La parola di Trump è guerra: i generali russi ottengono il via libera per distruggere l’Ucraina

La parola di Trump è guerra: i generali russi ottengono il via libera per distruggere l’Ucraina

John Helmer
johnhelmer.net

Con queste nuove parole (immagine di copertina), il presidente Donald Trump ha ora cancellato – secondo la sua definizione dell'attacco statunitense all'Iran del 22 giugno 2025 – ciò che il presidente Vladimir Putin e il ministro degli Esteri Sergei Lavrov avevano definito gli "accordi" negoziati durante il vertice di Anchorage, in Alaska, il 16 agosto.

Capitolare o annientare. Questa è, ed è sempre stata, la politica estera di Trump nei confronti di tutti gli Stati, in particolare di quelli in grado di difendersi con una forza efficace: Russia, Iran, Repubblica Popolare Democratica di Corea, Venezuela, Houthi nello Yemen, Hamas in Palestina, Hezbollah in Libano, India, Cina. Ciò che Trump ha appena detto sulla sua offensiva di cambio di regime contro il Venezuela vale per tutti. Ciò che ferma una politica del genere non sono più le parole, soprattutto non le parole "linea rossa". Solo la controforza - e questo significa, per usare il termine di Trump, "ammazzarli senza pietà".

Nella recente storia bellica degli Stati Uniti c'è un precedente. Si tratta del numero di cadaveri che, insieme all'inflazione interna e ai tassi di disoccupazione, aveva posto fine alla guerra del Vietnam – prima con le parole degli Accordi di pace di Parigi del 1973 (per i quali Henry Kissinger aveva ricevuto il Premio Nobel per la Pace), e poi con la forza dell'esercito del Vietnam del Nord e dei Viet Cong che, nel 1975, aveva cacciato gli Stati Uniti da Saigon (nessun premio per Kissinger).

Per il momento, il Cremlino insiste sul fatto che gli "accordi" raggiunti da Putin con Trump ad Anchorage continuano ad avere validità. "Desidero confermare ufficialmente", ha dichiarato martedì (21 ottobre) il ministro degli Esteri Lavrov, "che la Russia non ha modificato le sue posizioni rispetto agli accordi raggiunti durante le lunghe trattative tra Vladimir Putin e Donald Trump in Alaska. Tali intese si basano sugli accordi raggiunti allora, che il presidente Trump aveva illustrato in modo succinto quando aveva affermato che ciò che serve è una pace duratura e sostenibile, non un cessate il fuoco immediato che non porterebbe a nulla. Rimaniamo pienamente impegnati a seguire questa formula".

Questa "formula" è promossa anche dai due più forti alleati degli Stati Uniti al Cremlino: Kirill Dmitriev, inviato speciale del presidente per il trasferimento di ricchezza agli Stati Uniti, ed Elvira Nabiullina, governatrice della Banca centrale. In un tweet fuorviante, e poi in alcune dichiarazioni trapelate in forma anonima alla CNN di Miami, mentre si preparava a incontrare Steven Witkoff il 25 ottobre, Dmitriev ha dichiarato: "Sono arrivato negli Stati Uniti per continuare il dialogo tra Stati Uniti e Russia, una visita pianificata da tempo su invito della parte statunitense. Tale dialogo è fondamentale per il mondo e deve continuare con la piena comprensione della posizione della Russia e il rispetto dei suoi interessi nazionali". Ha detto alla CNN di essere impegnato in "colloqui ufficiali pochi giorni dopo l’annuncio del presidente Trump di nuove e dure sanzioni contro la Russia per continuare le discussioni sulle relazioni tra Stati Uniti e Russia”, secondo le fonti.

"Penso che siamo ragionevolmente vicini al raggiungimento di una soluzione diplomatica", ha aggiunto Dmitriev in quella che la Tass ha riconosciuto essere la sua intervista alla CNN.

La promozione da parte di Dmitriev del suo ruolo personale nei negoziati diretti con i funzionari statunitensi era stata ripetutamente bloccata a Riyadh e poi ad Anchorage da Lavrov e altri.

Nella sua dichiarazione politica di venerdì (24 ottobre), a seguito di un taglio di 50 punti base del tasso di riferimento della Banca Centrale al 16,5%, la Nabiullina ha riconosciuto che la sua strategia è quella di ridurre la crescita del PIL in Russia a zero più l'errore statistico. "Considerando le dinamiche attuali, abbiamo abbassato le previsioni di crescita del PIL per il 2025 allo 0,5-1,0%". Con "dinamiche attuali", Nabiullina intendeva le politiche statali di una guerra combattuta contro gli Stati Uniti e l'alleanza NATO, alle quali si oppone definendole rischi "pro-inflazionistici" e "geopolitici": "Dalla precedente riunione [12 settembre] si sono concretizzati significativi rischi pro-inflazionistici. Essi sono principalmente associati all'aumento del deficit di bilancio nel 2025 e all'aumento dei prezzi del carburante... L'aumento previsto delle imposte contribuirà a ridurre l'inflazione nel medio termine, ma porterà anche a un aumento una tantum dei prezzi nel breve termine".

Secondo la Nabiullina, per ridurre il tasso di inflazione in Russia, bisognerebbe porre fine alla guerra secondo i termini degli Stati Uniti. “I rischi per i prezzi del petrolio sono aumentati. Il mercato petrolifero globale è passato a una situazione di surplus. Ciò potrebbe avere un impatto significativo sui prezzi. Per la Russia, la situazione sarà ulteriormente complicata dalle sanzioni. Persiste l'incertezza legata alla geopolitica. Tutto dipenderà dall'evoluzione della situazione”.

L'opposizione interna russa a questa linea politica è forte, ma non arriva ad accusare la Nabiullina e Dmitriev di tradire gli interessi russi. "Le sanzioni occidentali non sono nulla in confronto alle sanzioni della Banca Centrale", aveva dichiarato a giugno il deputato della Duma Mikhail Delyagin, ex economista del governo Eltsin e ora vicepresidente della Commissione per la politica economica della Duma. Quello di Delyagin è il modo discreto di esporre il concetto.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha cercato di negare che la politica dello Stato Maggiore – l'avanzata vittoriosa dell'esercito russo sul campo di battaglia ucraino – sia la ragione dell'alto gradimento interno dell'esercito e del presidente. Non sono "correlati", ha affermato Peskov nel titolo della Tass.

"L'alto indice di fiducia dei russi nei confronti del presidente Vladimir Putin e delle forze armate del Paese sono indicatori distinti che vengono misurati separatamente", ha dichiarato ai media il portavoce presidenziale Dmitry Peskov. "Si tratta di indicatori distinti che vengono misurati in modo indipendente. Attualmente sono davvero molto elevati", ha affermato Peskov, rispondendo a una domanda sulla correlazione tra gli elevati indici di fiducia nei confronti di Putin (77,8% secondo il VTsIOM) e delle forze armate russe (80%)."

Ascoltate il nuovo podcast su ciò che sta per accadere condotto da Dimitri Lascaris su Reason2Resist, tenutosi sabato mattina ad Atene.

Secondo una versione del processo decisionale di Trump trapelata alla stampa di Murdoch, "funzionari anonimi hanno riferito al [Wall Street Journal] che le tre opzioni erano state elaborate mesi fa nel caso in cui Trump avesse deciso di intraprendere azioni più severe contro la Russia. Il pacchetto più forte includeva misure economiche di ampia portata e sanzioni dirette contro la leadership russa, quello intermedio era mirato alle risorse energetiche e quello più morbido prevedeva misure più limitate. Trump alla fine ha scelto l'opzione intermedia, che include sanzioni contro Rosneft, Lukoil e le loro controllate. Un funzionario ha detto che mercoledì 22 ottobre Trump aveva incontrato il segretario al Tesoro Scott Bessent e gli aveva dato istruzioni di preparare la sanzioni sul petrolio russo. Aveva poi chiesto il parere dei suoi principali consiglieri. Il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa Pete Hegseth si erano detti d’accordo con la sua decisione".

Secondo questa versione, Trump sarebbe stato persuaso dalle immagini che gli erano state mostrate durante gli sporadici briefing dei servizi segreti. L'ultimo di questi, registrato sul calendario della Casa Bianca, risale al 16 ottobre ed era durato 50 minuti. Secondo la notizia diffusa dal Wall Street Journal, "fonti hanno riferito che la pazienza di Trump si era esaurita a causa della mancanza di volontà del leader del Cremlino di avviare colloqui di pace, mentre continuavano ad emergere immagini della distruzione in Ucraina causata dagli attacchi russi... funzionari dell'amministrazione hanno affermato che le immagini lo hanno irritato".

Quando il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent aveva incontrato Trump alla Casa Bianca il 22 ottobre, secondo quanto riferito, per ricevere la decisione di Trump di imporre nuove sanzioni, non era sicuro che la decisione di Trump fosse stata presa dai funzionari. "Imporrete sanzioni alla Russia?", aveva chiesto un giornalista a Bessent mentre usciva dalla Casa Bianca. "Allora, noi... noi annunceremo dopo la chiusura di oggi pomeriggio, o domani mattina presto... o, ehm, domani mattina presto, un sostanziale, ehm, inasprimento delle sanzioni contro la Russia. E voi dovrete aspettare fino a quando non lo sentirete".

Nella politica russa in risposta all'escalation delle operazioni militari ed economiche degli Stati Uniti e dei loro alleati sotto Trump, Dmitriev e Nabiullina rappresentano una colonna di due, non una colonna di cinque. [Questa metafora è comune in contesti strategici per descrivere non solo truppe, ma anche gruppi o fazioni politiche: una "colonna di cinque" rappresenta un fronte unito e maggioritario, mentre una "colonna di due" indica una minoranza isolata, non rappresentativa del consensus generale N.D.T.]

La loro linea, secondo cui Trump sarebbe affidabile nell'attuare gli "accordi" di Anchorage e che la sua nuova bellicosità dovrebbe essere ignorata, è amplificata dalla piattaforma di propaganda statale RT e dai podcaster americani. Questi ultimi sostengono che nei "contatti e discussioni" non annunciati tra Trump e Putin ci sarebbe "una spiegazione più benigna" per la politica di Trump e per le assicurazioni segrete da lui fornite, politica che le lobby belliciste di Bruxelles, Londra, Parigi e Washington starebbero cercando di neutralizzare. (Min 15)

[caption id="attachment_232732" align="aligncenter" width="701"] Da sinistra a destra: Kirill Dmitriev, Steven Witkoff ed Elvira Nabiullina.[/caption]

I servizi segreti militari russi continuano a confermare che l'esercito statunitense e la CIA sono pienamente impegnati con le loro controparti britanniche e della NATO e con gli ucraini in ogni operazione di attacco alle raffinerie russe e ad altri obiettivi civili in Russia, nonché contro i movimenti delle petroliere russe nel Mar Baltico, nell'Atlantico e nel Mediterraneo. Lo Stato Maggiore ha informato il Presidente che "ammazzarli senza pietà" è la politica bellica di Trump nei confronti della Russia.

Una fonte di Mosca ben informata commenta: "Se ho capito bene, il piano di Trump è quello di trattare ogni guerra come se fosse Gaza. Sta provando la stessa cosa in Venezuela. Quindi è convinto che se ai tedeschi sarà permesso uccidere molti russi e colpire molti beni russi, non subirà una sconfitta, ma otterrà invece una vittoria uccidendo e bombardando di più. Certo che è un bel piano".

Dmitry Medvedev, ex presidente e attuale portavoce del Consiglio di Sicurezza, ha commentato: “Nuove sanzioni contro il nostro Paese da parte degli Stati Uniti. Che altro? Ci saranno nuove armi oltre ai famigerati Tomahawk? Se qualcuno dei numerosi commentatori nutriva ancora delle illusioni, ora le perderà. Gli Stati Uniti sono nostri avversari e il loro loquace ‘pacificatore’ è ora in pieno conflitto con la Russia. Sì, non sempre combatte attivamente dalla parte dei banderiti Kiev, ma ora questo è il suo conflitto e non quello del senile Biden! Naturalmente diranno che non avrebbe potuto fare altrimenti, che è stato sottoposto a pressioni dal Congresso, ecc. Questo non cambia il punto principale: le decisioni prese sono un atto di guerra contro la Russia. E ora Trump si è completamente allineato con la folle Europa”.

Medvedev rifiuta esplicitamente l'interpretazione pubblica del Cremlino secondo cui Trump sarebbe stato ingannato dagli europei. Egli riflette anche la convinzione dello Stato Maggiore e dei servizi segreti secondo cui le parole di Trump sono ormai prive di valore e che saranno le armi a decidere sul campo di battaglia. “C'è un chiaro vantaggio nella prossima mossa del pendolo trumpiano: si possono martellare con una varietà di armi tutti i nascondigli dei banderisti senza preoccuparsi di inutili negoziati. Per ottenere la vittoria questa è esattamente l'unica possibilità. Sul campo, non a una scrivania. Distruggendo i nemici, non stringendo ‘accordi’ insignificanti”.

[caption id="attachment_232733" align="aligncenter" width="695"] Fonti: sinistra, destra[/caption]

Ecco alcuni estratti integrali della conversazione tra Trump e il segretario generale della NATO Mark Rutte, e il riassunto di Rutte per la stampa:

Trump con Rutte nello Studio Ovale, 22 ottobre:

Donald Trump: Penso che qualcosa funzionerà. Noi [Trump e Putin] abbiamo un ottimo rapporto, ma sarà una cosa importante. Abbiamo annullato l'incontro con il presidente Putin. È solo che... non mi sembrava giusto. Non mi sembrava che saremmo arrivati al punto che dovevamo raggiungere, quindi l'ho annullato, ma lo faremo in futuro...

Domanda: Signor Presidente, può dirci qualcosa sul motivo per cui sta inasprendo le sanzioni contro la Russia in questo momento? Qual è il...

Donald Trump: Ho semplicemente ritenuto che fosse giunto il momento. Abbiamo aspettato a lungo. Pensavo che avremmo agito molto prima del Medio Oriente. E Mark, come sai, abbiamo fatto il Medio Oriente più sette. Quindi abbiamo combattuto sette guerre diverse, dal Pakistan e dall'India a tanti altri paesi, come l'Azerbaigian, l'Armenia, l'Africa... Cosa che, secondo loro, era impossibile da fare. Ho combattuto tutte queste guerre. E quella che ci resta, ne abbiamo ancora una. Saranno nove e ne abbiamo ancora una e penso che anche quella la porteremo a termine. Penso che siamo sulla buona strada per farlo.

Domanda: E i missili Tomahawk? Putin ha sicuramente paura…

Donald Trump: Beh, il problema con i Tomahawk, che molti non conoscono, è che ci vogliono almeno sei mesi, di solito un anno, per imparare a usarli. Sono molto complessi. Quindi l'unico modo per lanciare un Tomahawk è se lo lanciamo noi, e non lo faremo. Ma c'è una curva di apprendimento enorme con il Tomahawk. È un'arma molto potente, molto precisa, e forse è questo che la rende così complessa. Ma ci vorrà un anno. Ci vuole un anno di addestramento intenso per imparare a usarlo e noi sappiamo come usarlo. E non lo insegneremo ad altre persone. Sarà... è troppo lontano nel futuro.

Domanda: Ho visto, signor Presidente, che proprio ieri ha detto che continua a credere che Putin voglia porre fine alla guerra.

Donald Trump: Sì, lo credo.

E poi oggi lei ha fatto questo passo per [inaudibile] le sanzioni e mettere più pressione su di loro.

Donald Trump: Sì.

Domanda: Cos'altro farà per incoraggiarlo ad arrivare a questo punto o può spiegare perché crede che lui voglia la pace?

Donald Trump: Sì, è una buona domanda. Oggi è un giorno molto importante per quello che stiamo facendo. Guardi, queste sono sanzioni tremende. Sono molto pesanti. Sono contro le loro due grandi compagnie petrolifere e speriamo che non durino a lungo. Speriamo che la guerra si risolva. Abbiamo appena risposto riguardo alle varie forme di missili e tutto il resto che stiamo valutando, ma non pensiamo che sarà necessario.

Domanda: Signor Presidente, può convincere il presidente Xi a smettere di acquistare tutto quel petrolio russo che sta finanziando questa guerra contro l'Ucraina?

Donald Trump: Beh, penso che gliene parlerò. Credo che sarà una conversazione un po' diversa. L'India, come sapete, mi ha detto che... basta. Sapete, è un processo, non si può semplicemente interromperlo, ma entro la fine dell'anno saranno quasi a zero. È una cosa importante. Era quasi il 40% del petrolio. L'India è stata fantastica. Ieri ho parlato con il primo ministro Modi. Sono stati assolutamente fantastici. La Cina è un po' diversa. Sapete, hanno un rapporto un po' diverso con la Russia. Non è mai stato buono, ma a causa di Biden e Obama sono stati costretti a stare insieme. Non avrebbero mai dovuto essere costretti a stare insieme. Ma sono un po' costretti, ma sono... per natura, non sono... non possono essere amichevoli. Non possono esserlo. Per natura, non possono. Spero che siano amichevoli, francamente, ma non possono esserlo. Non si dovrebbe costringere la Russia e la Cina a stare insieme, e Biden e Obama lo hanno fatto. Le hanno costrette a stare insieme per motivi energetici, per il petrolio. E quindi sono più vicine di quanto sarebbero normalmente. Penso che probabilmente ne parlerò. Quello di cui parlerò davvero con loro è come porre fine alla guerra con la Russia e l'Ucraina, che sia attraverso il petrolio, l'energia o qualsiasi altra cosa. E penso che sarà molto ricettivo. Lui... ora vorrebbe... non sono sicuro che lo volesse all'inizio. Ora vorrebbe vedere la fine di quella guerra.

Domanda: [Inudibile] Signor Presidente, ritiene che Xi abbia un ruolo importante nel convincere Putin, con cui parla regolarmente, a fermare immediatamente la guerra?

Donald Trump: Sì, lo credo. Penso che possa avere una grande influenza su Putin. Penso che possa avere una grande influenza su molte persone. Guardi, è un uomo rispettato. È un leader molto forte di un Paese molto grande. Sì, penso che possa avere una grande influenza e sicuramente parleremo della Russia e dell'Ucraina. In privato.

Rutte lascia la Casa Bianca, 22 ottobre, le sue dichiarazioni alla stampa:

[caption id="attachment_232734" align="aligncenter" width="727"] Fonte[/caption]

Se guardiamo alla parte russa, che ha iniziato questa guerra, è chiaro che non sta andando nella direzione giusta. E se guardiamo a quest'anno, diciamo che il territorio che hanno conquistato in Ucraina è estremamente limitato. E, come ho detto, a fronte di un numero enorme di morti e feriti gravi. L'economia russa è in una situazione difficile. Sappiamo che al momento ci sono lunghe code alle stazioni di servizio in tutta la Russia. Sappiamo che il presidente francese e altri in Europa hanno intensificato gli sforzi per quanto riguarda la flotta ombra. E, naturalmente, abbiamo visto la pressione esercitata dal presidente americano su alcuni Paesi europei affinché smettano di acquistare petrolio. Quindi tutto questo sta avendo un impatto.

Sono quindi assolutamente convinto che, con una pressione costante, saremo in grado di portare Putin al tavolo delle trattative per concordare un cessate il fuoco e poi altri colloqui successivi. Lo avete visto nelle ultime due settimane, in Alaska, quando il presidente americano ha deciso di applicare sanzioni secondarie all'India per l'acquisto di petrolio russo.

Abbiamo visto la settimana scorsa la telefonata in cui il Presidente ha detto: "Sto valutando l'invio di missili Tomahawk in Ucraina affinché l'Ucraina li utilizzi". Quindi questa è una chiara prova che possiamo cambiare i calcoli di Putin. Sì.

Domanda: Non la preoccupa il fatto che ogni volta che Vladimir Putin parla con il presidente Trump, quest'ultimo sembra poi allinearsi alla sua posizione, che ci sia un'incoerenza da parte del presidente degli Stati Uniti e che tra una settimana potremmo ritrovarci a parlare di una situazione tornata come prima, con lui nuovamente in campo russo?

Mark Rutte: Beh, non ci credo e non sono d'accordo. Perché il punto è questo. Voi vivete nel Paese più potente del mondo, con l'esercito più potente. Avete un presidente che, quando l'ho incontrato per la prima volta a Mar-a-Lago lo scorso novembre, prima ancora di essere insediato, ma dopo aver vinto le elezioni, mi ha detto: "Mark, voglio che le uccisioni finiscano. Voglio che il tritacarne si fermi. Non voglio più che si perdano altre vite umane". Questo è un tema che gli sta molto a cuore. E poi, data la sua posizione di potere e la sua visione su questo tema, è l'unico che può sedersi al tavolo con Putin e convincerlo a cambiare i suoi calcoli, dandogli un po' di margine di manovra per farlo. Insomma, questo rientra nelle sue competenze e lo sta facendo in un modo che appoggio pienamente.

John Helmer

Fonte: johnhelmer.net
Link: https://johnhelmer.net/taking-trump-at-his-word-leaves-only-the-russian-general-staff-option/#more-92626
24.10.2025
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (16)

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Mostra commenti 16 caricati
    1. nicolcass 27 ottobre 2025

      trump è un analfabeta, il tizio sbagliato nel posto sbagliato nel momento sbagliato

    2. ric 28 ottobre 2025

      Il TOP fra gli yankees

    1. Martin 27 ottobre 2025

      Quello che dice Rutte è irrilevante in partenza. Qui la mai paura è che Trump e Putin non si accordino per "lasciare accadere" o tollerare uno scambio belllico Russia-UE senza gli USA.

    2. ric 27 ottobre 2025

      PIU' CHE PROPABILE...

      gli usa mai faranno una guerra alla RUSSIA: saranno gli europei ma sotto la loro regia...

    3. natascia 28 ottobre 2025

      Non penso proprio che gli europei faranno una guerra alla Russia, unica parte sensata in questo tracollo statunitense.Certo i fondi americani già pretendenti dell’Ucraina stanno lavorando sodo. Forse l’unica guerra da farsi è contro i fondi speculativi, asfissianti, castranti, forse ormai scoppiati 🧑‍🚀.

    1. Shax 27 ottobre 2025

      Trump sta cercando di evitare la sconfitta del blocco occidentale camuffando la realtà sul campo. Siamo arrivati al dunque: o ottengono un cessate il fuoco utile a ricompattare le linee, far arrivare nuovi armamenti e nuovi combattenti occidentali mascherati da mercenari, oppure devono scendere in guerra. Ormai la Russia sta dilagando e le ultime roccaforti sono rircondate e prossime alla resa.
      Sulla questione delle sanzioni mi pare che si faccia una propaganda estrema perché mi pare evidente che sia Cina sia India troveranno il modo di importare petrolio russo aggirando le sanzioni che già erano in vigore da molto tempo. Anche perché i brics stanno procedendo a gran ritmo alla dedollarizzazione e si avvicinano al momento in cui le sanzioni saranno sterili lettere morte.
      Inoltre c'è da sottolineare che Putin ha ricordato che trump ha disatteso l'accordo che i due avevano raggiunto in Alaska. Resta da capire quanto ancora trump avrà tempo da perdere dietro alle ridicole pretese del comico di kiev e della claques di bruxelles, considerando anche i grandissimi problemi interni: giova ricordare che gli usa sono ancora in shotdown e se non si raggiungerà un accordo dopo il 1 novembre milioni di lavoratori non riceveranno stipendi e sussidi...

    2. ric 27 ottobre 2025

      un augurio di tutto cuore e' che negli usa scoppi una guerra interna fratricida senza esclusioni di colpi.

    3. XYZ 27 ottobre 2025

      accadrà l'americano medio ha debiti immani e risparmi ridicoli...condito da tante armi diffuse tra tutte le "classi sociali"

    4. Martin 27 ottobre 2025

      A Roma lo chiamano augurio de core.
      Negli USA "a wish, from the depth of my heart"

    5. Shax 27 ottobre 2025

      La guerra civile usa è statisticamente sempre più probabile.
      Il livello della vita per il cittadino medio è precipitato anche lì, con l'aggravante che neanche hanno quel poco di welfare che in Europa ancora concedono.

    6. ric 27 ottobre 2025

      DICIAMO CHE SONO SULLA STRADA GIUSTA.....

      ----------------------------
      IL SOGNO AMERIKANO

    7. Martin 28 ottobre 2025

      Errato, il livello di vita negli USA non è minimamente precipitato come nell' UE, è una differenza enorme che i media UE cercano in tutti i modi di nascondere. Ho parenti e vari amici negli USA e so di che parlo.

    8. Shax 30 ottobre 2025

      Le tendopoli lungo interi quartieri nelle maggiori città statunitensi però raccontano questo.

    9. Martin 30 ottobre 2025

      I cd barboni ci sono sempre stati, solo che oggi sono più visibili grazie ai Dem USA.
      Ho parenti e amici negli USA. Gli stipendi bassi e medi sono doppi o tripli rispetto all' Italia, quelli alti il quadruplo. Fino a 80.000 dollari si paga il 15 - il 20% di tasse sul reddito, secondo se single o coppia. Anche sottraendo il costo dell'assicurazione sanitaria, non c'e' proprio confronto.
      Il gap con l'UE è diventato ridicolo negli ultimi 20 anni, a causa del fallimento economico totale dell'UE, che si cerca in tutti i modi di nascondere,
      Una coppia di analfabeti centroamericani che fa le pulizie in hotel e uffici guadagna 6000-6500 dollari al mese. Togli 1300 di tasse sul reddito e 700/1000 di assicurazione sanitaria, restano 4000-4500 netti...... non ti parlo nemmeno degli stipendi medi e alti. Per esempio, un infermiere ospedaliero USA guadagna molto più di un medico italiano. Un qualunque impiegato prende minimo 5000 dollari, un ricercatore minimo 7000.

    10. Shax 30 ottobre 2025

      Eppure altri dati come l'indebitamento privato negli usa è alle stelle nonostante gli stipendi che sono innegabilmente nemmeno avvicinabili a quelli europei ed italiani in particolare...
      Ad esempio in Italia si può frequentare l'università senza indebitarsi per la vita come accade a molti statunitensi che iniziano la vita lavorativa con un accumulo di debiti importante da dover ripagare.

    11. Martin 30 ottobre 2025

      Con quegli stipendi, tutti pagano il debito universitario a lungo termine e senza sforzo, casomai il problema per i giovani e' la quotazione ormai raggiunta dalle case, anche se il down payment richiesto è del 20-25%. Ma il punto è che proprio non c'e' confronto, in Europa siamo scaduti enormemente negli ultimi 20 anni

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