La storia segreta dello schiavismo bianco in America

La storia segreta dello schiavismo bianco in America

Larry Romanoff
unz.com

Il modo migliore per dimenticare la storia è riscriverla. E, nella riscrittura, cancellare accuratamente i riferimenti a qualsiasi evento o circostanza storica ritenuta scomoda. Così, i libri di storia americani tacciono totalmente sulla questione degli schiavi bianchi, per lo più di origine europea, in modo particolare Irlandesi, ma anche Inglesi e Scozzesi, che venivano rapiti o comunque deportati con la forza negli Stati Uniti come manodopera in stato di schiavitù. In realtà, un esame della documentazione disponibile indica che, nelle Americhe, la schiavitù bianca era stata un'operazione molto più estesa di quella che aveva interessato la tratta dei Neri, e i numeri potrebbero essere gravemente sottostimati [1].

Diversi autori hanno affermato, e io ho visto resoconti apparentemente credibili, che gli schiavi bianchi in America erano più numerosi di quelli neri. Nel suo libro They Were White and They Were Slaves [2], Michael Hoffman ha scritto:

"La schiavitù nera era stata instaurata in modo efficiente nell'America coloniale perché gli schiavi neri erano governati, organizzati e controllati dalle strutture e dall'organizzazione precedentemente utilizzate per schiavizzare e controllare i Bianchi. Gli schiavi neri erano arrivati in un secondo tempo, ed erano stati inseriti in un sistema già sviluppato."

La nuova nazione aveva bisogno di manodopera a basso costo, perché i coloni stavano sterminando gli abitanti di un grande Paese e si stavano impossessando delle terre, ma non avevano la manodopera per svilupparle. Gli schiavi bianchi erano più importanti dei neri, sia per il numero che per una questione economica. Un proprietario di schiavi bianchi, il piantatore della Virginia John Pory, aveva affermato che erano gli schiavi bianchi (non quelli neri) la "principale ricchezza" della nazione. Era stato in gran parte grazie alla stragrande maggioranza di schiavi bianchi che l'America aveva costruito le basi della sua ricchezza, perché la schiavitù era esclusivamente una questione di economia e di profitto. Il capitalismo americano è stato ferocemente predatorio fin dalla nascita. Un testimone oculare del rapimento in massa dei Bianchi poveri aveva stimato che, solo in base alle sue conoscenze personali, almeno 10.000 persone venivano vendute in schiavitù ogni anno da tutta la Gran Bretagna, e questo da circa due secoli.

Nei testi di storia americana si fa riferimento alla cosiddetta servitù debitoria (o servitù a contratto), una sorta di "sistema benignamente paternalistico in base al quale gli immigrati coloniali erano costretti a lavorare per alcuni anni per ripagare il loro passaggio e poi passare ad occupazioni più remunerative." Il mito è che il passaggio oltreoceano fosse costoso e che i civili britannici ed europei firmassero di buon grado dei contratti di servitù che li obbligavano a lavorare per alcuni anni per ripagare il costo del loro passaggio, dopodiché avrebbero ricevuto un appezzamento di terra e la libertà di perseguire un futuro glorioso nel Nuovo Mondo. Ma non era così. Ci saranno anche stati alcuni casi di persone che corrispondevano a questa descrizione, ma erano una minuscola minoranza e le loro condizioni non erano migliori di quelle degli schiavi. Di fatto, il loro contratto di lavoro equivaleva, il più delle volte, ad una condanna a vita ai lavori forzati e a un’esistenza molto breve, se si considerano gli orribili tassi di mortalità. Esistono testimonianze documentate di detenuti bianchi che avevano chiesto di essere impiccati in Gran Bretagna piuttosto che essere mandati in quel gulag che era l'America.

È solo l'élite americana di oggi che presenta una propaganda insincera e appassionata per attenuare la brutalità [di quella situazione storica]. Il fatto è che, se questa servitù a contratto fosse stata davvero lo standard, migliaia di contratti sarebbero sopravvissuti e i nostri musei ne sarebbero pieni. Non ci sono prove di ciò. Alcuni storici ebrei e altri simpatizzanti pretendono che questo sistema di servitù debitoria, una sorta di forma privilegiata di lavoro vincolato, fosse rappresentativo dell'intera esperienza della schiavitù bianca in America. Ma questa definizione potrebbe applicarsi solo a coloro che aderivano volontariamente al servizio, e di questi ce n'erano pochissimi, mentre il contratto d'ingaggio veniva mantenuto solo come copertura spuria per quella che, in realtà, era una schiavitù a vita. Persino i Bianchi si riferivano a se stessi come a schiavi, degradati al pari degli animali da cortile. Ci sono prove di molti immigrati, speranzosi ma analfabeti, che erano stati ingannati e indotti a firmare contratti del genere, ignari del contenuto effettivo dei documenti che li designavano legalmente come proprietà personale, che poteva essere comprata e venduta, persa o vinta al gioco o uccisa senza particolari preoccupazioni, come qualsiasi altro animale. In ogni caso, questi contratti fornivano innumerevoli scuse ai proprietari di schiavi per prolungare indefinitamente il periodo di servitù, spesso di 7 anni per i reati più lievi e di 10 o 15 anni per quelli più gravi. Pochi riuscivano a fuggire.

I mercanti di schiavi si impegnavano in grandi sforzi per indurre i Bianchi liberi a firmare i contratti di servitù, che li avrebbero messi in schiavitù "temporanea" con la promessa di 50 acri di terra coltivabile alla fine del periodo d'affitto, ma questo non era altro che uno spregevole racket. Le terre promesse venivano affidate al proprietario degli schiavi con l'intesa che i titoli di proprietà sarebbero passati agli schiavi [al termine del contratto], ma questi diritti fondiari potevano essere persi per qualsiasi motivo, compresa la pigrizia, e, in questo caso, i titoli di proprietà venivano acquisiti dal padrone. Molti proprietari di schiavi acquistavano un gran numero di questi lavoratori a contratto e inventavano rapidamente scuse per impadronirsi di tutte le terre loro affidate, a volte con una mazzetta e una strizzatina d'occhi alle autorità competenti. Certamente, centinaia di migliaia e probabilmente milioni di acri di terra fertile erano stati sottratti in questo modo, con molti proprietari di schiavi che si erano ritrovati con enormi proprietà e grandi ricchezze, ma è proprio per questo che era stato creato un sistema così "benignamente paternalistico." La servitù indiretta non è mai stata altro che un'immensa e crudele frode.

Un autore ha scritto che gli storici mantengono deliberatamente la falsità secondo cui "laddove i ‘servi’ bianchi costituivano la maggioranza dei lavoratori servili, essi lavoravano in condizioni privilegiate o addirittura lussuose, condizioni che erano vietate ai Neri. In realtà, gli schiavi bianchi si limitavano spesso a svolgere il lavoro sporco e faticoso nei campi, mentre i Neri e persino gli Indiani lavoravano come domestici nelle case delle piantagioni." Un maggiore di nome Mordecai Manuel Noah, descritto come "il più illustre laico ebreo del suo tempo," aveva lodato la schiavitù equiparandola alla libertà. Incredibilmente, aveva fatto dichiarazioni come questa: "C'è libertà sotto il nome di schiavitù. Un negro di campagna ha la sua casetta, una moglie e i suoi figli, il suo facile lavoro, il suo piccolo appezzamento di mais e patate, il suo giardino e i suoi frutti, che sono il suo reddito e la sua proprietà. Il servo di casa ha un bel vestito, i suoi pasti lussuosi, la sua privacy garantita, un padrone gentile e una padrona indulgente e spesso affettuosa."

David W. Galenson ha scritto un trattato intitolato "White Slavery entitled White Servitude in Colonial America," in cui afferma: "Gli uomini e le donne europei potevano esercitare una scelta sia nel decidere se emigrare nelle colonie che nello scegliere le possibili destinazioni." Questi commenti, e molti altri simili, sono pura finzione, grandi bugie destinate a cancellare il male di secoli. Gli schiavi bianchi arrivavano dai livelli più poveri della società britannica, ed erano considerati sacrificabili dalla classe dirigente. Gli economisti sostenevano la schiavitù dei Bianchi poveri perché li consideravano il modo più economico ed efficace per sviluppare le colonie del Nuovo Mondo, con in più la possibilità di liberarsi dei poveri in eccesso che non erano "redditizi" per l'Inghilterra. Con l'espansione dell'agricoltura americana, i proprietari terrieri avevano chiesto la legalizzazione della pratica del rapimento e messa in schiavitù dei Bianchi poveri. Erano state approvate apposite leggi per consentire specificamente la cattura di bambini bianchi, in quella che potremmo definire una "battuta di caccia" nei confronti dei poveri della Gran Bretagna e di chiunque fosse disprezzato dall'aristocrazia britannica.

Data la segretezza sull'intera questione della schiavitù bianca, non sorprende che pochi sappiano che molti degli schiavi deportati nelle Americhe o in Australia non erano detenuti, come si legge nei documenti, ma erano, in realtà, prigionieri politici, dissidenti politici e anche prigionieri di guerra. L'Inghilterra, in particolare, si era impegnata a radunare ogni dissidente politico di rilievo, a imprigionarlo e a deportarlo come "galeotto." L'Inghilterra collaborava anche con i mercanti di schiavi, permettendo a quelle che erano conosciute come le "bande dei cacciatori di schiavi" di girare liberamente per tutto il Paese e di sequestrare praticamente chiunque non sembrasse ricco, un processo visto con grande favore dall'aristocrazia britannica. Era stato Henry Cromwell a ordinare che tutti i poveri senzatetto della Gran Bretagna fossero catturati e deportati dai mercanti di schiavi, perché "non redditizi per il Regno." Le leggi consentivano di catturare in qualsiasi parte dell'Inghilterra qualsiasi persona che sembrasse vagabonda o che chiedesse l'elemosina e di trasportarla in un porto britannico e imbarcarla per essere venduta in America. Di conseguenza, i giudici avevano ordinato di ridurre in schiavitù e inviare in America tutti "coloro che rendevano la vita sgradevole alla classe superiore britannica." Gli Occidentali sono generalmente consapevoli del fatto che l'Australia era stata popolata quasi interamente da detenuti provenienti dalle prigioni britanniche, ma pochi sanno che il Nuovo Mondo americano era stato inizialmente popolato allo stesso modo e dalle stesse fonti. Il governo inglese aveva praticamente svuotato le prigioni, trasportando la maggior parte dei detenuti, uomini e donne, in America per venderli ai proprietari di piantagioni e ad altri industriali, e anche i bordelli erano stati svuotati con la forza per fornire ai proprietari di schiavi americani un'umanità, magari non consenziente ma in grado di riprodursi.

La documentazione storica ci dice che "i proprietari americani di schiavi avevano rapidamente iniziato ad accoppiarsi con le donne bianche sia per il loro piacere personale che per un maggiore profitto," ma questa espressione nasconde una brutale verità. Le donne bianche, soprattutto le irlandesi, venivano semplicemente denudate e poi violentate fino a quando non rimanevano incinte, per poi essere mantenute in quelle condizioni. I figli delle schiave erano a loro volta schiavi, il che aumentava le dimensioni della forza lavoro del padrone. Anche se una donna irlandese riusciva a ottenere la libertà, i suoi figli rimanevano schiavi e lei raramente li abbandonava, rimanendo così in servitù. Altri padroni americani avevano trovato un modo migliore per usare queste donne bianche (che in molti casi erano bambine di dieci o dodici anni) e aumentare il loro valore di mercato, facendole accoppiare con maschi africani in modo che generassero schiavi con una carnagione "mulatta," che potevano essere venduti ad un prezzo più alto del comune bestiame irlandese.

Questa pratica di incrociare femmine bianche con maschi africani era talmente radicata e diffusa che era stata approvata una legge che la proibiva, perché questa produzione di prole interferiva con i profitti dei grandi commercianti di schiavi ebrei. In questo avevano avuto un ruolo anche le versioni più perverse dell'ebraismo. Uno dei motivi per cui era iniziata la tratta degli schiavi africani era che questi ultimi "non erano macchiati dall'odiata teologia cattolica" che aveva contagiato gli Irlandesi. In parte anche per questo motivo, gli schiavi africani erano diventati più costosi da acquistare e spesso venivano trattati molto meglio delle loro controparti bianche. Gli schiavi neri erano sì utilizzati in modo crudele, ma di solito non venivano sfruttati fino alla morte come i Bianchi, acquistabili ad un prezzo molto basso e quindi completamente sacrificabili. All'arrivo in America, questi Inglesi bianchi venivano spogliati, messi in catene e fatti sfilare all'asta, dove venivano esaminati e venduti come bestiame.

Il commercio di schiavi bianchi era cosa assolutamente naturale per i mercanti ebrei in Inghilterra che importavano zucchero e tabacco dalle colonie americane. I Bianchi rapiti in Gran Bretagna potevano essere scambiati con questi beni in America, cosa che permetteva alle navi mercantili di trasportare un carico in entrambe le direzioni. Ma la condizione di questi esseri umani, e come venivano trattati da questi mercanti disumani, fa stringere il cuore. Ci sono notizie documentate su una nave che aveva gettato in mare più di 1.300 schiavi bianchi per garantire un'adeguata scorta di cibo all'equipaggio. Altri resoconti documentati raccontano di 20 o 30 bambini alla volta gettati in mare e lasciati annegare. In molti contratti era previsto che gli schiavi bianchi venissero venduti in anticipo ai proprietari delle piantagioni, che sarebbero stati responsabili del pagamento completo "se gli schiavi fossero sopravvissuti oltre la metà del viaggio." Sembra che i capitani delle navi caricassero regolarmente scorte di cibo sufficienti solo per la prima metà della traversata oceanica, con l'intenzione di affamare gli schiavi per il resto del viaggio. Una registrazione documentata afferma: "Stipati in stive sudice, ammanettati, affamati e maltrattati, soffrivano e morivano in gran numero durante le traversate." Nessuno si preoccupava di registrare il numero di morti.

Anche coloro che avevano la fortuna di sbarcare nel Nuovo Mondo non se la passavano meglio, visti i tassi di mortalità sconvolgenti. Il 60% di tutti gli schiavi bianchi che raggiungevano le Americhe non sopravviveva al primo anno. Un ecclesiastico aveva visitato un avamposto della piantagione e aveva descritto la scena come "una terra di morti viventi, un caveau pieno di cadaveri viventi." Un poliziotto li aveva definiti "cumuli di stracci infestati da parassiti." Quando aveva aperto la porta di uno dei loro tuguri, aveva visto: "Dieci, venti, trenta, chi può contarli? Uomini, donne, bambini, per la maggior parte nudi, ammucchiati sul pavimento come vermi in un caseificio, una visione spettrale, una tomba di stracci." Gli schiavi bianchi che si ribellavano o che diventavano disobbedienti venivano puniti nei modi più selvaggi e disumani. I proprietari appendevano gli schiavi per le mani e bruciavano loro i piedi. Spesso venivano bruciati vivi e le loro teste mozzate venivano poste su picche nel pubblico mercato come monito per gli altri schiavi.

Particolarmente scioccante era il rapimento e la riduzione in schiavitù di moltissimi bambini bianchi, che venivano apertamente prelevati da orfanotrofi, case di lavoro e anche direttamente dalla strada e inviati in America per lavorare nelle fabbriche e nelle piantagioni. Innumerevoli spedizioni verso l’America di questi bambini condannati si erano susseguite per circa 300 anni, e pochissimi di loro avevano vissuto fino a diventare adulti. In un caso, durante un censimento in Virginia, solo sette bambini erano stati registrati come vivi tra le molte migliaia arrivate quell'anno. Tutti gli altri erano morti, e le statistiche per gli altri anni sono altrettanto desolanti: a volte ne sopravvivevano solo tre o quattro per anno. I bambini orfani e i figli di genitori poveri venivano presi di mira per la tratta degli schiavi bianchi, che venivano descritti come una "peste" e un "elemento di disturbo." La polizia londinese aveva l’incarico di sequestrare tutti i bambini trovati per strada e di portarli in una struttura di contenimento dove avrebbero atteso di essere spediti in America. Spesso il loro unico crimine era quello di trovarsi per strada quando passava un agente. I mercanti di schiavi ebrei prendevano di mira in particolare le famiglie povere e chiedevano loro di consegnare i propri figli per la vendita, sotto la minaccia di essere ridotti alla fame tramite il ritiro di tutti gli aiuti, non importa da quale fonte provenissero. Potevano consegnare i loro figli ai mercanti di schiavi o essere costretti a morire di fame. Questo uso disumano di bambini "usa e getta," durato secoli, aveva segnato l’inizio della predilezione americana per il lavoro minorile, iniziata nelle piantagioni, ma ben presto estesa alle fabbriche.

Schiavi irlandesi

Sembra che sia generalmente accettato il fatto che l'Irlanda, in passato, fosse stata gravemente spopolata, con una percentuale di riduzione della popolazione dell'80%, secondo le stime più accreditate. Ecco cosa riporta un utile articolo sugli schiavi irlandesi d'Inghilterra[3]: L'attuale narrazione standard tenta con un certo vigore di attribuire questa grave riduzione della popolazione a malattie o carestie, ma la realtà sembra essere che il motivo principale era stato il rapimento per schiavitù. Ci sono documenti a sufficienza che ci dicono che gli Irlandesi venivano rapiti e mandati oltremare a centinaia di migliaia, compresi non solo gli adulti ma anche i bambini più piccoli, che venivano strappati con la forza ai loro genitori e venduti come schiavi negli Stati Uniti e nelle Indie Occidentali. Possiamo certamente attribuire a Henry Cromwell gran parte di questo fenomeno, dal momento che sembrava particolarmente determinato a catturare e deportare tutte le donne irlandesi: "Per quanto riguarda le giovani donne [irlandesi], anche se dobbiamo usare la forza nel prenderle, tuttavia essendo così importante per il loro bene, e potendo essere di così grande vantaggio per il pubblico, non è minimamente in dubbio che possiate averne il numero che ritenete opportuno per farne uso." Non c'è modo di fraintendere le parole di quest’uomo, e Cromwell, in queste osservazioni, non si riferiva alla "servitù debitoria."

Il primo documento di vendita di schiavi bianchi era stato redatto nel 1612, sette anni prima che i primi schiavi africani arrivassero a Jamestown, in Virginia. Nel 1625 Giacomo II aveva ufficialmente decretato che tutti i prigionieri irlandesi fossero inviati nelle Indie Occidentali (Caraibi) e venduti ai proprietari di piantagioni. Le prime navi avevano deportato 30.000 Irlandesi, che, a metà del 1600, costituivano la maggioranza degli schiavi nelle colonie [4]. Un sito web portoghese ci dice quanto segue: "Il proclama del 1625 prevedeva che i prigionieri politici irlandesi fossero inviati all'estero e venduti ai coloni inglesi nelle Indie occidentali. Nel 1600, gli Irlandesi costituivano la maggioranza degli schiavi venduti ad Antigua e a Montserrat. A quel tempo, il 70% della popolazione totale di Montserrat era costituita da schiavi irlandesi. Per i commercianti inglesi l'Irlanda era rapidamente diventata un'enorme riserva di bestiame umano. La maggior parte dei primi schiavi nel Nuovo Mondo erano, in realtà, bianchi"[5].

Come ho scritto in precedenza, uno dei principi della propaganda si basa sul fatto che, su qualsiasi argomento, abbiamo una forte tendenza a credere alla prima cosa che leggiamo o sentiamo, soprattutto se queste affermazioni vengono ripetute più volte. In seguito, anche di fronte a prove inconfutabili, a fatti che non possono essere contestati e che dimostrano che le nostre convinzioni ormai accettate sono, in realtà, false siamo sorprendentemente riluttanti a cambiare idea e "esitiamo e vacilliamo e continuiamo a credere che ci debba essere qualche altra spiegazione." A quanto pare, la nostra mente non è in grado di accettare di aver creduto a delle bugie. Questo è importante perché gli Ebrei usano questa caratteristica con grande vantaggio per prevenire la scoperta delle loro atrocità e impedire il pensiero razionale. In genere, se la conoscenza dei loro crimini passati mostra di voler fuggire dal confino storico, gli Ebrei usano questa tattica propagandistica per "arrivare per primi," con qualche autore ebreo che scrive rapidamente un libro o un trattato sull'argomento, pieno di bugie e di storia falsificata, tentando di escludere gli Ebrei dal coinvolgimento e, se possibile, di incolpare le vittime.

Ci sono molti indizi sul fatto che gli Ebrei si stanno impegnando per eliminare la consapevolezza e la discussione sulla tratta degli schiavi irlandesi o per confondere irrimediabilmente la questione, in modo da farla uscire dal centro dell'attenzione e rendere difficili o impossibili le conclusioni. Wikipedia è naturalmente uno dei leader di questo sforzo. Fedele alle sue radici ebraiche e bugiarda come sempre, Wikipedia ha un articolo intitolato "Il mito degli schiavi irlandesi"[6].

Il titolo stesso prepara i lettori a non credere a nulla sugli schiavi irlandesi quando sarebbe proprio Wikipedia a non dover essere creduta. La voce enciclopedica fa riferimento a un libro del dottor Michael A. Hoffman II, intitolato "They Were White and They Were Slaves: The Untold History of the Enslavement of Whites in Early America." Wikipedia, guarda caso, ci dice che questo libro è stato pubblicato da "un teorico della cospirazione e negazionista dell'Olocausto," che ha anche "incolpato gli Ebrei per la tratta atlantica degli schiavi" – tratta in cui gli Ebrei erano chiaramente molto coinvolti. Wikipedia ci dice anche (come di consueto) che "Il libro è stato descritto come un lavoro di ricerca scadente" ed è "altamente problematico." Se ricordate, queste erano le stesse accuse mosse ai libri di James Bacque che avevano denunciato la strage dei prigionieri di guerra tedeschi nei campi di concentramento americani dopo la Seconda Guerra Mondiale. Queste accuse di essere negazionisti dell'Olocausto e di scrivere libri di storia scadenti fanno parte di un modello standard, utilizzato tutte le volte che gli Ebrei non vogliono che il pubblico acceda alle informazioni che rivelano i crimini ebraici. Wikipedia informa inoltre i suoi lettori che il dottor Hoffman presenta un "incauto offuscamento dei confini tra schiavitù e servitù a contratto" quando, in realtà, sono Wiki e i suoi confratelli ad offuscare deliberatamente questi confini per nascondere il fatto che le "servitù debitorie" sono solo un eufemismo odierno inteso a seppellire la verità sulla schiavitù bianca.

Il sito italiano di Wikipedia su questo tema ci dice: "L'Irlanda è sempre stata soggetta ad una forte emigrazione, tanto che oggi si stima che negli Stati Uniti vivano dieci volte più persone di origine irlandese che in Irlanda. Nel XVIII secolo circa 9-10 milioni di Irlandesi avevano lasciato l'Irlanda. Di questi, i più poveri erano andati in Gran Bretagna, soprattutto nella zona di Liverpool, mentre quelli che potevano permetterselo, circa 5 milioni, si erano trasferiti negli Stati Uniti d'America. A partire dal XIX secolo, in seguito alla grande carestia delle patate, l'emigrazione era diventata massiccia: nel 1890 il 40% di tutti gli Irlandesi viveva all'estero. Oggi ci sono circa 80.000.000 di persone nel mondo che affermano di avere ascendenze irlandesi, e di queste solo 4.700.000 vivono nella Repubblica d'Irlanda"[7].

Wiki ci dice poi: "Nel 1800 il fenomeno dell'emigrazione dall'Irlanda verso gli Stati Uniti d'America era stato causato dalle persecuzioni religiose in Irlanda, dall'eccessivo costo della vita in Irlanda e dalla grande carestia che aveva colpito il Paese. Il fenomeno era stato imponente: infatti, in dieci anni dall'inizio del fenomeno, la popolazione degli Stati Uniti era raddoppiata." Questo ci avvicina un po' alla verità, ma non abbastanza. Come altri siti web ebraici, Wikipedia equipara il rapimento e la schiavitù con la "servitù debitoria" e l'"emigrazione."

Un'altra indicazione [della censura ebraica] è che Global Research aveva pubblicato un articolo di John Martin sulla tratta degli schiavi irlandesi, "The Slaves that Time Forgot"[8], ma poi, improvvisamente, aveva pubblicato altri due articoli che negavano parzialmente l'esistenza di questa tratta. GR ci informa che l'articolo originale "sfiora la superficie di un complesso processo storico che è stato oggetto di dibattito critico, controversie e confusione" e che gli articoli successivi erano stati pubblicati "al fine di promuovere ulteriori discussioni" e "con l'obiettivo di fornire uno sfondo storico più ampio." Ah, sì. O questo, o qualcuno aveva fatto forti pressioni su GR affinché rivedesse la sua posizione, pena la rimozione da Internet.

Forse la migliore indicazione è un articolo che parla di un Irlandese di nome Liam Hogan, pubblicato sul sito web del Southern Poverty Law Center, tra i tanti. Per chi non lo sapesse, il SPLC è un'organizzazione totalmente ebraica, fortemente politica e con una reputazione assolutamente negativa. Hogan apparentemente lavora (o lavorava) in una biblioteca pubblica in Irlanda e ci viene presentato come uno "studioso indipendente." L'articolo del SPLC ha un titolo che ci dice (come Wikipedia) che gli schiavi irlandesi sono "un mito" e servono solo come "meme" per i "razzisti online"[9]. Il che ci lascia indovinare chi sono i "razzisti" e contro chi esprimono il loro razzismo. L'articolo fa riferimento ad una serie di saggi scritti da Hogan che pretendono di sfatare l'intero argomento degli schiavi irlandesi, cosa che, in realtà, non fanno. Devo dire che i saggi di Hogan mi sembrano fondamentalmente disonesti, perché tutto ciò che fanno è dimostrare che alcune foto utilizzate a sostegno degli articoli sulla schiavitù sono tratte da fonti non correlate, e questo è del tutto irrilevante per l'argomento.

Ma il punto è che questa organizzazione si sta impegnando attivamente per impedire una discussione aperta sulla tratta degli schiavi irlandesi e, dati i loro pregiudizi, questo accadrebbe solo se gli Ebrei fossero preoccupati della graduale rivelazione della loro partecipazione a questa farsa. Senza questa paura, non ci sarebbe bisogno di tirarli in causa, né per Wikipedia prendere una posizione così forte in contraddizione con i fatti disponibili.

Ma c'è un'altra questione, molto interessante. L'Irlanda, tra tutti i Paesi del mondo, sembra non avere statistiche sulla popolazione antecedenti al 1850 circa, e anche i registri di quell'ultimo periodo sembrano essere stati alterati e falsificati. Tutti i dati sulla popolazione del Paese sono scomparsi. Nelle città e nei paesi, nei villaggi, negli uffici governativi, nelle chiese, nei cimiteri, tutto sembra essere scomparso. Dovrebbe essere ovvio che questo non può essere accaduto per caso. Un ufficio in un certo luogo può andare incontro ad un disastro, ma quando tutte le statistiche sulla popolazione di un'intera nazione scompaiono, deve essere il risultato di un'azione intenzionale, compiuta da un numero considerevole di persone. Dovrebbe anche essere ovvio che non può trattarsi di un'impresa nazionale: nessun governo si assumerebbe il compito di distruggere i dati demografici di tutta la sua storia. Ciò significa che la distruzione dei registri avrebbe dovuto coinvolgere un agente straniero, e questo ci riporta ai nostri mercanti di schiavi ebrei. Se non si può provare che l'Irlanda aveva un certo numero abitanti, non si può provare che questi erano stati rapiti come schiavi. Non abbiamo prove dirette, ma i principali beneficiari della distruzione di queste prove sarebbero certamente i mercanti di schiavi ebrei, e va ricordato che gli Ebrei khazari sono stati i mercanti di schiavi più attivi al mondo per centinaia di anni, certamente anche in questo periodo. Infatti, gli Ebrei erano aspramente odiati dai cittadini di molte nazioni per i loro rapimenti e il loro commercio di schiavi, una delle ragioni principali per cui gli Ebrei erano stati espulsi da così tanti Paesi - e non a causa del pregiudizio o dell'"antisemitismo" come ci viene spesso detto oggi.

Inoltre, poiché è provato che i mercanti di schiavi erano molto attivi in Inghilterra e Scozia, non c'è alcuna ragione logica per supporre che ignorassero l'Irlanda, e il grave spopolamento di questa nazione sembrerebbe parlare da sé.

Esiste un sito web che tratta la questione della popolazione irlandese[10]. Le informazioni sono frammentarie, ma forniscono alcuni spunti di riflessione. Il sito afferma che "non esistono dati affidabili sulla popolazione irlandese prima del 1841" e che "gli unici dati certi sopravvissuti derivano dai censimenti del 1841 e del 1851, ma la loro accuratezza è stata messa in discussione." Tuttavia, il sito finge (come molti altri siti web) di mostrare grafici della popolazione irlandese che risalgono fino al 1200, ovviamente del tutto inventati. Lo stesso sito web ci dice che "L'emigrazione è stata una caratteristica della storia irlandese più di quasi ogni altro Paese al mondo," accentuando il tutto con l'affermazione che "Questo è dimostrato dal fatto che, oltre ai 5 milioni di persone presenti in Irlanda, si stima che ci siano 55 milioni di persone in tutto il mondo che possono far risalire i loro antenati all'Irlanda." Si tratta di un dato notevole, se vero, che certamente avvalora la tesi dei milioni di Irlandesi rapiti come schiavi nel corso degli anni. Il sito web afferma anche - a sostegno della sua affermazione sull'"emigrazione" - che gli Irlandesi rappresentavano un terzo di tutto il "traffico volontario" attraverso l'Atlantico. Il dato potrà anche essere vero, ma l'aggettivo "volontario" non ha alcuna prova a sostegno, e non sono sicuro di poter classificare il rapimento e il commercio di schiavi come "emigrazione."

Larry Romanoff

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/lromanoff/americas-buried-history-of-white-slavery/
18.02.2023
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Riferimenti:

[1] The Irish Slave Trade – The Forgotten “White” Slaves

https://www.globalresearch.ca/the-irish-slave-trade-the-forgotten-white-slaves/31076

[2] They Were White and They Were Slaves

https://ia804606.us.archive.org/13/items/michael-a.-hoffman-ii/They%20Were%20White%20and%20They%20Were%20S%20-%20Michael%20A.%20Hoffman%20II.pdf

[3] England’s Irish Slaves

https://www.globalresearch.ca/englands-irish-slaves/5529864

[4] NOBLE: THE ENGLISH TRADE OF WHITE SLAVES – IRISH – IN THE AMERICAS.

https://www.marcotosatti.com/2019/07/18/nobile-la-tratta-inglese-degli-schiavi-bianchi-irlandesi-nelle-americhe/

[5] IRISH: THE FORGOTTEN WHITE SLAVES

https://tempocaminhado.blogspot.com/2020/08/irlandeses-os-escravos-brancos.html

[6] Irish slaves myth

https://en.wikipedia.org/wiki/Irish_slaves_myth

[7] Irish emigration

https://it.wikipedia.org/wiki/Emigrazione_irlandese

[8] The Irish Slave Trade – The Forgotten “White” Slaves. The Slaves That Time Forgot

https://www.globalresearch.ca/the-irish-slave-trade-the-forgotten-white-slaves/31076

[9] HOW THE MYTH OF THE “IRISH SLAVES” BECAME A FAVORITE MEME OF RACISTS ONLINE

https://www.splcenter.org/hatewatch/2016/04/19/how-myth-irish-slaves-became-favorite-meme-racists-online

[10] Population in Ireland

http://grantonline.com/grant-family-genealogy/Records/population/population-ireland.htm

Commenti (50)

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    1. dana74 22 febbraio 2023

      Ho cercato tempo addietro informazioni sulla tratta dei bambini poveri inglesi ed irlandesi per mandarli a lavorare in Canada, fine ottocento/ primi novecento. Ho trovato pochissimi riferimenti. Semmai è chi occulta queste vergogne per aggravare lo stesso reato ma commesso su una etnia per la quale è lecito "piangere" si dovrebbe sentire in colpa, ma si sà all'elites piace strumentalizzare per allontanare la rabbia da sé stessa

    2. Primadellesabbie 23 febbraio 2023

      È successo anche dopo la WWI, sono stati "affidati" a famiglie che ne facevano richiesta, e anche dopo la WWII.

      Qui qualche cosa:

      https://www.findandconnect.gov.au/ref/wa/biogs/WE00473b.htm

    1. Cangrande1965 22 febbraio 2023

      Per chi è interessato, qui la ricerca sui VERI schiavisti del grandissimo Gian Antonio Valli.

      Consiglio di procurarsi tutti i suoi eccezionali libri, frutto di ricerche minuziosissime, inattaccabili, piene di fonti, sulle origini delle guerre mondisli e sui "veri mandanti".

      Qui la meravigliosa ricerca sullo schiavismo.

      Ieri e oggi, sono sempre "loro"...

      https://forum.termometropolitico.it/87460-ebrei-schiavismo-volto-nascosto-schiavitu.html

    2. Hospiton 22 febbraio 2023

      Ho letto vari articoli di Valli, ho in mente da tempo di acquistare il libro sulla riv. Russa ma ne ho così tanti da leggere... comunque in rete ho reperito un bel po' di materiale, vi sono aspetti su cui non sono del tutto d'accordo (la questione delle mafie nell'America anni 20-30-40) ma su altri credo sia stato estremamente lungimirante, in particolare l'attacco a 360° cui è sottoposta l'Europa da decenni, oggi spinto a livelli quasi deliranti. La fine di Valli del resto la dice lunga su molte delle sue intuizioni, suicidio? Con quelle modalità? Come no...

    3. Cangrande1965 23 febbraio 2023

      Infatti... So che è morto in circostanze sospette.
      Nei suoi libri ha ben indicato i "soliti noti"...
      Ma cosa si sa della sua morte ?

      Grazie in anticipo.

    4. Hospiton 23 febbraio 2023

      Io ho letto alcuni articoli che riportano sempre versioni simili a questa, usò un bisturi per recidere la carotide, mah...https://www.prealpina.it/pages/addio-gianantonio-valli-20686.html

    5. Cangrande1965 23 febbraio 2023

      Grazie.
      Letteralmente inverosimile, conoscendo anche la persona.
      Recidere la carotide è soffocare nel sangue: non parlare.
      Tipico omicidio massonico del contrappasso.

    1. Vincent1 22 febbraio 2023

      Dici che a questo punto non dobbiamo più sentirci in colpa verso i neri?

    1. Vincent1 22 febbraio 2023

      Articolo bellissimo.
      Come al solito, si dimostra ciò che non ha bisogno di dimostrazione e cioè l'origine criminale degli stati uniti e l'assoluto disprezzo da parte degli ebrei per il genere umano a vantaggio economico.
      Però per 'ebrei', secondo me, non bisogna generalizzare.
      Il popolo (la maggioranza), è completamente estraneo a queste scelleratezze come lo è per quelle che i loro 'connazionali' stanno perpetrando ai giorni nostri.
      E' solo una piccola minoranza che ha il mondo tra le mani.
      La distinzione, secondo me, è d'obbligo.

    2. ducadiGrumello 22 febbraio 2023

      non solo, ma le peggio nefandezze parrebbero tutte opera dei khazari, che non sono ebrei etnici ma derivati da una popolazione centroasiatica convertitasi nell'ottavo o nono secolo all'ebraismo per motivi di puro opportunismo. Perlomeno questo è quanto afferma Bizzi, che come storico mi pare stare qualche spanna sopra la media

    3. Vincent1 22 febbraio 2023

      Più che altro sembra, che siano stati costretti a convertirsi, ma non lo so di preciso.

    4. ducadiGrumello 22 febbraio 2023

      sì, anch'io non ricordo esattamente il dettaglio, ma volevo solo rimarcare il punto. Importante è quello che hai detto nel post precedente, non confondiamo le elite al potere con la popolazione. Per dire, non credo che esistano molte persone che odiano l'america, come soggetto politico, più di me. Il pensiero di ciò che hanno fatto nella loro pur breve storia mi fa letteralmente ribollire il sangue. Però ci sono stato, una volta sola, in viaggio di nozze e della gente comune ho un bel ricordo: aperti, informali, pronti ad aiutarti per qualunque motivo, e in un certo modo antiretorici, per noi abituati alle ampollosità latine. Dopo qualche giorno a New York dovevamo noleggiare una macchina per fare un giro nel New England, ma c'era un problema: solo io ho la patente ma solo mia moglie aveva la carta di credito. Macchina non noleggiabile, pianto di mia moglie fuori dall'agenzia di noleggio. Esce il tizio con cui avevamo parlato, risolve la cosa mettendo il suo nome e la sua carta sul documento di noleggio, pur ovviamente non conoscendoci e avendo avuto con noi solo il breve e formale colloquio da cui era scaturito il problema. Onestamente, e senza dare patenti di alcun genere a un popolo piuttosto che a un altro, non so quanti italiani lo avrebbero fatto

    5. Vincent1 22 febbraio 2023

      Nessuno

    1. carla 22 febbraio 2023

      Gli schiavi o meglio la schiavitù piaceva tanto anche qui da noi a quei tempi, non mi direte che chi lavorava un secolo fa in Italia era qualcosa meno di schiavo.
      Mio nonno morì di broncopolmonite perchè come falegname al servizio di ricca famiglia ebrea, tirando il carretto con su i mobili appena finiti da consegnare urgentemente sotto la pioggia nell'ennesima serata piovosa invernale non guarì più a soli 35 anni con due figli piccoli.
      Nel quartiere i componenti della ricca famiglia ebrea passando a cavallo o in carrozza gettavano monetine ai bambini che correvano per raccoglierle, questo me lo raccontava mia madre che era stata una di quei bambini e che così giustificava in parte anche l'indifferenza provata da molti al momento delle persecuzioni. Certamente non fino alla tortura e alla morte come poi accadde, anzi mi diceva spesso che quando iniziano con ebrei, stranieri, comunisti ecc. poi arriveranno anche a te quando non ci sarà più nessuno e nessuno protesterà.

    2. Primadellesabbie 23 febbraio 2023

      La novità rilevante è che i ricchi occidentali, oggi e da un pezzo, non gettano più alcuna monetina.

      Quelle sono state le ultime di un modo di essere ricchi che aveva traversato i secoli.

    3. carla 23 febbraio 2023

      Ora buttano sieri genici sperimentali che tutto sommato si avvicinano al rischio di essere calpestati dagli zoccoli, come ieri

    1. Maia 22 febbraio 2023

      Illuminante i romanzi di Uptain Sinclair . per esempio The Jungle. Cito: La giungla, pubblicato da Upton Sinclair nel 1906, è un libro ideologicamente costruito, pedantemente dimostrativo, informe e noioso in alcune parti, ma così bello e fiammeggiante, così accurato nell’indagine sulle condizioni di vita degli operai, delle migrazioni, dell’organizzazione del lavoro, della costruzione di una città – Chicago – della produzione industriale del cibo, da essere non solo un modello di giornalismo e letteratura di denuncia – di “quel muckraking (andare a frugare nel letame) che costituì una delle tendenze più vigorose della cultura americana di inizio secolo... di un’attualità stringente e – forse per questo – quasi del tutto dimenticato.

    2. Vincent1 22 febbraio 2023

      Altro esempio è la costruzione del ponte di Broocklin dove (solo per un ponte) sono morte decine di operai.
      Di certo non facevano parte alla 'New York bene'.

    1. Primadellesabbie 22 febbraio 2023

      Il capitalismo ha bisogno della povertà, si tratta di una componente indispensabile e quindi ineliminabile.

      Il destino dei poveri in regimi in cui tutti i terreni siano proprietà privata è una condizione di schiavitù, di un intero popolo come nel caso dell'Irlanda o alla spicciolata come, ad es., nell'ottocentesca Italia del Nord.

      Quando i poveri si ribellano o cercano di emanciparsi vengono eliminati fisicamente dai militari con generale e diffusa complicità, come accaduto ripetutamente nel Sud America dei nostri tempi, o separati dalla società e lasciati morire di stenti per le strade come, per es., negli US di oggi, per non compromettere l'ordine degli abbienti e il bilancio dello stato.

      PS - Studiando il caso delle Isole Britanniche, colonizzate in diverse ondate dagli "inglesi", un miscuglio di scandinavi, tedeschi e francesi che hanno sottomesso e schiavizzato con diverse modalità gli indigeni scozzesi, irlandesi e gallesi fino a inquadrarli negli eserciti privati che hanno conquistato l'Impero, si potrebbe riassumere e illustrare tutta la vicenda che ha portato al moderno capitalismo.

    2. LuxIgnis 22 febbraio 2023

      Bisognerebbe iniziare a chiamare il capitalismo con il suo vero nome: "sfruttamento e schiavismo legalizzato".

    3. Hospiton 22 febbraio 2023

      La faccenda della sottomissione di poveri e reietti vari, per quanto riguarda il mondo Atlantico tra il 1500 e il 1700, a mio parere è trattata con grande efficacia in questo saggio https://www.valasco.org/peter-linebaugh-marcus-rediker-i-ribelli-dellatlantico/

    4. LuxIgnis 22 febbraio 2023

      Un altro libro che non mi stancherò mai di raccomandare è quello di Raj Patel: Una storia del mondo a buon mercato.
      Racconta la storia del capitalismo è come ha agito. E parla anche degli schiavi e delle condizioni dei lavoratori a suo tempo.

      Dall'introduzione: "In questo libro mostreremo come il mondo moderno è stato creato grazie a sette cose cheap, a buon mercato: natura, denaro, lavoro, assistenza, cibo, energia e vite. Ogni parola di questa frase va spiegata. A buon mercato è l’opposto di “sotto costo”: il deprezzamento, il rendere più a buon mercato, è un insieme di strategie volte a controllare una più ampia rete della vita. Le “cose” sono diventate cose grazie agli eserciti e ai preti e ai contabili e alla stampa."

      Gli schiavi sono a buon mercato.

    5. Chicxulub2.0 22 febbraio 2023

      C'è anche “Controstoria del liberalismo” di Domenico Losurdo

      Comunque queste cose sono ormai chiare a tutte le persone informate

      Quello di cui si discute meno invece è il rapporto fra capitalismo, metafisica, costruzione del soggetto moderno e volontà di potenza, da cui risulta con preoccupante evidenza che non stiamo minimamente facendo la storia ma la storia sta facendo noi e fra poco, quando non serviremo più, saremo ridotti a mero ingranaggio dell'impersonale “Sistema”

      I filosofi che hanno affrontato la questione hanno previsto esattamente e con un anticipo di quasi 80 anni la deriva tecnodittatoriale di oggi:
      Heidegger, Adorno, Foucault, Baudrillard, oggi sulla loro scia Agamben che proprio in relazione a questo parla di necessità della “destituenza”

      Non siamo in una “crisi”, siamo alla fine del paradigma metafisico e sarebbe utile capire cosa significa prima di essere tutti travolti

    6. Hospiton 22 febbraio 2023

      Ma è una deriva arginabile? Perché, come già scritto altre volte, la tecnocrazia pare un mostro di Frankenstein, un qualcosa sfuggito persino ai suoi creatori e che ormai vive di vita propria, inglobando letteralmente ogni tentativo d'opposizione. Non ho letto tutti gli autori che citi ma è un tema che ho affrontato (Severino), le analisi possono anche essere convincenti ma le soluzioni temo scarseggino, o siano difficilmente applicabili (abbiamo già parlato per esempio della "destituenza")

    7. Primadellesabbie 22 febbraio 2023

      La deriva tecnodittatoriale sembra sia l'aggiornamento notarile di una realtà già percepita e materializzata nella consapevolezza del 95 % degli occidentali, che si stanno disciplinatamente adeguando.

    8. Chicxulub2.0 22 febbraio 2023

      Veramente è la realtà che si aggiorna sulla filosofia secondo dei testi che il 95% non ha letto e se ci prova non capisce cosa c'è scritto (purtroppo i filosofi scrivono in una maniera impossibile)

      Se ne parla dagli anni quaranta con Dialettica dell'Illuminismo di Adorno, nel 1954 Die Frage nach der technik di Heidegger, nel 1966 la nota intervista a Der Spiegel sempre di Heidegger con l'affermazione che liberalismo/fascismo/comunismo portano tutti e tre inevitabilmente alla stessa deriva tecnocratico-tecnologica, intervista che termina con la celebre frase “Nur noch ein Gott etc etc’ (la prima parte dell'articolo tutta sul nazismo non interessa)
      Ancora nel 1966 Le parole e le cose di Foucault con la profezia della scomparsa dell'uomo dalla storia, poi Baudrillard e oggi Agamben che senza dirlo ma solo accennandovi si rifà a Benjamin quando scrive dell'imminenza della violenza divina, che tradotto in linguaggio corrente significa l'arrivo di un crollo sistemico che cancellerà l'orrore del male in cui è precipitato il mondo

      Qui è la chiave: la violenza divina non agisce per punire e ristabilire il diritto, ma cancella il diritto stesso in quanto è lui il creatore di nuda vita ossia di quel dualismo dicotomico che nasce per portare ordine e finisce per portare oppressione

      Secondo Agamben dobbiamo abbandonare il diritto (democrazia) che è dicotomico e cercare un terzo elemento che connetta la Gemeinschaft con la Gesellschaft

      Solo che se non capiamo in fretta e tutti insieme i concetti di

      1- metafisica
      2-soggettività moderna

      non ne usciremo mai più

    9. oriundo2006 22 febbraio 2023

      Lo sono perchè caratteristica fondante l' uomo della nostra era è la 'bontà', ovvero la sottomissione, la assenza di identità propria a cui appoggiarsi per difendersi, il desiderio di piacere a tutti, di non avere nemici, il senso di colpa personalizzante ( e spersonalizzante ), l'opposta felicità di avere la propria animuccia sgomba da pensieri 'difficili' e disturbanti l' interiore resa: sono tutte categorie religiose. Indagarle a fondo significa liberarsene. Liberarsene significa rigettare le mostruosità che si sono sostituite nel tempo al senso religioso naturale. Rigettarle significa impugnare l'arma spirituale più forte: dire di NO.

    10. Chicxulub2.0 22 febbraio 2023

      Non è una deriva, è l'inevitabile conseguenza della metafisica che a sua volta ha generato il soggetto moderno rinascimentale cartesiano, interamente centrato sull' “io” raziocinante, che ha come unico e solo obiettivo perpetuare la propria “permanenza”

      Il che equivale a dire che l'unica motivazione del soggetto che oggi riusciamo a concepire è la “volontà di potenza”

      Ma la volontà di potenza prefigura dei rapporti fra soggetti in cui lo scopo dell'interazione è che uno dei soggetti sussuma tutti gli altri e li riduca a mera funzione della propria soggettività

      Ossia lo schema nascosto della soggettività rinascimentale cartesiana è il dominio-sfruttamento che infatti vediamo affermarsi senza più freni allo stadio attuale del capitalismo

      Ti taglio e ti linko 2 minuti e 30'' circa da una conferenza di Carlo Galli sull'argomento
      Dice una buona parte di quello che c'è da dire e che dobbiamo urgentemente capire tutti insieme

    11. oriundo2006 22 febbraio 2023

      Caro Hospiton, non lo è più, nel momento in cui un drone da migliaia di KM viene diretto da un tizio che mentre mangia un hamburgher ti incenerisce senza che tu nemmeno lo veda. E la casistica può essere a piacere aumentata. Alla fine la tecnica distruggerà sè stessa: ma con quali risultati ?
      Cosa e chi sopravviverà 'dopo', quali mutazioni avverranno, quali follie sorgeranno nelle menti sconvolte dall'apocalisse, cosa ne sarà di questo povero Pianeta, non ci è dato di sapere.
      Esiste ancora un possibilità tenuissima perchè non accada, ma è una probabilità che va affievolendosi.

    12. Vincent1 22 febbraio 2023

      Proprio così. Il capitalismo ha bisogno di povertà. Di forza lavoro. Di manodopera a basso costo, possibilmente gratis.
      E in questo si stanno adoperando con risultati sorprendenti. Barconi che arrivano dall'Africa portando disperati.
      Il loro scopo è inflazionare il mercato del lavoro rendendolo inaccessibile ai lavoratori italiani che non riuscirebbero a sopravviveri con stipendi dimezzati.
      Si crea così povertà e quindi ricattabilità.
      Gli americani / ebrei hanno insegnato bene e i nostri governanti sono stati degli ottimi discepoli.

    13. Hospiton 22 febbraio 2023

      Sono d'accordo, dato il percorso intrapreso secoli fa dall'Occidente oggi possiamo parlare di "inevitabili conseguenze", più che di deriva. Ma ciò se possibile complica le cose, significa che il pilota non conta più, siamo in auto-propulsione: anche ammettendo che simili riflessioni raggiungano una vasta platea (e nell'era della comunicazione stile tweet la vedo dura), come destrutturare senza traumi una società lanciata come un treno in corsa? Forse il punto di non ritorno è stato superato già da oltre due secoli, e temo che la previsione di Oriundo, "la tecnica distruggerà sé stessa", sia l'ipotesi più probabile. A meno che non intervenga un nuovo modello, una scuola di pensiero che si diffonda capillarmente in tempi brevi, un qualcosa che non riesco sinceramente a immaginare, in grado di irreggimentare su larga scala la volontà di potenza, equilibrandola o addirittura dissolvendola. Uno sforzo prodigioso, titanico...forse avrebbe potuto aiutarci in tal senso il pensiero orientale, probabilmente la matrice originaria, ma il flagello del Capitale ha raggiunto e investito anche quelle roccaforti.

    14. Hospiton 22 febbraio 2023

      Temo sia così Oriundo, quantomeno la mia immaginazione (non molto fervida, a dire il vero) non mi lascia intravedere granché di diverso. Spero, paradossalmente, che siano i nativi digitali a rallentare la corsa e considerare nuovi percorsi.

    15. Chicxulub2.0 22 febbraio 2023

      Infatti il problema che si pone la filosofia a partire dal '900 è se effettivamente esiste il soggetto-uomo o se non siamo altro che una fase strumentale che sta per essere abbandonata
      Se consideriamo la soggettività esclusivamente come il nostro io raziocinante, seguendo il discorso del video di Galli al link, stiamo solo mettendo in atto una impersonale volontà di potenza che è ontologicamente conflittuale con la "comunità umana"
      La tecnica non distrugge se stessa ma assorbe la soggettività umana che a un certo punto diventerà puramente funzionale all'algoritmo della macchina la quale (appunto in conseguenza del fine della volontà di potenza che è la permanenza sempre uguale a se stessa, prima dell'uomo poi oltre l'uomo) troverà un singolo algoritmo ottimale e ripeterà sempre quello
      Noi non potremo fare altro che adeguarci perdendo per sempre la nostra soggettività
      Lo si vede nel linguaggio che a un certo punto, come scrive Foucault in Le parole e le cose, a partire dal '600 inizia ad andarsene per i fatti suoi ossia la verità non è più verificata nel rapporto uomo-mondo ma consiste sempre di più nella semplice correttezza formale dell'enunciato

      Quindi il problema non è la guerra o l'economia ma il paradigma metafisico che ha originato il soggetto moderno puramente "ordinatore"
      Per questo Agamben dice che l'unica prassi possibile oggi è la "destituenza" (il contrario dell'ordine a cui mira il soggetto senza rendersi conto che andando fino alle estreme conseguenze cancellerà se stesso)

    16. Primadellesabbie 22 febbraio 2023

      La realtà che si aggiorna, è vero anche così.

      Resta da spiegare come le persone percepiscano, con largo anticipo sulla diffusione degli ordini, cosa una misteriosa volontà vorrà da loro, e si portano avanti con il lavoro (di questo sono certo perché lo noto da tutta la vita).

    17. Chicxulub2.0 22 febbraio 2023

      Infatti si è passati dalla desolata constatazione che la razionalità che credevamo semplice mezzo è diventata una “gabbia d'acciaio” allo sgomento vero e proprio quando ci si è cominciati a rendere conto che in realtà, forse, il soggetto non siamo noi ma la “misteriosa volontà” di cui parli

    18. oriundo2006 22 febbraio 2023

      E' la misteriosa ( ma non è poi tale ) volontà del nefasto demiurgo, che si vuole 'padre' dell' umanità ma senza esserlo, volontà che i suoi accoliti applicano con infame rigore ( la chiamano pudicamente Ghevurà ). I più selezionati sono tali perchè portano sin nel DNA il marchio dell' infame, che ha dato loro potere supremo sulla restante umanità, anche se questa si ritiene 'eletta', anche se si dimostra sottomessa, anche se alla fine accetta la sconfitta esistenziale totale pur di continuare a vivere. Lo abbiamo ben visto ai giorni nostri. Ma così non sarà. Non ci sarà misericordia per nessuno, misericordia che ha carattere ambiguo tanto quanto quelli che ne hanno fatto la bandiera pur di conservare l' inganno del loro 'dio padre'. Tutto è metafisica. Anche la tecnologia.

    19. Primadellesabbie 22 febbraio 2023

      Capisco, ma rimango più generico, li c'è un nodo complesso che non è così semplice da sciogliere.

      Poi, dopo quello che è successo nel secolo scorso, ci sono persone che vogliono imporre una certa lettura riduttiva che complica irrimediabilmente le cose.

      Vorrei invitare chi, e qui qualcuno c'è, ha imboccato la porta giusta per utilizzare la cultura di cui disponiamo, a non limitare la capacità dell'immaginazione, sono convinto che quel che vediamo e tocchiamo è veramente una piccola parte della realtà.

    1. sbregaverse 22 febbraio 2023

      Mamma mia dammi 100 lire che in America voglio andar
      100 lire io te le do ma in america NO NO NO

    1. sbregaverse 22 febbraio 2023

      La prece del natante:
      《gesù giuseppe maria mandami una sbregona nella mia corsia》

    1. Chicxulub2.0 22 febbraio 2023

      È successo anche con gli schiavi italiani (bianchi) in Brasile
      Quando nel 1888 fu abolita la schiavitù lo stato brasiliano, su richiesta dei fazendeiros ex schiavisti, cominció a diffondere in Italia opuscoli che esaltavano le condizioni di lavoro e di vita in Brasile
      Agli italiani disposti a emigrare veniva offerto un prestito per pagare il viaggio
      Arrivati a destinazione venivano messi nelle stesse baracche degli schiavi, non venivano pagati con la scusa del debito del viaggio, il cibo era scarso

      Erano trattati esattamente come gli schiavi neri prima dell'abolizionismo anche perché la mentalità del ricco brasiliano era ed è ancora oggi quella del padrone di schiavi (non si può immaginare quanto siano sprezzanti i quatrocentões brasiliani, cioè l'aristocrazia di fatto delle famiglie che risiedono nel paese fin dalla prima colonizzazione)

      Il parlamento italiano venne a conoscenza e con il “decreto Prinetti” del 1902 vietò l'emigrazione sussidiata da prestiti aprendo una fase di tensione diplomatica col Brasile
      https://it.m.wikipedia.org/wiki/Decreto_Prinetti

    2. Cachafaz 22 febbraio 2023

      L'abbiamo anche noi lo schiavismo. A Prato i cinesi , diventati imprenditori senza scrupoli, sono diventati ricchi prendendo fabbriche in affitto e riempendole di manodopera cinese a cui per un bel po' di tempo pagano solo il vitto e l'alloggio li' dentro...ovviamente facendo concorrenza piu' che sleale.

    3. Vincent1 22 febbraio 2023

      Lo schiavismo ha mille forme e riesce a camuffarsi camaleonticamente in un milione di modi.

    1. oriundo2006 22 febbraio 2023

      Ma perchè scusate, i cosidetti 'migranti', eufemismo 'pol cor' ad uso e consumo dei moderni schiavisti, non sono forse uomini e donne tenuti in un condizione semischiavile in Libia e altrove e poi imbarcati senza troppi riguardi alla volta di un destino di alienazione, sfruttamento ed emarginazione ?
      Questo il più delle volte: dai campi di pomodori e altri ortaggi, ai marciapiedi di tante città italiane, al problema immenso dei tantissimi minori non accompagnati che spariscono. Qui in Italia, come in Francia, questa grande ipocrita, alla Germania, altro luminoso esempio di menefreghismo travestito da rispetto formale delle 'leggi', agli altri Paesi europei: sino a scoprire che in Ucraina è lucruoso il commercio di bambini per adenocromo e pedofilia...ma solo grazie all' Operazione Speciale russa, tanto osteggiata mediaticamente quanto finalmente utile e necessaria per rendere giustizia a queste pratiche 'kazare': conosciamo la filiera, manca solo individuare pubblicamente la testa del serpente.

    1. Cachafaz 22 febbraio 2023

      E dovremmo aver paura, di cosa, di una guerra nucleare? Avanti con la SMO, contro i satanisti! Comunque i migliori pensatori gia' agli albori del capitalismo, era il 1700, avevano capito dove andava, cioe' il pesce grande mangia il piccolo, fino a diventare una cosa mostruosa.

    2. Primadellesabbie 22 febbraio 2023

      Cioè l'America di oggi?

    3. Cachafaz 22 febbraio 2023

      Ora, ma allora gli Usa erano agli inizi, i filosofi pensatori erano europei che avevano capito le storture del capitalismo, e per cui era necessaria una correzione.

    1. IlContadino 22 febbraio 2023

      Questa è una ricostruzione storica di violenza fisica, di uso della forza bruta. Mi spinge a pensare che gli schiavisti di un tempo si siano evoluti, così come tutto a questo mondo evolve. Sono passati dalla forza bruta all'adescamento, fino a riuscire nell'ardua impresa di convincere che la schiavitù non esiste, che anzi: schiavitù uguale libertà. Così oggi ogni bravo schiavo si è trasformato in servo, stesso risultato ma con una differenza enorme, bravi loro

    2. IlContadino 22 febbraio 2023

      La più rappresentativa è quella di un annetto fa:"Sputnik! Sputnik! Sputnik!"
      Infatti l'ha spuntata l'antica terra della libertà

    3. Brule 22 febbraio 2023

      Ci pensavo anche io, facendo un po' di introspezione.
      Per motivi di età e di pazienza (diciamocelo, remissività) sono anni che mi fanno fare il tutor di stagisti.
      Con il passare del tempo sono diventato io il loro stagista, (diciamocelo: badante, attendente, protettore).
      Per anni ho pensato, "ma possibile che sia sempre peggio, han sempre meno voglia di lavorare" e poi, qualche tempo fa mi è sorto un dubbio.
      Ma non è che loro sono normali, sono sani, e io ho la sindrome del giapponese nella foresta, della guardia al bidone di benzina quando tutti se ne sono andati?
      Ora, sicuro che ogni generazione ha le sue caratteristiche.
      Come dice un amico coetaneo "ci hanno allevato come un cani da riporto".
      "Fido, qui, riporta il ramo!"
      "Komm! Sitz! Platz!"
      Alcuni erano contenti di partire per il militare.
      Le guardie alla garritta ti difendevano dai genitori e dalla fidanzata.
      Educazione protestante la chiamavano.
      Che poi ho capito essere questa, fondamentalmente: impiegare 12 ore di lavoro a convincere qualcuno a fare un lavoro di 8 ore, che non si vuol fare direttamente.
      Che spiegherebbe non poco della passione schiavista, nonchè della voluttà con cui sono passati dal paradigma industriale a quello finanziario.

    4. IlContadino 22 febbraio 2023

      "Il lavoro nobilita l'uomo" viene detto, credo sia vero, mi sento decisamente più vivo dopo una giornata nel campo che dopo una sul divano. Ma mi sento ancora meglio dopo una giornata in falesia, stessa fatica del campo se non di più. Ciò che hanno in comune le due giornate è che non ci ricavo denaro, fatica gratuita, fatta con passione.
      Forse forse se è vero che il lavoro nobilita l'uomo può essere altrettanto vero che il denaro lo degrada. Un lavoro fatto per denaro è un compromesso difficile da accettare, è come il sesso a pagamento, che senso ha? Perde la sua vitalità, si snatura.
      Però mica si può campare di passione, bisogna pur tirare su due spicci, e qui ci hanno infinocchiato per benino

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