La sconfitta di Aristotele

La sconfitta di Aristotele
Aristotele di Stagira (384 -322 a.C.); dettaglio de La scuola di Atene del Raffaello.

Di Roberto Pecchioli, ereticamente.net

Povero Aristotele! E’ passato da autorità indiscutibile, per cui bastava pronunciare Ipse dixit! citando lo Stagirita per zittire l’avversario, a sconfitto della morente civiltà europea e occidentale di cui è stato per oltre due millenni l’architrave. Se prima l’essere umano, sulle piste dell’Organon aristotelico, era l’animale sociale e politico che fondava se stesso sulla razionalità, il rapporto con gli altri e la comunità, oggi non è che un atomo impazzito alla deriva, solitario, privo di centro, fluido eppure convinto di avere raggiunto la massima libertà per essersi disfatto del fardello della natura, della verità oggettiva, della socialità, della relazione con l’infinito. Fino a pochi anni fa nessuno avrebbe seriamente messo in dubbio i tre principi della logica aristotelica; oggi sono ridotti a brandelli.

Il principio di identità afferma che A è uguale a A, ovvero a se stesso. Il significato dei termini, la loro essenza, deve mantenersi costante. Io non posso essere Roberto e non-Roberto; un triangolo è un triangolo. Il principio di non contraddizione stabilisce che non si può affermare e negare nello stesso tempo una caratteristica del soggetto. E’ impossibile che la stessa cosa sia e insieme non sia. Il principio del terzo escluso (tertium non datur) rileva che – date due affermazioni contraddittorie (Maria ha gli occhi azzurri, Maria ha gli occhi neri) solo una può essere vera, l’altra è necessariamente falsa, I tre principi ancorano il pensiero alla verità. Questo realismo logico, scoperto da Aristotele, base della conoscenza e della razionalità, è oggi sconfitto. Roberto può essere indifferentemente Roberta, Robert*, un gatto o qualsiasi altra cosa, se gli salta il ticchio. Come i bambini nei loro giochi: homo ludens, Peter Pan.

Il “voler essere”, ossia la negazione dei principi di identità, non contraddizione e del terzo escluso, è alla base della deriva soggettivista dell’umanità occidentale contemporanea. Da tali negazioni deriva la sostanziale caduta della proprietà transitiva: se A è uguale a B e B è uguale a C, A è uguale a C. Occorre, per l’individualismo assoluto – sciolto dalla realtà e dall’identità – interpellare i tre soggetti per chiedere loro se si percepiscono uguali, fino a che punto e se la loro decisione è definitiva oppure “liquida”, provvisoria. E’ spazzato via il sillogismo, il ragionamento concatenato, la forma fondamentale di argomentazione logica, costituita da tre proposizioni connesse in modo che dalle prime due si possa dedurre una conclusione. Per esempio, “tutti gli uomini sono mortali, Socrate è un uomo, quindi Socrate è mortale” Se una o entrambe le premesse sono false, è falsa anche la conclusione. Vincono il paralogismo, ragionamento che deriva da una falla nel procedimento logico, quindi erroneo, e soprattutto il sofisma, in cui l’errore nell’argomentazione è intenzionale. Il voler essere che nega ciò che gli occhi vedono e il cervello giudica è paralogismo e sofisma, ossia menzogna. Il pensiero di Aristotele, attraverso la lettura che ne fecero i pensatori arabi medievali, in particolare Averroè, “che ‘l gran comento feo” (Dante) fu alla base del sistema tomista, sino a qualche decennio fa filosofia fondamentale del cattolicesimo.

L’abbandono di Aristotele, la sua sconfitta sull’altare della volontà, dell’autopercezione, della fluidità e della destrutturazione generalizzata, è alla base della confusione dell’anima corrosa dal dubbio, dal desiderio di cancellazione e dalla pretesa di autocreazione. Io sono quel che voglio essere, qui e per adesso. Domani si vedrà; il potenziale distruttivo di una posizione siffatta è così evidente che può essere negata solo da una civilizzazione in stato terminale, la cui unica terapia è l’accelerazione, l’assunzione di dosi sempre più massiccia delle proprie follie per affrettare la fine. A questo pensavamo leggendo due notizie di segno opposto. Un breve filmato intitolato Baby Olivia, proiettato su uno schermo pubblico a Bologna, ha scatenato una tempesta di odio, insulti e l’intervento del sindaco che ha espresso “sdegno per chi usa gli spazi della democrazia per veicolare intolleranza e attaccare la salute e l’autodeterminazione delle donne”. Il solito stucchevole armamentario verbale per cui manifestare visioni diverse da quelle del pensiero dominante (pensiero?) è una violazione della democrazia (che consiste nell’avere opinioni contrapposte) intolleranza (non si rendono conto di parlare di se stessi) e addirittura attentato alla salute (riproduttiva, ossia non-riproduttiva, A uguale a non-A, le parole al contrario).

Quali immagini sono state mostrate agli abitanti della città in cui nacque la prima Università? Solo il viaggio di una bimba dalla fecondazione “che stabilisce il sesso, l’etnia, il colore dei capelli, degli occhi e molti altri aspetti” sino alla nascita, spiega la voce fuori campo, con i passaggi intermedi dell’attività cerebrale dopo sei settimane, la formazione delle ossa e degli organi che permettono al feto di succhiare il pollice, deglutire, respirare. Diventare cioè un essere umano: Olivia è uguale a Olivia, possiede cioè identità, negare la quale viola il principio di non contraddizione. E’ un essere umano, potenza che diventa atto (altra acquisizione aristotelica).

Il punto non è l’opinione sull’ interruzione volontaria di gravidanza (non diciamo aborto per non ferire i timpani di qualcuno); si tratta di credere o meno a un fatto, nella fattispecie alla natura “umana” del grumo di cellule le cui caratteristiche lo rendono, oltreché umano, unico. Il principio di identità. Invece si è scatenato l’inferno e la violenza contro tre minuti di realtà “scientifica”. Oggi Olivia è la nuova pornografia, la blasfemia massima, il tabù, poiché è mostrata la vita nella sua realtà. Chi lo fa si espone a conseguenze. Chissà che ne penserebbe Aristotele. A poche decine di chilometri di distanza, in Romagna, a spese delle pubbliche istituzioni, si svolge un festival “culturale” nel quale si attaccano “il mito della famiglia tradizionale, bianca, eterosessuale e cattolica”. Tra oscenità, turpiloquio e esibizionismo, l’evento si incarica di decostruire pretesi costrutti culturali come l’allattamento al seno, che evocherebbe “la violenza dell’eteronormatività” seconda una prospettiva “intersezionale e incarnata”. Il mondo fluido decostruisce, cioè distrugge. Attacca, violenta, frantuma il principio di identità e di non contraddizione, Aristotele, la logica e il senso comune, esattamente come chi afferma che invarianze biologiche naturali (l’appartenenza all’uno o all’altro sesso, la gravidanza, le differenze di morfologia e di struttura cerebrale tra uomo e donna ) sono elaborazioni culturali da smascherare in nome di un’uguaglianza falsa, ideologizzata, negatrice della natura.

L’essere umano occidentale resta nudo, indifeso, atomo alla deriva prigioniero di follie, ideologemi arbitrari e innanzitutto della disidentificazione che lo deruba (perché di furto si tratta) della sua identità, anzi delle sue identità. Plurali, poiché complessa è la natura umana, che ci rende uomini e donne, ma anche genitori, figli, fratelli, lavoratori, operai, medici, ingegneri, italiani, cinesi. Le identità si formano, vivono e si sviluppano come i cerchi concentrici che si formano nell’acqua se vi gettiamo un sasso. Le sedicenti democrazie liberali si avvicinano a conseguire l’obiettivo delle élite: distruggerci. Resta un interrogativo angosciante: che cosa sarà dell’umanità superstite, privata di se stessa, ibridata con la macchina, occupata da apparati di controllo, quando l’operazione sarà terminata e millenni di civiltà, mirabilmente fondata dai greci e da Aristotele, completata dalla prospettiva cristiana, saranno cancellati e non resteranno neppure un ricordo, poiché la parola d’ordine è cancellare?

Assume significato positivo un verbo chiave del tempo fluido, denaturato e disincarnato, “contaminare”. Così abbiamo scritto ne La guerra delle parole (Nexus Edizioni, 2023). “Altra parola di cui è stato mutato non solo il significato, ma anche il senso, da negativo a positivo. La contaminazione è l’atto di infettare, inquinare, modificare qualcosa in peggio. In neo lingua, contaminare significa invece mescolare, unire fecondamente culture, persone, popoli. La contaminazione non avvelena più; da essa non bisogna guardarsi, va ricercata e apprezzata. Contaminarsi – ovvero lasciarsi modificare – fa bene, è consigliato: le culture si devono confondere nel minestrone “multi” dai mille ingredienti. Gli uomini devono raggiungere l’esemplare a taglia unica, il massimo della contaminazione che diventerà paradossalmente, il massimo della nuova purezza. “La nuova identità è la non identità, A e non-A possono coincidere e questo corrisponde al massimo bene del mondo capovolto.

Aristotele è sconfitto anche nel giudizio su tolleranza e apatia: le ultime virtù di una civiltà morente per lo Stagirita, la prova della più elevata civiltà per i moderni, che non credono a nulla e detestano perciò chi conserva principi forti. In quanto alla natura umana socievole, conviviale, comunitaria, che dire dell’individualismo estremo di chi si sottrae ai legami e a ogni esperienza “definitiva” sino a teorizzare la “sologamia”, grottesco neologismo che significa il desiderio di sposare se stessi, credere esclusivamente nella relazione solipsista con un ego insieme smisurato e minimo. E che dire delle identità sostitutive – segno di un’esigenza profonda dell’animo, come sapeva Simone Weil – di tipo consumistico? Disidentificato, privato della sua natura, ridotto al monologo con un Sé dominato dalle pulsioni immediate, l’uomo anti aristotelico rintraccia nei brand, nei marchi commerciali, un’identità fittizia, provvisoria, a pagamento. Sono, ridivento qualcuno, mi sottraggo al vuoto interiore se indosso un certo abito, acquisto un determinato prodotto il cui simbolo mi conferisce un’identità cangiante, imposta dalla moda e dalla pubblicità.

Poiché mi spaventa, nel profondo, l’uguaglianza declinata nell’Identico (l’assurdo logico di A uguale a qualsiasi altra lettera) costruisco da me la mia unicità con i tatuaggi. Divento l’opera d’arte di me stesso cancellando la mia pelle, scrivendoci sopra, riempiendola di segni che diventano la prova – l’ultima – che io sono davvero io e nessun altro. Per i più solo una moda, che potrà significare disperazione se non si piaceranno più e non si potranno disfare del nuovo fardello. La negazione dei principi di identità e non contraddizione asserisce che si può nascere nel corpo sbagliato. Nei casi peggiori, per immaturità, follia, cinismo dell’apparato ideologico propagandistico, qualcuno cambia sesso. Altri negano la realtà con il travestimento, la chirurgia plastica per arrestare lo scorrere del tempo, il ricorso all’identità spuria del tatuaggio, singolare rivincita del permanente sul provvisorio.

E’ un Occidente complessato, che sa di essere in decadenza per quanto non lo ammetta, abbagliato dai diritti, dalla tecnologia, dall’artificiale che sostituisce Io e Sé. L’atomo vagante non si accorge di vivere una bolla: pieno di sé, non sa neppure di essere oggetto del più devastante controllo della storia, né si accorge che le sue credenze gli vengono somministrate da un gigantesco dispositivo biocratico, una sorta di siringa permanente che inocula mode e diritti. Di recente, poiché l’homunculus senza identità ha bisogno di modelli (il baccanale propagandistico li chiama testimonial) la cantante Gianna Nannini ha asserito di essere “senza genere”. Peccato che sia donna e abbia perfino una figlia, sia pure “prodotta” con la fecondazione tecno assistita. Gianna non si sente Gianna: molti le crederanno.

La superiorità della volontà determina un’ulteriore sconfitta aristotelica: non ci può più essere coincidenza tra il giusto “civile” e il giusto “naturale”, ossia la legge dedotta dall’osservazione della natura. Legge diventa la volontà: il suo primato alimenta una volontà di potenza illimitata che il mondo greco condannava. Lo dimostrano i miti di Prometeo, punito per avere rubato il fuoco a Zeus e la compresenza di divinità del caos, come Dioniso, cui è contrapposto l’ordine, la serena razionalità di Apollo. L’occidentale è attratto da Narciso, che ama se stesso nel riflesso del proprio volto nell’acqua in cui si sporge e annega, da divinità del mutamento come Proteo che cambia continuamente forma e da paradossi come quello della nave di Teseo. Tutte le parti dell’ imbarcazione dell’eroe che sconfisse il Minotauro (altra rappresentazione del Caos) era state cambiate, sostituite durante il viaggio: era ancora la nave di Teseo?

E’ ancora la stessa specie, hanno ancora la stessa essenza l’uomo di Aristotele, figlio dei principi di identità, di non contraddizione e dell’impossibilità di essere qualcosa e il suo opposto, e il figlio terminale dell’occidente che tramonta tra danze e allegria di naufraghi?

Di Roberto Pecchioli, ereticamente.net

23.07.2024

Roberto Pecchioli, studioso di geopolitica, economia e storia, svolge un’intensa attività pubblicistica in ambito saggistico. Collabora con riviste e siti web di cultura e informazione indipendente.

Commenti (49)

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    1. davec.dj 1 agosto 2024

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      Ma quale "neolingua"? La "Contaminatio" era cuore semantico e narrativo già nella prima letteratura latina. Oltre venti secoli fa...

      Primo esempio che mi viene in mente le commedie di Plauto e Terenzio...

      Poi fu costante di tutto il pensiero occidentale, trasformandosi, tuttavia, in diversificate forme di plagio. Ma certo non è una novità.

      L'"originalità" (sempre che esista) è velleità post-industriale.

    1. sbregaverse 27 luglio 2024

      Macchè sconfitta dello stagirita,
      hanno asfaltato tre millenni di filosofia.
      Ma resto fiducioso.
      ~Non praevalebunt~

    1. Martin 27 luglio 2024

      Consiglio al buon Pecchioli uno studio approfondito dell'opera di Martin Heidegger. Vi troverà gran parte delle risposte. Allego il link ad un ottimo saggio introduttivo comparso qui su CDC circa un anno fa.

      Martin Heidegger, l’oblio dell’Essere ed il dominio planetario della Tecnologia: “Ormai solo un Dio ci può salvare” - Come Don Chisciotte

    1. gix 27 luglio 2024

      Sarà una mia impressione, forse anche sbagliata, ma l'osservazione, anche superficiale delle nostre giovani generazioni, nel senso di italiane, mi fà dire che l'ossessione per il tatuaggio sta diventando una cosa tipicamente nostrana. Guardando per esempio gli stranieri che affollano Roma da turisti, non mi pare di ritrovarne così tanti coperti di tatuaggi spesso senza alcun senso se non quello dato dal suggerimento del tatuatore. Del resto bastava guardare i giocatori della nostra nazionale di calcio agli europei, a confronto con gli altri; di sicuro i tatuaggi non sono serviti ad esorcizzare il nemico. Chissà magari potrebbe essere la reazione al peso di una identità millenaria come la nostra, che opprime questi giovani, senza che ovviamente se ne rendano conto, a suggerire di nascondersi dietro immagini (qualunque esse siano) che danno l'illusione della appartenenza ad una nuova tribù.
      Comunque, dopo aver annichilito nel tempo la capacità critica della gente, Il problema forse non sta tanto nell'idea in se, per quanto assurda essa sia, che viene propagandata come nuova, più giusta e migiore della precedente. L'identità, e in subordine la logica dell'appartenenza, sostenuta dal buon senso, viene prima di tutto fondata sulla presunta autorità di coloro che la propagandano, questa nuova idea. La presunta autorità dei telegiornali (non solo quelli ufficiali...), per dire, è oggi il vero problema (oltre che degli esperti, dei virologi, e di tutti coloro che sono al servizio dell'autorità del potere costituito). Dopo anni di annientamento della capacità di ragionamento della gente, l'autorità può permettersi di esporre anche le immagini e le idee più assurde, anche se questo espone al ridicolo più totale, come per esempio nel caso dell'inaugurazione dei giochi olimpici di Parigi. Quindi per creare uno shock salvifico nella mente delle persone ormai ipnotizzate, occorre colpire l'autorità, la credibilità delle nuove centrali di propaganda del potere, che spargono come veleno le nuove idee tossiche per coscienza del genere umano. L'autorità delle idee e dei loro divulgatori, anche se dura da millenni, và comunque sempre messa alla prova (delle nuove conoscenze...), anche solo per essere confermata...

    1. Giudice Holden 27 luglio 2024

      Il pensiero aristotelico è la radice principale di quello scientifico, affermatosi secoli dopo. L'idea cioè che osservando la natura, analizzandola con la logica, si potesse arrivare a comprendere totalmente l'intero universo.
      Ma l'elettrone è fluido, non si fa conoscere fino in fondo, se sai la sua posizione non sai la sua velocità e viceversa, dal vuoto poi le particelle elementari escono ed rientrano senza una causa, Planck ha scoperto i cancelli insuperabili di tempo e spazio... e che dire del tempo, che da perfetto assoluto è diventato un relativo...insomma Aristotele, e il suo geniale successore, Tommaso, sono stati uccisi dalla creatura che hanno creato.

    1. natascia 27 luglio 2024

      Tra qualche anno andrò in pensione e ho fatto degli investimenti pluriennali nella mia attività commerciale tradizionale convinta che le cose debbano cambiare rispetto alla liquefazione dei luoghi, dei modi, dei pensieri. Esistono dei bisogni umani insopprimibili, che nulla hanno a che vedere con la condanna moderna al cambiamento. La vita è data da ben pochi inalienabili valori: nascita, formazione, accompagnamento, riproduzione naturale, da cui dono di se’ stessi e dei propri beni, morte naturale. In questo contesto è ben chiaro un progetto di distruzione di quasi tutti i punti fermi umani e al loro sovvertimento a favore dei più imperscrutabili ed effimeri interessi. La nostra umanità da sempre attratta dall’ ignoto, lo ha permesso. Un costante lavorio operato con progettazione e perseveranza, ed eseguito su vari fronti sta dando i suoi frutti avvelenati . Un progetto che ha puntato sulle nostre debolezze, sulle nostre dipendenze.Tuttavia bisogna resistere e andare contro corrente con il ricordo con la riflessione, con la bellezza. Pronti a morire per i nostri figli, per i nostri amici, infine per l’umanità intera.

    1. robertocasiraghi 26 luglio 2024

      • Non è un problema di logica ma di ideologia. Nessuno ha abbandonato la logica ma, dovendosi riempire l'essere umano anche di contenuti ideologici, che sono indispensabili alla vita (valori, disvalori, elementi identitari eccetera), chi ha più potere decide di fabbricare e insufflare i contenuti ideologici che ritiene più utili per i propri interessi. Visto che lo può fare, lo fa e basta, senza riguardo per la tradizione, per i valori e disvalori della generazione precedente, per il dolore reale che causa in quei pochi che si accorgono della sovversione in atto. D'altronde le ideologie fatte piovere dal cielo di Davos o di Francoforte (e non solo da lì ovviamente) hanno come unico interesse la conquista delle menti e dei cuori dei giovani. I giovani sono per definizione tabula rasa e chi arriva prima se li aggiudica e li fa lavorare per loro trasformandoli in un esercito potentissimo ed efficientissimo che, senza nemmeno percepire un salario, non solo stralavora ma è disposto anche ad incollarsi all'asfalto autostradale, rovinare statue e dipinti celebri e perfino andare in prigione pur di testimoniare la propria "fede" missionaria. Il tutto con un effetto di amplificazione ben maggiore rispetto al '68 in virtù dell'esistenza di nuovi media come internet che hanno sviluppato le tecniche virali oltre ogni dire. Ma quando questi giovani saranno quarantenni ed oltre, anche a loro toccherà provare l'orrore e l'umiliazione di vedere i propri valori derisi e calpestati perché i padroni mondiali delle ideologie avranno già provveduto ad introdurre idee e ideali più freschi e frizzanti capaci di conquistare le nuove leve convincendole di essere portatrici della verità e salvatrici del mondo.
    2. maghi 27 luglio 2024

      ma guarda, le idee del '68 (forse perchè non fabbricate dalle elitè mondiali per schiavizzare le generazioni venute dopo il '68)mi hanno molto aiutato a vivere in modo molto più equilibrato. Io, nato in una famiglia, oggi si direbbe di dx, ho potuto capire la realtà truffaldina della politica di allora e di sempre, tanto che non mi sono mai impelagato con i partiti, nè con le associazioni più di tanto. Mi sono precluso così varie opportunità, ma almeno ho fatto la vita libero da queste pastoie. I valori che ho recepito da giovane sono stati fondamentali per farmi arrivare in discreta salute fisica, mentale ed intellettuale a 71 anni, cosa che non è toccata alla maggior parte dei miei coetanei, chi schiavi di mentalità di dx o sx, o come si dice qui in Toscana, di sesso, sangue e soldi, tutti mezzi da sempre utilizzati dal potere per renderti totalmente succube. Non è servito a molto per amici e conoscenti, ma almeno la mia famiglia l'ho salvata. Nessun vaccinato al suo interno. Mi dispiace solo per tutte le persone, che ho cercato di aiutare, ma che, essendo schiave delle ideologie inculcategli senza che se ne rendessero conto, hanno fatto scelte sbagliate e che hanno rovinato la loro vita e quella degli altri.

    3. Martin 27 luglio 2024

      "I giovani sono per definizione tabula rasa e chi arriva prima se li aggiudica e li fa lavorare per loro trasformandoli in un esercito potentissimo ed efficientissimo".

      Congrats, citazione da medaglia.

      Detto dal sottoscritto, che da giovanissimo negli anni 70 aveva aderito ed e' stato appunto pienamente utilizzato dall'ideologia della liberazione post marxista - freudiana della cd scuola di Francoforte (Marcuse, Adorno, Horkheimer, Fromm).
      Al tempo era una ideologia minoritaria e di rottura, oggi e' l'ideologia dominante nelle scuole, nelle università e nei mass media.

      Solo verso i 32 anni avevo iniziato a liberarmi da tale immondezza, in un percorso che ha richiesto anni. Una delle principali ragioni della mia presenza su CDC e' proprio quella di oppormi in tutti i modi a tale ideologia.

    4. Martin 27 luglio 2024

      Maghi, mi dispiace, ma la decadenza odierna e' figlia o il prodotto diretto delle idee del 1968, ossia delle teorie antiautoritarie (l'incrocio tra Marx e Freud) o della liberazione, della scuola di Francoforte. E si tratta di idee proprio fabbricate dalle elites mondiali, vedasi l'ingresso delle donne nel mercato del lavoro, per fare solo un esempio.
      Prima del 1968, si richiedeva che lo stipendio di un operaio fosse sufficiente a mantenere una moglie casalinga e due figli. Ora, nessuno si sogna piu' nemmeno di chiederlo. Potrei continuare con altri esempi. Vedasi la distruzione della famiglia tradizionale. Quelle idee in quei tempi erano minoritarie, oggi sono dominanti nei media, nelle scuole e nelle università.

      Quanto sopra e' per me un punto di partenza assolutamente fermo.

    5. maghi 28 luglio 2024

      allora hanno salvato solo me e pochi altri dai condizionamenti mediatici attuati dalle elite dopo il '68. Le donne nel mercato del lavoro c'erano già entrate prima. Mia madre ha sempre lavorato e anche tante altre sue coetanee, che ho conosciuto da bambino. Forse tu sei abbastanza più giovane di me per non saperlo e sei entrato nella logica che sono state le elite a fabbricare il '68, ma ti posso assicurare che i sessantottini erano pienamente convinti di quello che facevano e si comportavano da rivoluzionari certi che i loro ideali erano giusti. Ma tu questo non puoi espirirlo, perchè non ne hai conosciuti di persona. Vedessi come si arrabbiavano quando cercavo di far loro capire che le masse non li avrebbero seguite imbambolate dal miracolo economico, che stava facendo migliorare le loro condizioni sociali. Ma loro, duri e puri, se la prendevano con me. Spero solo di aver fatto ragionarne qualcuno sopra, sennò sono finiti tutti come i repubblichini di Salò. Le persone intelligenti con i piedi per terra dovrebbero riconoscere l'impossibilità di un loro progetto o idea, proprio come disse il luogotenente di Massimo Decimo Meridio dei barbari prima della battaglia iniziale. Ma che vogliamo farci? Per tante persone morire per i propri ideali è più importante della vita. Li hanno sempre chiamati eroi. Noi non lo siamo.

    6. Martin 28 luglio 2024

      Come fai ad assumere che non ho conosciuto i 68ini? Li ho conosciuti non bene ma benissimo, anche perche' il 68 in Italia, a differenza del maggio francese, e' praticamente durato 10 anni, ossia fino al sequestro Moro.
      So perfettamente che la maggioranza era in buona fede, convinta di cambiare il mondo per il meglio, e lo stesso per il cd movimento del 1977.
      Il movimento del 68 in ogni caso e' nato negli USA e non in Francia, preceduto dalle rivolte dei Neri e dal rifiuto della guerra in Vietnam.
      Che fossero in buona fede contro la società autoritaria, secondo le teorie del quartetto Marcuse, Adorno, Horkheimer e Fromm, non toglie che il movimento e' stato innescato e sostenuto da determinate elites, e sopratutto e' stato dopo sviluppato da determinate elites. Le elites neoglobaliste di oggi sono figlie di quel movimento, e' francamente piu' che evidente.

    7. maghi 28 luglio 2024

      sì, solo che allora le elite dovevano guardarsi le spalle dalle rivolte, ora hanno giocato d'anticipo, perchè trasformando gli eventuali rivoluzionari in gay non hanno più da difendersi da nessuno. Basta vedere come hanno trasformato le olimpiadi. Da una festa della mascolinità e della femminilità in una tripudio gay.

    8. Martin 28 luglio 2024

      "Trasformando gli eventuali rivoluzionari in gay" . Congrats, hai fatto centro.

      Io continuo a non afferrare cosa ci sia di realmente rivoluzionario nell'essere gay o lgbt.

      Tralaltro da tempo gay e lgbt vivono finalmente tranquilli in Occidente, quindi ancor meno comprendo la loro ossessione di continuare a insultare pubblicamente simboli religiosi, artistici e civili.

      Sembra, anzi e' sicuro che cercano e vogliono il conflitto. Non gli basta che il conflitto (e la discriminazione) da loro lamentato per decenni sia stato superato con la loro accettazione: lo cercano e lo perpetuano.

      Con il che alla fine ti sorge il dubbio - se non la certezza - che il pregiudizio verso di loro fosse in realtà assolutamente fondato.

    9. absitiniuriaverbis 28 luglio 2024

      Conosciuti di persona, anche.
      A Torino tempi universitari sputavano in testa a chi andava a seguire le lezioni o a sostenere esami.
      Senza contare che durante le occupazioni delle aule, tenevano comizi attraverso gli altoparlanti in dotazione alle aule, gli stessi altoparlanti diventavano però muti quando cominciavano interventi non allineati alla loro fede.
      Esaltati, arroganti, ciechi e nulla più.

    10. maghi 28 luglio 2024

      conosco un prete gay, che odia gli etero e usa il suo potere per farli soffrire. Penso che tu abbia ragione.

    11. maghi 28 luglio 2024

      codesti non erano rivoluzionari, erano teppisti.

    12. Martin 28 luglio 2024

      Quello che posso dire, essendo andato a scuole cattoliche, che e' pieno di preti gay o cmq sessualmente disturbati dalla forzata astinenza, direi almeno il 15%.

    13. absitiniuriaverbis 29 luglio 2024

      Come sempre: quando c'è fede c'è di tutto perché il fine giustifica i mezzi.

    14. maghi 29 luglio 2024

      di più quando c'è la convenienza.

    15. absitiniuriaverbis 29 luglio 2024

      Non saprei con certezza in merito al tuo 'di più' .
      Se c'è fede in qualcosa od in qualcuno mi sembra che la convenienza vada a braccetto. Ci sono eccezioni direi: un eroe che sacrifica la sua vita ha fede nei suoi ideali. Non è un fatto di convenienza è un fatto di fede.

      Il vantaggio o il tornaconto (convenienza) sta nel ritenere che quello che si professa, che si fa, abbia un valore percepito che meriti attenzione e devozione.
      Non riesco a vedere 'di più' della fede.

    16. maghi 29 luglio 2024

      basta che ti guardi intorno e vedrai le moltitudini correre dietro alla convenienza. Altro che fede. Quella è riservata pochi sognatori, a pochi idealisti e a pochi sinceri e onesti.

    17. absitiniuriaverbis 29 luglio 2024

      Forse non ci intendiamo perché non abbiamo un concetto di fede in in comune.
      Vedo di spiegarmi:
      * se A ha solo fede nella sua volontà di fare soldi ad ogni costo, la sua fede è convenienza.
      * se B ha solo fede nella sua volontà di controllare gli altri, questa sua fede è convenienza.
      * se C ha fede perché sogna il paradiso, la sua fede è convenienza.
      * se D ci lascia la pelle per difendere l'onore o la parola data, la sua fede in questi principi o valori è convenienza.

      Ci siamo?

    18. maghi 29 luglio 2024

      ti sei spiegato, ma mi devi spiegare come mai A e B ci guadagnano, mentre C e D ci perdono, umanamente parlando. In effetti abbiamo un concetto di fede abbastanza differente. Per te è solo convenienza, sempre e comunque, a prescindere dal fine, mentre per me il fine fa la differenza. E' questione di cuore. Bisogna vedere dove ogni cuore ha il suo tesoro. Lo dice pure il Vangelo nelle parabole della perla e del tesoro nel campo. Si fosse solo delle macchine calcolatrici, avresti senz'altro ragione, ma il sentire tante volte conta più delle cose materiali. Non tutti sentono solo le cose materiali. Si sarebbe tutti A o B. Ci sono anche i C e D, che sentono di vivere di valori e spiritualità. Il mondo è bello, perchè è vario. A e B non vivono certo in pace con sè stessi e con gli altri, forse nemmeno D, ma C ha fatto centro, secondo me.
      Ovviamente anche alcuni C possono vivere non in pace, ma questo dipende da persona a persona.

    19. absitiniuriaverbis 30 luglio 2024

      L'importante è spiegarsi. Il resto sono opinioni.
      Perché dici che C e D ci perdono. umanamente parlando?
      In base alla propria 'fede' ognuno agisce di conseguenza e, sperabilmente , in modo consapevole.
      Gli umani sono umani, ovvero tutti unici e quindi ad ognuno il suo.
      Vivere in pace scrivi: in pace con chi?
      Con se stessi o con gli altri o con entrambi? Questo fa una differenza enorme.
      Farei attenzione, come già scritto più volte, al tuo 'il fine giustifica i mezzi'. Molta attenzione.
      Io non ho scritto di convenienza, piuttosto hai introdotto tu il concetto che ho poi cercato di elaborare per capire cosa tu volessi esprimere. Da quanto hai scritto avevo capito che per te la convenienza supera la fede.
      Ed accade sicuramente ma sicuramente a persone che hanno una sola fede: passare sopra a tutto ed a tutti.

    20. maghi 30 luglio 2024

      appunto A e B lo sono. Perchè la convenienza è il loro unico fine. C e D invece non lo "sentono" come unico loro fine, se onesti e sinceri. Come si diceva : l'abito non fa il monaco.Quindi la loro coscienza non li avverte e accusa, che non sono in pace con sè stessi e con gli altri e vivono meglio.

    21. absitiniuriaverbis 30 luglio 2024

      Penso che possiamo chiuderla qui.
      Opinioni a confronto.

    22. maghi 30 luglio 2024

      un'ultima considerazione: il nostro mentore, Don Chisciotte, è un classico esempio di picaro, furfante, che, dopo aver seguito i valori cavallereschi, li abbandona e poi si ammala e muore. E' un esempio lampante di personaggio D, mentre A e B sono picari in stile anglosassone e protestante, che seguono la ricerca della ricchezza e del potere senza rimorsi di sorta, mentre il Don Chisciotte è frenato dal dover conciliare questa ricerca dalla morale cattolica, che lui alla fine abbandona e muore, perchè l'aveva scambiata per la mentalità picara, facendo della sua vita un guazzabuglio medioevale. Il personaggio C invece va al sodo e senza sovrapposizioni picaresche segue il suo "sentire", le sue sensazioni, forse e anche senza forse, dettategli dalla sua anima-coscienza profonda. Quindi, anche se interessato e colpito dai valori superiori di D, non se ne fa ammaliare e continua e dirige la propria vita sui valori spirituali, quindi non pentendosi come il Don Chisciotte, e vivendo in pace con sè stesso e con gli altri. Di sicuro è l'unico tra i quattro da te segnalati, che potrà avere una vita degna di essere vissuta, perchè, sente i consigli del proprio super-io e li segue fino alla fine della propria esistenza, senza doversi pentire con Don Chisciotte e come i personaggi A e B, che nemmeno forse lo potranno, mancando loro la morale cristiana del pentimento e del perdono, Mi viene in mente quel meridionale, che lasciò moglie e figli per una deliziosa cubana 40 anni più giovane e dopo due anni si ammalò di tumore e andò in Svizzera a farsi terminare, senza pentirsi di aver perso la testa a 70 anni, se mai l'avesse avuta. E' un fatto realmente successo, che ho potuto conoscere e seguire, perchè poi la cubana venne da me a riscuotere l'assicurazione sulla vita di 350.000 euro, che il 70enne le aveva intestato. Classico esempio di personaggio A. Con questa storiella ti saluto. Spero ti sia piaciuta.

    23. maghi 30 luglio 2024

      Diciamo che la deliziosa cubana è la picara di turno.

    24. maghi 30 luglio 2024

      Diciamo che la deliziosa cubana è la picara di turno. Così rimaniamo nel tema epico cavalleresco del Don Chisciotte.

    25. absitiniuriaverbis 30 luglio 2024

      Preferisco discutere di opinioni senza mettere etichette sulle persone. Ho usato lettere, solo 4 ma c'è ne sono di infinite. E sono tutte variabili che indicano la complessità degli umani. Complessità che é la base della sopravvivenza.
      Il 70enne 'meridionale' (70enne non bastava? Meridionale fa la differenza? Non bastava scrivere un uomo?) ha seguito la sua fede e la sua vita. Che sono soltanto sue e le ha vissute come meglio ha potuto presentando il conto a sé stesso. Chi si può arrogare il diritto di giudicarlo per azioni che non sono criminali? Processi alle intenzioni? Non tu, non io, nessuno dovrebbe farlo.
      La vita e la strada che ha scelto sono solo sue.
      La 'cubana e deliziosa' (non bastava dire donna?) è la furfante di turno? E chi lo dice? Tu lo dici e, scusa la franchezza, ma tu chi sei? Nessuno. E nessuno di noi ha il diritto o il dovere di giudicare o sindacare il suo comportamento. Lei risponderà a sé stessa della sua fede/convenienza.
      Se legalmente perseguibile pagherà le sue azioni. In ogni caso è sua la strada e sua la fede.

      Questo tua ultima considerazione, per dirlo molto, ma molto pacatamente, la trovo aberrante e la 'storiella' conferma che ognuno ha la sua fede/convenienza.

      Che tu possa avere la giornata che ti meriti.

    26. maghi 30 luglio 2024

      ti ringrazio per l'augurio. Mentre tu scrivevi, io ero già al lavoro, perchè cucinare di giorno con questo caldo, non è possibile. Poi annaffiamento di due orti, chiusura di 30 infissi aperti alle 0200 per raffrescare la casa, indi colazione, doccia perchè ero sudato da sembrar intinto in fossa. I meridionali si considerano dei super maci, perchè considerano i nordisti degli ingenui, che tornano da Cuba con la poveraccia di turno, che corre dietro piangendo, supplicando di portarla con loro. Si vede che questo meridionale era cresciuto al nord. Poi non tutte le donne corrono dietro agli uomini per convenienza. Posso dire che ora anche tante nostrali giovani hanno imparato il trucchetto di prendere un vecchietto per poi sperare che sparisca presto a giudicare dal fatto che sono molte di più le giovani che mi occhieggiano delle mature. Mica sceme, ma a me mio padre ha insegnato quello che il suo capitano insegnava ai suoi soldati: l'amore entra dal cervello ed esce dall'uccello. Ci sono dei limiti anche alla passera. Come vedi, io non giudico nessuno. Dico solo ciò che vedo, sento ed elaboro col mio cervello e le mie esperienze. Poi ognuno ne faccia ciò che preferisce, come tutti i miei amici che pregai di non vaccinarsi, cui detti pure una dieta per respingere i virus. Tutti si sono vaccinati, uno solo ha sentito il suo dottore in merito e il risultato fu che lo trattò in malo modo, ordinandogli di farla finita e di vaccinarsi. Poi suo figlio faceva il volontariato alla Protezione civile e non so come gli andò, ma di sicuro gli dettero le fiale meno nocive, perchè a differenza di altri non ha avuto danni, tranne quello di diventare ancora più scemo. Si vede che ha avuto dei danni cerebrali e basta.

    27. absitiniuriaverbis 30 luglio 2024

      Dici che scrivi ciò che vedi: non dimenticare che è il cervello che vede...🤣!

      Io vivo da 25 anni a 6 (7 quando voi avete l'ora legale) ore di fuso orario in avanti: saluti da Shanghai.
      Qui è tra i 32 ed i 38 gradi con le tinche sui muri. La chiamano estate.
      Preferisco innaffiare la sera mentre alle 6 di mattina porto a spasso il cucciolo e poi studio.
      Ora sono in palestra fino a tarda sera.
      Poi ritorno a leggere su CDC ed altri e studiare.

    28. maghi 30 luglio 2024

      hai ragione, ma nella mia vita sono successe cose molto strane. Sapevo o sentivo cose senza vederle o conoscerle, che poi si sono rivelate vere. E' strano, direi impossibile, ma vero. Forse sono anche un pò sensitivo, ma non sono mai stato curioso di accettarlo, anche perchè la mia religione vieta di farlo ed è stato un bene, perchè dagli studi scientifici che ho fatto mi è stato data una conoscenza delle leggi del mondo che mi circonda tale da farmi sentire felice dal vedere svolgersi gli eventi intorno a me secondo la conoscenza che queste leggi mi avevano data. Praticamente sentivo dentro di me accadere gli eventi, prima che accadessero. Se non ci credessi, direi che ognuno ha un suo destino già scritto, ma preferisco credere che lassù Qualcuno mi ama. Sennò che uomo di fede del cavolo sarei? Intanto si sta avvicinando il primo sabato del mese, la cui pratica è stata istituita dalla Madonna in persona a Fatima e che ho conosciuto quando chiesi delle preghiere a un frate di Bocca di Rio per un malato di tumore maligno al cervello. Un male che non lascia scampo. Non mi rispose e mi dette un opuscolo di questa pratica. La feci e il malato guari. Da allora ho deciso di continuarla a divinis, così che la Madonna possa usarla per fare del bene anche ad altre persone. E poi ti chiedi come possa avere la fede. Perchè è una fede provata più volte oltre a questa. Mi contento di essere un umile intermediario tra Dio e la terra in attesa di poter fare del bene anche dal Paradiso, se potrò farlo, perchè quello è un territorio inesplorato e sconosciuto. L'unica informazione in merito l'ha data Gesù, dicendo nella diatriba coi sadducei, che là saremo come gli angeli. Ma quello è un mondo infinito ed eterno. Solo questo mi fa desiderare di conoscerlo. Come avrai capito, sono una persona molto curiosa e non di gossip, ma di ogni conoscenza, che sia degna di essere conosciuta.
      Forse è veramente meglio chiudere questa conversazione, sennò la facciamo troppo lunga. Un caro saluto a te e ai cinesi, che qui vicino a Prato sono ormai un quinto dei 200.000 abitanti. Sono 40 anni che Prato ha 200.000 abitanti solo che allora erano tutti italiani. Ora tra cinesi e altre etnie ne saranno rimasti poco più di 100.000. Se giro per Prato la domenica i pochi italiani che incontro, mi guardano con occhi spalancati, chiedendosi se sono un americano, un nordico o un rumeno. Pensa che da giovane, girando per Firenze, mi rivolgevano la parola in inglese, che conosco e mi divertivo a rispondere in fiorentino stretto. Si, avrò patito tanto in questa vita, ma mi sono pure divertito tanto.

    1. Bertozzi 26 luglio 2024

      Mah, io non capisco tutto questa indignazione per cose assurde e ininfluenti come l' identità di genere i tatuaggi ecc, scomodiamo aristotele per delle simili baggianate che - mettetevelo in testa - non sono un problema, a meno di dargli l'importanza che non hanno facendogli da megafono, ed evitiamo di parlare di cose ben più importanti. Sa di vecchio e di pedante, e anche un po' da aristocratico col culo al caldo, un po' va bene ma poi basta, su. Quando esco di casa me ne batto ben bene di chi si sente uomo donna o procione, quando penso agli ultimi anni le categorie aristoteliche mi vengono in mente per cose molto più importanti tipo: il vaccino che prima era una cosa e in pochi mesi ne è diventata un'altra, la libertà - di uscire, incontrarsi, lavorare ecc - pure lei scivolata via dalle fermezza aristoteliche. E quanti altri esempi di cose mutate in un attimo si potrebbero portare. Tutto l' affaire covis è stato un gigantesco insulto alle categorie aristoliche così come tutta l' informazione degli ultimi 200 anni. E che dire dei decenni post anni 70/80/90, in pochi anni il tuo gruzzolo in lire è diventato euro e pure quello ha sputato in faccia ad aristotele, il lavoro che se prima era un' occupazione onorevole e fonte di agiatezza per tutti a tutti i livelli in qualche decennio è diventato una sorta di schiavismo legalizzato, il lavoro che prima ti comprava casa è diventato mero strumento di sopravvivenza, il mutuo, il mutuo che ne dice aristotele i professoroni e i filosofi tutti - che il mutuo lo facevano in lirette - di cosa significa mutuo? Prima era libertà ora è schiavitù; oh, che salto strano, ma il problema sono i tatuaggi. E potremmo andare avanti con parole come "famiglia" , "diritti", "possibilità di una vita degna" e naturalmente "pensione" - cosi siete contenti - ecco tutti questi concetti sono mutati e sono stati tutti zitti, forse perche per i taciturni mica e' cambiato niente, sono i venuti dopo che ce l'hanno in quel posto. Assistiamo a una doppia realtà già da decenni in cui per qualcuno il binomio lavoro/pensione significa una cosa per altri invece tutt'altro. In tutti questi anni questa fluidificazione dei significati ha smosso ben poche coscienze. Mi chiedo cosa ne penserebbe aristotele di questa doppia realtà che vige da decenni, ma no, torniamo a cose stucchevoli come identità di genere e i tatuaggi, che non sono che delle risibili minime conseguenze di problemi ben più grandi incistati nella mente dei piu, e che nessuno vuol vedere.

    2. R66 27 luglio 2024

      La mia curiosità mi porta comunque a domandarmi il motivo per cui persone che, dopo 5 minuti di discussione riescono a farti pentire di non aver scelto il mestiere del serial killer, impiegano energie infinite su questioni pressoché irrisorie.
      Ho 4 o 5 ipotesi per spiegare il fenomeno, nessuna di esse è bella. Tu che ne pensi?
      Perché accade?

    3. maghi 27 luglio 2024

      bert, tu sei giovane. Leggiti il mio commento sotto a Casiraghi e spero serva per aprirti il cervello su qualcosa di nuovo, ma come spiegato lì, non spero più di tanto. Cosa conto io di fronte agli eserciti del potere? Nulla.

    4. maghi 27 luglio 2024

      lo diceva anche il mio miglior amico, dall'età di 2 anni, che se avesse avuto il porto d'armi, tutti i giorni avrebbe ammazzato qualcuno. In effetto sono riusciti ad ammazzare lui nel 2019 con le idee storte che gli avevano messo in testa. Ho potuto solo fargli fare una vita più decente dopo che mandò via la moglie dopo appena 6 mesi di unione coniugale. Era medico, analista e molto intelligente, ma gli è servito a poco, perchè, se uno non capisce, che la realtà è come la medaglia, che ha due facce, non potrà mai sapere qual'è quella giusta.

    5. Bertozzi 27 luglio 2024

      Ci penso e poi ti dico, nel frattempo sentirei volentieri le tue 4 o 5 ipotesi...

    6. Bertozzi 27 luglio 2024

      Io non sono giovane, però non sono nemmeno vecchio, e non è questione di anagrafe, è questione di apertura mentale. I tuoi commenti li leggo ma non credo che chi ha il podere di famiglia possa comprendere chi vive in un sottoscala pagandolo caro, abbi pazienza. Anche qui aristotele che avrebbe da dire? Per te la realtà è una per chi vive nel sottoscala è un'altra, così come tutta la trafila e la storia per arrivare al podere o allla soffitta sono due storie immensamente diverse ma chi l' ha avuta comoda non lo ammetterà mai e darà sempre del fannullone a chi invece il podere non ce l' ha e non ha vissuto magnifici anni 80 dove anche il bidello lo spazzino e l' ultimo degli artisti di strada riusciva a farsi la casa a tre piani. E certo, la colpa è degli eserciti del potere, sempre colpa di altri, per me è più colpa dei paghettati e della generazione dei fantozziani tre lavori in nero e tre case in montagna e al mare, loro gli eserciti del potere devono solo ringraziarli, che gli han fatto fare la migliore delle vite possibili... E tutti gli altri? Beh, caxxi loro, noi intanto ce la siamo goduta e che dovevamo fare? Pensare alle generazioni che verranno? Macché, salverò giusto - e se fanno i bravi - i miei di figli e nipoti con tutto lo champagne uscito dalla fontane degli anni 70/80 e per tutti i figli degli altri chissenefrega! Con questa mentalità siamo arrivati al quotidiano, con buona pace degli eserciti del potere, bel tentativo di trovarne un alibi, non riuscito ma bello.

    1. Darkman 26 luglio 2024

      E’ impossibile che la stessa cosa sia e insieme non sia

      Se tutto è in costante divenire e mutamento allora le cose divengono e non sono mai come disse Platone. Appena penso a me stesso sono già diventato quello di diversi secondi dopo: la definizione stessa del passato mi appare come qualcosa che è morto ma al contempo è vivo nella coscienza.

    1. maghi 26 luglio 2024

      nella mia breve vita ho visto tramontare una civiltà plurimillenaria in pochi decenni. E' bastato perdere una guerra (se perdiamo questa guerra, aveva detto Hitler, l'Europa non esisterà più). Purtroppo alla luce dei fatti, aveva ragione. La civiltà occidentale aveva usato i tre principi aristotelici e la filosofia greca per costruire il nostro mondo, per creare una architettura di valori, leggi, con cui ordinare la società. Piano piano nella mia vita ho dovuto vedere questi ordinamenti sparire. Non è un fatto casuale. E' stato tutto studiato a tavolino da menti sopraffine, diaboliche, ma sopraffine. Hanno usato la stessa tecnica usata col covid: ad ogni passaggio si stringeva un pò di più il cappio. La famosa rana bollita. Così nessuno se ne accorge, così uno si ritrova senza valori, senza famiglia, senza figli, senza genere, senza sicurezze, nel caos, disorientato. Non si può dire che non abbiano saputo amministrare il potere per i loro sporchi fini. In questo tanto di cappello. Chissà cosa ancora mi toccherà vedere nei pochi anni, che mi rimangono da vivere?Quei valori mi hanno salvato dall'abbruttimento (non fatti foste per viver come bruti...), ma gli hanno tolti alle nuove generazioni per annientarle.

    2. Martin 27 luglio 2024

      Non solo Hitler, ovviamente piu' scomodo da citare.
      Prima di Hitler anche Mussolini aveva previsto il rischio del crollo dell' Europa di fronte alla pressione africana e asiatica. Particolarmente interessante come entrambi, e piu' i Nazisti, avevano già negli anni 30 descritto la Francia come un Paese in avanzata africanizzazione.
      Particolarmente pungente la definizione di Marsiglia, "un focolaio di imbastardimento per l'intero emisfero occidentale" (un foyer d'embastardissement pour tout l' hemisphere occidental".
      Il linguaggio e' ovviamente razzista, ma realista.

    3. BrunoWald 27 luglio 2024

      "(se perdiamo questa guerra, aveva detto Hitler, l’Europa non esisterà più). Purtroppo alla luce dei fatti, aveva ragione."

      Appunto per questo lo definiscono "pazzo".

    4. maghi 28 luglio 2024

      quando il Duca Amedeo di Savoia chiese al Duce, se volesse l'Africa cogli africani o no, durante la conquista dell'Etiopia, questi rispose che sì la voleva, per ovvie ragioni imperiali. Servivano per fare soldati per l'impero, poi però sono sicuro che se non avessero perso la WWII non ci sarebbe stata l'invasione dell'Europa da parte di asiatici e africani.

    5. maghi 28 luglio 2024

      I pazzi sono di due categorie: o sono degli avulsi dalla realtà e quindi minorati mentali o troppo più intelligenti delle masse che hanno intorno e quindi anche loro come i primi, sembrano dei minorati mentali, ma in questo secondo caso i pazzi sono le masse. Una prova ne è che le masse si sono fatte vaccinare al 90-92% e solo i più, diciamo intelligenti, hanno resistito. Senza offesa per i vaccinati presenti, ovviamente.
      D'altra parte anche le percentuali del QI dicono che solo il 10% circa della popolazione occidentale ha un QI superiore a 100, quindi entra nell'insieme dei più dotati intellettualmente.

    6. maghi 28 luglio 2024

      anzi te ne voglio raccontare un'altra. Mio padre aveva con sè in classe un etiope, figlio di un principe, con cui aveva fatto amicizia. Questi alle fine del corso di studi voleva che mio padre andasse con lui in Etiopia con la promessa che gli avrebbe fatto fare la vita da nababbo, gran visir o giù di lì. Mio padre rifiutò, altrimenti non sarei qui a scrivere, perchè amava troppo la Toscana, come me. Chi ama la propria terra, non l'abbandona, ma vaglielo a dire alle masse di avventurieri che seguono solo i soldi. E sono pure detti dagli psicologi le persone migliori. Ma che paraculi, questi venduti alle elite.

    7. Martin 28 luglio 2024

      Piu' che soldati per l'Impero, servivano terre per contadini e lavoratori. Si dimentica che se a Adua avessimo vinto nel 1896, qualche milione di Italiani non sarebbe poi emigrato negli USA, Argentina e Brasile.

    8. maghi 28 luglio 2024

      In Romania, l'allora Dacia, i Romani non fecero come il Duce. Deportarono i Daci come schiavi e li sostituirono coi coloni romani, come stanno facendo i sionisti in Palestina. Sono due modi diversi di interpretare l'impero.

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