La tirannia dei ricchi: il matrimonio di Bezos a Venezia

La tirannia dei ricchi: il matrimonio di Bezos a Venezia

Di Davide Amerio per ComeDonChisciotte.org

Il lussuosissimo matrimonio di Jeff Bezos (patron di Amazon) e Lauren Sánchez, celebrato in quei di Venezia, ha acceso un dibattito politico: accolto con gaudio dalle amministrazioni locali, per le palancate di milioni di euro riversati sul territorio, ma, di fronte a una città blindata, e alla sfrontatezza del lusso mostrato, non sono mancate contestazioni. Opportunità economica per la città o manifestazione da basso impero?

Un quarantina di anni fa, quando la filosofia neoliberista iperfinanziaria non aveva ancora infettato ogni aspetto della vita economica, sociale e politica, ci sarebbe stata una maggioranza (anche tra i benestanti) che avrebbe bollato l’evento come “pura pacchianeria”. Erano i tempi in cui un “borghese” come Indro Montanelli, di fronte al berlusconismo crescente e ai suoi tirapiedi, non aveva timore di etichettare questi “nuovi arricchiti” come ignoranti e cafoni; accusandoli spesso di mancanza di cultura, etica e rispetto per le istituzioni. Montanelli evidenziava come l'eccessivo potere economico e mediatico di queste nuove figure potesse corrompere la politica e la società, alterando i valori tradizionali, costituendo una minaccia all'integrità morale e culturale del paese.

Com’è andata a finire lo sappiamo, le triste cronache giornaliere della politica e dell’economia ce lo ricordano. C’è quindi chi ha accolto con estremo favore questa “occupazione” di una intera città a suon di milioni. Non sono mancati, tra i sostenitori, coloro che hanno bollato le critiche come mosse da “invidia sociale”, e altri che, con eguale sommo sprezzo del ridicolo, hanno definito il matrimonio un’utile “vetrina” per Venezia, una opportunità per farla conoscere a livello internazionale.

Amazon e Gig Economy

Amazon, e i suoi fatturati, sono in linea con i fenomeni della cosiddetta Gig Economy che scaturisce dalle viscere del Web. La produzione di un nuovo prodotto, così come l’implementazione di un servizio, che accolgano il favore del pubblico, se forniti attraverso la rete moltiplicano in maniera esponenziale la possibilità di realizzare fatturati esorbitanti. Merito indubbio di chi le idee imprenditoriali le partorisce e le mette in pratica.

Nella logica neoliberista, di stampo americano, chi ha i soldi li ha per merito; addirittura (in una apoteosi religiosa) c’è chi considera i ricchi come persone amate in particolar modo da Dio; se non lo sei, o non lo sei diventato, è certo che Dio non ti ama. Concetto che da noi fu poi volgarizzato nella famosa frase di Berlusconi: “sono stato unto dal Signore”.

Eppure lo stesso Robert Nozick, nel suo celebre libro “Anarchia, Stato e Utopia”, nel quale illustrava le ragioni a giustificazione della filosofia liberista, poneva una certa attenzione alle origini dell’accumulo della ricchezza: domandandosi se questa fosse frutto di una attività legittima oppure no. Ma per i liberisti qualsiasi accumulo di capitale, indipendentemente dalle sue origine, pare essere legittimo.

In Italia Marco Travaglio e Elio Veltri pubblicarono “L’odore dei soldi” aprendo il vaso di Pandora sulle origini equivoche del denaro di Berlusconi, ma ciò non valse a fermarne l’ascesa.

La filosofia del Trickle Down

A questa logica esasperata del "merito" appartiene il concetto del Trickle-down in ambito economico. Teoria ribadita con convinzione da Margaret Thatcher e Ronal Reagan, ai tempi dell’affermazione crescente delle nuove teorie neoliberiste. Secondo questo concetto i ricchi devono diventare sempre più ricchi, affinché la loro ricchezza “sgoccioli” (Trickle-down) giù verso i meno abbienti. La ricchezza come “atto di benevolenza” verso gli inferiori: una tavola bandita per pochi eletti, con i più che, sotto al tavolo, raccattano le briciole.

Nel caso di Venezia la logica dello “sgocciolamento” è sostenuta a tutto campo per giustificare l’imponente celebrazione del matrimonio. Indubbiamente la spesa sostenuta ha avuto una ricaduta sul “territorio”. Ma ci sarebbero alcune domande da porre: dobbiamo davvero “accontentarci” delle briciole di questa ricchezza? La concentrazione di queste ricchezze in poche mani, non rischia di mettere in pericolo le democrazie? Il sempre maggiore divario tra la ricchezza di pochi e la sopravvivenza dei molti trova davvero ragioni nel “merito” di pochi (rispetto ai molti)?

Del Liberismo de' noialtri

I liberisti, sopratutto quelli de’ noialtri, dimenticano le lezioni di Adam Smith, il padre del liberismo economico: le Tasse vanno pagate in proporzione alla ricchezza accumulata attraverso il lavoro, perché per produrre profitti (e quindi arricchirsi) si usano, sempre e comunque, beni che appartengono alla comunità. Se il pagamento non deve essere eccessivamente oneroso (ma chi lo stabilisce?), indubbiamente deve essere progressivo e, quel denaro raccolto, deve essere impiegato per implementare il progresso e il benessere della nazione tutta.

Pensiero perfettamente in linea con la nostra Costituzione Italiana che promuove la libertà di impresa, parallelamente alla tassazione progressiva dei redditi. Obiettivo delle mega aziende del web, e di molti ricchi, è quella invece di pagare meno tasse possibile, anzi, meglio eluderle del tutto, con la costruzione di società fittizie "vuote": matrioske di scatole cinesi per far transitare i profitti verso i paradisi fiscali, senza essere toccati dalla tassazione, o concedendo a essa solamente le briciole. Amazon docet!

Sarebbe compito della politica (e qui ci viene da piangere) occuparsi di impedire questi fenomeni, attuando una concreta tassazione progressiva per una equa distribuzione della ricchezza prodotta. Negli ultimi 30 anni, invece, le politiche hanno favorito a dismisura i redditi da Capitale , a discapito dei redditi da Lavoro.

Recentemente su Repubblica.it è apparso un articolo dal titolo “Fateci arricchire, al resto pensiamo noi”, che illustra il pensiero di Sam Altman (capo di OpenAI), secondo il quale non dovremmo preoccuparci. Lui, che si dichiara tecno-capitalista, ci “tranquillizza”: dobbiamo concedere ai ricchi di diventare sempre più ricchi, saranno loro a preoccuparsi della redistribuzione della ricchezza!

Basta crederci.

Torna alla mente Fukuyama che si domandava: per quale motivo un miliardario si deve alzare la mattina per aggiungere soldi al suo già cospicuo capitale? La risposta, secondo Fukuyama, è la megalotimia: quel fenomeno sociologico per il quale una persona si sente “superiore” agli altri e, nel caso dei ricchi, l’accumulo di ricchezza diventa uno status sociale da difendere oltre ogni ragionevole necessità.

La megalotimia si oppone alla isotimia, ovvero al concetto che tutte le persone sono “uguali” nella loro dignità di esseri umani, al di là di ciò che possiedono, delle loro capacità, del conseguimento di risultati. L’isotimia è il fondamento delle società democratiche. La megalotimia quello delle oligarchie aristocratiche.

LIberismo e meritocrazia.

Il modello americano vorrebbe essere di riferimento per il resto del mondo. Mai come negli ultimi anni esso sembra realizzare proprio l’antitesi delle promesse fondative della sua costituzione (il sogno americano). Gli stessi prodotti hollywoodiani, se guardati con un occhio minimamente critico, illustrano una società asserragliata dalle diseguaglianze, dove la povertà viene nascosta sotto il tappeto.

Non c’è storia che non includa le difficoltà di una famiglia media (anche se possiede un buon reddito) di far fronte a tutte le spese per vivere: dalle assicurazioni per avere l’assistenza sanitaria, alle tasse necessarie per il college dei figli. C’è chi svolge più lavori per tirare avanti. E poi c’è il mondo degli “invisibili”, degli emarginati, ghettizzati, che vivono ai margini delle periferie.

Questo è il modello che hanno in testa i Liberisti. Il “merito” è una finzione allegorica per le masse. Il fallimento maggiore del Liberalismo (di cui il Liberismo è la volgarizzazione economicistica) è proprio sulla attuazione della “meritocrazia”: diversamente dalle sue premesse i suoi epigoni hanno consentito che questa si trasformasse da un criterio per selezionare i “migliori”, in una legge della giungla per favorire gli opportunisti e i senza scrupoli, il cui unico merito è la velocità della lingua che rimbalza da un culo all’altro del potente di turno (la politica docet!).

Obbiettivamente siamo intrappolati: le masse “adorano” l’idea dell’uomo che “si è fatto da sé” e che promette di risolvere tutti i loro problemi. Lui è ricco perché se lo è meritato, e concede le proprie capacità per il bene della nazione (sic!). Certe narrazioni, ripetute pedissequamente attraverso i media, raggiungono il loro scopo. Media che, non per caso, sono di proprietà di personaggi più che facoltosi.

Lontano è il ricordo di imprenditori del calibro di Adriano Olivetti: uomini di principi morali sconosciuti a questi arricchiti; ma ugualmente alle masse assetate delle seducenti narrazioni sui “buoni” ricchi che ci offrono tanti prodotti da consumare in modo compulsivo. Uomini di altra stoffa: che hanno costruito aziende socialmente utili, di alto livello tecnologico, quando ancora gli Americani non si capacitavano di come si costruisse un computer.

Riconosciamo quindi i “meriti” di Bezos e del suo Amazon. Ma consapevoli delle “esternalità negative” che ricadono sulla collettività: come il lavoro sfruttato, le chiusure delle attività locali, e il ritorno mancato delle tasse laddove vengono prodotti i profitti: la dannosità dei paradisi fiscali che sottrae soldi per il wealfare.

Persino negli USA un gruppo di super ricchi ha fondato una associazione (Patriotic Millionaires) per sostenere la necessità di tassare di più i ricchi, non solo al fine di ridurre i divari di ricchezza, ma consapevoli che tali divari nuocciono, sul medio lungo periodo, all’economia stessa (quindi anche ai loro interessi). Qualche riflessione sarebbe pur necessaria in merito, prima di essere facilmente accondiscendenti verso chi ti getta manciate di dollari in faccia.

Non si tratta di “invidia sociale”, come sostengono certi beoti intellettualoidi, bensì consapevolezza che le dinamiche dell’economia stessa richiedono maggior equilibrio nella redistribuzione dei redditi e della ricchezza, affinché il sistema possa funzionare. Non si tratta solamente di una maggior equità sociale.

Non saranno quindi gli “ultra ricchi” a salvarci dalla implosione possibile (e probabile) del neocapitalismo selvaggio, dallo sfruttamento del lavoro, dalla disoccupazione prodotta dalla tecnologia, dalla finanziarizzazione dell’economia che crea volumi di ricchezza non sostenuti da una concreta economia reale.

Di Davide Amerio per ComeDonChisciotte.org

10.07.2025

Riferimenti

Adam Smith – La ricchezza delle nazioni Jimmie Moglie – U.S.A. e Getta Riccardo Staglianò – Lavoretti (come la Sharing economy ci rende tutti più poveri) Francis Fukuyama – Identità, la ricerca della dignità e nuovi populismi Robert Nozick – Anarchia, Stato, Utopia Marco Travaglio, Elio Feltri – L’odore dei soldi Franzini, Granaglia, Raitano – Dobbiamo preoccuparci dei ricchi? Michael J. Sandel – La tirannia del merito Meryle Secrest – Il caso Olivetti Mario Pianta – Nove su Dieci (perché stiamo – quasi- tutti peggio di dieci anni fa)

Commenti (36)

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    1. Sic 18 luglio 2025

      @davidea61to potrebbe spiegare in che senso si riferisce a Smith?

    1. Moderatore 12 luglio 2025

      Le ricordiamo che non sono consentite offese nei commenti.
      La invitiamo al rispetto di questa basilare regola che riteniamo fondamentale.

    1. Straniero 12 luglio 2025

      Scusate ma appena ho letto marco travaglio e il confronto tra berlusconi e bezos non ho più continuato a leggere

    1. uomospeciale 12 luglio 2025

      E niente, dopo il divorzio più costoso della storia:
      ( 36 miliardi di dollari ) 'sto fenomeno si è risposato.🤣
      Direi che abbiamo già detto tutto.
      😂😎

    2. DrCaligari 12 luglio 2025

      Ma se i soldi non servono a champagnare con una bella donna ma a che serveno dico io? Una volta ti avrei macari detto divertirsi con gli amici, ora no. Ma no perché dice le donne so' importanti. No, perché Io sono importante, la donna me esalta (mentre io contraccambio lei) e l'amico è n traditore. ecco tutto, ecchelo qua.

    3. uomospeciale 12 luglio 2025

      Si ma siamo seri, con 36 miliardi di dollari puoi mettere tutte le pornostar del pianeta sulla tua nave da crociera a tua completa disposizione H24 a Vita, e ancora ti avanzano abbastanza soldi da comprarti mezzo portogallo.
      Uno che avendo già perso 36 miliardi ancora non ha capito niente, vuol dire che è diventato ricco solo ed esclusivamente per pura fortuna e basta.

    4. BrunoWald 12 luglio 2025

      Da non credere!

    5. ric 13 luglio 2025

      il capitalismo privato ha nel suo DNA , un disegno poco evidenziato ma essenziale alla sua esistenza . La competizione non sta nel arricchirsi senza senso , dove il denaro accumulato ti rende felice ma sta nel privare gli altri di arricchirsi ....

    6. uomospeciale 13 luglio 2025

      Anche, ma più che altro superato un certo livello di ricchezza a dare soddisfazione non è il denaro in sé stesso, ma il processo necessario a guadagnarlo.
      È un processo insidioso che deforma il ruolo e l'immagine che uno ha di sé stesso visto che sempre più gente perde di vista l'essenziale diventando parte di quel che ha e che fa....Perché chi non ha e non fa, neppure è...
      Finché a un certo punto non sei più manco una persona e diventi la ditta, l'azienda, o il marchio che hai creato, sei il miglior cliente dei tuoi fornitori, sei quello che paga gli stipendi, che fa gli investimenti ecc ecc...
      Gira e rigira, siamo sempre lì:
      Siamo tutti schiavi di mille catene qualsiasi cosa facciamo ma se lo fai solo per te ti bastano pure 'dù spaghetti al pomodoro un buon vino e la serata libera pescando steso sotto una pianta e basta.
      Detto questo resto della mia:

      "Mettersi un padrone in casa pagandolo a peso d'oro, è proprio da fessi.😂😎"

    1. natascia 12 luglio 2025

      L’attuale momento storico esprime una serie di assurdità e dissonanze che se analizzate rilevano la fine dei valori fondanti delle nostre società occidentali. Valori che davano alla famiglia un ruolo primario nella formazione di ogni individuo. I “Promessi Sposi” erano nei nostri cuori e sono stati uno dei palinsesti del nostro vivere. Queste sono seconde o terze nozze con schiere di figli dei precedenti matrimoni, con ex coniugi viventi. Nozze attempate che meritavano segretezza e discrezione. Inspiegabile e pietosa ogni ostentazione. Si è trattato semplicemente della visita nel favoloso
      impero di uno dei nuovi mandarini, dopo quella del vecchio Re Carlo. L’Italia in vendita piace a questi sgherri. Tuttavia non tutto è in vendita.

    2. ric 12 luglio 2025

      Tuttavia non tutto è in vendita ?

      infatti molte cose non sono in "vendita , se le prendono senza pagarle

    3. DrCaligari 12 luglio 2025

      Di solito siamo piuttosto d'accordo Natascia però stavolta di meno. Io la vedo cosi: è un problema culturale, cioè il matrimonio alla fin fine è un contratto. Ora non giudicare male aspetta finisco. Ci si sposa per amore, questa è la ragione ma l'istituto è pattuale (che per affermare il contario poi si fa l'errore opposto). Appunto un contratto. Siamo grandicelli lo sappiamo che dopo un x di anni l'amore può finire, ma il contratto può restare valido. Abbiamo comprato casa, macchina, bambini (cosi si diceva na volta). Ora per quale ragione dobbiamo divorziare? Insomma sto in sintesi questi de oggi divorziano come si cambia una camicia capito? Io non concordo. Se mia moglie zompa altrove mi ruga (oppure no dipende, po' esse pure che me fa un favore), ma il tradimento vero è se mi fa smenare soldi nel senso di buttare alle ortiche gli sforzi e le rinunce fatte insieme. Critichiamo sempre i Puritani, il benpensante, l'ipocrisia dell'età vittoriana, ma se avessero ragione loro invece e fossimo noi ad averci capito ben poco? Ora per venire a Bezos io non la so la sua situazione (nè voglio). Perché oh se intanto uno ama e vuole sposare, la libertà sua è sacrosanta. Poi c'è il discorso economico con la, o le, precedenti e i figli. Ma se è sistemato non ne vedo di problemi. Le nozze ognuno le fa a modo suo, i paparazzi se ci sono è perché noi siamo guardoni loro due che c'entrano in fondo? Infine, se permetti, due considerazioni: Italia in vendita dici, guarda che l'imperialismo cinese è più pesantuccio dell'anglosassone oh questi te cacciano capisci? Quindi ben venga dell'equilibrio con noi in mezzo e sopra. L'incipit tuo poi mi sembra troppo pessimista, tu sei una persona intelligente io pure mi reputo tale e altri che vedo anche soltanto qui nel forum? Ma la fine di che? Si deve lottare, as usual. p.s. te lo scrive chi i Promessi sposi ce li ha nel Dna

    4. natascia 12 luglio 2025

      Vari sono gli ambiti che in queste nozze esprimono la fine della nostra civiltà. Il sistema economico nel quale siamo immersi ha creato dei privilegi ormai sovrumani che producono utili per i detentori delle redini e debiti per tutti gli altri. Il tutto staccato da ogni contatto con la realtà’ . Multinazionali che fagocitano stati e che decidono il futuro dei popoli grazie alla manipolazione, J. Besos e’ un protagonista di questa casta. Penso che abbia cercato di rendersi più umano con questa iniziativa, forse sente dei preoccupanti scricchiolii. Ho citato pure Re Carlo quale esponente della medesima e veterano di nozze mediatiche. Sembra che le nozze fruttino molto in termini di immagine a questi figuri. Come vedi i livelli di lettura di quello che succede sono molteplici. Ti basti osservare che i giovani normali non si sposano più e che di Renzo e Lucia nemmeno l’ombra.

    5. uomospeciale 12 luglio 2025

      Sono solo transizioni commerciali dove però nel 99,99% dei casi
      sappiamo già prima della cerimonia chi pagherà il conto prima, durante ma sopratutto, dopo..

      Come diceva una famosa femminista:

      " Gli uomini credono che quello che raggiungono, o i soldi che guadagnano siano per loro...Ridicoli e patetici ç0gli0ni.."...

    6. BrunoWald 12 luglio 2025

      Il fatto è, gentile Natascia, che oggi Lucia avrebbe probabilmente diversi account su TikTok, Instagram ed OnlyFans, e andrebbe a letto con un don Rodrigo dopo l'altro finché, verso i 35, comincerebbe a chiedersi dove siano finiti gli "uomini di una volta" (quelli che non spariscono il giorno seguente...).

      Gli uomini di una volta si stanno svegliando, e hanno capito che non vale più la pena di sposarsi, tantomeno di far figli che potrebbero perdere da un giorno all'altro, mentre continuano a pagare il mutuo dell'appartamento in cui la loro ex convive con un altro.

      E così ci avviamo serenamente all'estinzione.

      Il potere ha lavorato sapientemente per ottenere questo brillante risultato.

    7. ric 13 luglio 2025

      triste verita'....

    1. ailavioni 11 luglio 2025

      I ricchi e gli straricchi ci sono sempre stati.
      E' pur vero che in questo periodo storico si accentuano i divari tra chi è ricco e lo diventa sempre più, e chi è misero e lo diventa sempre più.
      Ma parte queste considerazioni penso che Bezos sia un minchione.
      Con tutti i soldi che ha si è preso un gran cesso per moglie.
      Che oltretutto a giudicarla dalle foto mi pare che abbia pure le tette finte al silicone.
      Chi la vuole una donna di plastica ? Allora è meglio una bambola gonfiabile che quando ti stufa la sgonfi e la metti in cantina.
      Le femmine devono essere vere, te lo devo dire io Bezos ?

    2. DrCaligari 12 luglio 2025

      Ai tempi miei na bella bistecca di fodera al termosifone e stavi a posto fino al grill.

    3. Martin 12 luglio 2025

      Sicuro, uno delle migliaia di traders della finanza USA che nei primi anni 90 da un giorno all'altro molla tutto e fonda Amazon, passando il primo anno a fare lui stesso le consegne di libri usati con un camioncino a Seattle.
      E secondo te un soggetto del genere, invece che un genio che ci ha cambiato la vita e che rimarrà nei libri di storia sarebbe un minchione, ossia un povero idiota. Ed ovviamente dovrebbe scegliere la moglie che piace a te.

      Facci un favore, spiegaci cosa hai fatto tu nelle vita, che iniziamo a ridere.

    4. DrCaligari 12 luglio 2025

      La sua vita personale credo che sia un film di fantascienza mi sa, ma è roba sua dico più di tanto.. Poi a parte le battute varie che se semo fatti però una cosa seria ho pensato al lavoro in Amazon no, proprio qui avevo visto un documentario che lo descriveva come una specie di lager, aggiungo anche qualche intervista a latere in cui avevo sentito dire da uno che ci lavorava (in quel momento, poi non so) che più di due o tre anni non si resiste perchè sarebbe massacrante e tutto. Ora guardo quel sito sai Indeed, con le recensioni di chi nelle aziende ci lavora intendo, e sono buone per lo più. Quindi mi sto facendo qualche domanda. Non intendo dire nulla, solo letterale ciò che ho scritto. Potrebbero essere false entrambe, vera una o tutt'e due. Sto cercando di intelligere. Voi che dite (se volete dire ovvio)?

    5. ailavioni 12 luglio 2025

      Il fatto è che io ho buon gusto e di femmine me ne intendo.
      Se si fosse fatto consigliare da me, alla fine sarebbe stato contento.
      E poi, a te che cosa interessa di ciò che ho fatto nella vita ?
      Sicuramente però, di quello che hai fatto tu a me non me ne può fregare di meno.

    6. uomospeciale 12 luglio 2025

      Sul lavoro in Amazon posso dirti solo che il figlio di un mio vicino dopo un paio di anni lavorando in Amazon è dimagrito visibilmente ed è molto più in forma di prima.
      Prima aveva nà panza da paura, ma adesso avrà perso almeno 2 taglie abbondanti

      Meno ciccia + muscoli e si è anche trovato la gnocca

      I suoi genitori sono contentissimi anche perché prima lo avevano in casa tutto il giorno a ciondolare tra il divano e la PlayStation..Gli è anche migliorato il carattere.
      Allora è vero che il lavoro nobilita l'uomo...😎🥳

      Il magazzino non è lontanissimo da casa mia, forse dovrei farci un pensierino, giusto per rimettermi in forma piuttosto che andare in palestra.

    7. Martin 12 luglio 2025

      Si, ci sarebbe da spiegare perche' in Italia e in Francia i turni Amazon sono considerati disumani e massacranti - dato che sono gli stessi degli USA, ma meglio lasciar perdere.......

    8. Martin 12 luglio 2025

      Ah ecco, continui pure, autonominandoti pure massima autorità o intenditore in fatto di donne. Bezos avrebbe dovuto chiederti consiglio!!! Incredibile la presunzione

    9. uomospeciale 12 luglio 2025

      Sara lo stesso motivo per cui da noi hanno cominciato a rifiutarsi di sostenere gli orali adducendo la scusa di un eccesso di competitività del nostro sistema scolastico* e cioè la scarsa voglia di dover dare il massimo in qualsiasi situazione della vita e del vivere...

      * Vorrei vederli alle prese con il sistema ultra competitivo e meritocratico cinese giapponese o americano allora...😄

    10. ailavioni 12 luglio 2025

      Ti sbagli, non è presunzione ma filantropia.
      Mi piace aiutare il prossimo con consigli ben ponderati
      Capisco bene che Bezos, uomo d affari oberato dal lavoro non abbia il tempo per certe scelte, per cui sarei stato disponibile a dargli un saggio consiglio
      Naturalmente a gratis, perché mi piace fare del bene.

    1. DrCaligari 11 luglio 2025

      Nel 1904 Upton Sinclair trascorse circa due mesi nei macelli di Chicago per raccontare la vita dei lavoratori li impiegati. Alcuni americani, molti immigrati tra i quali consistente era la comunita dei Lituani. Non solo ma anche il livello di igiene degli stabilimenti e della carne prodotta. La miseria, lo straccio delle usanze rimaste da rispettare. L'alcolismo le crisi l'esasperazione piu nera ma sopra tutto il dover andare avanti. Poi gli anni di Henry Ford del modello T Nero a scelta forzata. Prima pochissimi si potevano permettere una vettura. Le catene di montaggio, le acciaierie al veleno, l'amianto subdolo. Ogni epoca ha la sua produzione e relativo modo di consumo. A me sembra che si faccia sempre riferimento all'epoca aurea, la favola degli anni 60. Ma quello non e uno standard purtroppo bensi il singolo punto croce di una lunga trama. Veniamo finalmente a noi: servono politiche mondiali per il progetto che si va affermando. I super ricchi, signori, sono suprema espressione politica. Non puoi permetterti il dover relazionare con una pletora di governi in uno stroboscopio di partiti e movimenti vari. Oggi l'oligarchia e necessaria, poche balle. La questione vera e come sara questo modello. Perche comunque li ci si arriva, io dico e inutile fare battaglie e guerre per mettersi di traverso oltretutto senza capire. La pandemia e stato un periodo molto brutto ma poi la situazione e migliorata e vedo grandi opportunita oggi. Guere e battaje portano solo dolore e danno, quando non e necessario e stupido. La minaccia che vedo e su cui sto varano (egli avvisava coccodrillesche sorprese) e l'attitudine a prevaricare la sfera personale della libera scelta. Il sacro. Il necessario. Sopra tutto, l'amore, il denaro, i figli, l'amor proprio, la vita stessa. Li si lotta, punto. Li si muore pure, perche cosi e necessario. Li si uccide. Ma speriamo di no. Gentlemen agreement e andiamo tutti a farci una birra.

    2. DrCaligari 11 luglio 2025

      Dimenticavo Besos: si e sposato in Italia lui ci ha fatto un onore, per noi e comunque un biglietto da visita che chiunque avrebbe voluto. Quindi buoni cosi. Gin del discorso

    3. Martin 12 luglio 2025

      A Venezia sono entrati almeno 20-25 milioni di Euro, cosa volete che siano LOL

    4. DrCaligari 12 luglio 2025

      A Venezia 20-25 milioni di euro entrano dalle 9 alle 11 della mattina di un frecato lunedi qualunque. Non è quello è il prestigio della cosa, è lo Spirito che si riafferma. Senza raffermarsi.

    5. uomospeciale 12 luglio 2025

      CIT:

      " A Venezia 20-25 milioni di euro entrano dalle 9 alle 11 della mattina di un frecato lunedi qualunque"

      Vero pure le borseggiatrici sui vaporetti e per le strade, fanno incassi da paura.

    6. uomospeciale 12 luglio 2025

      Per come la vedo io il rischio più grosso per la sopravvivenza della società è la presa di coscienza collettiva dell'assoluta mancanza di senso e scopo in uno stile di vita che ci viene spacciato come l'unico possibile.
      E sta già succedendo sotto i nostri occhi.
      Perdita di senso, denatalità e mancanza di motivazioni...
      Serve un motivo anche solo per alzarsi dal letto la mattina e un po alla volta ce li hanno tolti tutti.
      Mai sottovalutare lo smisurato potere di centinaia di milioni di persone che tutte insieme si mettono le mani in tasca sedendosi senza fare più un çaxx0.

    7. DrCaligari 12 luglio 2025

      Vabbe cosi la butti sull'apocalisse. Ma che e na sveltina? Abbiamo tutto il tempo e il modo per arrivarci ma prima ci sono tante altre possibili soluzioni. Un motivo per alzarsi Internet usato bene, una favola reale. Prepararsi una cena ben fatta, uscire a bersi uno strega. Giocare col polline d api il miele il kefir col caffe e trasformare il tutto in uno zabaione senz ova. Piu mille altri uno su tutti na bella camminata all'aria fresca. La soluzione finale ad arrivarci ci si arriva, come zompi il sabato sera a 40 anni dopo una cenetta al ristorante mica una veloce a 20 con casa occupata dai rompi. O no?

    1. Martin 11 luglio 2025

      Il signor Amerio non ha ancora afferrato che la Commissione UE dal 2004 preleva decine di miliardi dai Paesi dell' Europa Occidentale e li trasferisce all' Europa Orientale, in un gigantesco Piano Marshall che dura da 20 anni; che da ormai 10 anni la Commissione UE finanzia l' agenda green a colpi di decine di miliardi di incentivi e disincentivi; e da 3 anni finanzia e coordina l'armamento dell' Ucraina.

      Si chiama interventismo economico - per inciso, errato e controproducente - non liberismo. Un costante interventismo economico e finanziario di stampo neokeynesiano che in 20 anni ha fatto perdere all' UE un terzo del PIL, della crescita economica, degli stipendi e del potere d'acquisto dell'UE rispetto agli USA. Un fallimento totale e integrale generato da un errato e gigantesco interventismo neokeynesiano, non da "neoliberismo".

    2. Sic 11 luglio 2025

      Dici che si sono sbagliati?

    1. Dario Lampa 11 luglio 2025

      Non ci sarebbero ricchi e relativa tirannia se non ci fosse una moltitudine di deficienti che anelano disperatamente a imitarli!!!
      Posso capire chi cerca di migliorare la sua economia... Ma i deficienti che aspirano a diventare ricchi a tutti costi non li capisco proprio...

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