La “Nature Restoration Law” distruggerà la nostra agricoltura

La "legge sulla Natura" passa a Strasburgo con 336 voti favorevoli, 300 contrari e 13 astenuti. I media mainstream a una sola voce: "La Natura ha vinto". E' davvero così?

La “Nature Restoration Law” distruggerà la nostra agricoltura

Di Gloria Callarelli, fahrenheit2022.it

Produzione alimentare sostenibile e mitigazione del cambiamento climatico. Con questa favola ripetuta all’infinito i globalisti hanno assestato ieri un colpo decisivo nella realizzazione della tirannide ecologico-climatica. Occasione è stata l’approvazione, per un pugno di voti, della “Nature Restoration law”, la prima legge sulla natura proposta e approvata dal continente europeo: così l’Agenda 2030 entra a gamba tesa nel settore primario di ciascuno Stato producendo tutta una serie di pericolosi effetti domino.

Gli obiettivi della legge, vincolanti per gli Stati membri, prevedono varie misure per attuare la transizione ecologica. Innanzitutto mettere in atto il ripristino delle aree verdi che coprano almeno il 30 per cento del territorio terrestre e marino dell’Unione entro il 2030, almeno il 60% entro il 2040 e almeno il 90% (o il 100%) entro il 2050 secondo quanto stabilito dagli impegni internazionali del programma delle Nazioni Unite “Kunming-Montreal Global Biodiversity”. Si parla poi di ripristinare gli ecosistemi migliorando la qualità e la quantità di specie presenti, a partire dagli uccelli. La proposta, poi, si articola su numerosi target specifici. Per citarne alcuni: zero perdita netta di spazi verdi urbani entro il 2030, in tutte le città e nei paesi e periferie; aumento di almeno il 3% dell’area nazionale totale di verde urbano entro il 2040 e almeno il 5% entro il 2050; un minimo del 10% di copertura arborea urbana in tutte le città, paesi e periferie entro il 2050; un guadagno netto di spazio verde urbano integrato in edifici esistenti e nuovi in tutte le città e nei paesi e nelle periferie. Poi invertire il trend del declino degli impollinatori entro il 2030 e la realizzazione di 25mila chilometri di fiumi tornati a scorrimento libero entro il 2030.

A proposito proprio dei corsi d’acqua le misure sono agghiaccianti. Si legge nel testo: “Oltre ai 25mila chilometri previsti, gli Stati membri dovrebbero identificare e rimuovere gli ostacoli alla connettività delle acque superficiali al fine di contribuire agli obiettivi di ripristino di cui all’articolo 4 (per gli habitat fluviali e ecosistemi, ad es. pianure alluvionali). La rimozione delle barriere dovrebbe concentrarsi principalmente sulle barriere obsolete (ovvero quelle che non servono più per le energie rinnovabili generazione, navigazione interna, approvvigionamento idrico o altri usi); ed essere integrato dalle misure necessarie per migliorare le funzioni naturali delle relative golene”. Capite? Le misure hanno il dichiarato obiettivo di mantenere le “caratteristiche chiave di un ecosistema, vale a dire le sue caratteristiche fisiche, chimiche, stato compositivo” ma nella pratica si tradurranno in un vero e proprio pericolo per l’uomo perchè andranno ad eliminare le barriere che hanno la funzione precisa di contenere la furia e il quantitativo delle acque. A pochi giorni dall’ennesimo alluvione italiano accaduto in Romagna e dovuto proprio in buona parte alla mancanza di cura dei terreni e dei boschi, l’obiettivo prefissato di “lasciar libera la Natura” è quanto di più folle si possa concepire.

Per quanto riguarda l’agricoltura gli Stati membri dovrebbero: “raggiungere una tendenza all’aumento in tre indicatori: vale a dire indice del numero di farfalle nelle nei prati; stock di carbonio organico nei terreni minerali delle terre coltivate; e quota di terreno agricolo con caratteristiche paesaggistiche ad alta diversità misurate nel periodo dall’entrata in vigore del regolamento al 31 dicembre 2030, e successivamente ogni tre anni, fino al raggiungimento di livelli soddisfacenti”. In aggiunta si dovrebbero ripristinare le torbiere, mentre per quanto riguarda l’ecosistema forestale il regolamento dà alla Commissione la possibilità di adottare atti più decisivi nei metodi di controllo e monitoraggio degli indicatori utili a preservarlo.

I pericoli in tutto questo sono molteplici: prima di tutto la già citata pericolosa non governabilità della Natura che è capace di produrre disastri quali quelli avvenuti, dicevamo, in Romagna. Possibile che questi governanti non si rendano conto dei rischi di quello che può innescarsi con questa estremizzazione green? Possibile che non capiscano la necessità di un governo del Creato da parte dell’uomo? Per quanto riguarda l’agricoltura, poi, non ne parliamo: l’aumento delle aree verdi da preservare va a cozzare con la necessità di mantenere e/o creare aree agricole coltivabili. Tutto questo naturalmente inficerà la produzione di piccoli e medi agricoltori a tutto vantaggio dei grandi produttori e dei produttori di alimenti sintetici, che tanto ama Bill Gates, e provocherà un sicuro aumento delle importazioni e dunque dei prezzi dei prodotti alimentari. Con diminuzione della qualità degli alimenti che finiranno sulle nostre tavole e un aumento del controllo economico sociale di UE e simili. Un danno gravissimo all’economia del nostro Paese.

Un danno gravissimo al popolo italiano, un danno gravissimo al Creato. Esattamente l’opposto di quello che come sempre vogliono farci credere.

Di Gloria Callarelli, fahrenheit2022.it

13.07.2023

Gloria Callarelli. Ha esordito come giornalista televisiva per poi dedicarsi per un periodo al cartaceo e infine all’online, dove scrive stabilmente dal 2011 per un quotidiano nazionale e per diverse realtà dell’informazione indipendente. È moglie e mamma.

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Fonte: https://fahrenheit2022.it/2023/07/13/la-nature-restoration-law-distruggera-la-nostra-agricoltura/

Commenti (17)

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Mostra commenti 17 caricati
    1. warheit 15 luglio 2023

      è un progetto veramente artificioso,
      a leggerlo si percepisce come il pianeta sia per questi signori un posto da rivoltare come un calzino a seconda delle tendenze,
      prima hanno costruito l'impossibile, da città fatiscenti a grattaceli enormi, ora tutto deve tornare in armonia, si fa per dire, con l'ambiente e quindi di nuovo sarà reso un posto quasi proibito alla presenza umana.
      poi desidererei tanto comprendere se uno qualsiasi cercasse di crearsi o acquistare un pezzo di terreno cosa gli potrebbero fare, ora è tutto inviolabile mentre fino poco tempo fa era tutto il contrario.

    1. natascia 15 luglio 2023

      La filosofia sottostante è:”l’uomo crea danni , le piante li risolvono”. Da cui scende :” le piante sono più intelligenti della maggior parte degli uomini”. Esistono delle dimostrazioni di questo, dimostrazioni in cui il cervello umano ne esce svilito. Si tratta sempre degli studiosi di Davos. Internet si muove, supera aggressioni e si ramifica come una pianta(infestante?). Probabilmente coloro i quali mirano all’immortalità hanno dei progetti di fusione pure con le piante. Trans- umano = uomo - macchina - pianta .Niente organi, niente sesso, solo parti sostituibili e intercambiabili.Amen.

    1. Cangrande1965 15 luglio 2023

      Questo è il vero comunismo, che "loro" stanno preparando da secoli

      Chi vuole, segua questa studiosa su Twitter.

      Dal 2012 ha previsto esattamente TUTTO con larghissimo anticipo

      Pandeminkia compresa.

      Anche sui suoi libri.

      https://twitter.com/italiadeidolori/status/1679822133684305922?t=KU6Ij3KjRhRrX1GN5Ir7Bg&s=19

    1. rossinimauro 14 luglio 2023

      Mah se si lascia fare ai contadini ed alla natura le cose si sistemano da sole. Io abito in un comune agricolo dell'Appennino. I vecchi (ed i dati del comune lo confermano) dicono che 60 anni fa su 600 ettari circa del territorio ce ne erano 300 coltivati a foraggio vite e seminativo e solo 50 a bosco. Adesso tra il fatto che chi fa vino punta alla qualità più che alla quantità e che non ci sono più i seminativi abbiamo meno di 200 ettari a vite e 150 e rotti di bosco, con un sacco di selvatici (i cinghiali maledetti ma pure tassi, volpi, faine, caprioli, lepri, falchi, istrici e scoiattoli neri, quelli indigeni. Ogni tanto si vede pure il lupo e per un po' i cinghiali 'rompono' di meno). Il tutto senza bisogno di leggi e regolamenti fatti da gente di città che non capisce un ciufolo, a parte come riempirsi il portafogli.

    2. WarezSan 14 luglio 2023

      Concordo.

      E finalmente i fautori della "decrescita felice" e del "salviamo la natura, puntiamo sull'elettrico" e altre boiate si sono astenuti dall'intervenire su CDC (Si, c'è un santone con velleità orientaleggianti e taoiste che crede a questa cazzata e ogni tanto predica fra noi).

      Li manderei a raccogliere sterco di capra, a mano, come si usava una volta.

    1. Arthur 14 luglio 2023

      La solita fuffa dell'establishment UE.
      Non se ne farà niente.
      Simile ad altre idiozie come quella della farina di insetti o quella delle auto a benzina e diesel che avrebbero dovuto essere messe al bando in pochi anni, mentre nel frattempo le auto elettriche vanno a fuoco dappertutto.

      È l'ennesima psyop della cricca occidentale liberal-marxista, ispirata al fabianesimo, la quale comanda (crede di comandare...) in Europa e Nordamerica.
      Alla cricca fabiana è stato consentito di andare al potere e fare schifo a più non posso (mediante la strategia di selezionare e cooptare i peggiori), per poi travolgerla senza pietà e così cancellare la sinistra in Occidente.
      La cosa che mi diverte è assistere a tutte queste balorde assurdità che ormai la cricca fabiana occidentale partorisce ad un ritmo serrato.
      Chi detiene davvero il potere in Occidente è riuscito ad accalappiare questi utili idioti con una facilità incredibile.
      Ma la cosa che lascia costernati è che questi sprovveduti non sono minimamente sfiorati dal dubbio di essere manipolati e che finiranno come topi in trappola.

    1. uparishutrachoal 14 luglio 2023

      E tutti gli alberi che stanno tagliando nelle città causa 5G e amministratori terrorizzati dalla cauta di rami che preferiscono il deserto, sono esenti, causa forza maggiore, dalla legge sulla Natura? Un po' come la guerra che è esente dalle leggi sull'inquinamento da veleni ?

    1. omega 14 luglio 2023

      La cosa è passata con pochi voti a favore, a causa degli amici della Merkel.
      Per Petrus.

    1. Petrus 14 luglio 2023

      Da una rapida ricerca su google risulta che in base ai dati della Banca Mondiale del 2020, la superficie coltivabile in Italia è di 6milioni e 831mila ettari, su un totale di circa 30 milioni e 123 mila ettari totali. Questo mi dice che la superficie non coltivata è attualmente l'80% del suolo Italiano.
      Io non sono bravissimo in matematica, ma secondo me in Italia gli obiettivi del 30% ma anche del 60% possono essere raggiunti semplicemente non facendo nulla per quanto riguarda l'agricoltura...
      Per quanto riguarda i fiumi a scorrimento libero, visto che le "alluvioni" di cui soffre la penisola sono nella stragrande maggioranza dovute ad impedimenti al corso di fiumi canali e torrenti (leggi monnezza, detriti e altre barriere abbandonate), il discorso fatto dalla articolista mi sembra composto da poche idee ben confuse e molto sbagliate...

    2. danone 14 luglio 2023

      (leggi monnezza, detriti e altre barriere abbandonate)

      Ma magari.
      Leggi interi boschi cresciuti dentro agli argini, perchè non bisognava tagliare un pioppo.
      Altro che detriti, monnezza ed altre amenità abbandonate, secondo lor signori gli argini erano tenuti benissimo, all'interno della logica green, che da 20 anni almeno imperversa nelle amministrazioni di sinistra delle mie zone.
      Da noi a Faenza, dove non c'era il bosco, c'era l'orto del pensinato.
      Cazzo vuoi di più?

    3. Jimbo 14 luglio 2023

      Ho visto adesso il dato dei quasi 7 milioni "coltivabili" al quale fai riferimento ma poi ho trovato 12.800.000 di "coltivati".
      In questi casi aiuterebbe non poco entrare nel merito delle cifre.
      Per quanto concerne le alluvioni l'argomento per i media parrebbe chiuso anche se é aperto un bel pó.

    4. Petrus 15 luglio 2023

      Prima di abitare agli antipodi ho passato un paio di stagioni delle piogge tra il Secchia ed il Panaro; quando pioveva ogni volta prima che chiudessero i ponti ho visto scorrere a valle cose che voi umani...

    5. absitiniuriaverbis 15 luglio 2023

      Quoto, giusto per alleggerire: aperto un bel pó.

      Se ricordo bene, il Po(fiume) è lungo un poco più di 600Km...

    1. omega 14 luglio 2023

      Fermo restando che il meno peggio è parente stretto del peggio, ricordiamo pure chiaramente quali forze politiche italiane stanno votando codesti provvedimenti e quali votano contro.
      Qualcuno dovrebbe tenerlo presente.

    2. Petrus 14 luglio 2023

      Ma non hai ancora capito che le forze politiche non votano quello che vogliono, ma solo quello che viene loro imposto di votare da forze che non hanno nulla di politico e che quindi non conta assolutamente nulla chi vota cosa?

    3. Jimbo 14 luglio 2023

      Si, qui sussistono due visioni: chi pensa che gli allineati convinti e gli "allineati spinti", che spesso votano contro ma reggono il giochino, siano d'accordo e chi crede ci sia ancora una sorta di antagonismo.
      Non so francamente cosa pensare, probabilmente sono tutti d'accordo su quasi tutto, sicuramente sulle linee guida, fanno finta di opporsi, salvo in occasioni limitate.

    4. omega 14 luglio 2023

      Infatti stanno entrambi dalla parte del peggio.

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