LA RELIGIONE NEL PROSSIMO FUTURO: FRA SPIRITUALITA’ E POTERE

LA RELIGIONE NEL PROSSIMO FUTURO: FRA SPIRITUALITA’ E POTERE

Di Tiziano Tanari per ComeDonChisciotte.org

Siamo in tempi estremamente complessi in cui il mondo è diventato come un enorme condominio dove siamo tutti interconnessi. Nell’ultimo secolo sono avvenute trasformazioni epocali: dai mezzi di trasporto che, in poche ore, permettono di recarci da un continente all’altro, agli strumenti di comunicazione e media che ti raccontano, in tempo reale, tutto quello che succede in ogni angolo del pianeta. Questi meccanismi ci calano in una dimensione infinitamente più ampia e ci rendono partecipi della realtà in cui si muove l’intera umanità. Economia e geopolitica hanno completato l’opera di “fusione” della vita dei Popoli di tutto il mondo.

Il nostro tentativo, nel presente articolo, sarà quello di analizzare le componenti, anche e soprattutto dal punto di vista sociale e antropologico, che stanno delineando la globalizzazione in atto, un processo inarrestabile che necessita improrogabilmente di una nuova “governance” che ne favorisca l’evoluzione e lo sviluppo in termini positivi per la vita dei suoi abitanti, perché è bene sottolineare che l’unico interesse e dovere supremo che tutti dovremmo perseguire è quello relativo al benessere, al rispetto e alla dignità della persona umana.

I temi che determinano, in modo primario, le linee costitutive del processo globalizzante potremmo riassumerle in tre ambiti principali, in ordine decrescente per il loro impatto sulla società: economico, politico, etico. E’ facilmente comprensibile come, per la sua pervasività, l’interesse economico rappresenti il primo motore delle relazioni, sia nazionali che internazionali. Il modello economico liberista, che si è imposto in modo totalizzante negli ultimi decenni, dagli anni ’80 in poi, ha modificato pesantemente l’assetto globale con una poco edificante ricaduta su economia, politica e rapporti sociali. Il dogma liberista della competizione ha creato una nuova forma mentis che cambia il rapporto relazionale fra i soggetti di una comunità, dove l’altro diventa una controparte, un avversario da superare. All’idea di cooperazione e solidarietà, si sostituisce il mantra della competitività che porta inevitabilmente al conflitto, a una lotta continua dove a vincere è sempre il più forte. Un’economia globalizzata, praticamente senza regole, ha creato un universo di oligopoli governati da un settore finanziario onnipotente e transnazionale, al disopra dei governi e degli Stati, e che utilizza la sua immensa forza solo ed esclusivamente nell’interesse dei suoi “figli e figliastri”, infischiandosene bellamente dei diritti e dei bisogni della gente comune. La massimizzazione del profitto, il potere e il successo sono gli unici obiettivi di questo mondo alienato e disumanizzato della finanza.

Le istituzioni internazionali, ostaggio delle grandi multinazionali che le finanziano, non rappresentano la benchè minima garanzia di tutela per le popolazioni del pianeta. Basta citare solo alcune delle loro sigle, OMS, ONU, FMI, ecc., perchè ci ritorni alla mente il loro vero ruolo, null’altro che l’espressione di un servilismo pressochè totale nei confronti dei potentati finanziari apolidi e sovrannazionali.

La politica stessa dei governi nazionali, ad oggi, è quasi completamente sotto il controllo degli stessi poteri; con l’ormai famoso meccanismo delle “porte girevoli”, il mondo finanziario riesce a inserire nei posti di governo i propri uomini, servi obbedienti privi di qualsiasi principio etico, così come, in modo tentacolare, riesce ad alimentare l’infinita pletora di corruttele, a tutti i livelli, della piramide istituzionale che parte dai vertici e si ramifica in modo capillare fino ai ruoli più bassi; ne sono praticamente coinvolti soggetti di tutte le categorie. Difficile normalizzare un sistema politico in modo da renderlo più giusto e trasparente senza cambiarne la struttura di fondo creando, al contempo, un senso di responsabilità diffuso senza il quale nessun meccanismo politico o burocratico può funzionare in modo ottimale. Responsabilità ed etica andrebbero perseguite tramite solidi modelli sociali e culturali che oggi, grazie anche al neoliberismo, si dimostrano sostanzialmente inadeguati a sviluppare in modo civile la moderna società umana. L’assenza sostanziale di una morale e, quando presenti, valori e tradizioni religiose caratterizzate da forti differenze, spesso in contrapposizione fra loro, rendono quasi impossibile una visione etica comune. Per comprendere la natura di questo vuoto esistenziale dobbiamo rivolgerci con spirito critico verso le religioni e il concetto stesso di religione come espressione del sacro, della verità assoluta, del volere divino che, in realtà, ci viene imposto da uomini che si arrogano il ruolo di detentori di una verità costruita nel tempo su prove incerte, non dimostrabili e di molteplici e dubbie interpretazioni. Le grandi culture monoteistiche propongono, da secoli, norme e leggi che dovrebbero essere espressione del volere di Dio ma si dimostrano incapaci di rappresentare un modello etico, veramente funzionale allo sviluppo di individui e comunità virtuose. Con esse nasce e si consolida il concetto di dogma: la parola di Dio non si discute e chi la divulga acquisisce il diritto di obbedienza cieca da parte del popolo. E’ grazie a questo messaggio che, nella storia, la religione è diventata uno dei più forti strumenti di potere con la volontà di soffocare qualsiasi forma di dissenso stigmatizzandolo, soprattutto nei secoli passati, come eresia.

Il problema è che ogni religione ha le sue verità, i suoi riti, i suoi valori che creano, di fatto, barriere insormontabili che non permettono una pacifica e rispettosa convivenza tra le differenti civiltà. Il Dio unico si sarebbe manifestato in diverse realtà tutte in contrapposizione fra loro: questo è il grande paradosso della storia, ed è proprio questo che annulla, secondo il principio di contraddizione, tutte le teorie dogmatiche che rimangono, di fatto, indimostrabili.

L’ eventuale rapporto con una Realtà Trascendente non può che svilupparsi in ambito spirituale, di percezione, di sentimento; è il sentimento che ci spinge ad agire ed è lì che dovrebbe manifestarsi l’energia vitale che plasma il nostro essere, bisogna riuscire ad accoglierla ed entrare in sintonia con la sua vera natura.

Le religioni, oggi, inculcano il senso di colpa, ci opprimono sotto la nostra condizione di esseri limitati, di peccatori, di infedeli, di non eletti o non predestinati. Le religioni incutono terrore e paura verso un Dio vendicativo e giudice impietoso delle nostre colpe e questo opprime il nostro spirito interiore in una cappa di sofferenza e alienazione, quando non di palese rifiuto e/o indifferenza. Tutto ciò, oltre ad offendere la dignità degli esseri umani, creati dalla natura imperfetti e quindi non pienamente responsabili della loro condizione, offendono l’immagine di un Dio definito da tutte le religioni “Clemente e Misericordioso” e “infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa”. E per fortuna!!! Anche qui ci troviamo davanti ad un altro paradosso, offensivo per la logica della ragione e del buonsenso: un Dio dell’amore che manda punizioni eterne a chi non rispetta la sua legge. Questa concetto è inaccettabile e illogico, soprattutto perché non ci è dato sapere, con certezza, quale sia quella giusta.

Forse, è questo “caos etico” che ha impedito all’umanità di evolversi oltre un livello poco più che primitivo. Questo terrorismo religioso ha creato terreno fertile per fondamentalismi che hanno comportato livelli di alienazione inimmaginabili; un esempio su tutti è rappresentato dal terribile genocidio che coinvolge la Palestina per mano del “popolo eletto” (ma eletto da chi?). Per non parlare delle crociate, dell’inquisizione, del genocidio dei Popoli del Sud America per opera dei conquistadores cristiani. È cronaca di questi giorni la persecuzione delle comunità cristiane in Nigeria ad opera di fondamentalisti islamici. Purtroppo, dobbiamo riconoscere che le religioni, nella storia, hanno sempre diviso la comunità umana quando avrebbero dovuto favorire l’opposto: unire tutti nella ricerca di un Dio comune che, come giustamente viene espresso nel Vangelo di Giovanni, “nessuno ha mai visto” e quindi......!!

Forse, e molto probabilmente, la storia delle religioni si è costruita sul loro uso come strumento di potere. Questo non ha permesso di curare, anzi, ha letteralmente soffocato il naturale sviluppo di una spiritualità, il cui germe è in ognuno di noi, ed è assolutamente indispensabile che fiorisca per una reale evoluzione etica dell’essere umano. Se Dio esiste, noi possiamo comunicare o entrare in contatto con la sua energia vitale e vivificante solo attraverso una dimensione spirituale. In questo rapporto dinamico fra Dio e Creatura, troviamo un meraviglioso riferimento nei Vangeli dove, al contrario del terrorismo delle religioni, viene proposto un percorso di apertura e di avvicinamento al Trascendente che appare particolarmente attraente e rappresenta, a parere di chi scrive, l’unico percorso sperimentabile, in questa vita, che possa darle un senso e una sua sacralità.

Per orientarci in questo cammino esperienziale ci aiuta l’esegesi moderna facendoci comprendere il senso del messaggio evangelico, espressione del bene più profondo e totalizzante, un messaggio di vero e insuperabile amore. Alcuni concetti, fra i più significativi, ci comunicano che l’amore di Dio non va meritato, ma solo accolto, in quanto Dio è “l’amore che crea”, incondizionato, perfetto, eterno, qualunque sia la condizione della sua creatura. Dio non è attratto dai nostri meriti, ma dai nostri bisogni; un buon Padre sarà sicuramente più vicino al figlio bisognoso di aiuto che al figlio perfetto; la parabola del Figliuol prodigo ce lo ricorda in modo magistrale. Il suo amore non deve essere meritato ma solo accolto perché è sempre e incondizionatamente disponibile. Se Dio smettesse, anche solo per un momento di amarci, non sarebbe più il Dio dell’amore né della Creazione.

Non sappiamo se la bellezza infinita di questo messaggio sia reale o no, sicuramente possiamo ritenere che non esiste una proposta di un Dio più affascinante e amabile di questa, imparagonabile agli altri “dei” terrificanti della Bibbia, dove il “dio degli eserciti” manifesta tutta la sua violenza e il suo terrore rendendo la sua figura assolutamente inconciliabile con il Dio di Amore del Nuovo Testamento.

Solo questa presa di coscienza ci può orientare verso una nuova forma di civiltà dove il bene della persona, senza nessuna distinzione, venga prima di ogni altro ideale, poiché il bene del singolo è il bene della comunità; chiunque non si conforma a questo ideale supremo, può essere considerato un nemico dell’umanità.

Anche in questa proposta etica, i Vangeli ci raccontano che, per entrare in sintonia con Dio, bisogna manifestare la sua stessa natura di bene verso gli altri; questo ci permetterebbe di “entrare nella stessa sostanza del Padre” che è Amore e che ci conduce verso la “sua” Condizione Divina, ovvero l’essenza stessa della Vita Eterna. Proposta meravigliosa, di una bellezza ineguagliabile, che, se fosse vera, trascinerebbe la persona verso un processo esistenziale virtuoso e assolutamente appagante; i Santi ne rappresentano, forse, una possibile testimonianza. L’etica, per avere la forza di incidere, deve avere una sua energia vitale capace di agire sull’essere umano; questo implica che a monte ci sia una sorgente che la crea e che in molti chiamano Logos. A un Dio del Bene non c’è alternativa, rimane la logica utilitaristica, egoistica, settaria e, quindi, egoica che non permette nessun tipo di comunione, condivisione, fratellanza. Rimane solo l’interesse personale con il desiderio unico di migliorare materialmente e soddisfare il più possibile la propria insignificante vita che ha un inizio, un breve attimo di consapevolezza, e poi la morte. Il nulla prima e dopo e, in mezzo, la necessità di superare la sofferenza, il dolore e la solitudine, la moneta più comune di questa strana esistenza. Quale attrattiva può avere una vita così concepita; che tipo di senso gli si può attribuire? Non rimane da sperimentare che l’ipotesi di Dio, ma un Dio che dia valore alla nostra esistenza, un Dio da scoprire ma, soprattutto, che si faccia scoprire. E’ per questo che solo attraverso la spiritualità, forse, possiamo entrare in un rapporto empatico e vivificante con un ipotetico Dio, e non può che essere un rapporto d’amore dove l’Umanità intera, come un unico corpo, deve avere la possibilità di accedervi e di entrarvi in sintonia. L’etica non può esistere senza Dio, avrebbe una natura necessariamente relativista, priva di un’energia propria. Ma i valori etici del bene, dell’amore e dell’altruismo esistono e dovrebbero rappresentare proprio la manifestazione di quel Principio Ordinatore che solo una Mente Divina avrebbe potuto concepire. “Dio nessuno l’ha mai visto”, ci ricorda Giovani nel suo Vangelo, quindi l’unica possibilità di percepire la sua presenza sarebbe tramite quei segni di bene, anche e soprattutto interiori, che possono essere la più evidente manifestazione del suo amore. Il resto è barbarie, crudeltà, violenza, conflitto, non senso; la natura di tutto ciò non si può attribuire al “male”, ma più realisticamente, alla “follia” perché nel male non c’è nulla di logico, né di conveniente.

In questo tentativo di riprendere le redini dell’evoluzione dobbiamo ripensare alla nostra formazione, alla nostra educazione, fin da piccoli; è in quel periodo della vita, infatti, che si creano le basi di una personalità orientata al bene e alla giustizia e anche in questo, istituzioni pubbliche e istituzioni religiose avrebbero un ruolo determinante che però necessita di un radicale cambiamento di rotta verso quell’etica universale senza la quale non si può sperare in una futura società civile. Il nostro mondo è ancora ad un livello primordiale dove non si ha nessuna consapevolezza del vivere ma ci si lascia trasportare da modelli e tradizioni consolidate nei secoli, senza una vera presa di coscienza da parte dell’uomo di come si debba affrontare la propria esistenza.

Nella storia abbiamo sempre visto il potere di pochi condizionare e opprimere le masse, impedendogli di crescere e togliendo loro ogni possibilità di comprensione razionale della realtà, rendendole così incapaci di reagire o privandole, addirittura, degli stimoli necessari per farlo: lo schiavo perfetto è quello che non sa di esserlo e subisce la sua prigionia, fisica e mentale, come una situazione normale e naturale. Nella nostra epoca, con i potenti mezzi messi a disposizione della tecnologia, attraverso media e istituzioni asservite al potere corruttore, siamo arrivati a subire livelli di alienazione inimmaginabili fino a pochi decenni fa. I condizionamenti di massa stanno creando effetti coercitivi, anche e soprattutto nelle nuove generazioni, in quanto nate e cresciute nell’era della digitalizzazione, del virtuale, meccanismi che allontanano sempre di più da quella dimensione “analogica” e relazionale che dovrebbe essere la prerogativa caratterizzante della nostra natura di essere umani.

Per diventare padroni della nostra esistenza, dobbiamo superare questo preponderante avanzamento della scienza e della tecnologia (identità digitale, transumanesimo) che, se non governato da menti lucide, può portare all’autodistruzione della civiltà, così come noi la conosciamo. Questo salto quantico lo possiamo raggiungere solo elevando la nostra natura di umani a livelli superiori di sensibilità verso l’etica che, se supportata da possibili “forze spirituali”, ci può trasformare in “esseri di luce” capaci di operare e vivere il bene. In questa sfida dobbiamo essere supportati da istituzioni pubbliche e religiose che abbiano ben chiaro l’obiettivo, l’unico obiettivo della loro missione: “La piena realizzazione della persona umana”, come ci ricorda in modo superbo la nostra amata Costituzione.

Esiste però un modo per uscire da questa preistoria, da questa condizione umiliante di esseri inconsapevoli, vittime di condizionamenti indotti dalla parte corrotta dell’umanità, quella dei potenti: orientare le nostre scelte e la nostra vita in generale a ciò che è buono e giusto. E’ una proposta rivoluzionaria e con esiti incerti, ma non c’è alternativa: se vogliamo la “migliore” esistenza per noi, dobbiamo orientarci verso ciò che è bene, ciò che fa bene, a tutti; quando una cosa è buona e giusta, lo è per tutti. E’ necessario sperimentare un percorso governato dal principio supremo dell’armonia: qualsiasi cosa facciamo deve essere un bene anche per gli altri. Se questa regola aurea fosse reale, pensate a un mondo in cui, se tutti quelli con cui interagiamo, si adoperassero anche loro per il nostro bene; cosa potremmo desiderare di più? Un sogno incredibile che, se si avverasse, trasformerebbe il mondo in un paradiso in terra. Perché non provare.

PS: Diffidare di tutto ciò che ci divide, religioni incluse, perseguire e valorizzare tutto ciò che ci unisce.


10.11.2025

Commenti (26)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 26 caricati
    1. lazarovici 12 novembre 2025

      "La religione è quella cosa che impedisce ai poveri di ammazzare i ricchi". Napoleone aveva ragione, il paradiso e l'inferno, il Walalla, lo Janna eccetera eccetera, tutte balle per tener buoni gli schiavi. Siamo macchine, quando una macchina muore sbuffa un po', fa qualche rumore. Poi si spegne. E noi? Un tremito, un brivido. E poi la sorella del sonno.

    1. absitiniuriaverbis 12 novembre 2025

      La "sentenza" riassuntiva dell'articolo ricorda che ' tutto ciò che gli umani hanno inventato, inventano ed inventeranno, religione in primis , sarà utilizzato sempre e comunque per il controllo' non è evidentemente e sperabilmente una verità assoluta, ma un monito potentissimo. È la descrizione della tendenza dominante, del rischio più grande che corriamo come società.

      Ci ricorda che la neutralità della tecnologia è un'illusione. Ogni strumento porta in sé un'inclinazione, una propensione a essere usato in certi modi, e in una società strutturalmente diseguale, quella propensione sarà sfruttata dal potere costituito, parafrasando de Andrè.

      Il suo valore non sta nel predire un futuro inevitabile, ma nel metterci in guardia. Ci impone di essere vigili, critici e attivi. Ci chiede di lottare per un quadro etico e legale che guidi l'innovazione, di pretendere trasparenza dagli algoritmi, di educarci all'uso consapevole della tecnologia e di sostenere quelle invenzioni e quei movimenti che, al contrario, distribuiscono potere e aumentano l'autonomia e la libertà delle persone.

      In definitiva, la sentenza ci sfida a smentirla con le nostre azioni individuali, per ora, in attesa della massa critica.
      C'è da lavorare e non poco.

    1. absitiniuriaverbis 12 novembre 2025

      Commento ripetuto e quindi eliminato.

    1. sim 12 novembre 2025

      Che succede quando si spulciano citazioni qua e là dai testi sacri, ma manca una visione di insieme e una coerenza intrinseca?
      Succede che ci inventa la propria 'religione fai da te' che cerca di adattare Dio ai propri umani capricci, equivocando e distorcendo i testi sacri.
      Così l'uomo pieno di orgoglio e superbia si fa il proprio dio su misura, il suo comodo vitello d'oro, invitando pure altri ad adorarlo... senza curarsi dell'unico e vero Dio e attirandosi così (se persevera) il Suo giusto castigo.

    2. maghi 12 novembre 2025

      mah? Io penso che nello stato in cui sono ridotte tutte le religioni, ossia di enti dediti essenzialmente a interessi materialistici, l'unica strada a Dio sia personale e non certo comunitaria. Le mie esperienze comunitarie in ambito cattolico mi hanno sempre rivelato l'essenza interiore della superbia e della divisione, che sono caratteristiche sataniche, il che mi ha lasciato libero di costruirmi una mia religione, nella quale amare il Dio dei Vangeli senza farmi condizionare dal magistero distorto della chiesa e di tutte le religioni. Di fatto mi sento amato da Dio, come da Lui anticipato in Siracide 4, 12-22. Per questo mi sento sulla strada giusta, è una sensazione emozionale, che è supportata dal razionale, contro la quale i dubbi e le paure, fomentate dal maligno, si dissolvono come neve al sole. E' la stessa situazione degli apostoli con la Resurrezione, dopo la quale emozione e razionalità si sono fuse in una unione inscindibile, perchè quello che il loro cuore sentiva aveva avuto la prova della verità nel mondo reale. Solo in questo senso la possibilità di una comunità di santi può esistere, che può essere solo quella degli undici apostoli, perchè il cuore di Giuda non poteva supportare l'emozione di un Dio. E' quello che Dio dice in Siracide 4,12-22.Tutti hanno un cuore che può amare Dio, ma non tutti Lo mettono al primo posto nella scala degli amori. E nelle religioni mi pare, tra condizionamenti psichici e subliminali, sono troppo pochi quelli che mettono l'amore di Dio davanti a quello del prossimo. E' un fatto naturale, il prossimo puoi misurarlo, farci calcoli sopra, ma a Dio no. Siamo schiavi della natura e solo nei rari momenti di spiritualità superiamo i limiti naturali. Abbandonandoli del tutto, ci condanniamo alla materia e a una vita malvagia e materialista. Non è Dio che ci condanna, perchè lo facciamo da noi stessi.

    3. absitiniuriaverbis 12 novembre 2025

      E' un po' che non ci incrociavamo.
      Mia mancanza direi, sono piuttosto preso.
      Ho letto però con il mio solito interesse il tuo commento.
      Ti sarà ovvio che quanto commenti in generale sulla religione (che personalmente estendo a tutte le regioni che pretendono di possedere l'unica verità vera...) lo condivido.
      Non tocco il tuo sermone, lo scrivo in senso buono, perché parli di fede che considero una vocazione individuale secondo cui 'contento tu contenti tutti'.

      Mi lascia però perplesso la tua conclusione 'Non è Dio che ci condanna, perchè lo facciamo da noi stessi'.
      Un'estrema sintesi, e magari ne scriviamo più in dettaglio se ti va e quando ho tempo, ritengo che la sentenza possa essere criticata come:
      Teologicamente debole, perché riduce l'azione del tuo Dio.
      Psicologicamente pericolosa, perché può alimentare sensi di colpa patologici e minimizzare la sofferenza.
      Filosoficamente riduttiva, perché ignora la dimensione relazionale del bene e del male.
      Logicamente imperfetta, perché presenta una mezza verità come una verità totale.

      Mi appare quindi più come un'affermazione comoda per chi vuole un Dio "buonista a tutti i costi" e non giudicante, che come una riflessione solida sulla colpa, la responsabilità e la redenzione.

    4. maghi 12 novembre 2025

      Dio vorrebbe tutti i suoi figli con Lui in Paradiso, ma non tutti i suoi figli vogliono stare con lui nell'eternità. Come disse padre Amorth di un giovane, che non voleva essere esorcizzato, perchè stava bene con satana, tanti vogliono stare col demonio qui e nell'inferno in una sorta di patto faustiano. Dio accoglie più che volentieri i figli che vogliono stare con Lui, ma lo fa anche satana e Dio non può costringerli, da buon padre, a stare con Lui, ma lascia liberi di scegliere con chi stare. Anche Giuda, se si fosse pentito e avesse chiesto perdono come il figliuol prodigo, sarebbe stato perdonato, ma non lo fece, perchè per pentirsi e chiedere perdono, ci vuole umiltà. Beati i poveri in spirito (gli umili), perchè di essi è il Regno dei Cieli. Il versetto 22 del Siracide 4 è illuminante su questo: non è Dio che condanna all'inferno, ma solo abbandona il figlio e lo lascia al destino che lui ha scelto. Da questo versetto possiamo anche estrapolare che Dio lascia il libero arbitrio ai suoi figli.

    5. absitiniuriaverbis 12 novembre 2025

      Riprendo i punti che avevo visto ed entro in po' meglio nel merito:

      1. Critica Teologica e Filosofica

      · Deresponsabilizzazione di Dio: La frase, nel tentativo di esaltare la responsabilità umana, rischia di ridurre Dio a uno spettatore passivo o a un principio astratto e impotente. Se Dio è amore e giustizia infinita, come conciliare l'idea che Egli assista inerme all'auto-condanna della sua creatura? Svuota il concetto di Giudizio Finale di qualsiasi significato attivo da parte del Divino.
      · Una Divinità Declassata: Si crea l'immagine di un Dio che non giudica, ma neanche salva in modo efficace. La sua grazia, la sua redenzione, dove si collocano? La frase suggerisce che l'uomo sia l'unico artefice del proprio destino, relegando Dio a un mero testimone, un'idea più affine al deismo che al teismo cristiano o alle religioni abramitiche in generale.
      · Negazione della Misericordia: Il nucleo del messaggio cristiano è che, nonostante la nostra colpa, esiste una via di redenzione offerta da Dio. Questa sentenza sembra ignorare completamente il ruolo della Grazia, come se l'auto-condanna fosse uno stato definitivo e insuperabile senza un intervento esterno.

      2. Critica Psicologica ed Esistenziale

      · Colpevolizzazione Pervasiva: Invece di liberare, questa idea può portare a un senso di colpa paralizzante e senza via d'uscita. Se siamo noi i nostri carnefici, non c'è nessuno a cui appellarsi, nessun perdono da chiedere se non a noi stessi, il che è spesso impossibile per chi è intrappolato in sensi di colpa profondi. È una gabbia senza chiave.
      · Minimizzazione della Sofferenza Reale: La frase può essere usata (o percepita) come un modo per banalizzare le sofferenze umane. Dire a una persona depressa, oppressa o in grave difficoltà che "è lei che si condanna" è una forma di crudeltà psicologica e di vittimizzazione secondaria. Assomiglia a un "è colpa tua se stai male".
      · Una Trappola Narcisistica: Sposta tutto il peso dell'universo morale sull'io individuale. Questo non è empowerment, ma un fardello insopportabile. L'essere umano è relazionale; la salvezza, la condanna, il perdono, sono concetti che nascono in un rapporto (con Dio, con gli altri). Ridurre tutto a un monologo interiore è una visione impoverente e claustrofobica dell'esistenza.

      3. Critica Logica e Semantica

      · Una Verità Incompleta e Pertanto Falsa: La frase coglie una verità parziale (siamo responsabili delle nostre azioni) ma la eleva a verità assoluta, diventando fuorviante. È come dire "l'acqua bolle a 100°C" senza specificare "a livello del mare". Manca il contesto, la profondità, le eccezioni.
      · Gioco di Parole Pseudo-Profondo: Ha il tono di un aforisma da social media che sembra profondo a prima vista, ma che si sbriciola sotto un esame appena più attento. Usa un meccanismo retorico (l'opposizione tra condanna esterna e interna) per apparire illuminante, ma senza offrire una reale comprensione del complesso rapporto tra libertà umana, male e divinità.
      · Determinismo Capovolto: Se è solo l'uomo a condannarsi, allora la condanna è un destino ineluttabile per chi sbaglia? Non c'è possibilità di un perdono che venga da un Altro? Questo crea un determinismo altrettanto opprimente di quello calvinista, ma senza nemmeno la "consolazione" di un disegno divino.

    6. absitiniuriaverbis 13 novembre 2025

      Quoto il tuo finale (solo per mancanza di tempo e tralascio il resto): Dio lascia il libero arbitrio ai suoi figli.

      Lultima volta che ho commentato questa tua affermazione sono stato bannato.
      La Redazione si era comportata come il tuo padreeterno: libero arbitrio ma se non segui pena eterna.
      Atteggiamento tipico da psicopatici in entrambi i casi....
      Ora vediamo se mi bannano nuovamente per le stesse parole (psicopatico/i) dell'ultima volta.

    7. maghi 13 novembre 2025

      anche il mio miglior amico, deceduto nel 2019, mi faceva gli stessi discorsi, perchè aveva rifiutato il Dio di Gesù per seguire le dottrine orientali, che lui stesso definiva senza Dio. Essendo psicoanalista, anche lui definiva la mia fede un fatto psicopatico. Non ha fatto una bella fine: ha vissuto solo tutta la vita e la donna che aveva sposato per 6 mesi è morta in modo atroce, morte di cii lui si sentiva responsabile. Io gli volevo bene, perchè eravamo amici dall'età di 2 anni e ho fatto il lutto per lui e le pratiche per redimere la sua anima e sento che ora grazie al mio amore per lui, è in Paradiso, perchè era, oltre ad essere una persona intelligentissima, una persona responsabile, che si rendeva conto dei propri errori, anche se non avendo una spiritualità perfetta, non poteva porci rimedio. Anche tu fai molte critiche, psicologica, teologica ecc, ma tralasci il piano spirituale, che è quello più importante. Quando la Maddalena adorava continuamente Gesù, la sorella Marta si lamentò con Lui, che la sorella Maria Maddalena non l'aiutava nei lavori di casa e Gesù le rispose, che sua sorella aveva scelto la parte migliore, anche se l'attivismo di Marta era lodevole. Poi dare di psicopatici a chi non apprezza le tue conclusioni, è perlomeno da maleducati, se non da prepotenti. Io ti comprendo come comprendevo il mio miglior amico, come il Dio del Siracide comprende i suoi figli che vogliono seguire la strada del maligno, invece che quella di Dio. Ti auguro un buon pranzo cinese, anche se io preferisco la cucina toscana. Oggi sedani alla pratese e zuppa inglese, che non si chiama inglese per origine, ma solo perchè piaceva molto ai soldati inglesi durante la WWII.

    8. absitiniuriaverbis 13 novembre 2025

      Hmmmm...

      nel momento in cui ti scrivo sono acora vivo (grazie a dio!) ( ma guarda cosa mi tocca scrivere!)non critico quello che tu scrivi, ovviamente non critico te come persona, ma commento secondo il mio modo di vedre.non sono io a definire psicopatici coloro che mostrano i sintomi in questione (se mi ami ok, se no ti .., la cronaca e' piena di questi soggetti) ma lo fa la branca apposita della medicina. Considera che bisogna pure intendersi sui termini. Non si tratta di maleducazione o di prepotenza, si tratta di intendersi. Non sitratta di considerare psicopatici coloro che non apprezzano le mie osservazioni. Ci mancherebbe altro!Dovresti cosiderare che la tua insistenza nel convertirmi (per quanto vana) e' anche essa stesssa una forma di prepotenza che altri, in tutti i tempi, hanno pagato anche con la vita. La tua fede, come molte altre, non e' mai stata clemente con chi aveva dubbi e sollevava obiezioni. Anzi! Mi ritengo fortunato che tu non sia uno di quelli che tuttora ammazzano (per comandamento di fede) i miscredenti, se no verresti qui a Shanghai ad eliminarmi di morte violenta per sollazzarti poi con le vergini...sai che considero la religione/fede un fatto geograficose mi comprendi e se avevi compreso il tuo amico, dovresti aver realizzato che il giorno che omaggiavano la fede ero in palestra ed ho fatto tardi ...voi dite che la fede e' un dono ed io ritengo di averne ricevuti molti altri in alternativa. Ad ognuno i suoi!Una cosa che apprezzo del tuo commento, oltre al tempo che mi dedichi, e' la cucina toscana. Anche se non e' lunica a piacermi...sono un infedele incallito anche in questo caso!
      Buon tutto.

    9. absitiniuriaverbis 13 novembre 2025

      Intanto che ero a spasso con il cucciolo ho ripensato a quanto citavi in merito alla spiritualità dando per scontato, ritengo, che tu intendessi citarla per fede.
      Se fosse così, non ti preoccupare perché capita a molti.

      Però c'è una differenza, personalmente ritengo di possedere una qualche spiritualità anche se manco di fede.
      In estrema sintesi:

      · Fede è la mappa dettagliata, con strade e destinazioni prestabilite, fornita da una comunità.

      · Spiritualità è il viaggio stesso attraverso il territorio, in cui il viaggiatore può scegliere se seguire una mappa, combinarne diverse o tracciare il proprio sentiero.

      Una non esclude necessariamente l'altra, ma comprendere la differenza aiuta a chiarire il proprio personale approccio alla dimensione del sacro e del significato.

      In meccanica quantistica la chiamano sovrapposizione di stati. Non uno o l'altro ma entrambi e solo quando la funzione d'onda collassa (si osserva) si determina lo stato effettivo.
      Se vuoi, in modo stra sommario,quando a testa e croce lanci la moneta in aria entrambe le possibilità esistono simultaneamente (sovrapposizione) ma quando la fermi tra le mani, solo una è possibile.
      Nel caso di fede e spiritualità per me è accaduto spiritualità, almeno un po'.

    10. sim 13 novembre 2025

      In realtà non esiste un 'Dio degli Eserciti' veterotestamentario diverso dal 'Dio d'Amore' dei Vangeli. La sapienza stessa è conoscenza di Dio e della Sua Legge. Proprio la tua citazione getta luce su questo grande mistero:

      Dapprima lo condurrà per luoghi tortuosi,
      gli incuterà timore e paura,
      lo tormenterà con la sua disciplina,
      finché possa fidarsi di lui
      e lo abbia provato con i suoi decreti; ['Signore degli Eserciti']
      ma poi lo ricondurrà sulla retta via
      e gli manifesterà i suoi segreti. ['Dio dei Vangeli']
      (Siracide 4, 17-18)

      Ma in verità il solo, unico, vero Dio tratta diversamente le anime a seconda di ciò di cui maggiormente abbisognano per tornare a Lui, secondo la Sua infinita saggezza.
      Un giudizio affrettato sulle religioni istituzionali può fare più male che bene; al loro interno, da sempre, si possono trovare cose infime e cose sublimi. Proprio dalla lettura dei Vangeli scopriamo che Gesù pose Pietro (e i suoi legittimi successori) a fondamento della Sua Chiesa. Ciò che il mio Signore ha amato e ama merita cura e rispetto (più che giudizi) da parte del Suo servo, anche (e a maggior ragione!) quando la 'Sposa di Cristo' è afflitta da ministri infedeli e fedeli tiepidi...

    11. maghi 14 novembre 2025

      Il concetto di fede è strettamente legato all'atto di fidarsi e affidarsi, in questo caso, a una divinità o a una dottrina religiosa. Affidarsi a una dottrina religiosa gestita da umani è rischioso, affidarsi a un Dio, cioè a una fede supportata dalla ragione, ergo intelligenza, e dalla spiritualità è da persone che hanno trovato la sicurezza e la tranquillità. Proprio come dice il versetto 20 del Siracide 4:" 20 Essa gli darà stabilità, tornerà a lui per diritto cammino e lo renderà contento".

    12. absitiniuriaverbis 14 novembre 2025

      Concordo assolutamente che affidarsi alle religioni sia non solo rischioso.Rischioso non solo per chi ci si affida ma anche per chi dovra' subire le conseguenze di scelte altrui.

      Che affidarsi ad un Dio sia ragionevole ed intelligente e' una tua scelta.

      Io mi accontento di un pizzico di spiritualita'.

      Una curiosita'...ma come vivresti (ma vivresti?) senza i versetti?

      Stammi bene ( io sono classe 1949) e tu?

    13. maghi 14 novembre 2025

      i beghini e i bacchettoni senza cervello e capacità di giudizio non fanno per me. Non giudicare, se non vuoi essere giudicato non significa non farsi un'idea propria per difendersi dalle trappole che il demonio tende proprio tramite i ministri infedeli e i fedeli freddi, che hanno abbandonato Gesù per la confortevole compagnia infernale. Come Dio dice nel Siracide è Lui che personalmente fa contenti i suoi figli, non certo le religioni, Sir 4,20: "Essa gli darà stabilità, tornerà a lui per diritto cammino e lo renderà contento". Essa è la Sapienza, cioè Dio.

    14. maghi 14 novembre 2025

      male, perchè i versetti che cito sono Parola di Dio. E' questo che mi dice la mia intelligenza e il mio sentire. Sicuramente senza la Parola di Dio il demonio mi avrebbe già portato all'inferno grazie all'azione malvagia dei suoi schiavi, quindi se vivo e vivo contento (come dice il versetto 20 del Siracide 4), posso solo ringraziarLo.
      Io sono classe 1953 e sto bene, finchè Dio vorrà. Stammi bene anche te.

    15. sim 14 novembre 2025

      Da un punto di vista umano è opportuno giudicare i comportamenti, ma non condannare in cuor nostro le anime, perché sappiamo troppo poco di loro (e di noi stessi...) per farci loro giudici senza inguaiarci con i nostri stessi 'decreti'.
      Se Dio incarnato istituì la religione cristiana ponendovi a capo Pietro, credo che avesse qualche buon motivo per farlo. Non trovi?
      Quindi, da cristiano, non mi metto né contro Pietro né contro la Chiesa istituita da Cristo.
      Se trovi più congeniale un percorso spirituale individuale piuttosto che unirti al gregge governato dai pastori, ciò non mi scandalizza affatto, dato che io pure sono un 'cane sciolto', al momento...
      Tuttavia trovo che manifestare ostilità per le religioni sia un segno di superbia, piuttosto che di sapienza. È il vecchio inganno di satana: disprezzare gli 'altri' (il prossimo) per fare grandi noi stessi. Senza umiltà la sapienza viene distorta e ci porta all'alienazione.

    16. maghi 15 novembre 2025

      io ho la mia esperienza, confortata da altre comunque, che mi dimostra che le religioni sono solo degli enti materialisti, che usano Dio come un cavallo di troia per i loro scopi truffaldini. Ho conosciuto un sacerdote, la cui vita è stata salvata ben 2 volte dalla Madonna durante la WWII e, avendo avuta la prova provata dell'Amore di Dio, si è fatto prete. Cosa ha fatto la gerarchia di questo santo? Lo ha relegato tutta la vita in una parrocchietta di alta montagna nell'Appennino con poche decine di anime. C'era troppo pericolo che portasse via troppe anime al demonio. Invece nella mia di 5000 anime hanno mandato un ex-sessantottino, le cui omelie vertono solo sulla politica. Inoltre è gay, vive in un appartamento col suo amante, invece che in canonica, e tutti i giovani che frequentano la parrocchia tendono a seguire il suo esempio diventando pederastri e le ragazze delle donne molto disinibite. Chi avrei dovuto apprezzare e disprezzare tra i due? Il Vangelo dice di non giudicare, ma nemmeno di essere dei gonzi, che si fanno irretire da questi lupi imbroglioni travestiti da pecore. In Toscana si dice che per i bischeri, non c'è Paradiso. E il Vangelo che il cieco che segue un altro cieco, cade insieme a lui nell'abisso infernale. Prega e studia il Vangelo, meditandolo lungamente dopo aver chiesto alla Madonna di aprirtelo, perchè in 2000 anni lo hanno modificato ad arte in tanti suoi punti, poi dopo anni di preghiera e di meditazione, potrai passare ad altri scritti religiosi. La strada per il Paradiso è sconnessa e in salita, ma come dice Gesù nella Valtorta ad un ebreo disperato, perchè non ce la faceva a seguirLo, per andare in Paradiso, basta seguire il decalogo. Farsi servo di questa feccia di materialisti, che cercano solo potere e denaro, serve soltanto a vivere in una confortevole compagnia infernale. Ora e in eterno nell'inferno. La solitudine è brutta, ma basta pregare e Dio comincia a farti compagnia già in terra. Medita il versetto 20 del Siracide 4. Fidarsi delle religioni è stupido e pericoloso, perchè loro non cercano di mandare i fedeli a Dio, ma solo potere e soldi. Uno deve cercare di allontanare da sè i lupi e cercare quei pochi santi, che sono rimasti. Si riconoscono dalla vita e dai discorsi, che fanno. Alla fine non ne rimarranno, ma ad ogni giorno è bastante la sua pena e Dio nella Sua Infinità Misericordia non abbandonerà coloro credono in Lui.

    17. maghi 15 novembre 2025

      ti avevo risposto, ma l'AI satanica me lo ha cancellato. Se non ricompare, ognuno per sè e Dio per tutti. L'alienazione, che significa trasferimento di proprietà e diritti, affligge i perdenti anche a livello spirituale. Dio protegge i giusti e satana gli infami. Gli esorcisti dicono che molti indemoniati rifiutano la liberazione dal demonio, perchè assicura loro potere, donne (o uomini secondo i gusti) e ricchezza. Se uno ama i soldi, il sesso sfrenato e il potere, farebbe bene a fare un profondo esame di coscienza e cercare un sacerdote santo per confessarsi e farsi aiutare, ma deve essere santo, perchè si rischia di sprofondare ancora di più nell'inferno.

    18. absitiniuriaverbis 15 novembre 2025

      Mi butto anche io sui miei versetti (si scherza dai..):
      Dalla Guida galattica per gli autostoppisti (non ti dicco chi lo ha scritto per rimanere in tema!), e non ricordo pagina e paragrafo ed edizione ma fidati!

      Pensiero Profondo, trattandosi di una domanda particolare e complessa, effettua un’elaborazione quantistica lunga sette milioni e mezzo di anni prima di poter fornire la risposta:

      "La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto è 42.
      Ho controllato in maniera molto approfondita,afferma, e questa è sicuramente la risposta.
      Ad essere sinceri, penso che il problema sia che voi non abbiate mai saputo veramente qual è la domanda".

      Curiosita': Il numero 42 ricorre in moltissimi ambiti: il carattere ASCII corrispondente al 42 è l’asterisco, usato nell’informatica come jolly.
      È anche il numero di generazioni tra Abramo e Gesù, e indica perfino il numero di territori del Risiko.
      È anche la quantità di ore che Giulietta dorme nella celebre tragedia di Shakespeare, e ricorre spesso nelle opere di Lewis Carroll, come in Alice nel Paese delle Meraviglie. Nell’edizione originale del romanzo, poi, ci sono ben quarantadue illustrazioni!

      Buon tutto! Riso fa buon sangue!

    19. sim 15 novembre 2025

      La Divina Provvidenza fa incontrare a ciascuno la giusta compagnia, anche a seconda delle inclinazioni, dei desideri, dei meriti e dei demeriti, dell'esperienza spirituale ecc. Quasi impossibile per un uomo riconoscere quanto la mano divina governi in realtà con infinita saggezza le nostre vite, anche nei loro singolari intrecci. Per questo è importante, per i 'giusti', affidarsi a Dio e sopportare con pazienza anche quella che a noi umani appare come 'malasorte'.
      Alienazione è anche il semplice sentirsi 'altro' di fronte al nostro 'prossimo' (v. Luca 10, 25-37).
      Buona serata!

    20. maghi 16 novembre 2025

      scusa, ma questa alienazione è una tua invenzione bella e buona. Poi per me questo "prossimo" è un termine farriginoso e incompleto, sembra messo lì apposta da degli imbroglioni per confondere le carte e indurre gli allocchi ingenui a fare qualcosa che loro vogliono. Difatti nelle omelie questo brano viene commentato solo nella parte che a loro interessa; viene tralasciato del tutto l'amore per Dio, tanto se uno non Lo vede e non sente non rende economicamente, mentre l'amore del prossimo rende eccome. Con tutti i rimaneggiamenti che ha avuto il Vangelo in 2000 anni. non mi meraviglio più di niente. Lo dice anche Gesù alla Valtorta e per i musulmani è la prova che la nostra religione non è più genuina come la loro, il cui libro sacro è da da oltre un millennio lo stesso. Preferisco l'amore al nemico, che è un concetto devastante per la logica umana e unicamente asserito solo nei Vangeli. Nessun altro libro sacro di altre religioni lo contiene. Il nemico è nemico e va combattuto, basta per dimostrarlo il comandamento della Jiad islamico della guerra santa, che è poi stato usato anche dai papi delle crociate, tanto per intendersi. L'amore del prossimo NON è un comandamento cristiano, perchè è in tutte le persone di buona volontà, anche atee, l'atteggiamento di aiutare il prossimo, se viene trovato morente o in pericolo di morte. Quindi smettiamoci di sciacquarci la bocca con atteggiamenti da superuomini super religiosi, che di super per quello che riguarda l'etica non abbiamo nulla da insegnare a nessuno, anzi per certe azioni compiute siamo al limite del codice penale, come il reato di circonvenzione di incapace e solo perchè siamo in un paese, dove la religione è ammanicata con la politica, che non viene punito adeguatamente. Si è dimenticate le tavole della Legge del Sinai, perchè erano poco reddituali. E il sesto comandamento è stato modificato più volte, dal non commettere adulterio sinaitico ed evangelico, al non fornicare della mia gioventù, che significa sostanzialmente non andare a puttane, al nostro non commettere atti impuri, che è un pupurri, un guazzabuglio, perchè rimescola tutto per confondere e indurre terrore e colpa. Il sesso va valutato caso per caso e conosco un caso di una convivente che si è allontanata da Gesù, perchè il sacerdote le ha rifiutato l'assoluzione, perchè faceva sesso nella convivenza, mentre finchè non erano conviventi veniva assolta. Gesù parlava tranquillamente con la samaritana, che aveva avuto 6 mariti senza averne sposato nessuno, mentre il catechismo del magistero si è inventato regole assurde, secondo alcuni per lucrarci sopra, cosa di cui non mi meraviglierei, se fosse vera. Ci sono troppe incongruenze logiche nella religione cristiana, tutte conseguenti e giustificate dalla parabola dell'amministratore scaltro, che a loro piace tanto, mentre Gesù afferma chiaramente, che non si può servire a Dio e Mammona. L'unica ragione per la quale non ho abiurato, è che ho compreso la ragione vera per cui Dio lo permette. Lo dice Gesù stesso nella Valtorta, quando afferma che nei secoli il suo messaggio è stato stravolto per impedire alle persone di buona volontà di accedervi. E' un messaggio essenzialmente spirituale, di lotta tra Lui e il demonio per la salvezza delle anime, ma la nostra e tutte le religioni si occupano principalmente della loro redditualità, lasciando le anime al demonio in una sorta di patto faustiano. Se qualche anima si salva dall'inferno, è solo perchè Dio la sceglie e fa in modo che si salvi, come affermato in Siracide 4, 12-22, quindi non per meriti propri o delle religioni. Tanto vale a questo punto interpretare la religione non come comunitaria, ma personale, viverla secondo il proprio sentire e farsi guidare dalle proprie emozioni supportate dalla logica, dalla preghiera, che ormai è considerata una cenerentola, e dalla Parola di Dio, cercando di evitare le trappole lì sparse in due millenni dagli uomini satana e dal demonio stesso.

    21. sim 16 novembre 2025

      Pure io, da qualche settimana, ho cominciato a leggere 'L'Evangelo come mi è stato rivelato' di Maria Valtorta. Non avendo ancora terminato il primo libro (sui dieci complessivi) è presto per tirare le somme. Tuttavia, fino ad ora, non trovo che quest'opera contraddica i Vangeli classici; mi pare piuttosto che approfondisca certi aspetti omessi o solo accennati dalla testimonianza dei discepoli diretti di Gesù.
      Amare Dio e il prossimo in realtà è il comandamento supremo; proprio in virtù questo 'imperativo universale' anche un ateo (che pure non ammette l'esistenza di Dio) 'ha in sé' un anelito a soccorrere chi è in difficoltà. I Vangeli sono come indici che puntano alle verità fondamentali e alla Verità stessa: in questo sta la loro perenne 'attualità'. L'importanza della 'purezza' (e quindi del sesto precetto) in realtà è molto più accentuata nell'Evangelo della Valtorta che in quelli classici. Dunque in realtà rafforza proprio l'insegnamento 'bacchettone' di quella Chiesa che tu tanto disprezzi... la politicizzazione delle religioni è una deriva da combattere: non usiamola come comodo pretesto per 'gettare l'acqua sporca col bambino', rinnegando tutto ciò che c'è ancora di santo nella Chiesa. Anche le parabole possono essere interpretate male... quella dell'amministratore scaltro in realtà contiene un profondo insegnamento spirituale, che non contraddice affatto il non servire Dio e mammona. Proprio quando il peccatore rinnega mammona Dio gli consente di rimediare al suo peccato offrendo al prossimo (e a Dio) beni (e grazie) che in realtà non gli appartengono. È una grande lezione di umiltà, non certo un condono per la disonestà...

    22. maghi 17 novembre 2025

      ad ognuno le sue esperienze e Dio per tutti. Parafrasi di: ognun per sè e Dio per tutti. Ti ringrazio per la bella dissertazione e auguri.

    1. Dario Lampa 11 novembre 2025

      C'è ancora un futuro?

Visualizzati 26 di 26 commenti approvati.