Di Olga Klimakhina, Gazeta.ru
Cose che si sentono tra le mura scolastiche, amici! E, essendo insegnante e diventata anche genitore, mi sono sempre letteralmente arricchita di conoscenze, semplicemente stando in attesa vicino a qualche aula o aspettando mio figlio nell’atrio della scuola — in compagnia di altre mamme, ovviamente. E, perché nasconderlo, origliavo le conversazioni altrui.
Proprio ieri: due mamme, mentre andavano a prendere i loro piccoli al campo scuola, bisbigliavano a bassa voce a proposito di QUESTO. «Senti, ma tu le hai già parlato di... beh, da dove vengono i bambini?» — si agita una, tirando nervosamente il cinturino della borsa. «Oh, è ancora presto, le ho detto che vengono dalla pancia della mamma, e i dettagli glieli spiegherà il papà più avanti. Insomma, è ancora bambina», — liquida la seconda.
Abbiamo visto tutti questa scena tantissime volte (e forse ne siamo stati persino protagonisti): adulti, persone brillantemente istruite, con mutui, carriere e abbonamenti a podcast di psicologia, si trasformano improvvisamente in adolescenti balbettanti non appena si parla di qualcosa appena sotto la cintola. Sì, tutti noi abbiamo una fifa matta di questa conversazione.
E proprio sullo sfondo di questo mutismo quotidiano globale arriva una notizia davvero inaspettata: in Russia non ci saranno più medici sessuologi. Il Ministero della Salute ha chiuso il corso di specializzazione.
La prima reazione è prevedibile: di nuovo, nell’URSS non c’è sesso. Ci siamo. E qui è importante fermare subito i commenti di chi è pronto a tenere una lezione di diritto medico, del tipo: «Non fatevi prendere dal panico, formalmente nessuno ha vietato nulla a nessuno». Capisco perfettamente che si tratta di «ottimizzazione»: le funzioni dei sessuologi sono state semplicemente trasferite con precisione, in modo chirurgico, all’interno della psichiatria e della psicoterapia, e a breve smetteranno di formare questi specialisti come esperti di un profilo separato. Sì, nessuno brucia i libri di testo nelle piazze, né blocca l'accesso agli studi specializzati. Si tratta di tutt'altro: del perché reagiamo in modo così acuto a notizie del genere.
Siamo così stanchi del purismo, dei tentativi di abolire, censurare e avvolgere in una bolla sterile qualsiasi tema ambiguo, che anche una semplice riorganizzazione burocratica sembra l'ennesimo giro di vite.
La società si trova in uno stato di nevrosi cronica: ci irrigidiamo già di riflesso nell’attesa che domani ci venga proibito di respirare in modo un po’ troppo libero. Temiamo di fare qualcosa di più che vada contro i valori tradizionali (o che non lo sia, ma venga interpretato così).
Ma l’aspetto più ironico di questa situazione sta altrove. Sono proprio i sessuologi — veri medici qualificati — i principali portatori di quei famigerati valori tradizionali che, a quanto pare, cercano di difendere con divieti di ogni genere e per i quali lottiamo così disperatamente.
Pensate davvero che ci si rechi da loro esclusivamente per discutere di qualche deviazione inconcepibile? Ma no, da loro si recano normali coppie sposate, nelle quali dopo dieci anni di matrimonio e la nascita di due figli è svanita la scintilla, e al posto del romanticismo è rimasto solo il piano di rimborso del mutuo e il solito «vai a comprare il pane». Da loro si recano persone che vogliono salvare la propria famiglia dal divorzio.
La sessuologia difende il matrimonio in modo molto più efficace degli slogan sui manifesti.
Invece di riconoscerla come un’istituzione utile, il sistema fa finta che il problema non esista. E gli adulti stessi sostengono volentieri questa illusione: ci sembra che se togliamo l’insegna dalla porta, non ci saranno più domande imbarazzanti.
Nel frattempo, i medici dicono chiaramente che la sessuologia non riguarda solo la testa, ma è un punto di incontro tra endocrinologia, urologia e ginecologia. Ma ora la burocrazia manda una persona con un delicato problema familiare dallo psichiatra.
Riuscite a immaginare questo magico dialogo in cucina? «Tesoro, dobbiamo ravvivare il nostro rapporto, prenoto un appuntamento dallo psichiatra».
Il livello di stigmatizzazione sale alle stelle. Chi ci andrebbe? E alla fine gli adolescenti cercheranno risposte su siti web famosi, mentre noi ci rivolgeremo a forum con consigli discutibili.
Naturalmente, ogni medaglia ha un rovescio. Nessuno dice che dobbiamo introdurre con urgenza lezioni di anatomia senza censure fin dall’asilo. Ammetto pienamente che nella pratica privata, sotto la bella insegna dei sessuologi, a volte si nascondessero veri e propri ciarlatani con maratone di desideri, che non avevano nulla a che fare con la medicina.
Forse il mercato aveva bisogno di una ripulita. Ma la via di mezzo è quella in cui una persona ha semplicemente il diritto legale, sereno e privo di connotazioni marginali di rivolgersi a un medico specializzato, invece di cercare di rimettere insieme la propria vita a pezzi e bocconi da un terapeuta, un urologo e uno psicoterapeuta per conto proprio.
Ammettiamolo: i sessuologi sono importanti. Non per contribuire a distruggere i valori familiari, ma per il bene della salute di base, sia fisica che familiare.
Di Olga Klimakhina, Gazeta.ru
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Olga Klimakhina. Insegnante, giornalista.
Fonte: https://www.gazeta.ru/comments/column/articles/23024851.shtml
Traduzione a cura della Redazione di ComeDonChisciotte.org
XL 5 giugno 2026
La figura del sessuologo è scandalosa.
Una volta nella vita ho commesso l'errore di andarci (e ben presto sono fuggito disgustato) e ho trovato una persona arrogante pretenziosa, con capacità da psicologa scadenti (sottolineo la femminilità del personaggio che si abbina bene alla non-professione).
E poi la iperspecializzazione nuoce alla comprensione dei problemi: quando vai dal meccanico quello si occupa della tua auto, perché mai uno dovrebbe andare dall'esperto di freni o di sterzo?
Lo stesso per la tua salute.
La mossa russa mi sembra dettata dal buon senso.
Oltre a quello che ha scritto Brule, che sottoscrivo in toto.
uomospeciale 5 giugno 2026
Ben ti sta.
Così impari ad andare a chidere ad una donna, come dovrebbe funzionare un uomo.
Brule 5 giugno 2026
Eh, ma il 70/80 per cento degli immatricolati a psicologia è donna, e forse quando si è in difficoltà le figure femminili sembrano più accoglienti.
ric 6 giugno 2026
buona questa !!
GioCo 6 giugno 2026
Sono anche tra le maggiori "consumiste" di pornografia, nel senso che la usano come fonte per sapere cos'è il sesso e non mi pare proprio che questo abbia un risvolto "positivo" in concreto. Lasciando perdere che il sesso non si sapeva prima cosa fosse e quindi ognuno se ne poteva fare una fantasia sua a prescindere dalla realtà oggettiva (quale donna avrebbe potuto "osare" dire al suo uomo che non godeva nel farlo ?) non so se è peggio l'assoluta ignoranza del tema o una conoscienza distorta e cripto-violenta come quella pornografica e "sessuologica". Semplicemente non abbiamo una "terza via" di buon senso.