La Russia e il Grande Reset

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Lucien Cerise - https://www.egaliteetreconciliation.fr/ - 17 settembre 2023

Nel 2017, il politico e intellettuale moldavo Yurie Roșca lanciò l'iniziativa del Forum di Chișinău, soprannominato "forum anti-Davos", con il contributo di Aleksandr Dugin e del Presidente della Repubblica di Moldova, Igor Dodon. Ebbi l'onore di essere invitato da Yurie Roșca a partecipare in loco all'evento internazionale organizzato a dicembre a Chișinău, nonché al terzo forum che si tenne nella capitale moldava nel settembre 2019. Qualche anno dopo, il 9 settembre 2023, in occasione della quarta edizione del forum, intitolata "L’Agenda 21 dell'ONU e il Grande Reset - La caduta del liberalismo nella tecnocrazia e nel transumanesimo", Yurie Roșca mi ha gentilmente invitato a parlare di nuovo. Questa volta ho parlato a distanza con un articolo e un video per riassumere il contenuto.

Il Great Reset è un programma di ispirazione cibernetica per informatizzare le società umane fino a "fondere il biologico e il digitale", secondo le parole di Klaus Schwab, presidente del World Economic Forum (WEF) di Davos. L'informatica deve diventare onnipresente, una parte essenziale di ogni momento, un collo di bottiglia universale, se vogliamo condurre una vita normale. Più in generale, l'obiettivo è superare la condizione umana e andare verso il transumanesimo attraverso il controllo completo della vita quotidiana da parte delle tecnologie NBIC - nanotecnologie, biotecnologie, scienze informatiche e cognitive. Le organizzazioni del capitalismo occidentale (WEF, FMI, GAFAM) sostengono con entusiasmo questo programma. Ma come spiega Peter Töpfer:

"Sembra che il 'Grande Reset' dei centri di potere occidentali stia prendendo piede anche in Paesi che pretendono di rappresentare poli geopolitici alternativi. L'applicazione delle misure dettate dall'OMS contro la pseudo-pandemia, la completa digitalizzazione della società, la sostituzione del denaro contante con le CBDC [valute digitali], ecc. fanno parte dell'agenda ufficiale di tutti i Paesi BRICS senza eccezione, nonché dei Paesi musulmani che rivendicano anch'essi la loro autonomia dall'Occidente."

Da parte sua, Yurie Roșca osservava, relativamente al suo intervento alla Conferenza mondiale sul multipolarismo organizzata il 29 aprile 2023 da Alexandre Dugin:

"Vorrei ringraziare il nostro amico tedesco Peter Töpfer per aver preso nota del mio intervento alla recente conferenza internazionale sul multipolarismo. E se il mio modesto contributo è stato notato, è perché ho cercato di mettere in evidenza che al momento, nonostante i grandi conflitti tra i diversi Paesi, tutti seguono obbedientemente la stessa agenda globalista. Ho ricordato che si tratta del cosiddetto Grande Reset, dell'Agenda 21 o dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottate in seno alle Nazioni Unite. E se tutti i Paesi, senza eccezioni, seguono la stessa agenda, il risultato ottenuto sarà comune a tutta l'umanità. (...) I circoli occulti che si nascondono dietro organizzazioni come il WEF (Forum Economico Mondiale), la Commissione Trilaterale, il CFR (Consiglio per le Relazioni Estere), il Gruppo Bilderberg, il Club di Roma, ecc. e che operano attraverso organismi internazionali ufficiali come l'ONU, l'UE, l'OMS, l'OMC, il FMI, la Banca Mondiale, la Banca dei Regolamenti Internazionali, ecc. hanno strumenti di dominio, di fronte ai quali nessuno Stato può resistere."

È vero che nessuno Stato può resistere al globalismo e che tutti i Paesi ne seguono l'agenda? Questa è anche l'opinione di altri commentatori della situazione, come Pierre Hillard, Nicolas Bonnal ed Edward Slavsquat (Riley Waggaman), che dedicano molto tempo a spiegarci che anche la Russia fa parte del Grande Reset e del Nuovo Ordine Mondiale. In realtà, siamo tutti nello stesso mondo, costretti a combattere sullo stesso campo di battaglia e con le stesse armi del nemico, compresi gli autori di cui sopra, che fanno anche largo uso di computer e hanno già messo il dito nella spirale che porta al Grande Reset e al Nuovo Ordine Mondiale. Siamo tutti dei Charlie Chaplin intrappolati nelle macchine, come in “Tempi moderni”. C'è un campo di studio che viene raramente esplorato: le regole universali delle relazioni di potere, modellate dalla teoria dei giochi, di cui la corsa agli armamenti è un esempio ben noto. Due nemici mortali possono condividere lo stesso campo di battaglia e le stesse armi, quindi sembrare quasi identici, ma essere comunque nemici mortali. La guerra oggi è in gran parte basata sui computer, quindi non deve sorprendere che anche la Russia e gli altri Paesi BRICS stiano investendo in questo settore, conditio sine qua non se vogliono mantenere l'equilibrio di potere con l'Occidente in questo campo. Non si può combattere la NATO con archi e frecce. E perché no? Perché la NATO non attacca con archi e frecce. Questa alleanza militare e il suo complesso militare-industriale impongono la scelta delle armi per la loro guerra ibrida su scala globale, tanto più facilmente perché è la tecnologia che sta scrivendo la storia del mondo e tutti sono obbligati ad adattarsi al suo ritmo, al ritmo delle scoperte scientifiche, se non altro per rimanere competitivi e sostenere l'equilibrio di potere su un piano di parità sulla scena internazionale, e se non altro per sfidare l'agenda della NATO.

Un approccio epistemologico, in termini di filosofia della scienza, rivela che il transumanesimo e il Grande Reset sono spin-off civili della ricerca condotta dai vari complessi militar-industriali nazionali di tutto il mondo, impegnati in un'emulazione competitiva senza limiti. Nella scienza, tutto ciò che può essere fatto sarà fatto. La condizione umana è guidata da un eccesso scientifico prometeico che potenzialmente porterà alla sua rovina, ma a cui nessun attore può rinunciare, a meno che non rinunci ai mezzi per difendersi, e quindi alla propria sovranità. Qualsiasi attore geopolitico che voglia difendere la propria sovranità, la propria identità e la propria umanità è costretto a partecipare alla corsa agli armamenti e quindi a correre il rischio di essere disumanizzato dalla tecnoscienza. Un dilemma corneliano. Anche gli attori nazionali che sono riluttanti ad abbracciare il transumanesimo saranno costretti a posizionarsi rispetto a questo dibattito - a favore o contro l'alterazione della natura umana da parte della tecnoscienza - nella misura in cui questo dibattito è universale e ineludibile, guidato dalla forza motrice della storia umana, ossia l'incessante ottimizzazione tecnologica dei sistemi d'arma e delle sue ricadute e applicazioni civili. Il “soldato aumentato” (programma il cui sviluppo è stato autorizzato in francia già da fine 2020, N.d.T.) porta inevitabilmente all'uomo aumentato. Più in generale, indossare abiti o occhiali, viaggiare in auto o in aereo, sono già ampliamenti culturali e tecnologici delle capacità del corpo umano attraverso strumenti, protesi, artefatti e artifici. La nostra genetica neotenica è incompleta alla nascita e deve essere aumentata dall'epigenetica culturale per essere vitale e funzionale. È facile dimenticarlo quando la tecnologia è applicata da tempo, perché la cultura diventa una seconda natura, ma l'essere umano è aumentato dalla natura e questo processo è a priori infinito e illimitato, come quello della scoperta scientifica. Questo fatto antropologico porta ad alcuni paradossi. Ad esempio, molti individui criticano e denunciano il transumanesimo, l'identità digitale, il 5G e le Smart City, ma lo fanno su Internet o su sistemi di messaggistica per smartphone come Telegram, diventando così soggetti connessi e aumentati, e quindi attori del transumanesimo, dell'identità digitale, del 5G e delle Smart City. (evidenziato dal Traduttore). La dissonanza cognitiva che deriva da questa situazione viene rapidamente "razionalizzata", a costo di contorsioni retoriche poco razionali o di vere e proprie negazioni; ma attenzione al ritorno del represso. Infatti, nessuno può sfuggire alle sirene della tecnoscienza, che ci permettono di amplificare il nostro campo d'azione e il nostro impatto sugli altri, perché nessuno vuole rinunciare al diritto di essere ascoltato. È così che il multipolarismo, il rispetto della diversità, porta a una sorta di unipolarismo tecnocratico, e viceversa, perché tutti convergono sui mezzi tecno-scientifici per garantire la divergenza. Sul rapporto della Russia con il Grande Reset, alcuni commentatori non riescono a distinguere tra quella che sarebbe una semplice obbedienza all'agenda occidentale e, invece, una posizione di "rivalità mimetica", un'applicazione della teoria dei giochi, che induce due movimenti contraddittori in tutti gli attori di un conflitto: movimenti rivalitari e divergenti, ma anche mimetici e convergenti, come due sinusoidi intrecciate. Due nemici mortali sono costretti a incrociarsi e a mantenere punti di contatto per combattere, il che servirà da pretesto ad alcuni commentatori per dire che in definitiva appartengono allo stesso sistema. Il che non è falso, ma di fatto vale per tutti. La dialettica hegeliana è universale e nessuno può sfuggire ad essa, perché nessuno può sfuggire alle contraddizioni, siano esse esterne o interne. Per essere efficaci sul campo di battaglia, bisogna condividere lo stesso campo di battaglia con il proprio nemico, e persino condividere le stesse armi, in modo da poter combattere almeno alla pari. Paradossalmente, sono proprio queste convergenze obbligate sul campo di battaglia, il metodo e i mezzi, che permettono di sostenere l'equilibrio di potere per divergere sull'agenda e sull'obiettivo.

Lo scopo di questo articolo è quello di analizzare questa illusione ottica intellettuale, che mette sullo stesso piano l'ideatore dell'agenda e coloro che sono obbligati a seguirla a livello tecnico, e che quindi sono obbligati anche ad applicarla, almeno in parte, per poterla sfidare, con il rischio permanente di essere alla fine esclusi e poi dominati dall'avversario - quello che i militari chiamano "divario di capacità", per descrivere il momento in cui si viene superati dalla tecnologia del nemico. Questo meccanismo è alla base della corsa agli armamenti, che è una corsa all'innovazione tecnologica e all'aumento delle capacità del corpo umano per sostenere meglio l'equilibrio fisico del potere, che presuppone la condivisione della stessa agenda di "ricerca e sviluppo" dell'avversario, ma per superarlo - cosa che la Russia è riuscita a fare nel campo delle armi ipersoniche. La storia del mondo avanza in modo decentrato attraverso interazioni che sono competitive e conflittuali, ma anche cooperative e convergenti, anche tra nemici. In breve: bisogna rimanere in contatto con il proprio nemico se si spera di batterlo. Ritenere che sia possibile vincere un conflitto senza mai passare sullo stesso terreno del nemico sembra essere una visione mentale puramente teorica, il cui effetto principale è quello di disertare teoricamente, e poi fisicamente, il campo di battaglia e consegnare la vittoria al nemico. Nel suo conflitto con l'Occidente, la Russia ha capito chiaramente che non deve commettere l'errore di escludersi dal campo di battaglia tecnologico ed economico. Ecco perché i globalisti stanno cercando di espellere la Russia dalla globalizzazione contro la sua volontà. Già il 27 febbraio 2022, appena tre giorni dopo l'inizio dell'operazione militare russa in Ucraina, la finanza occidentale ha usato la bomba atomica in campo economico e ha iniziato a disconnettere la Russia dal sistema SWIFT (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication), il sistema universale per le transazioni informatiche tra le banche di tutto il mondo:

"I Paesi occidentali hanno adottato una nuova raffica di sanzioni finanziarie contro Mosca dopo l'invasione dell'Ucraina, prevedendo sabato di escludere molte banche russe dalla piattaforma interbancaria Swift, un ingranaggio chiave della finanza globale. In una dichiarazione congiunta, la Casa Bianca ha affermato che i leader di Commissione europea, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Canada e Stati Uniti sono determinati "a continuare a imporre alla Russia costi che la isoleranno ulteriormente dal sistema finanziario internazionale e dalle nostre economie". "Siamo impegnati a escludere alcune banche russe dal sistema di messaggistica Swift", misure che saranno prese "nei prossimi giorni", ha aggiunto la Casa Bianca."

Nel 2023, l'esclusione della Russia dal sistema SWIFT sarà completa: gli occidentali che vorranno recarsi in Russia dovranno andarci con i contanti in tasca per cambiare il denaro sul posto, perché nessuna carta bancaria occidentale, sia per il prelievo di contanti che per il credito, funzionerà in Russia. Nel suo bollettino Stratpol n. 144, Xavier Moreau ha salutato il lancio da parte del Cremlino del rublo digitale, la CBDC (Central Bank Digital Currency) russa, ricevendo una raffica di commenti negativi da parte di persone legittimamente preoccupate per la partecipazione della Russia alla scomparsa del contante. Forse Xavier Moreau aveva commesso un errore: suggerire che la Russia potesse scegliere se passare o meno al rublo digitale. In realtà, non c’è possibilità di scelta, è come la corsa agli armamenti: se non lo fai, gli altri lo faranno comunque, e tu ti troverai disarmato. Un Paese che non sviluppa una propria valuta digitale sarà soggetto alle valute digitali degli altri Paesi, punto e basta. E questo può avere conseguenze catastrofiche. L'Occidente sta conducendo una guerra di sterminio contro i russi, basata sul principio hitleriano della "guerra totale", e i russi lo capiscono bene. La creazione di un sistema di transazioni finanziarie digitali alternativo allo SWIFT e la creazione di un'appropriata moneta digitale nazionale è quindi una questione di sopravvivenza economica, e quindi di sopravvivenza, per la Russia. Il lancio del rublo digitale nell'agosto del 2023, prima del dollaro digitale, ha lo scopo di occupare la posizione di moneta digitale di riferimento prima della concorrenza - nel tentativo di occupare il centro della scacchiera - e avrà l'effetto collaterale, nel medio termine, di de-dollarizzare parzialmente il mondo nel campo delle transazioni digitali. È una corsa agli armamenti anche nella guerra economica, e se non si gioca la partita come imposto dalle nuove tecnologie, si lascia che il nemico vinca. Il sito web Coin Academy, specializzato in valute digitali, nel gennaio di quest’anno riferiva:

"La Banca centrale russa vuole rendere il suo CBDC, il rublo digitale, un mezzo di pagamento tra Paesi per aggirare le sanzioni. A tal fine, la Banca Centrale della Federazione Russa ha presentato due modelli per il regolamento transfrontaliero sotto forma di CBDC. La Federazione inizierà a sviluppare il modello di regolamento transfrontaliero a partire dal primo trimestre del 2023."

Un'altra conseguenza dell'operazione militare russa in Ucraina è stata che il Forum Economico Mondiale (WEF) si è logicamente schierato con l'Ucraina e ha escluso la Russia dal Forum di Davos del 2022, nell'ambito di una serie di sanzioni volte a isolare la Russia sulla scena internazionale. All'inizio di maggio 2022, la stampa svizzera riportava:

"Il portavoce del WEF Samuel Werthmüller ci assicura che il denaro russo non arriva più al Forum. VTB, Gazprom e Sberbank sono scomparse dall'elenco dei partner strategici e il direttore di Sberbank non è più menzionato come membro del Consiglio di amministrazione. Il WEF si è spinto ancora più in là, eliminando ogni traccia di precedenti collaborazioni: il Centro per la sicurezza informatica, creato nel 2018 come iniziativa congiunta per la sicurezza informatica dal WEF e da Sberbank, non cita più la banca come partner fondatore. Si tratta di un tentativo di nascondere queste collaborazioni, ormai divenute imbarazzanti? Samuel Werthmüller smentisce: "Rispettiamo semplicemente le sanzioni".

L'edizione 2023 del Forum di Davos non ha reintegrato la Russia, la cui espulsione sembra essere definitiva. In seguito all'espulsione dalle cosiddette organizzazioni internazionali, la Russia intende prendere l'iniziativa e ricreare un proprio spazio di indipendenza e relazioni internazionali alternative, staccandosi completamente dal sistema controllato dall'Occidente. Il 18 maggio 2022, Piotr Tolstoj, vicepresidente del parlamento russo, la Duma di Stato, aveva rilasciato una dichiarazione esplosiva che ci consente di dare uno sguardo dietro le quinte dello Stato profondo russo e dei suoi piani di sovranità a lungo termine:

"I comitati, le commissioni, i deputati e i senatori avranno molto lavoro da fare nel prossimo futuro, che credo possa durare più di un mese". La lista che la Duma di Stato ha ricevuto dal Ministero degli Affari Esteri contiene 1.342 voci: si tratta di trattati e accordi internazionali che sono stati firmati e ratificati dalla Russia negli ultimi decenni. Dovremo analizzarli tutti per determinarne la rilevanza e, per così dire, l'utilità per il Paese. Molti di essi sono entrati a far parte della nostra legislazione nazionale e, di conseguenza, le commissioni competenti dovranno valutare anche le nostre leggi russe e decidere quali norme introdotte in esse possiamo e dobbiamo abbandonare. Inoltre, abbiamo il compito di valutare l'adeguatezza della presenza della Russia negli organismi sovranazionali e nelle organizzazioni internazionali. Ci siamo già ritirati dal Consiglio d'Europa e, ad aprile, il presidente della Duma di Stato, Vyacheslav Volodin, ha incaricato le commissioni competenti, in collaborazione con gli esperti, di studiare l'opportunità della presenza della Russia all'interno dell'OMC, dell'OMS e del FMI, dato che queste organizzazioni hanno già violato tutte le loro regole nei confronti del nostro Paese. Certo, questi due compiti non sono facili, c'è molto lavoro da fare e dobbiamo soppesare i pro e i contro. Ma è la strada per la piena sovranità russa, che dovrebbe essere guidata solo dai propri interessi e da quelli dei suoi cittadini."

Lo Stato profondo russo sta lentamente, troppo lentamente - il tempo amministrativo e l'inerzia istituzionale lo obbligano - iniziando a ribellarsi a tutte le minacce alla sua sovranità. Le minacce militari tradizionali, come quella incarnata dalla NATO, sono state identificate dal cervello umano per secoli. Le nuove minacce, rappresentate in particolare dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sono più difficili da percepire e combattere. L'essere umano medio stenta a credere che la medicina possa essere usata contro le persone su una tale scala e non si è ancora abituato a questo nuovo campo di battaglia tecnocratico e burocratico che si è sviluppato solo a partire dall'espansione del settore terziario nel XX secolo, ma che ora ha invaso tutto. Le Nazioni Unite (ONU) rappresentano un caso da manuale e un vero e proprio dilemma per Russia e Cina: come possono questi due Paesi reagire alla minaccia alla loro sovranità rappresentata dall'Agenda 2030 dell'ONU, ovvero come possono uscire dall'ONU quando la loro posizione dominante nell'ONU rafforza la loro sovranità? La lentezza della reazione critica delle autorità russe è dovuta anche alla loro divisione, perché, come ovunque, una parte di esse è sinceramente sedotta dal globalismo transumanista - quella che alcuni chiamano la "quinta colonna". Ma occorre distinguere questa fazione da un'altra apparentemente indistinta, quella degli individui che hanno capito che la sovranità nazionale è inscindibile dalla sovranità tecnologica, perché è la sovranità tecnologica che permette la sovranità nazionale, e non altro, cioè la capacità di assicurare con la forza il rispetto dell'integrità del proprio territorio nazionale.

La questione della sovranità in generale è quindi legata alla questione del potere e dell'irresistibile corsa a perdifiato che esso genera. Per non essere superato dalla volontà di potenza altrui, per non essere ridotto all'impotenza, io stesso devo coltivare la mia volontà di potenza. Prima di poter superare il mio concorrente, devo prima mettermi al suo livello e stare al suo fianco. Non esiste un centro di potere universale, ma esistono leggi universali che regolano l'esercizio del potere. Ci sono vincoli universali che sono gli stessi per tutti i soggetti che vogliono esercitare il potere, su se stessi o sugli altri. Ogni soggetto sovrano deve attenersi a queste regole, il che implica una somiglianza nel comportamento di tutti i soggetti sovrani, compresi i nemici, che può essere interpretata dall'esterno come un accordo, una connivenza o addirittura una cospirazione - in breve, un piano intenzionale. Ma non c'è un piano intenzionale per cadere se si salta dalla finestra. I nemici mortali cadono allo stesso modo se saltano dalla finestra. Questo non significa che non si oppongano realmente, ma solo che le leggi della fisica sono universali e si applicano a tutti allo stesso modo. Ma ci sono anche leggi universali della fisica sociale che impongono ai nemici di comportarsi più o meno allo stesso modo, o quasi, quando sono alla ricerca di potere e sovranità. La fisica sociale è strutturata da rapporti di forza potenzialmente dannosi per tutti gli attori della situazione. Dal punto di vista della competizione tecno-scientifica, siamo tutti sulla stessa barca, che può finire come il Titanic, il che non significa che siamo tutti d'accordo e unificati da un programma comune. Alcuni attori politici, più saggi di altri, stanno anticipando la possibile catastrofe e stanno cercando di inquadrare la tecnoscienza in modo che rimanga al servizio degli interessi umani e nazionali. In un aggiornamento della "Dottrina della sicurezza informatica della Federazione Russa" del 6 dicembre 2016 il governo russo affermava:

"8. Gli interessi nazionali nel campo dell'informazione sono i seguenti: a) garantire e proteggere i diritti e le libertà costituzionali dell'uomo e del cittadino per quanto riguarda la ricezione e l'uso delle informazioni, l'inviolabilità della privacy nell'uso delle tecnologie dell'informazione, fornire un supporto informativo alle istituzioni democratiche, ai meccanismi di interazione tra lo Stato e la società civile, nonché all'uso delle tecnologie dell'informazione nell'interesse della conservazione dei valori culturali, storici, spirituali e morali del popolo multinazionale della Federazione Russa; b) garantire il funzionamento sostenibile e ininterrotto dell'infrastruttura informativa, in primo luogo dell'infrastruttura informativa critica della Federazione Russa (di seguito denominata "infrastruttura informativa critica") e della rete di telecomunicazioni unificata della Federazione Russa, in tempo di pace, in caso di minaccia imminente di aggressione e in tempo di guerra; (...)". ) "

Come si suol dire, tutti sarebbero perdenti in un'escalation verso un conflitto nucleare globale. In una prospettiva pacifista e win-win, al fine di controllare, mitigare, contenere e ridurre il più possibile i danni collaterali universali della corsa agli armamenti informatici, nel settembre 2017 Vladimir Putin pronunciò un clamoroso discorso sulla strategia digitale russa:

"L'intelligenza artificiale rappresenta il futuro non solo della Russia, ma dell'intera umanità. Oggi porta con sé opportunità colossali e minacce imprevedibili", sosteneva il leader, proseguendo: "Chiunque diventi leader in questo campo sarà il padrone del mondo. Ed è altamente indesiderabile che qualcuno ottenga il monopolio in questo campo. Quindi, se saremo leader in questo campo, condivideremo queste tecnologie con tutto il mondo", afferma Vladimir Putin."

Due anni dopo questo discorso, il governo russo pubblicava la sua strategia ufficiale per l'intelligenza artificiale:

"Decreto del Presidente della Federazione Russa del 10 ottobre 2019 n. 490 - sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale nella Federazione Russa". [Thierry Berthier e Yannick Harrel, specialisti francesi di cybersecurity e cyberstrategy, hanno fornito un commento approfondito pochi giorni dopo sul sito web The Conversation. [Quest'ultimo, esperto in materia, aveva già pubblicato nel 2013 un libro intitolato "La cyberstratégie russe" (La strategia cibernetica russa), la cui quarta di copertina ne riassume il contenuto: "La strategia delle potenze nell'era digitale non è un insieme monolitico, e caratteristiche nazionali specifiche stanno emergendo negli Stati Uniti, in Russia, in Francia e altrove. Finora la cyber-strategia russa non ha mai beneficiato di uno studio serio; è stata ridotta ad approssimazioni o percepita attraverso il prisma di studi molto frammentari. Senza trascurare in alcun modo l'influenza dei servizi segreti o il crescente interesse dei militari per questo nuovo spazio, l'autore di questo libro analizza le potenziali capacità e alleanze della Russia nel cyberspazio, valutando al contempo l'emergere di un'"arte della guerra digitale" specificamente russa."

Nel 2021, l'Istituto francese di relazioni internazionali ha pubblicato un rapporto sul suo sito web:

"Firmata dal Presidente russo nell'ottobre 2019, la strategia nazionale per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale intende inserire la Russia nella mappa dei Paesi che contano, avviando uno sforzo per recuperare il ritardo tecnologico e finanziario nell'intelligenza artificiale (IA) e nella robotica avanzata. L'IA fondamentale (ricerca) e l'IA applicata (destinata all'uso commerciale) sono ancora monopolizzate dal settore della difesa, che le utilizza come strumento per modernizzare le proprie attrezzature e le capacità operative delle forze armate". Sempre nel 2021, in occasione dell'incontro annuale del forum di discussione Valdai, Vladimir Putin ha delineato la strategia nazionale russa per le nuove tecnologie: "La rivoluzione tecnologica e le impressionanti conquiste nei campi dell'intelligenza artificiale, dell'elettronica, delle comunicazioni, della genetica, della bioingegneria e della medicina aprono prospettive colossali, ma sollevano anche questioni filosofiche, morali e spirituali che, fino a poco tempo fa, erano poste solo dagli scrittori di fantascienza. Cosa succederà quando la tecnologia supererà la capacità di pensare dell'uomo? Qual è il limite di interferenza nell'organismo umano, oltre il quale l'uomo cessa di essere se stesso e si trasforma in un'altra entità? Quali sono i limiti etici in un mondo in cui le possibilità della scienza e della tecnologia stanno diventando quasi illimitate, e che cosa significherà per ciascuno di noi, per i nostri discendenti e per i nostri figli e nipoti?".

È chiaro che Vladimir Putin non vuole sacrificare la questione dell'identità sull'altare della competizione tecno-scientifica. La bioetica, la trasmissione del sapere alle generazioni future e la tutela dei bambini sono già state tradotte giuridicamente in Russia con il divieto di propaganda LGBT e di "matrimonio omosessuale", che pone limiti al transumanesimo e ristabilisce una frattura fondamentale con l'Occidente e i suoi sviluppi istituzionali pedofili (cfr. le norme dell'OMS per l'educazione sessuale dei bambini fin dalla nascita). Quando Putin riprende il concetto di "Nuovo Ordine Mondiale", è per sovvertire il significato attribuitogli dal presidente George H. Bush al momento del crollo dell'URSS e dell'avvento di un mondo unipolare dominato dagli USA, quello che Francis Fukuyama ha definito la "fine della Storia". Putin riprende lo stesso significante ma con un significato diverso. Qual è questo nuovo significante? La dottrina del governo russo è un materialismo conservatore, una politica degli antagonismi concreti, alla luce di quanto selezionato dall'esperienza, realizzando una sorta di sintesi tra l'empirismo organizzatore di Charles Maurras e il materialismo dialettico di Karl Marx. Questa visione politica e geopolitica propone un trattamento realistico e pragmatico delle interazioni e interdipendenze competitive e conflittuali che scrivono la storia universale e che sono riassunte nell'aforisma di Eraclito: "La lotta è la madre di tutte le cose". Qualche secolo dopo, Nietzsche ci dirà che sono la violenza e i mezzi per aumentarla o impedirla a scrivere la Storia, come eterno ritorno del Bene, ma anche del Male. Il materialismo conservatore è un archeoprogressismo, né tecnofobico né tecnofilo, o entrambi allo stesso tempo, che assume i rapporti delle forze materiali e fisiche nei loro stessi termini, quelli dell'innovazione tecnologica e della corsa agli armamenti, evitando il prisma distorsivo della metafisica e dell'essenzialismo, rimanendo capace di allearsi con i conservatori della metafisica, sulla base di un progetto comune di sovranità tecnologica ponderata, consapevole dei rischi e mantenendo un controllo critico della scienza per limitarne l'impatto negativo sulla natura umana. Due curve si intersecheranno: quella della crescente informatizzazione delle nostre vite e quella del declino del quoziente di intelligenza dei programmatori informatici che la crescente informatizzazione delle nostre vite sta causando, il che porterà a un aumento degli errori umani nella programmazione, e quindi a un aumento dei bug e dei guasti, e a un malfunzionamento generale di questa tecnologia informatica che è diventata onnipresente nelle nostre vite. Ancora una o due generazioni e gli esseri umani non saranno più intellettualmente in grado di gestire i sistemi informatici in cui si sono rinchiusi. Con l'aumento dell'intelligenza artificiale, l'intelligenza reale diminuisce, da cui il fenomeno disgenico delle generazioni X, Y o Z che sta portando l'Occidente al collasso completo. Per dirla con Bernard Stiegler, la tecnoscienza è un pharmakon, contemporaneamente rimedio e veleno, che consente il meglio e il peggio, capace, a seconda del dosaggio, di migliorare la condizione umana ma anche di ridurla a nulla.

L'autore di queste righe spera di aver chiarito il rapporto della Russia con il Grande Reset e il "Nuovo Ordine Mondiale" e, più in generale, il rapporto di tutti gli esseri viventi con la tecnoscienza. Si tratta di un rapporto intrinsecamente problematico. Non è né bianco né nero, dipende dal contesto. L'errore dell'essenzialismo è quello di farci pensare in termini di sostanze pure e valori assoluti ideali, mentre la realtà può essere analizzata in termini di sfumature e percentuali. Quindi la domanda non è "La Russia è globalista o no?", ma "Quale percentuale della Russia è globalista e quale percentuale è antiglobalista?". Poi basta fare un confronto con l'Occidente per vedere le differenze. Lo stesso metodo delle percentuali dovrebbe essere applicato a tutte le entità, gli individui, le comunità e le organizzazioni. I commentatori che ignorano questo aspetto troveranno i loro commenti immediatamente obsoleti. Cerchiamo ora di voltare pagina rispetto a una serie di giudizi affrettati ed emotivi, per fissare i termini del dibattito nella prossima fase, nel campo archeofuturistico della piattaforma intellettuale e di advocacy comune da creare tra bio-conservatori di ogni provenienza nell'era di internet e dei soggetti connessi.

lucien_ceriseLucien Cerise, scrittore francese classe 1972, è autore di numerose opere tra cui “Governare con il caos: Ingegneria sociale e globalizzazione”, “La guerra ibrida tra Ucraina e NATO”, “Oliganarchia”, “Il suprematismo bianco”.
Link: https://www.egaliteetreconciliation.fr/Lucien-Cerise-La-Russie-et-le-Great-Reset-73585.html

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Commenti (57)

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Mostra commenti 57 caricati
    1. Eugiorso 20 settembre 2023

      Speriamo che il grande reset al contrario lo faccia Mosca con i suoi alleati (il simpatico Kim Jong-un compreso), liberandoci così per le vie brevi da drogati-spacciatori-criminalità organizzata-pedofili-lgbt+-woke-cancel culture-attivisti stronzi che imbrattano monumenti-gauche caviar- liberali-liberisti-libertari-finti populisti-sinistroidi-parlamentari e simile feccia che ci porta alla rovina ...

      Cari saluti

    1. sim 20 settembre 2023

      Questa costante tensione verso il potere, che caratterizza entrambi i blocchi, non fa altro che portare a un 'tutto cambia affinché nulla cambi'; la 'bestia' muta la forma ma nella sostanza rimane una bestia e combina disastri. Fino ad ora ha dominato il leone con le ali d'aquila (la grande finanza occidentale). Dopo una pausa di pace e prosperità prossima ventura (voluta dal Cielo) seguirà il regno dell'orso (il nazionalismo multipolare bellicoso e sanguinario che sarà coordinato da Mosca e Pechino), poi seguirà un giaguaro quadricefalo (le guerre di conquista porteranno a quattro 'blocchi', che realizzeranno il 'marchio della bestia' già messo in cantiere dal leone) fino alla rovinosa 'caduta di Babilonia' e oltre. È tutto scritto. Chi cerca Dio e la sua giustizia (e ha la chiave per interpretare correttamente le sacre scritture) già lo sa dove porterà la corsa dell'uomo che ha dimenticato Dio, puntando tutto sul suo 'libero' arbitrio (che in realtà lo rende schiavo del peccato) e sulla tecnologia per dominare i suoi simili, piuttosto che amarli come il proprio Sé, con l'amore di Dio, come ci ha insegnato Gesù. È una dolorosa necessità che l'umanità, nel suo complesso, sperimenti questa deriva, ma ciascuno di noi può scegliere se farsi assorbire da questa macchina infernale come un mero ingranaggio oppure restarne fuori, costi quello che costi. Per approfondire (leggere anche le note dal 3 marzo in poi): https://sfero.me/article/apocalisse-punto-siamo-cosa-sta-accadere

    2. Fedeledellacroce 21 settembre 2023

      Allahu akbar!!

    1. Gino 20 settembre 2023

      Anche la Russia fa parte del grande reset?
      Quien sabe?
      Indubbio è però il fatto che, almeno in relazione alle fonti energetiche, essa si stia muovendo in direzione assai sgradita all'Occidente.
      E ciò specialmente nel caso del metano.

      Sicuramente la demonizzazione occidentale della CO2 non è casuale.
      Non fosse per la CO2, il metano risulterebbe essere la fonte energetica più ecologica.

      Le scorte metanifere russe già ora sono sterminate, e ciò nonostante le sue regioni siano tuttora in gran parte inesplorate (si stima che ancora inesplorato sia circa il 70% del territorio russo). Va inoltre infine aggiunto che il giorno in cui tutti i loro giacimenti convenzionali si esaurissero, i russi risulteranno comunque ancora avvantaggiati, potendo cominciare a estrarre metano dai loro giganteschi e già accessibilissimi giacimenti di clatrati.

      Un'animazione 3D della Gazprom sulla costruzione in corso nella regione di Amur (nell'estremo oriente russo) di un suo enorme impianto di processo del metano.
      https://www.youtube.com/watch?v=UmijB49xzYg
      (Costruzione dell'impianto iniziata nel 2021.
      Previsione iniziale completamento lavori entro il 2025. Probabile che invece il completamento lavori avverrà anticipatamente, rispetto ai tempi inizialmente previsti. In video successivo, maggio 2023, viene mostrato come l'impianto sia già funzionante e completato al 89%)

    2. Gino 20 settembre 2023

      Lo spostamento a oriente del baricentro economico russo sta procedendo a passi da gigante.

      La capitale dell'Amur (Blagoveshchensk) sta proprio sul confine con la Cina.
      Nel giugno 2022 venne terminato il ponte che la collega con la Cina.
      11 Sep, 2023:
      Freight turnover via Russia-China bridge booming
      https://www.rt.com/business/582781-russia-china-freight-traffic/

      150 km più a nord vi è il cosmodromo Vostochny, recentemente visitato da Kim Jong-un.

    1. ws 20 settembre 2023

      Bellissimo articolo.
      Val la pena appunto qui riportare una citazione dal " il Padrino 3 "

      Mio padre mi diceva sempre: gli amici tienteli stretti ma i nemici anche di più.
      
      per ricordare che la "fisica" dei "rapporti di potenza" è uguale in ogni "settore".

    1. sarah 20 settembre 2023

      Mi permetto un inciso, premettendo che ho apprezzato molto la chiarezza e l'onestà intellettuale dell'articolo. Cito: "...distinguere tra quella che sarebbe una semplice obbedienza all'agenda occidentale e, invece, una posizione di rivalità mimetica, un'applicazione della teoria dei giochi..." Tutto molto condivisibile e, in linea di principio, un ottimo spunto per tentare di leggere la complessa realtà dei fatti. Ecco, però, se pensiamo ad alcuni particolari frangenti della strettissima attualità, questo ragionamento non sembra del tutto coerente. Ad esempio, quando si legge che alcuni paesi brics hanno adottato pedissequamente le indicazioni pandemiche ( o per lo meno hanno tentato di farlo ), mi pare si vada oltre la teoria dei giochi. Nulla vietava che si potesse ugualmente disporre della stessa "tecnologia" dell'avversario per combattere ad armi pari, per dirla semplice, ma non riesco a comprendere, pur sforzandomi, il significato di questo identico utilizzo degli strumenti. Mi pare legittimo almeno il dubbio che si insinua in certi osservatori che temono che non solo i mezzi siano simili, ma anche gli obiettivi. Se poi vogliamo sostenere che la cosiddetta condizione di combattimento "ad armi pari" sarà raggiunta solo e comunque al prezzo di un sovvertimento dell'ordine sociale, allora deve essere cambiata anche la prospettiva di questa analisi, lasciando spazio a chi afferma che tale processo è in sé minaccioso e che non vi sarà il tempo di attendere l'esito

    2. sarah 20 settembre 2023

      dello scontro tra acerrimi nemici poiché nessuno dei due pare porsi l'obiettivo di salvaguardare ciò che "noi" riteniamo debba essere salvaguardato.

    3. Cachafaz 20 settembre 2023

      ma non riesco a comprendere, pur sforzandomi, il significato di questo identico utilizzo degli strumenti.

      Perche' non avevano la forza individuale di fare altrimenti. Cosa che avverra' con i brics, in virtu' anche dei nuovi ingressi ed altri futuri; la sconfitta della nato in ucraina penso ormai prossima, dara' ulteriore coraggio. Naturalmente si doteranno anche di un'altra oms, vediamo come sara'-.

    1. nicolass 20 settembre 2023

      Proprio oggi è uscito un articolo in contro tendenza rispetto all'agenda di Davos in cui il povero Guterres si lamenta che i loro piani non stanno andando nel verso sperato... è proprio vero non tutti i Great Reset riescono col buco https://www.maurizioblondet.it/il-segretario-generale-delle-nazioni-unite-su-agenda-2030-molti-stanno-facendo-retromarcia/

    1. Primadellesabbie 20 settembre 2023

      Sul finire il breve brano sottolineato riassume, quasi perfettamente, ciò che chiunque sia abituato a porre attenzione a dove vive ha potuto notare fin dai primi tempi dei nostri contatti con i prodotti e con l'applicazione del digitale.

      Ma si procederà ugualmente.

      Una cosa non è molto chiara: la pratica del comunismo è stata aspramente combattuta e soppressa perché, sviluppandosi in un certo modo, avrebbe escluso la grande varietà di combinazioni di cui la comunità umana può offrire la possibilità.

      L'adozione dell'informatizzazione su larga scala indurrà una monotonia assoluta e totale, escludendo ogni altro modello di organizzazione sociale.

      Il progetto dell'informatizzazione, di tutta evidenza già ben delineato da tempo, negli ambienti che guidano le nostre vite, è stato la ragione recondita che ha reso necessario contrastare il comunismo?

    2. oriundo2006 20 settembre 2023

      Difficile dirlo.
      Di fatto l' Urss era rimasta ad un modello produttivo fondato sulle divisioni di Stalin ed sui Soviet+l' elettrificazione: ovvero ad un modello pre-cibernetico, chiaramente di origine 'meccanica' fondato sul primato ( fittizio ) delle 'masse' operaie. La sua fine fu in connessione all' incapacità di muoversi in un senso post-marxiano, ovvero dando il primato agli aspetti non-materiali dell' indagine sulla natura ed alle sue applicazioni post-operaiste, cosa che leggendo i 'Manoscritti' poteva ben esser fatta ma avrebbe levato il primato del Partito, dandolo agli 'intellettuali', ovvero ad una rinnovata Accademia delle Scienze, ancora legata a moduli scientifici di inizio secolo.
      Fu fatto il tentativo che sappiamo ma fallì proprio per questa impossibilità di saltare rimanendo in aria, se vogliamo usare una immagine sportiva. Per farlo non era certo utile un giurista come Gorbaciov ma era indispensabile un teorico, un intellettuale con larghe vedute.
      A parte ciò, dopo pochi anni la Russia si è resa capace di risalire la china una volta levata la necessità di dover 'giustificare' il progressi scientifici sulla base del materialismo storico e dialettico. Oggi è all'avanguardia e speriamo che ci rimanga, come Putin stesso ha acclarato in numerosi interventi, tra cui l' ultimo in cui ha adombrato l'esistenza di applicazioni tecniche militari sulla base di nuovi principi della fisica.

    3. oriundo2006 20 settembre 2023

      Qui chiaramente tutto il discorso russo attuale 'salta', perchè è fondato su una dicotomia fissa a carattere 'morale' su esperienza umana fondata su valori vs tecnica, cosa che è in ordine di un progresso ancora fondato su categorie 'filosofiche' in cui la scienza dovrebbe trovare legittimazione: è una Accademia sovietica 2.0. Difficile è anche rappresentarsi questa lotta mortale, perchè di questo si tratta, come fondata sulla 'mimesis' dell'avversario, delle sue categorie come anche della sua totale mancanza di freni inibitori verso la 'società'.
      Ad alto livello politico questa in Occidente non interessa più, viene tenuta in vita fittiziamente insieme all'economia in attesa di realizzare il dominio globale.
      Dunque se è vero che la scienza prescinde dalla morale è pur vero che la morale non può prescindere dalla scienza, a patto di non tornare al tempo vagheggiato dai talebani. Decisivo è quello che si vuole fare dopo, che modello di società e di uomo si intende realizzare.
      E qui si vede come le idee occidentali, presentate come 'oggettive' sono anch'esse 'religiose', fondate su di una religione minoritaria ma estremamente potente: quella che considera l' Umanità un gregge da sottomettere a favore di pochi, anzi di pochissimi, gli 'eletti'.
      

    4. ws 20 settembre 2023

      ma avrebbe levato il primato del Partito, dandolo agli ‘intellettuali’,
      Deh che "affarone"...
      Io invece , anche solo per una questione di etica, continuo a preferire gli " operai" ( di ieri) agli "intellettuali" (di oggi)

      Daltronde se dopo tanti (faticosi) "progressi" oggi stiamo andando ( di corsa) "indietro" ci sarà un "perché" o no ?

    1. GioCo 20 settembre 2023

      Minchia che lista di ca%%ate... Sono davvero troppo stanco per ribattere punto su punto... Faccio solo qualche appunto qua e là: perché dovrebbe essere obbligatorio rinunciare ai contanti in favore del denaro digitale e non si può mantenere entrambi ? Perché a prescindere l'evoluzione biologica dev'essere transumana e non si può banalmente e semplicemente integrare nel corpo biologico umano facoltà già presenti in natura e migliorative ? Tutti vorrebbero un corpo migliore... Pochi con dentro ferraglia. Perché bisogna per forza perdere l'autonomia procreativa e perché per combattere sarebbe obbligatorio vivivere in un mondo che non può garantire a nessuno di vivere dignitosamente ? Forse che avere il cellulare nel cervello può effettivamente dare una capacità strategica irrinunciabile ? E poi sto dilemma cornelliano... Dov'è ? Io vedo l'irrinunciabilità dell'irrinunciabilità perché si. In battaglia non ha mai vinto chi ce l'ha più lungo ma chi riesce meglio a pensare fuori dagli schemi e qui non vedo nessuno che abbia voglia anche solo provarci.

    2. Accattone il Censore 21 settembre 2023

      Ottimo commento.

    3. Gino 22 settembre 2023

      perché dovrebbe essere obbligatorio rinunciare ai contanti in favore del denaro digitale e non si può mantenere entrambi ?

      I russi hanno ben chiarito il fatto che rimarranno entrambi. l'autore dell'articolo, peraltro, l'ha come dato per scontato.

      Perché a prescindere l’evoluzione biologica dev’essere transumana e non si può banalmente e semplicemente integrare nel corpo biologico umano facoltà già presenti in natura e migliorative ?

      pare tu non abbia colto lo 'spirito' che anima l'autore dell'articolo:
      >
      >
      >

    4. Gino 22 settembre 2023

      >

      Perché bisogna per forza perdere l’autonomia procreativa e perché per combattere sarebbe obbligatorio vivivere in un mondo che non può garantire a nessuno di vivere dignitosamente ?

      >

      In battaglia non ha mai vinto chi ce l’ha più lungo ma chi riesce meglio a pensare fuori dagli schemi e qui non vedo nessuno che abbia voglia anche solo provarci.

      Su questo sono d'accordo. Ma a me, comunque, non pare che l'autore di questo articolo abbia sparato un mare di ca%%ate. Anzi, direi che pare proprio essere uno dei pochi capaci di pensare "fuori dagli schemi".

    5. GioCo 22 settembre 2023

      "La condizione umana è guidata da un eccesso scientifico prometeico che potenzialmente porterà alla sua rovina, ma a cui nessun attore può rinunciare..."

      Perché ? A cosa non si può rinunciare, al buon senso, alla rovina, all'idea che la tecnologia sia un dono prometeico ? I Russi non sono i salvatori, non del nostro culo per lo meno e mi pare che pure questo lo abbiano chiarito molto bene. Da sto articolo leggo solo questo, tipo: siccome abbiamo a che fare coi bulli dobbiamo dimostrare di essere più bulli di loro.
      Questo lo chiamo "ca%%ata". Non sei d'accordo? Emmidispiace, l'evidenza parla da sé...

    1. Nestor Halak 20 settembre 2023

      Mi pare che l'articolo, almeno nella prima parte, colga perfettamente il problema. E' vero, in realtà nessuno può evitare di confrontarsi con la tecnologia.
      Ma si può tranquillamente rifiutare un'ideologia e il progetto di "nuovo ordine mondiale" è anche un'ideologia.Il genio non si può ricacciare nella lampada, ma può essere usato in modi differenti.
      Ciò che ci porta a preferire la visione del mondo della Russia rispetto a quella americana, sono soprattutto due ordini di motivi: il primo è che gli Stati uniti non ammettono l'esistenza di concorrenti e un mondo pluralista mi pare sicuramente preferibile ad uno monolitico; il secondo è che in Russia (ed in Cina), il potere ha ancora una dimensione prevalentemente politica nel senso che tiene conto della popolazione, mentre in occidente è oramai sostanzialmente in mano ad oligarchie più o meno fanatiche autoreferenti e segrete che lo esercitano in forme truffaldine.

    2. CptHook 20 settembre 2023

      Direi che hai sintetizzato perfettamente in tre paragrafi il senso di tutto l'articolo.

    3. LuxIgnis 20 settembre 2023

      È che la tecnologia se risolve problemi o li semplifica è sicuramente ben accetta. Rifiutarla è da stupidi e non si può tornare indietro. Ma se la tecnologia li aggrava i problemi allora c'è qualcosa che non va.
      Non so com'è in Russia o in Cina ma qui, non so se ve ne siete resi conto, per avere la Carta d'identità elettronica o il passaporto aspetti mesi. E prendere la prenotazione, rigorosamente online e digitale, è un terno al lotto.
      Una volta ci volevano al massimo poche ore di fila. Senza digitale.

    4. Arthur 20 settembre 2023

      "in Russia (ed in Cina), il potere ha ancora una dimensione prevalentemente politica nel senso che tiene conto della popolazione, mentre in occidente è oramai sostanzialmente in mano ad oligarchie più o meno fanatiche autoreferenti e segrete che lo esercitano in forme truffaldine."

      Non condivido affatto.
      In Russia e Cina ci sono oligarchie che non sono da meno rispetto a quelle occidentali.
      Anzi, per certi aspetti sono molto ma molto peggio.

      E quello che è accaduto durante la pandemia è stato proprio un esperimento in cui le élites occidentali hanno imitato le oligarchie cinesi con lo scopo di sondare il livello di reattività degli occidentali, livello che si è dimostrato analogo a quello dei cinesi.
      Servi della gleba.

      PS.
      Lockdown, mascherine, ricatti, menzogne, informazione asservita.
      Prove di regime ad imitazione della Cina.
      In questi giorni vanno ancora di scena gli esperimenti ed ora è infatti la volta del messaggio inviato alla plebe a cui sarebbe obbligatorio rispondere se non si vuole il cellulare bloccato.
      È evidente che il Nuovo Ordine Mondiale a cui si aspira è un progetto neomarxista simil-cinese.

    5. Fantine 20 settembre 2023

      Beh, Arthur.
      Sulla Cina, concordo.
      Sulla Russia no.
      Certamente ci sono oligarchie anche lì (e non è soltanto questione di oligarchie), ma le nostre sono degenerate, il peggio del peggio, perché corrompono e fanno diventare m...a, non oro, ciò che toccano.
      Se poi intendi dire che non ci sono salvatori immacolati, concordo.
      Ma la misura è la misura.

    6. robertocasiraghi 20 settembre 2023

      Noto con piacere che qualcuno si è accorto della inaccettabile valenza totalitaria del messaggio IT-Alert e con dispiacere che non sembra aver generato reazioni di sorta né qui né altrove. Spero che il fatto sia dovuto solo allo shock momentaneo e al bisogno di tempo per riaversi e scrivere un lungo e meditato articolo sulle implicazioni di questa ennesima linea rossa varcata a cuor leggero dai nostri ineffabili resettatori. Tra l'altro io non ricordo di aver prestato alcun consenso all'invio di messaggi telefonici sul mio cellulare da parte di una protezione incivile che non sembra avere alcun rispetto per le leggi italiane sulla privacy e che manda in onda a tradimento sirene dall'effetto potenzialmente destabilizzante e panicogenico oltre a bloccare l'operatività di uno strumento così importante come il telefonino il cui bloccaggio è un vero e proprio abuso di potere che potremmo definire teppismo di stato.

    7. Arthur 21 settembre 2023

      Ci toccherà sorbirci messaggi sugli argomenti più disparati.
      E sono curioso di vedere quale sarà il livello.

      Ad ogni modo, non credo che avranno il coraggio di bloccare per molto tempo il cellulare di chi non clicca sul messaggio.
      Rischierebbero querele a raffica.
      Quindi io aspetterò per vedere se si sblocca.
      Se non accadrà, beh, dovrò cliccare per togliermeli di torno.
      E pazienza, sarà una noia come accade per la pubblicità che rompe le scatole.

      PS.
      Ma di certo non compilerò il questionario.

    8. Arthur 21 settembre 2023

      Per esserne sicuri, io aspetterei un po'.
      C'è una cosa che accomuna i governanti di USA, UK, UE, Russia e Cina, ed è la prepotenza.
      Quindi sarei cauto e attendo l'evolversi degli eventi.

    9. Gino 21 settembre 2023

      La mia scommessa è che con il tempo a tutti diverrà evidente che anche la Cina si sta muovendo in una direzione affatto diversa da quella dell'Occidente. Ci accorgeremo che fummo le solite vittime della solita propaganda... Che per l'ennesima volta c'indussero a prendere "fischi per fiaschi" (come innumerevoli volte già accadde in passato...)

    10. absitiniuriaverbis 21 settembre 2023

      Senza necessariamente essere più realista del re:
      dicono che alla roulette si punta su cosa si pensa che possa/debba uscire ma, magari una sola moneta, si punta anche sulle altre opzioni. Non si sa mai. Giusto nel caso in cui il piano A o B fallisca.

      Quindi i burattinai avranno il modo di insinuarsi comunque prima o poi.
      È solo questione di tempo, non di soldi.

    11. absitiniuriaverbis 21 settembre 2023

      In Cina ci vivo da 25 anni.
      Questo significa almeno due cose:
      -la prima è che ho esperienza diretta di molti accadimenti
      - la seconda è che potrei essermi già assuefatto, per abitudine, a schemi che quindi non riesco più a evidenziare

      Ci sono, immagino, molti modi per fare soldi.
      Qui, le infrastrutture (scuole, ospedali, cliniche. trasporti su strada, treno, metro, aereo, nave...intrattenimento. edilizia... distribuzione... ) sono fiorite a iosa sulla base di piani a 5, 10, 20 anni e più.
      Quindi, conseguentemente, a iosa sono fioriti nuovi oligarchi e rafforzati quelli vecchi.
      La differenza è che per i sudditi c'è un vantaggio che non deriva solamente dal lavoro. necessario ma anche dai nuovi servizi resi disponibili.

      Non sono tutte rose fiori, tuttavia, però il distinguo è importante. Vedremo se come continua.

      Della situazione relativa al pande-coso avevo già scritto in passato.

    12. Fantine 21 settembre 2023

      Ti assicuro che sulla Cina c'è molto da dire e una certa propaganda di facciata non ha nulla a che vedere coi reali piani messi in atto da tanto*.
      E spero che quando molti si accorgeranno di aver seguito chimere, non sarà troppo tardi.
      Che poi, non è mai troppo tardi.
      Sebbene di certo diventi più difficile.
      E noi dobbiamo fare i conti anche con l'uomo medio europeo di oggi e di domani e lo sguardo procede inesorabilmente verso il basso.

      *Fermo che poi non è sempre così netto stabilire chi usa chi.

    13. Fantine 21 settembre 2023

      Sono curiosa di vedere se arriverà sul tuo "dispositivo", Arthur.

    1. Shax 20 settembre 2023

      Putin verrà ricordato come il leader che ha combattuto contro il great reset. È un fatto.
      Come è un fatto che i nostri venduti invece, meloni & company, falsi profeti, hanno esattamente portato avanti tutte le agende globaliste da quelle green a quelle immigrazioniste, da quelle di austerità a quelle dei vari pnrr e impostare varie atte solo a regalare la sovranità del paese a qualche organizzazione sovranazionale che teorizza il meticciato, la denatalita' e la povertà per la gente comune.
      È altresi un fatto che in Russia non abbiamo avuto i c.d. vaccini anticovid (ma un surrogato russo totalmente innocuo), né abbiamo avuto lockdown e le privazioni dei diritti di liberta durante la c.d. 'pandemia'; non abbiamo nemmeno le tematiche green, le città smart, le politiche di austerità (anzi, sotto guerra ucraina lo stato russo ha applicato una cura opposta ossia di politica monetaria estremamente espansiva) ossia mirante al benessere dei cittadini.
      La Russia è il vero grimaldello contro le politiche criminali e inumane messe in atto in occidente.

    1. maghi 20 settembre 2023

      Mi pare che la Russia sia dentro il GR fino al collo, ma non è prona a 90°, così come non lo era l'URSS di Stalin agli accordi di Yalta. Sennò per quale motivo gli USA bombardarono Hiroshima e Nagasaki dopo che il Giap aveva offerto la resa incondizionata dopo il bombardamento di Tokio, che aveva causato 100.000 morti? Gli accordi si fanno e si disfanno e mostrare i muscoli, anche sacrificando qualche decina di migliaia di giap già sconfitti, ha il suo peso negli accordi di potere per convincere il tuo alleato a mantenerli. Quanto era realista il mio conterraneo Machiavelli! Ha pure menzionato un mio antenato nel Principe. Voleva convincere i fiorentini a mandarlo contro i pisani, poi fu mandato a morire sotto le mura di Prato nel 1512. Almeno il suo nome è in eterno nell'Archivio storico di Firenze, citato nelle lettere in una linguaggio a metà tra il latino e l'italiano dai cronisti fiorentini, che relazionavano i fatti al Gran Consiglio di Firenze, mentre a noi dopo una o due generazioni non ci ricorderà nessuno, tranne Dio, ovviamente.

    1. gianB 20 settembre 2023

      Bell'articolo, equilibrato. Che ci possa essere una soluzione nel"La Via di Mezzo"? Se si, è un problema di 2000 anni di cultura, ..... e 4/5000 anni di storia ... ma si può fare... mai dire mai.

    2. Gino 21 settembre 2023

      A mio parere la soluzione non sarà una "Via di Mezzo", quanto piuttosto nell'attrezzatissima riedizione della "Via della Seta" in corso d'opera.

      Una guerra è 'appena' cominciata (circa 18 mesi fa). Probabile che durerà molto più a lungo.
      Probabile che io non la vedrò finire.
      L'occidente farà tutto il possibile, tirandola per le lunghe, fino allo sfinimento.
      Questa guerra non possono permettersi di perderla. L'unica opzione che forse infine gli rimarrà (alle elite occidentali), sarà quella di rinchiudersi, con tutti noi/voi (io probabilmente sarò già morto), in una sorta di "splendido isolamento".

      Corsi e ricorsi della Storia...
      (dalle stelle alle stalle...)

    3. gianB 21 settembre 2023

      Li vedi gli Sion-US accontentarsi dello "splendido isolamento"? Io no. Anche perché più che splendido sarebbe misero se non tragico. "La Via di Mezzo" è la via che secondo il pensiero buddista è da percorrere per trovare l'illuminazione. In altre parole, è un'altra cultura da scoprire.

    1. Kajros 20 settembre 2023

      In effetti qusta tanto declarata Est vs Ovest è piu a livello finanziaro geopolitico , ma nella quotidianità il cittadino è esperimentato dagli architetti del Big Reset!

    1. Cachafaz 20 settembre 2023

      Ringrazio cpt Hook, ottimo articolo che ora provvedo a memorizzare, dato il proliferare della falsa controinformazione che non demorde dall'accomunare la Russia al grande reset, nonostante tutte le evidenze e la guerra in corso. Non si capisce se sono stupidi o a libro paga Cia, ma tant'e'... questo e' appunto un articolo con il quale saranno messi alla prova, sempre che siano capaci di leggerlo, e quindi andare oltre il copia incolla dalle fonti Cia/Davos/nato da cui si abbeverano-.,

    2. Brule 20 settembre 2023

      C'è poi un motivo lampante, in Russia stanno cercando di fare di tutto per alzare il tasso demografico, pur con tutti i loro problemi.
      Qui è evidente il contrario.

    3. Arthur 20 settembre 2023

      Mah...
      Però qualche stranezza da parte russa c'è eccome.
      Ad esempio, hanno aspettato otto anni.
      Poi, la guerra è iniziata a inizio 2022, proprio quando la pandemia era alla fine, con una sincronia oggettivamente anomala.
      E infine, stanno trascinando questa situazione da un anno e mezzo, mentre invece potevano liquidare tutto in pochi giorni, ed erano perfettamente in grado di farlo.
      Una anomalia passi pure, ma quando di stranezze ce ne sono diverse, beh, bisogna ammettere che c'è qualcosa che non va.
      La Russia un po' mi puzza...
      E ovviamente mi puzza pure la Cina.

    4. ric 20 settembre 2023

      per me hai la puzza sotto al naso...

    5. Cachafaz 20 settembre 2023

      A me il sincronismo pare perfetto....nel 2014 la russia e la cina non erano pronte , non avevano creato le loro strutture tipo lo swift. Russia e cina non hanno sbagliato un colpo, ora controllano il prezzo del petrolio e le future rotte commerciali, a discapito dell'europa ovviamente...

    6. CptHook 20 settembre 2023

      Grazie, una fortunata scoperta andando a spasso nel web...

    7. carla 20 settembre 2023

      Se devi colpire il nemico devi saper scegliere il momento in cui è più debole e possibilmente essere più informa di chi vuoi combattere.
      In questo penso che la Russia abbia fatto bene i conti, anche se 8 anni di crimini in Donbass sono tanti, ma hanno permesso a loro di prepararsi e far capire al mondo che non è servo dell'egemone come stanno le cose.

    8. Cleon XIII 20 settembre 2023

      Russia e Cina si stanno difendendo. Basta guardare una carta geografica con segnate le basi NATO nel mondo. Gli USA e i suoi vassalli considerano la prosperità dei paesi che non controllano una minaccia. Al resto del mondo è offerta una sola alternativa: assoggettarsi o combattere. Non esiste l'essere daccordo nel vocabolario americano. Alla Russia si può rimproverare di aver creduto per troppo tempo che dietro alla prepotenza ci fosse un minimo di rispetto per la parola data e per i trattati. Anche all'inizio dell'Operazione Militare Speciale i Russi si sono fatti infinocchiare dai "negoziati" ritirandosi da Kiev.

    9. BrunoWald 20 settembre 2023

      Hanno creduto per troppo tempo che dietro la prepotenza anglosionista ci fosse un minimo di rispetto? Si sono lasciati infinocchiare dai negoziati?

      Allora sono dei subnormali.
      Persino uno stupido e/o a libro paga CIA come me (direbbe @Cachafaz...) aveva ed ha le idee chiarissime al riguardo, mentre i vertici russi sarebbero degli ingenui dilettanti?

      Suvvia, siamo seri...

      "Al resto del mondo è offerta una sola alternativa: assoggettarsi o combattere. "

      Era così anche ottant'anni or sono. Infatti, alcuni si assoggettarono, altri hanno combattuto. Da allora, i primi sputano sulle tombe dei secondi.

    10. Gino 21 settembre 2023

      hanno aspettato otto anni.
      Poi, la guerra è iniziata a inizio 2022, proprio quando la pandemia era alla fine, con una sincronia oggettivamente anomala.

      Fosti stato un poco più attento, sicuramente non ti sarebbe sfuggito il fatto che in pratica la data dell'inizio della SMO la scelsero i neocon.
      Oltre tutto nel dicembre del 2021 anche vi fu il tentativo di Putin di risparmiare all'universo mondo quest'ultimo supplizio, per l'ennesima ed ultima volta riproponendo all'occidente accordi di "sicurezza indivisibile". Ma ovviamente la risposta degli occidentali fu un ulteriore "niet", mentre nel frattempo l'esercito ucraino si stava ammassando a ridosso delle fortificazioni difensive delle martoriate DPR ed LPR.

      Credo che Putin avrebbe di gran lunga preferito procrastinare ulteriormente l'inevitabile e conclusiva resa dei conti.

    11. carla 21 settembre 2023

      Bravo, alle volte ci si stanca di ripetere le medesime cose anche qui su CDC, ma sembra che non tutti abbiano ben presente la storia, del tempo.
      Durante la pandemenza e anche prima leggevo Sputnik ed era regolarmente indicato come avanzavano o non avanzavano le trattative per le STRAGI nel Donbass.
      Putin avrebbe volentieri risparmiato al suo popolo e a quello ucraino la guerra, sta cercando di incrementare il numero dei suoi abitanti LUI, a noi sembra cosa impossibile o di poco conto tanto siamo ormai soggetti all'egemone.

    12. Gino 22 settembre 2023

      io però, invece, durante la pandemenza Sputnik proprio non riuscivo a leggerlo, a causa della sua posizione a supporto della pandeminchiata, e dei vaccini poi.
      Un pregio dell'articolo che stiamo commentando è proprio, a mio parere, quello di essere riuscito a giustificare, in qualche modo, le schifezze contradittorie presenti un poco ovunque. Permettendoci magari, se non di perdonare, almeno di riuscire a seppellire ciò che è infine comunque irrimediabilmente morto.

      "Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto... chi ha dato, ha dato, ha dato... scurdámmoce 'o ppassato, simmo 'e Napule paisá!."

    1. Giacomo 20 settembre 2023

      Non condivido le conclusioni dell'autore.
      Puoi tranquillamente usare una moneta fisica e scambiarla con strumenti digitali come è successo finora, il voler portare tutti gli scambi sul digitale è effettivamente realizzare il piano di cui a parole si fanno oppositori.

    2. Cachafaz 20 settembre 2023

      Chi e' che vuole portare tutti gli scambi sul digitale? La Russia no di sicuro, gia' chiarito e stra chiarito a tutti i livelli, compresa la presidente della loro banca centrale. Il contante resta.

    1. sbregaverse 20 settembre 2023

      ....quasi quasi mi faccio uno shampoo...

    2. carla 20 settembre 2023

      Il caro Gaber era avanti di un secolo

    3. WarezSan 21 settembre 2023

      Mi fanno male i capelli...

    1. Arthur 20 settembre 2023

      Che la Russia sia d'accordo o meno con il grande reset (e lo stesso vale per la Cina e gli altri) comunque finirà male per i congiurati.
      Per diverse ragioni.

      Prima di tutto sono psicopatici esaltati e megalomani, quindi altamente soggetti a compiere scelte balorde e incoerenti che persone normali non farebbero e questo li porterà a sbandare platealmente (e infatti già succede).

      Secondo, seguono tutti indistintamente il principio egoistico "mors tua vita mea" e lo applicano senza remore, persino a quelli che sarebbero gli amici ed alleati.
      Basti vedere quello che gli USA fanno all'Europa o cosa avviene nell'UE.
      E questo discorso vale anche per Russia, Cina, India, etc.
      Al governo dei paesi c'è gentaglia ipocrita pronta a pugnalare e mettere sgambetti, praticamente dappertutto.

      Terzo, negli ultimi tempi i governi hanno introdotto forme di vessazioni che fino a pochi anni fa erano impensabili.
      Roba allucinante.
      E hanno in mente di proseguire.

      Quarto, il mondo è troppo eterogeneo.
      È un fatto congenito.
      Il globalismo è una chimera.

      Tutte queste cose messe insieme (psicopatia megalomane, egoismo ipocrita, vessazioni folli ed eterogeneità congenita) faranno fallire miseramente il progetto globalista, qualunque esso sia e chiunque faccia parte della congrega di congiurati.

    2. Cachafaz 20 settembre 2023

      Si, anche questo...

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