La questione ucraina e l’amministrazione Trump

La questione ucraina e l’amministrazione Trump

Alexander Dugin
arktosjournal.com

Alexander Dugin sostiene che l’irremovibile volontà della Russia di integrare pienamente l'Ucraina nella sua sfera è un imperativo geopolitico, guidato da necessità esistenziali piuttosto che da ambizioni espansionistiche, e deve essere chiaramente comunicata ai leader occidentali, in modo particolare a Trump, per evitare equivoci disastrosi.

Quando diciamo che tutta l'Ucraina dovrebbe far parte di uno spazio russo unificato, non facciamo richieste troppo estreme. Non si tratta di massimalismo. Lo stato attuale dell'Ucraina è incompatibile con l'esistenza stessa della Russia. E, se la questione venisse congelata ancora una volta, anche con l’inclusione di tutti i nostri nuovi territori all'interno dei confini amministrativi, non risolveremo nulla. Si riarmeranno e attaccheranno di nuovo. Nessuno può garantire il contrario.

Ma neanche una simile proposta di tregua ci viene offerta.

Pertanto, per quanto ci riguarda, i negoziati con Trump sull'Ucraina saranno condotti come segue: l'Ucraina è nostra; tutto il resto è negoziabile. Un accordo? Certo, non ci verrà regalato. Ma non ne abbiamo bisogno. La libereremo da soli, a qualunque costo.

L'unica domanda è se, lungo questo percorso, riusciremo a evitare la guerra nucleare o, purtroppo, no.

Sarebbe meglio evitarla, ma siamo pronti a tutto. L'Ucraina, per noi, non è il desiderio di conquistare qualcosa di più, ma la minaccia esistenziale di perdere tutto. E questa non è un'ipotesi, è un dato di fatto.

È molto preoccupante che la gravità della nostra situazione non sia compresa in Occidente. I globalisti di Biden sono riusciti a spostare la finestra di Overton così tanto verso la realtà della sconfitta strategica della Russia che questa tendenza è diventata centrale. Coloro che sono più ragionevoli e vicini alla Russia dicono: forse non vale la pena cercare di sconfiggere la Russia, perché il costo sarebbe troppo alto. Ma quelli che sono infuriati con noi, quelli che cavalcano l’onda della russofobia, proclamano: diamole questa sconfitta strategica, la Russia non oserà lanciare un attacco nucleare, è un bluff. Bluff o no, lo si saprà solo quando sarà troppo tardi.

Tutto questo, questa mappa mentale, crea una seria minaccia alle relazioni dell'amministrazione Trump con la Russia - l'ipnosi della russofobia è troppo radicata ed efficace. Questo era il piano. Con le migliori intenzioni, Trump potrebbe dire: Mosca, prenditi tutto entro la LBS (Linea di Contatto). E questo è tutto. Facciamo l’accordo?

Per noi questo è assolutamente inaccettabile. Sarebbe un'inevitabile nuova guerra e un probabile collasso della Russia stessa. Perché sarebbe una sconfitta. In tutti i sensi. Trump potrebbe anche pensare che sta dandoci ciò che vogliamo. Ma per noi sarebbe una sfida diretta, un ricatto e un invito alla resa.

Questa è una situazione molto pericolosa in cui le realtà geopolitiche si scontrano con cliché mentali artificiali. Nel complesso, crea una dissonanza cognitiva estremamente pericolosa.

Washington deve capire che la Russia ha bisogno di tutta l’Ucraina, punto e basta. Allora lasciamo parlare il “compagno arma nucleare”.

È un peccato avviare un dialogo con la nuova amministrazione americana, generalmente contraria al globalismo e ai valori antitradizionali, su una nota così dura. Ma questa è l’ennesima trappola lasciata dai globalisti. Forse Trump non lo capisce. E noi, pur manovrando diplomaticamente, esitiamo a chiamare le cose con il loro nome. Con Trump è meglio essere schietti. L’Ucraina (tutta) è nostra e questo non è in discussione. Lì combattiamo con le armi convenzionali fino alla vittoria. Quali sacrifici sopportiamo sono affari nostri. Occupatevi di qualcos'altro.

Le sanzioni possono rimanere, non è necessario rinnovare i rapporti. Questo sarà per dopo. Ma l’Ucraina sarà nostra, interamente e incondizionatamente.

Perché senza questo, periremo. E noi non vogliamo morire. Anche in questo caso non c'è estremismo, ma solo le fredde leggi della geopolitica, chiaramente descritte da entrambe le parti: da noi e da Brzezinski. Il distacco dell'Ucraina dalla Russia era stato un imperativo dell'intera scuola atlantica di geopolitica fin dalla sua fondazione - da Mackinder (e anche prima). È semplicemente una legge. Per la scuola eurasiatica vale l'assioma opposto: l'Ucraina sarà russa, oppure non ci saranno né l'Ucraina, né la Russia, né nessun altro.

Si sta delineando una situazione molto delicata. Con Biden e i fanatici globalisti era tutto chiaro. Avevano avanzato richieste inaccettabili e le nostre richieste erano sembrate loro inaccettabili. Con Trump la questione è diversa. Quello che a lui appare come un "regalo", per noi sarebbe una dichiarazione di guerra.

Pertanto, è essenziale spiegare tutto questo a Trump in modo chiaro e inequivocabile, senza pathos o emozioni. Se lasceremo quelli della nostra "sesta colonna" a gestire questo percorso negoziale, acconsentiranno a qualunque richiesta, immediatamente. Ma il nostro popolo, credo, lo capisce. Tuttavia, la nuova amministrazione Trump a Washington, che, anche teoricamente, non può essere priva di neoconservatori o di incaricati dello Stato profondo, potrebbe facilmente scambiare una cosa per un'altra.

Credo che la soluzione più diretta sarebbe quella di dichiarare ora, durante il periodo di transizione a Washington, i veri piani della Russia per l'Ucraina. La Russia si fermerà solo dopo la resa incondizionata di Kiev e il pieno controllo dell'intero territorio. L'Ucraina è la Russia. Questa è la nostra posizione nucleare.

Alexander Dugin

Fonte: arktosjournal.com
Link: https://www.arktosjournal.com/p/the-ukraine-question-and-the-trump-administration
12.11.2024
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (54)

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Mostra commenti 54 caricati
    1. sbregaverse 15 novembre 2024

      Pax Romana.
      Pax Atlantica.
      Pax Russa.
      Pax hominibus bonae voluntatis.
      ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
      PAX DEI.

    1. trapuscel24 15 novembre 2024

      Scusatemi se ritengo alquanto mediocre citare i possibili problemi emotivi di un personaggio come Dugin commentando la sua presa di posizione sul contesto bellico tra Russia ed Occidente globalista. Dugin parla come un nazionalista russo che vuole difendere il suo paese, cosa c'é di strano in questo? Quanti di noi non lo farebbero se il nostro paese fosse sotto attacco? Chiaramente non i vigliacchi. Riguardo Trumpi Trump e Clubs annessi temo che la voce della ragione non prevarrà in quanto il vecchietto si sta circondando da una collezione di furiosi sociopati. Questo forse spiega la meticolosa preparazione militare di Cina, Iran, Corea del Nord e naturalmente della stessa Russia. Inoltre se il governo Putin non avesse abbastanza palle per prendere certe decisioni sono propenso a pensare che altri lo farebbero al suo posto. Noi in Occidente siamo restii a prendere coscienza della situazione, evidentemente è molto più semplice rimuovere sistematicamente certi pensieri.

    1. Primadellesabbie 15 novembre 2024

      Questa è la visione di Dugin, non di uno qualunque, prenderne atto e tenere a mente!

      D'altronde se non ci danno una bella lezione stavolta, dopo essere stati tirati per i capelli, con gli anglosassoni inchiodati da un ritardo tecnologico negli armamenti di dissuasione, stimato in 10/15 anni, per non parlare della superiorità nella capacità di combattimento sul terreno (vedi ripetute ammissioni di vertici militari americani durante la guerra fredda) e dopo che sono riusciti a impostare e avviare l'alternativa BRICS.....

    2. oriundo2006 15 novembre 2024

      Si, è un segnale come segnale è stato il 'ritardo' con cui Putin ha espresso congratulazioni, obbligatorie e di rito, all'elezione di Trump.
      Sul 'ritardo' non ho letto nulla che lo spieghi, se vi è stato davvero o se come plausibile vi siano state telefonate ed incontri di emissari dall'una e dall'altra parte che sotto traccia hanno preceduto ogni possibile attacco mediatico a Donald passibile di 'sentiment' 'filorusso', dilatando le congratulazioni.
      Difficile capire e pressochè impossibile farlo dal nostro ristretto osservatorio.
      Piuttosto, è fuor di luogo che la posizione ufficiale NATO a nome di Rutte sia un invito palese ad un attacco od ad un 'false flag' contro Mosca.
      Dunque, gli USA hanno due problemi da risolvere, anzi tre: il primo l' oggetto della possibile mediazione con Putin, oggetto i cui contorni sono impossibili da accettare per Kiev, almeno attualmente sopratutto per impulso europeo.
      Il secondo, l'incognita dei sionisti, le cui mani in pasta in quel versante sono note e stranote. L' 'amicizia' di Donald ed anche di Putin con i lubavitch può essere esiziale per entrambi quanto a trattative 'oggettive' non pilotate dai cabalisti: entrambi perderebbero e sion si congratulerebbe..con sè stessa ancora una volta. Poca spesa e tanta resa sul sangue degli 'untermenschen' slavi.
      Il terzo problema è far digerire alla propria opinione pubblica un qualsiasi accordo globale che non faccia gridare all' 'appeasement', tirando fuori ricordi dolorosi del passato, anche qui sotto ricatto della stampa sionista ma anche del complesso militar-industriale, noto sostenitore dei guerrafondai malati di mente atlantici.
      Troppe incognite depongono a sfavore di una soluzione a tavolino: è possibile solo accettando la famosa dottrina della 'mutua sicurezza garantita', già rigettata in passato dagli USA.
      Più facile una tregua modello Korea oppure un riacutizzarsi del confronto, per vedere chi è davvero il più forte.
      Una tentazione assai cara agli yankee...

    3. Gino 15 novembre 2024

      prevedere è facile, difficile è esserne sicuri.
      sentendomi però molto sicuro sia nell'escludere la possibilità che i russi possano accettare una soluzione alla coreana sia nell'escludere che gli yankee possano non avere già perso qualsiasi dubbio circa il chi è militarmente il più forte.
      Dovessi essere costretto a scommettere, propenderei per un altro anno di guerra e la conclusiva resa incondizionata degli ucraini.
      Ovviamente, in tal caso anche prevedendo che gli europei mai e poi mai poi se ne faranno una ragione: la non-guerra degli europei della UE probabilmente poi continuerà sulle frontiere ucraine. La Nato ovviamente tenendosene accuratamente fuori, data la predilezione degli yankee per le non-guerre combattute dagli altri (ed in questo caso anche con spese esclusivamente a carico dei proxi...)

    4. Primadellesabbie 16 novembre 2024

      Recentemente hanno trattato la restituzione di tutti i corpi dei soldati morti in possesso delle due parti: 37 russi, 560 ucraini, se non ricordo male.

      La proporzione dovrebbe rispecchiare quella delle perdite totali, che non sono di pubblico dominio.

      Ricordo che all'inizio Putin disse, tra altre cose, che alla fine delle operazioni nessun politico europeo sarebbe rimasto al suo posto.

      Chissà.

    5. Gino 16 novembre 2024

      C'è chi la vede nera anche al riguardo dell'amministrazione Trump:
      https://youtu.be/DuOcRdfaoAM?t=4791

      Il link fa partire il video dal minuto 1:19:51, ovvero dall'inizio della sezione dell'intervento di Mearsheimer in cui confessa il proprio profondo pessimismo circa la possibilità che questa nuova amministrazione possa gestire decentemente anche soltanto la sola questione ucraina.

    6. Primadellesabbie 16 novembre 2024

      La scelta di disporre di personalità di tendenze contrastanti indica l'inclinazione del potere a riservarsi la mano libera per le future decisioni.

      Eredita un mare di problemi e non sembra abbastanza sofisticato (non è un Macchiavelli, grazie del link: sembrano divertiti) per poterli affrontare.

      A complicare le cose Trump, a differenza di Biden & c., recita la parte dell'americano integro e giusto, e vuol dar a intendere di condurre gli affari in modi formalmente puliti e ineccepibili.

    7. Gino 16 novembre 2024

      Aggiungo infine la sintesi di Simplicius estratta dal suo articolo di oggi:

      Ma possiamo chiarire le scelte di Trump come segue: sono piuttosto buone in politica interna , ma pessime in politica estera.

      Ovviamente, per gli americani le questioni interne hanno la precedenza, ed è meglio avere un gruppo di sionisti che ripuliranno il paese, piuttosto che un gruppo di marci che saranno fantastici per porre fine alle guerre straniere e cose del genere, ma completamente totalitari in patria, o qualcosa del genere. Le persone devono accettare il fatto che non risolveremo mai tutti i problemi in una volta, e dobbiamo prendere le nostre benedizioni dove possiamo ottenerle. Ciò significa che se i prossimi quattro anni possono essere utilizzati per ripulire in gran parte la questione interna, ci sarà sempre tempo dopo per preoccuparsi degli altri enormi problemi, come la totale schiavitù degli Stati Uniti nei confronti di Israele.

      [...]

      C’è ancora una lotta infernale da combattere, e non dovremmo dare per scontato che a Trump verrà persino permesso di entrare in carica. Ma data l’abrogazione di veri parassiti neocon come Nikki Haley e Mike Pompeo in cambio di personaggi imperfetti che possiedono ancora almeno un importante lato positivo, per una volta abbiamo una possibilità di miglioramento. Per ora, questo rende le prospettive notevolmente migliori di quanto non siano state per un bel po’ di tempo.
      >>

    8. Primadellesabbie 16 novembre 2024

      Ma la pressione e il conseguente rischio che improvvisamente salti il coperchio sono destinati a salire, prevedo.

    9. Gino 16 novembre 2024

      Stiamo entrando in un vero e proprio gran casino.

      Comunque, pare che almeno non saranno mesi noiosi...

    1. ailavioni 15 novembre 2024

      Sarebbe interessante capire se questo è il pensiero del solo Dugin, oppure anche della dirigenza russa.
      Personalmente penso che una pace / tregua fatta ora, sarebbe solo un intermezzo in attesa che l' Ucraina venga messa in grado di riprendere la guerra.
      Reputo sia meno dannoso risolvere definitavamente ora la questione.

    1. ws 15 novembre 2024

      È molto preoccupante che la gravità della nostra situazione non sia compresa in Occidente.

      Ma LORO l' hanno compresa benissimo , solo che anche per LORO la questione è "vitale": se la russia dimostrasse al mondo che si può resistere a LORO , crollerebbe il LORO lavoro di secoli quando LORO sono a tre passi dal pieno dominio del mondo.

      O LORO o la russia, solo uno sopravviverà.

    2. Gino 15 novembre 2024

      a tre passi dal pieno dominio del mondo

      negli anni '90 probabile che lo furono effettivamente. Ora non sembra che la distanza possa venire ancora misurata in passi.

      O LORO o la russia, solo uno sopravviverà

      forse, ma in ogni caso (ed eventualmente) in una prospettiva di tempi lunghi. Entro il 2050 già mi sembrerebbe una previsione eccessivamente ottimistica.

      E comunque che i pasti a gratis nessuno li regali pare essere una delle più importanti lezioni della storia. A noi italiani magari così sembrò fino al 1992. Ai tedeschi magari fino al 2022...

    1. Gino 15 novembre 2024

      Sembra che questo qui dell'occidente manco c'ha capito un proverbiale fico secco. Anche se le cose non stessero esattamente così come io le vedo, parlare in tali termini sarebbe in ogni caso controproducente: una bambinata, sia sotto l'aspetto tattico che strategico. In politica estera l'unica cosa che possa frenare/deterrere gli oligarchi occidentali è la forza del più forte. Normalmente basterebbe infatti anche soltanto uno spiraglio, affinchè il piatto cominciasse a sembrargli meritevole di una mano a poker, nello stile "piatto ricco mi ci ficco", tanto mal che vada a pagare il conto poi saranno altri (normalmente i popoli europei...).

      In relazione alla politica estera (ovvero alle questioni della geopolitica) Trump è neocon come qualsiasi altro RINO (Republican In Name Only). Tra gli oligarchi il cui pupazzo è Trump e quelli dello schieramento RINO le discordie sono tutte e solamente pertinenti a questioni di potere circa chi ce l'ha più lungo. Nella migliore delle ipotesi è una lotta in corso tra chi sta vedendo il baratro incombente è chi vuole invece continuare ad essere cieco

      Tutto il resto o è fuffa o è inganno.

    1. RixGa 15 novembre 2024

      Credevo Dugin una persona di buon senso, invece (ora beccherò un sacco di critiche) sembrano le tipiche dichiarazioni solipsiste di Netanyahu.
      Non sono certo favorevoli alla pace.
      Forse sono solo un modo per alzare l'asticella delle richieste per le trattative? chiedo tanto, troppo, l'altro non vuole concedere nulla e alla fine ci si trova ragionevolmente nel mezzo?
      Sperem.

    1. ailavioni 15 novembre 2024

      "Avanti verso le coltellate, verso il collasso sociale, verso l’impossibilità del vivere"
      Giunti a quel punto c' è il pericolo che arrivi qualcuno, che rispolveri olio di ricino e manganello o peggio ancora.
      E sarà pure sostenuto da tanta gente esasperata da tale stato di cose.
      Perciò un buon governo dovrebbe impedire che si arrivi a quel punto, ma un buon governo non lo vedo nè nella attuale destra nè tantomeno nella attuale sinistra.
      Poi se arriverà quel qualcuno, non lamentiamoci, dopo.

    2. ailavioni 15 novembre 2024

      Chiedo venia. Il mio commento si riferisce alll' articolo :LA SOCIETA’ DEL FAR FINTA DI NIENTEE' finito qui per errore (mio)

    1. alduccio 15 novembre 2024

      a parte la questione di Odessa e la Tansnistria, la Russia deve mediare tra il riconquistare più spazio possibile per tenere lontano i missili occidentali ed il fatto che Putin non vuol più mantenere e governare popoli che non ne vogliono sapere.
      E poi la Russia sa, che come è sempre successo, l'Occidente tra qualche anno tornerà alla carica.

    2. Gino 15 novembre 2024

      Che bisogno hanno i russi di prendersi anche Odessa?
      Sarebbe come se gli oligarchi americani volessero prendersi anche il Canada... Per i russi basta e avanza fare dell'Ucraina lo stesso che gli oligarchi occidentali (normalmente aschenaziti) fanno con qualsiasi Stato incluso nella loro sfera d'influenza.

      Basta e avanza che l'Ucraina rimanente diventi uno stato 'indipendente'...

      L'unico scrupolo nella politica di Putin circa l'Ucraina 'indipendente' sarà probabilmente di non farla risultare contraddittoria rispetto alla politica dei BRICS. Impresa ardua...

    3. ws 15 novembre 2024

      No , basterebbe semplicemente "ucraina fuori dalla NATO e NATO fuori da l' ucraina"

      Ma questa "formulina semplice semplice " non verrà mai da nessun "onesto accordo".
      Se la NATO NON vince in ucraina semplicemente muore per sempre e LORO falliscono nel creare il LORO "reich dei milleanni" su l' intero globo

    4. pieros 15 novembre 2024

      Non è così, parrebbe. Ho appena letto una ricostruzione della storia ucraina su un sito russo. Non la vedono come una cosa a parte,ma come parte della originaria rus temporaneamente fuori controllo. Vale anche per la Lituania.

    5. Gino 15 novembre 2024

      Sulla previsione che la NATO ne uscirà sconfitta sono d'accordo; ed altrettanto sulla previsione del fallimento del progetto globalista millenario.
      Irrealistica mi pare invece la previsione che tali fallimenti implicheranno la fine della NATO.

      Dovendo probabilmente essa continuare ad assolvere la sua funzione di dominio e di controllo delle colonie dell'impero, fintanto che l'impero occidentale esisterà, anche esisterà la NATO.

      D'ora in poi sarà però un impero molto ridimensionato.

      Ritornando ora sulla questione delle future sorti del'Ucraina, il fatto stesso che la Russia stia riconquistando il rango di superpotenza politica e militare già di per sé è per Putin anche in tal senso un grande vantaggio.
      Tale rango infatti fa della Russia un vicino con cui qualsiasi governo che fosse anche moderatamente filo occidentale dovrebbe comunque necessariamente fare conti molto cauti ed avveduti. Se a ciò si aggiunge poi il vincolo economico, la dipendenza diventa perfino scontatamente ovvia. Peraltro già fin d'ora è possibile constatare come perfino Georgia e Armenia stiano lentamente ma evidentemente ritornando a gravitare d'intorno alla Federazione Russa.

      Forse il compito di Putin risulterà meno gravoso di quanto a un primo sguardo possa sembrare, specialmente considerando un eventuale importante contributo della Cina.

    6. Gino 15 novembre 2024

      Così come in Italia avvenne al riguardo di Nizza e Savoia, e Fiume e Trieste...
      Il nazionalismo esiste un poco ovunque. E parendo almeno in parte connotare anche l'autore dell'articolo che stiamo commentando.
      Nella Federazione Russa attualmente sta però prevalendo la tendenza a distinguere nettamente il significato di "patriota" da quello di "nazionalista". Il primo termine risultando essere inclusivo, il secondo risultando essere esclusivo. Il primo risultando ancorato principalmente ai valori culturali e linguistici, il secondo a sangue ed etnia.
      La più importante differenza fra i due tipi starebbe però nel fatto che il primo sarebbe un tipo molto più pragmatico mentre il secondo sarebbe invece molto più idealista (o ideologizzato).

    1. Jocondor 15 novembre 2024

      Mi sembra che, non sapendo noi come la pensano Putin e con lui il popolo russo e l'esercito, e non conoscendone affatto le perdite subite, posso solo dire che Dugin ha perfettamente ragione: una trattativa di pace che prescindesse da quelli che reiteratamente sono gli obbiettivi dichiarati dell'operazione, i famosi tre punti, non avrebbe alcun senso. Sarebbe solo una tregua e servirebbe soltanto a dare tempo all'Occidente di riarmare l'Ucraina magari sotto la direzione polacca (e non sarebbe affatto la prima volta). Infatti la trattativa viene invocata dall'Occidente stanco ed esaurito, dall'Europa in crisi e dagli USA impegnati su troppi fronti, e non dall'establishment russo.

      MI auguro poi che la sconfitta che verrà dal campo di battaglia dell'Ucraina, unita al possibile anche se non sicuro disimpegno di Trump, chiarirà ai nostri concittadini il ruolo e la follia delle élite della UE, cioè permetterà di comprendere che nel baratro ci stanno trascinando coloro contro i quali, a differenza dell'appartenenza alla NATO, possiamo ancora votare, come hanno fatto i tedeschi in Sassonia e dintorni.

    1. CaptainWildBillKelso 15 novembre 2024

      La Russia è l'alleato naturale di noi europei occidentali. Condividiamo con la Russia secoli di storia, le nostre economie sono potenzialmente complementari (e lo sono state effettivamente per lungo tempo) e le nostre culture sono affini. La Russia è entrata militarmente in Europa occidentale solo due volte negli ultimi 10 secoli: nel 1814 e nel 1945, entrambe le volte in risposta ad un attacco degli occidentali. Non si capisce perché caspita dobbiamo restare attaccati al carro nordamericano.

    2. ric 15 novembre 2024

      sante parole !

    3. BrunoWald 15 novembre 2024

      "Non si capisce perché caspita dobbiamo restare attaccati al carro nordamericano."

      Perché hanno conquistato l'Italia e vi mantengono decine di basi militari, mentre la maggioranza dei nostri compatrioti li considera alleati e liberatori.

      "La Russia è entrata militarmente in Europa (...) solo due volte negli ultimi 10 secoli: nel 1814 e nel 1945, entrambe le volte in risposta ad un attacco degli occidentali."

      Non è così semplice.

      Molteplici fattori minarono l'alleanza franco-russa del 1807, non solo per volontà di Napoleone che, anzi, chiese in moglie la sorella dello zar proprio per prevenire la rottura: Alessandro I rifiutò, e di fatto si stava preparando per la guerra, perciò la campagna del 1812 non fu un capriccio del corso, come ce la presentano alcuni.

      Nel 1941, Stalin aveva schierato un'armata mostruosa, di gran lunga più grande e meglio armata delle forze tedesche, preparandosi a travolgere l'Europa intera: fu preso letteralmente in contropiede da Barbarossa, che di fatto fu una mossa disperata da parte di Hitler. Ma questo è un segreto celato alle masse, altrimenti crollerebbe tutta la narrazione mitologica della 2GM.

    4. absitiniuriaverbis 16 novembre 2024

      Si capisce essendo noi una colonia.

    5. CaptainWildBillKelso 16 novembre 2024

      La "mostruosa armata" schierata da Stalin nel 1941 non riuscì però a impedire lo sfondamento inziale delle armate dell'asse: a nord fino alle porte di Leningrado, al centro fino a 40 km da Mosca, a sud fino A Minsk, Smolensk e Kiev. Strano no? Magari la "mostruosa armata" sovietica era in pausa pranzo?

    6. Giudice Holden 16 novembre 2024

      L'ultimo punto è assai controverso... dai diari dei generali tedeschi che parteciparono a Barbarossa, non traspare affatto. Anzi, diversi scrissero allora: Hitler ci ha ingannato. Trovarono la maggior parte delle divisioni russe disorganizzate e non in disposizione offensiva. In particolare i carri armati sparsi lungo il fronte e non raggruppati. Che poi in futuro Stalin potesse attaccare al momento giusto è probabile, ma non certo nel '41.

    7. Giudice Holden 16 novembre 2024

      Infatti non era in disposizione offensiva. L'armata rossa nel '41 se avesse attaccato sarebbe stata annientata. E per far ciò sarebbero bastate relativamente poche divisioni tedesche. Ed i russi ne erano coscienti. "Essi si congratulano per i nostri successi, ma sono impotenti e li guardano con le lacrime agli occhi" scrisse Goebbels a fine del 1940.

    8. BrunoWald 16 novembre 2024

      Minsk e Smolensk sono al centro.
      A sud i tedeschi arrivarono sino a Rostov, sul Don, dopo una gigantesca battaglia di accerchiamento per annientare le armate del fronte meridionale sovietico e conquistare Kiev, cosa che li obbligò a rimandare l'offensiva su Mosca.

      A dispetto della tua ironia, i sovietici stavano concentrando sui confini occidentali un'armata come non si era mai vista sulla terra: Wikipedia, parla di 17mila carri (contro 3mila tedeschi) e 9600 aerei (contro 3mila), ma non menziona la schiacciante superiorità dell'artiglieria sovietica.

      L'URSS era l'unica nazione al mondo a disporre di carri pesanti, e i suoi armamenti principali erano offensivi, così come lo schieramento: ció facilitò l'attacco tedesco, insieme agli errori e l'incompetenza iniziale del comando sovietico.

      Che comunque aveva già inflitto una pesante disfatta ai giapponesi in Mongolia, aveva attaccato la Finlandia, occupato gli stati baltici e strappato la Bessarabia ai rumeni, puntando ai pozzi petroliferi di Ploesti.

      L'atteggiamento di Molotov durante la sua visita a Berlino nel novembre 1940 non lasciò dubbi circa le intenzioni sovietiche, di qui la fatale decisione di agire d'anticipo.

      Tutto può essere materia di dibattito e diversa interpretazione, ma non possiamo ignorare i fatti, i quali smentiscono la versione ufficiale.

    9. BrunoWald 16 novembre 2024

      "L’armata rossa nel ’41 se avesse attaccato sarebbe stata annientata. E per far ciò sarebbero bastate relativamente poche divisioni tedesche."

      Illazione del tutto infondata: vedi la mia risposta a @CaptainWildBillKelso.

      In quanto a Goebbels, era un povero illuso.
      È vero che Stalin non si aspettava le fulminee vittorie tedesche in occidente, quando aveva sottoscritto il famoso patto di non aggressione: sperava che i contendenti si esaurissero tra loro, per poi prendersi l'intera posta senza sforzo. Le vittorie di Hitler gli complicarono i piani, ma lui sapeva che l'industria pesante e militare sovietica era di gran lunga superiore a quella tedesca, al pari delle riserve e delle materie prime.

      Era solo questione di tempo: senza Barbarossa si sarebbe preso tutta l'Europa, invece dovette accontentarsi della metà.

      Dal suo punto di vista, lo considero ammirevole.

    10. BrunoWald 16 novembre 2024

      Non mi risulta.

      Il maresciallo Keitel, già condannato e in attesa di esecuzione, scrisse frettolosamente a matita delle memorie in cui riconosce che Hitler - che criticava per diverse altre cose - aveva visto giusto circa l'imminenza di un attacco sovietico.

      Al di là di tutto, è evidente che prima o poi si sarebbe arrivati al conflitto, vista anche l'enorme superiorità russa in fatto di armi, uomini e materie prime. L'atteggiamento amichevole degli USA di Roosevelt, da prima della guerra, in contrasto all'ostilità riservata ai tedeschi, ci fa capire anche che dietro agli attori visibili operavano forze sovranazionali.

      Quelle di sempre, verrebbe da dire.

      Ripeto, non è questione di "dare ragione" agli uni o agli altri, ma solo di smontare le balle che ci raccontano da sempre. Più che altro perché sono usate per distorcere anche la lettura del presente, che è ciò che interessa.

    11. Giudice Holden 16 novembre 2024

      Keitel si dimostrò un leccapiedi anche in punto di morte. Era disprezzato da tutti i feldmarescialli. Appena possibile ti riporto le fonti sui diari che citavo. Hitler commise un errore strategico gravissimo non liquidando gli inglesi quando ne aveva la piena possibilità. Ne commise uno altrettanto grave aprendo un secondo fronte ad est. Entrambi dovuti almeno in parte a motivazioni ideologiche. Pessima cosa quando si è coinvolti in un conflitto del genere. Poi ne commise sempre di più gravi, andando contro a dei giganti della strategia come Manstein, Guderian, von Rundstedt, che gli consigliavano una difesa mobile elastica per dissanguare i russi. Comunque i russi nel 41 non avrebbero mai attaccato. Dopo forse si, ma nei fatti Barbarossa partì quando non c'era ancora nessuna offensiva imminente.

    12. Giudice Holden 16 novembre 2024

      La quantità significa poco, l'esercito tedesco nel '41 avrebbe spazzato via con facilità un'offensiva russa. A livello di stato maggiore e di quadri ufficiali l'armata rossa era pessima, assolutamente incapace di progettare ed eseguire un attacco del genere. Lo dimostrò in pieno nell'estate del 42. Nonostante il rodaggio di un anno di guerra nel quale aveva comunque imparato parecchio, tentando di anticipare l'offensiva tedesca del piano blu andò incontro ad un disastro terribile.

    13. Nonso 16 novembre 2024

      Lo schifo assoluto

    14. BrunoWald 17 novembre 2024

      "Appena possibile ti riporto le fonti sui diari che citavo."

      Ottimo.

      Ma non sono in discussione le qualità morali di Keitel, né il fatto che Hitler abbia commesso gravi errori strategici. Fra l'altro, sono d'accordo su gran parte di quello che scrivi.

      Solo che stavo parlando d'altro: stavo dicendo che la vulgata secondo cui la Russia sarebbe un pacifico gigante, sempre attaccato dai cattivi occidentali, è un mito.

      E te lo dice uno che rispetta i russi e li preferisce mille volte agli americani. Russia ed Europa occidentale sono alleati naturali, sempre messi l'uno contro l'altro da certe forze nefaste.

      Sta di fatto che la Russia ebbe le sue pesanti responsabilità sia nel 1812, che nel 1914, come nel 1941. Poi, sul fatto che Stalin fosse o meno in grado di attaccare siamo in disaccordo, ma la sostanza del discorso resta quella.

    15. Giudice Holden 17 novembre 2024

      Sul 1812 sono pienamente d'accordo con te. Il corso non voleva la guerra con la Russia, vi fu praticamente costretto. Ma ovviamente la storia come sempre la scrivono i vincitori, in quel caso, come d'altronde negli ultimi due secoli, gli imperialisti inglesi. Nel 1914 le responsabilità furono piuttosto diffuse, Austria e Russia sicuramente accesero per prime la miccia. Gli altri ci soffiarono sopra allegramente ed incoscientemente. Nel 1941 continuo a pensare che i russi non avrebbero attaccato, senza per questo vederli come povere vittime pacifiste. Tutt'altro. Ma Stalin dopo la Finlandia aveva capito le gravissime carenze dell'armata rossa, ed aveva avviato una riforma profonda dei quadri e degli armamenti. Serviva tempo. L'aviazione russa nel 41 era in uno stato pessimo rispetto alla Luftwaffe, piloti impreparati e caccia superati, lo yak 3 arrivò solo 2 anni dopo. I T34 erano appena arrivati nei primi gruppi corazzati ed erano erano pochi e disorganizzati. Gli altri carri, erano in gran parte inadeguati. Gli alti ufficiali assolutamente impresentabili. Ottima invece l'artiglieria, da sempre l'arma russa per eccellenza. Hitler sapeva che il tempo avrebbe giocato a favore dei russi, e tentò tutto sul colpo anticipato a sorpresa. Ma sapeva anche che nel '41 non erano in grado di attaccare. Disse il contrario ai suoi generali per motivare la sua scelta.
      Il suo vero grande errore, a mio parere, fu dare le spalle al suo vero e mortale nemico. Il vero ed eterno nemico dell'Europa che fu di Filippo II, di Napoleone, di Guglielmo II. E che resta il nostro nemico anche oggi. Che non sono i russi, come ci propinano i nostri media.

    16. Giudice Holden 18 novembre 2024

      Purtroppo in tutta la documentazione che ho sulla seconda guerra mondiale non riesco a trovare la fonte precisa a cui facevo riferimento. Capisco quindi che la si possa considerare inattendibile, al di là della mia certezza sulla lettura della cosa. Mi dispiace quindi di averla citata. Comunque sull'argomento, consiglio il testo "Storia di una sconfitta", dello storico militare Liddell Hart, considerato unanimamente uno dei più obiettivi (strano ma vero, essendo britannico) e competenti analisti dell'ultima guerra. E' un testo particolarmente interessante, viste le approfondite interviste fatte nel dopoguerra ai più importanti generali tedeschi, con alcuni dei quali intratteneva rapporti di conoscenza ed in qualche caso amicizia anche prima dello scoppio della guerra. In particolare nelle pagine 440/450 analizza la possibilità che nel 1941 l'armata rossa potesse o meno passare improvvisamente all'offensiva (evento poi escluso dalla maggior parte dei comandanti tedeschi dopo i primi giorni di Barbarossa) e nel caso avessero osato, ciò che sarebbe capitato loro.

    17. BrunoWald 18 novembre 2024

      Ti ringrazio comunque, cercherò anch'io.

      In ogni caso, va considerato che molti generali tedeschi nel dopoguerra avevano pienamente interiorizzato l'ideologia NATO, sia ai fini della Guerra Fredda che per interesse personale.

      Basta leggere le biografie tendenziose di storici britannici come Correlli Barnett ("I generali di Hitler", BUR, del 1989) per farsi un'idea del clima (atlantista) e della natura manipolatoria della ricostruzione post-bellica ad usum delphini.

      Non pochi tra loro, poi, erano interessati a scaricare le responsabilità della disfatta sul Diavolo ormai defunto, creando inoltre una serie di miti secondari, come quello del tiranno che dà in escandescenze di fronte al minimo contraddittorio...

      In realtà, Hitler era quasi sempre formale e corretto con gli interlocutori, e i comandanti con le palle tipo Model, Guderian, Kesselring o Milch non ebbero mai problemi a discutere con lui e persino imporre il loro punto di vista.

      Celebre il modo in cui Model gli chiuse la bocca in una riunione del 1942: "Chi comanda la Nona Armata, mio Füher, lei o io?"

    18. Giudice Holden 18 novembre 2024

      Hitler tranne rari casi, almeno fino al 20 luglio del 1944, ascoltò sempre, è vero. Il problema è che da Stalingrado in poi, si intestardì sulla sua decisione di difesa rigida, non facendo suoi i consigli di persone più preparate strategicamente. Ad esempio, se avesse dato retta a Manstein e Zeitzler, quasi certamente avrebbe sbloccato la 6 armata assediata, salvando 300.000 combattenti. Anche io ho pensato alla sindrome Nato del dopoguerra, certe testimonianze vanno prese con le pinze. Però il libro è davvero interessante.

    1. Martin 15 novembre 2024

      Dugin dopo la morte della figlia ha ripetutamente teorizzato ed invocato un radicale inasprimento della repressione di qualunque dissenso, in esecuzione dell' auspicata necessaria, ulteriore militarizzazione della società russa. Questo in un Paese, la Russia, che come l'Ucraina ha nel suo recente passato vissuto l'infinita atrocità di massa dello stalinismo, con almeno 15 milioni di morti.

      Non ci si può presentare a un negoziato di pace con "l'Ucraina è nostra e deve essere nostra".

    1. Dario Lampa 15 novembre 2024

      Se posso esprimere la mia opinione dico che
      l'amministrazione Trump inizia a somigliare al Conte I & al Drago I, come qualcuno ha già fatto notare. E, aggiungo io, anche al Meloni (primo e spero unico).

    2. ric 15 novembre 2024

      chiedera ' trump una pausa del conflitto , magari decennale per dedicarsi pienamente alle richieste da soddisfare di israele in medio-oriente.

    3. Nonso 15 novembre 2024

      Comunque non è andata molta gente a votare

    4. Moderatore 16 novembre 2024

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    5. Moderatore 16 novembre 2024

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    1. clausneghe 15 novembre 2024

      Bisogna dire che A.Dugin è una voce assai ascoltata in Russia e quando parla lui è come se parlasse "l'estabilsment" della F.R.
      Certo che il filosofo è molto coinvolto in questa guerra avendo perso la figlia in un attentato Ucronazista dove doveva morire bruciato nell'auto assieme a lei.Ricordate?
      Ciò dettto risulta chiaro e limpido l'intento Russo di andare fino in fondo e sarà buona se davvero non dovessero capitarci i Cosacchi, a far bere i loro cavalli nelle fontane della Meloni..
      Pensate che la demente femmina Kallia Kallis o come diavolo si chiama, ora a capo degli Esteri del mostro UE ha detto e ripetuto che l'Ucraina va sostenuta fino alla sconfitta dell'invasore Russo.
      Andiamo bene, andiamo.

    1. PietroGE 15 novembre 2024

      È comprensibile che Dugin sia sconvolto dalla perdita della figlia, questo articolo però non sta né in cielo né in terra e, come credo, in Russia sarà condiviso da pochi o forse da nessuno di quelli che contano e prendono le decisioni. Se la posizione della Russia dovesse essere : "l’Ucraina è nostra; tutto il resto è negoziabile", non vedo cosa ci sia più da negoziare, allora guerra ad oltranza. In realtà quella che doveva essere una operazione militare limitata nel tempo è diventata un massacro senza più scopi o finalità strategiche. La Russia ha perduto più di mezzo milione di soldati una quantità molto grande di armamenti, e soldi che si valutano forse a qualche centinaio di miliardi di euro. È vero che ha ottenuto una parte di territorio ucraino per la connessione con la Crimea, d'altra parte ha perso il Mar Baltico che è ormai diventato un mare NATO e proprio la NATO è avanzata a Nord in modo molto pericoloso per la sicurezza della FR. Il "compagno arma nucleare" è pura follia perché ci sono mezzo milione di soldati russi in Ucraina e diversi milioni di russi e poi la radioattività non si ferma ai confini. Basta vedere che anche gli USA hanno armi nucleari tattiche ma non le usano certo in Nord America, sono per il teatro europeo. È ora di chiudere questa guerra il prima possibile, è già durata troppo.

    1. Giudice Holden 15 novembre 2024

      Dubito che questa di Dugin sia anche la posizione del governo russo. Se l'amministrazione Trump accettasse come condizione di pace la non adesione alla Nato di Kiev, Crimea e le zone del Donbass recentemente conquistate come parte integrante della Federazione Russa, probabilmente Putin accetterebbe.

    2. ric 15 novembre 2024

      Putin deve stare molto prudente. gli yankees sono come gli ebrei. traditori e inaffidabili esattamente come il 90% dell europa.

    3. Giudice Holden 15 novembre 2024

      Solo un idiota oggi può ancora fidarsi del Grande Padre Bianco di Washington. È Putin sicuramente non lo è.

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