La ragione perduta

La ragione perduta


Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org


Un mio caro amico, purtroppo scomparso, cimentandosi in discussioni politiche con professionisti esperti, si schermiva nell'esporre le proprie opinioni dicendo "lo sento di pancia". Come a dire che non si sentiva all'altezza di motivare altrimenti le proprie ragioni, pur nutrendone una convinzione profonda. Da persona intelligente qual era ammetteva così i propri limiti esplicitamente, surrogati però da una percezione sottile, quasi istintuale, di ciò che la ragione da sola non gli consentiva di raggiungere e dominare. Il bello è che ne aveva effettivamente da vendere, sia di pancia che di ragione. Pace all'anima sua.

La profonda crisi che stiamo attraversando, e siamo ancora all'inizio, si manifesta su molteplici piani, uno dei quali è a mio avviso la crisi della ragione, che più in generale moltiplica altre negatività esponenzialmente. Parlo soprattutto dell'uso della ragione nelle sue forme più elementari a livello di massa, sacrificata all'altare del conformismo e della propaganda disinformativa, formattante dell'essere umano, così degradato a semplice espressione animale. Con tutto il rispetto per gli animali veri, che non soffrendo di tali infermità mentali ci superano da molti altri punti di vista.

Secondo il dizionario "La ragione è la facoltà della mente umana di pensare, capire e giudicare con la logica." E' quindi uno strumento, potentissimo, a disposizione degli umani.

Basti pensare che tutta la tecnologia attuale e futura, impensabile fino a pochi anni fa, è frutto della ragione. Ma per le masse è molto più importante usare la ragione per esprimere il "buon senso", spesso attribuito al "buon padre di famiglia" per via delle responsabilità che gli competono, ma che è proprio di chiunque, soprattutto nella gestione dei rapporti sociali.

Forse per questo il Buon Dio, o la natura secondo altri, ci ha dotato di un cervello così mirabilmente complesso ed efficiente?

La ragione è anche uno strumento professionale per molte categorie di lavoratori, tra cui i filosofi, nonostante che la crisi abbia stranamente coinvolto anche il loro mondo, anticipando di molto altri fenomeni sociali. Sarà un caso?

Per non parlare di matematici, fisici, ingegneri, biologi, medici, ecc. Non me ne vogliano i medici, che è bene non categorizzare come in ogni altro caso. Ma lo ammetto, li ho lasciati per ultimi pensando alla reazione al covid, per molti versi scandalosa e rivelatrice della loro dipendenza economica e culturale da BigPharma, il colosso emblema stesso del conflitto d'interessi insanabile in regime capitalista-privatistico.

Come per tutti gli strumenti anche per la ragione, in particolare nella sua valenza logica, è il suo buon uso ciò che fa la differenza tra il bene e il male. Sorvoliamo sull'esempio banale del coltello, buono per tagliare il pane come per ammazzare. Pensiamo invece all'altro esempio classico del martello: dal suo punto di vista tutto il mondo è un chiodo. Ma non è bene martellare tutto il mondo. Così non è bene mitizzare la ragione come unico faro nel nostro viaggio in questo mondo.

Per uscire vittoriosi (e indenni) da questi pericoli intrinseci e inevitabili in ogni strumento, non c'è niente di meglio del buon senso, che come abbiamo appena visto è una delle manifestazioni della ragione. E qui il cerchio si chiude, o meglio si allarga alla considerazione che la ragione in senso lato è soprattutto uno strumento di sopravvivenza tipico ed esclusivo dell'uomo, rivelatosi superiore a tutti gli altri strumenti biologici che l'evoluzione delle specie ha selezionato, portandoli alle estreme sofisticazioni e potenze d'uso (muscoli, denti, becchi, rostri, unghie, vista, udito, olfatto, ecc).

Quindi hanno torto quelli che sottovalutano e non rispettano la ragione come uno degli aspetti più nobili ed importanti dell'essere umano, ad esempio limitandone l'uso alla massimizzazione dei profitti e disprezzando altri temi più elevati, sia moralmente che "tecnicamente", tanto coi soldi si compra tutto ciò che l'ingegno altrui ha prodotto. Eppure è proprio questo che insegna l'ideologia corrente, quella che supporta i neo-liberismi più spinti. Questo è il vero materialismo, opposto alla elevazione dello spirito, che anche grazie alla ragione è in grado di trascenderla nei suoi limiti intrinseci, portandoci oltre l'infinito, in altre dimensioni.

Chiedo venia per queste banali considerazioni, che potrebbero andare avanti, non dico all'infinito (la ragione me lo impedisce), ma ad nauseam.

Prendiamole come uno sfogo di chi, come me, è veramente stufo marcio di assistere alla stupidità fatta sistema, come la corsa "deterrente" alle armi di distruzione di massa; alle mega società di capitali privati a fine di lucro che producono farmaci non per guarire definitivamente, ma per cronicizzare la clientela fino alla morte, o peggio; alla privatizzazione degli utili ed alla pubblicizzazione delle perdite, sia economiche che ambientali; al segreto militare per coprire devastazioni ambientali patologizzanti; al crescere della forbice tra troppo poveri e troppo ricchi, fino a vedere una persona fisica che possiede un patrimonio personale di oltre mille miliardi di dollari; alle guerre di destabilizzazione a fini di lucro dei mandanti/sobillatori; al consumismo nichilistico senza limiti; al rapimento dei bambini separati dalle loro famiglie "a fin di bene" (di chi ci guadagna sopra); ai soldi pubblici investiti a danno dei contribuenti, ecc. ecc. ecc.

Per sanare tutte queste oscenità ci vuole cuore, ma non basta se non è supportato dalla ragione. Quella ragione che ci ha salvato dall'estinzione più di una volta, ma che ignorata o usata a fin di male sarà essa stessa causa di estinzione prematura della nostra specie.

Contro i cattivi c'è sempre rimedio, ma contro la stupidità la battaglia è molto più dura, soprattutto se si cede alle comodità, lasciando che la pigrizia la faccia da padrona.

Ma la vita è guerra, e in guerra la pigrizia non è tollerata, ci vuole coraggio. Armiamoci perciò di santa ragione, di logica, di coerenza, di pazienza illimitata e combattiamo le nostre battaglie col cuore. Solo così la vita avrà un senso, fino a che il cuore batte e ci regala le migliori emozioni.


Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

12/08/2026


Alberto Conti. Laureato in Fisica all’Università Statale di Milano, docente matematica e fisica, sviluppatore software gestionale, istruttore SAP, libero pensatore, collaboratore di Giulietto Chiesa, padre di famiglia, appassionato di filosofia, psicologia, economia politica, montagna, fotografia, fai da te creativo, sempre col gusto alla risoluzione dei problemi.


Commenti (5)

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    1. absitiniuriaverbis 15 agosto 2026

      La conclusione dell'articolo accomuna 'santa ragione' e 'logica'.

      Ragione e logica sono ovviamnte cose diverse (le due ruote della bicicletta, querlla anteriore che guida, e quella posteriore il motore).
      Pero' se la ragione diventa "santa" si corre il terrribile rischio di renderla assluta, e quindi di smettere di metterla in dubbio. La Ragione non e' e non deve essere mai ne' sacra ne' santa. E' sempre provvisoria, fallibile, in correzione.

      Insomma l'espressione 'santa ragione' e' un ossimoro. Solo cercando di ragionare e continuando a ragionare , anche senza certezze anzi proprio quando mancano del tutto, possiamo contare di uscirne senza arrenderci al caos.
      Tutto fuorche' santa.

      NB: ulteriore indice dell'inquinamento profondo da fede/religione.

    2. akel 15 agosto 2026

      Io credo invece che il sacro e la ragione siano le due modalità attraverso le quali la «civiltà occidentale» giustifica la sua pretesa superiorità sul resto dell'umanità e sul resto della natura. L'«uomo occidentale» non solo si considera scelto da dio ma anche capace di interpretare il progetto divino in modo di esserne il cosciente realizzatore. Poi concretamente la realizzazione di questo progetto divino/razionale è stata fin dall'inizio della «civiltà occidentale» la sequenza ininterrotta di massacri, genocidi, devastazione del territorio e violenze di ogni tipo su chi non condivideva questo sacro e questa ragione (l'«altro»). E adesso quello che dimostra la fisica contemporanea rende piuttosto problematico l'uso, sgretolandone letteralmente il significato, di concetti come verità, logica, tempo, spazio… Mi chiedo perché continuare a fondare il nostro agire, il nostro relazionamento con l'«altro», con quello che non siamo, su concetti che si rivelano sempre inadeguati.

    1. akel 14 agosto 2026

      E, crudele ironia, sono gli stessi che parlano della decadenza della scuola. Poveri alunni

    1. casalvento 13 agosto 2026

      Mamma mia !

    1. akel 13 agosto 2026

      Caro Alberto Conti
      conoscendo i suoi testi non mi sorprende che Lei «dimentichi» che l’umanità ha vissuto centinaia di migliaia di anni senza la «ragione», cioè senza valori che si sovrapponessero alle necessità dell’ambiente che li ospitava. «Dimentica» che la maggior parte dell’umanità «senza ragione» è stata, negli ultimi 5 o 6 secoli, sistematicamente sterminata (e lo è ancora) da quelli che si dichiarano «guidati dalla ragione». Parlo di molte decine di milioni di uomini, donne e bambini con la sola colpa di essere «senza ragione».
      Non mi sorprende che lei dimentichi che l’apparizione e il dominio della «ragione», con tutti i suoi corollari come verità, logica, giustizia… ha portato con sé 2500 anni di violenze inaudite, di guerre, torture, stupri, devastazione del territorio…
      Mi sorprende invece che Lei professore di matematica e fisica esibisca una definizione di ragione così inutile. Forse sappiamo definire cosa sia il pensiero? forse sappiamo spiegare come sia possibile il pensiero? E la logica a cosa servirebbe se lei stessa riconosce che esiste un momento in cui non è più possibile decidere quello che è vero o quello che è falso?
      E la fisica contemporanea ci mette oggi di fronte a una realtà che mi sembra non si possa conciliare con nessuna logica: è logico dire che lo spazio/tempo si piega? é logico dire che per l’universo non ha senso parlare di passato o futuro? é logico dire che un elemento fisico può trovarsi nello stesso momento in due punti differenti?
      Grazie per l’attenzione

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