La Russia si schiera dalla parte della Palestina

Mentre il sostegno dell'Occidente alla guerra di Israele contro Gaza diventa indifendibile, Mosca si allinea alla maggioranza globale in difesa della Palestina.

La Russia si schiera dalla parte della Palestina

Pepe Escobar
new.thecradle.co

La complessa e sfumata questione della neutralità geopolitica della Russia nella tragedia israelo-palestinese è stata finalmente chiarita la scorsa settimana, senza mezzi termini.

La prova A è quello del Presidente russo Vladimir Putin che si è rivolto personalmente, il 30 ottobre, al Consiglio di sicurezza del suo Paese, agli alti funzionari governativi e ai capi delle agenzie di sicurezza.

Tra gli altri, erano presenti il Primo Ministro Mikhail Mishustin, il Presidente della Duma Vyacheslav Volodin, il Segretario del Consiglio di Sicurezza Nikolai Patrushev, il Ministro degli Esteri Sergei Lavrov, il Direttore dell'FSB Alexander Bortnikov e il Direttore dell'SVR (intelligence estera) Sergei Narishkin.

Putin non ha perso tempo a spiegare la posizione ufficiale della Federazione Russa nell'attuale incandescenza geopolitica di due guerre intrecciate, Ucraina e Israele-Palestina. Il discorso era rivolto tanto al suo pubblico di alto profilo quanto alla leadership politica dell'Egemone occidentale".

"Non c'è alcuna giustificazione per i terribili eventi che si stanno verificando a Gaza, dove centinaia di migliaia di persone innocenti vengono uccise indiscriminatamente, senza avere un posto dove fuggire o nascondersi dai bombardamenti. Quando si vedono i bambini sporchi di sangue, i bambini morti, la sofferenza delle donne e degli anziani, quando si vedono i medici uccisi, ovviamente, si stringono i pugni mentre le lacrime salgono agli occhi".

La coalizione del caos guidata dagli Stati Uniti

Poi è arrivata un'anticipazione del contesto: "Dobbiamo capire chiaramente chi c'è in realtà dietro la tragedia dei popoli in Medio Oriente e in altre regioni del mondo, chi ha organizzato questo caos letale e chi ne trae vantaggio".

Senza mezzi termini, Putin ha descritto "le attuali élite al potere negli Stati Uniti e nei loro Paesi satelliti" come "i principali beneficiari dell'instabilità globale che usano per estrarre la loro sanguinosa rendita. Anche la loro strategia è chiara. Gli Stati Uniti, come superpotenza globale, si stanno indebolendo e stanno perdendo la loro posizione, e tutti lo vedono e lo capiscono, anche a giudicare dalle tendenze dell'economia mondiale".

Il presidente russo ha fatto un collegamento diretto tra la spinta americana ad estendere "la sua dittatura globale" e l'ossessione politica di continuare a promuovere il caos: "Questo caos aiuterà [la dittatura globale] a contenere e destabilizzare i suoi rivali o, come dicono loro, i suoi avversari geopolitici, tra i quali annoverano anche il nostro Paese, rivali che, in realtà, sono nuovi centri di crescita globale e Paesi sovrani indipendenti, niente affatto disposti ad inchinarsi e a svolgere il ruolo di servi".

In particolare, Putin ha voluto "ripetere ancora una volta" al suo pubblico interno e a quello del Sud globale che "le élite al potere degli Stati Uniti e dei loro satelliti sono i mandanti della tragedia in Palestina, dei massacri in Medio Oriente, del conflitto in Ucraina e di molti altri conflitti nel mondo - in Afghanistan, Iraq, Siria e così via".

È un punto di vitale importanza. Confrontando i responsabili del conflitto in Ucraina e della guerra a Gaza - "gli Stati Uniti e i loro satelliti" - il presidente russo ha di fatto accomunato Israele all'egemone occidentale e alla sua agenda del "caos".

Mosca si allinea alla vera "comunità internazionale

In sostanza, ciò che ci dice è che la Federazione Russa si allinea inequivocabilmente con la stragrande maggioranza dell'opinione pubblica del Sud Globale/Maggioranza Globale - dal mondo arabo a tutte le terre dell'Islam e oltre, in Africa, Asia e America Latina.

È interessante notare che Mosca si allinea alle analisi del leader iraniano Ayatollah Khamenei - un partner strategico della Russia - e del segretario generale di Hezbollah Hassan Nasrallah, con il suo discorso di venerdì scorso, tagliente, sofisticato e alla maniera di Sun-Tzu, sul "ragno che sta cercando di avviluppare il mondo intero nella sua ragnatela".

La prova B della posizione ufficiale della Russia, in particolare su Israele-Palestina, è arrivata dal rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, Vasily Nebenzya, in occasione di una sessione speciale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla Palestina, due giorni dopo il discorso di Putin.

Nebenzya ha chiarito che Israele, in quanto potenza occupante, non ha "il diritto all'autodifesa" - un fatto supportato da una sentenza consultiva della Corte internazionale delle Nazioni Unite del 2004.

All'epoca, la Corte aveva anche stabilito, con una maggioranza di 15 voti contro 14, che la costruzione da parte di Israele di un massiccio muro nella Palestina occupata, compresa Gerusalemme Est, era contraria al diritto internazionale.

Nebenzya, in termini giuridici, ha annullato la tesi del "diritto all'autodifesa", sempre evocata da Tel Aviv e dall'intera galassia NATO. L'Egemone, protettore di Tel Aviv, ha recentemente posto il veto alla bozza umanitaria del Brasile per il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite solo perché non menzionava il "diritto all'autodifesa" di Israele.

Pur sottolineando che Mosca riconosce il diritto di Israele a garantire la propria sicurezza, Nebenzya ha sottolineato che questo diritto "potrà essere pienamente garantito solo nel caso di una risoluzione equa del problema palestinese basata sulle risoluzioni riconosciute del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite".

I fatti dimostrano che Israele non rispetta alcuna risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla Palestina.

Le priorità di Lavrov nella Palestina occupata

La prova C della posizione russa su Israele/Palestina è stata fornita dal ministro degli Esteri Sergei Lavrov in una conferenza stampa con il ministro degli Esteri kuwaitiano Sabah Al-Sabah, due giorni dopo l'intervento di Nebenzya alle Nazioni Unite.

Lavrov ha ribadito le priorità di Mosca già sottolineate da Putin e Nebenzya: un cessate il fuoco urgente, corridoi umanitari e il ritorno al tavolo dei negoziati per "uno Stato palestinese indipendente, come previsto dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU entro i confini del 1967, che coesista in pace e sicurezza con Israele".

Lavrov ha sottolineato ancora una volta che sono in atto diverse tattiche diversive da parte di USA-Israele "volte a ritardare (se non a seppellire) la decisione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di istituire uno Stato palestinese".

Questo, dice il ministro degli Esteri russo, implica la condanna dei palestinesi "a un'eterna esistenza senza diritti. Questo non garantirà né la pace né la sicurezza nella regione, e non farà altro che approfondire il conflitto. E non sarete in grado di spingerlo in profondità. Verrà seminata la prossima 'uva dell'ira', che 'germoglierà' rapidamente".

L'analisi di Lavrov, così come quella di Putin, converge con quella di Khamenei e Nasrallah: "Non si tratta di Gaza, ma del conflitto israelo-palestinese. Lo Stato di Palestina è parte integrante di questa soluzione".

La Russia sta gettando i semi per esercitare il ruolo di mediatore di fiducia per tutte le parti in causa in Israele/Palestina - un ruolo totalmente inadatto all'Egemone, soprattutto dopo la tacita approvazione dell'attuale pulizia etnica israeliana di Gaza.

È tutto qui, chiaramente formulato da Lavrov: "Sarà di fondamentale importanza per noi conoscere l'opinione unanime del mondo arabo". È un messaggio rivolto specificamente ai regimi sunniti vassallizzati da Washington. Poi, quando si saranno organizzati, "sosterremo la soluzione araba per questa questione molto difficile".

Il prerequisito del multipolarismo: pace in Palestina

Esaminati insieme, i reperti A, B e C mostrano come Mosca sia in netto anticipo sui tempi. Il messaggio complessivo - che viene minuziosamente decodificato in tutto il Sud globale/maggioranza globale - è che, anche considerando le continue mosse dell'Impero del Caos, l'immutabile ed esclusivista progetto sionista è ormai morto e sepolto.

La soluzione meno peggiore finora è l'Iniziativa per la Pace Araba del 2002, sottoscritta da tutti, dalle terre dell'Islam alla Russia, all'Iran e alla Cina: uno Stato palestinese indipendente, che ritorni ai confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale.

Il problema è come convincere a fare marcia indietro questo Sionismo ormai fuori controllo. I fatti imperativi sul terreno dovrebbero includere la recisione del cordone ombelicale esercito/intelligence tra Washington e Tel Aviv e, negli Stati Uniti, l'espulsione dallo spettro geopolitico della matrice sionista cristiana neocon, che, guarda caso, è profondamente radicata nello Stato Profondo.

Entrambi questi imperativi sono impossibili - a breve, medio e lungo termine.

Nel frattempo, un semplice sguardo alla mappa mostra che, a tutti gli effetti, la soluzione dei due Stati - dalla Cisgiordania alla Striscia di Gaza - è morta. Può essere straziante per i leader del multipolarismo ammetterlo. Ci vorrà un po' di tempo, e un cambiamento del discorso pubblico, per riconoscere che l'unica soluzione praticabile è l’anatema supremo per il progetto sionista: uno Stato unico con Ebrei e Arabi che vivono insieme in pace.

Tutto ciò ci porta ad una formulazione cruda: senza una soluzione giusta per la Palestina, una pace tangibile nell'emergente spettro della multipolarità rimane irraggiungibile. L'attuale orrore di Gaza dimostra che la pace continua a non essere una priorità per l'Impero del Caos, e ci vorrà una Russia - e forse una Cina - per cambiare le carte in tavola.

Pepe Escobar

Fonte: new.thecradle.co
Link: https://new.thecradle.co/articles/russias-public-pivot-to-palestine
07.11.2023
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pepe Escobar è un analista geopolitico e autore indipendente. Il suo ultimo libro è Raging Twenties. È stato politicamente cancellato da Facebook e Twitter. Seguitelo su Telegram.

Commenti (39)

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    1. Cleon XIII 9 novembre 2023

      Giuste le posizioni dei Russi, ma Putin e Lavrov sbagliano su un punto qualificante: la disapprovazione, l'indignazione e le proteste non fremeranno nemmeno per un attimo i sionisti scatenati. Loro vogliono uccidere i Palestinesi e lo stanno facendo. Non gli interessa quel che il mondo pensa di loro e se ne fregano degli accorati appelli per il cessate i fuoco. Solo una cosa potrebbe farli smettere: un'azione militare. A Gaza come nel Donbass.

    2. Arthur 9 novembre 2023

      "la disapprovazione, l’indignazione e le proteste non fermeranno nemmeno per un attimo i sionisti scatenati"

      Questo succede perché tutti si calano le braghe dinanzi alla lobby ebraico-sionista, e il motivo risiede nel fatto che tale lobby ha un potere enorme negli USA (che li difende e appoggia sempre e comunque), ha subito persecuzioni e discriminazioni in passato e, ovviamente, per l'olocausto.

      La responsabilità di questa incapacità di richiamare certi sionisti ad agire con un minimo di rispetto e decenza verso altri, è di tutto il ceto politico occidentale (e orientale), soprattutto dei liberali (in primis quelli anglo-americani) e della sinistra che, rendendosi ridicola, continua a parlare di pericolo nazi-fascista ancora dopo ottant'anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
      E si presta pure Santa Romana Chiesa.

      Sarebbe ora di smetterla di bollare come antisemita chiunque faccia critiche ad un ebreo o a un sionista.

      Ebrei e sionisti sono come chiunque, né più né meno, e se sbagliano è legittimo fare critiche, come si fa con chiunque altro faccia cose discutibili o, peggio, ignominiose.

      Ma in Occidente si continua con questo patetico e squallidissimo servilismo e calar di braghe ad ogni piè sospinto.
      I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

    3. absitiniuriaverbis 10 novembre 2023

      Sottolineato che quanto hai scritto vale per tutti e chiunque ,'.. e se sbagliano è legittimo fare critiche,' farei un'aggiunta:
      applicare la critica allo sbagliare mi sembra riduttivo.
      Sbagliare o no è in generale un giudizio immediato ma in effetti e' prevalentemente a posteriori, ovvero quando si realizzano gli effetti delle scelte e delle decisioni, che si può osservarne la portata.
      Questo implica che l'vevoluzione delle situazioni può anche cambiare radicalmente l'effetto delle scelte.
      Quindi, la critica è applicabile sempre ed a tutto e tutti, perché 'giusto o sbagliato' non è un giudizio invariante nel tempo.
      Anzi.

    4. Cleon XIII 10 novembre 2023

      Assolutamente sacrosanto. Gli Ebrei non hanno il diritto di massacrare quì e sterminare là solo perchè sono Ebrei. VIceversa i massacrati hanno tutti i diritti di difendersi nel modo più efficace possibile a tutti i livelli, anche colpendo direttamente la lobby e tutte le istituzioni che ad essa si piegano. Questo fondamentale diritto va sostenuto e propagandato.

    5. Astronauta 11 novembre 2023

      Quando?

    6. oriundo2006 11 novembre 2023

      Un diritto negato, il nostro.
      A priori.
      E con un ricco corredo di maledizioni rabbiniche che gravano su chi osi anche solo criticare un ebreo per quello che fa o che non fa, non parliamo di opporsi con la forza.
      Sono letteralmente 'intoccabili' ed a loro spetta il giudizio 'capitale' sui goy, mera accozzaglia di animali 'semivocalis', di cui costoro non sono tenuti a preoccuparsi più di tanto nelle loro azioni.
      Sono sciolti da ogni responsabilità per decreto divino.
      Il loro 'dio' li ha esentati per sempre da qualsiasi nostra lagnanza in proposito.
      Scavando in questa mentalità, che è anche quella dell' israele storico pre-sionista ferocemente talmudico, appaiono alcuni pensieri interessanti, sintetizzabili così: 'D-o' ci ha concesso di fare il male, di esercitare 'ghevurà' quando ci pare e piace senza rimorsi di nessun tipo, di legarci dunque con l'elemento negativo ( sanno perfettamente che fanno il Male, aggiungo io ) perchè in questo modo affrettiamo la redenzione del Mondo: ne siamo 'giustificati'. Noi 'eletti' però ne siamo indenni come ebrei, quanto alle conseguenze 'morali' o di altro genere: tranne quando l'elemento negativo, scatenato, non finisce per distruggere tutti e tutto: aggiungo io.
      Nel forum una nostra cara amica, Sarah, ha percepito esattamente questo stato d'animo nel momento fondamentale in cui Nethaniau ha dato luogo alla spaventosa ritorsione, già prevista e voluta: una esitazione dovuta al bagliore di lucidità in cui si è trovato a decidere della vita e della morte di infiniti esseri dipendenti dallo scatenarsi del Mostro secondo il loro Piano.
      Lì probabilmente, quando era in colloquio con Blinken, il ministro americano, è iniziata la III G.M.: il dado era tratto e l' inferno sarebbe cominciato per i goy: prima i palestinesi poi tutti gli altri, noi compresi. Perchè adesso noi riflettiamo su questioni che ci paiono toccare da lontano. Errore. Ne saremo travolti.

    7. oriundo2006 11 novembre 2023

      Là dove ci darem la mano...temo.

    1. danone 9 novembre 2023

      Che volete farci, è Escobar, un giornalista completamente dentro alla narrativa mainstream del divide et impera.
      Sono sempre in attesa di una meta-analisi da Escobar, ma è inutile aspettarsela ormai, l'avrebbe già espressa se fosse stata nelle sue corde.
      Chi condivide il punto di vista di Escobar resta una pecora ignorante.

    1. Gear of destiny 9 novembre 2023

      noto una certa sottile ironia, tipica dei nasoni, nell' adottare lo stesso schema dei russi, in chiave genocida però, di voler occupare una parte di territorio e arrivare all'armistizio trattando sul cambio di regime e non sulle zone già conquistate. La differenza è sostanziale: putin ha badato ad uccidere solo i soldati, netanyahu solo i civili

    2. ric 9 novembre 2023

      veramente PUTIN ha avuto 8mila morti . e non era sua internzione ingrandirsi , solo il maiale di kiev ne ha aftte di tutti i colori per provoralo , sapendo che lo faceva su pressioni usraeliane , un topo che sfida la tigre ?

    3. Gear of destiny 10 novembre 2023

      la sottile ironia è che entrambi potrebbero arrivare ai negoziati con le medesime condizioni: territori occupati e cambio di regime

    4. ric 10 novembre 2023

      non lo faranno mai , gli ebrei vogliono tutto per loro .vogliono il grande israele ..fin da 1897.......

      "Grande Israele" è riferito alla Terra Promessa (definita nel libro della Genesi 15:18-21) od alla Terra di Israele ed è anche chiamato "Completa Terra d'Israele" o "Tutta la Terra d'Israele" (in ebraico: ארץ ישראל השלמה, Eretz Yisrael Hashlemah).

      https://www.infopal.it/eminente-rabbino-israeliano-occupare-gaza-e-al-arish-parte-della-grande-israele/

    1. Arthur 9 novembre 2023

      La Russia: una nazione inetta che, a partire dal 1917, ha fatto per settant'anni l'utile idiota (quasi certamente senza saperlo) al servizio dell'ordine mondiale dei bulli.
      Poi ha inscenato una finta archiviazione del Marxismo.
      Dopo essersi alleata con la Cina e altri soggetti occidentali (in primis la nota lobby innominabile), sta con i piedi in due staffe e attende l'evolversi della situazione in Occidente.
      La Cina fa lo stesso.
      Sia Russia che Cina temono trappole o fregature colossali e non si fidano della cooptazione avvenuta nelle Ur-lodges.
      E sanno che certi soggetti in Occidente finiranno quasi certamente al macero, con conseguente sostituzione delle élites.

      Quando i Russi parlano, generalmente non mi fido.
      Lo stesso vale per i Cinesi.
      E ovviamente anche per l'attuale establishmemt europeo, britannico e americano.

    2. absitiniuriaverbis 9 novembre 2023

      Sono curioso e ne approfitto per allegerire: allora, non ti fidi di Russia, Cina, Europa, Britannia e America/usa.

      Non che ci si debba per forza fidare ma, tolti i citati, chi resta a 'far peso' di cui fidarsi se insieme a Cina e Russia leghiamo i BRICS?

      Appunto, fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

    3. Eugiorso 9 novembre 2023

      Sarà mica nazista vecchio stampo?

      Cari saluti

    4. Arthur 9 novembre 2023

      Ma ti riferisci a me?

    5. Arthur 9 novembre 2023

      Non mi fido perché le nazioni si trovano in balia di delinquenti che non soltanto uccidono e rubano senza ritegno, ma sono anche mentitori seriali.
      Quindi ragiono con la mia testa e cerco di mettere insieme i pezzi del mosaico.

    6. Nonso 9 novembre 2023

      AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH.
      Ora vado a bere acqua.
      Mi hai prosciugato le riserve idriche di ovvietà

    7. Nonso 9 novembre 2023

      'Specchio' toh, cosa non mi hai fatto venire in mente...

    1. clausneghe 9 novembre 2023

      A questo punto la soluzione giusta che io vedo, se pur nella forma di utopia karmica, sarebbe quella di mandare loro, i sionisti, fuori dalla Palestina, magari sistemandoli da dove provengono tanti di loro e cioè in Ucraina, nel frattempo diventata ex e ripulita dai nazinazionalisti di Zelenski..

    2. Eugiorso 9 novembre 2023

      Vuoi creare un problema nel vecchio continente, portando (o riportando) qui milioni di ebrei? Spero di no ...
      Direi, piuttosto, che la destinazione migliore è il nord America, negli usa, e se non va, restano il Polo Nord e il Polo Sud, con un 'opzione per i territori disabitati della Groenladia (senza rompere le balle ai quattro gatti groenlandesi).

      Cari saluti

    3. ric 10 novembre 2023

      no -- meglio al polo sud... o nella fossa delle marianne

    4. oriundo2006 11 novembre 2023

      Al Polo Sud direi proprio di no...colà ci sono entità incompatibili con il giudaismo satanista.
      Piuttosto è o potrebbe esser valida l' idea di una sola 'Palestina' con popoli differenti che si rispettino a vicenda: beninteso lo sarebbe in un mondo futuribile, quello del Mahdi, alias Messia, alias 'buon Gesù, alias Shaoshiant, alias Kalkin, alias...Ken in the Barbie World.
      I sionisti con le loro azioni hanno reso assolutamente impossibile questa idea 'riconciliativa' annullando persino l' idea di un Messaggero portatore di 'pace' e 'misericordia' in una terra segnata dall' ingiustizia e dal satanismo più sfrenato, occultato sotto l'idea di un 'dio' biblico benefico perchè portatore di 'luce' attraverso l' israele storico: israele e basta.
      Questo messaggero sarebbe oggi incompatibile con l' odio che costoro con le loro scellerate imprese hanno seminato ovunque nel mondo.
      Sion volendo essere 'messia di sè stesso' oltre addirittura il Talmud ha deliberatamente escluso ogni altra possibilità che non sia la sua eradicazione violenta.
      Chi compirà questa impresa risarcitoria del dolore inflitto a tanta parte dell' Umanità, sia direttamente che indirettamente ?
      Indubbiamente siamo nei tempi apocalittici.

    1. Den 9 novembre 2023

      Ovvio, all'Ortodossia Cristiana non conviene schierarsi con i culattoni nazisti.

      A quelli di ieri (i tedeschi), i russi hanno fatto congelare il deretano.

      Sia mai che trovino una cura anche per i nazisti di oggi.

    1. Eugiorso 9 novembre 2023

      Sappiamo che se ci fossero tentativi di risoluzione onu per una lunga tregua, utile o breve per cercare di impedire o "mitigare" il massacro dei civili palestinesi a Gaza, gli infami usa si opporrebbero e, comunque, l'entità sionista ha sempre pisciato sopra il diritto internazionale e le risoluzioni dell'inutilissima onu senza alcuna conseguenza, difesa proprio dagli usa.

      Se un "minsitro" ebreo particolarmente sanguinario evoca l'uso del nucleare, per quanto poi (temporaneamente?) sospeso, significa che è un ipotesi contemplata dagli ebrei e, forse, voluta da molti nasi adunchi, che sappiamo tutti sanguinari,come hanno dimostrato, con il terrorismo, gli attentati e gliespropri sanguinari fin da prima della Nakba, cioè della catastrofe del 1948.

      Fin tanto che ci saranno gli usa, cuore nero dell'impero del male finanz-globalista-giudaico, e in particolare con un piede nel Medio Oriente e nel Mediterraneo, non sarà mai finita e gli ebrei avranno l'impunità ...

      Di più, fin tanto che gli usa saranno soggetti al potere attuale, non ci sarà alcuna svolta e gli ebrei, occupatori illegali della Palestina e generatori di pericolosi conflitti, potranno espandere i territori occupati e cacciare i palestinesi rimasti, tanto che dopo la Striscia di Gaza, della quale prenderanno il controllo dopo il massacro e la fuga dei civili, si rivolgeranno alla Cisgiordania, governata dal collaborazionista abu mazen e dall'anp castrata ...

      La questione si risolverà massacrando e cacciando gli utlimi palestinesi in loco, occupando i loro ultimi territori con la violenza, questo se non interverrano potenze esterne, contrarie all'impero del male occidentaloide, governato anche dai sionisti e ... con il fortissimo rischio, in quel caso, di un confronto nucleare che né la Russia né l'Iran né la Cina vogliono.

      Quando si dice che gli ebrei sono il cancro del mondo non ci si sbaglia e oggi ne abbiamo ulteriore prova.

      Cari saluti

    2. CptHook 9 novembre 2023

      Evocare l'uso del nucleare?

      Ben oltre 10 anni fa, nel forum per fortuna non più esistente di una rivista di oplofili, si evocava e auspicava la trasformazione di Gaza e altre località circonvicine in "parcheggi metallescenti"..., e il bello che uno dei fautori, ovviamente J, era un magistrato della repubblica itagliana...,
      Le puzzonate che ho letto su quel forum, se la c.d. "legge" Mancino fosse valida erga omnes, avrebbero dovuto veramente essere "attenzionate" dall'autorità..., inclusa la velata minaccia da parte di un giovane idiota della Brigata Golani (attualmente all'inferno) al sottoscritto, quando mi fece sapere che il mio indirizzo era noto.

    3. Eugiorso 9 novembre 2023

      Non si comprende, data la sintesi della risposta al mio commento, che problema tu abbia avuto per finire nel mirino degli ebrei, comunque, a priori, senza neanche sapere come sono andate le cose, esprimo la mia piena solidarietà ...

      Cari saluti

    4. ric 10 novembre 2023

      toglitelo dalla testa : la legge mancino e' "unidirezionale "

      se insutli i mussulmani , gli arabi , maometto . e i cristiani nessuno di dice nulla ...Prova con gli ebrei...

    5. CptHook 10 novembre 2023

      Bè, come puoi immaginare, le mie posizioni non erano molto pro-israele, sono stato anche "onorato" di un commento dal titolo "Piccoli fascisti crescono"...

    6. ric 11 novembre 2023

      ritielo come una medaglia al valore !

    7. CptHook 12 novembre 2023

      Ne ho una anche migliore, in team con i miei due fratelli, "noti picchiatori fascisti"
      (Lotta Continua, "Inchiesta sul neo-fascismo nelle Marche).
      A Roma si dice "fatti il nome e futtetinne"..., io non ho mai picchiato nessuno (forse perché sapevo lanciare il coltello che portavo sempre appresso?), i mie fratelli sì, ma solo in risposta alle randellate che stavano prendendo, e uno dei due aveva una gamba ingessata, ma riuscì comunque a darne più di quante ne prese...

    8. ric 12 novembre 2023

      be' diciamo che gli interessi sono un dovere civile....

    1. Shax 9 novembre 2023

      Non ne avevo dubbi: ieri sera Erdogan ha sferzato le cancellerie occidentali affermando che l'ue è dalla parte sbagliata della storia, quella dell'eccidio del popolo palestinese.
      Possiamo ormai notare che, come giustamente dice Escobar, la vera comunità internazionale è dalla parte della Palestina e lotta contro i crimini israeliani.
      Fa piuttosto ridere che ieri al g7, che (NON) riunisce le 7 maggiori economie mondiali (curiosamente c'è una dimenticanza di Cina, Russia e India...) non si condanni l'opera criminale sionista e si dia il solito contentino del 'rispetto del diritto internazionale di israele' che in realtà vergognosamente calpesta da oltre 1 mese nel silenzio assenso dei venduti governi occidentali.
      La vera comunità internazionale condanna israele e l'occidente.

    1. Cachafaz 9 novembre 2023

      Esaustiva ricostruzione ad opera dei russi sulle responsabilita' dei casini e delle tragedie nel mondo; anche se non sono citati i "vaccini", Il rilascio di veleni di nanoparticolati dagli aerei, e molto altro. Magari, tutto cio' potra essere descritto meglio quando(tra molto poco) la Russia disporra' dell'argine supremo: la consegna ai reparti operativi dei lotti in costruzione di sarmat e poseidon. Mi aspetto il tutto subito nel 2024 con la campagna elettorale Usa e la controffensiva (stavolta vera, pero' Russa) in Ucraina-.

    2. Gino 9 novembre 2023

      Esaustiva non lo è.
      Lo sarebbe stata se almeno Escobar avesse accennato all'inevitabile fase due del conflitto.
      Questa in corso è una storia appena cominciata.

      La parte più interessante è sicuramente questa:

      Lavrov: “Sarà di fondamentale importanza per noi conoscere l’opinione unanime del mondo arabo”.

      Escobar avrebbe fatto bene a sottolinearlo...

    3. Gino 9 novembre 2023

      Il sottomarino della classe Ohio ancora in navigazione nel Mar Rosso non è di quelli armati con dotazione missilistica intercontinentale. Quattro dei sottomarini della classe Ohio vennero alcuni anni fa ammodernati trasformandone la natura da strategica a tattica. Sono sottomarini capaci di lanciare in rapidissima sequenza centinaia di missili Tomahawk.

    4. Shax 9 novembre 2023

      evidentemente agli americani ancora non sono bastate le sonore sconfitte nel medio oriente...continuano a volersi far del male a quanto pare...

    5. Gino 9 novembre 2023

      non so se augurarmi che questo possa essere stato soltanto uno stuzzichino

    6. Shax 9 novembre 2023

      La situazione delle basi (illegittime) americane in medio oriente sotto tiro da 1 mese con svariati morti tra i soldati è grave anche se ufficialmente non se ne parla.
      Gli americani si stanno dando la zappa sui piedi avendo risvegliato il malcelato malcolento di tutto il mondo arabo circa le basi che hanno strappato con la forza in vari paesi. E inoltre tra il popolo americano questa guerra è particolarmente invisa e si aggiunge a quella ucraina già in fase di stanca. Biden rischia l'osso del collo e anche se dovesse vincere trump si ritroverebbe una situazione estera americana disastrosa...

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