La rivoluzione femminista e l’inverno demografico

La rivoluzione femminista e l’inverno demografico

Di Santiago Gascó Altaba, lafionda.com

Inverno demografico è il termine coniato per descrivere l’invecchiamento, ovvero l’aumento dell’età media, della popolazione, ovvero la mancanza di natalità. Ci vuole un tasso di natalità di 2,1 figli per donna per mantenere la popolazione. In Italia il tasso di natalità è di 1,3 figli per donna circa, più della metà delle donne in età fertile non ha neanche un figlio. La Plasmon ha realizzato un cortometraggio, “Adamo”, sull’ultimo bambino che nascerà in Italia fra una generazione. «Se le nascite in Italia proseguissero il percorso di diminuzione con il ritmo osservato nel decennio scorso ci troveremmo a entrare nella seconda metà di questo secolo con reparti di maternità del tutto vuoti». A Genova, la città più vecchia d’Europa, per venti giorni consecutivi non c’è stata nessuna nascita. Ci sono 269 anziani per ogni 100 bambini, i morti sono il triplo dei nati, per due negozi della linea per bambini Prénatal ci sono una quindicina tra punti vendita e supermercati per animali delle catene Arcaplanet e Fortesan. «La città che presto potrebbe svanire nel nulla», intitolano i media. Ma l’inverno demografico non riguarda unicamente l’Italia.

In Giappone il mercato dei pannoloni per anziani da anni surclassa quello per bambini. Qualche giorno fa c’è stato un professore dell’Università di Yale che ha suggerito il suicidio di massa dei vecchi per risolvere il problema dell’invecchiamento in Giappone. Anche qui il tasso di fecondità è di 1,3 figli per donna circa, le nascite totali sono cadute nel 2022 per la prima volta nella storia del paese sotto le 800.000. La popolazione sotto i 15 anni è al minimo storico, 11,7%, a fronte di un numero crescente di persone con più di 65 anni, 29%. Il paese con il tasso di fecondità più basso al mondo è la Corea del Sud, era di 0,81 figli per donna nel 2021, nel 2022 è crollato ancora fino a 0,78 figli per donna. Nel 2022, nel paese ci furono 249.000 nascite e 372.800 decessi. Nel frattempo l’età media delle madri continua a protrarsi fino a 33,5 anni nel 2022. In Italia, 33,1 anni per le italiane e 31 anni per le cittadine straniere. In 16 anni il governo della Corea ha speso più 200.000 milioni di dollari allo scopo di aumentare la popolazione senza riuscirci. Tra alcune delle misure elencate dagli esperti per capovolgere la situazione e aumentare le nascite ci sono la promozione sociale delle famiglie monoparentali, l’accesso delle donne single a trattamenti di fecondazione in vitro e il riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso.

madre piedi bimbo

Il denaro non inverte la tendenza.

L’inverno demografico rappresenta uno sconvolgimento della società di una portata incalcolabile. Non solo mette a rischio la salute del sistema pensionistico, o può provoca lo spopolamento di certi territori e cittadine e il deterioramento dei loro servizi, fino ad arrivare addirittura alla completa sostituzione e scomparsa della cultura autoctona per altre di popolazioni immigranti. Dalla crisi demografica e dalla sparizione dei legami familiari ne derivano nuovi fenomeni dovuti all’isolamento sociale, una volta sconosciuti, come è ad esempio la “morte in solitudine”. Si tratta di persone che muoiono da sole, il corpo talvolta scoperto dopo giorni o settimane. Alcuni paesi, come il Giappone o il Regno Unito, hanno emanato delle normative per prevenire “la morte in solitudine”. Sempre in Corea del Sud il fenomeno riguarda migliaia di persone, fenomeno in aumento. Nel 2021 ci furono 3.378 morti di questo tipo, a fronte di 2.412 nel 2017. I gruppi sociali più a rischio sono gli anziani e gli uomini. Nel 2021 il numero di uomini che sono morti da soli è stato 5,3 volte superiore a quello delle donne, in precedenza il numero era solo 4 volte superiore. Oltre alla mancanza di figli, il rischio «aumenta rapidamente a causa della perdita del lavoro e del divorzio».

Suicidio demografico, declino demografico, denatalità, invecchiamento della popolazione, insomma, inverno demografico, in questi ultimi anni gli articoli sul tema si stanno moltiplicando velocemente. Infatti, si tratta di un fenomeno con accelerazione costante, i suoi effetti seguono una progressione geometrica: se 20 anni fa gli effetti sembravano trascurabili e ora sono preoccupanti, tra 20 anni possono essere diventati sconvolgenti, oltre che inarrestabili. È normale dunque che l’inverno demografico riceva sempre di più l’attenzione dei media. Questi articoli solitamente seguono lo stesso pattern: elencano dei dati preoccupanti, avvertono sugli effetti devastanti, ipotizzano le cause e citano le misure che i governi hanno intrapreso o pensano di intraprendere per combatterle. Ed è proprio sulle cause che voglio richiamare l’attenzione del lettore e che riguardano i temi che trattiamo su questo sito. Evidentemente si tratta di un fenomeno multifattoriale. Secondo la visione prevalente di questi articoli e dei governi la causa principale è economica, il fenomeno può essere invertito solo mediante un consistente sostegno economico a favore delle donne che decidono di avere dei figli: creazioni di asili nido, sostegno della carriera lavorativa, gravidanza e maternità retribuite, ferie pagate per trascorrere con i figli, assegni per i figli, agevolazioni per l’affitto e l’acquisto della casa, conteggio dei figli per la pensione… In altre parole, oltre 200.000 milioni di dollari spesi dal governo della Corea del Sud che non sono serviti a invertire il fenomeno, al contrario, è peggiorato nel tempo. E chi dice la Corea dice il Giappone, la Germania, il Portogallo, il Regno Unito, l’Italia…

padre bambino

I giovani non vogliono figli.

Qualcuno avrà notato che nelle misure economiche proposte dalle istituzioni pubbliche mai, o quasi mai, compare la figura paterna. L’aspetto economico per promuovere la natalità è spesso legato al concetto dello sviluppo dei diritti delle donne. Per qualche misteriosa ragione, natalità e femminismo devono camminare di pari passo. Per far crescere la natalità, si deve agevolare la carriera lavorativa delle madri, sostenere i loro redditi, garantire la loro libertà, a tutte le madri, anche a quelle single, e in qualsiasi contesto familiare. Quindi si tratta di promuovere le famiglie monoparentali, la fecondazione in vitro per le donne single, la maternità surrogata e i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Se è vero che è stata osservata e ammessa una forte correlazione negativa tra il tasso di natalità e la partecipazione del lavoro femminile, questa presunta incompatibilità (tra maternità e carriera) non viene messa in discussione da nessuno. Al contrario, come è stato già detto, i governi continuano a promuovere il lavoro femminile. Parimenti succede su un altro fattore, innominabile, che gravita intorno ai diritti delle donne: l’aborto, raramente accennato. Per quanto riguarda invece la coppia tradizionale, l’uomo dovrebbe essere coinvolto di più nella crescita e nelle cure dei figli e dei lavori di casa. Il mutamento dei comportamenti inadatti dei padri, mediante la loro rieducazione, a sostegno delle madri, oberate di impegni, gioverebbe alla crescita della natalità.

Io sono piuttosto del parere che i governi e i media sbagliano, che la causa principale dell’inverno demografico sia ideologica e possa essere nominata: si chiama femminismo. Il femminismo è l’ideologia di maggior successo e più influente nella società occidentale, per stessa ammissione delle sue stesse seguaci. Da oltre mezzo secolo quest’ideologia promuove e divulga esplicitamente la guerra alla famiglia, alla maternità, al matrimonio, all’allattamento al seno, al compagno sentimentale e padre (uomo)… Il femminismo ha osannato l’aborto, il divorzio, le pratiche sessuali sterili, dalla masturbazione al lesbismo. Quest’ideologia è dichiaratamente anti-natalità. I figli sono una «schiavitù», il desiderio di averli o il sogno femminile di un progetto familiare sono chiaramente vestigia patriarcali. L’amore romantico è un mito patriarcale, e il legame con un uomo in un progetto familiare un “pericolo”. La felicità e la realizzazione delle donne passa unicamente per la carriera lavorativa, se possibile lontana dagli uomini, nella sorellanza, meglio se lesbiche. C’è un’innegabile correlazione nella società tra diffusione del femminismo e crollo della natalità. Da oltre mezzo secolo le nuove generazioni hanno assorbito con un martellamento costante questi insegnamenti, dalle istituzioni, dai media e nelle scuole. I giovani e le giovani non fanno figli principalmente perché non li vogliono. Punto. La questione economica è secondaria. La domande è: perché non li vogliono? Come è stato possibile trasformare una società che prima degli anni ’70 era pro-famiglia e pro-natalità in una società che rifugge la famiglia e i figli?

pro aborto usa

Le conseguenze della rivoluzione femminista.

Risulta assurdo che l’ideologia di maggior successo e più influente di quest’epoca, il femminismo, non abbia alcuna responsabilità per i mali che affliggono sempre di più le società moderne: l’aumento dei suicidi, la diffusione di malattie mentali, della depressione e dell’insonnia, il consumo di analgesici, farmaci e psicofarmaci, l’isolamento sociale, o per l’appunto, l’inverno demografico. Secondo uno studio del 2020 le donne di sinistra in America sono il gruppo sociale che più patisce problemi di salute mentale. Nello specifico, e con differenza rispetto a qualsiasi altro gruppo sociale, oltre il 50% delle donne bianche di sinistra sotto i 30 anni in America ha un problema di salute mentale. Se bombardiamo le giovani menti ogni santo giorno, in special modo quelle delle ragazze, con pericoli reali e soprattutto fittizi che le colpiscono di continuo, vittime della storia, del patriarcato, della violenza, del linguaggio, dell’uomo, del razzismo, dell’inquinamento, della sessualizzazione del corpo, della transfobia, della omofobia, del lgbtfobia… è normale che queste ragazze crescano tra la paranoia giustizialista e il delirio di persecuzione. In questa realtà parallela, quante di queste ragazze potrebbero desiderare avere dei figli in un progetto familiare a lungo termine? Scrive il Corriere sulla denatalità in Cina: «il femminismo delle donne cinesi […] ormai le giovani donne cinesi ignorano gli incentivi alla natalità, non fanno figli e non si sposano. Allevare un figlio in Cina, oggi, è un tremendo sforzo economico, ricade soprattutto sulla donna e c’è un vero femminismo cinese che si ribella alla visione tradizionale della moglie e della madre». L’analisi del Corriere non manca di menzionare il «tremendo sforzo economico», come al solito, per dire successivamente che la vera causa dell’inverno demografico cinese è il rifiuto «delle donne cinesi», ormai «femministe», ad accettare i “malvagi” ruoli tradizionali: «non fanno figli e non si sposano». I soldi c’entrano poco. E in Italia? Lo stesso. I valori nella società sono stati sostituiti, gli effetti sono visibili, ma le istituzioni e i media sono troppo invasi da femminismo per poter fare un semplice lettura critica delle conseguenze della rivoluzione femminista.

Di Santiago Gascó Altaba, lafionda.com

26.03.2023

Santiago Gascó Altaba, scrittore e autore del libro La grande menzogna del Femminismo (Persiani Editore).

Fonte: https://www.lafionda.com/la-rivoluzione-femminista-e-linverno-demografico/

Commenti (71)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 71 caricati
    1. omega 4 maggio 2023

      Articolo politicamente scorrettissimo e meravigliosamente veritiero. Finalmente, a distanza di anni, qualcuno recupera la giusta correlazione tra condizione femminile e natalità, anche se viene troppo enfatizzato l'aspetto ideologico.
      Io aggiungerei anche il forte impatto della condizione giovanile, solo accennato nell'articolo.
      D'altro canto, io ritengo che la denatalità non sia di per se un male in un Paese sovrappopolato come l'Italia, a patto che ciò non incoraggi la sostituzione etnica.

    1. JHON 4 maggio 2023

      L' articolo lo leggo solo ora, già è "vecchio" per essere commentato, ma non per questo non ne vale la pena farlo. Mi sono posto una domanda a fine lettura, ed è questa: perchè io esisto? non è una domanda da poco a rispondere. I miei genitori, pensavano al loro futuro? o al mio? Io dico solo che mi hanno voluto bene e io li ho contraccambiati nella loro vecchiaia, non ho sperperato i talenti che mi hanno donato e li consegnerò ai miei figli, per continuare il mestiere più vecchio del mondo, la Vita. Oggi 04/05/ a Bergamo, una ragazza ha depositato nella "Culla per la Vita", davanti la sede della Croce Rossa, una bambina appena partorita, con una lettera scritta a mano dalla stessa mamma: " a casa solo io e lei, non posso, ma le auguro tutto il bene e la felicità del mondo, un bacio per sempre. Vi affido un pezzo importante della mia vita, che sicuramente non dimenticherò mai". Io sono letteralmente emozionato nello scrivere questo pezzo e vorrei dire a coloro che parlano di Femminismo e che non nominano neanche a caso, le donne vere come questa ragazza, senz' altro illusa da uno di quei tipi, tanto fighi e tanto stronzi, che circolano in quantità sui Navigli al sabato sera, dopo essersi fatti. E' tua figlia Bastardo, quando sarà grande non potrà che maledirti, ma non dimenticherà mai colei che un giorno le ha regalato la vita 2 volte, rinunciando a scaricarla in un cassonetto, altra storia di qualche giorno fa.

    1. Bertozzi 4 maggio 2023

      Buongiorno!

      40 anni fa con uno dico uno stipendietto basico basico del capofamiglia e con la moglie casalinga si manteneva agevolmente famiglia che doveva essere minimo di 4/5 persone (cioè minimo 2/3 figli sennò eri un paria). Con tal stipendietto si pagavano agevolmente mutuo/affitto tasse rate varie, studi dei figli due auto vacanze, il tutto praticamente regalato rispetto ad oggi. Il modello Fantozzi per intenderci, dove gli impiegati della super ditta dopo aver timbrato il cartellino andavano a fare il secondo e terzo lavoretto. L'uomo medio era edonista come oggi e come sempre ma tal edonismo era mitigato dal senso della famiglia e dal rispetto per gli anziani e i valori. La sua vita è stata un tranquillo tran tran dalla "ditta" o "fabbrichetta" a casina con due piani garage e tripla cantina e garage.
      Le pensioni, chi le aveva, erano decisamente più basse di uno stipendio medio. Ed erano anche in numero molto inferiori rispetto a chi lavorava.
      Nel giro di un paio di decenni tutto questo bengodi si è invertito, chi ne ha goduto in gioventù ha continuato a goderne in vecchiaia - gli attuali pensionati - e dopo essere stato blandito da giovane nei ruggenti anni 70/80 è stato blandito anche da vecchio con pensioni e condizioni che nessuno ha mai visto prima e che nessuno ha mai visto dopo. Quindi sia nel periodo lavorativo sia in quello successivo. Per cui, bella vita dua giovani, da adulti e poi da vecchi. Come ti anestetizzo e annullo un popolo intero. Le generazioni a seguire ,le famiglie figlie di questi eroi, han visto che per una monolocale o bilo dove poter crescere la loro supposta famiglia (Sic!) avrebbero dovuto pagare più della metà dello stipendio di entrambi - sempre a qualche vecchio con proprietà immobiliari, per inciso - e dare l'intera vita di entrambi i genitori in lavori assurdi e umilianti e sarebbero stati comunque alla fame e con reddito inferiore al papi pensionato che nel frattempo si diverte al parchetto con i suoi pari con gazzetta cagnetto e i rayban a goccia (", per due negozi della linea per bambini Prénatal ci sono una quindicina tra punti vendita e supermercati per animali"!).
      Ma la colpa è sicuramente del femminismo. Ahahahah che ridere.
      La realtà, in tutti questi arguti commenti non viene fuori mai - perché siamo mammoni e bimbi mai cresciuti - perché non conosciamo il mito di cronos, e perché non sappiamo nemmeno aprire gli occhi quando usciamo e guardiamo la realtà. Per cui Okay, è stato il femmismo! Io sono anni che ripeto le stesse cose come un disco rotto, e invito quantomeno ad analizzare il fenomeno, per lo più mi hanno sempre dato addosso e cagato poco quando non insultato, adesso escono i primi tentativi di presa di coscienza del fatto, le analisi davanti al baratro, ma ancora spurie e poco mature, come questo sul femminismo, quasi come si prendesse atto solo ora di quel che invece è stato un percorso lungo e ben definito.
      Per cui, bravi, meglio tardi che mai, c'è ancora molto lavoro da fare. Sempre che interessi a qualcuno il futuro delle giovani generazioni e di quelle che verranno ,cosa su cui ho molti dubbi, visto che la maggior parte delle persone, per i motivi suddetti e la vita che han fatto gli frega solo del loro culo e ammettono candidamente di bearsi di essere quelli che mangeranno pop corn davanti al disastro e dopo di loro il diluvio... Per cui cosa volete analizzare?
      A ri Buongiorno!

    1. barranaiek 4 maggio 2023

      Concordo in parte perché va fatta una analisi a monte secondo me, l'inverno demografico è un fatto scontato e naturale nell'evoluzione della società nei Paesi dalle economie avanzate. Semplicemente non ha più alcun senso fare 5 figli a coppia come nel post guerra, servivano braccia per lavorare e per ricostruire il Paese, ora non servono più, l'elevatissima produttività data dalla meccanizzazione e dalla tecnologia rende le braccia superflue (lasciamo stare che l'elevata produttività sia andata e vada sempre + verso il beneficio di pochi super ricchi e non della massa, questo è un problema del sistema liberista che avvantaggia solo i ricchi). Quindi è logico che la popolazione diminuirà, e quindi molte parti del Paese si spopoleranno come è già avvenuto per le montagne. Non c'è alcuna possibilità di rimedio a questo. Vanno potenziati i servizi agli anziani, da parte dello Stato, e andrebbe redistribuita la ricchezza. Certo tutto questo ha un costo per i prossimi 20 anni ma poi si normalizzerà.

    2. Luca VFR 5 maggio 2023

      Mio dispiace ma non si normalizzaerà nujll'altro che una povertà stile inizio '900. andate a leggervi i romanzi della " onesta gallina della letteratura italiana", così definì Carolina Maria Margherita Invernizio, il solito saccentone di Gramsci e vedrete com'era la società italiana dell'epoca. e a quell'epoca l'italia, e non solo sta ritornando. Il problema del manca il lavoro è che banalmente la tecnologia, a partire del '700 ad oggi, ha permesso di produrre la stessa quantità di cose con 1 persona al posto di 1000 per cui di queste 1000 999 sono perfettamente inutili. Poi che cosa farne di queste 999 "zavorre" ,che stan pure invecchiando, non si sa ancora bene sebbene i recenti tentativi col "salvifico vaccino" lasciano intuire qual'è la soluzione altamente caldeggiata dall'elite. Inoltre sempre la tecnologia ha permesso una tale produzione che basterebbe per soddisfare la domanda di almeno 8 o 10 Pianeti Terra solo che ci mancano, per riequilibrare il sistema, gli altri 8 o 9 pianeti a cui destinare la nostra iper produzione. Che, ovviamente, causa un sacco di problemi sia ecologici che di depauperamento delle risorse di qualsiasi tipo anche perché il nostro pianeta è un sistema chiuso o meglio finito con una determinata quantità di risorse non rinnovabili che una volta esaurite ci condanneranno all'estinzione. Perchè, ad esempio, la lamiera d'acciaio che "buttiamo via" non ritorna il minerale di ferro da fondere col carbone nell'altoforno e il cosiddetto "riciclo" attenua, e non per qualsiasi genere di risorsa, il problema anche perchè solo per alcuni materiali il riciclo è economicamente conveniente, non per tutti. Ad esempio il banale Stagno inizia a diventare sempre più costoso da estrarre e così altri materiali metallici o meno. E' vero che si usa dagli albori della civiltà ma una volta se ne usava una quantità X adesso almeno 100X e lo stiamo esaurendo. E lo stesso vale per altre cose. Forse sarebbe il caso, e detto da me che sono uno sfegatato positivista è tutto dire, di fermare gli sviluppi tecnologici prima che ci divorino.

    1. emilyever 4 maggio 2023

      Agli albori dell'era internet una collega si chiese quali sarebbero state le conseguenze del cambio di orizzonte, da quello naturale a quello del pc . " Quando ero piccola" mi disse una mia allieva con rammarico" mi bastava tenere fra le mani un bicchiere e dai giochi di luce inventavo una storia . Ora passo i miei pomeriggi a spiare la vita degli altri su facebook".
      Sono la sola qui dentro a ipotizzare che una delle cause della denatalità sia la magica scatoletta che abbiamo fra le mani, e che, fra l'altro, ha subito affascinato anche le cosiddette "femministe storiche" dei gruppi di autoscoscienza degli anni 70? Certo, una buona parte di loro ha già procreato ed è nonna, ma continua a sfilare l'8 marzo con le più giovani e le più radicali che inneggiano cartelli che mi fanno orrore, tipo" Ho abortito e mi è piaciuto". E sono le più anziane a scrivere sui social che i selfie di oggi sono l'autocoscienza di ieri e quindi non vedo, per lo meno non nei gruppi milanesi che ancora qualche anno fa avevo frequentato, un approccio critico ai social, ma solo un mezzo per esporre il proprio pensiero.Niente di male, mi direte,lo facciamo anche noi qui. Ma loro non accettano critiche, in genere: sono depositarie della verità grazie al loro passato di militante, e viene bannato/a chiunque proponga una visione diversa.Mi chiedo se fosse stato così fin dall'inizio, in presenza, guardandosi negli occhi: non c'è mai stato un vero ascolto in questi gruppi? o era il nostro specchio, o l'altra non esisteva? o sono cambiate col tempo, hanno ristretto il loro orizzonte?
      Che cosa possono insegnare queste maestre del femminismo alle giovani? come si può declinare oggi il loro motto "partire da sè"?
      E arrivo finalmente al tema della natalità, scusate il preambolo ma avevo bisogno di chiarirmi alcune cose. E se fosse sempre più difficile, per l'uomo e per la donna, "uscire da sè'? Guardo giovani mamme, o baby sitter, non so, che con una mano spingono la carrozzella e con l'altra scorrono febbrilmente le pagine dello smartphone: con chi sono veramente? con il bambino che sta scoprendo il mondo da solo o con se stesse negli specchi dei social? di chi hanno più piacere prendersi cura?
      Può essere, me lo chiedo, che il "Io sono mia" degli anni 70 si sia trasformato giustamente innanzi tutto nell'imparare a volersi bene, a valorizzarsi, a prendersi cura di sè , ma quale sè? Lo costruiscono nella vetrina della propria pagina social, lo arricchiscono o lo deprimono nel prisma dei giudizi altrui? quanto spazio rimane per l'altro/a, partner o figlio che sia?

    1. sbregaverse 4 maggio 2023

      Notarelle acroamatiche di uno dei mille (natanti)
      Ieri ,io, in acqua 3, Nausicaa in acqua 2, Calipso in acqua 6.
      Ce lo sanno che , novello Ulisse , dimentico di Penelope, non quello di Omero ma quello di Joyce, non ho fatto altro che pensare loro ¿?

    2. sbregaverse 4 maggio 2023

      A proposito di piscina vi ho mai raccontato quando misi incinta una suora in menopausa* che nuotò, nella mia stessa corsia,
      una mezzoretta dopo di me ¿?
      Spermatozoi:
      《 sommergibili e inaffondabili》
      *No non è vero che era in menopausa:
      era tamponata col marchese.

    1. IlContadino 4 maggio 2023

      Mi viene da pensare alla mia infanzia.
      Sono cresciuto facendo la spola tra due paeselli, quello dove abitavo e quello dove i miei gestivano un bar.
      Ero un bel discolo, molto vivace e creativo. Ricordo innumerevoli scappellotti. Maestre, clienti del bar, vicini di casa, l'allenatore, genitori degli amici, il prete, Adolfo della bottega, che un giorno mi ha puntato contro il fucile (me lo meritavo). Chiunque poteva darti uno scappellotto, proporti con quel gesto la sua visione delle cose: a modo suo, educarti.
      Il bambino "cresceva" in famiglia e nel mondo, in contemporanea. Questo processo di crescita, col mondo a supporto della famiglia, era ben più semplice, equilibrato ed efficiente di quello attuale, dove i soli genitori devono fare tutto.
      Questo dover fare tutto probabilmente scoraggia le coppie a prendere la grande decisione, rispondere all'annosa domanda: facciamo un figlio?
      Un tempo nemmeno ce la si poneva la domanda: trombata, pancione, pargoletto, via andare, in un modo o nell'altro lo si tira su.

    2. sbregaverse 4 maggio 2023

      È la ratio che rovina il mondo
      D'altra parte il brizzolato sta inanellando cavolata su cavolata.
      (bisogna suonarla sempre più grossa per mantersi il pane e il campanatico)

    3. SupernovaX 4 maggio 2023

      Mi sembra che le tue considerazioni centrino il problema molto più di tante altre.
      Il femminismo c'è, sta facendo danni ma è una forma di reazione sia pur molto sponsorizzata dalle élite malthusiane e non penso che sia la causa primaria.
      L'egoismo c'è oggi ma c'era anche prima, era vissuto solo in forme diverse.
      La donna lavorava anche prima, magari non andava in fabbrica o in ufficio, però aveva un gran da fare tra orto, animali da cortile, piccolo artigianato domestico etc... mentre l'uomo stava nei campi, nella bottega, nella cantina, a pascolare le pecore o al fronte.
      La differenza più rilevante è che la società di un tempo viveva una dimensione sociale che ora si è totalmente disgregata; i pargoli, in assenza della madre, erano retti o perlomeno guardati, da uno stuolo di altre figure (femminili): nonne, zie, sorelle, cognate, cugine... ma anche vicine di casa, comari, commarelle...

    4. simonlester 4 maggio 2023

      Ah la vita in campagna. Negli anni 60 i miei e tutti i relativi parenti sono scappati dalla mezzadria ferrarese per venire a fare i servi in città; facchini e donne delle pulizie.

    5. LuxIgnis 4 maggio 2023

      I genitori moderni sono maledettamente soli nell'accudire i figli, ma è anche una loro scelta di farlo, o meglio lo hanno accettato.
      Non hanno proprio il tempo di poter seguire un figlio.

    6. IlContadino 4 maggio 2023

      Un giorno ho mandato i figlioli a fare una passeggiata al lago, forse il piccolo faceva la prima elementare o giù di lì, stradina di campagna, poco più di un chilometro di distanza, passeggiata che facciamo insieme con una certa frequenza, roba super tranquilla insomma.
      Tempo venti minuti e me li riportano a casa i carabinieri, seduti dietro nella volante, il grande aveva in mano un didjeridoo, il caramba l'ha scambiato per un bastone, a detta sua poteva essere un arma!
      Eccolo qui il mondo d'oggi;-))

    7. LuxIgnis 4 maggio 2023

      Mi raccontò un amico più grande di me che era adolescente subito dopo la guerra, che i ragazzi spesso trovavano delle armi in giro e andavano a fare il tiro a segno in qualche periferia. Ogni tanto li beccavano i carabinieri, gli davano uno scappellotto e sequestravano l'arma. E finiva lì.
      Si, è cambiato molto il mondo di oggi.

    8. emilyever 4 maggio 2023

      Però devi anche tenere conto che con la legge Fornero, innalzando improvvisamente di cinque anni il limite d'età per andare in pensione, donne che si apprestavano a ritirarsi dal lavoro e ad accudire i nipoti, hanno dovuto procrastinare questo momento, e per la carenza di asili nido, anche i loro figli hanno atteso per procreare. E parlo per molte conoscenze personali.

    9. LuxIgnis 4 maggio 2023

      Certo il problema è multifattoriale.
      Metti pure il fatto che ormai tutte e due i componenti della coppia devono lavorare altrimenti non si campa (non importa secondo me se sia l'uomo o la donna) e il gioco è fatto.
      Cioè ormai fare figli è da benestanti, gli altri dovrebbero fare dei sacrifici enormi che si sommano al naturale sacrificio di mettere al mondo un figlio.
      Chi glielo fa fare?

    10. sbregaverse 4 maggio 2023

      Io ho scalato mi sono potuto per mettere la bellezza di 4 nipoti 4.

    11. sbregaverse 4 maggio 2023

      Attento sei segnalato e attenzionati i tuoi figlioli.

    12. LuxIgnis 4 maggio 2023

      Auguro ai tuoi nipoti di riuscire a sopravvivere in questo mondo, non sarà per niente facile.

    1. Luca VFR 4 maggio 2023

      Mettere al mndo dei figli cambia, per entrambi i genitori, il modo con cui si pongo nei confronti della vita e, ovviamente, cambia i personali "obiettivi" che hanno. Inoltre, a differenza di 50 o 60 anni fa in cui fare il genitore era difficila ma non un'impresa epica come adesso, che tutto ti "rema contro", ora non tanto il fare ma "crescere" i figli è veramente un'impresa quasi disperata, specie se vuoi farli crescere come i propri genitori hanno fatto crescere noi. E non è solo una questione di "divertimenti" ma tutto un insieme di cose che, come dicevo prima, "remano contro", sia motivazione economiche, di sicurezza, nessuno pianifica dei figli se non ha idea se tra 5 mesi avrà ancora un lavoro e quindi un reddito, per cui è ovvio che la natalità crolli. Indipendentemente dal femminismo perché alla fine della suonata anche la femminista più convinta prima o poiisente il richiamo della maternità perché è scritta nel DNA.

    2. Primadellesabbie 4 maggio 2023

      E in troppi mettono il naso nei rapporti tra genitori e tra genitori e figli: pediatri, preti, assistenti sociali, insegnanti, altri genitori, spacciatori, trasmissioni tv, mode, vicini di casa, modelli esistenziali, giudici, cani e gatti, vigili urbani, parenti, attività sportive, influencer, testimonial, pornografia, vacanze esotiche, lauree, master, amici del bar sport, riscaldamento globale, responsabilità senza autorità adeguata, improvvise smanie collettive.....

      Troppa roba da provare a armonizzare da soli, figurarsi con figli.

    3. sbregaverse 4 maggio 2023

      Sempre vacanze esotiche
      mai quelle esoteriche e le vacanze più importanti ¿?
      Quelle da se stessi.
      ( vero @me-stesso ¿?)

    4. Primadellesabbie 4 maggio 2023

      Le vacanze sono esotiche per definizione, anche se vai a Gallarate, poi la gente ha perso il senso del ridicolo e ci vanno davvero alle Maldive.

      Ad un certo punto avevano anche cercato di farle 'intelligenti', ma è stato un solenne fallimento, solo Fantozzi ci si entusiasmava.

    5. me-stesso 4 maggio 2023

      Assolutamente.
      E soprattutto "con me non serve" vale anche per me :-)

    6. emilyever 4 maggio 2023

      Si può anche riposare in se stessi

    7. Brule 4 maggio 2023

      Secondo me questo è uno dei motivi più importanti.
      Troppe ingerenze.

    1. uomospeciale 3 maggio 2023

      Comunque il crollo dello stato sociale è già in atto da un pezzo.
      Oggi sono stato a fare una visita oculistica specialistica ( non andavo da un medico da una vita )
      138 euro... Tutto risolto in un attimo e tutto a posto, visita prenotata lunedì e fatta il mercoledi.
      Con la mutua la prima data disponibile era a gennaio 2024.
      Restate sani.

    1. ignorans 3 maggio 2023

      Questo post esce due ore dopo quello sulla medicina non-scienza.
      Ma il problema è lo stesso.
      Si vede un fenomeno "il calo delle nascite", lo si mette nella categoria "male" perché è una specie di malattia e ci si appresta a combatterlo.
      Ma prima di combatterlo e di fare un enorme sforzo bisogna capirlo. Perché sforzarzi e faticare?
      Uomo e donna piu sono diversi piu si attraggono ma se sono simili si respingono.
      Quindi la soluzione è tenerli separati in modo che si desiderino.

    2. BrunoWald 4 maggio 2023

      Bravo, hai colto perfettamente l'essenza metafisica del problema.
      L'essere si manifesta in forma dualistica, nel nostro mondo, e quanto più marcata è la polarità, tanto più intensa sarà la tensione sessuale. Quanto più il maschio e la femmina sono diversi - fisicamente, psichicamente, energeticamente - tanto più irresistibilmente si attraggono. E viceversa.

      Non si può eludere questa legge. Gli adoratori della morte lo sanno, e ne hanno fatto un uso accorto. La poltiglia asessuata nella quale ci stiamo trasformando come specie non ci porterà ai confini della galassia, ma più probabilmente all'estinzione. Insieme ad altre cause, senza dubbio.

    3. sbregaverse 4 maggio 2023

      Con me non serve.

    4. absitiniuriaverbis 4 maggio 2023

      Mi ricordi un vecchio libro: uomini di Marte e donne di Venere'... se ben ricordo. Il titolo.

    1. Tipheus 3 maggio 2023

      Per me che il femminismo sia la causa del crollo della natalità, e di tantissimi altri mali della società di oggi, è una cosa talmente evidente, che a tratti mi pare incredibile che nessuno se ne accorga. C'è un rifiuto mentale, persino qua dentro, di vedere l'elefante nella stanza. Si vede che hanno lavorato bene queste femministe, fino a fare diventare tutti femministi, pure i maschilisti.
      Il femminismo ha rotto la complementarità tra uomo e donna. Non più complementari, vanno in competizione. E in competizione non creano più nuova vita. Mi domando perché si affannino tanto quelli del WEF ad avvelenare, a cercare di trasformare tutti in gay. Non serve, ci estinguiamo da soli lo stesso.

    2. me-stesso 3 maggio 2023

      Il femminismo al pari del maschilismo non è cosa buona. Tuttavia a me non sembra essere nello specifico la causa della natalità, ma dipende da un cambiamento culturale delle persone della nostra epoca che non vogliono vivere condizionate da e per l'esistenza dell'altro (anche se sangue del tuo sangue, giusto o sbagliato che sia). Si desidera sempre di più stare lontano da quello che è avvertito come 'problema' e quindi 'pericolo'

    3. Fedeledellacroce 4 maggio 2023

      Estendiamo la riflessione:
      I governi ingordi, non paghi di spremere all'osso i lavoratori, hanno compreso che se le donne fossero divenute produttive, ció avrebbe quasi raddoppiato le entrate dello stato.
      E cosí hanno spinto per l'emancipazione della donna, per farne una contribuente.
      Quindi si, il femminismo é stato strumentale al potere per distruggere il tessuto familiare e aumentare la produttivitá.

    4. Tipheus 4 maggio 2023

      Non è questione di maschilismo. Ma di lavoro casalingo. Il femminismo serve ad allontanare le donne da casa, dove potrebbero pure essere rispettatissime. Più sono lontane da casa, meno tempo hanno per dedicarsi a crescere figli. A me sembra un'equazione elementare. Negli anni '60 la mettevano nero su bianco.
      Ora ci siamo talmente dentro che non ce ne accorgiamo più.
      Meno quote rosa dappertutto, più modelli differenziati, e le donne fatalmente tornano a casa (part-time o a tempo pieno, fatte le doverose debite eccezioni). E a casa restano incinte. Non c'è bisogno di tornare agli anni '50 o ancor prima. Basta solo evitare gli eccessi isterici di "affirmative action" e le cose si rimettono a posto da sole.
      Un po più di patriarcato in Europa, più femminismo in Africa. E' una questione di equilibrio alla fine.

    5. simonlester 4 maggio 2023

      Tu al lavoro e loro a casa rimangono incinte . Dalle mie parti, Torino Nord , è pieno di volantini ' affittasi uomo tuttofare, chia(m/v)a Roberto. Sant' idraulico pensaci tu.

    6. Tipheus 4 maggio 2023

      Vabbè, abbiamo detto il luogo comune della serata. Ma che c'entrano gli adulteri quando si sta facendo un discorso di demografia? Come se poi una donna che lavora non avesse tempo, se vuole, di tradire. Comunque forse stai confondendo fantasie maschili porno-adolescenziali con la realtà. In passato c'erano milioni di mamme a tempo pieno, anzi erano la norma. Tutte messe incinte dagli idraulici? Ok, se è una battuta ci ridiamo un attimo e via. Resta il fatto che rendere uomini e donne perfettamente intercambiabili nei ruoli sociali non fa bene alla natalità, che piaccia o no. Almeno questo il mio modesto parere. Se non vi convince, andiamo avanti con le politiche di genere, con la criminalizzazione del maschio, del "cat-calling" etc. Vedremo quanto ci stiamo ad estinguerci. Perché alla fine non si fermano mai. Raggiunto un traguardo ce n'è sempre uno più avanzato, fino alla totale incomunicabilità tra i sessi, o alla loro diluizione. E' vero, tra tutte le politiche "woke", questa è quella di maggior successo. Abboccano tutti, anche quelli che in tutti gli altri campi sembrano avere spirito critico. Forse perché è cominciata prima e ci siamo nati dentro. Ormai è entrata nel super-io. Abbiamo tutti paura del cattivo patriarca che picchia la moglie e va a puttane. Ma prima non era così. C'erano matrimoni ben riusciti, fondati sull'amore e sulla divisione dei compiti tra uomo e donna. Divisione che alla fine faceva felici entrambi. Come almeno lo si può essere in questa vita ovviamente.

    1. me-stesso 3 maggio 2023

      Se tanti anziani non possono ricevere assistenza da una popolazione più giovane in quanto inesistente, probabilmente moriranno prima e in molti. A quel punto il rapporto giovani/anziani viene automaticamente livellato e ristabilito. Come in un ciclo. Con l'unico inconveniente che nel frattempo le case italiane saranno state tutte in gran parte occupate da immigrati. Ops...

    1. danone 3 maggio 2023

      Il problema del calo delle nascite in realtà dipende dal calo delle reincarnazioni.
      Sempre meno anime decidono di incarnarsi, in questo sciagurato periodo, su questa Terra.
      Il motivo è presto detto.
      Da un sondaggio fatto fra i potenziali nascituri, un buon 97% dichiara che è meglio aspettare tempi karmici migliori, troppo degrado satanico oggi sul piano materiale del pianeta, per poter praticare una esperienza karmica significativa, troppo impegnativa la prova in rapporto alla ricompensa, sostengono.
      Alla domanda..ma allora quel 3% di anime sfigate che a differenza vostra, decidono eroicamente di incarnarsi sul pianeta, che devono fare se le lasciate sole?
      la risposta è perentoria, cazzi loro, hanno voluto la bicicletta?
      Pedalino..

    2. LuxIgnis 3 maggio 2023

      Anche questo punto di vista va considerato, ma è un po' ostico e discutibile.
      Si può anche dire che semplicemente i cicli spirituali e di natura hanno degli alti e dei bassi, Ora ci volgiamo verso il basso.

    3. buddyboy 3 maggio 2023

      Come raccontava Stainer, il Cristo si è incarnato per favorire le reincarnazioni che erano "al palo", ora, sempre secondo lo stesso, dovremmo vivere il tempo dell'incarnazione di Arimane con inversione del ciclo. Stanno chiudendo le prenotazioni...

    4. sbregaverse 3 maggio 2023

      Dannatissimo uan SE lo pensi davvero
      tu uccidi un uomo morto.
      Un'intelligenza logico razionale ( come la tua) NON può
      essere sfiorata da una cavolata brizzolata sesquipedale.

    5. sarah 3 maggio 2023

      Dopo la tristezza improvvisa che ho ricavato dalla lettura dell'articolo, la sua spiegazione è quella che mi avvince di più. Quasi quasi mi ha rasserenata, sembra così coerente...

    6. sbregaverse 4 maggio 2023

      Ti sei giocata il posto in camper.

    7. sbregaverse 4 maggio 2023

      Non c'è più religione.
      È il tempo della superstizione.
      E c'è pure chi ti bada.

    8. SupernovaX 4 maggio 2023

      Sempre dallo stesso sondaggio, emerge che il 3% dei propensi all'incarnazione sceglie la Cina, l'India o l'Africa; la Cina a quanto pare è scelta per le politiche sociali e per le opportunità di lavoro, l'India perché, se scegli di reincarnarti, vuol dire che nella reincarnazione ci credevi già nella vita precedente mentre l'Africa è preferita per il clima e dagli amanti delle gite in barcone.
      La maggioranza degli ex europei attualmente disincarnati sostengono che la reincarnazione non esiste e preferiscono aspettare una cosa che chiamano la "resurrezione dei morti", altri aspettano Godot o l'ultima puntata di Beautiful mentre i più disperati aspettano ancora la pensione.

      PS1: La storia della bicicletta vale solo per i cinesi, agli aspiranti africani viene detto: " avete voluto il barcone, remate!"

      PS2: Coloro che stanno aspettando la pensione sono quelli che nella vita precedente si sono comportati particolarmente male ed ora sono all'inferno. La risurrezione, Godot e l'ultima puntata di Beautiful ci saranno, pare, nel giorno del giudizio ma di pensione non ne parla neppure il profeta Geremia nelle sue Lamentazioni.

    1. uomospeciale 3 maggio 2023

      il problema non è risolvibile neppure con politiche molto aggressive e dispendiose di sostegno alla maternità perché più la società tutela e privilegia le donne, e meno figli queste fanno.
      Ovunque nel mondo.
      L'emancipazione della donna in occidente non è stata solo emancipazione dall'uomo, ma dai propri doveri e dal proprio ruolo biologico e sociale, ed è un processo irreversibile.
      E adesso con decenni di ritardo, si sta assistendo ad una conseguente e rapida emancipazione maschile anche dai nostri doveri di provveditori e protettori:
      ( Siamo due facce della stessa medaglia in fondo)
      Da un punto di vista sociale siamo fottuti, ma individualmente giocandocela bene, ci possono anche essere dei vantaggi.
      In fondo Dio patria e famiglia, non era poi una gran vita per nessuno e la libertà, ce la meritiamo anche noi.

    1. LuxIgnis 3 maggio 2023

      Parte bene ma poi come arriva alla causa primaria che sarebbe il femminismo veramente raggiungiamo il ridicolo.
      All'autore aggiungo un'altra causa del perché non si fanno figli: ci si è rotti i cocomeri di mettere al mondo degli esseri che nella migliore delle ipotesi saranno degli schiavi e saranno pure costretti a sorbirsi delle analisi come questa dell'articolo.
      Mi chiedo dove viva l'autore, se si guarda intorno e vede la disperazione che c'è in giro, la malattia mentale che c'è in giro e non solo nelle donne.
      E con questi chiari di luna la colpa sarebbe del femminismo?
      Cioè, l'aborto (su questo se ne potrebbe discutere ma non credo vi siano così tanti aborti al giorno d'oggi), il divorzio, la masturbazione, le pratiche sessuali sterili (questa è il massimo della perversione mentale). Che è siamo tornati al si tromba solo per procreare? E alla donna che non aveva nessun diritto sociale.
      Se fossi donna sarei offesa a morte da un articolo del genere.

    2. uomospeciale 3 maggio 2023

      Nei paesi poveri dove si stenta anche a mangiare la gente se la passa molto male, eppure il problema dell'inverno demografico quasi non c'è..
      Da noi persino i barboni che dormono sulle panchine hanno la pancia e il colesterolo alto, la maternità è più tutelata e protetta della sacra sindone, eppure i figli non si fanno.

      io dico che il femminismo c'entra eccome.

    3. LuxIgnis 3 maggio 2023

      Buon per te hai trovato la soluzione al problema. Elimina tutte le femministe, anzi tutte le donne visto che quasi nessuna rinuncerà alle conquiste che hanno avuto, e poi i figli te li fai da solo.

    4. me-stesso 3 maggio 2023

      Io sono d'accordo con te. E non solo riguardo la motivazione che non si riesce a dare un futuro dignitoso e non precario ai figli. Ma anche per la presa di coscienza della effettiva responsabilità di aver figli e di quanto formare una famiglia renda poi vulnerabili. Coscienza che magari in popolazioni di paesi meno sviluppati ancora non si è formata. Ma soprattutto la responsabilità dei maschi dove la vogliamo mettere? Ho conosciuto onestamente tanti maschi che nella loro vita hanno perseguito e inseguono il solo 'divertimento' e piacere individuale ed edonistico, al riparo da rischi e responsabilità. La maggior parte delle donne che vivono in questo modo alla fine, anche se in tarda età, quasi sempre si fanno vincere dall'istinto materno e vogliono un figlio. Che se poco poco hanno una maschio vero che le appoggia, poi subito dopo te ne chiedono un altro. Sono i maschi soprattutto (giusto o sbagliato che sia) a non 'collaborare'... Non c'entra niente a mio avviso il femminismo

    5. LuxIgnis 3 maggio 2023

      Difatti farne una questione sessista è veramente ridicolo per essere buoni.
      I maschi poi sono spesso quello che dici tu. E se fanno figli lo fanno solo per una questione di discendenza e non per amore degli stessi.

    6. uomospeciale 3 maggio 2023

      Non sono necessarie soluzioni cruente.
      L'utero artificiale è gia all'orizzonte da un lato, mentre dall'altro il calo demografico renderà le popolazioni molto più gestibli e sostenibili sia per il pianeta che per i vari governi.
      Il dramma sarà più che altro per le attuali generazioni di 40-50 enni senza figli e senza alcun aiuto in vecchiaia* dato anche l'inevitabile crollo del welfare state nei prossimi 20/30 anni.
      Prevedo un futuro fatto di miseria, emarginazione ed eutanasia per loro.

      *E' anche a questo che servono i figli, i mariti, e parenti vari.
      Perchè cani e gatti sono una gran bella cosa ma non producono reddito, non guidano la macchina, non portano la spesa a casa, non vanno a comprare le medicine, non pagano le bollette, non ti accompagnano in ospedale, non spingono la carrozzina, non ti fanno un piatto di minestra, e neppure ti aiutano a rialzarti o chiamano i soccorsi quando cadi e gridi aiuto in una casa vuota.
      Bau bau, miao miao, e stop.

      Un buon consiglio che mi sento di dare ad un/una 50enne senza figli oggi come oggi, è quello di fare del loro meglio per restare in forma e autonomi il più a lungo possibile:

      Ne avranno molto bisogno.

    7. uomospeciale 3 maggio 2023

      "Le donne" & " i maschi"
      Vabbeh!... Ho capito.

    8. uomospeciale 3 maggio 2023

      E' vero come il fatto che le donne i figli li abortiscono per amore.

    9. me-stesso 3 maggio 2023

      Forse non mi sono spiegato benissimo. La questione non è femminismo o donne o maschi. Ma il fatto di inseguire una vita votata al divertimento, al piacere, esente da rischi, problemi e responsabilità. Non è compito mio in questa sede dare un giudizio magari morale a questo tipo di scelta di vita. Ma a mio avviso è questo che determina in definitiva il calo demografico mille volte di più che l'assenza di aiuti statali, sicurezza economica, etc. Caspita se domani avessimo tutti la sicurezza di prendere 5000 euro al mese, rimarrebbe cmq il problema che la notte ti devi svegliare tu, che ti sogni da lì in avanti le vacanze spensierate, che hai altri di cui badare l'esistenza, da educare, che potrebbero nascere con problemi di salute importanti o con handicap fortemente limitanti etc etc. Tanti si terrebbero i 5000 euro (ma anche solo i 1200), ma con una vita più serena (sebbene senza il risvolto delle gioie della genitorialità, per chi le riconosce). Non mi sembra difficile da constatare. Io vedo tantissime persone che non ne vogliono sapere nulla (non è più necessario avere una barca di figli da mandare in mezzo ai campi a zappare o a guardare le greggi...). Da qui rimane il fatto che a mio avviso e in base all'esperienza mia personale sulle mie conoscenze dirette, ti posso dire che sono poche le donne che fanno una scelta consapevole di questo tipo. Sono più io maschi ad essere decisi in tal senso di non volerne sapere niente. Spesso alle donne di conseguenza rimangono senza la controparte e quindi zitelle e quindi senza prole

    10. BrunoWald 3 maggio 2023

      Ecco, asteniamoci dal giudicare chi fa una scelta di vita ludica, purché ne accetti le conseguenze, perché tutto ha un prezzo a questo mondo. Parliamo degli altri.
      Sei proprio sicuro che le donne in genere "vorrebbero", ma per colpa degli uomini farfalloni superficiali, rimangono invece zitelle e senza figli? Perché francamente, non credo proprio.

      Poi dipende anche da quello che "vorrebbero". L'amore e la libertà? I bambini e la carriera? Il mutuo e le vacanze? Il figlio in provetta a 45 anni perché prima sarebbe d'intralcio? Il "compagno di vita" che però, se ti viene la crisi esistenziale, puoi sbattere fuori di casa con la complicità di un giudice testa di "beep"?

      Francamente, gli esiti di una certa evoluzione erano del tutto prevedibili già decenni or sono: chi ha voluto la bicicletta, pedali...
      I figli sono una rottura di palle? Perfetto! Non facciamone, moriamo in solitudine, e lasciamo l'Europa in eredità agli stranieri. I conti tornano, e all'universo non importa.

    11. me-stesso 4 maggio 2023

      Le donne per definizione vogliono TUTTO... Ho saputo anch'io di lesbiche ad esempio che ogni tanto avevano rapporti con maschi nella speranza di rimanere incinte. Per niente NO buono e in questo sono d'accordo con te. Tuttavia nella mia sfera di conoscenze personali statisticamente sono i maschi a desiderare meno l'impegno dei figli (al di fuori di questioni come la stabilità economica, etc.)

    12. BrunoWald 4 maggio 2023

      "Se fossi donna sarei offesa a morte da un articolo del genere."

      Non fatico a credere che saresti stato insopportabile anche da donna. 😉

      Ridicole sono le discussioni come queste, che scambiano l'effetto con la causa ed eludono il tema di fondo - al quale peraltro accenni anche tu, a onor del vero: questo è un sistema di morte, basato su premesse ostili alla vita, e certamente proibitive per chi volesse remare contro. Un sistema che produce - e si nutre di - disperazione, malattia, solitudine e aggressività.
      Bisognerebbe anche rendersi conto che le cause non sono riconducibili solo ai rapporti di produzione, o di dominazione: dietro a questo inferno c'è tutta una metafisica, che pochi riescono a cogliere.

      Comunque, è del tutto evidente che il femminismo - da non confondere con le donne, come vorrebbe il cretinismo di sinistra - non è "la causa primaria", ma al massimo una concausa. Ed è anche evidente che non si tratta di ridiventare cavernicoli, o di trombare solo per procreare, come vorrebbero i bigotti.
      Ma in realtà sono discorsi oziosi, perché su un punto ti do pienamente ragione: non c'è più nulla da fare, questa società è condannata, e il compito di ricostruirne una migliore spetterà agli eventuali sopravvissuti.

    13. sbregaverse 4 maggio 2023

      Sempre che abbiano il buzzo buono di trombare.

    14. sbregaverse 4 maggio 2023

      A.A.A.A.A.A.
      Appello alle lesbiche sono un incintatore seriale impenitente.
      Faccio tutto gratis et amore dei.

    15. LuxIgnis 4 maggio 2023

      Da come ne parlate sembra che c'è un'epidemia di aborti e questi siano la causa di tutti i mali. L'aborto è un'estrema ratio e non credo ma dovrebbero esserci i dati che siano così tanti.
      E comunque non è che il maschio si opponga poi così tanto visto che molti come scoprono che la loro compagna o fidanzata è incinta scappano come lepri in fuga.
      E non quasi nessuno fa figli per amore ma per utilità (lo si vede da come si comportano dopo) e a me questa cosa fa molto ma molto schifo.

    16. LuxIgnis 4 maggio 2023

      Ma anche da maschio ne sarei offeso.
      Perché quello che dice l'articolo oltre a essere una mole di falsità è veramente offensivo verso tutte le conquiste che le donne nel tempo hanno raggiunto. Che sono giuste.
      Ora ci saranno pure delle esagerazioni ma queste avvengono in ogni campo e puntare il dito su queste per legittimare una tesi falsa è disonesto. Ma vedo che la disonestà è comunque lo sport nazionale sia nei potenti sia in quelli che dicono, a parole, di andare contro i potenti.
      Ma tornando al discorso, non credo assolutamente che il femminismo sia una con causa al netto di certe esagerazioni che sono comunque minoritarie. Se poi vogliamo interpretare come femminismo il diritto della donna ad avere la sua voce, con tutto quello che comporta.
      A volte sono voci sagge a volte per niente. Ma questa è la vita. Rimane il fatto che i diritti sono diritti e intoccabili.
      Il problema quindi sussiste ed è anche grave anche se personalmente se l'uomo si estinguesse io penso che non sarebbe poi così male. Si ripartirà da qualche altra parte in qualche altro modo e sperando meglio di come è adesso.
      In realtà questo e altro sono solo la logica conseguenza della follia dell'uomo che non inizia ora ma che è insita per qualche strano motivo nella sua natura. Se continuamente agisci in determinati modi violenti e stupidi, credendoti il padrone della terra e umiliandola continuamente, con arroganza verso tutto e tutti, in un gioco di sopraffazione continua alla fine i risultati non possono essere che questi.

      Voi non avete capito che siamo arrivati al capolinea, alla resa dei conti, e invece di vedere il perché di questo, continuate con articoli del genere a imputare la colpa a questo o quest'altro. Ed è proprio quest'atteggiamento che ha portato l'uomo a questi risultati.
      Giusto per inciso e fare un esempio legato al tema. Millenni di negazione della femminilità (non della donna) e di sopraffazione da parte della mascolinità, cosa pensavate che ne uscisse fuori? Un equilibrio non si mantiene con la forza come è stato. Un equilibrio che si mantiene con la forza è giusto che si rompa e le conseguenze sono pur sempre drammatiche, ma si spera negli ultimi barlumi di saggezza che possa nascere un vero equilibrio.
      L'uomo nella sua globalità (vi sono chiaramente eccezioni) ha fatto le sue scelte di percorso. È stato avvertito innumerevoli volte che quel percorso lo avrebbe portato all'annichilazione. Ma è proseguito imperterrito. Ora raccoglie i suoi frutti.

    17. Martin 4 maggio 2023

      Ovvio che c'entra, non potrebbe essere diversamente

    18. Bertozzi 4 maggio 2023

      Quoto in toto.

    19. Bertozzi 4 maggio 2023

      E di questo la generazione da te citata deve solo ringraziare i propri padri.

    20. Bertozzi 4 maggio 2023

      Si e nota bene che la maggior parte delle opinioni sull'aborto è sciorinata da maschi, che pur non potendo né partorire né abortire pretendono di dire a chi puo farlo come e perché farlo o non farlo, in barba alle leggi di natura.

    21. BrunoWald 4 maggio 2023

      Ma "voi" chi? Di cosa parli?

      Se te l'ho detto anch'io che siamo al capolinea...
      Non leggi manco quello che scrivo perché tutto passa per il filtro dei tuoi schemi mentali: quegli schemi sinistro-progressisti che si sono rivelati altrettanto inutili e fallimentari degli schemi destro-conservatori, ma gli uni e gli altri siete troppo arroganti per prenderne atto.

      Mi associ arbitrariamente all'autore dell'articolo, mi accusi di "imputare la colpa a questo o quest’altro" quando ho cercato chiaramente di indicare il tema di fondo, sul quale hai disinvoltamente glissato per snocciolarmi tutta la pappardella para-marxista sui cattivi oppressori, i diritti e le conquiste... Non ti accorgi nemmeno che l'intera nostra visione del passato è una manipolazione di matrice massonico-illuministica, che il discorso sarebbe vastissimo e da inserire in un preciso contesto, caso per caso...

      Generalmente parlando, il passato non era affatto una figata, come vorrebbero i tradizionalisti, proprio come non esiste alcun "progresso", come s'illudono i loro stupidi avversari, coi loro schemini evoluzionisti del menga... E sai perché? Perché quella che chiami "follia dell'uomo" è voluta e coltivata, oggi come ieri, cambiano solo gli input decisi da chi ci considera bestiame, e manipola con successo la natura umana, perché non si basa su schemini, ma su conoscenze metafisiche piuttosto solide, come accennavo sopra...

      Blaterate di "diritti", ma per millenni ha imperato la sopravvivenza, altro che "sopraffazione maschile"... (e andrebbe visto come, dove e perché ci sono stati certi sviluppi aberranti in questo senso). Le condizioni create dalla rivoluzione industriale, nel bene e nel male, implicavano comunque trasformazioni inevitabili, strutturali dello stile di vita e quindi dei rapporti familiari (non ve l'ha detto Marx che la coscienza è una funzione delle condizioni materiali?)

      Ma c'è stato un intervento esterno, deliberato, per distorcere questo processo e indirizzarlo in una certa direzione. Il femminismo NON è "le donne", né la loro voce, proprio come il Politburo del PCUS non era "i lavoratori"... Il femminismo è stata una gigantesca operazione di ingegneria sociale, NON una "reazione delle donne", come credono alcuni... Una rivoluzione culturale, sì, ma concepita e condotta dall'alto, intrinsecamente manipolatoria e perfettamente funzionale agli obiettivi del capitalismo globale e della "società liquida" di cui esso ha bisogno, perché i liquidi non hanno forma propria, la ricevono dal contenitore...
      Ci vuole tanto?

      Quanto sopra non ha NULLA a che vedere con una presunta misoginia, bigottismo, sessuofobia ecc. che sono malattie mentali alla stessa stregua degli sviluppi attuali. Mi riferisco a processi di portata storica, sistemica, colossali ed evidenti come un elefante: se non riuscite a vederlo, è un problema vostro.

    22. LuxIgnis 4 maggio 2023

      Voi uguale tanti. Non parlo mai a un solo interlocutore quando faccio un discorso ampio, e non parlavo quasi per niente di te.
      Anche se sei tu che hai detto che il femminismo è una concausa e per me è falso. È solo frutto di un'ideologia questa visione.
      Sei libero di credere ai complotti che ti pare, sempre pronto come tanti a scaricare le colpe su questo o su quello, quando invece le colpe sono ben distribuite.
      E Se anche fosse vero che ci sia la famosa cupola, bisogna riconoscere che la maggioranza delle persone l'ha seguita senza battere ciglio.
      P.S. Sei tu che non vedi il contesto se per te il femminismo è stato solo una gigantesca operazione di ingegneria sociale, vuol dire che proprio non vuoi vedere la condizione della donna allora. Non è certo avvenuto per caso. Ho una certa età e la condizione della donna prima l'ho vista, ne vogliamo parlare?
      P.P.S. Io non sono marxista e non appartengo a nessuna ideologia che mi acceca come a te. Ne riconosco il valore che ha avuto nel aver indicato dove sta il problema principale.
      Come anche altri.

    23. BrunoWald 5 maggio 2023

      Non è necessario aderire a un'ideologia per far propri certi schemi mentali, anche inconsciamente. Quelli del progressismo deformano la realtà, tanto quanto quelli conservatori: ci programmano come i cani di Pavlov, e non tutti se ne rendono conto. Un sacco di bravi ragazzi ci hanno rimesso la pelle per questo motivo.

      Non si tratta di credere ai complotti, o di scaricare colpe: ti piaccia o meno, le grandi trasformazioni storiche e sociali non avvengono per caso, e non sono certamente spontanee. C'è una regia che sa il fatto suo, e a volte sfrutta dinamiche preesistenti, a volte le produce. Soprattutto, crea forme-pensiero, eggregore che si nutrono dell'energia umana rivolgendola contro se stessa. È principalmente così che ci dominano da millenni, come bestiame. Il rifiuto di rendersi conto di ciò è, a mio avviso, il gran limite della sinistra.

      Negli anni '60 erano già in atto profondi cambiamenti sociali e culturali, dovuti alle mutate condizioni di vita. Ma il femminismo, come ideologia e come fenomeno storico, nelle forme in cui si è presentato, fu del tutto artificiale, creato in vitro, né più né meno delle migrazioni di massa: se non fosse stato pienamente funzionale ai disegni del capitalismo globale, sarebbe rimasto un fenomeno di nicchia, limitato a una setta di povere infelici; invece ha goduto del pieno supporto politico, mediatico e culturale che solo il "vero potere" può assicurare: la punta della piramide.

      Ciò non ha nulla a che vedere con la condizione femminile, o con le relazioni tra i sessi: sono questioni diverse. Da un lato persone reali e vite concrete, dall'altro un'eggregora. Capisco che il tuo modo di pensare non ti permetta di accettarlo, e ne prendo atto. Amici come prima.

Visualizzati 71 di 71 commenti approvati.