La trappola della casta: così è stato cancellato uno dei pochi successi del M5S

La trappola della casta: così è stato cancellato uno dei pochi successi del M5S

ilparagone.it

Un colpo dritto in faccia, all’improvviso, quando ormai la vittoria sembrava assicurata. E invece niente, il k.o. è arrivato inesorabile sovvertendo completamente il verdetto. Quello che vedeva i Cinque Stelle esultare per aver mantenuto almeno una delle tante promesse fatte agli elettori e poi tradite strada facendo, l’abolizione degli odiosi vitalizi. Festeggiamenti che hanno presto lasciato il posto all’amarezza per un stop improvviso: tutto uno scherzo, si torna ai cari, vecchi privilegi di una casta che il Movimento prometteva di buttar via dai palazzi e contro la quale, invece, pare nella migliore delle ipotesi disarmato, quando non sottomesso.

Chiariamoci, di tanti slogan utilizzati in campagna elettorale e poi mai trasformati in battaglie concrete, quello dell’eliminazione dei vitalizi è uno dei pochi punti sui quali il M5S non ha voluto cedere. Un passaggio storico, la rimozione di una pietra miliare alla quale gli eletti continuavano a guardare bramosi, consapevoli del fatto che una volta approdati in Parlamento avrebbero potuto godere di un benefit non solo economico, ma che attestasse anche in eterno il loro potere. I Cinque Stelle hanno sfidato la casta senza conoscere però nemmeno le regole del gioco. Finendo per incappare nell’ennesima figuraccia.

È bastata una Commissione, la Contenziosa, a cancellare quanto fatto di buono dal Movimento e spazzare via, in un orario insolitamente tardo, i palloncini lanciati in piazza dagli esponenti grillini che rivendicavano il loro successo. Perché all’epoca (era il 2018) come oggi, i Cinque Stelle avevano un bisogno disperato di trionfi da offrire in pasto a un elettorato sempre più scontento di quella che doveva essere una forza demolitrice e che si è invece andata sgonfiando giorno dopo giorno. Al punto da affrettarsi a rivendicare ogni traguardo senza nemmeno essere del tutto sicuri di averlo tagliato, come nel caso dei vitalizi.

https://www.facebook.com/movimentocinquestelle/videos/3013784372061852/?t=1

L’ennesima delusione per un Movimento attraversato da tensioni vibranti e che proprio intorno alle poche conquiste realizzate continuava a stringersi a coorte, per dirla con le parole di Mameli. Diviso, invece, tra chi ha ormai accettato senza fiatare la nuova linea di quasi totale subalternità al Pd e chi ancora ricorda, di tanto in tanto, gli impegni presi al momento di presentarsi al voto. Con questi a sentirsi sempre meno parte di quella sigla, M5S, quasi del tutto svuotata di significato.

26.06.2020

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Commenti (2)

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    1. enricodiba 28 giugno 2020

      Vedi che è colpa del m5s se votiamo e siamo governati da una manipoli di approfittatori...

    1. Mauro C. 27 giugno 2020

      Lo hanno fatto apposta, in modo subdolo, schifoso viscido. Due anni fa sapevano benissimo che sarebbero stati reintegrati. Bastava aspettare, solo questione di tempo. Così per il cojone che li vota rimangono i paladini della giustizia. Puoi credere che questi miracolati, così attaccati alla poltrona e privilegi, possano rinunciare in tarda età a 5 barra 6 mila euro mensili. E questo vale uguale anche per i leghisti, sia ben chiaro.

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