La strana storia della famiglia nel bosco: cosa c'è dietro?

La strana storia della famiglia nel bosco: cosa c'è dietro?

Di Franco Maloberti per ComedonChisciotte.org

Da parecchi giorni l'attenzione del pubblico è concentrata su una vicenda che riguarda una coppia, un'australiana e un inglese, che abitava con tre figli: due gemelli di 6 anni e una terza di 8 anni, in una casupola nel bosco di Palmoli (Chieti). È ben noto che i tre bambini sono stati allontanati, come disposto dal Tribunale per i minorenni, mediante il collocamento in una comunità educativa (?) [1].

IL PAESE

Questo Palmoli è un comune curioso; ha circa 850 abitanti e sette dipendenti comunali, più i vigili urbani con l'ufficio in una stradicciola e, penso, uno stradino. Esaminando il sito web del Comune, si vede che ci sono cinque uffici; a quello del tecnico comunale sono affidate ottantotto mansioni, mentre per l'ufficio Segretariato Sociale, con la singola e generica mansione di aiutare le persone in difficoltà economiche e sociali, ci sono due addette: la responsabile assistente sociale, lista B, e una seconda. Tenendo conto che la media delle famiglie in povertà in Abruzzo è del 10,1% e che la composizione media è di 2,3 persone (dati del 2023), a Palmoli dovrebbero esserci 38 famiglie povere. In realtà, navigando con Google Maps per le vie del paese, si vede prevalentemente ricchezza, tutto ordinato, lindo, con costose pavimentazioni, una zona ZTL come se fosse una grande città. I poveri ci saranno, ma penso che siano molto meno del valore statistico di 38. Per questi c'è bisogno dell'assistenza sociale (e di che tipo?) di ben due persone? Boh?

I DUE MONDI

Torniamo al tema. Siamo di fronte a due mondi: il primo, antico, di vita immersa nella natura, rispettoso e in armonia con il mondo animale e vegetale, che rifiuta la plastica e i materiali di origine sintetica, che vede i pericoli che la natura comporta, ma anche i vantaggi che offre. Il secondo mondo, moderno, disprezza la natura, vuole controllarla, distorcerla e metterla sotto i piedi. È pieno di stress, di pericoli per le persone e per le cose, pieno di cattiveria (i telegiornali sono bollettini di guerra, droga, omicidi, scioperi). Ci sono imbroglioni, truffatori, rapinatori, stupratori, assassini e quant'altro, e dove c'è un governo incapace di offrire un'adeguata protezione ai cittadini. Ma in realtà ci sono anche cose buone, come la "modernità": gli ospedali (che non funzionano), i trasporti (che non funzionano), la televisione (che rimbecillisce), i telefonini e i social (che rimbambiscono). C'è anche la giustizia, veloce come un bradipo ma concentrata sull'intoccabilità e sulla salvaguardia dei privilegi. Per fortuna di alcuni, ci sono anche via Montenapoleone e via del Corso. Poi, oltre ai negozi per le donne dei ricchi, ci sono i nuovi protettori: della salute (Big Pharma), della natura (lobby o, forse, mafia green) e, in molto più piccolo, i protettori della povera gente (assistenti sociali).

Orbene, il secondo mondo ritiene di essere unico e vuole imporre al primo di convertirsi.

Ci sono residui del primo mondo che vogliono vivere in modo diverso, come gli hippie di un tempo, ma sono fortemente osteggiati, con condotte pregiudizievoli e supponenti, anche sfruttando le leggi colabrodo. Purtroppo, il secondo mondo, basato sul denaro e sul profitto, non esita a eliminare le manifestazioni del primo mondo quando queste risultano di intralcio agli affari.

IL BOSCO

Nelle immediate vicinanze di Palmoli c'è il bosco di Romelle, pubblicizzato dalla Regione Abruzzo, che utilizza il motto "made in nature, made in Italy", come rara bellezza, dove si può respirare, godere della natura e scrutare il volo dei nibbi bruni, delle poiane, dei gheppi, dei lodolai, delle albanelle, dei picchi e dei gruccioni. Dove si possono gustare le "sagne a pezzate", un impasto di farina e uova, lavorato a mano e condito con pomodoro fresco. Un pezzo di primo mondo, insomma, a parte le sagne! Ed è in quel pezzetto di primo mondo che due cascami del primo mondo si sono installati, con tre bambini, un cavallo, un asino e qualche gallina. Hanno acquistato (e non occupato) una casupola e un ampio terreno per vivere secondo i canoni che li ispirano.

Il problema è che il terreno di proprietà della coppia è di dimensioni discrete e potrebbe risultare interessante o d'impaccio per altri utilizzi. Questo è un aspetto essenziale che verrà esaminato più avanti nel dettaglio.

L'INTOSSICAZIONE

La famiglia del bosco (ormai tutti la chiamano così) il 23 settembre 2024 ha mangiato funghi raccolti nel bosco. Il padre è un esperto, ma per sbaglio i funghi commestibili sono stati mescolati con quelli tossici raccolti dalle figlie. L'intossicazione ha determinato il ricovero all'Ospedale di Vasto. Sembra che i funghi siano stati mangiati a mezzogiorno e che quelli tossici fossero molto simili a quelli commestibili, altrimenti la madre se ne sarebbe resa conto. Si devono allora escludere i gallinacci, le morchelle e il Lactarius delicious, i cui analoghi tossici o velenosi presentano differenze abbastanza evidenti. Ci sono anche il Porcino e i suoi simili tossici: il Boleto amaro e il Porcino malefico. Il Boleto amaro va escluso perché ha un sapore amarissimo e disgustoso. Rimane il malefico. Questo, secondo l'AI, non è mortale: causa una sindrome gastrointestinale, con nausea, vomito, diarrea e dolori addominali. Può provocare anche vertigini, confusione e alterazioni visive. I sintomi insorgono rapidamente da pochi minuti a 3-4 ore.

Probabilmente, dopo pranzo i bambini sono usciti a giocare all'aria aperta, sporcandosi un pochino di terra. Dopo un'oretta cominciano a star male. Il padre chiama un amico che li porta all'ospedale di Vasto. Il tempo necessario è: un'ora per i sintomi, un'altra per la chiamata e per iniziare il viaggio, e 35 minuti in auto per arrivare all'ospedale. Quindi arrivano verso le quattro del pomeriggio. Un'altra mezz'ora al pronto soccorso e finalmente alle quattro e mezza in reparto.

È abbastanza curioso che siano stati curati dalla primaria e non da uno dei cinque dirigenti medici in servizio presso la struttura. Comunque, l'effetto tossico si è attenuato rapidamente e, dopo tre ore, i bambini sono stati dimessi prima di sera. Una routine, anche se è un'intossicazione da funghi, un evento che non capita tutti i giorni. L'intervento della primaria, che è strano, può essere spiegato in due modi: dato che normalmente nel pomeriggio non svolge attività di visita, se ne sta in ufficio, ma potrebbe essere stata casualmente in reparto. Una seconda ipotesi è che sia stata allertata da chi si stava recando in ospedale o da un'altra entità.

LA SEGNALAZIONE

Sembra che dall'ospedale sia stata inviata una segnalazione al tribunale per minorenni. Ma per una cosa così insignificante, che si è conclusa in tre ore? Passa poco più di un mese e i bambini vengono sequestrati (secondo la "legge" e un'ordinanza). Marco Bellandi Giuffrida [2], collaboratore di un'oscura pubblicazione, il 24 novembre, quattro giorni dopo l'ordinanza di allontanamento (!), spiega con una certa enfasi che l'ospedale deve verificare se una situazione configuri reato e afferma anche che, qualora si abbia il minimo dubbio, la segnalazione deve comunque partire. Devo dire che questa precisazione suona un po' strana. Questo giornale di fact-checking è proprietà di un'insolita S.r.l. ed è letto da pochissima gente; la precisazione, accompagnata da un link alla Gazzetta Ufficiale, Legge 4/5/83, n. 184 non è da giornalismo; sembra piuttosto un messaggio oscuro e criptico. Ancora più strana è la dichiarazione fatta sia in quell'articolo sia in uno successivo, secondo cui l'ordinanza emessa non è pubblicamente disponibile, ma questo "Pagella Politica" ha potuto leggerla prima degli altri. Inoltre, lo stesso giorno, 24 Novembre, Giustizia Insieme [3], un altro sito un po' strano, pubblica una Nota all'Ordinanza del tribunale dei minori; ne riassume in un certo dettaglio i contenuti sottolineando anche il riferimento ivi fatto alle teorie di Vygotskij, Piaget, Bandura, Bronfenbrenner ed Erikson; il sito pubblica addirittura la copia integrale, oscurando poche parti, di quel Decreto 2061/2025 RG n. 454/2025 del 20 novembre, con tanto di firma elettronica del magistrato per modello ATE a margine destro di ogni pagina. Quindi, meno di quattro giorni dopo la pubblicazione, due soggetti un po' misteriosi hanno avuto accesso per primi all'ordinanza.

Vediamo qualcosa di più. La pubblicazione "Pagella Politica", come bene analizzata nell'articolo del Giornale [4] del 12 giugno 2021, è di proprietà di una S.r.l. con sede a Reggio Emilia, in un edificio anonimo senza segni visibili di presenza, con 14 dipendenti e un fatturato di circa un milione di euro. I fondatori sono un gruppo variegato di persone, prevalentemente provenienti dall'UE, dalla sinistra e da enti governativi, anche stranieri, con finanziamenti comunitari e americani (Meta). Il secondo foglio, Giustizia Insieme, conta 30 redattori, tra cui alcuni magistrati. È interessante notare che la direttrice scientifica è stata formatrice decentrata per il settore civile nel distretto dell’Aquila. Questo foglio on-line sembra essere un'emanazione di Pacini Giuridica, una casa editrice di libri e riviste giuridiche pisana, ma sul sito di Pacini non c'è alcuna menzione di tale realtà.

Quello che allarma sono gli stretti collegamenti tra queste entità opache e il tribunale dell'Aquila, che hanno portato alla trasmissione praticamente immediata di documenti sensibili (ma è legale tutto questo?). Quali siano le persone o le entità che favoriscono il flusso di documenti non è evidente, ma di sicuro esistono e sono tempestive.

L'INIZIO DELLA VICENDA

Molti pensano che la vicenda sia iniziata con l'intossicazione del 23 settembre 2025. Non è vero! La "persecuzione" è iniziata molto prima, almeno due anni fa. Rai News.it del 26 novembre 2025, sei giorni dopo il decreto, racconta che un anno prima la mamma "scappò" con i figli perché temeva l'allontanamento, facendo perdere le tracce agli investigatori e ai servizi sociali. Sulla vicenda sembra sia stato aperto un fascicolo. Si afferma anche che il padre copriva la donna fornendo informazioni false agli investigatori. Robe incredibili, da intrigo internazionale! Ci si chiede allora perché tutto questo spreco di denaro pubblico? Con l'intervento di un avvocato e di investigatori che perdono settimane con, penso, appostamenti, foto segrete e quant'altro? Il tutto avrebbe senso se lo scopo finale non fosse la presunta protezione di tre bambini, bensì qualcosa di molto più misterioso. Ma questo è forse eccessivo.

L'ORDINANZA

L'ordinanza del 20/11/25 che ha sospeso la responsabilità genitoriale contiene molte inesattezze che potrebbero offuscare l'immagine della giustizia che, come noto, deve essere e apparire imparziale.

Ad esempio, si afferma che i Servizi Sociali avevano segnalato inadeguatezze, dato che “la loro situazione era giunta a conoscenza del Servizio Sociale a seguito dell'accesso al pronto soccorso della famiglia per ingestione di funghi". In realtà, le segnalazioni dell'ospedale, se ritenute necessarie, non vengono fatte ai Servizi Sociali, bensì alla Procura della Repubblica per Minorenni. I Servizi Sociali vengono successivamente attivati dalla Procura stessa.

Poi si parla di negligenza genitoriale, fondata sulle relazioni dei servizi sociali e dei Carabinieri in cui si lamenta la mancata soddisfazione dei bisogni fisici ed emotivi fondamentali di un bambino. Con tutto il rispetto per i Carabinieri, non penso che siano in grado di capire, da bambini che parlano inglese, la mancanza di soddisfazione dei bisogni emotivi (e anche fisici). Lo stesso vale per l'inadeguata istruzione dei figli. I Carabinieri, ritengo, non hanno la capacità di interrogare i bambini per valutarne il livello di istruzione!

Si definisce la casetta un rudere. Ma per un rudere vale la categoria catastale F/2. L'uso della parola "rudere", che nel lessico comune indica un edificio inabitabile, sembra eccessivo.

Necessità di una relazione tecnica sulla sicurezza statica. Il suddetto certificato è richiesto per determinate pratiche amministrative. Una questione più sostanziale è il certificato di agibilità, come previsto dall'art. 24 del DPR 380/01, richiesto in caso di ristrutturazione. Peraltro, per gli edifici costruiti prima del 1967, il certificato è obbligatorio in caso di compravendita ed è compilato dal tecnico competente.

Richiesta tardiva di un interprete. La conoscenza della lingua inglese è obbligatoria per tutti i concorsi pubblici, tipicamente a livello B2, a meno che non siano previste verifiche mediante esami, come stabilito dal CSM. Nel caso specifico, si sapeva benissimo della necessità, ma si è accettata all'inizio l'intermediazione della madre.

Si indica una relazione del Servizio Sociale del 14/10/25 relativa a quanto compiuto dopo l'udienza cautelare. Tuttavia, la tempistica fatica a comprendere la sequenza degli eventi. L'intossicazione si è verificata il 23 settembre (la vicenda si è conclusa di sera). Successivamente, c'è stata la segnalazione e l'attivazione dei servizi sociali. Poi, si è svolta un'udienza cautelare seguita da una visita domiciliare dei servizi sociali; i genitori hanno impedito l'accesso; successivamente, è intervenuto il difensore della famiglia e, a seguito di riunioni, penso articolate, hanno raggiunto un accordo abbastanza specifico. Infine, i servizi sociali hanno redatto la relazione, che è stata presentata il 14 ottobre. Tutto ciò in venti giorni, con otto festività.

Si afferma l'assenza assoluta di impianto elettrico. Dalle molte riprese disponibili si vedono chiaramente luci accese in tutto l'ambiente. Sono evidenti anche due pannelli solari, con un'area di circa 1,5 metri quadrati, e un sistema di accumulo. L'energia nominale irradiata in un giorno di sole è di circa 1 kW/m². Tale energia viene accumulata per consentire l'illuminazione notturna. Nel caso specifico, supponendo un'efficienza dei pannelli del 17%, dato che il giorno di Natale ci sono nove ore e quattro minuti di sole, con un'illuminazione prudenziale media di 0,46 kW/m², si ottiene un accumulo nel solo giorno di Natale pari a 1,06 kWh.

Si afferma la carenza di infissi. Dalle molte riprese si vede una finestra con vetri e scuri in legno. Nel filmato "Agora" di Rai3 si vede chiaramente anche una moderna finestra in alluminio anodizzato situata sopra il lavandino della cucina. In altri filmati si vede la porta d'ingresso.

Si afferma l'assenza assoluta di impianto termico. Dalle numerose riprese si vede una stufa a legna con produzione di acqua calda. Esiste anche un camino. Si noti che, come ribadito dall'Agenzia delle Entrate con la circolare 30/E del 2020, a partire dall'11 giugno 2020 (in forza del decreto legislativo 10/6/20 n. 48), le stufe a legna o a pellet e i caminetti e termocamini, purché fissi, sono considerati impianti termici di riscaldamento.

Si esprimono dubbi sulla salubrità dell'abitazione. La casa è prevalentemente fatta di pietra e, secondo l'AI, questa materia è generalmente molto salubre grazie alla sua natura atossica, traspirante e antibatterica. Garantiscono un'ottima qualità dell'aria interna, una naturale regolazione termica grazie all'elevata inerzia termica e una buona igiene, riducendo muffe e allergeni. Sono materiali sostenibili, durevoli, a bassa manutenzione e promuovono il benessere abitativo e il risparmio energetico.

Viene menzionata la letteratura scientifica citando alcuni pedagogisti. Il primo, Vygotskij, russo, è nato nel 1896 e morto nel 1934; Piaget, svizzero, è vissuto nel periodo 1896-1980; Bandura, americano, 1925-2021; Bronfenbrenner, anche lui americano, 1917-2005; infine, Erikson, tedesco-americano, 1902-1994. Anche se i tumultuosi cambiamenti sociali del secolo scorso e le diverse culture cui si riferivano i pedagogisti limitano il valore delle loro teorie, va rilevato che queste sono articolate e spesso non trovano alcuna corrispondenza con quanto scritto nell'ordinanza.

A parte le numerose inesattezze, c'è una parte che, personalmente, ritengo discutibile. Parla di un comportamento genitoriale inadeguato, perché hanno partecipato e fatto partecipare i figli a un programma delle Iene. Il programma mostra le condizioni di vita della famiglia e l'ordinanza lo qualifica come violazione del diritto dei minori alla riservatezza. Per me, invece, corrisponde al sacrosanto esercizio della difesa. Il servizio, infatti, ha mostrato bambini felici in un ambiente salubre, pur necessitando di alcuni aggiustamenti. Lo stile di vita della famiglia è assolutamente sano, con abitudini alimentari equilibrate, attività fisica regolare, sonno adeguato in orari giusti, senza stress, con relazioni sociali, pur ridotte, positive, senza uso di sostanze dannose o artificiali.

LE INTERVISTE

Il clamore mediatico della vicenda ha portato a numerose interviste. La primaria di pediatria dell'ospedale di Vasto è stata ripetutamente intervistata. Ha spiegato con calma ciò che è avvenuto, elencando i sintomi che caratterizzano un'intossicazione da funghi: disturbi gastrointestinali (vomito, diarrea), disidratazione, dolori addominali. Sono questi effetti (tipo diarrea) quelli che incidono su uno stato precario d'igiene, ovvio. E quindi, lo ha indicato. Quello che è buffo è che questa storia dell'igiene è stata un tema ricorrente, soprattutto tra i giornalisti Rai. È stato come se ci fosse stato un "ordine di scuderia" per dimostrare che i bambini erano sporchi e trascurati. In un'intervista, forse scocciata dall'insistenza della donzella, la pediatra primaria ha risposto: "Erano spettinati".

Una seconda persona intervistata è il sindaco del paese, che, dopo una prima fase critica, ha più volte ripetuto l'auspicio che i bambini tornino dai genitori. Quello che è sembrato un po' strano è il "body language". Era impacciato e ansioso. Ben al di là dell'imbarazzo provocato da una telecamera, quasi ci fosse qualcosa dietro che lo blocca e lo spaventa. Cosa? Non so, è solo un'impressione, ma netta.

Un terzo dei personaggi intervistati, anche se per poco tempo, è un avvocato che ha rinunciato, non senza difficoltà, all'incarico. La motivazione è "Troppe pesanti interferenze esterne". Frase ripetuta più volte e mascherata dai giornalisti "devoti", che hanno soprasseduto, enfatizzando l'osservazione sulla rigidità dei genitori. Tuttavia, il collegamento logico tra "pesanti interferenze esterne" e rigidità non esiste. Per questo, ci si deve chiedere chi ha interferito e su chi. Siccome la rigidità dei genitori deriva dall'ostinazione e non da interferenze, dato che provengono da paesi un po' più civili e credono nella vera giustizia, quella sostanziale, si deve ipotizzare che siano state presenti interferenze (o pressioni) sull'avvocato (da parte di chi?), il quale, per quieto vivere, si è dileguato.

IL SEGUITO

L'allontanamento dei bambini è stato seguito da andirivieni di eventi e da un crescendo continuo, conclusosi con la richiesta di un esame psicologico con deposito del risultato a 120 giorni. La conseguenza è che i bambini restano in struttura e che il Comune di Palmoli deve pagare 244 euro al giorno. A parte l'aspetto economico, un po' gravoso per un paese di 850 abitanti, c'è un risultato essenziale: i bambini restano lontani dai genitori (ma la mamma li assiste durante i pasti). Più è lunga la lontananza, più aumenta la possibilità di rassegnazione. Sarebbe allora carino se, a un certo punto, i genitori disperati decidessero di andare in Australia. In effetti, l'Ambasciata australiana sembra preoccuparsi della situazione, considerando che una macchina con un piccolo lampeggiante sul tetto, targa CD e identificativo ZA, è circolata nei pressi della casa di accoglienza.

GLI ATTORI MINORI

Attorno alla vicenda ci sono altri attori che chiamerei minori. C'è, ad esempio, l'assistente sociale di Palmoli, il cui ruolo è un po' sconosciuto.

C'è poi l'avvocatessa di Vasto, nominata tutrice dei bambini. È una rinomata professionista con un ufficio legale di grande eleganza, a giudicare dalle foto sul sito Facebook e dai filmati delle interviste. Così, a spanne, la gestione dell'ufficio costerà tra 15 e 20 mila euro al mese. È allora ammirevole che abbia accettato un incarico con indennità equa (ben al di sotto delle parcelle, penso - Art. 379, codice civile). Parla in modo pacato, mostrando di aver acquisito una solida capacità professionale, pur avendo impiegato un tantino per laurearsi (secondo il vecchio ordinamento, al limite della transizione al nuovo). Nelle interviste sostiene la tesi che i bambini siano felici e si siano ben adattati alla casa-famiglia, anzi, alla casa di accoglienza, ex orfanatrofio, in quel di Vasto (a 35 chilometri dalla casa nel bosco!). In realtà, per la felicità, ci sono dei dubbi, perché i bambini dello strato sociale cui fa riferimento l'avvocatessa non giocano sulla terra nuda, ma solo su un pavimento antitrauma in gomma SBR. Oppure, fin dall'infanzia, giocano a tennis su un campo di tartan rosso e non galoppano, ovviamente, sulla groppa di un asino un po' puzzolento. Forse, dico forse, sono i bambini della gomma SBR a non essere felici. Come noto, la felicità di un bambino non è un bagnetto profumato, ma è assorbire, come una spugna, informazioni e imparare attraverso il gioco e la fantasia. E questo deriva dal vivere all'aria aperta e dall'essere attori attivi nel cercare la soluzione a tanti perché; il contrario è la passività, come quella di quei bimbi che digitano sul tablet, usato per tenerli tranquilli mentre i genitori chattano col telefonino al ristorante di grido. Comunque, gli sforzi dell'avvocata per dimostrare la tesi della felicità, pur poco credibili e vani, sono commendevoli.

A rinforzo della teoria della felicità ci sono anime belle, talvolta giornaliste, criminologhe o avvocatesse da palinsesto, che enfatizzano le presunte carenze affettive e educative. Tutte esperte di educazione moderna. Si sbalordiscono della precarietà nello scrivere, quando sono loro stesse che non usano da anni una penna, limitandosi a usare le dita sulla tastiera. Se si facesse una prova di scrittura, verrebbe fuori un disastro. Comunque, il punto fondamentale di cui le "istituzioni" devono tenere conto è che i bambini sono pienamente consapevoli del rischio di essere separati dagli amati genitori e che le loro reazioni sono conseguenti. Penso che siano molto provati, terrorizzati e per nulla felici.

IL RIGETTO DELLA CORTE D'APPELLO

Un passo di scarsa rilevanza di questa vicenda è il ricorso in appello e il relativo rigetto. Per saper quali siano le tematiche discusse nel ricorso e le loro risultanze, basta rivolgersi al solito "Pagella Politica", che ha potuto, ovviamente, leggere in anteprima il testo integrale dell'ordinanza della Corte d'appello, non ancora pubblicamente disponibile. È veramente consolante sapere che il tribunale dell'Aquila è un ottimo passacarte. L'avere Marco Belandi Giuffrida che fa un riassunto ci toglie il disturbo di dover leggere 23 pagine noiosissime ed è un grande sollievo.

Dicevo che il passo è di scarsa rilevanza: la vicenda, infatti, si muove lungo una traiettoria predeterminata. Purtroppo, la magistratura in Italia non è un vigoroso fuoristrada con ruote possenti e sensori antiurto che consentono di navigare nello scosceso ambiente creato dall'uomo per raggiungere verità e imparzialità. È invece un treno ansimante che si muove su rotaie arrugginite, diretto a caso verso giustizia, ingiustizia, inganno, prevaricazione o parzialità. Ci sono tanti esempi in merito, come il caso Garlasco, recentemente tornato alla ribalta dopo oltre tremila giorni di carcere. Quello che conta è la rotaia d'instradamento iniziale; poi, il traballante macinino fa di tutto per rimanere nel solco. Questa penosa vicenda, iniziata almeno due anni fa, si è messa, o è stata spinta, su un certo binario e quanto è successo dopo segue fedelmente l'iniziale strada ferrata, senza riguardo per il denaro sprecato. Le indagini nascoste, come se si fosse di fronte a feroci mafiosi; l'inseguimento di mamma e bambini; l'ordinanza con le sue inesattezze; la nomina di un tutore inadatto; l'esagerata enfasi su cose di poco conto, come ad esempio la bronchite acuta con broncospasmo, un malanno di poco conto che l'ospedale pediatrico Bambino Gesù liquida come malattia piuttosto frequente nei bambini che si risolve senza problemi o complicazioni; il rifiuto di far sottoporre i bambini a una seconda visita pediatrica con la motivazione che la visita era già stata effettuata al momento dell'incarcerazione, forse per nascondere la guarigione e celare il danno psicologico arrecato; il riferimento alla convenzione sui diritti del fanciullo di New York, del 20 novembre 1989, ratificata in Italia con lege 27 maggio 1991, n.176 violata ogni giorno da pratiche da carcere minorile; il continuo stop and go che prosciuga le risorse finanziarie dei poveretti... E se la gente comune protesta, ecco la difesa d'ufficio del CSM, che apre "pratiche a tutela" a go-go, dando per scontato che il treno traballante sia sempre sul giusto binario.

L'unica cosa interessante del riepilogo del baldo Marco è l'informazione che, nel diritto anglosassone, esistono forme di garanzia di tutela, come la fideiussione, che servono al risarcimento nel caso in cui, ad esempio, vi siano ripercussioni psicofisiche derivanti da procedure vessatorie e opprimenti. Progrediti, questi inglesi, trogloditi gli italici!

IL PARCO EOLICO

Una vicenda che potrebbe (dico potrebbe) intersecarsi con questo caso di "giustizia particolarmente severa" è la proposta di costruire un parco eolico in Abruzzo. Ci sono state polemiche e articoli sui giornali locali. Il piano prevede la dislocazione su una regione oblunga di circa 20 chilometri, con Palmoli al centro di undici aerogeneratori da 6 MW ciascuno, per un totale di 66 MW. Tanto per capire, prendiamo a prestito un brano di descrizione tecnica di un altro progetto presentato al Ministero dell'Ambiente nel luglio 2009.

Come si legge, nel 2009 non c'erano aerogeneratori da 6 MW, ma, come noto, i progressi in questo settore sono enormi. Ebbene, questa multinazionale svizzera REpower avrebbe soddisfatto le richieste con un incremento dell'efficienza del rotore del modello da 5 MW, pur mantenendolo a "soli" 126 metri. L'altezza del mozzo sarebbe di circa 90 metri, per un'altezza totale di 153 metri.

In realtà, il parco eolico non è ancora una realtà; è un progetto presentato al Ministero per la Transizione Ecologica da Sviluppo Prime S.r.l., azienda di proprietà di Gecodor S.r.l.. Le sedi di entrambe le aziende sono a Grottaglie (TA), in un edificio anonimo privo di evidenti segni di presenza. Forse c'è il nome sui campanelli. Per capire cosa siano, si possono usare i siti che forniscono informazioni sulle aziende. Uno è Visura.pro, un altro è Aziende Easy, poi ci sono iCribis e Fatturato Italia. Le informazioni di questi siti non sono certe, ma le aziende offrono garanzie di affidabilità. La ricerca ha rilevato che Sviluppo Prime, la presentatrice del progetto di parco eolico in Abruzzo nel dicembre 2023, è stata fondata cinque mesi prima, nel luglio 2023, e ha registrato zero fatturato in quell'anno. Invece, la seconda ditta, secondo "Ufficio Camerale", si è iscritta a novembre 2021 e nel 2024 aveva un fatturato di 1.180.075 euro con due dipendenti. Visura.pro fornisce informazioni integrative: per il 2023 indica 4 dipendenti; specifica il fatturato del 2020, che ha registrato un aumento del 1143% nell'anno successivo, raggiungendo i 595.944 euro.

Oltre ai dati economici, non si trova alcuna informazione sulle realizzazioni e sulle capacità progettuali della S.r.l. che ha fatto la proposta o della S.r.l. madre. Il sito web indica quattro contributi, ma sono tutti "in sviluppo". L'amministratore (già dipendente della multinazionale Vestas) è un ingegnere civile con varie responsabilità di project manager fino al 2021.

Come piccola osservazione, il Ministero per la Transizione Ecologica ha ricevuto da una società con capitale risibile e operativa da soli cinque mesi una proposta per lavori milionari (vedi sotto) e non ha fatto un plissé.

La vicenda del parco eolico ha suscitato commenti e reazioni. Ad esempio, una serie di post su Facebook [5]. Uno di questi afferma che, per prelevare i bambini, si sono impegnate cinque pattuglie. Se questa cosa fosse verificata, indicherebbe una singolare "prudenza" da parte di chi ha disposto il "prelievo".

INFORMAZIONI TECNICHE

A: Costi. Il costo di un impianto eolico varia in base alla geografia del sito di installazione e alla potenza nominale. Si stima che il costo della turbina onshore sia di 1-1,5 milioni di euro per MW installato; il costo dell'installazione, dei lavori civili e dei collegamenti elettrici è circa pari a 1,5 volte tale costo. Questo, ovviamente, varia a seconda che il luogo di installazione sia agevole e prossimo alla griglia elettrica di connessione. Ne consegue che, con dati un po' rozzi, il costo previsto per il parco eolico d'Abruzzo varia tra 165 e 248 milioni di euro. Poi, per avere un'idea delle dimensioni del business eolico, si noti che la capacità installata in Italia nel 2023 è di 12.031 MW, con un costo equivalente compreso tra 30 e 45 miliardi di euro. Una cifra certo appetibile!

B: Distanza minima tra la torre eolica e le abitazioni. Il sogno dell'energia verde non ha solo un costo monetario, ma anche un costo ecologico e un costo di compromissione della salute dei cittadini. Esiste un documentario, Down Wind, che descrive l'impatto sulla salute di chi vive vicino a un impianto eolico in Ontario: insonnia, depressione e persino pensieri di suicidio. Molti sono stati costretti a lasciare le loro case a causa del rumore e delle vibrazioni costanti emessi dalle enormi turbine eoliche e dallo sfarfallio delle ombre. Gli effetti – documentati in tutto il mondo, e non solo in Ontario – comportano perdite di valore immobiliare, rischi ambientali e divisioni tra vicini.

Gli inconvenienti indicati hanno spinto paesi a definire standard di distanza tra le torri e le abitazioni. In alcuni casi gli standard sono obblighi di legge. I fabbricanti di turbine indicano una distanza di 500 metri o meno. Tale distanza non è comunque sufficiente e, ad esempio, la Finlandia adotta la formula di otto volte l'altezza complessiva della torre. Ci sono poi raccomandazioni più stringenti come quelle del Dott. Diedrik Gommers che parla di 2 km. Il Regno Unito ha emesso la Wind Turbines (Minimum Distances from Residential Premises) Bill [HL], del novembre 2010, che stabilisce distanze differenziate in base alla potenza nominale. Le regole (Art. 2.4) sono:

Se l'altezza del generatore eolico è:

(a) Superiore a 25 m, ma non superiore a 50 m, la distanza minima richiesta è di 1000 m;

(b) Superiore a 50 m, ma non superiore a 100 m, la distanza minima richiesta è di 1500 m;

(c) Superiore a 100 m, ma non superiore a 150 m, la distanza minima richiesta è di 2000 m;

(d) Superiore a 150 m, la distanza minima richiesta è di 3000 m.

(5) L'altezza del generatore eolico è misurata dal suolo all'estremità della punta della pala nel suo punto più alto.

Alle regole c'è l'eccezione se tutti i locali residenziali acconsentono per iscritto alla costruzione del generatore eolico.

Supponendo di usare regole meno severe di quelle inglesi, con una distanza delle pale da qualsiasi abitazione, anche rurale, pari a 1500 m, allora è quasi certa l'inclusione di tutto il bosco Romelle nella zona proibita. Ovviamente la proibizione non vale se il bosco fosse disabitato. Il paese di Palmoli sarebbe "solo" compromesso dai malanni legati alla vicina torre eolica.

BIG WIND: IL BUSINESS DELL'EOLICO

È certo che esiste, a livello europeo, una lobby o forse una mafia, con interessi per centinaia di miliardi di euro su Wind Business. Per sostenere il gigantesco affare green, la lobby corrispondente, che condiziona fortemente l'UE (o l'UE stessa è la lobby), utilizza una fitta rete di entità che manipolano l'opinione pubblica. Questa comprende, tra l'altro, i fact-checker, finanziati anche tramite progetti comunitari (AI-CODE, AI4DEbunk, EU-HYBNET, DTONE, RESONANT, SOLARIS, SPEAK OUT, ecc.). Il tutto è (almeno, si spera) formalmente legale, ma risponde ad interessi specifici senza troppo riguardo per il cittadino. Diciamo allora che, oltre a Big Pharma, esiste anche una Big Wind.

Per la fabbricazione di turbine ci sono le sette sorelle del vento: Vestas (danese), Siemens Gamesa (tedesca), Ørsted (danese), Nordex SE (tedesca), NextEra Energy (americana), Iberdrola (spagnola) e Enel Green Power (italiana). Per avere un'idea delle dimensioni finanziarie, Vestas vale 17,26 miliardi di dollari USA e ha installato una capacità eolica di 189 mila MW (16 volte quella del parco italiano). Dati simili riguardano altre top company. Ad esempio, Ørsted, fondata nel 2006, vale 18,34 miliardi di dollari USA.

Dato che in Italia i siti per wind farm onshore sono ormai saturati, serve un'attività di ricerca e di facilitazione per nuove installazioni. Questa è una pratica industriale giustificata, se legittima. Servono agenti locali, ben supportati, che sfruttino le leggi e promuovano progetti, eventualmente con legami alla Big Wind, derivanti da precedenti rapporti di lavoro o professionali. Identificare siti per nuovi parchi eolici in Italia è difficile. Zone poco abitate, come i boschi d'Abruzzo, sarebbero una buona scelta, se non ci fossero sparsi sul territorio minuscoli insediamenti da liberare, eventualmente usando una forma di convincimento di qualche natura. Per questo, penso, le Big Wind sono disposte a "investire" un tantino. Superare le difficoltà burocratiche a livello romano, invece, è forse più semplice.

Il punto è che la corruzione o il sopruso, metodi tipici della criminalità comune, sono troppo pericolosi quando si tratta di affari di dimensioni pari al PIL di una nazione. Commettere un reato e farsi scoprire (caso comunque improbabile, specie nel Belpaese) comporterebbe un danno colossale, e non solo l'incarceramento di un qualche personaggio minore. Serve allora raggiungere il risultato desiderato rimanendo rigorosamente entro i limiti della legge. E questa è, a mio avviso, la chiave di lettura di questo insignificante (per loro) caso che turba i mega-affari di lorsignori.

MANIPOLAZIONE DI MASSA APPLICATA

Gli aspetti inusuali della vicenda portano a un'interpretazione fantasiosa, senz'altro improbabile, ma che ritengo degna di una certa attenzione. L'aspetto insolito riguarda principalmente il volume finanziario legato all'eolico. Il fatturato Vestas del 2024, ad esempio, è stato di 17,3 miliardi di euro con un utile operativo netto di 743 milioni. Somma che consente azioni e politiche inimmaginabili.

Come sappiamo, un parco eolico onshore richiede un'ampia area disabitata. Se ci sono realtà occlusive, si deve "sgombrare". Questa è una necessità normale e penso che una grande multinazionale abbia un ufficio addetto e procedure che, ovviamente, non fanno riferimento allo "sloggio" cinese, un metodo che non riesce nemmeno a eliminare le "dingzihu". Servono, invece, tecniche raffinate di valenza legale da usare nel caso in cui il banale acquisto a sovraprezzo non risolva il problema. Può darsi che "l'ufficio sloggi" della multinazionale disponga di un elenco di procedure, così da poter scegliere quella più adatta al caso specifico.

La soluzione migliore è che lo sgombro venga effettuato dalle istituzioni, con giustificazioni che, all'occasione, non svelano il fine primario. Lo sgombro non può essere diretto, troppo brutale, ma indiretto, attraverso eventi che favoriscono l'abbandono. In effetti, sequestrare i figli dai riluttanti suscita disperazione e costituisce un buon motivo per abbandonare e liberare lo spazio. Ma chi decide l'allontanamento dei figli? È su questi che si deve agire, con una valutazione caratteriale e poi favorire una decisione, pur irrazionale, ma "autonoma, autorevole e indipendente".

Noam Chomsky, il famoso linguista americano, ha descritto tecniche di manipolazione di massa basate su dieci principi. Facendo riferimento a questi, si può tentare di interpretare il caso che ha coinvolto i cinque sventurati, che sembra abbiano inceppato un pezzettino (solo 200 milioni di euro) di un business megagalattico. Sloggiare in Italia (se questo è l'obiettivo) attraverso il "sequestro" dei figli sarebbe una soluzione tranquilla: solo tre dei 33.310 bambini tolti ai genitori in un anno.

La magistratura opera in "open loop", cioè senza correzione del feedback (il meccanismo di controllo di tutti i sistemi reali). Uno psicologo esperto può facilmente individuare spiragli su cui intervenire. Un opportuno stimolo può allora determinare una reazione nella direzione desiderata. Una piccola segnalazione, anche anonima, che non è un grosso reato o non lo è affatto, può essere il mezzo.

Il processo deve essere "smooth", ma, per disgrazia, può diventare un caso mediatico. Purtroppo, un piano quasi legale che funzionerebbe, ad esempio, in Danimarca inciampa nell'animo mediterraneo e suscita un clamore infernale. Per fortuna ci sono altri punti di Chomsky che aiutano: ad esempio, la distrazione che distoglie l'attenzione dalla questione primaria, l'infantilizzazione del pubblico, sostenuta dall'enorme rete europea di disinformazione a cui i fact checker fanno parte, l'uso delle emozioni che evitano riflessioni razionali, il contributo gratuito di tanti sciocchi, e così via.

CONNSIDERAZIONE FINALE

Quanto indicato in questo scritto delinea una situazione più articolata rispetto a un semplice tentativo, che ritengo specioso, di proteggere tre bambini. Risulta, invece, che, anziché proteggerli, il trattamento in casa-famiglia sia causa di grave danno per i bambini. Abbandonati a loro stessi. Gestiti da una tutrice proveniente da un mondo totalmente diverso e che non parla la loro lingua. Lasciati per ore davanti alla televisione. Affetti da disturbi fisici e comportamentali ormai avanzati ...

E il variegato pubblico del circo, che affolla le cavee, seduto sui tanti sedili di varia comodità, riservati a senatori, cavalieri, vestali e, in alto, alla plebe, rumoreggia e partecipa, diviso in fazioni, come ai tempi di Tacito.

Povera Italia!

Di Franco Maloberti per ComeDonChisciotte.org

01.01.2026

Franco Maloberti. Professore Emerito presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Informatica e Biomedica dell’Università di Pavia; è Professore Onorario all’Università di Macao, Cina, dove è stato insignito della Laurea Honoris Causa 2023.

NOTE

[1] https://www.vita.it/la-casa-nel-bosco/

[2] https://pagellapolitica.it/articoli/famiglia-bosco-bambini-motivazioni-decisione-giudici

[3] https://www.giustiziainsieme.it/it/minori-e-famiglia/3702-nota-al-decreto-del-tribunale-per-i-minorenni-dellaquila-del-13-novembre-2025

[4] https://www.ilgiornale.it/news/cronache/chi-decide-cosa-vero-scheletri-dei-fact-checker-1950504.html

[5] https://www.facebook.com/FantasyResearcher/posts/aggiornamento-2611sono-davvero-contento-che-augusto-de-sanctis-storico-esponente/1409267240567206/

Commenti (21)

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    1. Giovanni01 6 gennaio 2026

      Abitando in casa in mezzo al bosco e priva di televisore ho appreso poche notizie sulla vicenda da siti di informazioni analoghi al presente.
      Ringrazio innanzitutto l'autore dell'articolo per la meticolosità con cui lo stesso articolo è stato redatto.
      Avrei fiumi di parole da scrivere (ho vissuto analoga esperienza parecchi anni addietro). Voglio invece sottolineare una cosa: non essendo i tre ragazzini cittadini italiani (dico giusto?) non capisco l'inerzia sulla vicenda da parte dei consolati dei paesi di appartenenza dei genitori.
      Spero che la vicenda per i cinque vada bene, ma, aimé, ho la quasi certezza del contrario.

    1. ric 2 gennaio 2026

      desato...dove sei ? cerca di star bene , ci manchi tanto !

    1. FrancoMaloberti 2 gennaio 2026

      INFORMAZIONE IMPORTANTE

      il riferimento 3 porta ora a una pagina che non riporta l’articolo indicato ma alla nota

      Aggiornamento in corso!

      La rivista Giustizia Insieme sarà offline per qualche giorno per un restyling. Tprneremo presto per una nuova veste grafica e tante nuove funzioni.

      La redazione

    1. natascia 2 gennaio 2026

      Riflessioni altre. Riflessione 1: I figli sembrano essere, qui in Italia la materia di scambio tipica dell’associazione malavitosa. Riflessione 2: i casi di affidamento a soggetti diversi dalla famiglia di origine sono sempre gestiti dal sesso femminile a tutti i livelli.Riflessione 3: a testimonianza del potere di cui dispone chi decide in materia di minori tolti alle famiglie sì pensi al grande e apparentemente insensato giro di affari sottostante. Riflessione 4: servono degne armature per fare figli qui in Italia. Armature di cui non dispongono nemmeno i giovani per se’ stessi.

    2. FrancoMaloberti 2 gennaio 2026

      Vorrei precisare, gentile Natascia che la riflessione 2, si riferisce a donne che hanno deciso di non essere donne.

    1. casalvento 1 gennaio 2026

      Complimenti per una così approfondita indagine. Spero che sia presa in considerazione per l accertamento dei gravi sospetti esposti, ma ne dubito. Mi pare esista una accanita fazione ostile alla famiglia, forse anche perché straniera, per giunta proveniente da paesi più civili e potenti. Una occasione per dargli una lezione.

    2. oriundo2006 1 gennaio 2026

      Semplicemente io la vedo come una estensione micrologica del famoso detto fascista: nulla contro lo stato, nulla fuori dallo stato, tutto dentro lo stato e le sue leggi ( https://www.adamoli.org/benito-mussolini/pag0329-04.htm ).

      Dopo cento anni si fatica ancora in questo Paese, caparbiamente e dogmaticamente ancorato a vetuste regole totalitarie, a capire come gli individui e le loro famiglie possano avere dei diritti 'naturali', ovvero a prescindere da leggi, tribunali, polizia e tutto il resto.

      Questo è un caso da manuale di diritto naturale VS diritto dello stato, che considera i cittadini sua proprietà inalienabile e perenne, non ammettendo che i 'subjecti' possano avere e detenere alcuna libertà che non sia 'octroyé', cioè prevista, cerziorata e con ciò resa inoffensiva verso la Maestà Divina dello Stato, il 'dio' di questo infame e disgraziato mondo.

      I magistrati divengono sacerdoti dell'Altissimo, le cui pudenda un tempo già svelate, oggi sono circonfuse di stupore e venerazione verso il sacro Mysterium: investiti di tale sacerdozio, spesso lo confondono con quello di Loggia, dai cui rami deriva. La questione centrale, la difesa dei minori, è divenuta conseguenza accessoria della procedura mirante a consolidare il diritto assoluto dello stato ad interferire con la vita familiare di tutti, buona o cattiva che sia: se viene messo in crisi il suo potere totalitario lo stato reagisce 'con fermezza', mentre migliaia di giovani sono avviati alla delinquenza nei campi Rom incustoditi. Non danno fastidio allo Stato, non rivendicano 'diritti', ma solo ne abitano gli interstizi consentiti.

      Questa mentalità la vediamo ovunque, anche nella recente sentenza della Corte Costituzionale sul Covid: lo stato ha sempre ragione ... anche quando ha torto sotto l'aspetto della ragione naturale e dei diritti naturali dei singoli. Anche contro sè stesso, se il suo diritto totalitario viene messo in causa e contestato.

      Ci fu in Grecia in tempi antichi una tragedia che aveva questo dilemma, Fusis o Nomos, Antigone o Creonte, legge di Natura o legge del Tiranno.
      Fortunatamente oggi abbiamo superato tutto ciò: Antigone è stata violata da Creonte ed ha dismesso la sua veste, invocante la Pietas verso le spoglie del fratello, e felicemente 'liberata' dalle angustie del suo ruolo, si è stabilita in un campo Rom. Lì può fare tutto ciò che le aggrada: non contesta il sistema, se ne serve.

    1. mago 1 gennaio 2026

      Dovrebbero chiudere il 101% dei campi ROM in Italia,🇮🇹 si capisce che ci sono interessi più o meno velati dietro questo caso.

    1. Martin 1 gennaio 2026

      Ah ecco, qui non si tratta di una decisione del Tribunale dei Minori di turno, ma addirittura di una copertura preventiva e concertata alla costruzione di una parco eolico nella foresta ove la famiglia viveva.
      Ancora congratulazioni per la fantasia!

    2. FrancoMaloberti 1 gennaio 2026

      Ho letto molti dei suoi commenti e di fantasia non supportata da elementi ne ha dimostrato parecchia. Porti riferimenti concreti per supportare le sue fantasie, prego!

    3. mago 1 gennaio 2026

      ultimamente certe decisioni dei tribunali italiani lasciano perplessi..

    4. desato 1 gennaio 2026

      Una copertura che parte da lontano, direttamente dall'antica Grecia!

      È una: "estensione micrologica"!

      Tutto chiaro?

    5. Martin 2 gennaio 2026

      Maloberti io mi occupo di fatti, e notoriamente i Tribunali dei Minori emettono spesso provvedimenti ideologici molto discutibili. Che in questo caso si voglia coprire un parco eolico è certamente possibile, ma è una ipotesi non provata dalle sue argomentazioni.

    1. desato 1 gennaio 2026

      Quante boiate si devono leggere.

      Ma il tapino lo sa che una sindrome gastrointestinale può essere letale per un bambino e in tempi molto più rapidi per quelli occorsi all'arrivo in ospedale?

      Questi vivevano in una catapecchia, muffa ovunque, non parlavamo italiano e i genitori non avevano mandato le comunicazioni necessarie all'istruzione in casa.
      Non socializzavano, erano praticamente isolati.

      Bene hanno fatto a portarli via da quei figli dei fiori che la menano con la storia che "è tutto meglio perché è naturale".

      Appena ottant'anni addietro i bambini "nella natura agreste" morivano come mosche, e le testimonianze lo dimostrano.

      Gli stessi che gridano allo scandalo sono gli stessi che poi hanno le credenze piene di farmaci, e sono quelli che quando stanno rantolando chiamano l'ambulanza per farsi scarrozzare al PS.

    2. ric 1 gennaio 2026

      cacchio non ne azzecchi una !

    3. Hospiton 1 gennaio 2026

      "non socializzavano" eppure tutte le testimonianze che ho potuto ascoltare le descrivono come bambine felici, allegre. Nessuno ha la ricetta per garantire la socializzazione "perfetta", costruttiva e formativa (a me pare un'altra fisima della società del controllo, ma tant'è...), anzi in alcuni dei luoghi preposti dalle istituzioni (scuole) sono certificati da sempre innumerevoli casi di bullismo con relativi disturbi comportamentali segnalati nei ragazzi vittima di tale piaga. Se si vuol parlare di condizioni igienico-sanitarie è un'altra questione, non so come vivesse questa famiglia e le poche volte che ho tentato di informarmi ho letto tutto e il contrario di tutto, come al solito...non mi si venga però a parlare di "socializzazione" e usarla come pretesto, dato che niente e nessuno può garantire a quelle ragazze un'adolescenza più serena di quella che stavano vivendo.

    4. sarah 1 gennaio 2026

      E lei saprà che un'intossicazione alimentare non è un'evenienza tipica soltanto di chi mangia funghi e, anche in questi casi, può accadere facilmente ad individui assolutamente emancipati e inseriti in "società". Il caso recente, che è pure costato la vita a due donne in un cenone, lo dimostra. Se qualcuno si indigna, lo fa pensando alla brutalità del gesto deliberato di separare tre bambini dai propri genitori, qualcosa che segna un individuo per tutta la sua vita. E magari lo fa pensando ad una prospettiva più ampia, quella che ci interroga sul senso dello stato che con decisioni arbitrarie e affidate a singoli funzionari si dimostra di fatto il padrone dei nostri figli. Se poi chi si indigna è un consumatore di farmaci, che importa? Qui non si tratta di genitori violenti o pericolosi, che manifestano apertamente di rifiutare il ruolo genitoriale. Come se non lo sapessimo, poi, che intorno agli affidi dei minori gravita un colossale giro di affari. Quanti grotteschi e inaccettabili fatti di cronaca lo dimostrano? Ah, già, ma questo è complottismo d'accatto, roba da poveri dementi che farebbero bene a cercare uno psichiatra. Ormai il tenore delle discussioni è questo, devo dar ragione a chi si è lamentato. Sono stupita anch'io dal clamore mediatico di questa vicenda assurda in cui, con un po' di malignità, si è tentati di credere che il fatto più importante sia la polarizzazione del pubblico al quale, da una parte e dall'altra, deve giungere chiaro e forte il messaggio dello stato. Un messaggio ben poco liberale. Tant'è. Per quel che mi riguarda, potrebbe trattarsi anche di una colossale messinscena da dare sapientemente in pasto alla stampa. Purtroppo probabilmente non lo è anche se sarebbe meglio di sì. A noi il compito di tenere saldo il buonsenso.

    5. desato 1 gennaio 2026

      Certo, e tuo nonno è campato 101 anni fumando 4 pacchetti di nazionali, bevendo un litro di grappa e ingroppandosi prostitute senza condom ogni giorno.

      Quindi, logica deduzione, questa condotta non è pericolosa come sostengono gli studiosi.

      Ottimo bias!

    6. FrancoMaloberti 1 gennaio 2026

      Quanta pazienza ci vuole! Passino le sciocchezze, ma per la richiesta di cash proprio non sa leggere! Come spiegato da Marco, gli anglosassoni possono chiedere una garanzia monetaria per possibile risarcimento. In questo caso possibile per il danno provocato dai servizi sociali.

    7. natascia 2 gennaio 2026

      La sento annaspare.

    1. nicolcass 1 gennaio 2026

      é Bibbiano...bellezza!!

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