La nostra Meglio Gioventù e le Aziende italiane

La nostra Meglio Gioventù e le Aziende italiane

di Katia Migliore per ComeDonChisciotte.org

Pare che la tendenza del mondo del lavoro qui in Italia sia la seguente: si chiede l’esperienza anche ai neo laureati, possibilmente un paio d’anni, e poi gli si offre un bello stage a 500 euro al mese. Come a dire: caro giovane, non ho tempo di formarti, forse non ho neppure le persone per farlo, meglio se arrivi sapendo già di che si tratta così non perdiamo tempo, e comunque ringraziami perché senza di me saresti a casa sdraiato sul divano.
La situazione del mondo del lavoro per i nostri giovani è sempre più paradossale. Mi chiedo che cosa spinga le aziende italiane a chiedere ai nostri ragazzi appena usciti dal percorso scolastico e universitario di essere già “specializzati” in un determinato settore, e perché i nostri imprenditori hanno deciso di smettere i panni anche dei formatori di nuove risorse. L’apprendistato lavorativo che ha contribuito a creare la ricchezza del nostro patrimonio di conoscenze tecniche e artigianali è dunque definitivamente morto e defunto? Il valore sociale dell’impresa è un’idea da abbandonare definitivamente?

La scuola non è un posto di lavoro. Solo il contesto lavorativo può insegnare i fondamentali, e questo era un dato scontato fino ad alcuni decenni fa.
Il rapporto del nostro Paese con le nuove generazioni resta conflittuale: è ormai da anni che non si sentono ben volute in Italia, ed è per questo che sono sempre più spinte a cercare all’estero nuove speranze. La scelta di espatriare pare essere l’ultima soluzione
estrema, inevitabile in una condizione che sembra non offrire vie di scampo né visione del futuro.
La mobilità cresce sempre più perché l’Italia, con i suoi Governi da trent’anni indifferentemente di destra o sinistra, ha definitivamente messo da parte le politiche industriali e culturali adatte a offrire a un giovane il miglioramento del proprio status sociale, o anche semplicemente la realizzazione dei suoi sogni. Le condizioni indispensabili per crearsi una vita e possibilmente una famiglia accedendo a un lavoro sicuro sono venute a mancare. Noi sappiamo, per quanto questo fenomeno vada a mio avviso ulteriormente studiato e approfondito per evitare generalizzazioni, che c’è spesso sofferenza nei ragazzi italiani quando decidono di abbandonare il nostro Paese: chi parte lo fa tristemente e con la certezza di non avere alternativa. Ma noi adulti non possiamo biasimare questa scelta. Semmai dovremmo cominciare a chiederci quale sia il vero problema e cosa cominciare a fare per stimolare un’inversione di tendenza.

Partiamo dalle retribuzioni: è certo che la prima occupazione del neolaureato è pagata di più che in Italia. Non è difficile, del resto. Il nostro stage, mediamente, viene pagato dai 500 agli 800 euro al mese, talvolta con i buoni pasto, quasi mai i rimborsi per gli spostamenti. Perciò è un dato di fatto certo che la prima occupazione in Italia non permetta di raggiungere una sufficiente autonomia finanziaria.
Altro che pigrizia. Altro che giovani “mammoni”. Non ci si campa, con poche centinaia di euro al mese, ci tocca ribadire l’ovvio. E mentre la nostra classe politica fingeva di voler studiare delle soluzioni, nel 2021 35mila under 35 anni hanno spostato la residenza all'estero. Un’emorragia continua.
In Germania e Francia le retribuzioni di partenza sono nella media di 30.000-40.000 euro lordi annuali, raggiungendo in alcuni casi i 45.000 di retribuzione al primo impiego in Germania. In Gran Bretagna lo stipendio è legato all’età anagrafica, dopo i 22 anni si calcola all’incirca minimo sui 10 euro all’ora. Indipendentemente dal grado di istruzione e dal tipo di lavoro, espatriare per fare esperienza all’estero ai nostri ragazzi conviene di sicuro. Ci sarebbe da scommettere però che se ci fosse la possibilità di lavorare in Italia con stipendi appena poco più che decenti il fenomeno migratorio si ridurrebbe già in modo significativo.

Eppure, mi sembra di poter dire che non sia solo un problema di retribuzioni e stipendi. Torniamo alle domande iniziali di questo articolo e le responsabilità dell’imprenditoria italiana. A fronte di giovani con laurea triennale o magistrale, o anche master, sta aumentando progressivamente la tendenza da parte delle aziende di cercare e assumere con contratto di tirocinio anche giovani con esperienza di uno-due anni. Cioè può capitare di richiedere l’esperienza lavorativa a giovani appena usciti da una scuola, Università o Accademia, e in più pagarli molto poco indipendentemente dal loro percorso curricolare.

Una sorta di mentalità per la quale la botte ha sicuramente da rimanere piena nonostante la moglie ubriaca.
Colpa del costo del lavoro, si potrebbe dire. Si, eppure ci vedo anche un problema di mentalità. L’esperienza è ricchezza per un giovane, perché gliela si nega? Perché l’acquisizione di competenze lavorative di un ragazzo non può essere concepita anche come un investimento a medio-lungo termine aziendale?
Ribadiamo: giovani che hanno studiato per anni e che magari hanno anche lavorato per qualche anno, pagati 500 euro al mese. E se fossero anche 800 euro al mese la questione non cambierebbe: trattasi di stipendio da miseria.
Problemi di domanda e offerta, ci raccontano. Problema del costo del lavoro, la congiuntura economica, il contratto nazionale di lavoro e così via. Tutto plausibile, la difficoltà di sopravvivenza delle nostre imprese è fatto noto, e può essere tema di un altro dibattito. Ma la mentalità per cui non è più l’azienda che deve formare durante l’apprendistato il giovane lavoratore è sempre più diffusa e radicata e non è solo frutto di decisioni legate al conto economico.

Lo sconcerto di giovani che si sentono dire che i loro studi non bastano per trovare lavoro è qualcosa di palese, e non ci fa del bene. Va detto una volta per tutte: questa è una Nazione che ha bisogno di fare pace coi suoi giovani, con il suo futuro. Troppa denigrazione, troppa poca voglia di seguirli, di insegnargli come funziona il mondo del lavoro. E allora, oltre alle retribuzioni, proviamo a dare degli spazi, proviamo ad ascoltarli, creiamo condizioni ideali perché possano esprimere la loro creatività, realizzare i loro sogni. Insegniamo loro anche a lottare per ciò in cui credono. Insomma, facciamo in modo che tornino in Italia, anzi, facciamo in modo che non desiderino partire proprio, se non per fare un’esperienza diversa, mai forzata però.

“Nessuno nasce imparato”, diceva Totò. Cerchiamo di non dimenticarlo.

Katia Migliore

Pubblicato da Tommesh per ComeDonChisciotte.org

Commenti (75)

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    1. Shamir 19 marzo 2023

      I giovani cercano lavoro fuori non solo per lo stipendio: una amica che fa la ricercatrice e lavora da anni sulle cellule staminali, non è emigrata unicamente perchè si è sposata e ha messo famiglia qui. Ha raccontato che la ricerca in Italia non interessa a nessuno ma serve unicamente per muovere fondi. Si sente inutile, con le sue colleghe da anni devono comprarsi il materiale tipo le provette, e tanti suoi ex colleghi di università
      sono andati all'estero perchè almeno hanno la possibilità di fare ricerca vera, oltre che sentirsi apprezzati con stipendi adeguati.

    1. tortnoize 19 marzo 2023

      Poi ci sarebbe la questione della domanda e dell'offerta: tutti "laurati" che vogliono il lavoro per cui "si sono fatti il culo sui libri". Mentre magari in altri ambiti lavorativi qualcosa ancora si troverebbe. Dico qualcosa, sempre per la legge di domanda e offerta: con la globalizzazione la concorrenza per il posto di lavoro è diventata globale (in alcuni casi letteralmente in altri in modi più indiretti). Intanto i posti di lavoro disponibili continuano a diminuire grazie anche ai "progressi dell' automazione e degli algoritmi (IA mi sembra ancora un po' esagerato.)
      Alla fine il salario sociale diventerà necessario per mantenere in vita le economia. I disoccupati sono destabizzatori perché non consumano abbastanza.
      Il salario minimo non risolverà un bel niente a causa dell'endemico problema del lavoro nero soprattutto nel centro-sud.

    1. Exo 19 marzo 2023

      Scusate.
      Io non so cosa era prima ma l'adesso temo non mi sfugga.
      Giusta recriminazione quella che nessuno vuole più insegnare niente.
      Dei giovani si parla bene, parla male in modo schizofrenico.
      I giovani che "scappano" all'estero.
      I giovani 110 e lode che fanno i bidelli.
      In tutta questa fanfara mi sfugge una cosa:
      A che cazzo serve l'università?
      L'università mi sa che è il meccanismo che ha fatto saltare la gioventù e la ha trasformata in carne da cannone del nulla.
      O meglio, ha fatto una selezione inversa.
      L'università forma dei buoni studenti, e basta, non dei buoni professionisti.
      L'università crea quel clima di sudditanza competizione in attesa di non si capisce quale futuro, ma per un giovane la priorità è il presente, non il futuro.
      Quando qualcuno più in là con gli anni gioca la carta de è il tuo futuro, o è scemo o ti vuole male .
      Chiunque sia un po' meno giovane sa che quando sono passati gli anni sa che passata la giovinezza gabbatu Lu santu.
      Caricare di speranze la vecchiaia è già indice di malafede o stupidità.
      Ma sta cazzo di università a che serve?
      Serve a se stessa.
      E le imprese?
      Le imprese operano in una logica di mercato non sono incaricate di gratificare ne l'ego ne il portafoglio di nessuno.
      E allora?
      E allora ci sono diverse cose che non tornano
      Punto 1 facilità di distribuzione di laurea.
      Punto 2 rendita di posizione.
      Questi due elementi da soli spiegano il disastro.
      Il laureato medio italiano è una sostanziale bestia e per giunta presuntuosa, allenato da anni di cazzeggio e lecchinaggio e gratificato dal nulla di queste lauree inconsistenti è un individuo le cui pretese vanno giustamente ridimensionate.
      E ma le imprese non ti insegnano il mestiere.
      Io credo che in Italia nessuno insegni niente sia nel mondo dell università sia in quello del lavoro.
      Non so bene perché accada
      Ho come un sospetto drastico, che nessuno sa fare niente?
      È questa l'eccellenza italiana, il non sapere fare un cazzo e non insegnarlo?
      Mettiamola così l'umiltà è buona cosa.
      Se tu parti che fai la laurea il master e altre cazzate parti già con un problema.
      Se poi ci pigli pure gusto mentre dei professori ti prendono per il culo sei patologico o scemo.
      È un fenomeno di selezione inversa.
      E le aziende non assumono e le aziende...
      Ma di quali aziende parliamo?
      Se esci da una laurea tecnica e vuoi essere pagato decente vai a lavorare per Oto Melara e Alenia.
      Gente che produce armi.
      Li pagano e assumono.
      Cazzo produce l'Italia oltre il vinello e l'olio di oliva?
      Le armi.
      Bene tolte le armi qua siamo tornati a prima della rivoluzione industriale.
      Le imprese italiane vogliono guadagni facili.

      Il Laureato italiano ha come scopo stare in un ufficio del cazzo a prendere polvere con una bella targhetta di dottor davanti da ostentare al paesello.
      La rendita ha ucciso l'Italia.
      Affitto immobili responsabili beghe giudiziare turisti coglioni che strapagano il nulla .
      Questa la sintesi
      Scrivo da un telefono cinese.
      Chi se la gioca la modernità?
      Non qui non noi.
      Ma agitare lo spettro del posto d'ufficio a Dusseldorf al Laureato italiano non è intelligente.
      Perché poi la gente ci crede ci i va per poi lamentarsi che tutto il mondo è paese.

    1. Petrus 19 marzo 2023

      In ufficio da me ho come vicino di scrivania un ragazzo di 23 anni che lavora in azienda da tre anni e prende 7500 dollari al mese.
      Non è uno scienziato nucleare, non ha ventordici lauree ma un normale diploma, non è l'unico di quell'età in azienda e, ovviamente, non siamo in Italia...
      Per la cronaca i giovani italiani che vengono qui, anche quelli che vengono a fare gli stagionali nei campi, vengono pagati un minimo di 20 dollari l'ora ovvero quello che prende in Italia un ingegnere con esperienza pluridecennale in aziende come Finmeccanica o Maserati (lo so perchè ero io ad essere pagato così).

    2. ric 19 marzo 2023

      raccontane un altra... questa non fa ridere.

    3. Brule 19 marzo 2023

      Australia. Nel Victoria conobbi una cameriera molisana che avendo perso la macchina (piccola) contro un canguro grigio poté comprarsi un piccolo fuoristrada, usato.
      Riusciva a risparmiare e vivere con il fidanzato, decentemente.
      Da noi una cameriera non si potrebbe permettere un Ciao, che tra l'altro nel caso essendo 2 tempi dovrebbe guidare di nascosto. E dovrebbe vivere con i genitori.

    4. ric 19 marzo 2023

      si ma il ragionamento va valutato al luogo in cui si vive.

    5. Petrus 20 marzo 2023

      Ric, il luogo in cui si vive e' il pianeta Terra, se ti riferisci al costo della vita fatti un giro su Numbeo, confronta una citta' australiana con una italiana e vedrai che la differenza e' spesso risibile.
      Se un cameriere qui prende 25/30 dollari l'ora ed il bar non fallisce per averlo pagato cosi', non fallirebbe nemmeno in Italia...

    6. Petrus 20 marzo 2023

      Esatto, Australia. Ho vissuto in Victoria, e qui in WA e' ancora meglio da questo punto di vista.

    7. ric 20 marzo 2023

      non regge.. Se in australia dai

      al cameriere dai

      100 euro all' ora , dimmi quanto daresti ad un operaio che produce un pezzo da esportare e a chi lo venderesti.
      che Poi a 25 euro all' ora ad un cameriere lo credo benissimo , poiche' ho amici che gestivano un ristorante/Pub in australia, riravano soldi a palate ma la vita costava in egual misura. dopo 6 annio se ne sono tornati in Piemonte. Poi che un cameriere a Budapest guadagni un quarto di un cameriere australiano per vivere nello stesso modo fi fa pensare che il tuo ragionamento sia privo di senso

    8. Petrus 20 marzo 2023

      Non regge? Ragionamento privo di senso? Riesci ad addurre motivazioni concrete supportate da dati e non opinioni vaghe pleasei?
      Ho appena verificato su Numbeo il costo della vita di Perth, dove vivo io, e Milano, dove ho vissuto 10 anni e che come tipologia di città è comparabile.
      Bene, per avere lo stesso stile di vita che avresti a Milano con 4900 euro al mese, qui ne servono 5271, di euro/mese, ovvero 7,5% piu cara.
      Io attualmente qui prendo l'equivalente di 6200 euro al mese, confrontali coi 1800 che prendevo a Milano per lo stesso lavoro...
      Altro esempio, che ti prego di confutare con motivazioni fattuali come le mie se puoi:qui ho comprato una villetta singola in di 220mq e 600mq di giardino con 40 mesi di stipendio.
      A Milano avevo 50mq di appartamento con 100 mesi di stipendio.

    9. Petrus 20 marzo 2023

      Qui il link a Numbeo...
      https://www.numbeo.com/cost-of-living/compare_cities.jsp?country1=Italy&country2=Australia&city1=Milan&city2=Perth

    1. Bertozzi 18 marzo 2023

      Buongiorno.

    1. Eugiorso 18 marzo 2023

      Una giovane doveva fare la stagione, come cameriera, in una località turistica lontana da casa.
      Aveva necessità di alloggio e il "datore di lavoro" (leggi mercante di merda sfruttatore del lavoro altrui) il primo contratto che ha fatto firmare a lei e alle altre era quello di affitto di un appartamento di sua proprietà, perché dovevano pagargli l'affitto per lavorare lontano da casa ...
      Non ci sono solo i giovani laureati a subire sfruttamento liberista/schiavista, ma anche gli altri giovani.
      Il problema sono anche gli sfruttatori (li chiamate imprenditori?), che hanno introitato la mentalità giudico-sfruttatrice del "libero mercato".

      Cari saluti

    2. ric 19 marzo 2023

      ecco , quegli imprenditori devono ricevere la vista di "GIUSTI "

      smetteranno di camminare per almeno 6 mesi..

    1. natascia 18 marzo 2023

      I nostri giovani sono
      una risorsa per gli imprenditori i quali hanno tutto l’interesse nel farli crescere. Purtroppo esistono vari problemi per l’imprenditoria italiana.

    2. natascia 18 marzo 2023

      Diversa tassazione, burocrazia, programmazione industriale, infrastrutture, mentalità.

    3. buddyboy 18 marzo 2023

      Il fatto è che il nostro tessuto produttivo è completamente differente da quello tedesco, in Italia quasi il 90 % sono micro e piccole imprese, e tante ormai, visti i trascorsi degli ultimi anni sommati ai precedenti 10 anni di stagnazione , campano per "scommessa", e tante ancora tengono aperto solo perché non possono "permettersi" di chiudere, eccola la famosa "resilienza"...

    4. natascia 18 marzo 2023

      Infatti, uno dei miti che si trascina dagli anni ‘50, è quello che il piccolo imprenditore goda di agi e ricchezze superiori rispetto alla media. In realtà l’unica ricchezza di cui esso dispone è quella della libertà condizionata. La quale tuttavia è un bene inestimabile.

    5. buddyboy 18 marzo 2023

      Condivido e se poi consideriamo che ad oggi, tra le innumerevoli finte P.Iva e le "nano" aziende che svolgono fondamentalmente attività di outservice per conto di società più o meno dimensionate, quando non in subappalto di 2a o 3a mano, nonché esercizi commerciali vari, direi che è dimensione imprenditoriale assai diffusa "l'imprenditore di se stesso", più che per scelta ed ambizione per la necessità di potere lavorare...

    1. Brule 18 marzo 2023

      Mi occupo di stage da quando è stato ammesso, nel 1998, l'ho visto da tutti gli angoli tranne che da ente promotore (ma ho amici che ci lavorano), è una tragedia.
      Il problema non è semplice perchè ci siamo tutti dentro, è come la battuta di Groucho Marx, "non mi iscriverei ad un club che accetti uno come me" o qualcosa del genere.
      Questa cosa andrà avanti fino a quando dureranno le pensioni retributive, che consentono di elargire in famiglia del welfare indiretto.
      Perchè chiaro che se le aziende potessero fare solo colloqui con asiatici ed indiani, chiuderebbero, o cambierebbero atteggiamento.
      In generale, penso sia uno strumento inutile e pernicioso per il sistema economico e la società.
      "Se usato con giudizio..." è una boiata.
      E' usato da chi perde tempo. Infatti noi lo usiamo.
      (904 pagine per trovare un codice da mettere nel progetto).
      E' come essere un po' incinta o un po' cannibali. O si incinta o non lo si è, o si è cannibali o non lo si è.
      Se cerchi fatturato "a testa bassa" come ci urlavano dietro, non si può perdere tempo con gli stage.
      I CCNL prevedono i periodi di prova, se la risorsa ha la capacità per simulare atteggiamento positivo per tot giorni, quelle capacità o competenze come le chiamiamo ora, le ha.
      E non c'è più l'art.18 che tra l'altro, anche quando c'era, non ha impedito i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo.
      Fino al DM 142/1998 chi si trovava in azienda era o un dipendente o un collaboratore.
      Se ti pescavano uno in nero era ritenuto assunto a tempo pieno, t ind., senza periodo di prova.

      Nei colloqui conoscitivi cercavo sempre di inserire come mina vagante un qualche giovane olandese.
      Ma anche i rari danesi davano soddisfazioni.
      I pochi erano qui per motivi sentimentali, cercavano lavoro e poi tornavano su.
      Chiedevano sempre: "ma pagate così poco perchè siete in difficoltà? State forse per chiudere?" Mi deliziavo ad osservare la reazione dei miei responsabili.
      Alla fine, come fumo nella savana, facevano convergere i committenti per i remissivi candidati autoctoni, magari con 50/100 euro in più di borsa.

    2. Martin 18 marzo 2023

      Plauso a scena aperta, Brule! Stai dispensando preziose esperienze, inframmezzandole con abbaglianti perle di saggezza.. non scherzo! Questa del

      E’ come essere un po’ incinta o un po’ cannibali. O si incinta o non lo si è, o si è cannibali o non lo si è

      merita l'incorniciamento....

      Per come la vedo io, a tanti livelli sta andando alla malora la differenza qualitativa tra regola ed eccezione, anche sul piano morale e sessuale.

      La devianza non e' una variante della normalita' e non puo' essere equiparata alla normalita'. La tolleri, ma non la equipari in termini di valore alla normalita'.
      Da che invece la tolleriamo, i devianti sono arrivati a chiedere aggressivamente l'equiparazione.....

      Uno allora finisce per domandarsi se la tolleranza non sia stata un errore...

    1. natascia 18 marzo 2023

      I miei figli sono rimasti in Italia. Hanno sempre cercato di non perdere tempo in occupazioni che non li soddisfacevano. Sapevano di essere appoggiati dalla famiglia ma senza poltrire.

    1. CptHook 18 marzo 2023

      Oggi come oggi mi rendo conto che, ai miei tempi (quasi 50 anni fa) ho trovato lavoro solo grazie a notevoli colpi di fortuna e, forse, alla mia cultura di base (solo Liceo Classico, in 7 anni invece che 5 e 2 anni sprecati, per colpa mia, all'università). La mia passione per le auto e le buone maniere mi hanno fatto entrare come venditore in una concessionaria auto; poi la mia prossima parentela con il commercialista mi ha fatto assumere in una famosa azienda di strumenti musicali elettronici, dove finalmente ho imparato qualcosa del mondo aziendale. Successivamente il padre di un amico mi ha voluto nella sua azienda meccanica, visto che avevo fatto esperienza nella logistica. Solo l'ultimo lavoro l'ho trovato da una piccola inserzione su un quotidiano e lì l'esperienza pregressa, la cultura e l'inglese mi hanno fatto assumere.
      In tutto questo mi sono spostato da Napoli ad Ancona e poi a Torino...
      Tutta una serie di coincidenze, l'ultima delle quali mi ha portato nella stessa azienda nella quale ho poi conosciuto la mia miglior metà, per fortuna...

    2. Martin 18 marzo 2023

      Se ti hanno preso in tanti posti diversi significa che eri affidabile

    3. Chicxulub2.0 18 marzo 2023

      Bravo, sono molto contento per te, ma se tu fossi nato oggi col c… che trovavi lavori decenti solo con le buone maniere e la passione per le auto

    4. carla 18 marzo 2023

      Esatto, anche 40 anni fa dovevi saper fare e portare qualcosa di nuovo all'azienda per essere assunto.
      Ho passato 7 aziende private in 40 anni, tutte nel settore siderurgico come venditore e mi hanno scelto anche a 40 anni proprio per l'esperienza consolidata in altre aziende specifiche del settore.
      Mai saputo cosa sia una raccomandazione, semmai ho avuto buone segnalazioni, nel senso che mi veniva segnalato che quell'indusria stava cercando venditori

    5. Martin 18 marzo 2023

      Ovvio, le aziende si parlano tra loro

    6. JHON 18 marzo 2023

      La nostra vita vissuta ha un' unica certezza, quello che chiamano: Fato, Destino o come si vuole chiamare. Quello che non è spiegabile alla comprensione umana è il meccanismo della reciprocità. Si sente a "pelle" la situazione giusta, il posto giusto, la moglie giusta, la casa giusta, la scelta giusta insomma è già parte di te, aspetta la scintilla e esplode il romanzo della nostra vita. La felicità risiede nelle piccole cose che rendono piacevole la vita. Un mio caro amico, scomparso di recente, ha lavorato per 40 anni come operatore Ecologico presso il comune di Milano, il suo compito era di salire e scendere dall' autocompattatore, lanciando sacchi al suo interno, un giorno così per caso, lanciando un sacco non bene affrancato, si ruppe e il contenuto finì sull' asfalto. Si affrettò a raccogliere la merce con le mani e scorse fra i rifiuti, un particolare che gli cambiò la vita. Una semplice schedina del Totocalcio, la mise in tasca e tornato a casa la confrontò con i risultati della Domenica precedente e accidenti era un 13 da 2milioni di vecchie lire, anni 65/70. Si comprò una casetta a Magenta e continuò la sua vita come prima. Non porre mai, limiti al destino! Ogni giorno può essere miracoloso.

    7. Primadellesabbie 18 marzo 2023

      Più volentieri si "rubano" i dipendenti più affidabili e competenti.

      Non hai idea le telefonate: "Invece di portarmi via i dipendenti perché non ti compri l'azienda per intero?"

    8. LuxIgnis 18 marzo 2023

      Una storia straordinaria!!!
      Questa e anche altre dello stesso genere (ce ne sono), dimostrano che la bravura, l'ingegno contano ma fino a un certo punto.
      Si dice che è meglio nascere fortunati che ricchi, ed è proprio così. Se non hai quel qualcosa che chiamiamo destino dalla tua parte, hai voglia a sbatterti!
      Ti racconto questa:
      Il grande regista Luis Buñuel https://www.imdb.com/name/nm0000320/
      agli esordi era povero in canna. Aveva in mente un progetto per un film, ma niente soldi né finanziatori visto che era un comunista. Un giorno dopo una serata col suo amico e collaboratore (fu ucciso dai Franchisti qualche anno dopo) di cui non ricordo il nome, questi vide un chiosco aperto dove vendevano biglietti della lotteria. Allora pensò di comprarne uno e disse a Buñuel, forse scherzando, se vinco ti finanzio il film che hai in mente. Vinse e con quei soldi finanziò un grandissimo film che è Terra senza pane. Una specie di documentario sulle condizioni disastrose della gente in una remota regione spagnola. Fa piangere quel film.
      P.S. Visto che consiglio film, sono da vedere tutti. Iniziate col Il fascino discreto della borghesia. Surreale, ma incisivo.

    9. CptHook 21 marzo 2023

      Bahhh, può essere ma, in realtà, non sono mai stato un tipo "aziendale", ed ho avuto una moglie che lo era anche meno di me..., "similia similibus", in questo caso, "congregantur"..., diciamo che non ho/abbiamo mai avuto paura di lavorare e, nell'ultima attività professionale, cioè come traduttori indipendenti, Cinthia ed io abbiamo portato tutta la professionalità acquisita in precedenza, che ci ha fatto apprezzare dai clienti.

    10. CptHook 21 marzo 2023

      Può darsi ma, se hai fatto caso a quello che ho scritto, io ammetto di aver avuto anche fortuna..., però è anche vero che ognuno si crea la sua, la differenza sta nei mezzi che usa..., i miei/nostri sono sempre stati corretti, ben oltre il necessario, al punto che spesso ci ho/abbiamo rimesso più di quanto ci abbiamo guadagnato.
      Cosa vuol dire questo? Che comunque è necessario impegnarsi, che la fortuna ti fa trovare un posto ma che sei tu che te lo mantieni.

    11. Martin 21 marzo 2023

      Se fossi stato un peso morto, non ti avrebbero preso in tanti posti

    12. Chicxulub2.0 21 marzo 2023

      La mia è solo solidarietà coi ragazzi di oggi che hanno lavori con stipendi pessimi, senza diritti e se avranno la pensione sarà una miseria
      I contratti degli anni 60-inizio 90, anche quelli degli appena entrati, un giovane di oggi non può nemmeno sognarseli

    13. CptHook 21 marzo 2023

      Poco ma sicuro..., sia C. che io, per la mentalità che avevamo, siamo sempre stati delle "risorse", il classico vertice della piramide..., rovesciata!
      E nessuno dei due ha fatto carriera..., ti racconto solo questa:
      quando la nostra azienda, dopo essere stata per un paio d'anni la no. 2 dell'informatica mondiale dopo IBM, cominciò ad andare male, preparò un programma di incentivi per chi voleva uscire.
      Io mi presentai nel'93 e appena dissi che me ne volevo andare la domanda fu: "Quanto vuoi?"
      A nemico che fugge, ponti d'oro (entro certi limiti)..., ma anche un contratto di consulenza.
      Quando, due anni, dopo lei disse che voleva andarsene (lavorava da 16 anni in quell'azienda ed era disabile grave) il suo capo non voleva che se ne andasse, perché era una "categoria protetta", che però lavorava molto più di tutti gli altri nel suo ufficio ed aveva lo stipendio più basso.
      Alla fine, essendo un imponente cilindro di materia fecale (se non vi piace l'espressione mi modererò da solo e mi cancellerò), dato che l'ultima parola sugli incentivi la aveva lui, le negò l'incentivo concordato con l'associazione industriali, 45.000.000 di vecchie lire del 1995 e, per sopramercato, l'INPS disse che non era tanto invalida da non poter andare, p.es., a fare la commessa (ci vollero tre anni di causa per venirne fuori, ma per tre anni noi campammo di debiti, perché la mia consulenza era solo di un anno).
      Perché racconto tutto questo?
      Per dire che anche quando hai fortuna e sei capace, non è detto che il tuo merito ed il tuo impegno vengano riconosciuti e remunerati.

    14. CptHook 21 marzo 2023

      Concordo, però voglio anche dirti che proprio perché niente è più "garantito" (se così si può dire) come era una volta, è necessario metterci del proprio, metterci buona volontà.
      Mia moglie ed io abbiamo contribuito a educare i suoi due nipoti, che un padre inqualificabile per ripicca contro la ex-moglie, ha completamente trascurato e abbandonato a se stessi, senza neppure passare una lira per il loro mantenimento.
      I ragazzi si sono rimboccati le mani, hanno studiato, hanno cominciato a fare tutto quello su cui potevano mettere le mani, hanno rinunciato a tante fregnacce, hanno lavorato duro come camerieri, giardinieri, muratori, hanno curato il bestiame ed hanno raccolto le olive e adesso si sono messi in proprio (da un paio d'anni) e stanno cominciando ad avere il loro piccolo successo, hanno fatto tutto da soli, senza che non solo nessuno gli abbia regalato niente ma, spesso, anche lottando contro vari problemi.
      Al confronto, di fatto, io sono stato fortunato.

    15. Martin 21 marzo 2023

      "Per dire che anche quando hai fortuna e sei capace, non è detto che il tuo merito ed il tuo impegno vengano riconosciuti e remunerati".... e certo, e nella Pubblica Amministrazione ancora peggio.

    16. CptHook 21 marzo 2023

      Qui entriamo in un tema spinoso, del tipo è nato prima l'uovo o la gallina, cioè condizioni esterne rendono il personale della P.A .quello che (in parte) è, oppure sono le persone che rendono la P.A. quello che è?
      Indubbiamente da noi in Italia ci sono alcuni miti, tipicamente quello del "posto fisso" da cui nessuno ti può cacciare cui, conseguentemente, tutti aspirano.
      Per inciso voglio però dire che anche nelle amministrazioni private c'è una gran quota di lazzaroneria/fancazzismo, come ebbe modo di scoprire personalmente la mia miglior metà quando ebbe il suo primo impiego in una grande multinazionale petrolifera.
      Lei, appena entrata all'ufficio paghe e contributi, in pochi giorni risolse una mole di arretrati di mesi, e venne così affrontata dai "vecchi" che le dissero forte e chiaro che c'era un numero fisso di pratiche giornaliere da sbrigare, e mai di più.
      Lei, col suo "cattivo esempio", creava le condizioni perché anche agli altri fosse richiesto di lavorare a quel ritmo..., inutile dire che non rimase a lungo lì dentro..., il destino aveva in serbo per lei un'altra azienda..., quella in cui doveva conoscere me...
      D'altronde anche io mi trovai licenziato da un'altra azienda, per ché il destino aveva deciso che dovevo entrare nell'azienda in cui avrei conosciuto lei...
      ... ma questa è tutta un'altra storia che forse un giorno riuscirò a finire di scrivere..., scusami l'excursus...

    17. Martin 21 marzo 2023

      Quello che e' successo alla tua meta' e' successo a me durante il servizio militare in ufficio, non c'era proprio nient'altro da fare e quindi facevo un mare di pratiche....ho dovuto litigare con una decina di colleghi che mi trattavano come se fossi Stakanov... ma non c'era nient'altro da fare e se non lavoravo mi annoiavo. Il Generale mi disse che non ero uno normale e che avrei fatto strada.. in effetti e' andata cosi'

    1. Martin 18 marzo 2023

      Per qualche ragione di natura antropologica o culturale, l'Italia e' un Paese ostile ai giovani. Lo era quando ero giovane io 30-40 anni fa, e continua ad esserlo. Come se i giovani dovessero scontare la fortuna di essere giovani. E' una caratteristica specifica del nostro Paese che non ho trovato in altri Paesi occidentali, e non riesco ancora oggi a comprenderne la ragione profonda.

      E' solo ovvio che molti giovani italiani, specie laureati o specializzati, vadano all'estero, con la conseguente perdita netta per il nostro Paese, dato che l'educazione universitaria e' perlopiu' finanziata dalle nostre imposte.

      Un ingegnere appena laureato nell'Europa del centro-nord guadagna minimo 3000 Euro mensili netti, e negli USA almeno 7000 dollari. Un medico ospedaliero che in Italia guadagna 3500 euro (meno che un infermiere specializzato negli USA), in Francia e Germania ne guadagna oltre il doppio. Un farmacista a contratto che in Italia non va oltre i 1700 euro netti, in Francia ne prende almeno 3500.

      La serie potrebbe continuare (salvo politici e giudici, molto ben pagati rispetto alla media europea), e le vittime sono primariamente i giovani. Gli stipendi offerti, anche dopo la serie di contratti a termine, sono troppo bassi. I sindacati confederali hanno sempre fatto pochissimo per i giovani, e meno di nulla nei lunghi decenni in cui ha governato la sinistra.

    2. sarah 18 marzo 2023

      È vero. In Italia, per una serie di ragioni che occorrerebbe esaminare a lungo, non si accorda fiducia a chi non ha per lo meno quarant'anni. È un partito preso, una attitudine mentale? Sono d'accordo con lei: la cosa non ha eguali in altri paesi e, anche senza una particolare esperienza diretta, sono molti i segnali chiari che ce lo indicano. Credo comunque che il problema salariale sia solo in parte legato a questo fenomeno e che la situazione attuale sia estremamente complessa e non consenta di essere liquidata tanto semplicemente. Io rivolgo spesso lo sguardo agli anni '90 per cercare possibili risposte: allora, una serie di maldestri tentativi di "modernizzazione" del paese portati avanti da presunti deus ex machina poco dotati ed eterodiretti ha fatto letteralmente strame della realtà industriale, produttiva e persino intellettuale del paese. Questo ha generato un caos silenzioso, passato sottotraccia se si vuole, e ha colto impreparata non solo la generazione che, come la mia, si affacciava allora al mondo del lavoro ma anche l'intera società che ha preferito non accorgersi degli sconvolgimenti che l'avrebbero travolta. Ha preferito ( in generale, beninteso, poiché non sono mancati esempi contrari ) godersi per 6 - 7 anni il denaro facile derivato dalle politiche monetarie di allora e poi nulla. Un fatalismo assoluto. Quanto ai sindacati, vista la provenienza delle direttive che riguardavano il lavoro, ha scelto un'acquiescenza sorniona quasi rinnegando la realtà delle nuove generazioni che avrebbero dovuto rilevare il testimone e sono diventati così entità inutili se non dannose.

    3. Martin 18 marzo 2023

      Mah, io quello che registro negli anni 90 e' stato il cedimento alla lobby UE guidata da un Commissario fiammingo, Van der Mier, che grazie alla entusiastica cooperazione del trio monnezza Prodi Amato e Ciampi distrusse l'IRI, la spina dorsale dello sviluppo italiano e la holding che rappresentava il numero 7 o 8 dell'industria mondiale, con la conseguente serie di privatizzazioni e svendite.....poi Amato e Ciampi bruciarono migliaia di miliardi nel patetico tentativo di difendere il cambio lira marco nel 1992, e Prodi nel 2001 da Presidente della Commissione non si oppose al delirante cambio a 1936 dell'euro.. questi 3 deficienti hanno inferto colpi micidiali all'economia italiana.....ma per la sinistra italiana il problema e' sempre e solo stato Berlusconi

    4. buddyboy 18 marzo 2023

      Diciamola tutta, nemmeno la destra ha mai fatto nulla di buono per i giovani, anzi ha sempre avvallato riforme di maggiore liberalizzazione dello stesso mercato del lavoro, che in un paese normale avrebbero anche potuto fare crescere produttività, specializzazione e dinamicità occupazionale, ma in Italia hanno sempre e solo aumentato il precariato ( nel medio lungo periodo anche delle stesse aziende), perché da una parte hanno concorso ad abbattere le sicurezze di un impiego stabile per i lavoratori, ma dall'altra non hanno mai abbattuto il cuneo fiscale che è il vero freno inibitore alla crescita quantitativa e qualitativa delle offerte di impiego tipica di un mercato del lavoro dinamico...La sedicente sinistra dal canto suo ha sempre ragliato contro il precariato e le liberalizzazioni del mercato del lavoro, salvo poi, quando al governo, emanare leggi come il Jobs act in un periodo peraltro dove era ben chiaro che fosse ormai divenuta sistemica l' inefficienza del suddetto mercato, nonché conclamata una persistente stagnazione economica...

    5. Chicxulub2.0 18 marzo 2023

      Il sindacato doveva tenersi stretti gli iscritti anziani che avevano il lavoro fisso perché i giovani precari avrebbero avuto problemi se si fossero iscritti
      Per cui ha fatto di tutto per mantenere i contratti favolosi dei vecchi scaricando il costo delle riforme interamente sui giovani

      Dopodiché bisogna capire perché i giovani non si sono ribellati scioperando e perché gli anziani hanno rinnegato la lotta di classe del fronte dei lavoratori accettando che fossero colpiti solo i giovani

      Le élite non hanno colpe, in fondo fanno solo il loro lavoro che notoriamente è quello di sfruttare i subalterni
      Se questi dopo 30 anni ancora non si sono svegliati significa che si meritano quello che hanno

    6. Martin 18 marzo 2023

      Qualcosa la destra l'ha fatto, vedasi la detassazione per i neo assunti, ma certo non abbastanza... il paternalismo ed il pregiudizio contro i giovani della societa' italiana e' un problema secondo me culturale e profondo

    7. Martin 18 marzo 2023

      I sindacati non hanno mai fatto nulla per i disoccupati e per i giovani, e da quando e' stato approvato e mantenuto l'infame codicillo da ancienne regime per cui negli ultimi 3 mesi di lavoro hanno uno scatto di stipendio che gli aumenta esponenzialmente la pensione, nemmeno per gli occupati anziani

      Quanto ai giovani di oggi, tolti i rassegnati a galleggiare e quelli che non hanno capito niente e cadono ancora vittime delle sirene marxiste e neo globaliste, tipo la Schlein, resta purtroppo poco

    8. carla 18 marzo 2023

      I sindacati italiani sono più venduti dei politici, non abbiamo più sindacati dagli anni 70.
      I sindacati italiani fanno il loro lavoro per il partito dei sindacati cioè loro stessi.
      Si sono venduti quando hanno iniziato ad amministrare caaf ong e roba del genere.
      Questa è a mio modesto avviso l'unica grossa differenza tra noi e gli altri paesi Ue o anche fuori Ue.

    9. Martin 18 marzo 2023

      Concordo, ma a parte che fuori UE e' tutta un altra dimensione, l'altra grande anomalia italiana e' la politicizzazione della giustizia da parte della sinistra, fenomeno degno del Terzo Mondo che pero' e' arrivato fino agli USA...

    10. Chicxulub2.0 18 marzo 2023

      Ma lascia perdere il marxismo che non c'entra una mazza e ovviamente non hai letto nemmeno una riga di Marx (criticabilissimo ma tutt'altro che scemo)

      Il sindacato ha super tutelato i vecchi a discapito dei giovani

      Le domande a cui nessuno ha il coraggio di rispondere sono:
      -perché i giovani non hanno scioperato in massa?
      -perché i vecchi hanno tradito la lotta di classe per salvaguardare i loro enormi privilegi?

      Inutile accusare le élite, la colpa è solo dei lavoratori e della classe media, almeno finché non si uniranno e lotteranno insieme

    11. Martin 18 marzo 2023

      Il marxismo c'entra eccome, e' una autentica tragedia biblica, e di Marx e del marxismo ho studiato TUTTO fino all'altro ieri (Althusser, Negri e Guattari, etc) e potrei darti lezioni ogni giorno per tre mesi... sei un altra di quelle teste di.... che ragiona da marxista senza nemmeno saperlo

    12. Brule 18 marzo 2023

      Una ragione c'è, ed è l'affidabilità.
      Ovvio, un giovane lo paghi di meno e ti lavora di più.
      Però... è facile che faccia notti di baldoria e il giorno dopo non arriva o è sbronzo (successo eh), cerca continuamente posti migliori (per carità è giusto) per cui magari appena impara se ne va, non di rado ha capacità di ascolto o sagacia relazionale/intelligenza sociale pari a quella di un cinghiale (mi basta ricordare come ero).

    13. Chicxulub2.0 18 marzo 2023

      Resta il fatto che il marxismo non c'entra un fico secco e che Negri è un noto co*lione da non prendere sul serio

      Prova a dire in cosa Marx ha fatto danni separando ovviamente i marxisti dal filosofo che, come sai essendone un lettore, diceva esplicitamente di non essere lui stesso un marxista

      La filosofia va interpretata e Marx pur con molti errori (per esempio la lotta di classe) ha aperto nuovi fondamentali orizzonti

    14. Primadellesabbie 18 marzo 2023

      Mentre si ricostruiva parte del Paese, si costruivano le autostrade, le fognature, gli acquedotti, si dotavano gli agricoltori di macchinari, si ampliavano gli stabilimenti della grande industria, si costruivano le case popolari, si sbancavano le montagne per produrre cemento, si varavano le navi della flotta mercantile, si inventavano settori industriali dal nulla, la giustizia non si è mai accorta della corruzione che dilagava alla luce del sole.

      Se ti accorgi solo oggi, dopo che un pugno di magistrati con altre visioni è riuscito a insinuarsi nel blocco compatto che ha retto per decenni, dell'uso politico della giustizia, prova a spiegare cosa era quello.

    15. Martin 18 marzo 2023

      E ma corruzione o non corruzione, appunto si faceva tutto quello che hai dettagliatamente descritto, ossia si ricostruiva e si sviluppava il Paese... fase che e' durata - pur nella pena degli anni 70 - massimo fino agli anni 90.
      Dopo, per cosi' dire, il Pupo e' volato con l'acqua sporca.

    16. buddyboy 18 marzo 2023

      Sicuramente positivo, ma forse ormai fuori tempo massimo e soprattutto non posso non considerare sia una manovra politica necessaria per giustificare l'abbandono/ridimensionamento del RDC, e parliamo comunque di qualcosa ancora in predicato. Per quanto riguarda i giovani penso che non sia tanto il pregiudizio ed il paternalismo, quanto piuttosto il fatto che essendo il tessuto economico produttivo in declino ed il mercato del lavoro da venti anni in caduta libera, i giovani siano quelli che ne pagano le maggiori conseguenze in quanto anello più debole della catena.

    17. Primadellesabbie 18 marzo 2023

      Ho capito, fin che c'è convenienza la giustizia non si scomoda, dopo, appena uno ti tocca ti butti a terra e cominci a strillare: "comunisti!", credo di aver già visto da qualche parte...

    18. Martin 19 marzo 2023

      La cosa e' molto piu' complicata e non afferro come tu non la veda.

      Avendo sempre operato nella mia vita professionale contro la corruzione (tralascio i dettagli e le grane che ho avuto, che mi hanno colpito anche nella sfera personale), anche io nei primi anni 90 mi ero spellato le mani applaudendo Di Pietro, Colombo, Davigo e Borrelli mentre smontavano l'apparato di DC e PSI. Spellato le mani, sinceramente.

      Poi mi sono ahimè reso conto, mai abbastanza presto, che tutta la vicenda di tangentopoli aveva una chiara regia politica.

      Infatti, se da una parte era chiaro che il PCI aveva rubato e corrotto molto meno di DC e PSI, dall'altra l'archiviazione o l'insabbiamento di tutti i filoni che concernevano il PCI dimostrava inequivocabilmente l'occulta regia politica.

      Regia politica da parte di un gruppo di giudici, che stava quindi dirigendo e utilizzando le inchieste per aprire la strada al trionfo della sinistra. Poi grazie al cielo e' apparso Silvio Belusconi.

      D'altronde, Colombo e' stato piazzato ormai da decenni al sicuro nel Cda della Rai, ove straguadagna senza fare niente, e Davigo si e' confermato il giudice ideologicamente disonesto in quanto estremamente politicizzato (nel caso specifico, marxista) che nessuno vorrebbe avere......Di Pietro poraccio fece il partito degli onesti, ma si dissolse presto perche' gli strilloni anticorruzione, gli onestoni, finirono per rubare alla prima occasione in tutte le giunte regionali.....non te lo ricordi? Erano tutti giovani onestoni......

      Ma il punto e' un altro: la grande crescita italiana, ininterrotta dal 1945 salva la pausa di alcuni anni negli anni 70, e' finita guarda caso dopo tangentopoli e dopo lo sbaraccamento dell'IRI - la settima realta' industriale mondiale - voluto dall'UE (con la coop di Prodi, Amato Ciampi e Andreatta - che Dio li maledica).

      Tu gioisci per l'acqua sporca, ma io vedo prima il Pupo. E chissa' perche' 3 dei 4 governanti che hanno effettivamente agito e difeso la relativa autonomia del nostro Paese su tanti fronti, sopratutto rispetto a USA e UE, ossia Andreotti, Craxi e Berlusconi, sono finiti perseguitati per decenni dalla magistratura e sommersi di finti scandali.

      Non vedi nemmeno la manina dei servizi USA?

      E' difficile non voler vedere tutto quanto sopra, molto difficile......

    19. Primadellesabbie 19 marzo 2023

      Vedo, vedo, e non mi sono rallegrato e tanto meno mi sono spellato le mani per Tangentopoli.

      Andreotti e Craxi hanno fatto molto meno di quanto avrebbero potuto fare per il loro Paese.

      Berlusconi è stato un doppiogiochista privo di scrupoli che, tra l'altro, si è tirato addosso, con la complicità di tutto il sistema, degli scandali costruiti ad arte per coprirne altri, molto più rilevanti, che gli hanno fruttato la posizione economica di cui gode.

      Il PCI, che non era inquinato alla base come gli altri partiti, è stato risparmiato al tempo di Tangentopoli*, per poi divenire oggetto di cure specifiche volte ad assicurarsi di disperdere definitivamente le modalità di associazionismo popolare di cui era custode.

      *Se avessero attaccato il PCI in quel momento sarebbe scoppiata davvero la rivoluzione.
      Mica sono scemi quelli che hanno organizzato Tangentopoli, hanno dimostrato grande conoscenza della situazione.

    20. natascia 19 marzo 2023

      Il dopoguerra ha stravolto i valori della società contadina su cui si fondava l’economia italiana. Ad un tratto gli italiani si sono ritrovati in fabbrica. Ancora pochi decenni ed è stata fatta la “festa” alla famiglia. Diciamo che i pensionati contribuitivi rappresentano l’entusiastico compimento di una visione consumistica- mercantilistica- individualista. I nostri ragazzi raccattano i cocci del salto quantico effettuato negli anni ‘50 . Per scioperare ,necessitano gruppi coesi, sostegno intergenerazionale, classe intellettuale portatrice di valori chiari e non disponibile alla svendita. Dello stato attuale si può dare colpa esclusivamente alle classi intellettuali di sinistra dal dopoguerra ad oggi.

    21. carla 19 marzo 2023

      Per non parlare delle news rivelate dai libri di palamara, che sarà anche un furbone, ma non è stato querelato e quello che ha scritto non porta certo allori a madamagistratura.

    22. Martin 20 marzo 2023

      Certo ma chi come me ha conosciuto i giudici italiani non aveva il minimo bisogno delle rivelazioni di Palamara.

      Semplicemente, non sono responsabili di alcun errore, per quanto macroscopico, in mala fede, o dannoso sia per la liberta' personale, i diritti o lo stato patrimoniale delle persone.

      Come ovvio e inevitabile, da tale totale irresponsabilita' modello nobilta' pre rivoluzione francese discendono valanghe di abusi, secondo le inclinazioni personali del singolo giudice, specie ma non solo politiche. C'e' anche la mera sciatteria, il provvedimento fatto solo per avere un titolo sul giornale, etc etc

      Io nel mio piccolo ne ho visti a decine, sia nel civile che nel penale, e la cosa piu' allucinante e' che quando e' chiaro che sono stati errori e/o abusi e glieli contesti, o se ne fregano o ti ridono in faccia.

      Sicche' anche in casi pazzeschi come quello di Tortora, i giudici che lo hanno condannato e imprigionato per anni sulla base di mere fandonie di alcuni delinquentoni "pentiti", prive di alcun riscontro, hanno tranquillamente continuato la loro carriera senza alcun danno. Non gliene frega nulla, e ritengono l'errore una fattispecie non evitabile che dobbiamo accettare. Peccato che spesso siano errori inaccettabili o veri e propri abusi....

    23. carla 20 marzo 2023

      Un bel caffè alla sindona per tutti

    1. carla 18 marzo 2023

      Non solo devi avere nel c.v. appena uscito da scuola e università anni di esperienza lavorativa, ma per i laureati si richiede che nello stage a 500 euro mese ci sia anche i loro costante aggiornamento

    2. Primadellesabbie 18 marzo 2023

      Ho avuto modo di vedere la cosa anche dall'altra parte.

      Chi viene incaricato dell'assunzione non vuole fare brutta figura, e se si tratta di più persone è anche peggio, nella piccola azienda si vuole tentare, assumendo persone con esperienza di fare un salto di qualità o aprire nuove prospettive di lavoro.

      Date queste premesse risulta che un "raccomandato", spostando la responsabilità dell'assunzione su un intoccabile, ha le più rosee prospettive, e pazienza se è inadatto, anche nel privato che in quanto a pecche non ha niente, ma proprio niente da invidiare al pubblico.

      Così va la vita da queste parti.

    3. ric 18 marzo 2023

      500 euro al mese la paga minima fino ad ora . ma con la fuori di melone il minimo sindacale va sotto lo zero.

    4. carla 18 marzo 2023

      Non c'è nessuno sulla faccia della terra peggio dei nostri sinistri attualmente in cortocircuito mentale.
      Hanno scimmiottato la destra per mezzo secolo facendo il peggio del peggio con i vari mortimer amato draghi che non sapranno più nemmeno trovare qual' era il senso della radice di sinistra in quanto l'hanno già venduta mille volte.

    5. XaMAS 19 marzo 2023

      attendiamo il governo dei migliori del cavallo goloso schlein che ci riportera' stipendi minimi a 1400 al mese primo impiego.

    1. Primadellesabbie 18 marzo 2023

      Cara Katia, nelle biblioteche comunali sono custodite e disponibili le annate dei maggiori quotidiani italiani e di quelli locali, ti invito a recarti a quella che ti è più comoda e sfogliare le pagine delle offerte di lavoro del Corriere della Sera e del quotidiano locale dai primi anni '60 in avanti, scoprirai che il cambiamento di attitudine al quale fai riferimento è frutto della tua fantasia o, se ti è stato suggerito, della tua credulità, dato che già da allora, come potrai constatare, le aziende pretendevano sistematicamente di trovare collaboratori dotati di solide e verificabili esperienze lavorative.

      Poi aggiorna l'articolo con qualche più opportuna recriminazione.

    2. nandoricciardi 18 marzo 2023

      "Collaboratori"? Io pensavo che le aziende avessero bisogno di "dipendenti".
      Ma è una mia mancanza, è che non mi sono formato sulle Reti Mediaset.
      Anche parlare di disoccupazione, sottoccupazione, stipendi offensivi della dignità umana, emigrazione a chi sta (o presume di stare) dalla parte del padrone è tempo sprecato.

    3. Katia Migliore 18 marzo 2023

      Caro Primadellesabbie,

      temo che tu non abbia capito il contenuto dell'articolo.

      Cordialità.

    4. ric 18 marzo 2023

      sante parole...

    5. Primadellesabbie 18 marzo 2023

      Ma per fortuna tu me lo spiegherai.

      Vero?

      Cordialità ricambiate.

    6. Petrus 19 marzo 2023

      Bah, anni novanta, ragazzo volenteroso ma senza esperienza, primo impiego nel settore, mi fecero un contratto da due milioni al mese.
      Forse l'annuncio non era sul Corriere della Sera...

    7. XaMAS 19 marzo 2023

      quando ero giovane e cercavo il primo impiego feci numerosi colloqui e mi sentii rispondere "andrebbe bene ma cerchiamo giovani con esperienza"
      dopo 4-5 volte che mi sentivo ripetere la stessa litania una volta sbottai "se non mi assumete quando sono giovane come faccio a fare esperienza?"
      non ottenni risposta

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