La trama che ha reso schiava l'Italia

La cessione della rete TIM al fondo americano Kkr è soltanto l'ultima puntata del processo di colonizzazione e svendita del nostro Paese che viene da lontano e che un libro ricostruisce da cima a fondo.

The masquerade svela la Storia nascosta: "Viviamo la peggior Italia dal 1861, ecco perchè"

Di Roberto Valtolina

La svendita ai padroni atlantici degli asset strategici nazionali è ormai una priorità del governo dei finti sovranisti e procede a ritmi serrati.

Inquietante il blitz di domenica 5 novembre 2023: senza passare dall’assemblea dei soci e con il pieno supporto governativo, il cda di TIM ha accettato l’offerta del fondo speculativo USA Kkr, a cui ha venduto - per 22 miliardi di euro - la rete fissa italiana. Uno degli asset cruciali del Paese viene così ceduto a una realtà che, nel 1991, Sarah Bartlett aveva già ribattezzato The money machine - La macchina da soldi -, per le sue tipiche condotte predatorie: acquistare a debito le aziende per poi spolparle e intascare plusvalenze colossali. Kkr è il braccio armato delle mire egemoniche d’oltre Atlantico: acquisizione dopo acquisizione, il fondo si sta ritagliando un posto al sole nel mondo delle infrastrutture telecomunicative, dall’Olanda all’India, da Singapore alla Colombia, passando per il Cile. La cabina di regia del peggior acquirente possibile immaginabile della nostra infrastruttura di telecomunicazioni è diretta da quel po’ po’ di bravo ragazzo (si fa per dire) di David Petraeus, il famigerato generale Usa noto per il ruolo disastroso assunto nelle carneficine irachena e afghana. Il 9 novembre 2012 il nostro si dimise da direttore della Cia, dopo aver ammesso la relazione sessuale con la propria biografa. Ma Petraeus meritava un’altra chance ed eccolo approdare magicamente nella stanza dei bottoni di Kkr, che gli creò una nuova divisione ad hoc, il Kkr Global Institute, specializzata nell’analisi geopolitica e macroeconomica.

Nel 2013 il Sole24ore sottolineava che, «Petraeus potrà aiutare Kkr anzitutto ricorrendo alla sua rete di contatti con governi e autorità internazionali». Dieci anni dopo, missione compiuta. Dunque, tanti saluti a 21 milioni di chilometri di cavi in fibra ottica che rappresentano la principale infrastruttura per la trasmissione dei dati di cittadini, pubblica amministrazione e imprese. E addio allo snodo principale per la digitalizzazione e il futuro italiano.

Ma non basta. Il governo Meloni lascia aperta la porta anche per la cessione della rete sottomarina di Sparkle, controllata di TIM, un asset forse ancor più importante: 600.000 chilometri di cavi in fibra ottica posati sul fondo del mare e che rappresentano la dorsale digitale che collega l’Italia al resto del mondo. Quest’ultima notizia è passata in cavalleria, come tutte le notizie scomode per lo zio Sam. Il mainstream nazionale, ad esempio, nulla ha mai riferito della militarizzazione che sta investendo la Sicilia negli ultimi mesi. Aggredita da un cancro in metastasi, l’isola assomiglia sempre più sinistramente alla zona più militarizzata d’Italia durante la Guerra fredda: il Nord Est, che viveva di economia di guerra e pullulava di gruppi operativi dell’esercito e di arsenali. Ebbene, a causa dell’appoggio italiano alla sciagurata operazione Nato in Ucraina, in Sicilia stanno proliferando dappertutto i poligoni di tiro; a Palermo e a Messina aumenta vertiginosamente la produzione industriale militare.

Eppure, come diceva Ennio Flaiano, «coraggio, il meglio è passato». Eh sì: la risposta al perché di queste ciliegine sulla torta della totale abdicazione a ogni forma di sovranità nazionale, che negli ultimi trent’anni ha trasformato l’Italia nel 51esimo Stato a stelle a strisce, affonda le radici nel passato. Segnatamente al decennio 1970/80, che l’autore di queste righe ha ricostruito completamente con The masquerade, un libro uscito per i tipi di Frascati & Serradifalco e scritto a quattro mani con Maurizio Fiorentini, esponente di un collettivo di Autonomia operaia romana durante gli anni di piombo. The masquerade racconta quella temperie come se fosse terminata ieri. Perché sembra ieri. L’onda lunga di quegli anni, che culminò nel delitto Moro, marchia il nostro presente geopolitico, totalmente assoggettato alla regia atlantica, dall’Ucraina alla Palestina, passando per le “voci” su Ustica.

Giorgio Napolitano, il dirigente comunista preferito dal segretario di Stato americano Henry Kissinger e che per primo approdò in Usa in pieno sequestro Moro, è morto il 22 settembre. Proprio trent’anni fa, quando cominciò la svendita del patrimonio pubblico italiano, Bettino Craxi si rivolse a lui e all’allora presidente del Senato Giovanni Spadolini. La vicenda scottava e il carteggio finì nel dimenticatoio: The masquerade l’ha fatta riemergere. Mentre oggi Israele è l’emblema storico della legge del più forte come principale parametro di diritto e tale archetipo viene presentato in Occidente come rappresentanza dello stato di diritto ed emblema della democrazia, Craxi portò avanti una politica estera pro Palestina, fatta per proteggere l’Italia, un bersaglio allora molto vicino e decisamente esposto al terrorismo palestinese. La sua linea è affossata ancora una volta per la genuflessione del nostro governo a Israele. Il 6 novembre 1985, da Presidente del Consiglio, Craxi riferì alla Camera sulla politica estera governativa e rivendicò, pur contestandone l’efficacia, il diritto dei palestinesi alla lotta armata di liberazione nazionale dall’occupazione straniera. In aula si scatenò il trasversale partito americano: La Malfa s’innervosì, il missino Berselli lo interruppe, facce tese tra le fila missine.

Craxi ha pagato a caro prezzo sia il suo sostegno alla causa palestinese sia quel metaforico pugno che sferrò agli americani e agli israeliani nella crisi di Sigonella. Quest’ultima è la più importante base Nato in Sicilia, da cui decollano i pattugliatori che raggiungono il Mar Nero per monitorare i movimenti della flotta russa e riferirne alle forze armate ucraine.

In Italia molti si sono rifiutati di seguire l’esempio dell’allora leader del Psi. Avrebbero dovuto farlo riguardo a un clamoroso reperto appartenente a una potenza straniera, ritrovato da alcuni agenti della Questura di Roma in pieno sequestro Moro. Sarebbe stato un metaforico pugno che avrebbe colpito, in primis, i padroni di casa. Di cosa si tratta? Sul delitto Moro il democristiano Giovanni Galloni disse: «La verità la sapremo solo quando cadrà il segreto sui documenti conservati a Washington». Ma il senso di quella devastante vicenda è ben comprensibile al di là di quelle carte, che gli Usa, in ogni cosa, non tireranno mai fuori. The masquerade ne riscopre alcune, che bastano e avanzano per squarciare molte nubi su uno snodo spartiacque della storia italiana: un distintivo e due signori statunitensi vengono finalmente associati a quei devastanti 55 giorni.

Il distintivo che ritroviamo in questo articolo, infatti, urlava da cinquant’anni l’attenzione di qualcuno che lo liberasse dagli spessi strati di polvere che lo avevano ricoperto. Apparteneva al più potente presidio militare atlantico in Europa: il lettore lo scoprirà, insieme ai due signori a stelle a strisce che per la prima volta vengono messi sotto i riflettori di ciò che avvenne nel 1978; uno dei due è ancora vivo.

Quel distintivo, simbolo del predominio Usa in Italia, fu trovato in uno storico covo delle Brigate rosse, il 18 aprile 1978, proprio il giorno prima del rientro di Giorgio Napolitano in Italia dal soggiorno americano. È stato incredibilmente ignorato dai vertici dei Servizi segreti dell’epoca, dall’Interpol, dalla Questura di Roma, da cinque processi e due Commissioni Moro, e nemmeno dalle tre commissioni parlamentari italiane su Terrorismo, P2 e Mitrokhin.

Tutti colpiti da cecità collettiva. Non è meraviglioso?

Di Roberto Valtolina

15.11.2023

Roberto Valtolina. Classe '87, scrittore di temi d'inchiesta e ricercatore, Valtolina ha collaborato con la firma del Corriere della Sera Ferruccio Pinotti a vari libri, tra cui Attacco allo Stato, sulle autobombe del 1993. Autore con Maurizio Fiorentini di The masquerade edito da Serradifalco Editore (2023).

Commenti (59)

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    1. Cangrande1965 15 novembre 2023

      Grazie dell'articolo.
      Comunque, per altri fatti, SAREBBE tutto svelato.
      Nero su bianco nelle sentenze e in subordine nelle istruttorie.
      Ma tutti fanno finta di niente

      Esempio, l'esplosivo di piazza Fontana e di piazza della Loggia, era partito dalla caserma Passalacqua di Verona (battaglione di guerra psicologica "Monte Grappa"), transitando per il covo dei terroristi "di destra" di via Stella, sempre a Verona.

    2. Astronauta 15 novembre 2023

      La Setaf a Verona fu una prima caserma americana prima di Camp Darby e della Ederle.

    3. Cangrande1965 16 novembre 2023

      Allora già non era più SETAF.
      Ma una caserma italiana, ma con un referente USA della FTASE, sempre di Verona, che aveva il comando effettivo, seppur non ufficiale.

      La sede di rappresentanza della FTASE era in via Roma a palazzo Carli e la sede operativa nella caserma di via Carmelitani Scalzi.

    1. berlioz 15 novembre 2023

      è dalla sconfitta dei longobardi, ma forse anche da prima, che i cosiddetti italiani sono schiavi
      la maggior parte di loro non ha il coraggio o l'intelligenza di ammetterlo e vive a bagnomaria in una orgogliosa e felice ignoranza
      la minoranza che si accorge di questa servitù si divide in:
      quelli che prima di morire vorrebbero cambiare almeno padrone
      quelli che si vendono anima e corpo ai loro padroni e magari li amano pure
      una parte piccolissima se non infinitesimale sacrifica tutto, vita compresa, per ribellarsi
      ma la maggioranza di questi servi consapevoli, ai quali, temo, appartiene pure il sottoscritto, si limita allo sport nazionale italiano: bofonchiare...
      cosi stanno le cose

    2. TizianoS 16 novembre 2023

      Grazie per l'elogio dell'Italia longobarda.
      Mi fu raccontato che alcune famiglie italiane tenevano in casa una copia dell'Editto di Rotari, anch'io me ne ero fatta una postuma.

      Saluti Arimannici!

    1. Martin 15 novembre 2023

      Il discorso sulle svendite dei settori strategici funzionerebbe, se non si tornasse ancora sulla favola degli USA dietro le BR ed il sequestro Moro. Oltre 4000 piene confessioni di membri delle BR, Prima Linea, etc non hanno dato nemmeno un indizio - per non parlare del sequestro Dozier - ma pazienza, la favola serve ad una determinata visione, quindi resta in piedi. Cosi' anche il discorso sulle svendite perde credibilita', ma pazienza. D'altronde, quando uno degli autori e' un ex appartenente a Autonomia Operaia.... quando proprio Autonomia Operaia e' stata invece molto credibilmente sospettata di infiltrazioni e manipolazioni dall'esterno.....o per caso il signor Fiorentini non se ne era accorto?

      Tornando sul punto, purtroppo non sono competente a giudicare sulla vendita Telecom ne' su quella delle rete Sparkle, perche' non conosco il settore, che e' piuttosto complesso. Ignoro se gli USA, magari, sarebbero in grado di gestire, integrare o sviluppare le reti in modo molto migliore del nostro Paese. Quello che mi sembra chiaro e' che il nostro Paese difetta di una politica industriale e di sviluppo almeno dalla svendita dell'IRI nei primi anni 90, tanto voluta dal Quartetto Monnezza che ha rovinato l' Italia (Prodi, Amato Ciampi e Andreatta: tutti celebrati come padri della Patria, ovviamente). Si naviga a vista, a differenza non solo degli USA, ma anche della Francia. Ma si sa, per oltre 20 anni il problema dell' Italia e' stato solo Berlusconi.....

      Se la vendita della rete TIM e/o di Sparkle fosse solo un favore agli USA, di certo non mi stupirei. Si e' visto quanto hanno pagato i 3 politici che si sono in qualche modo opposti agli USA, ossia Craxi Andreotti e Berlusconi pre 2009.

      Poi quando si prendono decisioni per centinaia di miliardi, ci sono sempre vantaggi personali per chi governa... specie se non e' ricco di suo. Basta pensare al patrimonio accumulato non si sa come per esempio da Tony Blair.........appunto eleggere uno che e' gia' ricco di suo puo' essere un vantaggio, esattamente il contrario di quello che predica la sinistra.........

    2. PietroGE 15 novembre 2023

      Il caso Moro rimane un mistero nella sua dinamica e per quando riguarda i partecipanti. Si sa che le BR parteciparono ma con quale ruolo non è ancora chiaro. La dinamica della sparatoria di Via Fiani è ancora avvolta dal mistero e la versione ufficiale è poco credibile. Dal punto di vista del 'cui prodest' si può solo dire che il disegno di Moro andava contro gli interessi americani e sovietici. Entrambi non volevano nessun cambiamento dell'assetto di Yalta.

    3. Martin 15 novembre 2023

      Dolente, PietroGE, eviterei la polemica perche' qui divergo alla grande. Si sa proprio tutto del sequestro Moro, ed anche delle BR, ex circa 4000 dettagliatissime confessioni - che sono un fatto gigantesco che non si può onestamente trattare come un misero intoppo alla teoria.
      Si sa invece guarda caso molo poco delle bombe da piazza Fontana a Bologna. I fatti chiariti sono molto pochi, a cominciare dai colpevoli, ma vige imperativamente la nota teoria politica della strategia della tensione, con la quale io sono cresciuto da che ho 12 anni; ha già formato due generazioni, in Italia.

      E se la teoria della strategia della tensione contro la radiosa avanzata della sinistra fosse falsa, o solo parzialmente vera? Perche' avere escluso in partenza altri agenti destabilizzatori esterni (servizi di altri Paesi, non solo degli USA) o interni (la stessa mafia)?

    4. PietroGE 15 novembre 2023

      D'accordo che si sa molto poco su Piazza Fontana, Italicus, Strage di Bologna ecc. ecc. La dinamica dell'agguato a Via Fani è tutt'altro che chiara e la versione ufficiale è stata giustamente contestata da esperti balistici. Non è possibile che con un centinaio di colpo sparati da armi automatiche siano stati uccisi gli uomini della scorta e Moro non abbia avuto nemmeno un graffio. Chi ha fatto il servizio militare come me sa quanto sia facile tirare fuori bersaglio con una arma automatica. NO a sparare a Via Fani c'erano specialisti, gente che sapeva sparare e perfettamente addestrata, non dilettanti come le BR. Le BR erano manovalanza spicciola e basta.

    5. Martin 15 novembre 2023

      Guarda, e' inutile che ne discutiamo. Piuttosto, alla fine degli anni 60 la mafia siciliana (insieme a quella americana) aveva messo su l'enorme business del traffico internazionale di eroina.
      Ma dalla fine degli 60 a meta' degli anni 80, il 90% dell'attenzione degli apparati dello stato italiano e' stato diretto contro l'eversione ed il terrorismo di estrema sinistra e di estrema destra - bombe, da piazza fontana a bologna, incluse.
      Sconfitto il terrorismo, ci siamo trovati con una mafia infinitamente piu' forte di prima - come noto.
      E se per esempio alcune di quelle bombe le avesse messe proprio la mafia, in grosso anticipo su quelle note dei primi anni 90? Proprio per mantenere lo Stato impegnato nella lotta al terrorismo?

      Ma la conosci la storia della nave francese esplosa nel porto di New York nel febbraio 1942?
      Se non la conosci te la racconto, è indimenticabile.

    6. Spartan 15 novembre 2023

      Le reti italiane, verranno gestite da KKR, noto come " fondo avvoltoio" . Non ci sarà innovazione o miglior gestione. Agirà per avere l'introiti finanziari il più possibile, per poi lasciare , Allo Stato, l'osso spolpato. Come , del resto, hanno fatto, tutti i predecessori al comando di Telecom ( Colaninno, Tronchetti Provera, Telefónica ed , ultima, Vivendi)

    7. Astronauta 15 novembre 2023

      Basterebbe far parlare i brigatisti che sono ancora in vita sul perche di tante bugie.
      Chi sparava era vestito diversamente da loro con berretti che nascondevano il visto se visti dai satelliti.Le Br forse non sapevano chi erano.
      La soap opera costruita in seguito fa arrossire quanto sia ingenua , illogica, menzognera.

    8. Astronauta 15 novembre 2023

      Il disegno di Moro era quello di amicizia verso i paesi del mediterraneo. Qualcuno voleva il contrario.Basta guardare dopo il 1978 che e‘ successo in MO e infine ora.

    9. Martin 15 novembre 2023

      Grazie per l'informazione.
      Per inciso si tratta di un modo di procedere del capitalismo finanziario rapace affermatosi negli USA gia' dai tardi anni 80; solo che - attenzione - negli USA queste partite se le giocano tra privati (alla fine qualcuno perde soldi), nel senso che solo raramente lo Stato USA ne raccoglie i pezzi.
      Da noi invece chi raccoglie i pezzi e' spesso lo Stato.

      Poi su un altro piano c'e' sempre da tenere in attentissima considerazione la quantita' infinita di fringe benefits che un governante accumula quando procede a scelte che investono centinaia di miliardi.. come dimenticare il decreto con il quale Ciampi svendette le frequenze Telecom, solo qualche ora prima di incassare la sfiducia in Parlamento da PdC? Notare bene: sfiducia programmata. Un atto quanto meno inopportuno....

      Beh,dopo l'onesto Azeglio incasso' l'eterna fiducia di De Benedetti and company, e divenne Presidente della Repubblica!
      Ma c'e' chi procede diversamente, Tony Blair invece ha accumulato un patrimonio di circa 70 miliardi (ma e' vietato scriverlo). Specie se non si e' ricchi di famiglia, la tentazione e' molto forte....

    10. Astronauta 15 novembre 2023

      Questa gestione va bene agli Usa.Si sono tolti di mezzo i cinesi che hanno avuto un ruolo nel far cadere il governo giallo verde.
      Dal canale di Sicilia passano tutte le comunicazioni militari nato/usa e i cinesi riuscivano ad hacherarle.
      I soldi ci sonon sempre quando il padrone Usa chiama. Intanto gli italiani sono in fila per i pasti alle caritas. Nemmeno negli anni 60 si era in queste condizioni.

    11. Martin 15 novembre 2023

      Se gli mandi Torquemada o Visinsky, con i metodi classici, e giustificati da superiori ragioni, sicuramente alla fine ti daranno ragione. Confesseranno tutto.

      (per opportuna consulenza, vedasi: i processi di Mosca di Stalin)

    12. Cangrande1965 15 novembre 2023

      Anche perché Moro, in via Fani, non c'era.

    13. PietroGE 15 novembre 2023

      Questa ipotesi l'ho letta ma non la condivido. La teoria è che qualcuno avesse sequestrato Moro con una qualche scusa di emergenza di sicurezza e che lui non fosse a Via Fani. Allora però se avevano già Moro non si capisce 1) Perché la sceneggiata con la scorta senza Moro e 2) Perché far fuori la scorta e rischiare di essere impallinati. La cosa non mi torna. Certo però che è assolutamente impossibile nella pioggia di proiettili non colpire Moro a meno che a sparare non siano stati esperti tiratori. I brigatisti hanno detto di aver fatto esperienza con la armi sparando qualche colpo nei boschi. Se fossero stati loro avrebbero sicuramente colpito Moro e tutta l'operazione sarebbe stata vana.

    14. ric 15 novembre 2023

      si chiamano uomini d' affari....faccendieri.. ovvero imprenditori di merda.

    15. ric 15 novembre 2023

      una replica di MATTEI....

    16. Astronauta 15 novembre 2023

      Riveduto e corretto.Dopo Moro la politica estera e‘dettata solo dagli Usa.Tajani compreso.

    17. ric 15 novembre 2023

      vero..ma non dimenticare che certi lavori vengono appaltati ..poi sub-appaltati e alla fine se ti va bene ti trovi ul ALI' ADCA '.....oppute un

      Jack Leon Ruby, nato Jacob Leon Rubenstein(ebreo) che uccide Osvald per non farlo parlare , un Pinelli che vola dalla finesta...

    18. Astronauta 15 novembre 2023

      Lo avevano caricato su di un elicottero.Senza le borse.L elicottero senza insegne.

    19. ric 15 novembre 2023

      taiani ,meloni e tutto il vertice del CS ...

    20. Astronauta 15 novembre 2023

      Pecorelli diceva che avevano raccattato la manovalanza all ultimo momento.

    21. buddyboy 15 novembre 2023

      Quando fuoriesci dall'alveo del mainstream sei veramente "spericolato".. Che dici, potrebbero forse essere stati Brusca (il braccio operativo), Zu Tanu Badalamenti (il mandante ) e Peppa Pig (la mente)??

    22. Martin 15 novembre 2023

      E bravo, ma purtroppo ci sono solo sospetti, e non prove. E il padre dei due Kennedy, ripeto, rafforza i sospetti.

    23. Martin 15 novembre 2023

      Non lo so, ma potrebbe esserci stata la mano della mafia, ed il fine e' evidente. Neanche tu conosci la vicenda della nave francese incendiata nel porto di New York nel 1942, apparentemente. Gli USA e l'intero Occidente cercano di nasconderla in tutti i modi, ma e' indiscussa e verificata. E' un caso esemplare del modo di procedere della mafia italiana.

      O cmq altri agenti internazionali, e non per forza uno solo. Ma viviamo nel diktat della versione unica della strategia della tensione, anche se i riscontri sono obiettivamente molto, ma molto scarsi.

    24. Martin 15 novembre 2023

      E certo, condiviso con Craxi e Andreotti. Ma questo non rende le BR un pupazzo degli USA, quando non ce n'e' alcuna prova.

    25. betelges 16 novembre 2023

      Martin qui non sei gradito e sei palesemente stato smascherato e ridicolizzato. Sei patetico.

    26. Cangrande1965 16 novembre 2023

      Esatto.
      E Moro si fidava di chi li aveva "dirottato" per falsi motivi di sicurezza.

      Faceva sicuramente parte di un membro di un certo livello di un apparato dello stato (e massone).

      Per questo la scorta doveva essere liquidata: per non testimoniare (se no non si spiegano i colpi di grazia).

      Inoltre Moro, nelle sue lettere, non ha MAI accennato alla strage della scorta.
      Non lo sapeva.

      Perché in via Fani non c'era.

    27. Cangrande1965 16 novembre 2023

      E Moro si fidava di chi li aveva “dirottato” per falsi motivi di sicurezza.
      Faceva sicuramente parte di un membro di un certo livello di un apparato dello stato (e massone).
      Per questo la scorta doveva essere liquidata: per non testimoniare (se no non si spiegano i colpi di grazia).
      Inoltre Moro, nelle sue lettere, non ha MAI accennato alla strage della scorta.
      Non lo sapeva.
      Perché in via Fani non c’era.

    28. Moderatore 16 novembre 2023

      La invitiamo a moderare i toni, ricordando che il confronto deve restare su idee e opinioni, senza spostare l'oggetto del commento sull'interlocutore. Ciascuno esprima il suo punto di vista, nel rispetto degli altri. Tanto lei quanto l'utente Martin avete la medesima libertà di esprimervi e di confrontarvi in questo spazio, nel rispetto delle regole di questo sito.

    29. Martin 16 novembre 2023

      Sai quanto mi interessa esserti gradito

    30. Martin 16 novembre 2023

      Ma infatti c'era il Mago Zurli'

    1. Nestor Halak 15 novembre 2023

      I benpensanti del main stream tentano spesso di ridicolizzare i "complottisti" argomentando che un vasto complotto non potrebbe mai essere tenuto segreto a lungo a causa anche solo il numero delle persone implicate.
      Eppure, per esempio, l'organizzazione Gladio, sicuramente molto vasta nella quale lavoravano centinaia di persone, è rimasta segreta per decenni al pubblico italiano ed è venuta alla luce solo quando è caduta l'Urss perché Andreotti decise (o gli fu consentito), di rivelare il segreto.
      Figuriamoci se non può rimanere segreta l'organizzazione di un singolo attentato.

    2. Dante Bertello 15 novembre 2023

      Posso anche capire che esistesse una organizzazione segreta, atta a contrastare i nemici, nel caso in cui ci fosse stata una invasione da parte del Patto di Varsavia.
      È invece criminale che questa organizzazione, potesse compiere attentati contro i suoi stessi cittadini.

      In Sicilia, la Marina Militare Americana, spostò nel 2019, un laboratorio biologico dall'Egitto.
      Perchè non l'hanno spostato a casa loro?
      C'entra magari il divieto imposto (dal Governo Obama), a compiere esperimenti pericolosi sul suolo americano?

      Nel saggio "Fotti il Potere" ediz. Aliberti, di Francesco Cossiga e Andrea Cangini, a pagina 127 l'ex Presidente scrive che durante la prima repubblica: alcune bombette piazzate apposta per non fare male a nessuno (sic- nda), erano in molti casi opera dell'Uffico Affari Riservati del Ministero dell'Interno.

      Nel 1974, anche l'allora Ministro degli interni Paolo Emilio Taviani, disse qualcosa di simile al direttore del quotidiano "Roma", Piero Buscaroli, e questi lo mise nero su bianco anche nel suo libro "Dalla Parte dei Vinti" ediz. Mondadori, a pagina 463.
      "...certe bombe, quelle attribuite alla sinistra, le abbiamo messe noi.
      ...noi del Ministero degli Interni."

    3. Martin 15 novembre 2023

      Veramente si tratta di dinamiche molto diverse. Gladio aveva dietro la Nato, e anche se con imbarazzo e' stata dopo difesa come una struttura difensiva in caso di guerra con la Russia o di una guerra civile o rivoluzione comunista in Italia. Nessuno, invece, potrebbe difendere il 911 autoinferto dagli stessi Usa sui propri cittadini, e che esista una vasta organizzazione che tuteli con successo un simile segreto e' per me assolutamente irreale. Idem per il presunto finto sbarco sulla Luna.

    4. Martin 15 novembre 2023

      E bravo, ma quali bombe? E le prove? Ad aver interesse a destabilizzare l'Italia non c'erano solo gli USA nella versione "strategia della tensione". Possiamo tranquillamente aggiungere, per diverse ragioni: URSS, mezzo Medio Oriente, Israele, e la stessa mafia italiana.
      Per esempio: dalla fine degli anni 60 ai primi 80, lo Stato italiano e' stato principalmente mobilitato per combattere l'eversione ed il terrorismo di estrema sinistra e estrema destra: poi come noto ci siamo trovati con la mafia infinitamente piu' potente di prima, perche' in quei circa 15 anni si era rafforzata esponenzialmente.
      Del terrorismo di estrema sinistra si sa tutto, mentre delle bombe da piazza Fontana a Bologna, ancora pochissimo. E se per esempio, le avesse messe proprio la mafia per continuare a tenere lo Stato occupato dietro il terrorismo?

      No, niente, la pista non e' mai stata perseguita, perche' vige la teoria politica della strategia della tensione fatta per bloccare la radiosa avanzata della sinistra. Eppure e' provato che nei primi anni 90 la mafia fece attentati con bombe...

    5. Dante Bertello 15 novembre 2023

      Vai a cagare martin!

    6. Redazione CDC 15 novembre 2023

      Cerchiamo di moderare i termini, grazie

    7. Dante Bertello 15 novembre 2023

      Era un consiglio, non un insulto.

      Dopo che due Ministri dell'Interno dicono che a mettere bombe era in alcuni casi lo stesso Ministero, lui vuole le prove!
      Avrei dovuto mandarlo in altri lidi...

    8. Martin 15 novembre 2023

      "Dicono".... ma in che contesto? E chi li ha ascoltati? E di quali bombe cmq senza vittime esattamente si parla?
      Non e' che le bombe carta senza vittime furono magari opera di una manovra di intenzionale infiltrazione? O qualcuno suppone che gli apparati di qualunque Stato non si infiltrino negli ambienti percepiti come eversivi?
      Ma cmq: e' tutto campato per aria!!!

      Qualche secolo fa, su queste basi, si veniva consegnati a Torquemada and company!!! Nell'URSS solo 70-80 anni fa (Visinsky)

    9. nandoricciardi 15 novembre 2023

      Grazie Martin, ti leggo ogni giorno avidamente. Il record globale (adesso si dice così) di arrampicata sugli specchi con scivolamento e caduta incorporati ti è riconosciuto per acclamazione dai frequentatori di questo blog. Non c'è bisogno di aggiungere sciocchezze a sciocchezze, spacciare falsità anche su Piazza Fontana e Bologna, per le quali ci sono condanne scontate (con i doverosi sconti di pena, va da sé) è proprio raso terra, è roba da peracottari.

    10. Martin 15 novembre 2023

      Puoi fare a meno di leggermi, e buona fortuna con le versioni religiose non sorrette da alcun fatto.

      Quello che non riesci proprio ad afferrare -proprio non ce la fai - e' che non avrei il minimo problema a riconoscere la validita' integrale della nota teoria della strategia della tensione, se fosse effettivamente sorretta da fatti.

      Tu invece te la bevi anche senza fatti e prove, perche' te l'hanno inculcata e perche' ti e' ideologicamente comoda.

      Quindi siamo alle solite: non c'e' peggior sordo di chi non vuol sentire. Argomentare con te e' la definizione del tempo perso

    11. alessandroparenti 15 novembre 2023

      Se qualcuno è andava e tornava sulla Luna nel'69 adesso ci sarebbe chi ci arriva a cavallo di una scopa(seppur di ultima generazione).

    12. Dante Bertello 16 novembre 2023

      E' inutile rispondergli, perchè è un troll.
      Ho sentito dire che li pagano un tanto a parola, dargli corda li aiuta a guadagnare di più.
      

    13. Martin 16 novembre 2023

      Ah ecco, ora ti improvvisi anche ingegniere spaziale e pianificatore dello sviluppo planetario, cosi', a buon senso o intuito. E' uno dei vantaggi della cultura umanistica, vero? Poi, si sa, tutto il mondo e' Paese, no?

      Qualunque saltafosso comprende che la competizione USA-URSS nello spazio ha avuto un enorme ruolo sullo sbarco americano sulla Luna. Ed infatti nella propaganda dello sbarco, e' anche possibile che abbiano fatto l'errore di ritoccare le foto, cosi' hanno abilitato vari geni della foresta a farfugliare del finto sbarco.

      Eh già, ma stai a vedere che circa 18.000 dipendenti della NASA si sono fatti prendere per il naso, ed hanno bisogno dei mazzucchini dalla Calabria Saudita per rendersene conto.
      Anzi meglio, sarebbero vincolati al patto del silenzio, e nessuno di loro parla, per il terrore di morire in qualche strano incidente organizzato dalla CIA.......immagino che a casa avrai l'intera collezione dell' Uomo Ragno e dei Fantastici Quattro....

      Ti sfugge perfino l'enorme gap tra costi e benefici di fare su e giu' tra la Terra e la Luna... in fondo basta stampare soldi, vero?

    14. Martin 16 novembre 2023

      Farfuglia, farfuglia....

    15. betelges 16 novembre 2023

      Martin veramente insopportabile troll che protegge il vomito degli Usa. Per fortuna è molto facile smascherarti

    16. betelges 16 novembre 2023

      Ma tornatene nel tuo ufficio di propaganda usa e getta.

    17. betelges 16 novembre 2023

      Povero Martin, che vita triste che hai. Cagnolino al guinzaglio di padroni tumori planetari

    18. Moderatore 16 novembre 2023

      Esortando tutti a moderare i toni, ricordiamo che il confronto deve restare su idee e opinioni, senza spostare l'oggetto del commento sull'interlocutore. Ciascuno esprima il suo punto di vista, nel rispetto degli altri.

    19. Moderatore 16 novembre 2023

      Esortando tutti a moderare i toni, ricordiamo che il confronto deve restare su idee e opinioni, senza spostare l'oggetto del commento sull'interlocutore. Ciascuno esprima il suo punto di vista, nel rispetto degli altri.

    20. Dante Bertello 16 novembre 2023

      Io da tempo non rispondo più ai commenti di martin.
      Se non vuole che scriva di lui, quello che ho appena scritto, ditegli di non venire a rispondere ai miei commenti, mi ignori come io faccio con lui.
      E se è un uomo, la smetta di andare a frignare con lo staff.

      PS: E a lui che mi scrive che io farfuglio, che non è proprio un complimento, non dite nulla?

    21. Martin 16 novembre 2023

      Segnalo che in poche ore e' il terzo commento con insulti (troll e cagnolino al guinzaglio) che ricevo da questo elemento. Ovvio che sta dando il meglio di se' per far degenerare il dibattito su CDC al livello bettola.

    22. Martin 16 novembre 2023

      "E se è un uomo, la smetta di andare a frignare con lo staff".

      Impagabile!

    23. Moderatore 17 novembre 2023

      Il moderatore non interviene sui comportamenti personali ed autonomi dei commentatori.

      Il rispetto tra i commentatori, valutato attraverso quanto scritto da ognuno, è l'obiettivo della moderazione.
      Come da regole in merito commenti.

      Confidiamo nella collaborazione e comprensione di tutti.

    1. ric 15 novembre 2023

      finalmente !!! Salvini e banda del cd saranno finalmente esauditi nei loro progetti..
      Hanno sempre sostenuto che e' necessario per il bene dell "itaglia" fare di tutto per attirare i CAPITALI STRANIERI...

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