La musica classica modifica il cervello: ecco come

La differenza principale tra la musica classica e quella pop è che la musica classica ha regole uniche che piacciono al cervello.

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Flora Zhao – Epoch Health - 07 maggio 2024- Aggiornato 23 maggio 2024

Una donna anziana dai capelli grigi sedeva immobile con lo sguardo basso. In fase avanzata di demenza, non parlava più con gli altri e non li guardava negli occhi.

Quando Ayako Yonetani ha iniziato a suonare il violino, la donna ha sollevato lentamente la testa.

"La sua bocca si è mossa e i suoi occhi si sono illuminati come se sentisse la mia musica e cercasse di seguirla", ha raccontato Ayako Yonetani, concertista e docente di violino e viola presso la University of Central Florida School of Performing Arts.

Coloro che hanno trascorso del tempo con la donna sono rimasti stupiti. "Non l'avevano mai vista reagire in questo modo", ha detto. Ma questa è stata solo una delle tante volte in cui la signora Yonetani ha visto una cosa del genere.

Prove evidenti

Uno studio pubblicato negli anni '90 sulla rivista Nature ha attirato l'attenzione del pubblico.

A tre gruppi di partecipanti è stato chiesto di sedersi in silenzio, di ascoltare una cassetta di rilassamento o di ascoltare la Sonata per due pianoforti in re maggiore (K448) di Mozart.

Dieci minuti dopo, il gruppo che ha ascoltato la musica di Mozart ha mostrato un miglioramento significativo nel punteggio del QI spaziale, quasi 10 punti in più rispetto agli altri due gruppi.

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Da allora, gli scienziati hanno utilizzato Mozart e altra musica classica in vari esperimenti su animali ed esseri umani, confermando risultati simili: Ascoltare musica classica o imparare a suonare uno strumento porta a voti scolastici più alti e a una maggiore capacità di ragionamento spaziale, riduce il rischio di atrofia cerebrale e rallenta il declino cognitivo.

L'"effetto Mozart" esiste davvero, ha dichiarato Kiminobu Sugaya, che ha conseguito un dottorato in Farmacologia ed è professore di Medicina presso l'University of Central Florida College of Medicine e responsabile delle neuroscienze presso la Burnett School of Biomedical Sciences, nel corso di un'intervista con The Epoch Times. Negli esperimenti condotti con i residenti della comunità locale, ha scoperto che quando veniva suonata questo tipo di musica classica, "abbiamo riscontrato un aumento del 50% delle funzioni cerebrali".

mozart_effectAlcuni tipi di musica classica non solo migliorano le capacità cognitive, ma sono anche utilizzati per trattare disturbi cerebrali come l'epilessia o il morbo di Parkinson. "L'effetto Mozart è la prova evidente che si possono modificare le funzioni e le anomalie cerebrali con la musica", ha dichiarato al The Epoch Times il dottor Michael Trimble, professore emerito di Neurologia e Neuropsichiatria presso l'Istituto di Neurologia dell'University College di Londra e membro del Royal College of Physicians. A volte l'epilessia è più difficile da controllare con i farmaci e l'utilizzo di musica classica accuratamente selezionata e modificata per "allenare" il cervello dei pazienti epilettici può normalizzare le loro onde cerebrali e le anomalie elettroencefalografiche.

Uno studio pubblicato su Interdisciplinary Science Reviews nel 2022 indicava che "a tutt'oggi, la K448 e la K545 sono rimaste le uniche selezioni musicali anti-epilettiche che sono state verificate da esperimenti ripetuti". Lo studio citava anche i dati di una meta-analisi del 2020, secondo la quale

"circa l'84% dei partecipanti agli studi esaminati mostrava riduzioni significative dell'attività cerebrale epilettica durante l'ascolto della K448 di Mozart".

Cosa vuole il cervello

Per quanto riguarda gli effetti sul cervello umano, la differenza principale tra la musica classica e quella pop sta nella "complessità e nella struttura", ha dichiarato a The Epoch Times Clara James, che ha conseguito un dottorato in Neuroscienze ed è docente presso l'Università di Scienze Applicate e Arti di Ginevra, in Svizzera, e Privatdozent presso l'Università di Ginevra.

Prima dei 32 anni, la signora James era una violinista professionista.

La musica classica del periodo di pratica comune (1600-1900) si attiene a rigide regole strutturali e armoniche. Anche i non musicisti noteranno un problema di struttura se un esecutore commette un piccolo errore, ha detto la signora James.

"Pone un'enfasi significativa sulle proporzioni, l'equilibrio e l'armonia", ha aggiunto Ayako Yonetani. Al contrario, altre forme di musica possono non attenersi strettamente a queste regole strutturali.

Al cervello umano "piacciono le regole della musica", ha detto il dottor Trimble. "Ci sono alcuni suoni musicali che sono profondamente radicati nella capacità del nostro sistema nervoso di lasciarsi emozionare dalla musica". Ha sottolineato che la musica contiene regole naturali e logica matematica, in particolare la musica classica, dove il collegamento con la matematica è solido. Pertanto, è universalmente riconosciuta e accettata dal cervello.

[caption id="attachment_212067" align="aligncenter" width="1200"]simphony_9 Notazione musicale della prima edizione della Sinfonia n. 9 di Beethoven. La musica classica si attiene a rigide regole strutturali e pone un'enfasi significativa su proporzioni, equilibrio e armonia.[/caption]

Mozart sviluppò uno stile musicale veramente diverso, allontanandosi dal precedente periodo barocco, ha osservato il dottor Trimble. La sonata K448 di Mozart, che è stata il primo brano utilizzato per studiare l'effetto cerebrale e l'impatto della musica di Mozart sul cervello in generale, "può essere legato a considerazioni spettrogrammatiche, in particolare alla presenza di frequenze armoniche più basse".

"La musica classica e quella pop differiscono in molti modi", ha proseguito. “La musica pop contiene una ripetizione continua delle stesse sequenze musicali, trasmettendo informazioni spesso vaghe e banali senza il sottile sviluppo e la variazione che si verificano nella progressione della musica classica”.

La signora James ha sottolineato che un tipico brano di musica classica presenta un'ampia gamma di ritmi, con dinamiche che variano da un volume molto alto a uno molto basso e sezioni estremamente lente e veloci, il tutto perfettamente integrato. In confronto, un singolo brano di musica pop ha una variabilità limitata e mantiene un ritmo regolare.

Inoltre, i brani di musica classica sono relativamente lunghi, in genere tra i 20 e i 25 minuti; alcuni sono ancora più lunghi, come le opere di Gustav Mahler, che possono durare più di un'ora. La musica classica è ricca di informazioni e lascia al cervello tutto il tempo necessario per elaborarle, come se si assaporasse lentamente una mela, invece di consumare rapidamente una caramella gommosa al gusto di mela.

Inoltre, il volume del suono dal vivo nei moderni concerti di musica pop può essere assordante e il comportamento dei cantanti e dei fan può essere piuttosto selvaggio. "Non si riesce a sentire la musica perché la gente urla in continuazione", ha detto il dottor Trimble.

Aumento della materia grigia

Con l'avanzare dell'età, il cervello si riduce progressivamente, con conseguente perdita graduale di neuroni. Tuttavia, uno studio ha scoperto che nei musicisti d'orchestra alcune parti del cervello non si riducono con il tempo e possono addirittura aumentare di dimensioni. Anche i test di risonanza magnetica condotti sotto la supervisione del Dr. Sugaya (specialista in RMN, N.d.T.) hanno dato risultati simili.

[caption id="attachment_212066" align="aligncenter" width="1200"]gray_matter_increase I musicisti di orchestre sinfoniche hanno un volume di materia grigia significativamente più elevato rispetto alle persone normali e il loro volume cerebrale diminuisce appena con l'età.[/caption]

Il cervello è composto da materia grigia e materia bianca. È stato osservato che la materia grigia, costituita da neuroni, aumenta di volume in seguito ad attività musicali. Clara James ha spiegato che questo aumento non è dovuto ad un aumento dei neuroni, ma piuttosto "perché le connessioni tra i neuroni diventano più forti". D'altra parte, la materia bianca si riferisce agli assoni corti o lunghi dei neuroni, che agiscono insieme come rete di comunicazione del cervello, simile a come le strade locali e le autostrade collegano le diverse città. Quando si ascolta la musica, la rete viene costruita e orientata meglio.

Inoltre, l'ippocampo - una struttura cerebrale profonda - "si attiva" quando le persone ascoltano la musica con attenzione, ha detto la signora James. L'ippocampo svolge un ruolo fondamentale nella cognizione, nella memoria e nelle emozioni.

Il nostro ricordo della musica sembra durare più a lungo di quello di eventi quotidiani o di esperienze vissute in determinate fasi della vita. Questo fenomeno spiega perché alcune persone anziane possono ricordare e cantare senza sforzo canzoni o melodie che hanno apprezzato in gioventù. L'ippocampo aiuta anche a capire la musica. Se questa parte del cervello non è impegnata, non si riesce a comprendere ciò che si ascolta, come se si ascoltasse una lingua diversa.

L'impatto emotivo

Da indagini internazionali è emerso che più dell'80% di noi piange ascoltando la musica, ma solo il 18% e il 25% lacrima guardando sculture e dipinti, rispettivamente. "La musica ci commuove", ha detto il dottor Trimble.

La musica classica è strettamente legata alle emozioni. Il dottor Trimble ritiene che "la risposta effettiva che abbiamo alla musica è quasi trascendentale".

La musica classica può essere più efficace di altre musiche per ridurre lo stress e l'ansia, perché in genere include momenti di rilassamento e di calma. "Ogni brano contiene sezioni lente che aiutano a rilassarsi", ha detto la signora James. In alcuni contesti terapeutici, come gli ospedali, soprattutto nei reparti di terapia intensiva, le opere di Mozart, Bach e di alcuni compositori classici italiani sono spesso preferite per i loro effetti superiori di riduzione dello stress e del dolore.

Jonathan Liu, medico di medicina tradizionale cinese (MTC) e agopunturista in Canada, ha dichiarato a The Epoch Times che la musica classica ha svolto un ruolo significativo nella guarigione nel corso della storia. Può anche evocare un senso di sacralità, ispirando gratitudine e riverenza.

[caption id="attachment_212065" align="aligncenter" width="1200"]ClasMus5 La musica classica può migliorare le funzioni cerebrali e ridurre lo stress. Può anche evocare un senso di sacralità, ispirando gratitudine e riverenza. L'Orchestra Sinfonica di Shen Yun si esibisce alla Boston Symphony Hall il 13 ottobre 2018.[/caption]

Alla signora Yonetani è stata raccontata una storia dopo aver suonato un grande concerto in una chiesa europea. A metà del suo concerto, una donna anziana seduta tra il pubblico era passata lentamente dalla posizione seduta a quella inginocchiata a terra, chiudendo gli occhi in segno di devota preghiera. "Personalmente, eseguire capolavori come il concerto per violino di Beethoven o la Ciaccona di Bach evoca un senso di soggezione", ha raccontato.

Dietro l'agitazione delle emozioni c'è una serie di sostanze prodotte nel cervello.

La musica favorisce la secrezione cerebrale di endorfine, encefaline, dopamina e serotonina. Ciascuna di esse ha effetti biologici diversi, dall'induzione del piacere e del rilassamento all'alleviamento del disagio fisico e alla promozione del sonno.

Il Dr. Sugaya ha detto che assistere a un concerto di musica classica è l'ideale per un appuntamento, perché la dopamina rilasciata nel cervello può farvi apparire più affascinanti agli occhi del vostro partner. La bella musica può anche aumentare l'ossitocina, un ormone dell'amore.

"Il cervello ha un grande potenziale non sfruttato che l'umanità non ha ancora esplorato appieno", ha detto il Dr. Liu.

Il rilascio di dopamina induce felicità e accende scintille nei sistemi cognitivi e di ricompensa del cervello. La signora James ha spiegato che quando le persone provano brividi o brividi lungo la schiena mentre sono immerse nella musica classica, stanno sperimentando un fenomeno in cui il sistema di ricompensa del cervello è completamente attivato ed eccitato da un'esperienza così piacevole.

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Contrariamente agli effetti ansiolitici ed ipotensivi della musica classica, alcuni generi moderni di musica rock provocano eccessiva eccitazione e malinconia. Parlando della preferenza dei giovani per la musica stimolante, il dottor Trimble ha affermato: "Non credo che questo aiuti lo stato emotivo". Al contrario, ritiene che questa musica susciti rabbia ed emozioni negative. Anche alcuni generi moderni di musica New Age possono influire negativamente sulle emozioni.

In uno studio più vecchio, 144 partecipanti di varie età hanno ascoltato diverse categorie musicali per 15 minuti, compilando lo stesso questionario prima e dopo l'ascolto. I risultati hanno mostrato che la musica classica riduceva significativamente i sentimenti di tensione. Al contrario, la musica New Age, pur riducendo i sentimenti di tensione e ostilità, ha anche abbassato la lucidità mentale e il vigore delle persone. La musica rock non solo ha aumentato significativamente i sentimenti di ostilità, stanchezza, tristezza e tensione, ma ha anche ridotto la chiarezza mentale e il vigore delle persone e i loro sentimenti di cura e rilassamento.

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Non esoterico

La signora James incoraggia le persone a incorporare la musica classica nella loro vita quotidiana.

Per la gente comune, la musica classica non è esoterica o difficile da capire; molti pezzi classici sono in realtà abbastanza accessibili. "Chi non ha mai preso lezioni di musica può comunque apprezzare molto la musica", ha detto.

La signora Yonetani ha anche osservato che la musica classica dell'Epoca Classica serviva inizialmente come intrattenimento per la nobiltà, rendendo le opere di compositori come Mozart e Joseph Haydn abbastanza accessibili e piacevoli. Inoltre, la musica classica dell'epoca barocca di compositori come Bach e Handel è un'eccellente introduzione all'apprezzamento della musica, nonostante la sua natura leggermente più intricata. La musica classica dell'epoca romantica, esemplificata da compositori come Brahms e Robert Schumann, offre una ricchezza di bellezza e profondità.

La signora Yonetani ha condiviso un dettaglio accattivante della sua routine quotidiana. "Mio marito ed io ascoltiamo la musica mentre facciamo colazione". Inoltre, ritiene che ascoltare musica classica durante il tragitto di lavoro possa essere un modo gratificante per apprezzarne la bellezza e la profondità.

In particolare, sia la signora Yonetani che la signora James hanno parlato dell'enorme fascino dei concerti dal vivo.

"Niente è paragonabile ad un concerto dal vivo", ha sottolineato la signora James, affermando che il modo migliore per apprezzare la musica classica è un concerto. Le persone possono concentrarsi senza distrazioni, immergendosi nella musica e nell'esecuzione vivida dei musicisti, ricevendo così "la massima esperienza, piacere e stimolazione".

Flora Zhao scrive di salute per The Epoch Times e si occupa di cancro e altre malattie croniche. In precedenza, è stata redattrice per riviste di scienze sociali

Link: https://www.theepochtimes.com/health/classical-music-alters-the-brain-heres-how-5632847

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Commenti (94)

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    1. massimo70 4 luglio 2024

      La musica per me è vita, la mia medicina e la mia energia, ascolto Refugees dei VDGG, Epitaph dei King Crimson, The Musical box dei Genesis, Comfortably numb dei Pink, Lost Angeles dei Colosseum, ma anche Smetana e la sua meravigliosa Moldava che ti sembra che scorra sotto gli occhi, Ludwig Van, Mozart, l'Adagio di Albinoni di una meravigliosa tristezza, e la vita mi sembra una roba pazzesca! che bella e vitale la Musica ragazzi!!

    2. CptHook 4 luglio 2024

      Allora ascolta l'Intermezzo, dalla Cavalleria Rusticana di Mascagni...

    3. Roberto Rey 4 luglio 2024

      E "Porgi Amor" dalle Nozze di Figaro.

    4. natascia 4 luglio 2024

      L’italianita’

    5. Hospiton 5 luglio 2024

      Composta credo a 26 anni...
      qui un'esecuzione diretta proprio da Mascagni, con un suo intervento introduttivo. Su youtube ci sono delle vere e proprie perle
      https://www.youtube.com/watch?v=vUE9legTY7g

    6. massimo70 5 luglio 2024

      grazie, lo farò senz'altro.

    1. Jimbo 4 luglio 2024

      La musica investe particolari aree del cervello come descritto nell'articolo e tra le piú importanti ci sono i ricordi e le emozioni.
      Si possono ovviamente avere ricordi non particolarmente emozionanti e emozioni non legate al ricordo in quanto ad esempio relative ad un pezzo nuovo.
      Mentre non é mia abitudine canticchiare canzoni di artisti che prediligo, stranamente qualche volta invece mi é capitato di canticchiare dei vecchi pezzi di Sanremo (che non mi piaceva) o di Carosello o una sigla TV che non avevo piú ascoltato da 50 anni.
      Cosí mi accorsi che tendevo a ricordare non forzatamente un brano ascoltato tre volte e mai piú rispetto a pezzi ascoltati 1000 volte. La mente a volte é ben strana.
      Canzoni rimaste lí nella mente per mezzo secolo per riaffiorare.
      Sulle emozioni invece é raro che mi emozioni ad un pezzo nuovo di zecca, molti dei brani che ascoltavo emozionandomi dieci anni fa non mi emozionano piú anche se mi piacciono molto, altre volte invece mi emozionano come la prima volta.

    1. Martin 4 luglio 2024

      Concordo solo in parte, perche' sono un cultore di tutta la musica classica pre serialismo TANTO QUANTO della musica pop-rock specie degli anni 70-80, ossia Emerson Lake and Palmer, King Crimson, Genesis, Pink Floyd, Frank Zappa, David Bowie, Tangerine Dreams e Talking Heads. Nessuno mi convincera' MAI che si tratti di musica minore rispetto alla classica. Ritengo invece inascoltabile, o mero rumore, la cd musica classica contemporanea o dodecafonica o seriale post Schoenberg.

    2. CptHook 4 luglio 2024

      Ritengo invece inascoltabile, o mero rumore, la cd musica classica contemporanea o dodecafonica o seriale post Schoenberg

      To', in qualcosa andiamo d'accordo...

    3. Martin 6 luglio 2024

      Prosit!

    1. natascia 4 luglio 2024

      Cercando una sintesi, mi sembra di individuare, per quanto riguarda la musica, un’epoca d’oro dell’umanità, che va dalla fine del ‘600 alla fine del ‘800.In quel momento essa manifestò una forza senza precedenti: coralità, simmetria, compensazione, introspezione. Mai come in quell’epoca venne espressa con tale precisione la matematica dell’anima. Valori universali che poterono manifestarsi in tutta la loro pienezza grazie a una congiuntura storica senza precedenti. Il benessere relativo e la speranza sociale permisero la vicinanza con un bene tra i più più alti della cultura occidentale. Illuminazioni che solo l’arte può dare, se apprezzata e coltivata come valore assoluto.

    2. Roberto Rey 4 luglio 2024

      Anni 50. TV agli albori. Festival Sanremo alla Radio. Classica per me non pervenuta. Poi un virus che quasi mi ammazzò e iniziai ad apprezzare la classica, per mancanza di meglio. E continuai...Concerti al Conservatorio e alla RAI.Arthur Rubinstein, sala strapiena. Invitò alcuni a sedersi in terra intorno al pianoforte. Richter grandissimo....Ughi, Stern....
      DJ classico. Mi telefonò una signora : Mi fai ascoltare quella musica che comincia uguale a Fenesta ca lucive ma non so il nome....e dissi che avrei provato a scoprire cosa fosse. Le note mi risuonavano in testa. Ci misi qualche giorno ma alla fine ci arrivai. Vltava (Moldau) da Ma vlast di Smetana. La signora, esuberante napoletana, mi tenne al telefono dieci minuti, la trasmissione successiva.
      Mi chiedo se sia merito della Classica se sono arrivato a 88 anni e non ho ancora la "bidenite".

    3. natascia 4 luglio 2024

      Tuttavia nelle stesso tempo il contro-altare finanziario-economico di quel momento di grazia, si stava già approntando in tutta la sua malvagità con gli esiti che oggi si stanno manifestando. Ma questo è un'altro discorso che mi porterebbe lontano.

    4. LuxIgnis 4 luglio 2024

      Quella fu un epoca d'oro per tante cose sia d'arte e sia scientifiche.
      Possiamo dire che finisce nei primi decenni del '900.

    5. CptHook 4 luglio 2024

      Con i miei 75 mi fai sentire un ragazzino...

    6. emilyever 5 luglio 2024

      Ricorderò per sempre la tua definizione di "matematica dell'anima". grazie

    7. Gervasorossi 6 luglio 2024

      Possiamo dire che finisce con Wikipedia.

    1. pieros 3 luglio 2024

      Uhm,e il rap/trap, in tutto questo dove lo mettiamo?

    2. Roberto Rey 4 luglio 2024

      Quando vedo in TV moltitudini urlanti e saltellanti penso che servano solo a far ginnastica (se non sono accompagnati dalla "dose"). Spazzatura, nemmeno da differenziare perchè tutta uguale.

    3. LuxIgnis 4 luglio 2024

      Non fare confusione, Il rap è un cosa il trap un'altra.
      Il rap nasce dai ghetti neri e non è una musica facile. La musica tanto tanto (ci vuole comunque una bella abilità ritmica) ma quello che viene detto è improvvisato e velocissimo. Assomiglia alle gare toscane di sonetti poetici di cui ora non mi ricordo il nome. Ci vuole molto talento per fare rap. Poi anche qui ce n'è di buono e di cattivo.
      Il trap invece è solo una puzzonata commerciale senza senso.

    4. Heidrek 4 luglio 2024

      Se non ricordo male l'usanza di gareggiare a colpi di poemetti in centro Italia si chiama "ottava rima". Mi pare ne parli Rumiz ne "La leggenda dei monti naviganti".

    5. LuxIgnis 4 luglio 2024

      Non mi suona come nome. Ma proprio non mi ricordo come si chiamasse.
      Comunque era una cosa difficile da fare e "popolare". Improvvisare in rima e in tema non è da poco. Il rap delle origini ha molto in comune con questo.

    6. Hospiton 4 luglio 2024

      In Toscana mi pare che i poeti improvvisatori fossero chiamati "bernescanti", qualcosa l'ho letta perché anche in Sardegna c'è una grande tradizione di poesia estemporanea, soprattutto in paesi come Siligo e Ozieri. Pensa che uno dei poeti più celebri, Gavino Contini, durante il servizio militare a Roma fu invitato a esibirsi da Vittorio Emanuele II...

    7. LuxIgnis 4 luglio 2024

      Probabile vi siano diversi nomi a seconda della regione e del luogo. È comunque una cosa della nostra cultura di cui andare fieri.

    8. CptHook 4 luglio 2024

      Io personalmente lo so benissimo, ma evito di dirlo per non offendere eventuali suscettibilità...

    9. CptHook 4 luglio 2024

      Tendo ad essere d'accordo...

    10. Gervasorossi 5 luglio 2024

      Ci sono solo 20 anni di distanza fra rap e trap, ed entrambi provengono dai ghetti.

      Il freestyle a livello mediatico non esiste, è staged con almeno 24h di preparazione anticipata sui testi.

      Il trap si muove con bpm più elevati del rap.

      Se è una "puzzonata commerciale" il trap lo è anche il rap.

    11. LuxIgnis 5 luglio 2024

      20 anni a livello musicale, e lo dovresti sapere, sono tantissimi. Pensa solo alla musica degli anni 60 o a quella degli anni 80. Un'enormità.

      Il Trap deriva da un certo Hipop, che a sua volta ha derivazioni dal Rap ma non lo è. Anche se alcuni li associano spesso.
      Rap e Hipop sono diversi anche se hanno delle similitudini e non sono riferiti solo alla scena musicale. Sono movimenti artistici.
      Quindi il Rap che non è Freestyle almeno all'origine aveva le gare di testi improvvisati. I testi più che la musica erano il suo fondamento.

      Molti di questi movimenti artistici e musicali sono diventati negli anni delle grandissime puzzonate commerciali con i suoi derivati come il Trap. Musica nata solo per fare soldi. Così come molto Rock valido degli anni d'oro oggi è diventato una cosa inaudibile.

      Tutte queste informazioni le si trovano tranquillamente in rete anche su Wikipedia.

    12. Gervasorossi 6 luglio 2024

      Wikipedia è la tua base formativa, ne prendo atto.

      Quindi quando parli di "bufale" e "basi scientifiche" ti riferisci a Wikipedia come testo formativo.

      Tutto molto interessante.

      Per quanto riguarda i moderatori, la politica non mi interessa, tanto meno la geopolitica, la musica al contrario si.

      E la mia formazione non si è svolta su "Wikipedia, o strimpellando una chitarra per potermi definire "musicista ".

      Non mi importa del regolamento o dell'andazzo di gran basso livello in termini contenutistici riferito ai commenti, ma a tutto c'è un limite.

      Leggere di personaggi che vogliono riscrivere la storia musicale appoggiandosi a wikipedia, o peggio, attribuendo proprietà transitive agli eventi temporali è qualcosa di osceno.

      Siamo in un mondo in cui tutti aono attenti a non ledere la sensibilità altrui, e questo è come ci siamo ridotti.

      Ci siamo ridotti a ignoranti che discutono di temi a loro alieni come fossero reali.

      E vai di salamelecchi, in cui vale tutto e il contrario di tutto.

    1. Jimbo 3 luglio 2024

      Interessante il confronto emozionale tra la musica (solo classica?) e pittura/scultura ad appannaggio della prima.
      Come mai pittura/scultura emozionato pochino?
      Penso che sia un pó duro il raffronto tra tutte le belle cose scritte sulla classica rispetto agli altri generi (tantissimi) che perderebbero sistematicamente il confronto.

    2. CptHook 3 luglio 2024

      Io ho un immenso debito di riconoscenza con il Prof. Ettore Tondini, mio insegnante di Chimica al Liceo Dante di Firenze, per aver insegnato a me e a tanti altri adolescenti prima e dopo di me, a capire la musica classica e ad amarla.
      A volte, anziano com'era, non aveva voglia di far lezione e così ci faceva lezione di musica. La scuola aveva, nell'aula a gradinata, un impianto stereo Lesa, del valore di oltre 300.000 lire del 1965; lui sceglieva un brano, ce lo spiegava e ce lo faceva ascoltare. Altre volte discutevamo dei brani ascoltati ai Concerti per la Scuola al (allora fresco di restauro) Teatro Comunale. Che tutti gli dei lo benedicano

    3. Ummon 3 luglio 2024

      In molte forme di demenza, le funzioni visuospaziali, cioè le capacità del cervello che riguardano la "visione di insieme" di un' immagine complessa, sono precocemente colpite. Musica (e movimento) sono elaborate da altre regioni del cervello e quindi tendono a essere preservare.

    4. Jimbo 3 luglio 2024

      Non dubito, ed è una cosa grandissima.

    5. Roberto Rey 3 luglio 2024

      Fine anni 70. Una radio privata mi chiese di fare il DJ. Di classica. Cosi fu per 5 anni due sere la settimana. Mi telefonò una signora per ringraziarmi e per raccontarmi che sua madre ultranovantenne,costretta a letto e spesso "assente" si "risvegliava" ascoltando la musica classica, cui non si era mai interessata.

    6. Randagio 4 luglio 2024

      Vi leggo da molti anni, senza commentare ma cercando di imparare sempre qualcosa di nuovo.
      Ho deciso di iscrivermi solo per salutare un "vicino di casa", mi permetto di appellarla...
      Sono nato a Villa delle Rose ed ho abitato per i primi trentacinque anni della mia vita in Via Pagnini, davanti a quello che una volta era il Cinema Vittoria, e quando vengo (spesso) a Firenze lascio ancora la macchina da quelle parti, raggiungendo il centro a piedi come ho sempre fatto.
      Sono anche ovviamente stato con una donzella partorita dal Liceo Dante, come essa stessa amava definirsi, ma poi le nostre strade si sono separate e lei si è sposata con il tipo d'uomo che le avevo sempre "diagnosticato"... e qui mi fermo per non urtare la sensibilità di chicchessia.
      Ora vivo fuori Firenze, nel Mugello, ma non riesco a fare a meno di tornare nella mia città appena possibile: sono fiorentino addosso, icché ci posso fare!
      Saluti

    1. Ummon 3 luglio 2024

      Verissimo. Da anni la musica è uno degli strumenti più utilizzati dai Centri Diurni frequentati dalle persone con decadimento cognitivo.

      Nella demenza (fino a un certo stadio) funziona bene anche la danza di gruppo, proprio perché attiva parti del cervello differenti da quelle che purtroppo sono state irrimediabilmente danneggiate.

      Musicoterapia, danza, arte terapia sono riportate ufficialmente dalle linee guida già da anni, corroborate da moltissimi studi.

      L'aspetto forse più commovente è che danno un sollievo proprio in situazioni cliniche in cui i farmaci (i pochissimi, ma proprio pochissimi, che abbiano rivelato una qualche efficacia nei decenni) hanno un'utilità tanto limitata.

    1. Jimbo 3 luglio 2024

      Interessante l'articolo e anche l'idea curativa della classica.
      Puó essere vero, anzi lo sará sicuramente, il problema della classica é che é vecchia.
      Drammaticamente vecchia rispetto ad altri generi.
      Come il balletto classico rispetto ad altri balli.
      Non ho statistiche a disposizione ma la sensazione é che non venga piú ascoltata o comunque molto poco.
      E il motivo é che é ... passata troppo.
      Trapassata.
      *Riassumendo: la classica fa bene ma é musica vecchia x solo vecchi.
      Indi x cui fará bene solo ai vecchi.
      Il che é comunque una gran cosa ma non ha altri sbocchi.

    2. CptHook 3 luglio 2024

      Riassumendo: la classica fa bene ma é musica vecchia x solo vecchi.
      Indi x cui farà bene solo ai vecchi.

      Dissento, profondissimamente dissento..., per me la musica classica è La Musica, è universale e, in questo senso, è impressionante notare quanti artisti orientali, massimamente giapponesi, e parecchi anche molto giovani, siano dei grandissimi direttori, violinisti, pianisti.

      Il resto, tutto quello correttamente citato da Lux, sono forme musicali di maggiore o minore intensità espressiva, che forniscono stimolazioni di vario genere ma, sempre a mio parere, non saranno mai sublimi come Mozart o Bach, per citare soltanto quelli che per me sono i due maggiori.

      Per carità, i Beatles e i Pink Floy, solo per citarne due, raggiungono altezze incredibili (l'attacco di violini di Eleanor Rigby o quello di chitarra di Wish you were here), o anche certi brani dei Tangerine Dream.

      Era una discussione che avevo spesso con mia moglie, che ho avvicinato io alla musica classica e all'opera (come lei mi ha fatto conoscere i Queen e Paul Young): la musica moderna si basa su molte iterazioni, già da oltre 60 anni vengono riprodotte con strumenti elettronici che consentono effetti inimmaginabili, ma rimangono sempre e solo l'equivalente di suoni registrati.
      Lo so bene, lavoravo agli approvvigionamenti di una famosissima azienda italiana e passavo spesso l'intervallo di pranzo in sala demo con i collaudatori di pianoforti, organi e fisarmoniche elettroniche...
      però sono suoni sintetici, esattamente come quelli del CD rispetto ad un vinile.
      Ecco, forse è questo il concetto, la musica classica è come il suono del buon vecchio disco in vinile, inimitabile...

    3. Jimbo 3 luglio 2024

      Ti capisco e concordo su gran parte ma non concordo sull'aspetto "vecchiaia" riferito alla classica. Non so cosa aggiungere.
      È bella musica, a volte, parecchie volte, bellissima, perfetta, ha influenzato tantissimo, ma è sempre meno seguita.
      Un motivo ci sará.
      Per me è perchè è sentita come vecchia.
      Non brutta. Vecchia.
      E, aggiungo, mi dispiace.

    4. Heidrek 4 luglio 2024

      Che la musica classica sia percepita come vecchia ci può anche stare, ma la musica da vecchi è un'altra cosa: al massimo si può definire come da vecchi, cioè tarata su un'età anagrafica particolare in un dato momento generazionale, la musica delle orchestre di liscio.
      Sul fatto che non venga più ascoltata, dissento: ho poco meno di quarant'anni e ho sempre ascoltato classica (in realtà ho sempre ascoltato di tutto) ma ho iniziato ad appassionarmici in modo attento e sistematico negli ultimi anni. Fra i miei cd ci sono Bach e Vivaldi accanto a Turbonegro o Public Enemy.
      E sorpresa: esiste tutto un mercato di musica classica su supporti fisici (in particolare l'inimitabile, impareggiabile Compact Disc, dono del cielo alle nostre orecchie) per non parlare della nutrita presenza sui servizi streaming di ottime registrazioni, da youtube (fornitissimo) a spotify (un po' meno).
      Come ho intenzione di scrivere in un altro commento, il confronto fra musica pop e classica è fuori luogo, poiché gli intenti sono radicalmente opposti.

    5. LuxIgnis 4 luglio 2024

      Non tutta la classica è vecchia.
      Esiste classica moderna. Alcune cose sono orribilmente cacofoniche (Luigi Nono) ma ad esempio la corrente detta "minimalismo" che a me piace molto (Nyman, Einaudi, Aubry, Mertens) o pensiamo ad autori come Philip Glass che principalmente fa colonne sonore.
      Ma possiamo metterci dentro anche il nostro grande Morricone.

      In realtà classica è un termine scorretto. Al limite si dovrebbe dire sinfonica. Classica si riferisce solo a un determinato periodo (intorno all '800). Altri periodi hanno nomi diversi. Bach non è classico è barocco.

    6. absitiniuriaverbis 4 luglio 2024

      ... senza dimenticare la 'terapia del suono' in generale che consiste nell' applicazione terapeutica di frequenze specifiche (come la frequenza benefica 432Hz) che vengono utilizzate al fine di rimuovere blocchi mentali e fisici.

      Per chi fosse interessato ecco un link ad un file pdf che può essere scaricato:
      https://associazionemara.org/pdf/Trattamenti/Medicina_Fisica_Quantistica/Le_frequenze_che_guariscono.pdf

    7. LuxIgnis 4 luglio 2024

      Concordo ma bisogna fare delle distinzioni. C'è una musica da ascolto e c'è una musica da intrattenimento. Tutti e due hanno la loro funzione ma hanno scopi diversi. E ci sono anche via di mezzo.
      La classica è da ascolto, i Beatles sono da intrattenimento, i Pink Floyd vecchia maniera una via di mezzo.
      Per quanto riguarda gli strumenti non trovo che i mezzi elettronici siano inferiori a quelli classici, Sono un'evoluzione che se usata bene produce ottime cose e raggiunge anche vette che gli strumenti classici non possono. In fondo anche il piano forte è un'evoluzione, nasce solo a fine 700. Moderno direi.
      Ogni strumento ha la sua espressività.
      Anch'io preferisco gli strumenti non elettronici. Suono chitarra acustica e classica e non ho mai imparato quella elettrica, ma si possono comunque fare ottime e sublime cose con gli strumenti elettronici.

    8. LuxIgnis 4 luglio 2024

      Allora, senza polemica, ma da musicista e anche per averla provata ti dico che quella frequenza è una boutade, per non dire altro, new age che non ha alcun senso. Né spirituale e né scientifico. E non ha nulla a che fare con determinate frequenze che possono essere usate per stimolare il corpo con gli organi e le cellule.
      Non c'è nessuno complotto con il 440Hz perché è solo una convenzione adottata a un certo punto per unificare. Altrimenti ognuno accordava gli strumenti alla frequenza che più gli aggradava. Che in realtà al limite sarebbe la cosa più giusta da fare se si suona da soli. Se abbasso o alzo il LA dai 440Hz canonici, quello che ottengo è un'accordatura più bassa o più alta. Niente più. Mi può piacere di più o una o l'altra. O addirittura lo posso fare a seconda del pezzo eseguito.
      Io trovo i pezzi accordati a 432Hz mosci.
      Le differenze anche terapeutiche le fanno altre cose nella musica.

    9. absitiniuriaverbis 4 luglio 2024

      Essendo un musicista sai certamente che c'è modo e modo (frequenza) per accordare gli strumenti ed anche che, in orchestra, vige talvolta la pratica di cambiare leggermente la frequenza di accordatura di alcuni strumenti per innalzarne il suono rispetto allo sfondo.
      Vai tranquillo, non è polemica.
      Ho suggerito il file per chi fosse interessato e la fame vien mangiando.
      Entrando nei dettagli si scoprono molte cose, come al solito, ed alcune sono quelle hai citato.

    10. Individualista 4 luglio 2024

      Infatti si dovrebbe parlare di "musica colta".

    11. Jimbo 4 luglio 2024

      Non sono particolarmente d'accordo anche se un pò mi ci ritrovo.
      Premesso che anche sul liscio avrei da ridire (mi ha sempre fatto schifo nonostante io sia di origini romagnole ma a volte ho visto prestazioni live di gruppi o orchestre veramente di alto livello, con rimandi a musiche austriache o messicane) ma mi concentro su due aspetti:
      1) intendo "da vecchi" perchè non è "da giovani", sono rarissimi i giovani che si mettono ad ascoltare Chopin per un'ora spesso e volentieri;
      2) mi sembra che, a parte il disinteresse dei giovani (fuori dai radar degli under 40), è poco ascoltata in generale.
      Non sostengo sia un bene.
      È un bene che ci sia il mercato di classica ma penso che sia molto di nicchia.
      È una sensazione mia non supportata da statistiche, che come sempre aiuterebbero la discussione.

    12. Jimbo 4 luglio 2024

      Si Lux magari sarebbe utile definire bene, ma ci siamo intesi.
      Ci sono cose memorabili, belle, normali o inascoltabili sia tra la classica non moderna che tra la classica moderna (grandi Morricone, Glass e gli altri da te nominati... non conosco Aubry e Mertens, provvederò a convertire l'assist...) ma il mio spunto era sul "vecchio" non sempre necessariamente da intendersi poi come negativo.
      La percezione del "vecchio" trovo sia un pò il punto debole della classica.
      Come di tanti film, tanta musica anche di altri generi dal blues al r&r.

    13. LuxIgnis 4 luglio 2024

      Esatto, non c'è una frequenza giusta.
      È solo uno dei tanti tipi di accordatura. Cambia solo molto leggermente la tonalità. Ma niente di più.
      La confusione e c'è chi ci ha giocato sopra creando un mercato, nasce forse, dal fatto che vi sono determinate frequenze che possiamo credere o sperimentare come curative, ma sono frequenze fisse non accordature.
      Facendo un esempio, si può sparare un determinata frequenza a un determinato organo per sollecitarne la guarigione. Ci sono dei suoni che si usano nel QiGong associati agli organi o così via.
      E in alcuni casi non c'è nemmeno bisogno che sia un suono ma una frequenza elettromagnetica, come nelle frequenze della macchina di Rife.
      https://www.generazionebio.com/notizie/7704-le-frequenze-di-guarigione-del-dr-royal-rife.html
      È il primo link che mi è capitato giusto per fartelo conoscere se già non lo conoscevi.

    14. LuxIgnis 4 luglio 2024

      Sono i primi che mi sono venuti in mente. Se ti paice il minimalismo li apprezzerai. Io l'adoro.

      Ma difatti non esiste un vecchio o nuovo, esiste la musica. Che può essere espressa in una miriade di modalità diverse.
      E non ci sono categorie superiori o inferiori a parte la cattiva musica commerciale fatta solo per guadagnarci sopra.
      Anche una ninna nanna cantata da una mamma con una voce buona, può essere inebriante e aprire orizzonti mentali.
      https://www.youtube.com/watch?v=eGjgLrWbIfQ
      Se la riconosci la melodia questa è l'originale che poi qualcuno ha sfruttano per farci un successo commerciale.

    15. Heidrek 4 luglio 2024

      Sì, certamente l'ascolto di musica classica -e il relativo mercato discografico- è da considerarsi di nicchia, ma dal tuo commento sopra pareva proprio che pensassi fosse una musica inconciliabile con i "giovani", quando in realtà non è così perché è un tipo di ascolto che può approcciare veramente chiunque, al massimo si può dire che manchino i riferimenti: se non sai cos'ascoltare rischi di annoiarti.

      In generale manca un'educazione alla musica, all'ascolto, onestamente non so cosa si faccia oggi nelle ore di musica alle scuole medie ma ai miei tempi ci si limitava ad insegnare i rudimenti della notazione e suonare filastrocche col piffero... tempo sprecato.

    16. absitiniuriaverbis 4 luglio 2024

      La macchina di Rife l'avevo vista all'opera in India presso un gruppo di meditazione dove seguivo un training di pranayama.
      Il 'msestro' sosteneva che la pratica appropriata di meditazione avesse proprietà migliori e... a costo molto modesto.
      E si, c'è un mercato ed anche vasto.
      Leggerò il tuo link.
      Grazie.

    17. LuxIgnis 4 luglio 2024

      Ah se la conosci puoi anche non leggerlo anche perché non ne so la validità. E' stata una di quelle tante invenzioni "strane" definite ciarlatanesche dalla scienza ufficiale che forse avevano invece qualche fondo importante di verità.
      Come la macchina di Lakowsky e anche quella aveva a che fare con frequenze anche se in maniera diversa.

      Il maestro non aveva tutti i torti per mia esperienza tante cose che vengono proposte per la meditazione hanno veramente scarso successo. Dopo un po' ti ci abitui e ritorni ai tuoi soliti meccanismi mentali.
      Un po' di buona musica come sottofondo per coprire un po' gli onnipresenti rumori della vita quotidiana può essere d'aiuto.
      Prova quest'autore se ti va.
      https://www.youtube.com/watch?v=4j1wmleD1eU
      David Hykes
      La musica proposta non è che una delle tante, è solo per farti conoscere l'autore. Io lo trovo uno dei più efficaci nelle meditazioni.

    18. Jimbo 4 luglio 2024

      No no forse mi sono espresso male non intendevo dire che sia inconciliabile, mi sembra poco vendibile, apprezzabile e ascoltata dai giovani.
      Molti di piú si potrebbero avvicinare.
      Poi tu aggiungi un tassello basilare: l'educazione all'ascolto, che manca.
      A mio avviso cambierebbe un bel pó le cose anche se ci vorrebbe occorre altro ancora (non so bene cosa) per facilitarne l'approccio.
      Cosí é inavvicinabile dai giovani under 40 (salvo nicchie).

    19. Jimbo 4 luglio 2024

      Si dal minimalismo al "massimalismo" ci sta tutto se ben fatto.
      Il minimalismo é sottovalutato ma ci stanno gli standard blues, il country agli albori, tutte le musiche popular delle varie nazioni suonate a ritmo molto lento fino al primo Dylan (che a me garba poco, gustibus).
      Dipende poi anche il momento nel quale ascolti, il luogo se é live.
      Un ulteriore aspetto é la registrazione.
      E qui si torna ahimé al "vecchio", che ho preso un pó di mira...
      Mentre ormai dal vivo il suono ha raggiunto il top sia acustico che elettrico, c'é un problema di registrazioni audio.
      Molte riproduzioni antecedenti ai '70 perdono un pó, prima dei '50 perdono tanto e diventano poco fruibili.

    20. LuxIgnis 4 luglio 2024

      Dylan neanche a me garba tantissimo. Frank Zappa (altro genio di cui non tutto garba) in alcune sue canzoni lo prendeva palesemente in giro. Ma fra le sue prime canzoni ci sono dei capolavori assoluti. È un vero e proprio genio.

    21. Jimbo 4 luglio 2024

      Si rischia un pó di deragliare ma sí, Zappa fenomeno.
      Il Dylan che mi garba poco é quello minimale e mitico dei primi tempi.
      Mi piaceva di piú nella fase elettrica (anche se le registrazioni insomma...) e mi piace ancora di piú nella fase finale, quella di regola poco conosciuta e peggiore.
      Anche per una questione di... suono.
      Tralascio i testi che in Dylan sono parte preponderante.

    22. Hospiton 4 luglio 2024

      Bè se ti ha fatto conoscere i Queen doveva avere un gran gusto musicale! Ho ancora la collezione dei loro album in musicassette, alcune ormai smagnetizzate ma le conservo per ricordo...inoltre Freddie Mercury era un grande appassionato di musica sinfonica e opera, "Bohemian Rhapsody" parla da sola e ricorderai la collaborazione con Montserrat Caballé per le Olimpiadi del 92. Tempo fa trovai un demo in cui eseguiva un pezzo per piano intitolato Rachmaninov's Revenge, non ho mai saputo se fosse veramente Mercury o se si trattasse di qualche traccia attribuitagli per errore (adoro il pianoforte ma non l'ho mai suonato e non mi intendo abbastanza di esecutori, ho letto che il leader dei Queen era considerato un buon pianista, non so che ne pensi tu).

      rettifico, trovata "Rachmaninov's Revenge" con tanto di parti vocali (che sono indiscutibilmente di Freddie Mercury)
      https://www.youtube.com/watch?v=00aEhWU5cvQ

    23. Gervasorossi 4 luglio 2024

      Se tu sei il "nuovo che avanza" stiamo freschi.

      Leggere delle "x" è indicativo della struttura mentale di chi giudica la musica classica "da vecchi".

      Ma è "passata troppo", giusto?
      Forse c'è anche della musica che è si passata, ma "non troppo".

    24. Gervasorossi 4 luglio 2024

      Ma cosa ne sai tu dell'indice demografico fruitore della classica?

      Spari delle sentenze basate su beceri luoghi comuni.

    25. Gervasorossi 4 luglio 2024

      Che sia inavvicinabile per gli under 40 è una falsità senza basi fattuali.

    26. CptHook 4 luglio 2024

      si può definire come da vecchi, cioè tarata su un’età anagrafica particolare in un dato momento generazionale

      Estrapolo specificamente questa parte e non altro perché, a mio parere, centra molto bene il tema delle "età di ascolto" della musica classica.
      In casa mia diciamo pure che ce l'ho portata io, grazie all'egregio e già citato prof e, comunque, né i miei genitori né i miei fratelli se ne sono mai appassionati. Mio padre, che da giovane sottotenente usava bazzicare il San Carlo di Napoli (principalmente per le ballerine, mi raccontavano i suoi amici), era appassionato e mi ha fatto conoscere alcuni dei suoi brani preferiti, p.es. Sheherazade, Nelle steppe dell'Asia Centrale, la Notte sul Monte Calvo.
      Questo preambolo per dire che ho cominciato da giovane a conoscere musica c.d. "descrittiva", p.es. La Moldava, e per anni la mia musica classica era quella "romantica", mi fermavo prima di Mozart; gli anni però passano ed è arrivato l'apprezzamento certamente di Mozart, come non avrei potuto, ma gli anni hanno continuato a passare, Tchaikovsky (che mia moglie, di 8 anni più giovane, continuava a adorare) cominciavo a trovarlo troppo "forte", e poi anche Mozart e così ho cominciato a scoprire Haydn e Haendel..., adesso mi rifugio in Bach, sono diventato un drogato delle Variazioni Goldberg, in una delle ultime esecuzioni di Gould, senza per questo trascurare il resto.

    27. CptHook 4 luglio 2024

      Abbassiamo i toni, per favore.

    28. CptHook 4 luglio 2024

      Sicuramente manca un'educazione, ma non solo alla musica..., a mi fermo qui perché sennò finiamo spaventosamente fuori tema.

    29. Heidrek 5 luglio 2024

      Effettivamente anch'io ho seguito all'incirca lo stesso percorso: dal romanticismo del XIX secolo sono andato a ritroso verso il primo barocco, che ora costituisce la stragrande maggioranza dei miei ascolti.

    30. Roberto Rey 5 luglio 2024

      Il Messia e la Water Music, meraviglie Haendeliane.

    31. CptHook 5 luglio 2024

      Senza dimenticare il Largo dal Serse, la Musica per i reali fuochi d'artificio etc. etc.
      Haendel era un cesellatore..., avevo dimenticato l'Ariodante...

    32. CptHook 5 luglio 2024

      Le rinnovo l'invito a leggere le Regole per i commenti ed evitare attacchi personali.
      Non vorrei essere costretto ad intervenire per escluderla dalla discussione.

    33. Gervasorossi 6 luglio 2024

      Escludi pure.

      Il livello dei commenti è talmente basso che ne posso solo giovare.

    34. absitiniuriaverbis 10 luglio 2024

      Rispondo in ritardo ma... ho provato anche con diversi brani come hai suggerito.
      Probabilmente sono 'cresciuto' (si fa per dire!) ad un abbeveratoio diverso. Ovvero, in primis spegnere il cicaleggio interno e poi osservare acriticamente il muro bianco. Questo comporta isolare sia il fuori che il dentro dalla mente.
      Quindi delle due l'una: o ascoltare David o meditare.
      David è sicuramente originale ed anche piacevolev in dosi per me non omeopatiche ma a piccoli sorsi.
      Grazie del suggerimento.

    35. LuxIgnis 10 luglio 2024

      Ha fatto anche delle musiche specifiche per la meditazione, ma non credo che le trovi su youtube.
      Comunque è questione di "assonanze" personali. A me, ad esempio, il tamburo sciamanico da fastidio dopo un po'. Almeno in registrazione perché dal vivo non saprei.
      Ma sono comunque tecniche e le tecniche sono tante.
      In un libro di meditazioni che avevo letto dello Shivaismo ve ne erano più di 100 illustrate.
      Alcune erano anche decisamente bizzarre.

    1. LuxIgnis 3 luglio 2024

      Devo dire che penso che tutta la musica, la buona musica, ha effetti sul cervello e sulla psiche e sul corpo umano. Tutta. Non solo la classica.
      E ognuna ha il suo effetto. Un brano di musica metal (ma anche Paganini che era il "metallaro" dell'epoca) tira su come nessun altra musica. È esaltazione, ma a volte può servire anche quella.
      Un brano ritmico africano fa muovere il corpo e produce una sorta di trance.
      A volte si ha bisogno di pace e allora va bene un brano di Lodovico Einaudi. E anche questa non so se la definirei proprio classica.

      Diciamo anche che alcuni brani o stili della musica moderna poi riprendono molti fraseggi tipici della musica classica. Il metal riprende molto il Paganini citato. A sua volta la musica classica prende a piene mani dalla musica popolare. O tanto altro non mi voglio dilungare.

      Insomma, la buona musica va bene. È che c'è in giro molta musica di scarsa qualità. Ma anche nella classica, ci sono delle cose noiose da far cadere i gabbatisi. Non sempre il virtuosismo è sinonimo di buono. Non sempre le cose semplici non sono in grado di elevare lo spirito.

      Condivido chiaramente il finale che niente è eguagliabile a un concerto dal vivo. Ma non sempre si può avere.

    2. warheit 4 luglio 2024

      a proposito di 'metallo',
      i Manowar rifecero un brano strumentale di Gioacchino Rossi,
      presente sul loro primo bellissimo disco.

    3. LuxIgnis 4 luglio 2024

      Non sono un patito del metallo e quindi non lo sapevo nello specifico ma sapevo che vari gruppi metal avessero reinterpretato pezzi presi dalla musica classica. Paganini sopratutto: i suoi Capricci sono metallo puro!

    4. Hospiton 4 luglio 2024

      E anche parecchi virtuosi della chitarra, Malmsteen si è ispirato senza dubbio a varie composizioni barocche o successive, se non sbaglio anche Steve Vai reinterpretò qualche opera di Beethoven (avevo un mp3 con la celebre Quinta ma non so se fosse realmente Vai a suonare).

    5. Gervasorossi 4 luglio 2024

      "Paganini metallaro" proprio non si può leggere.

      Hai fatto un minestrone indigeribile di concetti quando nella musica esistono punti fermi e tali devono rimanere.

    6. CptHook 4 luglio 2024

      Tendo a essere almeno in parte d'accordo, però forse si può spiegare tenendo conto del fatto che in tutte le epoche della musica classica ci sono stati alcuni compositori "di rottura".
      Paganini è sicuramente uno dei più notevoli, anche per
      quella sua personalità decisamente diabolica-
      Un altro è Mozart, che anche lui ai suoi tempi incontrò
      le sue belle difficoltà per farsi capire.
      In Russia l'enfant terrible fu Tchaikovsky, col Concerto no. 1 per Piano e orchestra definito inizialmente "banale, rozzo e mal scritto oltre che ineseguibile" (Wikipedia).
      

    7. Gervasorossi 4 luglio 2024

      Certo, Paganini è stato un rivoluzionario, ma con il termine "metal" ci si riferisce ad un genere ben preciso e definito la cui origine è databile.

    8. RixGa 4 luglio 2024

      Signori e signore se vi piace la musica classica accostata al metal mi permetto di consigliare gli Haggard.
      Tra i dischi più facili da ascoltare "Awaking the Centuries"
      È un po' musica di nicchia, ma valida.
      Fatelo solo se ritenete il vs. orecchio adatto e sufficientemente abituato alla doppia cassa tipica del metal.
      Tra l'altro non potendo girare con l'orchestra intera, generalmente in tour prendono musicisti locali, fatto che apprezzo molto. Visti in un concerto due anni fa in Italia, ricordo in particolare l'incredibile umiltà e disponibilità con i fan.

      Di Malmsteen possiedo un suo plettro ricordo di un concerto di tanti anni fa.
      Bravissimo (ma dopo un po' ripetitivo) si è inventato un genere e attualmente a differenza dei principali artisti solisti che lavorano con squadre di produttori, lui scrive tutte le parti per gli strumentisti e anche per la voce.
      Praticamente come un pittore che produce da solo anche tutti i colori.

      Gli artisti moderni che "rubacchiano" dalla musica classica sono tanti, anche il nostro buon De André prese un concerto per tromba di Telemann per fare la meravigliosa Canzone dell'Amor Perduto.
      Può sembrare plagio ma è un modo per fare rivivere canzoni ed emozioni che verrebbero altrimenti perdute nel tempo (come lacrime nella pioggia - cit.) o rimarrebbero conosciute solo a pochi.

      Viva la Musica!

    9. LuxIgnis 4 luglio 2024

      E ci mancava il purista.
      Paganini è metallaro, che è chiaramente una allegoria non mi risulta che si sia reincarnato o abbia usato la macchina del tempo, perché i suoi arpeggi hanno strutture che sono stati usati dai moderni metallari ma anche da molti artisti rock. Non copiando per forza da lui. Era metallaro, perché ai suoi concerti c'era sempre una folla scalmanata almeno dai racconti dell'epoca, e i suoi biglietti costavano molto. Proprio come una star del rock ora.
      Era metallaro perché improvvisava molto così come alcuni musicisti rock fanno.
      Era metallaro perché si diceva che aveva fatto un patto col diavolo.
      Se vuoi era metallaro anche perché aveva una vita molto sregolata tra donne e vizi, un po' come certe rock star oggi.
      Insomma Paganini faceva veramente casino come piacerebbe a un metallaro oggi.
      Un Paganini oggi con in mano un violino o una chitarra elettrica (Paganini suonava anche la chitarra) mi immagino cosa farebbe.
      Eh sì è un'allegoria che ci può stare benissimo.

    10. LuxIgnis 4 luglio 2024

      Forse non lo sai, e ti sembrerà molto strano, ma un grande che non fu capito durante la sua vita è stato Bach.
      Se non fosse stato per la sua famiglia (tutti musicisti) che diligentemente aveva raccolto e conservato tutti i suoi spartiti. E se non fosse stato per un musicista di fine 700 di cui non ricordo chi fosse, che lo riscoprì.
      Noi tutti ci saremmo persi il più grande musicista di tutti i tempi.
      Fu riscoperto nel periodo in cui Mozart stava morendo. Alcuni suoi ultimi lavori sono stati ispirati dalla musica di Bach.

    11. Hospiton 4 luglio 2024

      Bè gli Haggard tecnicamente mi sembrano strepitosi e non ho problemi con doppia cassa e blast beat. Ascoltavo "Awaking the centuries", senza dubbio gran lavoro, non mi piace però la tecnica growl, preferisco voci più "pulite", qualcosa più vicino al power, magari alcuni lavori di gruppi come Nightwish o Sonata Arctica. Comunque come detto gran gruppo, non li conoscevo...in quanto agli artisti moderni che "rubacchiano" ricordo anche i Procol Harum, che si ispirarono a Bach per la loro magnifica "A whiter shade of pale"...da poco in qualche pubblicità ho sentito invece il Canone di Pachelbel proposto in maniera che non so definire, forse elettropop (sembra un campionamento) da Christine and the Queens, non malvagia ma preferisco la versione heavy metal di questa ragazzina
      https://www.youtube.com/watch?v=LFG36-6ZKcI

    12. Hospiton 4 luglio 2024

      Una sorta di guitar hero ottocentesco... ai suoi concerti si verificavano scene di isteria. Pare che i suoi prodigiosi virtuosismi gli fossero permessi, oltre che dall'ovvio esercizio maniacale, da una sindrome che gli causò l'aracnodattilia

      https://www.kairostudio.it/hands/la-mano-sinistra-del-diavolo/

    13. Hospiton 4 luglio 2024

      Per l'appunto la versione che avevo della Sinfonia n.5 di Beethoven non era suonata da Steve Vai ma dal comunque iper-tecnico Danney Alkana. Agli albori di Internet (con Kazaa e simili siti) circolavano pezzi strumentali attribuiti a casaccio...
      https://www.youtube.com/watch?v=X0pz2D7-k-M

    14. Gervasorossi 5 luglio 2024

      Hai uno strano concetto della definizione di "metal".

      Chiamala allegoria se ti pare, io la chiamo "ignoranza pura".

    15. LuxIgnis 5 luglio 2024

      La sua sicuramente lo è, perché scommetto che quelle cose su Paganini non le sapeva E non sa nemmeno gli arpeggi e i fraseggi che da Paganini arrivano al rock e al metal.

    16. LuxIgnis 5 luglio 2024

      Usava una tecnica di arpeggio sul violino che a quei tempi era molto innovativa. Oggi si studia regolarmente ai conservatori.
      Ci sono molti musicisti che avendo delle "anormalità" nella mano le hanno sfruttate per fare cose che agli altri non sono permesse.
      Ora non ricordo i nomi ma conosco un chitarrista di blues e ragtime degli anni 30 che per un incidente aveva il polso leggermente spostato e questo gli permetteva di prendere posizioni impossibili normalmente.
      C'è n'è anche un altro, però contemporaneo, che ha caratteristiche simili. È quello che Van Halen disse che sapeva fare cose con una mano sola mentre io ne devo usare due.

    17. Gervasorossi 5 luglio 2024

      Guarda che negli eventi temporali non vale la proprietà transitiva, credere il contrario è pensiero magico.

      Per il resto, scommetti quel che vuoi, non mi tange.
      Hai scritto una marea di concetti senza fondamento.

    18. LuxIgnis 5 luglio 2024

      E tu continui a non entrare mai nel merito del detto, ma solo a insultare gratuitamente come il classico troll da 4 soldi che ogni tanto gira.
      Vediamo quanto duri.

    19. Gervasorossi 5 luglio 2024

      Sono entrato nel merito.

      Nelle questioni temporali la proprietà transitiva non si applica, pertanto quello che hai scritto non ha senso.

      Se per te l'espressione di un concetto incontrovertibile è pari ad un insulto dovresti lavorare sulle tue insicurezze.

    20. CptHook 5 luglio 2024

      Se ben ricordo anche Vivaldi è stato "riscoperto" per caso.

    21. LuxIgnis 5 luglio 2024

      Ah questo non lo sapevo.
      Chissà quanti ce ne siamo persi per strada.

    22. CptHook 5 luglio 2024

      Ho già cortesemente pregato un'altra volta di abbassare i toni ed evitare polemiche o attacchi personali.
      Ove necessario, vale come invito a rileggere le Regole per i commenti.

    23. CptHook 5 luglio 2024

      Su ComeDonChisciotte Ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero, preferibilmente relativamente al tema dell'articolo ed evitando polemiche personali e provocazioni, con la massima libertà fino a quando si attiene alle Regole sui commenti.

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