La Russia dopo la vittoria di Trump

La Russia dopo la vittoria di Trump

Israel Shamir
unz.com

I russi sono felici della vittoria di Trump. A loro è sempre piaciuto. La Russia è l'unico Paese europeo ("bianco") che ha preferito Trump a alla Clinton e alla Harris. Invano i maestri della propaganda hanno spiegato che Trump sarebbe stato peggiore per la Russia. Il popolo, tuttavia, ha continuato a notare che gli Stati Uniti si trovavano sulla stessa pagina storica della Russia: contro l'ideologia woke; guidati da un uomo serio; contro le guerre, per l'occupazione e la pace e per il Cristianesimo. Abbasso i trans e i froci; abbasso il politicamente corretto e le micro-aggressioni! La guerra in Ucraina continua, ma sotto il nuovo Ministro della Difesa Andrey Belousov sta diventando un successo. Ogni giorno porta una nuova, modesta vittoria, liberando qualche altro villaggio dello sterminato Donbass. È una lotta lenta, in cui la Russia prevale contro 32 Stati della NATO - un fardello incredibilmente pesante per una guerra contro la secessione, come è diventata.

Rivediamo come siamo arrivati a questo punto.

L'URSS era stata smantellata ed espropriata dall'autorità dell'ex presidente Gorbaciov e del primo presidente della Russia, Eltsin. All'epoca, l'Ucraina aveva dichiarato la propria neutralità e amicizia con la Russia. Con le sue infrastrutture sovietiche, l'industria pesante e 50 milioni di lavoratori diligenti, l'Ucraina aveva risorse più che sufficienti per prosperare. Tuttavia, i combattivi neoconservatori americani non erano soddisfatti di questa soluzione. Volevano sangue, dominio a tutto campo, vittoria in un gioco a somma zero. Avevano deliberatamente trasformato l'Ucraina in una minaccia mortale per i russi, un coltello costantemente puntato alla gola della Russia. Avevano creato laboratori di armi biologiche e costruito basi militari della NATO. Infine, avevano iniziato a strangolare economicamente e a vessare violentemente il Donbass, la parte dell'Ucraina popolata da russi. Il Donbass era stato arbitrariamente incorporato nell'Ucraina per decisione delle autorità sovietiche intorno al 1920, ma rimaneva saldamente russo per popolazione e lingua. Questa diversità non era un problema per un'URSS forte, ma il debole staterello ucraino non poteva tollerare alcuna voce dissenziente.

Il presidente russo Vladimir Putin aveva ereditato questo stato di cose ed era disposto a lasciare che l'Ucraina mantenesse la propria indipendenza. Aveva firmato l'accordo di Minsk, garantito da Germania e Francia, secondo cui Kiev avrebbe permesso l'autonomia del Donbass. Ancora una volta, gli stessi neoconservatori avevano rinnegato l'accordo. Avevano poi ammesso di averlo firmato solo per avere il tempo di riarmare l'Ucraina. Kiev aveva rinnegato anche la propria dichiarazione di neutralità e amicizia con la Russia, che era parte integrante del riconoscimento russo dell'indipendenza dell'Ucraina. Aveva ignorato l'appello di Vladimir Putin del dicembre 2021 per una pace permanente.

Nel febbraio 2022, poche settimane prima della prevista invasione congiunta Ucraina-NATO nella Russia vera e propria, la Russia aveva iniziato la sua operazione militare speciale in Ucraina. Le sue forze si erano rapidamente spostate a Kiev, avevano catturato l'aeroporto ed erano avanzate verso Kharkov, una grande città a maggioranza russa. In quel momento, l'Ucraina aveva chiesto la pace e, prontamente, era stato siglato a Istanbul il nuovo trattato di pace russo-ucraino. Anche in questo caso si specificava l'autonomia per il Donbass, la neutralità per l'Ucraina e il riconoscimento della lingua russa ovunque fosse parlata. Però il premier britannico Boris Johnson si era recato a Kiev e aveva convinto i leader ucraini a rinnegare l'accordo e a riprendere la guerra. La guerra era così continuata con piccoli cambiamenti sulle linee del fronte, mentre l'Ucraina veniva svuotata di centinaia di migliaia di combattenti. Alla fine (qualcuno potrebbe dire inevitabilmente) l'iniziativa della guerra è passata ai russi e ora è saldamente nelle loro mani.

Nel frattempo la Russia è rimasta una terra pacifica, con l'eccezione delle zone scarsamente popolate di Kursk confinanti con l'Ucraina; il grosso dei combattimenti viene portato avanti dall'esercito professionale russo, cioè da soldati ben pagati e non da truppe regolari o mobilitate. I negozi russi sono ben forniti, i teatri sono pieni, il popolo russo è soddisfatto. E chi non è contento non si lamenta.

I russi accettano tipicamente la formula stoica: "Il chiodo che sporge deve essere ribattuto col martello". Sia la protesta che l'approvazione appassionata dello sforzo bellico potrebbero essere punite con la stessa severità. L'eroe di guerra Strelkov e il pacifista Kagarlitzky, la signora Berkovich (commediografa ebrea) e la signorina Kevorkova (scrittrice filo-palestinese) si ritrovano tutti in carcere. La portata degli arresti non è particolarmente allarmante: secondo le ONG filo-occidentali, circa 1300 uomini e donne sono stati portati in tribunale per aver espresso una qualsiasi forma di dissenso. Per fare un confronto, si tratta di una cifra dieci volte inferiore all'attuale lista di 13.000 prigionieri politici dell'Ucraina. Tuttavia, la cosa preoccupa i giornalisti, che stanno facendo del loro meglio per non diventare il prossimo chiodo.

Questa statistica era stata migliorata nel 2022 da un'ondata di emigrazione dalla Russia: le persone che si erano trovate in disaccordo con la guerra avevano votato con i loro piedi. Mentre erano all'estero, alcuni di loro avevano pubblicato opinioni contrarie alla guerra, diventando riluttanti a tornare in patria. Molti emigrati si erano trasferiti in Israele e avevano preso la cittadinanza israeliana. Quando era scoppiata la guerra tra Israele e i suoi vicini arabi, questi rifugiati russi avevano per lo più appoggiato il genocidio di Gaza, dimostrando così di non essere pacifisti, ma solo filo-israeliani e filo-occidentali nemici della Russia. L'auto-allontanamento di queste persone ha aiutato la Russia quando le autorità russe hanno espresso il loro cauto sostegno alla Palestina: questa mossa è passata senza polemiche pubbliche.

Come tutti i Paesi sviluppati, anche la Russia ha la maledizione di una forte lobby israeliana, ben radicata nella sfera culturale; almeno in Russia è meno potente che negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Nel corso degli anni, i membri più attivi della lobby ebraica sono partiti per Israele, cosa che ne ha ridotto il numero. Tuttavia, ciò che rimane è abbastanza forte da bloccare tutte le pubblicazioni di qualsiasi sentimento pro-palestinese. Non sorprende che la lobby di Israele domini l'Ucraina. Quasi tutti gli oligarchi e le figure mediatiche ucraine sono di origine ebraica. Anche loro sono assolutamente contrari a Trump.

Molte persone in tutto il mondo sono sorprese che gli Ebrei in America votino per i Democratici, anche se Trump è chiaramente una scelta migliore per Israele. Qui si nasconde un grande segreto. Tutte le nazioni trovano naturalmente fastidiosi gli Ebrei e gli Ebrei, come veri judoka, hanno imparato a incanalare questo sentimento a loro favore. Siete contro gli Ebrei? Allora sostenete Israele, dicono. Le parate gay a Tel Aviv sono ovviamente antiebraiche, essendo basate sulla negazione dei valori ebraici tradizionali (shlilat ha-golah, in ebraico). Siete contro Israele? Allora sostenete gli Ebrei! I rabbini conservatori vi canteranno dolci canzoni sul loro odio per il Sionismo. Questa tattica "testa-io vinco-croce-tu perdi" non è un'idea nuova: ne avevano già discusso negli anni '30 del secolo scorso Adolf Hitler e Benito Mussolini. Quest'ultimo aveva raccomandato di accettare come alleati fascisti Ebrei come Jabotinsky. Hitler si era opposto. Più tardi Benito avrebbe imparato a sue spese che tali alleati lo avrebbero deluso nei momenti più inopportuni.

Oggi la formula è stata semplificata: I nazisti sostengono Israele, i progressisti sostengono l'Ebraismo internazionale. E non rimane nessuno che sia contro entrambi. Questa alchimia dividi-e-conquista funziona solo finché gli Ebrei e Israele rimangono spaventosi. Alcune persone hanno il coraggio di ammettere che i Sionisti sono dei criminali, ma poi si coprono immediatamente di correttezza politica idolatrando gli Ebrei. Anche il viceversa è un'opinione valida: gli Ebrei sono un problema che deve essere risolto e lo Stato di Israele è la soluzione. Si tratta di uno stratagemma dialettico elementare, ma anche Hitler si era lasciato irretire da questo espediente, essendo un nemico di Cristo e della sua Chiesa. Così, aveva sostenuto gli Ebrei nel loro compito principale: la lotta contro Cristo.

Come i russi vorrebbero vedere il mondo è stato ben espresso dal Presidente Vladimir Putin nel suo memorabile discorso alla conferenza di Valdai. I lettori di The unz Review ne hanno avuto un assaggio nel pezzo di Pepe Escobar. Putin ha chiesto un mondo senza egemonie, senza fazioni internazionali, senza giochi a somma zero, con la piena sovranità e indipendenza di tutti gli Stati. Questo è molto diverso da quello che abbiamo attualmente, e si dà il caso che sia un'inversione dei piani dei neoconservatori. Ma questo è l'atteggiamento operativo dei russi: lo impiegano nelle loro relazioni con la Cina e vorrebbero godere di un rapporto di lavoro altrettanto efficace con gli Stati Uniti. Per loro, MAGA va benissimo: lasciamo che gli Stati Uniti siano grandi, purché non usino questa grandezza per schiacciare altri Stati indipendenti. Agli Stati Uniti non saranno più permesse l'egemonia globale e catene militarizzate di nazioni satellite. Fate quello che volete a casa vostra e non interferite con gli altri.

Ecco perché i russi sono molto soddisfatti della vittoria di Trump. Pensano che egli combatta anche per loro, annullando i piani di conquista del mondo dell'Ebraismo internazionale e della sua filiale interamente controllata, i Democratici. Qualsiasi cosa faccia all'interno degli Stati Uniti è affar suo e il popolo russo è pronto a godersi lo spettacolo delle sue manovre politiche.

I russi vedono la vittoria repubblicana come se gli americani si fossero liberati delle loro catene sioniste. Si chiedono perché così tanti americani siano totalmente catturati dalla narrativa ebraica; discutono del modo in cui l'ADL governa le loro menti; discutono, sottovoce, del perché gli Stati Uniti siano disposti a spendere tutte le loro ricchezze per Israele. Non possono fare a meno di notare che gli uomini americani sono circoncisi e che la loro è la patria del Sionismo cristiano. L'atteggiamento russo nei confronti dell'Ebraismo è quello della Chiesa: Sicut Judaeis Non. Non facciamo del male agli Ebrei, né permettiamo loro di farne a noi. I russi hanno un modesto rispetto per gli Ebrei come popolo dell'Antico Testamento. Ammirano le storie di Ebrei coraggiosi che lottano contro il potere imperiale romano, ma non permetteranno agli Ebrei di smantellare la Russia una seconda volta.

La Russia ha superato la guerra della NATO in Ucraina senza battere ciglio. Nel frattempo, ha assistito alle violenze "per lo più pacifiche" della sinistra nelle principali città degli Stati Uniti e del Regno Unito, proteste in gran parte guidate da organizzazioni ebraiche come Black Lives Matter. Per i russi, la vittoria di Trump significa la fine della violenza progressista in America e forse anche all'estero. Vedremo! È un momento emozionante per i commentatori con la testa sulle spalle. Ci sono così tante sfumature da esplorare, così accuratamente ignorate dai media tradizionali. Il silenzio dinamico non è mai stato così pieno di buchi.

Israel Shamir

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/ishamir/russia-after-trumps-victory/
17.11.2024
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (30)

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    1. Primadellesabbie 22 novembre 2024

      Una sorpresa è stata scoprire che i russi hanno compreso immediatamente la situazione, individuato correttamente il vero nemico e adottato una strategia che sembra derivata dalle arti marziali.

      Un’altra la invidiabile capacità di mettere a punto il treno in corsa, e in bella vista.

      Ma la cosa più sorprendente per l’occidente è la constatazione che i provinciali siamo noi (sospetto che mi aveva sfiorato più di una volta, anni fa. chiacchierando con amici russi di ceto sociale elevato).

      Detto questo, la situazione complessiva suggerisce che l’obbiettivo non è un’affermazione della Russia, che d’altronde si è, significativamente, impegnata in un’avventura associandosi a Paesi caratterizzati da marcate diversificazioni (Cina, India, Iran, Sud Africa, ecc.), ma quello di ridurre e riaccompagnare il debordante e recalcitrante complesso industriale-finanziario anglosassone nel suo alveo, con le dovute gratificazioni per lo sporco ma indispensabile (in rapporto alla direzione culturale intrapresa) lavoro svolto nei secoli passati.

    2. Cleon XIII 23 novembre 2024

      Purtroppo ai nostri ragionamenti servirebbero informazioni che non abbiamo e che è impossibile avere. Forse fra 20 anni sarà reso noto il perchè Putin abbia condotto un'operazione militare in quei tempi e in quei modi. Teniamo sempre presente che tutto è cominciato molti anni fa, con il discorso di Obama al Cairo, quello che diede il via alle "Primavere Arabe", cioè l'attacco frontale e finale al Nazionalismo Arabo per la destabilizzazione politica del Medio Oriente a favore di Israele. Ricordo che Obama, fresco di un premio Nobel per la pace preventivo, fu molto furbo, non pronunciando mai la parola "terrorismo" e definendo l'Iran un "paese amico". Obama è stato un maestro della mistificazione, tutte le volte che ha parlato di pace intendeva, in realtà, guerra. Fu lui a elaborare la dottrina del "Pivot to Asia", che fu intesa come distensione con la Cina e invece era un "tutti contro la Cina". E ricordiamoci anche l'altra guerra contro la NATO in cui la Russia è impegnata da ben prima dell'OMS in Ucraina, il complicatissimo conflitto in Siria, in cui chi ci sono dentro tutti e chi ci capisce qualcosa è bravo.

    3. Primadellesabbie 23 novembre 2024

      Storiella d'antan che ha per oggetto la mancanza di qualcosa di essenziale: A un personaggio importante in visita a un manicomio modello, che si congratula per la costruzione della nuova piscina osservando gli 'ospiti' che vi si tuffano, il direttore del luogo sussurra: "...e si immagini l'entusiasmo che ci sarà quando metteremo l'acqua...".

      A ogni modo vedi se ti può interessare, qui dal minuto 43' a 44' (N. Bizzi, Historiae):

    1. BrunoWald 22 novembre 2024

      Capisco l'avversione e la ripugnanza che ispirano i Dem, il gay pride, Hillary & Kamala, il woke e il progressismo totalitario e genocida in generale, ma questo endorsement del palazzinaro newyorkese, il cui genero vuol costruire immobili a Gaza sulle tombe dei palestinesi, mi sembra un tantino eccessivo.

      Per il resto, ricostruzione filo-governativa del buon Shamir, dove ci si accontenta di "modeste vittorie", in cui ogni giorno si libera qualche villaggio... Ma a che prezzo? Con quali perdite umane e materiali, mentre in Russia i teatri sono pieni, come ci informa l'Autore in tono rassicurante?
      Sono tre anni che l'Ucraina è sull'orlo della disfatta, secondo i nostri articolisti di riferimento... Sul fallimento iniziale, nemmeno un accenno.

      "La guerra in Ucraina continua, ma sotto il nuovo Ministro della Difesa Andrey Belousov sta diventando un successo."

      Il ché equivale ad ammettere che prima non è stata un successo. O no, cara curva virtuale di CDC? Per logica elementare, si dovrebbe concludere che fino al 14 maggio 2024 è stata un fiasco.

      "...quando le autorità russe hanno espresso il loro cauto sostegno alla Palestina".

      Shhh... stiamo con i palestinesi, ma non ditelo a nessuno!

    2. BrunoWald 22 novembre 2024

      Vent'anni fa il nostro Shamir ci regalava articoli di ben altro livello, da collezione; ma anche adesso che è diventato un addetto stampa del Cremlino ci regala ogni tanto qualche chicca:

      "Come tutti i Paesi sviluppati, anche la Russia ha la maledizione di una forte lobby israeliana, ben radicata nella sfera culturale;"

      Raccontatelo a quelli che: "le leggi razziali, infamia incancellabileeeh!"

      Il Nostro ci racconta degli ebrei che, pacifisti in Russia, si trasformano in bellicisti con l'elmetto non appena sbarcati in Israele:

      "e tuttavia, ciò che rimane è abbastanza forte da bloccare tutte le pubblicazioni di qualsiasi sentimento pro-palestinese."

      Non so voi, ma questa mitica Russia non la vedo poi così diversa da noi, pare che abbiamo parecchie cose in comune...

      Un ultima nota su Hitler, "nemico di Cristo e della sua Chiesa": ho la netta sensazione, amico Israel, che se Cristo tornasse al mondo ti denuncerebbe per diffamazione, per aver sostenuto che quella cosca in abito talare sia la "sua" Chiesa.

    3. Cleon XIII 22 novembre 2024

      Se si vede la guerra dal punto di vista della NATO è senz'altro così: la Russia non è riuscita a piegare l'indomita Ucraina e dopo tre anni i carri armati Russi non sfilano sotto le porte di Kiev. Accettando questo, questa guerra è piena di interrogativi e misteri. Se, invece, la si vede dal punto di vista della Russia quel che succede lè molto chiaro e senz'ombre: la Russia sta combattendo da sola contro la NATO, ovvero contro i 30 paesi più ricchi e militarizzati del mondo, che non si sono risparmiati a impiegare nel conflitto ingentissime quantità di risorse, comprese centinaia di migliaia di mercenari (i cosiddetti "soldati ucraini") e che hanno mobilitato un apparato propagandistico senza eguali nella storia. Accettando questo punto di vista, direi che la Russia si sta difendendo bene.

    4. Metis 22 novembre 2024

      I nemici dei russi, sono gli stessi nemici di tutti gli altri goy, i pazzoidi naziebrei.

    5. ric 22 novembre 2024

      e' reato stare con i Palestinesi...

    6. ric 22 novembre 2024

      diciamo che la RUSSIA per ora ha solo scherzato..spero vivamente che faccia sul serio .

    7. Nonso 22 novembre 2024

      Sta scherzando da troppo tempo, non è più divertente

    8. ws 22 novembre 2024

      pare che abbiamo parecchie cose in comune…

      Di chi ANCORA è il potere economico in russia?
      Ma ANCHE questo problema "andrà a posto" con la guerra.
      Alla russia "per spurgarsi" non serve una "vittoria rapida" ma una "guerra lunga" che porti POI i patrioti " reduci" nei posti di comando dove ora stanno i "gozzovigliatori"

      Le nazioni si (ri)fondano solo "nel sangue".

    1. Bertozzi 22 novembre 2024

      E dai. Allora è certo, senza riferirti a me non sai commentare. Stai messo bene

    1. nicolcass 22 novembre 2024

      confesso i miei limiti, ma diffido di uno che si chiama israel shamir

    2. XYZ 22 novembre 2024

      mi hai tolto le parole dalla bocca

    3. alduccio 22 novembre 2024

      Dal momento che per la costruzione del tempio di Salomone non potevano venir usati utensili di materiali profani ferrosi, che riecheggiavano la guerra (!), sarebbe stato utilizzato il mitico verme Shamir per lisciare le pietre.

    4. ric 22 novembre 2024

      un vero maiale il tizio....

      YITZHAK SHAMIR, PRIMO MINISTRO D’ISRAELE, 1983 – 1984, 1986 – 1992
      «I vecchi dirigenti del nostro movimento ci hanno lasciato un chiaro messaggio di prendere Eretz Israel dal mare al fiume Giordano per le future generazioni, per un’aliya di massa (=immigrazione ebraica), e per il popolo ebraico, che tutto quanto sarà radunato in questo paese». (Dichiarazione dell’ex primo Ministro Yitzhak Shamir al ricordo funebre dei primi dirigenti del Likud, novembre 1990. Servizio locale di Radio Gerusalemme.)
      «Determinare la terra d’Israele è l’essenza del sionismo. Senza determinazione, noi non realizziamo il sionismo. È semplice». (Yitzhak Shamir, su Maariv, 02/21/1997)
      «(I palestinesi) saranno schiacciati come cavallette… con le teste sfracellate contro i massi e le mura».(Yitzhak Shamir a quel tempo Primo Ministro d’Israele in un discorso ai coloni ebrei, New York Times, 1 aprile 1988.)

    5. Cleon XIII 22 novembre 2024

      Israel Shamir nato in Russia da famiglia ebrea e convertitosi al Cristianesimo Ortodosso è uno scrittore svedese (prese la cittadinanza svedese nel 1998) e giornalista, noto per i suoi legami con WikiLeaks e per la promozione dell'antisemitismo e della negazione dell'Olocausto. Suo figlio Johannes Wahlström è un portavoce di WikiLeaks in Svezia. Dopo la conversione all'Ortodossia ha cambiato il nome legale in Adam Shamir, ma ha conservato il nome originale come pseudonimo. Ha vissuto in Israele, ha lavorato per il giornale Haaretz e ha sempre contestato la legittimità dello Stato Ebraico sostenendo l'idea di uno Stato di Palestina "dal Giordano a mare" e il diritto al ritorno della diaspora Palestinese. Shamir non è uno storico, non nega l'Olocausto come gli storici Revisionisti, piuttosto nega la liturgia della Shoah come ideologia fondante del diritto di esistere di Israele in quanto stato ebraico.

    6. alduccio 22 novembre 2024

      Sul Sinai è stato fatto un patto con un'entità arcontica, e questo patto viene portato avanti di generazione in generazione.

    7. alduccio 22 novembre 2024

      oppure gli ex sacerdoti egizi hanno fatto un patto etc.etc.

    8. Metis 22 novembre 2024

      Ma perché è sparito il mio commento? Non conteneva mica volgarità? Vabbè lo riscrivo. Scrivevo che sicuramente la conversione al cristianesimo del naziebreo Shamir sarà sentitissima. D'altronde nella storia non si è mai sentito di naziebrei convertiti al cristianesimo, all' islam o diventati buddhisti all' occorrenza. Ma non ho dubbi che la fedeltà del naziebreo in questione resterà sempre con la sua setta ,con l' hobby dell' omicidio di massa e l' usura.

    9. Metis 22 novembre 2024

      Un vero schizzato.Ma è imparentato con questo Israel Shamir, questo pazzoide? Ma poi perché il naziebreo israel shamir parla a nome di tutti i russi? È tanto sicuro che i russi musulmani sono felici dell' elezione di Trumpestein? Non vedo come rutto Trumpestein, che aiuterà i suoi padroni naziebrei a terminare il genocidio dei palestinesi musulmani possa piacere ai russi di fede musulmana, ma se è per questo neanche ai cristiani ortodossi, ma parlasse solo a nome dei naziebrei come lui.

    10. ws 22 novembre 2024

      https://en.wikipedia.org/wiki/Israel_Shamir

      Lo leggo da 30 anni e non ho mai trovato un punto di incoerenza in quanto scrive.
      Come "analista" inferiore solo (ma di poco) ad un altro (ebreo) ex-sovietico: Orlov.

    11. ric 22 novembre 2024

      non saprei sai loro i cognomi li cambiano a piacimento secondo le necessita' . in ogni caso fra i pochissimi ebrei che stimo ( numericamente stanno sulle dita di una sola mano )

      prediligo questo . di ISRAEL SHAHAK :

      Storia ebraica e GiudaismoIl peso di tre millenni

      DescriptionIsraele come stato ebraico costituisce un pericolo non solo per se stesso e per i suoi abitanti, ma per JL tutti gli ebrei e per tutti gli altri popoli e stati del Medio Oriente e anche altrove".
      Con queste parole Israel Shahak, un ebreo israeliano nato in Polonia, deportato a Belsen e residente in Israele da oltre quarant'anni, intraprende uno studio avvincente e insieme provocatorio per dimostrare fino a che punto lo Stato laico di Israele è stato dotato dall'ortodossia religiosa di una natura odiosa e potenzialmente funesta. Mentre il fondamentalismo mussulmano è disprezzato in Occidente, quello ebraico passa largamente inosservato: il giudaismo classico viene adoperato per giustificare la politica israeliana che è razzista, totalitaria e xenofoba proprio come l'antisemitismo della peggior specie.
      In nessun luogo si può vedere questa attitudine più chiaramente che nel comportamento degli ebrei verso i popoli "gentili" di Israele e del Medio Oriente.
      Shahak basa il suo studio sul Talmùd e sulle leggi rabbiniche e sostiene che bisogna capire le radici dello sciovinismo e del fanatismo religioso ebraico prima che sia troppo tardi.
      Israel Shahak giunse in Palestina nel 1945. Professore di chimica organica in pensione, ha combattuto tutta la vita per i diritti umani scrivendo in ebraico e in inglese sui vari aspetti del giudaismo.

    12. ric 23 novembre 2024

      almeno dicessero per quali motivi cancellano i post...invece che indicare il regolamento...

    13. alessandroparenti 24 novembre 2024

      Vero.

    1. Dario Lampa 22 novembre 2024

      Se i russi saranno felici per la vittoria di Trump di sicuro non lo saranno gli europei per la quale
      pagheranno due volte...

    2. nicolcass 22 novembre 2024

      perchè ora quante volte stiamo pagando?

    3. Dario Lampa 22 novembre 2024

      Pagheremo il doppio di quello chè ora stiamo pagando. Elementare no?

    1. ws 22 novembre 2024

      I russi sono felici della vittoria di Trump

      Bello articolo, che sottoscrivo interamente ma manca il finale: trump i russi li deluderà ancora perché " meglio un nemico certo che un falso amico"

    2. Dario Lampa 22 novembre 2024

      Essere nemico degli USA è pericoloso. Essere amico è fatale! Chi lo disse fu un influente uomo politico statunitense, se la memoria non m'inganna.

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