La rivolta dei grilli

La rivolta dei grilli

Il genere di articolo che segue non è usuale su CDC e quindi, qualcuno storcerà di certo il naso, a torto o a ragione.

Pubblichiamo un "domenicale" di cultura e - soprattutto - un pezzo originale della nostra Patrizia Pisino che, da abile autrice qual è, scrive pure favole per piccini, ma anche per grandi.

Visti gli incubi quotidiani e reali che viviamo, sognare un po'.. per una volta e nell'ultimo giorno della settimana (che fu di riposo per tutti o quasi) di tempi tanto moderni quanto caotici come questa vita, non fa male di certo. Si spera giovi almeno al morale e al sentimento, perchè di materia ce n'è già troppa in questa bella, disordinata e disonorata società: non è ironia, s'intende. O forse si.

Buona lettura e non ce ne vogliate.

Buona Domenica a tutti.

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Di Patrizia Pisino per ComeDonChisciotte.org

Anche in Italia, nonostante le intenzioni propagandistiche del governo Meloni in difesa dei prodotti alimentari nazionali, è stato approvato l’utilizzo di “Alimenti e preparati, destinati al consumo umano, ottenuti mediante l’utilizzo della polvere parzialmente sgrassata di Acheta domesticus ovvero di Acheta domesticus congelato, essiccato e in polvere”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il 29-12-2023. (Acheta domesticus è il nome scientifico del grillo domestico).

La notizia del voltafaccia italiano mi ha suscitato una tale indignazione che ho scritto questa fiaba, che ci auguriamo leggerete anche insieme ai piccoli lettori, affinchè la luce della consapevolezza potrà illuminare il nostro cammino verso l’amore, uscendo dalle tenebre della paura dell’ignoranza. Solo in tal modo, credo, ci possiamo liberare dalle catene dell’inganno e della mistificazione che ci legano ai bisogni inutili e futili indotti, e condividere i doni che ci vengono offerti senza nulla in cambio dal Dio dell’amore e della misericordia.

E come Alce Nero affermava nel testo La Sacra Pipa:

“O Madre Terra da cui riceviamo il cibo. Tu ti curi della nostra crescita come fanno le nostre madri. Ogni passo che facciamo su di te dovrebbe essere fatto in modo sacro: ogni passo dovrebbe essere una preghiera”.

Ricordiamo che il grillo fin dai tempi antichi è stato considerato un simbolo di vita, di morte, di rinascita, di trasformazione e, grazie alla sua benefica azione di nutrimento del terreno, simbolo di buona fortuna ed abbondanza di cibo, distruggerli equivale a perdere i suoi preziosi doni per una elaborata, inutile e dannosa trasformazione in farina proteica che sostituirà il cibo sano fornito dalla Natura.

Buona lettura!

* * *

Su un prato verde punteggiato di candidi fiori, viveva un famiglia di grilli dal color marrone con delle lucenti striature nere, la loro casa si trovava all'ombra di un fiore che raccoglieva l’acqua e la donava alla allegra famigliola, che durante il torrido periodo estivo trovava un piacevole ristoro.

Ogni sera si sfregavano le piccole ali emettendo un dolce e stimolante suono, il cri-cri si udiva da lontano e anche gli altri abitanti del prato restavano in ascolto estasiati.

La famigliola al mattino si radunava intorno alla tavola riccamente imbandita per la colazione, il piccolo Grio era il primo a sedersi e la sua pancina vuota emetteva sempre un gorgoglio tumultuoso. Un giorno Grio adocchiò una bella albicocca posta al centro della tavola e fremeva per mangiarla, ma era in attesa che i suoi genitori e i suoi fratellini si radunassero per iniziare. Arrivarono quindi Gioia e Giggina, trafelate per i salti mattutini da un fiore all’altro, poi li raggiunsero Giò e Giuggiolone appena svegliati dopo una intensa notte passata a cantare. Finalmente insieme iniziarono a gustare la frutta raccolta dalla premurosa madre.

La giornata era tersa e soleggiata, l’erba del prato ondeggiava al lieve tocco del vento. I giovani grilli iniziarono a saltare allegri fermandosi solo per salutare i loro amici. Grio salutò allegramente: "Buongiorno amica formica, oggi è una splendida giornata!" La formichina laboriosa rispose senza fermarsi: "Si è vero, cercherò di raccogliere quante più provviste possibili"

Saltellando incontrarono un’altra amica, Giggina la salutò con la sua delicata voce: "Buongiorno amica cicala" E la cicala rispose: "Buongiorno anche a voi, se venite accanto a me vi canterò la mia ultima composizione" Giggina, rispondendo a nome anche dei suoi fratelli, disse: "Certo, siamo ben contenti di ascoltarti" La cicala davanti a quell’allegro pubblico intonò un canto così melodioso che i piccoli grilli ne furono estasiati. Soddisfatti ringraziarono e continuarono a saltellare sui fiori del prato.

Ad un tratto, posatisi su un fiore bianco, udirono una lieve ronzante vocina: "Cosa fate sul mio fiore? Non vedete che sto raccogliendo il prezioso nettare e le mie zampe sono coperte di polline?" I piccoli grilli erano stupiti ed in coro dissero: "Ci dispiace amica ape, non ti abbiamo vista, andiamo via subito così potrai continuare il tuo lavoro. Ma cosa ci farai con il nettare?" L’ape operaia replicò: "Questo nettare diventerà il prezioso miele, che con la sua dolcezza renderà felice chiunque lo assaggi" Il piccolo Grio incuriosito e sempre più goloso chiese: "Potrei assaporare anch’io di questa prelibatezza?" L’ape rispose: "Certo, tutti possono gustarlo! Noi api siamo felici di contribuire alla salute di ogni organismo vivente senza distinzione, se volete vi accompagno al mio alveare"

I piccoli grilli felici seguirono saltellando la loro nuova amica e raggiunsero dopo poco la casa delle api. L'alveare però era situato su di un albero che però era troppo in alto per loro, così le api a guardia dell’alveare prelevarono delle piccole gocce di miele e le offrirono ai giovani grilli. Felici dopo averlo gustato, ringraziarono con un allegro cri-cri.

Ormai il sole stava per tramontare e si affrettarono verso casa. I genitori li attendevano a tavola per la cena e mentre mangiavano ognuno descrisse la bella giornata trascorsa in compagnia degli altri amici insetti.

La notte trascorse tranquilla, Giò e Giuggiolone guardando la splendida bianca luna su nel cielo scuro iniziarono a sfregare le elitre frinendo di gioia, finché il sole e la luna guardandosi comunicarono la fine della notte e l'inizio del giorno. Madre Natura aveva assegnato al sole e alla luna un compito molto importante: dovevano illuminare la terra sia di giorno che di notte per guidare chi cerca la verità e la conoscenza uscendo dall’oscurità della ignavia.

Sorto il sole, il nuovo giorno si prospettava felice e tranquillo, ma un improvviso rumore fece risuonare la casa dei grilli, svegliandoli impauriti. Degli esseri enormi stavano calpestando la loro piccola casetta e delle enormi mani si calarono su di loro imprigionandoli. In un batter d'ali i grilli si ritrovarono chiusi al buio dentro delle fredde scatole metalliche.

Imprigionati nella gabbia metallica, il loro piccolo cuoricino batteva fortissimo per la paura, facendoli rimanere in silenzio intenti a percepire ogni rumore. Un suono roboante sconosciuto li spaventò ulteriormente; era il rombo del motore del furgone guidato dagli umani e che li stava portando verso una fabbrica...dove il loro destino si sarebbe compiuto.

Giggina con una fievole vocina disse: "Ho sentito varie storie su degli strani esseri giganteschi che sono felici di ascoltare il nostro canto e per questo ci ospitano nella loro dimora" Gioia rispose: "È vero ho sentito anch’io questa storia, mi hanno raccontato che ci ospitano perché quando sentiamo un pericolo non cantiamo più, come in questo momento" Grio, che cercava di calmare il battito del suo cuore, aggiunse: "Questi esseri chiamati umani credono che portiamo fortuna, per questo ci scelgono" Giuggiolone, alle parole del fratellino, si rincuorò: "Spero proprio che sia così, ma ho una brutta sensazione!" Giggina cercò di consolarlo e raccontò: "Sai ho saputo che durante la primavera siamo catturati e rinchiusi in gabbie per far giocare i cuccioli degli umani, ma dopo ci lasciano liberi!" Giuggiolone replicò: "Spero che sia così"

Tante ipotesi passarono per la testa dei piccoli animaletti, che mai avrebbero immaginato la loro reale sorte.

Il furgone entrò in un stabilimento con una grande insegna: ProteicoFarina S.p.a.

Le scatole metalliche furono sistemate prima in un ampio locale, poi in uno più piccolo. Gli animaletti quindi furono spostati in uno spazio artificiale sconosciuto e si ritrovarono circondati da altri grilli ugualmente spaventati, proprio come loro.

Le loro zampette non avevano mai calpestato una superficie così liscia e lucida e subito cercarono di scappare. Giggina urlò: "Presto, presto, saltiamo via, salviamoci". I nostri piccoli fratellini, con la forza della disperazione, riuscirono ad allontanarsi da quella stanza prima che la porta si chiudesse, ma si ritrovarono in un'altra con tante gabbie dove erano rinchiuse le femmine.

Giggina si avvicino e chiese: "Come mai siete chiuse in queste gabbie? Cosa ci fanno in questo posto?" Una grilla prigioniera rispose sconsolata: "Ci tengono in vita per depositare le uova poi, quando non serviamo più, ci uccidono congelandoci e i nostri corpi vengono triturati impacchettati e spediti in un supermercato.” Giggina spaventata chiese: "Perché ci fanno questo, a che scopo ucciderci, il cibo si trova in natura e tanto, perché questa crudeltà nei nostri confronti?" La grilla prigioniera con voce fievole e un sospiro rispose: "Credono che siamo un nutrimento altamente proteico per loro. Ci considerano una minaccia e una fonte di guadagno" Giggina allarmata replicò: "Cosa vuol dire che siamo una fonte di guadagno? Noi siamo nati liberi perché sfruttare il nostro corpo?" La grilla prigioniera sospirò ancora una volta: "Non conosco il contorto pensiero dell’essere umano, questi animali sono cattivi e dominanti, non hanno rispetto per gli altri esseri viventi e li considerano a loro mero utilizzo, proprio come fanno come i nostri amici maiali, agnelli e polli, o le nostre amiche mucche. Adesso però pensano che uccidendo anche noi rispettano l’ecosistema" Giggina ancora più preoccupata e stupita chiese: "Come posso liberarti e fuggire da questo posto?" La grilla prigioniera rispose: "Per me e le mie compagne non c’è più una via di scampo, ma se riesci a nasconderti e trovare anche un piccolo buco per ritornare all’aria aperta cerca di fuggire, e avvisa il nostro mondo di quello che ci sta capitando"

Giggina e i suoi fratelli la salutarono sconsolati e saltarono via. Si intrufolarono in una altro locale dove su un vassoio metallico c’erano i corpi congelati di migliaia grilli, il terrore era sempre più intenso, videro degli uomini con un camice bianco trasportarli in un forno per essiccarli, li seguirono di nascosto e li videro gettare i grilli in una strana macchina da cui usciva una polvere marroncina. Inorridirono! I loro compagni erano stati triturati ed rinchiusi in pacchi...quello che aveva raccontato la grilla prigioniera ora era tutto sotto i loro occhi.

Ricordarono la giornata passata in compagnia degli amici insetti, di quello che l’ape aveva raccontato loro sul polline di cui si ricoprivano le zampette passando da corolla a corolla contribuendo alla crescita dei fiori e dei frutti. Pensarono alle giornate passate nei campi di grano dalle ondeggianti alte spighe, dove dei rossi papaveri crescevano attirando gli insetti impollinatori, a quando saltavano nei campi ricoperti da verdi piante cariche di baccelli dai vari colori, assaporando i verdi piselli, i dorati ceci, i bianchi fagioli. Per i piccoli grilli era incomprensibile il comportamento degli umani, si chiedevano per quale motivo non potevano nutrirsi di quei meravigliosi frutti e preferivano uccidere milioni di piccoli e indifesi insetti.

Sentirono un rumore di passi e si nascosero, osservarono l’umano che si toglieva il camice e indossava un altro abito. Decisero di seguirlo. L’umano attraversò un lungo corridoio e arrivato ad una porta metallica la spinse per uscire, i fratellini speranzosi decisero che quella sarebbe stata l’unica possibilità di tornare liberi. Velocemente arrivarono ai piedi dell’uomo e si nascosero nel risvolto dei pantaloni. Per fortuna l’uomo non si accorse dei piccoli clandestini e raggiunse l’uscita. Il sole splendeva riscaldando l’aria, i piccoli animaletti si sentirono subito rinvigoriti grazie al suo calore. Si guardarono intorno ma non riconoscevano il luogo. Guidati dall’istinto, con dei lunghi salti si allontanarono dal quel luogo di tortura e morte.

Lungo il tragitto passarono attraverso dei campi di grano con i chicchi ormai maturi, dove decisero di nutrirsi visto che ormai era tanto che non mangiavano. Mentre si cibavano sentirono un rumore sempre più forte che si avvicinava, e videro una enorme macchina che falciava il grano. Fortunatamente scapparono via appena in tempo!

Grio dispiaciuto di non poter mangiare sbottò: "Ma questi umani sono strani, ci uccidono per fare di noi una farina, ma raccolgono il grano che cresce solo grazie al sole, alla terra, al vento, all’acqua e agli insetti impollinatori. Senza nessun spreco. Anzi guardate che bel colore, la fabbrica invece è tetra e brutta e soprattutto puzza, mentre il grano profuma anche quando viene tagliato" Giggina gli rispose: "Forse non tutti gli umani sono cattivi, forse ci sono anche quelli a cui piace stare nei campi, e respirare l’aria pulita"

Di salto in salto si ritrovarono in un frutteto, i rami erano adornati da piccoli e bianchi fiori che emanavano un delizioso aroma che li attirò, alzando lo sguardo videro una figura amica.

Giuggiolone esclamo contento: "Guardate è la nostra amica ape!" Subito rincuorati la chiamarono in coro: "Amica ape sei tu? Vieni, aiutaci dobbiamo tornare a casa ed avvertire del pericolo imminente" L’ape si avvicinò: "Di quale pericolo parlate?" Giggina rispose: "Siamo stati catturati dagli umani per essere trasformati in farina proteica, ma siamo scappati e vogliamo avvisare tutti i nostri amici insetti" L’ape meravigliata disse: "Certo, vi guiderò verso il vostro prato e spargerò la voce a tutti"

Durante il tragitto incontrarono un verde sciame di cavallette zillanti che volavano riunendosi in un corpo unico. Giggina sempre curiosa chiese: "Dove andate così velocemente?" La cavalletta che guidava lo sciame rispose: "Ci stiamo organizzando per combattere gli umani, ci vogliono trasformare in farina proteica" Giggina stupita replicò: "Come? Anche a voi fanno quello che stanno facendo a noi grilli?!" La cavalletta sorpresa disse: "Certo! Anche con voi grilli che siete sempre stati considerati dei portafortuna?! Mentre di noi hanno sempre avuto paura: pensano che distruggiamo i loro raccolti. Ma noi siamo innocue e non creiamo alcun danno" Giuggiolone pensando ad una possibile soluzione disse: "Perché non ci uniamo, noi insetti siamo numerosissimi e proviamo a convincere gli umani che sbagliano?" I capo cavalletta mosse veloce le lunghe antenne: "Il tuo intento è ammirevole, ma non credo che ci ascolteranno, gli umani pensano solo a sfruttarci"

Cosa potevano fare dei piccoli insetti? Come potevano contrastare il potere degli esseri umani che certo non li avrebbero ascoltati e compresi? Insieme cercarono una possibile soluzione, ognuno propose una possibile strategia: attaccare tutti insieme la fabbrica, ma con quale risultato visto che era inespugnabile? Colpire gli umani che lavoravano nella fabbrica quando uscivano all’aperto, ma sicuramente li avrebbero sostituiti e la produzione non si sarebbe fermata. Alla fine erano tutti scoraggiati, e pensarono che ormai non potevano fare nulla per contrastare quell’insano sterminio della loro specie. Giuggiolone però non ne era convinto, così, come sempre quando era triste e sfiduciato, iniziò a fregare le piccole ali. Un ammaliante cri-cri si diffuse e vibrò nell’aria, trasportato dal vento il suono arrivò lontano sino a raggiungere dei bambini che stavano giocando sul prato. Il suono era così melodioso che una sensazione di quiete li pervase, si adagiarono sul prato verde e morbido che li cullò trasportandoli nel mondo dei sogni.

In questo mondo onirico tutto era possibile anche riuscire a percepire il dolore e la richiesta di aiuto di una specie così diversa da loro, il grido accorato di Giuggiolone venne così percepito:

Noi siamo le creature del Dio dell’Amore siamo necessarie e indispensabili per l’equilibrio e la salute dell’ecosistema. Il Dio del potere mente inganna crea false necessità per alimentare la sua sete di dominio del mondo il controllo assoluto di tutto dal filo d’erba del campo a quello delle menti distrugge la bontà distrugge la condivisione distrugge i doni del vero Dio. Noi siamo creature indifese aiutateci a sconfiggere l’insano utilizzo dei nostri corpi aiutateci a distruggere le fabbriche della morte.

Quando i bambini riaprono gli occhi si ritrovano stupiti e frastornati nel campo verde, i loro volti venivano accarezzati e rinfrescati dall’erba bagnata dalla rugiada del mattino, un senso di pace avvolgeva il loro corpo come se una luce calda e luminosa li proteggesse, una strana sensazione si era risvegliata nel loro cuore e nella mente, una conoscenza atavica che era sempre presente ma purtroppo andata perduta nel tempo.

Corsero a casa consci del compito a cui erano destinati: essere i portavoce della Madre Natura e diventare i difensori di tutti gli esseri viventi, dai più grandi ai più piccoli senza nessuna differenza di specie, e far sì che anche i piccoli insetti venissero rispettati. Avevano compreso che senza di loro l’ecosistema sarebbe stato distrutto e che solo con l’armonia, il rispetto e la condivisione con tutti si può vivere su questo pianeta azzurro meraviglioso. L’uomo se vuole veramente difendere ecosistema deve abbandonare la folle idea di utilizzare gli insetti per produrre farine proteiche, trasformando quello che la natura aveva creato per altri scopi.

Intanto i fratellini con il cuoricino sollevato dall’angoscia riuscirono a ritrovare la via di casa, sul prato immersi nel verde videro muoversi dei piccoli corpi lucenti, riconobbero i loro genitori e con dei lunghi salti li aggiunsero. Si abbracciarono commossi e felici, raccontarono ciò che la malvagità dell’uomo stava perpetrando e di come fossero riusciti a scappare e a comunicare con i piccoli umani. La speranza si diffuse nel loro mondo, rassicurati dal fatto che i figli degli umani avrebbero trasmesso la consapevolezza del falso cibo ecologico, facendo così distruggere le fabbriche della morte.

Arrivò un nuovo giorno e il sole illuminò il verde prato costellato dalle tracce degli umani che avevano rapito i piccoli esseri che vi abitavano, tutto il popolo dei grilli si riunì sul luogo dell’eccidio e condivisero insieme la strategia. Al calar del sole unirono poi i loro canti per comunicare a tutti i bambini la loro condizione, aumentando così la consapevolezza dell’importanza del loro ruolo per il futuro dell’equilibrio del pianeta terra.

Queste le parole che con le vibrazioni sonore emisero all’unisono:

Il Dio del potere distrugge tutto ciò che è bello, naturale, spontaneo donato dal Dio dell’Amore. L’uomo è vorace la sete di potere infinita e senza limiti vuole dominare il creato vuole trasformare in artificiale tutto ciò che il Dio dell’Amore ha fatto crescere spontaneamente senza sprechi. Lottiamo uniti contro il male oscuro lottiamo per la difesa di tutti gli esseri viventi dal più piccolo al più grande riportiamo l’armonia e l’amore nel mondo.

Così i grilli con questa speranza nel cuore continuarono la loro vita allietando gli umani nelle calde serate estive con il loro melodioso canto e con la certezza di avere accanto degli alleati che li avrebbero aiutati.

Di Patrizia Pisino per ComeDonChisciotte.org

Per ulteriori informazioni:

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2023/12/29/302/sg/pdf:

https://www.pieronuciari.it/wp/la-farina-di-grillo-entra-ufficialmente-negli-alimenti-italiani/

Commenti (19)

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Mostra commenti 19 caricati
    1. Arthur 15 gennaio 2024

      La madre terra non esiste.
      È un concetto pagano molto caro a certe élites che hanno i progetti distopici.

      Per quanto riguarda i grilli e gli insetti, ok, in una fiaba possono far tenerezza, ma nella realtà fanno schifo, da sempre.

      Qualcuno mangerà la farina di insetti?
      E chissenefrega, che mangiassero quello che gli pare.
      Del resto, sono sicuro che saranno più o meno gli stessi che si sono bucati 4 o 5 volte, e probabilmente tutti i lobotomizzati che credono a certe narrazioni su clima, CO2 o i balordi che imbrattano monumenti e opere d'arte, e naturalmente wokisti, arcobalenisti, etc.
      Tutta gente che vuole salvare la madre terra.
      Mangino pure.

      Ormai è evidente che la nuova sinistra neo-marxista arcobalenista, wokista, transumana e green, costituisce una religione con milioni di adepti.
      E ogni religione ha i propri sacerdoti.
      Se i loro esperti di riferimento gli diranno di mangiare, lo faranno poiché si fidano della scienzah.

      E se in futuro qualcuno gli dirà che per salvare la madre terra bisogna limitarsi ad assumere 250 calorie al giorno e bere pochissima acqua, state certi che ci saranno molti adepti a farlo.
      E schiatteranno tutti nel giro di due settimane.

    2. absitiniuriaverbis 16 gennaio 2024

      Demetra (“Madre terra” o “Madre dispensatrice”), sorella di Zeus, nella mitologia greca era la dea del grano e dell'agricoltura, nutrice della gioventù e della terra verde, artefice del ciclo delle stagioni, della vita e della morte, protettrice del matrimonio e delle leggi sacre.

      Perché leghi il concetto alle elites con progetti distopici? Su quali basi?

      Sarà anche un concetto pagano tuttavia considera dove i concetti non pagani ci hanno condotto.

    3. Nonso 16 gennaio 2024

      Ispirato stamattina

    1. Cleon XIII 15 gennaio 2024

      Bella favola. Ma favola, non verità.
      Non me ne frega assolutamente nulla dei grilli congelati e trasformati in farina e se aspettiamo che "tutti gli insetti" si uniscano per fermare le multinazionali che gestiscono la "transizione alimentare" stiamo freschi. Abbiamo solo 3 armi in mano: 1) non comprare il prodotto 2) votare per le forze politiche che lavorano per impedire che negli alimenti vengano mescolati componenti indesiderati 3) denunciare i partiti e i singoli politici che intrallazzano con le multinazionali per somministrarci alimenti che non intendiamo consumare.

      Se saremo in numero sufficiente, vinceremo, altrimenti se la maggioranza sarà così curiosa di assaporare i nuovi alimenti da consumarli in massa, avremo perso.
      E pazienza, a mangiar grilli non è mai morto nessuno. A mangiar farina di grillo, però, non so...

    1. Luca VFR 14 gennaio 2024

      Per sedare la rivolta dei grilli basta il DDT.

    1. natascia 14 gennaio 2024

      Tra le altre nobili cose che questa favola ci insegna, vi è l’abbondanza e la gratuità dei frutti della natura. La verdura, ma soprattutto la frutta sono una solida base dell’alimentazione animale e umana presenti in natura.La cultura atavica, da cui deriva il mito dell’Eden, dovrebbe continuare ad insegnare a curare in ogni luogo comune, alberi e piante che producano frutti commestibili. La nostra società a latitudini temperate sarebbe in grado di costruire e gestire abitazioni autosufficienti per acque ed energia sugli alberi senza alcun problema. Inutili replicazioni di sovrastrutture ci stanno seppellendo in sarcofagi che ormai ci siamo abituati a chiamare case. Vari livelli di vita sono possibili per noi umani. La rete dovrebbe servire solo per il naturale e gratuito aiuto, per la vera diffusione del sapere e non per la manipolazione a inutile vantaggio di enti disumani. Essere positivi appartiene alla nostra essenza umana, non scordiamolo.

    1. Dico no 14 gennaio 2024

      Patrizia, devi essere vegana :)

      Simpatica favola!

    2. Dico no 14 gennaio 2024

      PS: che le api concedano anche solo una goccia del loro miele spontaneamente, devo dire che non esiste. Non lo fanno mica per noi

    3. uomospeciale 14 gennaio 2024

      Come dice il mio commercialista:

      "Dovranno pur pagare un congruo affitto per l'utilizzo dell'arnia no?😉 "

    4. Dico no 14 gennaio 2024

      Sempre il solito schemino.

      Arriva l'acaro infame, e ti inventi l'arnia.
      Per salvarle e salvarti.

      Poi avveleni le acque di un territorio, inaridisci il suolo, impoverisci la biodiversità, monocolture, deforesti, costruisci autostrade, zone industriali e urbanizzazione violenta. Non so, Milano, Pianura Padana. A quel punto le povere api non solo hanno un acaro dal quale non hanno ancora imparato a difendersi da sole (non c'è stato il tempo materiale di adattamento, è arrivato su navi umane), ma non hanno nemmeno un territorio favorevole alla loro sopravvivenza, manco la speranza di raggiungerlo, data la vastità del disastro.
      Per cui le devi portare in giro.

      Ti sei inventato le arnie, ed ora cominci a chiedere un congruo affitto (solo all'ape mellifera, gli altri impollinatori possono schiattare).
      Produzione massimizzata, anche attraverso tecniche di controllo, per rivendere quanto più miele e pagarti il nomadismo su gomma, prendendo l'autostrada. Indebolisci la specie, che non riuscirà mai più a sopravvivere se non in allevamento, ma al contempo se non lo fai la condanni all'estinzione.

      PS: per riscuotere il canone, resta il fatto che ti conviene usare le giuste accortezze, uno sciame può anche uccidere per difenderlo.

    1. Nonso 14 gennaio 2024

      Penso ai genitori di Chihiro de La Città Incantata (Miyazaki)

    1. absitiniuriaverbis 14 gennaio 2024

      Rispetto per MadreTerra che ci nutre e non solo di cibo.
      Questo aspetto richiederebbe di considerare ogni passo che compiamo in Terra un ringraziamento dal profondo. Se avessi fede, il ringraziamento sarebbe una preghiera di quelle che parlano solo d'amore.

      Per nutrirci abbiamo a disposizione di tutto e di più e questo implica sacrificare animali e vegetali ed insetti ed oltre e ci sono esempi ancora attuali in altre popolazioni di minestre di terra, come in Cina, di scorze d'alberi, di bachi, scorpioni, scarafaggi, topi, scimmie, conigli, polli, tartarughe, cavallette, coccodrilli. canguri, maiali gatti,... pipistrelli. Ho letto che in Korea del sud dal 2026 hanno bandito la carne di cane, per dire.
      Gli ortaggi ed i frutti sembra non facciano testo e nessuno si commuove perché non si spostano e non si lamentano. Insomma, il nostro nutrimento implica il consumo di altre forme di vita.

      Il punto in merito alla situazione attuale non è inerente il consumo o no di insetti, è inerente piuttosto alla volontà di consacrare una ulteriore multinazionale a tutore universale dell'alimentazione dei sudditi.

      E, come sempre accade, anche in natura, chi non riuscirà o non vorrà adattarsi sarà destinato all'estinzione.
      Sic et simpliciter.

    1. IlContadino 14 gennaio 2024

      Queste vacanze natalizie le abbiamo trascorse all'estero, un po' a malincuore abbiamo disertato il pranzo di Natale, quello che raduna tutti i parenti.
      Dato che non mangiamo animali di solito il pranzo è praticamente vegetariano, unico menù per tutti, mia mamma non si sbatte a preparare due pranzi differenti, ormai è diventata tradizione.
      Quando ho rivisto mia mamma, al rientro dalle vacanze, le ho detto scherzando:"Quest'anno ti sarai sbizzarrita a preparare il pranzo a colpi di bestie morte". "Ma no, ho fatto solo il coniglio!" Mi ha risposto.
      Mi sono fatto dire il menù.
      Antipasto di affettati (maiale), tagliatelle al ragù (vitello), polpette in salsa di pomodoro (manzo), coniglio al forno (bruciacchiato ndr).
      La morale è che non solo mangiamo animali, ma spesso e volentieri nemmeno ce ne rendiamo conto.
      Infatti poi arriva il coso19 che si divora in un sol boccone tutta la geopolitica e noi non ce ne rendiamo conto, pensiamo che sia ancora lì.
      Buon anno a tutti.

    2. ducadiGrumello 14 gennaio 2024

      ciao Conta ben tornato. Mi hai ricordato quella vecchia puntata dei Simpson col vecchio divo dei film western ormai alcolizzato che decide di ripulirsi e pronuncia l'immortale frase "da domani basta alcool, solo birra"

    3. XaMAS 20 gennaio 2024

      il leone mangia la gazzella
      il gatto mangia il topo
      il serpente mangia gli uccellini dentro al nido
      pure loro dovrebbero mangiare solo frutta e verdura o loro sono esentati?
      No, la colpa e' nostra e dobbiamo sentirci colpevoli
      Sa che io non vedo nessuna differenza tra un vaccinato e un no vax ed un vegetariano ed un onnivoro?
      In entrambi i casi i secondi fanno quello che vogliono e non obbligano nessuno a fare quello che fanno loro, i primi invece scherniscono o pretendono che gli altri facciano quello che fanno loro.
      L'uomo e' onnivoro e quindi puo' mangiare di tutto, a differenza per esempio del gatto di casa che e' carnivoro e invece gli si da' di tutto.
      Per me se uno si vuole vaccinare e' libero di farlo, se vuole mangiare solo verdura e frutta e' libero di farlo, ma se io non im vaccino e non mangio "animali morti" nessuno mi deve rompere le palle, e' un mio diritto e non e' colpa mia se qualcuno o l'evoluzione ha messo l'uomo al vertice della piramide alimentare, quando torneranno i dinosauri e scenderemo di un gradino me ne faro' una ragione oppure li invitero' a diventare vegetariani...

      ps: le piante sono esseri viventi visto che nascono crescono muoiono, quindi quando lei mangia la cicoria mangia "verdura morta" ?

    4. IlContadino 20 gennaio 2024

      XaMAS, devo averti fatto girare le zizzole in qualche modo.
      Io e te siamo in grande sintonia, credimi.
      La vedo come la vedi tu: che ognuno facesse come meglio crede, non sono certo io in condizione di giudicare chicchessia.
      A differenza tua non credo che l'uomo sia onnivoro, cioè, non nel senso in cui lo intendiamo comunemente, ma questo è un discorso lungo e complesso, impossibile dipanarlo in questa sede.
      Nel mio commento su in alto volevo far notare, tra le righe, che ci pigliano per il sedere, ci raccontano frottole e noi non ce ne accorgiamo, siamo distratti, stessa distrazione che abbiamo nei confronti del cibo, ho unito le due cose.
      L'educazione alimentare, così come quella "mediatica", ci è stata imposta, credo sia cosa saggia metterle entrambe in discussione.
      PS vero che i vegetariani scherniscono e pretendono che gli onnivori facciano come loro, ma è anche vero che capita più spesso il contrario

    1. XaMAS 14 gennaio 2024

      sulle cavallette che non distruggono, il mio piccolo orticello avrebbe qualcosa da ridire...

    1. Ismaele386 14 gennaio 2024

      Bella favola!
      Solo un unico appunto: la 3^ persona plurale del passato remoto di "emettere" non è "emetterono", ma "emisero".

    2. Redazione CDC 14 gennaio 2024

      Grazie della segnalazione, correzione effettuata.

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