La nuova “cultura” della morte di Stato

La Psicologia, nella consapevolezza della connessione fra i viventi, onora la Vita e si impegna a rispettarla e tutelarla

Il Canada inizia a praticare l'eutanasia ai cittadini con la 'sindrome da vaccinazione Covid'

Dopo l'approvazione della legge della Regione Toscana che consente e organizza il suicidio medicalmente assistito dei propri cittadini, apripista di una potenziale e futuribile legge nazionale, riceviamo e pubblichiamo dal Comitato Nazionale Psicologi EDSU.

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La grande risonanza mediatica relativa all’approvazione della legge regionale toscana per il suicidio assistito, ci impone alcune riflessioni.

Il Comitato Nazionale Psicologi EDSU non entra nel merito del tema complesso della vita e della morte, ma ribadisce e sostiene la sua posizione a favore del diritto di ognuno di poter scegliere liberamente secondo coscienza.

Tuttavia ci chiediamo a cosa sia dovuta tanta solerzia nel rendere possibile il cosiddetto “suici-dio assistito” in tempi brevi e a completo carico dello Stato, e come mai non vi sia altrettanta sol-lecitudine verso coloro che, in condizioni di sofferenza, devono lottare contro un sistema assi-stenziale e sanitario lento, farraginoso, esoso, inefficiente, restio a erogare le cure che invece potrebbero migliorare la qualità di vita loro e di chi li assiste.

Questa situazione sembra rispondere a uno schema ricorrente: per un problema creato si pro-pone un’unica soluzione possibile, che abitualmente sarebbe stata inaccettabile, per renderla, con passaggi successivi, ammissibile e alla fine auspicabile e normale.

In questo caso specifico la vera urgenza è rispondere ai bisogni di vita delle persone con una Sanità più efficiente e soprattutto di nuovo umana, e non burocratizzare e statalizzare la morte consegnandola ai mercanti di malattia.
Dietro la veste umanitaria della difesa dei diritti civili si celano forse intenti di altro genere? Che succederà se lo Stato trasformerà un’opzione in un’offerta attiva?

In Canada, per esempio, le percentuali di suicidio assistito ormai costituiscono il 4,7% di tutti i decessi. Una persona ogni 20 muore così.
Quale sarà il ruolo degli psicologi di fronte alle implicazioni di questa scelta? Dovremo forse prestare la nostra abilità professionale per far superare all’utenza riluttante una possibile “esi-tazione suicidaria”? Non sarebbe irrealistico, dopo quello che abbiamo visto realizzarsi in tempi recenti, in cui scelte non omologate venivano psichiatrizzate.

Stiamo ripetutamente assistendo al tentativo di interrompere il continuum nascita/vita/morte, un ciclo che fornisce senso e sacralità alla intera esistenza: lo abbiamo visto in pandemia e anco-ra oggi lo vediamo con i nostri cari defunti chiusi in sacchi neri e privati dei riti funebri; e nuo-vamente lo vediamo con il tentativo di ridurre il fine vita a una questione di politica sanitaria. La morte è un processo che merita la nostra piena assunzione di responsabilità, e non può esse-re trasformata nella saga del disimpegno morale, con lo Stato che promuove e il cittadino che firma il consenso.

La Psicologia ha il dovere etico di interrogarsi sul malessere odierno, nato dalla follia istituzio-nale che investe più nella cultura della morte che della vita. Quante volte il suicidio è un punto di arrivo in un vissuto sociale di solitudine, isolamento, mortificazione e abbandono? E non è la stessa mancanza di amore a privare di senso la vita e la morte?

Ogni vita e ogni esperienza ha un senso, questa cultura che svilisce sia la vita che la morte non ci appartiene e la vediamo ostile all’essenza stessa della nostra umanità. Come Comitato Nazionale Psicologi EDSU mettiamo al centro del nostro interesse l’essere umano, lo conside-riamo unità indivisibile di soma e psiche e ne riconosciamo il valore inestimabile e sacro.

18.02.2025

Comitato Nazionale Psicologi EDSU
www.comitatonazionalepsicologi.it [email protected]
https://www.facebookom/groups/535289105378344

Commenti (11)

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Mostra commenti 11 caricati
    1. arkalia 23 febbraio 2025

      Ma possibile che nessuno parli più che a noi cristiani è proibito il suicidio? E' veramente preoccupante questa apostasia dilagante in un paese come l'Italia centro millenario della Fede Cattolica. Scusate è solo una constatazione, non una critica. In nessun articolo, in nessuna discussione, non ho mai trovato un riferimento.

    1. carla 23 febbraio 2025

      Saranno ormai 40 anni che ci dicono che i figli devono andare a lavorare all'estero, come del resto la balla che il petrolio sarebbe finito negli anni 70.
      Hanno poi iniziato con la nenia del non si fanno più figli e la società invecchia, più invecchia meno soldi ci sono per le pensioni.
      Ideona: pensioni integrative, ma se si continua a pagare l'Inps con retribuzioni da fame chi si fa l'integrativa?
      Dopo il "non ti vaccini ti ammali e poi muori" per chi non ha le fette di prosciutto sugli occhi è stato molto chiaro che è solo sfoltimento veloce quello a cui mirano.
      Importante sarebbe conoscere il prossimo step oltre alla dolce morte.
      Per quella cercano da anni di portare i più fragili allo sfinimento/suicidio.

    1. Giudice Holden 23 febbraio 2025

      La demonizzazione del suicidio è legata alla nostra cultura cristiana. Nelle antiche tradizioni, nel paganesimo, nel buddismo, non aveva una valenza così negativa. Anzi, in alcune, soprattutto in determinate situazioni esistenziali, era vero semmai il contrario.
      Credo che ognuno di noi, se così sfortunato da dover vivere certe condizioni terribili, debba poter scegliere di andarsene mantenendo una sua dignità. Questo non vuol dire che non si abbia comunque diritto alla migliore assistenza medica e psicologica.
      Chi è contrario all'eutanasia, quasi sempre sostiene questo: invece di aiutare a morire, bisogna aiutare a vivere meglio. Come se le due cose fossero in opposizione tra loro. E' vero il contrario: lo stato dovrebbe sempre essere obbligato ad aiutare un malato, soprattutto se grave, a guarire e vivere. Ma questo non vuol dire poi negare l'aiuto ad andarsene quando la vita è diventata insopportabile.

    1. nicolcass 23 febbraio 2025

      I pensionati sono dei parassiti, pesano sulla società...pretendono di essere mantenuti con la scusa che per 50 anni hanno versato metà del loro stipendio in tasse....assurdo: " Copa le vecie col Flit!!"

    1. uomospeciale 22 febbraio 2025

      Insomma pare di capire che in futuro non avremo le cure nè la pensione, ma la punturina per levarci dal çazz0 sarà sempre disponibile.😢
      Questa si che è "civiltà"...😢

    1. natascia 22 febbraio 2025

      Mi unisco a questa dissertazione precisa e puntale. Forse poco sferzante verso gli interessi che si celano dietro ad uno stato ormai nemico. Uno stato che si auto-impegna a suicidare i propri cittadini: quelli più’ problematici. Prima che dia le dimissioni, vi sarà pure il benestare dell’amministratore delegato in Vaticano.

    2. maghi 23 febbraio 2025

      i preti e le suore continueranno sempre a lucrare sulla paura della morte. Fanno il viottolo per farsi lasciare l'eredità dai morenti benestanti e non daranno mai il benestare al suicidio assistito, non per motivi morali, ma per motivi economici.

    1. ws 22 febbraio 2025

      https://www.ibs.it/images/8054317089007_0_0_536_0_75.jpg
      Zootecnia per popoli superflui.
      Vi piace? Toccherà anche a voi.

    2. maghi 23 febbraio 2025

      io preferisco rimanere vivo, fintanto che posso aiutare me e gli altri, tanto se posso fare anche solo qualcosina per me, la potrò fare anche per gli altri. Poi se un giorno sarò nella sofferenza, ma non lo sarò per motivi sconosciuti ai più, potrei anche decidere la fine, ma non certo con un foglio di carta firmato da me ora, tanto so che sarà usato per ammazzarmi appena entrerò in ospedale, anche per semplici motivi, come mi successe nel 2020, quando mi recai lì per una volgare ecografia e, siccome avevo un pò di febbre, causata da un'infezione alla pelle, cercarono di farmi passare da malato covid, per mettermi in TI e lì terminarmi. Da allora il SI è il mio migliore alleato contro gli assassini laureati col permesso di uccidere. W i medici onesti come di Bella e pochi altri.

    3. ws 23 febbraio 2025

      Una eutanasia silenziosa negli ospedali è già in corso da tanto tempo, ma fino al 2020 era solo un fatto "privato".
      Qui invece si vuol passare alla dimensione "pubblica" semplicemente perché scatenare il conflitto tra uomini e donne vecchi e giovani etc.è un perfetto " divide et impera " sulla società e l' importante è distogliere l' attenzione del "gregge" da l' unico conflitto sociale ineliminabile : quello tra "pecore" e "pastori".

    4. carla 23 febbraio 2025

      Bellissimo film, come tutti i film di Pollack, uno su tutti "i 3 giorni del condor"

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