La (quasi) impossibile realizzazione della Verità

La (quasi) impossibile realizzazione della Verità

di Valentina Bennati
comedonchisciotte.org

Non è possibile realizzare la Verità se non si fugge la violenza per questo motivo è stato detto che la nonviolenza è la legge suprema.

Non è possibile praticare la nonviolenza se non si pratica anche il brahmacharya, che consiste nel controllo sugli organi di senso, sui pensieri, le parole e i gesti.

La non violenza richiede non-furto, non-possesso, non-paura, rispetto per tutte le religioni, soppressione della "intoccabilità", e simili.

Non-furto non significa solamente il non prendere la roba degli altri, il prendere o il tenere per sé cose non necessarie è già un furto. E naturalmente ogni furto è un atto di violenza.

Non-possesso significa non tenere per sé nulla che non sia necessario oggi stesso.

Perché si possa parlare di non-paura è necessaria l'assenza di ogni forma di paura: della morte, delle ferite corporali, della fame e degli insulti, come anche della disapprovazione pubblica, degli spettri, degli spiriti cattivi e dell'ira di chiunque. Solo l'assenza di queste e di ogni altro tipo di paura si può chiamare non-paura.

Per abolire la "intoccabilità" non basta avvicinarsi agli intoccabili, è necessario giungere a considerarli nostra carne e nostro sangue e trattarli come fratelli e sorelle: né più in alto né più in basso di noi.

Non basta tollerare le altre religioni: dobbiamo rispettarle, come rispettiamo la nostra.

* * *

Così Mohandas Karamehand Gandhi che per ben 21 anni, dal 1893 al 1914 visse in Sudafrica, dove per la prima volta proclamò il satyagraha o spirito della non-violenza.
Tornato in India nel 1915 si dedicò completamente a quello che ormai riteneva il suo impegno morale, politico e religioso portando, infine, il suo Paese all'indipendenza.
Morì il 30 gennaio 1948 per mano di un fanatico che non approvava la sua azione a favore della convivenza pacifica fra musulmani e indù.

Gandhi era pienamente consapevole della grande difficoltà di realizzare quella Verità che con tanta convinzione perseguiva poiché riconosceva che il cuore degli uomini è agitato dalle passioni.
Le passioni sono per il nostro cuore ciò che la tempesta è per l'oceano. “Soltanto il marinaio che si tiene saldamente alla nave riesce a salvarsi nella tempesta. È soltanto colui che si tiene unito a Dio con la fiducia può trionfare sulla tempesta che si agita nel suo cuore”, affermava.

In questi giorni sto riscoprendo questo grande uomo leggendo un vecchio libretto ritrovato in un angolo della libreria nella casa dei miei genitori: raccoglie i pensieri che scrisse nell'arco di circa due anni, dal novembre del 1944 all'ottobre del 1946, per consolare un amico distrutto dal dolore per la morte della moglie. Fu proprio quell’amico che poi riunì tutti quei pensieri in volume e lo tradusse in inglese.
Gandhi non aderì mai formalmente al cristianesimo, tuttavia in questo piccolo libro si trovano molti pensieri dedicati alla ricerca della volontà di Dio e allo sforzo di mettersi nel modo migliore possibile al servizio dei fratelli.

In realtà, anche se non rifiutò mai l'induismo, si può certamente dire che fosse rimasto profondamente affascinato dalla figura di Gesù. Durante gli anni della permanenza in Inghilterra (dove completò la sua formazione giuridica) e poi in Sudafrica (dove lavorò come avvocato) aveva incontrato e si era confrontato con diversi cristiani credenti e, leggendo il Vangelo, era stato colpito, in particolare, dal discorso della montagna.
Riteneva, tuttavia, che l'Europa e l’Occidente avessero tradito in larga parte gli insegnamenti di Cristo
e in più occasioni, attraverso discorsi e testi scritti, si preoccupò di chiarire che il bellissimo messaggio evangelico basato sull’amore per il prossimo era qualcosa di molto diverso da ciò che poi aveva messo in pratica quell’Occidente colonialista, materialista e bellicoso che l’India aveva conosciuto.

Gandhi è senza dubbio una delle maggiori figure del XX secolo ed è stato fonte d’ispirazione per personalità come Martin Luther King e Nelson Mandela.
A 155 anni dalla nascita, la sua voce risuona oggi più che mai provocatoria. Mettendo a nudo le contraddizioni del nostro vivere da credenti, ci obbliga a riflettere.
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Valentina Bennati ComeDonChisciotte.Or

Commenti (10)

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Mostra commenti 10 caricati
    1. sbregaverse 27 agosto 2024

      Verum ipsum factum.
      (o quasi)
      Cara sora, la prudenza non è mai troppa,
      va lentina(cum juicio)

    1. sbregaverse 27 agosto 2024

      La verità mi fa male *¿?
      Dimmi la verità° ¿?
      *Caterina Caselli
      ° Little Tony

    2. sbregaverse 27 agosto 2024

      Perchè non chiederlo direttamente al Titolare ¿?

    3. Nonso 27 agosto 2024

      La verità non è da dire, è da praticare. Lo saprai bene tu, con tutte quelle donne che slinguazzi di continuo.

      Però ti penso sempre, ti fa male lo so.

    1. fiurdesoca 26 agosto 2024

      mah!!!
      resto sempre perplesso di fronte a certe figure alla gandhi, se erano qualcosa di buono non diventavano miti...
      penso che il sogno di ogni predatore sia la preda remissiva e i vari gandhi è ciò che propongono come meta...

    1. sim 25 agosto 2024

      L'ideale di convivenza amorevole (apparentemente utopico) di Gandhi troverà la sua piena realizzazione (dal punto di vista cristiano) dopo il ritorno di Cristo: il Salvatore farà la necessaria 'cernita' (anche nota come 'giudizio universale') separando i giusti dagli empi e trasformando così la terra in un paradiso per mille anni. Il brahmacharya il cristiano lo cerca tramite l'unione con Cristo: in Lui, che è uno con il Padre, tutto è possibile. Per avvicinarsi a Cristo i cattolici in particolare hanno come modello di virtù Maria, la nostra Madre Celeste e maestra di umiltà: la serva perfetta di Dio è anche Regina della Pace, perché Dio abbatte i superbi ed eleva gli umili. Tuttavia, prima che Gesù faccia ritorno, la nostra fede in Lui sarà messa alla prova dalle peggiori tempeste che l'umanità abbia mai dovuto affrontare dall'inizio della sua storia: la cosiddetta 'fine dei tempi' è appena cominciata, anche se ancora pochi ne hanno preso piena coscienza... https://sfero.me/article/apocalisse-punto-siamo-cosa-sta-accadere-1708609605586

    2. maghi 26 agosto 2024

      Quando nella fortezza Antonia, davanti a Pilato, Gesù disse che il suo Regno non era di questo mondo, intendeva proprio questo. Poi riguardo al giorno e l'ora, solo Dio Padre, Lui asserisce, che ne è a conoscenza. Però nella Valtorta, parla di un millennio, poi un altro e ancora un pochino. Diciamo pure che il Padre Eterno da buon padre, lascia che i figli si annientino con le loro mani. Non mi pare ci manchi molto, prima che questo pianeta divenga invivibile. E' troppo cambiato nell'arco della mia vita e il cambiamento sta accelerando. Non penso che quel pochino, arrivi al secolo.

    3. sim 27 agosto 2024

      Gesù disse il vero a Pilato quando affermò:
      "Il mio regno non è di questo mondo" (Gv. 18, 36)
      ma si riferiva alle circostanze contingenti.
      Disse il vero anche quando affermò:
      "Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!" (Gv. 16, 33)
      ma in questo caso parlava di un destino ineluttabile, che si sarebbe compiuto in un futuro più o meno remoto (a seconda dei punti di vista...)
      Questo sottolinea il fatto che il mondo, che ieri come oggi prevalentemente ha rifiutato Cristo, un domani lo acclamerà come Salvatore e Re. Dai segni direi che mancano 'solo' alcuni decenni al Suo ritorno sulla terra.
      Presto (pochi mesi/anni) l'umanità toccherà il fondo per poi risalire: il mondo diventerà molto più vivibile per qualche anno, ma poi la situazione tornerà a peggiorare e toccheremo nuovi 'minimi storici'...
      Noi 'figli di Eva' se siamo inguaiati quaggiù (come apparentemente siamo...) è perché abbiamo mangiato il 'frutto proibito': il Padre Eterno ci consente quindi di manifestare questa 'strana libertà' di fare il male che gli abbiamo estorto. Gesù, non a caso, ci ha insegnato a pregare così:
      '[...] e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.'
      Il 'male' e le relative 'tentazioni' in realtà ce li siamo cercati noi stessi! La legge universale ('moderata' dalla misericordia) stabilisce che chi semina raccoglie. In verità senza misericordia non c'è salvezza e senza perdono non c'è misericordia

    1. BrunoWald 25 agosto 2024

      "Gandhi non aderì mai formalmente al cristianesimo", e dunque non era cristiano. La ricerca di Dio e l'amore fraterno accomuna (a parole) tutte le religioni. Molti non cristiani sono affascinati dalla figura di Cristo, come si può essere affascinati dai monaci zen senza essere buddisti.

      Il controllo sugli organi di senso, sui pensieri, le parole e i gesti è una conquista, frutto di anni di ardua disciplina che solo pochi sarebbero disposti a praticare, per cui la dottrina della non violenza è pura utopia.

      La mia non vuol essere una critica: dico solo che, se si ama l'umanità e la si vuole aiutare, bisogna scendere al suo livello. Se si è veramente degli illuminati, probabilmente si capisce che è tempo perso (ma essendo io tutt'altro che illuminato, magari mi sbaglio).

      Infine, quelli che predicano l'estinzione dell'ego, sono spesso i proprietari degli ego più ipertrofici; e a meno di essere davvero dei santi o dei bodhisattva, le passioni sono il fuoco che alimenta quanto di meglio e di peggio è retaggio dell'uomo, tra cui l'amore, l'arte, la ricerca dell'eccellenza, la creatività...

      Spegnendo le passioni otterremmo solo degli zombies, che è più o meno l'obiettivo delle elite.

    1. Deimos 25 agosto 2024

      Il suo pensiero è durato quanto lui, ha fatto grandi cose aiutato dalla storia ma alla fine si è trovato gente che buttava vetri sulla sua strada: camminava scalzo in giro per l'India e chi lo osteggiava così poteva ferirlo rimanendo anonimo, versione estrema dei moderni dietro una tastiera!
      La logica del suo pensiero come tutte quelle religiose è il massimo vantaggio possibile, in teoria almeno seguendola ogni individuo otterrebbe il massimo vantaggio che il mondo può offrire, purtroppo ciò si scontra con il fatto che o TUTTI lo fanno o uno che decidesse di sfruttare la situazione si troverebbe avvantaggiato in maniera crescente.

      Il "furbo" rubando, emarginando e in generale approfittando di ogni opportunità per avvantaggiarsi a scapito di altri diminuisce anche il proprio massimale: queste azioni essendo diminutive per altri diminuiscono il "totale" che a questo punto produrrà "meno".
      Con la sicurezza si capisce bene, un ladro ruba in casa altrui, una parte delle risorse di "tutti" deve andare in prevenire ulteriori furti, il ladro può mettere molte più risorse di ogni singolo individuo che fa altro come attività principale quindi o tutti impiegano la maggioranza delle risorse per difendersi dai ladri o queste saranno sempre inefficaci. Il risultato è che il mondo produce solo mezzi di furto e difese dal furto, niente cibo, comodità, vestiti e quant'altro quindi anche i ladri non avranno queste cose!

      Dopo Gandhi l'India è tornata comodamente alle sue caste, ai suoi intoccabili, alle sue guerre. Sotto il suo governo l'India coloniale si è divisa dal Pakistan su linee religiose con una mostruosa migrazione, in se un atto glorioso che ha impedito una sanguinosissima guerra civile, cavalcando questa scissione sono tornati i "conservatori" nazionalisti induisti di Modi con una restaurazione feroce.
      Oggi i bramini sono i capi delle aziende indiane "di successo", vivono nelle loro città dorate circondate dagli slum degli intoccabili, agiscono per "diritto divino" e fanno ciò che vogliono perchè come casta si difendono gli uni gli altri dalle loro posizioni nel governo, nelle aziende, nella finanza e quant'altro. La logica indiana è semplice e diretta, non hanno bisogno di raffinatezza, hanno il potere e il diritto divino, comprano i concorrenti per chiuderli (es. Ilva), fanno concorrenza agli avversari grazie a finanziamenti diretti e indiretti governativi (acciai e petrolio derivati) e sfruttano l'impunità per applicare metodi di lavorazione talmente inquinanti da essere criminali (alluminio, rifiuti e altro).

      In fondo l'India che ha dimenticato Gandhi è il prototipo della nazione di successo, predatoria, fatta di consorterie pubblico/private, basata sui sotterfugi di bassa lega, dispostissima alla schiavitù "moderna", disposta a tutto per fare più soldi a scapito di qualsiasi cosa!

      Siate furbi, dimenticate Gandhi e bruciate il mondo, fatti i soldi tutto sarà perdonato, questo è il nuovo Vangelo. Gandhi non lo aveva letto temo...

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