La “prima cosa” per un Maresciallo dei Carabinieri? Sapere dov’è la palestra o il centro estetico … Parola di Generale Comandante!

La “prima cosa” per un Maresciallo dei Carabinieri? Sapere dov’è la palestra o il centro estetico … Parola di Generale Comandante!

Di Marco Billeci, zonarossa.org

Qualche giorno fa, fra gli appartenenti alle FF.OO., è iniziato a circolare un video, realizzato da qualcuno presente alla cerimonia di chiusura del corso Marescialli, presso la Scuola Allievi Marescialli, a Firenze. Nel video, si poteva udire la parte finale del discorso di chiusura del Comandante della Scuola, Generale di Divisione Pietro ORESTA.

Ieri ho risposto “di pancia” alla cosa, creando un video (che trovate ->QUI), estrapolando le sequenze dal seguente, fatto da qualcuno presente alla cerimonia e ripreso col telefonino.

Ecco il video per intero, direttamente dai social:

Evidentemente, il Comandante ORESTA deve aver fatto un discorso incentrato sul benessere del personale e sull’importanza che la vita privata e la famiglia hanno per un maresciallo dei Carabinieri. D’altronde, si sà: qualsiasi lavoratore , se messo nelle migliori condizioni, lavora e rende al meglio.

Eppure, nonostante si voglia “spezzare una lancia” in favore del Comandante, da ex Maresciallo Maggiore dei Carabinieri quale sono, non posso non riflettere sugli esempi, i parallelismi, sul tono di voce usati dal buon Generale ORESTA, e non fare le seguenti riflessioni su alcune frasi proferite dal comandante, che vi condivido come avevo ripromesso di fare.

Ecco la prima delle frasi, che riporterò fedelmente:

E’ indubbio che aiutare il prossimo sia uno dei compiti più onorevoli e prestigiosi che una persona possa compiere, specialmente se trattasi di anziani, minori, persone in difficoltà. E che tale compito debba rientrare tra i doveri di un militare e, nel caso specifico, di un Maresciallo dei Carabinieri, è altrettanto sacrosanto.

Ma può mai un maresciallo dei carabinieri prediligere “l’impatto” mediatico, sociale, emotivo che potrebbe avere una semplice, quotidiana, buona azione su ciò che, invece, è il proprio DOVERE di ufficiale di polizia giudiziaria ovvero, perseguire un reato?

Può mai l’opera pìa che può compiere qualunque persona, di buon cuore e buona educazione, essere preferita ad un’azione specifica, demandata solo ad un appartenente alle FF.OO. quale appunto il sequestro di ingenti quantità di stupefacente o l’arresto di delinquenti?

Ma poi, 300 tonnellate di cocaina o arrestare 20 delinquenti

Avete una vaga idea dell’impatto che tale quantità avrebbe sul tessuto sociale?

E riuscite ad immaginare cosa significhi lasciare in libertà 20 delinquenti?

Io sì e per questo non mi capacito di come un Generale Comandante possa preferire, a queste priorità operative specifiche di un Maresciallo dei Carabinieri, il compimento di un gesto che compiono già le persone educate o i volontari della A.N.C., l’Associazione Nazionale Carabinieri.

Non contento della “confusione” ingenerata con questa lettura “new-age” dell’operatività di un Maresciallo dei Carabinieri, il Generale ORESTA da’ il seguente consiglio/suggerimento/ordine(?) ai neo marescialli:

Capisco che i tempi stiano cambiando ma, quando io venni addestrato, mi fu insegnato che le PRIME COSE che un Carabiniere avrebbe dovuto fare, una volta giunto al reparto, erano:

  • imparare la scala gerarchica territorialmente competente;
  • informarsi sul territorio in cui era chiamato ad operare, chiedendo informazioni sugli obbiettivi sensibili presenti, la tipologia di fenomeni criminali attuali e passati, il tipo di tessuto economico-sociale;
  • conoscere le personalità del posto, da quelle istituzionali (Sindaco, Prefetto, Questore, Presidente del Tribunale, Procuratore Capo, etc) a quelle di “riferimento” della popolazione quali imprenditori, farmacisti, medici, artisti, eventuali VIP presenti, etc.;
  • informarsi sui luoghi di interesse per la vita sociale in generale nonché per la propria vita privata, imparando a distinguere le zone abitate, la collocazione di supermercati, scuole, banche, uffici territoriali e tutto ciò che offre un servizio di utilità quotidiana alla cittadinanza e, quindi, a se stessi ed alla propria famiglia.

in poche parole, si doveva CONOSCERE il territorio in cui si era chiamati ad operare e capire come potersi inserire al meglio, sia operativamente che personalmente, in quel preciso contesto e tessuto sociale.

Invece oggi viene indicata, come priorità, il sapere dov’è la palestra, il centro estetico, il distributore con le condizioni più economiche (!), l’agenzia di viaggi ovvero, “i caxxi propri“… e vorrete scusare il francesismo ma non saprei davvero come altro indicarlo… Inoltre, in qualche modo, devo sfogare lo sdegno che certa “visione” dell’essere Maresciallo provoca in me!

Infine, quello che per me è la parte “peggiore” del discorso del Generale ORESTA:

Con quel “poiii” pronunciato con quel tono che lascia davvero poco spazio all’interpretazione, emanando tutto il lassismo, la procrastinazione, la lentezza possibile, tipici della peggiore mentalità da “dipendente pubblico generico medio” che un Maresciallo dei Carabinieri dovrebbe rinnegare e non certo fare propria. Con quel “faremo quello che è possibile“, ribadito due volte, come a voler dire che basta impegnarsi giusto il necessario a conseguire la sufficienza che va bene così…

Mi chiedo: è questo ciò che oggi viene insegnato ai Marescialli dei Carabinieri?

Perché, se così fosse, son contento di poter parlare da “EX”, da chi nella propria carriera ha pensato a consegnare alla Giustizia delinquenti, a risolvere problemi ai cittadini, riuscendo nel contempo anche a fare buone azioni ed a crescere due figli.

Avessi avuto anch’io un mentore che mi avesse tramandato il “pensiero” del Generale Oresta, forse oggi sarei ancora in servizio, magari in un ufficio, a fare quanto è possibile, fra una seduta in palestra ed un trattamento estetico, fra un pieno alle migliori condizioni e la prenotazione di un viaggio organizzato…

Invece, giovane Carabiniere Ausiliario, ebbi l’imprinting da un maresciallo che mi disse:

“fa che il tuo servizio nell’Arma non siano soldi rubati allo Stato e giorni rubati a Cristo!”

Avessi dato l’odierna priorità alle cose, non avrei fatto oltre 500 arresti, non avrei mai sequestrato € 200.000 ad un narcotrafficante, non avrei una cicatrice da morso all’avambraccio sinistro per opera di un tossicodipendente, non avrei i legamenti del ginocchio destro rotti da un calcio sferratomi da un delinquente, non mi sarei rotto il piede nello sgombero di un campo abusivo, non avrei una frattura alla parete orbitale per il troppo impeto nell’addestrarmi, non avrei l’invalidità che ha portato al mio congedo poiché avrei detto “io faccio quel che posso” ed avrei mandato al mio posto un “marescialletto” scapolo e senza figli, condannando qualcun altro all’infausto destino…

Avessi avuto modo di imparare questa visione dell’essere Maresciallo, non avrei confuso il “Benessere Personale” – ovvero, il procrastinare al “poi” le esigenze di servizio mettendo al primo posto palestra, centro estetico, famiglia, interessi personali – con il “Benessere DEL Personale“, quello che credevo si conseguisse mediante:

  • rinnovi contrattuali che migliorassero le condizioni economiche dei Carabinieri permettendo loro di far fronte al sempre crescente “caro Vita”;
  • un minimo di tutela legale, per sopperire alle ingenti spese del sempre pronto “atto dovuto”;
  • alloggi di servizio per tutti o a canone calmierato anziché essere vittime del mercato immobiliare, accettando e cercando per primi “comodati d’uso” a regolari contratti;
  • periodici addestramenti di mantenimento e corsi di aggiornamento, anziché spendere tempo libero e risorse economiche proprie, sottraendoli a se stessi ed alla famiglia;
  • caserme ed uffici efficienti, con climatizzazione funzionante, mobilia sufficiente, condizioni igieniche soddisfacenti, compresi i locali archivio ed i bagni al pubblico;
  • veicoli sicuri ed efficienti, con cui poter catturare i delinquenti, con frequenti revisioni ed interventi di manutenzione, magari con 4 pneumatici uguali;
  • DPI idonei a garantire la sicurezza del lavoratore, come GAP non scaduti e della giusta taglia, scarpe antinfortunistica in luogo di quelle “da ballo”, guanti anti-puntura, etc;
  • Armi e munizioni efficienti, magari manutenzionate periodicamente, con munizionamento non scaduto ed un idoneo e ciclico periodo addestrativo al poligono, in luogo di una sessione all’anno;
  • Supporto Psicologico ed emotivo, che mi aiuti ad affrontare il c.d. “peso del servire” ed evitare il “born-out” o il finire per abusare di sesso, alcool o droghe, finanche di spararsi in testa (con una media di separazioni e suicidi ben più alta della media nazionale) anziché rischiare la sospensione o il congedo non appena si chiede aiuto;
  • Idonei protocolli operativi e d’intervento che sanciscano confini ben precisi oltre i quali arrivi poi l’ “atto dovuto”, anziché lasciare tutto all’improvvisazione del singolo ed a “Io speriamo che me la cavo“;
  • posti letto decorosi e con un minimo di comfort quali:
    • una rete, un materasso, un cuscino anziché delle porte a sostegno di materassi macchiati e polverosi, con un niente come cuscino, come ho trovato in tantissime caserme;
    • un WC bianco, fosse anche da pulire, e non scassato, nero, marrone o le turche anacronistiche presenti ancora oggi in molteplici caserme;
    • una TV, anche senza essere SMART;
    • una lavatrice o un locale lavanderia dove poter lavare i vestiti senza far arricchire la solita “ditta convenzionata” delle lavatrici ed asciugatrici industriali a gettone…


e potrei continuare ancora poiché di “esigenze”, in quasi 18 anni sul campo, ne ho rilevate diverse ma oggi capisco che mi sbagliavo: era meglio andare in palestra o al centro estetico anziché tentare, in tutti i modi, di risolvere i problemi al cittadino e rendere onore al giuramento.

Cari Neo Marescialli, ascoltate e ricordate bene le parole del Generale Oresta. Vi raccomando soprattutto di individuare il distributore con le condizioni più economiche poiché, con lo stipendio che avrete, tolta la palestra, il centro estetico, l’agenzia di viaggi e l’affitto/mutuo o la rata dell’auto, vi rimarranno forse i soldi per il pieno…

Però, così facendo, vi “garantirete” ben 35 anni di carriera sicuramente sereni, dove il pericolo più grande sarà forse pungervi con la spillatrice od il rischiare un’intossicazione da polvere o naftalina… Ma che ve ne frega? Tanto voi, comunque, farete semplicemente quanto possibile…

Di certo vi godrete tempo libero e famiglia e non rischierete di fare la mia fine: separato ed in congedo anticipato per essermi sempre esposto, in prima persona, sacrificando vita personale ed affetti.

Certo, non proverete mai nemmeno le emozioni e le soddisfazioni regalatemi dal servizio svolto in questi quasi 18 anni ma sono sicuro che la forma fisica invidiabile, che maturerete andando in palestra, e l’impeccabile aspetto esteriore, che curerete nei centri estetici, sapranno compensare al meglio il tutto, mentre vi godrete il tempo libero fra un viaggetto e l’altro, stipendio permettendo.

Poi (ma solo poi) farete le “vostre cose”, farete quanto vi è possibile: quanto vi è possibile.

Di una cosa soltanto vi prego, ed è l’unica cosa che condivido delle parole del Generale Oresta:

ALMENO LE VOSTRE COSE, ALMENO QUEL CHE E’ POSSIBILE,

FATELO BENE!

Da un Servitore MAI servo,

Maresciallo Maggiore dei CC, in congedo Marco BILLECI

--

30.06.2025

Fonte : https://zonarossa.org/2025/06/30/la-prima-cosa-per-un-maresciallo-dei-carabinieri-sapere-dove-la-palestra-o-il-centro-estetico-parola-di-generale-comandante/

Commenti (29)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 29 caricati
    1. mago 2 luglio 2025

      https://x.com/pierpi13/status/1940430336719999340. Chiedo conferma se è vera la notizia

    2. lazarovici 2 luglio 2025

      se è vera, allora non c'è sempre del marcio in Danimarca

    1. Fa bio 2 luglio 2025

      Ho indossato una divisa solo durante il servizio militare ma voglio comunque commentare l'articolo perché lo condivido completamente. Sono rimasto incredulo ed esterrefatto leggendo le parole pronunciate dal Generale Pietro Oresta. In uno Stato autorevole ci sarebbero gli estremi per una denuncia, con queste frasi ha disonorato l'intera Arma, l'Italia però non possiede più questa qualità. Anche il diretto superiore avrebbe dovuto almeno riprenderlo per questo comportamento, non sono frasi da usare, ne in quel momento né mai.
      Anche a me é capitato di avere esperienze negative con le forze dell'ordine. Un anno fa camminavo coi due cani al guinzaglio ed a causa di un furgone posteggiato sul marciapiede ed in parte in strada ho dovuto camminare sulla sede stradale; in quel momento sopraggiungeva un'auto della polizia ed ho alzato la mano richiamando la loro attenzione. Si sono fermati e la persona accanto al guidatore ha abbassato il finestrino; ho fatto notare la situazione, credendo che si fermassero e facessero spostare il furgone. Senza invece proferire parola né salutare ha alzato il finestrino e l'auto è ripartita, lasciandomi incredulo. Conosco ottimi poliziotti e carabinieri ma il più delle volte che ho parlato con le forze dell'ordine ho ricevuto risposte assurde e incredibili.

    1. oliver 2 luglio 2025

      Parata holliwoodiana tipica del passato regime ?

    1. mago 2 luglio 2025

      Manco fossimo alla consegna dei diplomi di maturità del Liceo.
      poi ti chiedi come mai negli ultimi anni i marescialli sono sotto i riflettori della cronaca per altri motivi.

    1. nicolcass 2 luglio 2025

      mah, dopo la storia covid ho perso ogni rispetto per la gente in divisa...debbo mio malgrado dar ragione ai fottuti kompagni...le divise sono al servizio del potere

    2. ric 2 luglio 2025

      la divisa rappresenta il volere di chi detiene il potere. poi questi "servitori della patria " di qualsiasi formazione appartengano . Quanto manganellano i pro PAL , o chiunque non si adegui al pensiero comune corrente , non mi fanno pena. .ma a quanto pare la storia insegna poco....

      https://www.ilpost.it/2018/05/08/bava-beccaris-moti-milano/

    3. mago 2 luglio 2025

      E dopo le carcasse di auto per moralizzare la guida e le foto dei polmoni di chi fuma ai giovani allievi dovrebbero far studiare Bava Beccaris e il G7 di Genova. Per capire tante cose.

    4. uomospeciale 2 luglio 2025

      Si vuole proprio evitare che capiscano.
      Purtroppo se il pensiero critico e certe cose non ti vengono insegnati dai tuoi genitori
      ( sopratutto il padri e i nonni, il cui ruolo nella formazione dei giovani è importantissimo )
      Non ci si può poi aspettare che le scuole e i media gestiti e creati dallo stato per orientare e uniformare il pensiero dei giovani a senso unico vadano contro i loro stessi interessi:

      Ai giovani viene da sempre insegnato a ubbidire, a lavorare, a sacrificarsi a uniformarsi e a sottomettersi all' "autorità" senza porsi domande né questioni.
      In pratica gli viene insegnato a essere degli schiavi.

      Ma io ho fiduca nei nuovi giovani disubbidienti non perchè siano più svegli, ma perchè sono più individualisti e cinici.
      Hanno imparato a mettere sè stessi e il proprio benessere davanti a tutto.
      E l'hè dura manovrare, far sacrificare e costringere a lavorare e combattere, chi se ne sbatte del mondo intero...😃

    1. Sic 1 luglio 2025

      Io sono invece dioonnipotente dell'arma della giustizia, e questo povero disgraziato stava semplicemente esprimendo quello che gli sta facendo le ulcere allo stomaco e non poteva dire: abbiamo paura per come le cose si stanno mettendo e siccome i primi ad essere chiamati a combattere saremmo proprio noi, se volete disertare io vi comprendo. Schettiniana memoria, ma voi marescialloni lo biasimate?

    2. natascia 1 luglio 2025

      Anch’io ho colto paura e impotenza. Credo che a certi livelli oggi sia più difficile di una volta fare il proprio dovere. Anzi, penso che i conflitti creati a tavolino siano il sale che tiene i piedi questo sistema capitalistico falso che ci opprime tutti.

    3. simonlester 2 luglio 2025

      Il dovere di andare in 4 pattuglie a sanzionare uno che prende il sole sulla spiaggia o cammina solo nei boschi? Il dovere di buttare fuori da un treno chi non indossa una mascherina? Il dovere di impedire il libero spostamento a chi non possiede un marchio verde mentre spacciatori e camorristi circolano liberamente? Credo che anche tu possa proseguire con molti altri esempi.

    4. mago 2 luglio 2025

      se le persone preposte a tutelarti e / o difenderti fanno trapelare questi sentimenti o non sono al loro posto o non contano nulla, oggi è tutto più difficile in tutto..perché la vita è una cosa semplice siamo noi che la complichiamo.

    5. alessandroparenti 2 luglio 2025

      Non è che facciano solo quello che hai elencato tu.

    6. simonlester 2 luglio 2025

      Sono finito nel 1° btg Piemonte ( equivalente della celere) e ho visto le cose dall' interno. Poi se anche non ci fossi stato , come cittadino ho visto Genova, il pestaggio qui a Torino di studenti minorenni con il carico di accuse penali,i testatori di moti ondulatorio, la caserma di Piacenza; figurati le cose di cui non sono a conoscenza. C'è più di una mela marcia in mezzo , comunque, a molte mele buone.

    7. simonlester 2 luglio 2025

      Scusa la seconda risposta, ma devo aggiungere: vero quello che dici , ma quelle cose non avrebbero proprio dovuto essere fatte, erano la quotidianità invece di eccezioni.

    8. alessandroparenti 16 luglio 2025

      Per ripulire l'ambiente basterebbe il test del capello. Ma invece penso lo facciano fare ai mulettisti. Piloti di linea no. Il m ondo al contrario,direbbe Vannacci.

    9. simonlester 16 luglio 2025

      Anche un test etico e morale , di empatia. Vero anche che il cortile della Cernaia era in comune con il nucleo operativo (infiltrati) e quando di notte facevamo la ronda, incontravi tipi a cui avresti consegnato il portafoglio nonostante la pistola e senza che ti dicessero niente.

    1. CptHook 1 luglio 2025

      Caro Maresciallo, da Carabiniere Ausiliario di oltre 50 anni fa, le faccio il saluto con il massimo rispetto.
      Io ho prestato servizio sotto un Capitano duro, molto duro che, però, tutte le volte che un'operazione presentava un'ombra di rischio, era sempre il primo ad entrare, non ha mai permesso a nessuno di noi di stare davanti a lui, ed era sposato e aveva un figlio.
      Come Lei, anche questo Capitano rappresenta l'Arma che ho rispettato finché è stato possibile.

    2. simonlester 1 luglio 2025

      Ti saluto, carabiniere ausiliario 93° corso Cernaia, 1982.

    3. CptHook 1 luglio 2025

      Cernaia, IV° 1973

    4. simonlester 1 luglio 2025

      Scusa ,in 9 anni sono passati 89 corsi?
      Ricordavo 4 corsi l' anno.
      P.s. ricordavo anche che i corsi pari erano a Fossano, ma sono cambiate molte cose.

    5. alessandroparenti 2 luglio 2025

      Saluti a tutti i colleghi! Fossano 1988

    6. simonlester 2 luglio 2025

      Corso? Ho cercato oggi i corsi (senza trovare granché) ma ho scoperto che esiste un aca Fossano che organizza rimpatri, e il prossimo sarà a breve.

    7. CptHook 2 luglio 2025

      Era il 4° corso del 1973, non so quale fosse il numerale...

    8. Sic 2 luglio 2025

      CptHook, salvami tu dalla bassezza dell'ovvia battuta.

    9. alessandroparenti 16 luglio 2025

      entrato in giugno 1988

    10. simonlester 16 luglio 2025

      Una cosa che non si dimentica è il numero del corso e la dedica; il mio era il 93° capitano De Tommaso.

    11. alessandroparenti 27 luglio 2025

      dimenticato il numero

Visualizzati 29 di 29 commenti approvati.