cina, così come dalla Cina arriveranno presto anche le automobili elettriche. L'Europa sta diventando un 'Pais Comprador' che non produce niente ma che in compenso è all'avanguardia come ONG e tutela dei diritti degli altri e al primo posto come terra di conquista per i 'diversamente europei' (evito la parola 'migranti' per non incorrere nella solita contestazione di Bertozzi) da tutto il mondo. L'Europa si rifiuta di mettere dazi in nome dell'ideologia liberista senza riconoscere che ha fatto sparire interi settori economici (purtroppo anche quelli strategici e 'dual use') che davano lavoro e producevano gli introiti per lo stato che contribuivano a finanziare un po' di welfare e la sanità pubblica. Siamo arrivati al punto da temere che i cinesi ci copino il panettone e la mozzarella di bufala campana. Poi spegniamo la luce e chiudiamo la saracinesca.

    2. FrancoMaloberti 12 gennaio 2024

      Lei apre un capitolo complicato. Voglio sintetizzare, esistono popoli che hanno un reddito basso e che vogliono crescere. Loro lavorano, e anche sodo per costruirsi il futuro (mica piagnucolano, come molti nostrani). Gli introiti non sono stati mangiati tutti dall'aumentato benessere, ma sono stati investiti per crescere tecnologicamente. Quello che sta accadendo è che il cosiddetto sud del mondo è sempre meno dipendente dalle nostre "spaziali" tecnologie e presto potrà ignorarci per scambiare tra di loro i beni di bassa e alta tecnologia.
      Vedo un isolamento di fatto che ci lascerà appassire lentamente. La soluzione non sono i dazi ma produrre quello che sappiamo fare con la nostra creatività, e entrare nel giro del sud del mondo. I cinesi i nostri panettoni e le mozzarelle di bufala li consumerebbero ben volentieri, ma anche i prodotti della nostra moda, meccanica ed artigianato.

    3. Martin 12 gennaio 2024

      PietroGE, la rivoluzione internet e tech equivale per le sue conseguenze ad una seconda rivoluzione industriale. E' ancora in corso, negli USA e in Cina (piu' qualche contributo minore da Corea, Taiwan e Giappone). L'Europa e' tagliata fuori, e' solo un cliente, o come tu dici, un pais comprador.
      Bisognerebbe chiedersi come mai per la prima volta nella storia l'Europa e' estranea ad una tale rivoluzione, dopo essere stata il centro e la protagonista di quasi tutte le precedenti per 2000 anni, dall'Impero Romano al capitalismo bancario rinascimentale fino alla rivoluzione industriale...per me la causa nr 1 e' nelle politiche anti crescita, pseudo socialiste e dirigiste dell'UE, ma tralasciamo la questione...

      Il punto e' che non ci si puo' illudere che in un contesto del genere l'Europa non ne risenta a tutti i livelli, a cominciare dalla politica estera. Come il Terzo Mondo ha pagato l'enorme ritardo nella rivoluzione industriale, cosi' l'Europa ora paga la sua dipendenza dalla tecnologia americana e cinese, che ha avuto un impatto devastante anche sui media (i nuovi media USA come Facebook, Google, Tweeter etc, che la Commissione UE si e' rifiutata di controllare). Se mi perdo o vado a sbattere con l'auto per colpa di Google Maps, non c'e' un Google Italia che ne risponda, c'e' solo Google a Mountain Views, California, e se ne frega.... se Facebook viola le leggi, bisogna pietire in California perche' non c'e' un Facebook Italia con responsabilità giuridica...

      Oltre alle politiche anticrescita dell'UE, paghiamo la globalizzazione voluta dalle multinazionali USA con gli accordi di Marrakesh del 1994, che aprirono la strada alla delocalizzazione produttiva in Cina e in Asia.
      In Europa il dibattito fu ZERO, perche' la politica commerciale e' stata delegata interamente alla Commissione UE - decisione folle con infinite conseguenze negative.
      Non prende un genio comprendere che il welfare europeo e' inevitabilmente prezzato nelle nostre merci, e che e' impossibile per Paesi ad alto welfare competere con Paesi a scarso welfare, dove il costo del lavoro e delle merci e' un decimo. Ed infatti in Europa stiamo lentamente sbaraccando il welfare state, con inoltre l'accelerazione indotta da una immigrazione insostenibile...peggio di cosi'......

      Sono ormai 30 anni che facciamo solo e unicamente quello che vogliono gli USA, e senza alcun dibattito reale, grazie al nuovo Governo europeo eletto da nessuno, la Commissione UE, diventata una colonia USA. Ma siccome si chiama "Commissione" e non Governo, non ci si accorge che e' un Governo, eletto da nessuno e non sfiduciabile..secoli di sviluppo civile per avere Governi sfiduciabili, e ora abbiamo un Governo non eletto, non sfiduciabile e incontrollabile... congratulazioni!!

      Nei panni dei cretini che per decenni hanno invocato il patetico manifesto di Ventotene e che speravano che un rafforzamento dell' UE avrebbe portato ad un maggiore autonomia, o a una minore dipendenza dell' Europa dagli USA, non mi farei nemmeno vedere.....ma c'e' chi continua a raccontare favole, come Mattarella....

    4. BrunoWald 12 gennaio 2024

      "per me la causa nr 1 e’ nelle politiche anti crescita, pseudo socialiste e dirigiste dell’UE, "

      No, la causa nr 1 è che abbiamo perso due guerre mondiali e siamo alla completa mercé di un Parassita che ha le sue teste nella City e a Wall Street, e probabilmente ne sta innestando una terza a Pechino.
      Il concetto è espresso in modo un pò sommario, ma va direttamente al nocciolo della questione. Sono più di quattro secoli che questo processo è in marcia.

    5. Martin 13 gennaio 2024

      Concordo in linea di massima, ma se osservi gli ultimi 20-25 anni, ossia dalla rivoluzione internet, tech e media USA (che ha spostato gli equilibri pro Usa in modo massiccio) e dal contemporaneo esponenziale incremento dei poteri della Commissione UE (trattato di Maastricht, Euro e ingresso dei Paesi dell'Est), l'Europa e' letteralmente sprofondata al rango di colonia USA.
      Perfino l'Euro (23% delle riserve mondiali) e' ormai diventato una dependance del dollaro!!!
      Dagli anni 50 alla fine degli anni 90, non si era certo liberi, ma non si era MAI caduti cosi' in basso. Potrei fare decine di esempi politici, economici e culturali della ormai sepolta parziale autonomia europea.

      Dal mio punto di vista, l'azzeramento in corso da 20-25 anni non deve essere sottovalutato. E' tutto piu' semplice oggi per gli USA, via occupazione non solo della Nato ma sopratutto della Commissione UE e della BCE. Gli organismi che avrebbero dovuto liberarci sono diventati uno strumento di sottomissione - peggio di così....

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