La morte assistita non sarà più solo per i malati terminali, e questo dovrebbe preoccuparci tutti… e anche molto

La morte assistita non sarà più solo per i malati terminali, e questo dovrebbe preoccuparci tutti… e anche molto

Di Rhoda Wilson, The Exposé

Qualcosa mi dice che morire con l'aiuto di un medico diventerà sempre più facile. E questo mi preoccupa da morire, ha scritto James Lyons-Weiler.

“In genere, le leggi sulla morte assistita richiedono che un paziente sia un malato terminale e soffra in modo insopportabile. Ma ecco il trucco: le tendenze recenti mostrano un allontanamento da questi criteri fondamentali. Un cambiamento che sta suscitando un vespaio di dibattiti etici. Ora stiamo vedendo poteri giurisdizionali che includono condizioni non terminali quali i disturbi di salute mentale come motivi per la morte assistita", ha scritto.

Le leggi sulla morte assistita: possiamo navigare in sicurezza sullo scivoloso pendio dei mutevoli punti di vista etici?

Di James Lyons-Weiler

Oggi affrontiamo una questione etica urgente: l'ampliamento dei criteri per le leggi sulla morte assistita. Una discussione necessaria, ma non per i deboli di cuore. Un argomento cupo, sì, ma che mostra i nervi scoperti della nostra bussola morale collettiva. Come sempre, miriamo a fornire approfondimenti completi, quindi allacciatevi le cinture per una corsa accidentata lungo questo pendio scivoloso.

Torniamo alle radici di queste leggi, originariamente concepite con tutele per alleviare le sofferenze insopportabili dei malati terminali. L'Oregon, negli USA, è stato uno dei primi ad adottarne, e dall'altra parte dell'Atlantico, i Paesi Bassi e il Belgio hanno aperto la strada alla legislazione europea. Ogni modello, sebbene unico, è stato lanciato dai suoi sostenitori come priorità alla dignità, all'autonomia e all'intento palliativo di fronte all'angosciante afflizione fisica.

Poi, ci sono stati quei casi strazianti che hanno sfidato le nostre prospettive, casi come quello di Terri Schiavo. Una battaglia legale condotta sul valore della sua vita, non nelle silenziose stanze di casa sua, ma sotto l'occhio del pubblico. Questi casi sono diventati la nostra cartina di tornasole morale, rivelando il complesso panorama etico alla base delle nostre iniziative legislative.

In genere, le leggi sulla morte assistita richiedono che un paziente sia un malato terminale e soffra in modo insopportabile. Ma ecco il trucco: le tendenze recenti mostrano un allontanamento da questi fondamentali criteri. Un cambiamento che sta suscitando un vespaio di dibattiti etici. Ora stiamo vedendo giurisdizioni che includono condizioni non terminali come i disturbi della salute mentale come motivi per una morte assistita.

È qui che incontriamo il pendio scivoloso, un terreno infido che minaccia di destabilizzare l'attento equilibrio tra cure compassionevoli di fine vita e il potenziale sfruttamento di individui vulnerabili. Pone la domanda: fino a che punto possiamo espandere i confini della morte assistita senza oltrepassare i confini della moralità e della legalità?

Non solo un dibattito ozioso, questo dilemma etico si gioca in tempo reale, con vite reali. In Canada e nei Paesi Bassi, dove la sofferenza psicologica consiste in un “accumulo di disturbi della vecchiaia” è ormai considerata motivo valido per la morte assistita.

Questi sviluppi ci spingono a valutare le potenziali ripercussioni legali e i dibattiti innescati da tale espansione. La domanda che emerge continuamente è se queste leggi diventeranno talmente espansive da rischiare di trasformarsi in uno strumento per porre fine prematuramente alla vita di coloro che sono vulnerabili o in una disperazione momentanea.

Spectator TV [3], una piattaforma in crescita, ha recentemente proposto una questione controversa riguardante la decisione del Canada di espandere le sue leggi sulla morte assistita per includere le persone con malattie mentali. Questo ha scatenato un acceso dibattito sulla natura e la portata della morte assistita, con alcuni sostenitori che sostengono che la morte potrebbe essere un sollievo per coloro che soffrono, mentre altri mettono in guardia contro il potenziale uso improprio di tali politiche. Il significativo aumento degli abbonati di Spectator TV suggerisce che le persone di tutto il mondo sono interessate a tali discussioni.

Douglas Murray, un collaboratore di Spectator, ha espresso le sue preoccupazioni sulla questione. In passato ha sollevato diverse questioni etiche sulla morte assistita, sottolineando i potenziali rischi e la necessità di stabilire limiti adeguati. La sua preoccupazione ruota principalmente intorno alla possibilità che tali leggi si espandano gradualmente, portando potenzialmente a un uso improprio o a conseguenze indesiderate.

Nel 2016, il governo canadese ha introdotto il Medical Assistance in Dying Act ("MAID"), inizialmente concepito per aiutare le persone con malattie terminali. Due anni dopo, la legge si è espansa per includere anche quelli in condizioni non terminali. A partire da marzo del prossimo anno, la legislazione è destinata ad ampliare ulteriormente il suo campo di applicazione per includere la morte assistita dal punto di vista medico per le persone la cui unica condizione sottostante è una malattia mentale.

Le preoccupazioni di Murray si manifestano chiaramente nel caso di Lisa Pawley [3], una donna di 47 anni affetta da anoressia, che pare sperare con impazienza l'attuazione della nuova legge. Sostiene che il messaggio sociale inviato offrendo la morte come opzione a qualcuno con anoressia - una condizione che necessita di ampio amore, sostegno e cure - è fondamentalmente imperfetto.

Circa 1 milione di persone in Canada soffrono di anoressia. La morte della Pawley costituirà un esempio per ciò che qualcuno con malattie mentali considerano "una facile via d'uscita"? L'Association of Accredited Naturopathic Medical College ha scritto un articolo che spiega perché gli approcci olistici nella medicina naturopatica possono rappresentare la risposta [4].

Tornando all'intervista di Douglas Murray, l’autore solleva anche la questione dei potenziali incentivi finanziari associati all'eutanasia, temendo che questi possano portare a incoraggiare l'eutanasia come "opzione facile". Si preoccupa delle implicazioni morali della politica, chiedendosi se le persone potrebbero essere spinte verso l'eutanasia per motivi finanziari.

Questi problemi mettono in discussione il ruolo della compassione nella nostra società. Come Murray sottolinea storicamente, le azioni giustificate in nome della compassione hanno portato a significative atrocità. Sebbene non stia confrontando direttamente la situazione canadese con eventi così orribili, la usa per evidenziare il potenziale pendio scivoloso su cui la società potrebbe scendere quando le azioni sono ammantate dal linguaggio della compassione.

La prevista espansione delle leggi canadesi sulla morte assistita solleva importanti questioni etiche, sociali e morali che altri paesi, come la Gran Bretagna, potrebbero dover prendere in considerazione se vogliono seguire la stessa strada. La questione fondamentale se sia possibile ottenere leggi sulla morte assistita e limitarne efficacemente la portata rimane, come suggerisce Murray, un punto cruciale del dibattito.

È un dibattito impegnativo, anche perché ci costringe a confrontarci con la nostra fragilità mortale. Ma mentre ci troviamo su questa china scivolosa, scrutando il futuro incerto delle leggi sulla morte assistita, dobbiamo lottare per un percorso che sostenga la dignità e l'autonomia degli individui, senza mettere a repentaglio la sacraltà della vita.

È un discorso in fieri e incoraggiamo i nostri lettori a rimanere informati, a promuovere la compassione e assicurarsi di navigare in questo panorama etico con la precisione che essa richiede. Continuiamo insieme questo dialogo, perché è nello scambio di idee che porteremo luce sul cammino da percorrere.

Come sempre, pensateci bene e tenetevi informati.

Di James Lyons-Weiler

PS. [Nel video qui sotto, Douglas Murray si è unito a John Connolly per discutere la proposta del Canada di espansione delle sue leggi sull'eutanasia. Dal prossimo anno, le persone che sono mentalmente malate potranno legalmente togliersi la vita. Cosa ne pensaTrudeau?]

SpectatorTV: Douglas Murray sull'orrore delle leggi canadesi sull'eutanasia, 22 luglio 2023 (17 minuti)

James Lyons-Weiler [5] è un ricercatore e autore dei libri "Cure vs. Profits", "Environmental and Genetic Causes of Autism" e "Ebola: An Evolving Story". Condivide la sua ricerca e interpretazione della realtà sul sito Web IPAK Knowledge [6] e attraverso i corsi offerti da IPAK Edu [7]. Pubblica anche articoli sulla sua pagina Substack ' Razionalismo popolare ' QUI [8].

NOTE

https://popularrationalism.substack.com/p/assisted-dying-laws-can-we-safely

https://www.youtube.com/spectatortv/videos

https://india.postsen.com/News/827059.html

Vedi “ Combattere i disturbi alimentari: perché la medicina naturopatica può essere la risposta”, https://aanmc.org/featured-articles/naturopathic-medicine-to-treat-eating-disorders/

https://jameslyonsweiler.com/author-and-research-scientist-james-lyons-weiler-phd-extended-biography/

ipaknowledge.org

Home (ipak-edu.org)

(4) Popular Rationalism | James Lyons-Weiler | Substack

--

Fonte: https://expose-news.com/2023/08/06/assisted-dying-will-be-no-longer-only-for/

Traduzione di OldHunter per ComeDonChisciotte.org

06.08.2023

Commenti (64)

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Mostra commenti 64 caricati
    1. Simplicissimus 11 agosto 2023

      Tr4ovo questo pezzo stupido e intollerabile: che senso ha dire che si è padroni della propria vita, ma solo in presenza di malattie terminali?, Che comunque esiste solo la sofferenza corporea e non quella dello spirito? Perché in realtà è proprio questo che si vuole dire negando una morte dignitosa a chi per qualche motivo non ce fa più. Non capisco proprio dove sia lo scandalo che solo un ennesimo anglocretino secondo cui permettere che una persona scelga di morire è solo un atto compassionevole a fronte di sofferenze fisiche,

    2. absitiniuriaverbis 11 agosto 2023

      Sembra ci sia una correlazione diretta tra l'acutezza dell'angolo di vista del ragionamento e l'ottusita' della religione.😜

      La trigonometria non è tutto, il resto viene da sé.

    1. Jimbo 10 agosto 2023

      Ricordo tanti fa che votai la lista di Giuliano Ferrara all'indomani della morte di Eluana Englaro.
      Sentivo gli spifferi della "voglia di morte" e cercai col mio voto di dare una mano per chiuderla la porta.
      È la stessa "voglia" che riscontro quando sento parlare con superficialitá di aborto.
      Il risultato fu deludente ma ero felice della scelta.
      Anche adesso dopo anni.

    2. ignorans 10 agosto 2023

      Ma se non salvavamo la Englaro? Non ci sarebbe stato un "guadagno" per la società? Non sarà che vogliamo salvare tutti perché abbiamo una grande paura della morte? Sulla paura della morte c'è lavoro da fare, mentre le macchine che servivano a tenere in vita la Englaro? A cosa servono? A farci sentire orgogliosi?

    3. Jimbo 10 agosto 2023

      La domanda è anche opposta: perchè staccare le macchine?
      Al tempo intravedevo una "voglia di staccare macchine", di togliere respiratori, voglia d'aborto.
      Voglia di morte.
      Quella che vedo più nettamente adesso.
      La paura di morte nella societá è alta, esplosa con l'allungamento della vita.
      Raggiunge l'apice a una certa etá, poi ci si mette l'anima in pace.
      Solo l'apice è molto più verticale di un tempo.

    4. ignorans 10 agosto 2023

      Ma le società devono avere tanti problemi o il meno possibile? Perché se si va in direzione del meno possibile bisogna togliere il fardello che grava sulle nostre teste, non aggiungere altri pesi come quello di decidere della vita della Englaro

    5. LuxIgnis 10 agosto 2023

      Beh forse ci deve essere un equilibrio perché l'accanimento terapeutico è un'offesa alla dignità della persona, ed è una cattiveria indicibile. Non è voglia di morte o meglio di liberarsi di un problema.
      Questa a volte ci può anche stare ma dall'altra parte nascosta dietro a un'ipocrita "voglia di vita" c'è una presunzione di dominio, di controllo, di andare contro natura, e una morte peggiore della morte stessa.
      In più queste sono cose che sono strettamente personali, e come tutte le cose che sono strettamente personali nessuno ci dovrebbe mettere il naso dentro. Uno stato dovrebbe permettere le varie strade, dando assistenza se ne è capace, ma le scelte sono individuali.
      Altrimenti c'è sempre il metodo Monicelli a cui molti ricorrono silenziosamente.

    6. Jimbo 10 agosto 2023

      Da una parte l'accanimento e dall'altro l'effetto falciatrice.
      Lo stato in mezzo a fare da arbitro.
      E se gli arbitri sono stati corrotti?
      Dall'articolo parrebbe che i Paesi protestanti dalla falciatrice sarebbero disposti alla mitragliatrice.
      Era la mia grande paura del periodo Englaro.
      La paura di un mondo tendente a staccare le macchine.
      Ci siamo arrivati.

    7. uomospeciale 10 agosto 2023

      Infatti io temevo la morte molto più da giovane che adesso ( forse per paura di perdermi chissà cosa )
      Ora la dò per scontata e inevitabile, non la desidero ma neppure la temo più di tanto.
      Ma non è cosi per tutti.
      Vedo parecchia gente ossessionata dalla paura affollare di continuo le sale di aspetto degli studi medici e spararsi ogni sei mesi la stessa quantità di esami diagnostici e visite mediche che ho fatto io da quando sono al mondo.
      Altri ancora che erano già vecchi quando io ero giovane, arrancare quasi vivi ma ormai ridotti a mummie incartapecorite e in sedia a rotelle, attaccarsi alla vita come delle malepiante, cercando in ogni modo possibile e a qualsiasi prezzo di ritardare l'inevitabile.
      Come se vivere nel terrore gli servisse a qualcosa, anzi gli impedisce pure di godersi quel poco che la vita ha da offrire.

    8. uomospeciale 10 agosto 2023

      Ho visto una delle ultime interviste di Monicelli fatta poco prima mi morire.
      Era un uomo di una intelligenza e lucidità molto rare, specialmente e quell'età.

    9. LuxIgnis 10 agosto 2023

      Finché la scelta rimane personale non vedo problemi quando sarà imposta allora sarà un'altra cosa.

    10. LuxIgnis 10 agosto 2023

      Monicelli oltre a essere stato un grande regista era anche una grande persona. E lo ha dimostrato fino all'ultimo.

    11. LuxIgnis 10 agosto 2023

      La penso come te.
      Io sarei per la legalizzazione delle droghe. Quando si arriva a un certo livello di malattia o di malessere a cui non c'è rimedio, allora la gente dovrebbe drogarsi a più non posso per alleviare le sofferenze. E quando proprio non si può andare avanti una dose eccessiva e il gioco è fatto.
      Ne ha trattato il film "Le invasioni barbariche".
      Io farei così ma sono per la libertà e ognuno ha il diritto di affrontare la questione come meglio crede.

    12. Jimbo 10 agosto 2023

      A mio modesto parere le societá devono avere meno problemi possibile ma sulle questioni importanti ci vuole il tempo che ci vuole. Il ragionamento su questioni complesse, di vita o di morte richiede tempo.
      Non si vuole decidere su Englaro, Englaro deve decidere da sola e se non è in grado deve aver espresso prima una richiesta.
      Se non lo ha fatto deve decidere chi le vuole bene.
      Non lo Stato, non chi non le vuole bene, nè chi ha come obiettivo staccare macchine.
      È un semplice parere, sono appunto questione complesse.

    13. Fantine 10 agosto 2023

      C'è la terapia del dolore, caro Lux.
      E viene praticata da molto.

      Grazie a te, a @Jimbo e a @uomospeciale dello scambio tra voi.
      E un grazie a tutti per la pacatezza. Argomento delicato, indubbiamente, quando si parla di malattia e dolore.

    14. Jimbo 10 agosto 2023

      La sopravvivenza a qualsiasi costo penso sia venuta fuori, la butto lí, negli anni 70.
      Non so perchè.
      Ricordo da giovane di aver affrontato il problema con qualche anziano parente e sembrava non gli importasse di morire.
      Una volta si moriva presto, e comunque dopo i 50 si era giá vecchi.
      Si tentava il tutto per tutto in quei pochi decenni a disposizione.
      Poi la vita si è di colpo allungata, le opportunitá sono decuplicate e l'essere umano ha cominciato a ragionare sulla morte. Attivitá che prima da quello che so non sviluppava.

    15. LuxIgnis 10 agosto 2023

      Non basta la conosco benissimo. I vecchi devono divertirsi. Devono vedere il paradiso prima ancora di arrivarci.
      La terapia del dolore ti tiene sempre attaccato ai concetti errati che hanno guidato una vita.
      Io intendo qualcosa di più.
      Ma capisco che non è per tutti. Ci sono quelli che hanno paura di sentirsi drogati o di essere ritenuti drogati. Ma quando hai un alito di vita ancora stai a pensare a queste cavolate?
      Io saprei cosa fare.

    16. lazarovici 10 agosto 2023

      A Parigi conobbi un giornalaio. Anarchico. Compravo le mazzette dei giornali solo da lui. Un giorno mi disse: 'In famiglia noi abbiamo sempre scelto l'ora della nostra morte'

    1. ignorans 9 agosto 2023

      Io non capisco come si fa a non vedere che il problema è stato creato dall'uomo stesso.
      Quando c'è bisogno di salvare qualcuno, l'uomo interviene e lo salva. E si auto-glorifica per essere stato "bravo" e "buono". Poi, dopo averlo salvato, lo vuole eliminare.
      Porca miseria ma questa è schizofrenia! non salvarlo! Sai quanta energia risparmiata!

    2. absitiniuriaverbis 10 agosto 2023

      Aggiungo un carico a briscola: ma salvarlo da che?

      Ci sono, meglio, c'erano società presso le quali il salvatore doveva farsi carico in proprio, in tutto e per tutto della vita del salvato.
      Si chiama responsabilità.

      Ognuno per il suo cammino.
      Se mi sento mi butto nel fuoco, ma non in virtù di un dovere sancito da leggi anche supposte morali.

      La vita prima di tutto, secondo alcuni, che tralasciano di chiarire il concetto di vita e le conseguenze del vivere.
      O, peggio, forniscono un concetto basato su ordini di qualcun altro invisibile, che fa vede sente capisce e controlla tutto ed in particolare 10 cosette che, quando disattese, ti portano a patire, bruciare, dolorare, spasimare...per l'eternità. E che vuole i tuoi soldi, ma che ti ama tanto tanto.

    3. ignorans 10 agosto 2023

      Siamo nel mondo del "lo fa lo stato". È il mondo delle deleghe. Però se è così, l'uomo non fa più niente? Ci credo che siamo nel consumismo, è l'unica cosa che ti viene offerta

    4. absitiniuriaverbis 10 agosto 2023

      Non sono sicuro di capire quanto scrivi.
      Se, dal loro punto di vista, mi offrono un 'regalo' posso benissimo rifiutarlo.

      Ci sono conseguenze? Senz'altro.
      In qualche modo (non tocco la questione del libero arbitrio in questo contesto) scelgo/decido e le conseguenze della scelta/decisione non le posso evitare: arrivano.

    5. ignorans 10 agosto 2023

      Certo, il regalo puoi rifiutarlo. Ma sei in una società di servizi. E in una tale società non conti nulla

    6. absitiniuriaverbis 10 agosto 2023

      E in una tale società non conti nulla: perfetto così. Ci sarebbe da vantarsene.

    7. sbregaverse 10 agosto 2023

      Bravo tu che NON ignori il principio , fasullo, della NON contraddizione.

    1. DrCaligari 9 agosto 2023

      Qualche anno fa mi ricordo si diceva "questo sistema è peggio del nazismo perché ti costringe a dover vivere, mentre quelli almeno ti accoppavano." Ecco diciamo che non si raddrizza il sistema ma si perfeziona la curvatura, qualcosa del genere. Come dire se un ragazzino sta sviluppando la scoliosi mica stai li a curarla, gli cambi il letto con una bella amaca e via.

    2. ric 9 agosto 2023

      non mi risulta che In Germania nel NAZIONAL-SOCIALISMO si accoppassero gli ammalati. Ma mi risulta da esperienze strettamente parentali e dintorni che ora dopo i 70 anni circa di eta' certe cure e attenzioni mediche nella democraticissima itaglia vengono disattese per ordini superiori....

    3. Giovanni01 9 agosto 2023

      Personalmente mi risulta che ricoverati in case di riposo se hanno la sfortuna di entrare in un ospedale non ne escono vivi....

    4. DrCaligari 9 agosto 2023

      Nessuna volontà di dare giudizi storico-politici sull'esperienza del nazionalsocialismo. Il senso verteva sul ribaltamento del senso comune che vede le politiche del davai, dei gulag (cosi rispettiamo anche la par condicio) essere le peggiori possibili, forse non è proprio in questo modo che stanno le cose purtroppo. Piuttosto a proposito di amaca mi viene in mente Michele Serra con la sua di Amaca: nato il 10 luglio 1954 (wikipedia, non che mi interessi tanto da saperlo) quando arriva la psicopandemia anziché dormentarsi, fingere un'indisposizione non dico mettersi a fare il Paladino a quellìetà poi.. tanto di denaro ne aveva già comunque guadagnato una barcata tra professione, libri eccetera poi la lauta pensione l'aveva li a portata, Lui che cosa fa? Ti si mette a cantarla nel coro. E allora ti chiedi ma porcaccia miseria potrei capire l'insopprimibile desiderio di restare sull'onda del glamour che ti da lo status di opinionista di repubblica, ma è cosi' forte il bisogno da renderti complice di tutto questo? A proposito di amache insomma... p.s una piccola chiosa però permettimela, mi è doverosa per la cronaca quantomeno, coi programmi eugenetici ne hanno accoppati mica pochi di down e minorati di vario genere.

    5. natascia 10 agosto 2023

      Il servizio sanitario nazionale è politicizzato. Non credo più nella democrazia. Quindi per me, permettere a questi carrozzoni l’applicazione di decisioni in merito alla soppressione della vita su soggetti indifesi è inaccettabile e molto pericoloso. La vita è un dono, essa implica il cambiamento sia nella nascita che nella morte. Nessuno non strettamente coinvolto dovrebbe arrogarsi il diritto
      di decidere nulla in merito.

    6. Jimbo 10 agosto 2023

      Si, ma se il SSN non fosse politicizzato?
      Le strutture principali sono corrotte e viviamo, in Italia in misura minore che nei paesi protestanti, in un "mondo che tende alla morte" ma il problema ha un suo perchè e andrebbe affrontato.
      Sia con SSN politicizzato che non.

    7. natascia 10 agosto 2023

      I vivi tutelano la vita sempre. La vita non è solo espressione biologica. L’anima c’è nel grembo e nel nel letto del coma irreversibile. All’individuo e non alla società la decisione. Quando l’individuo non è in grado di decidere, i vivi salvano la vita.

    8. Jimbo 10 agosto 2023

      Sempre all'individuo la scelta qualora possa. Se non è in grado un testamento.
      Mai alla societá nessuna scelta in quanto sempre compromessa anche se non politicizzata come ora.

    9. natascia 10 agosto 2023

      Si IA

    10. sbregaverse 10 agosto 2023

      Si dovrebbe morire quando si è pronti.
      Chi non è pronto alzi le mani :~ )

    11. absitiniuriaverbis 10 agosto 2023

      Io modestamente conto di essere eterno: per il momento tutto bene. 🤣

    12. sbregaverse 10 agosto 2023

      Lo sai , vero , che la tua NON è una battuta , ma che eterno lo sei di per certo ¿?

    13. absitiniuriaverbis 10 agosto 2023

      Ti dirò, finta modestia ovviamente, non sono il solo!

    14. sbregaverse 10 agosto 2023

      IA intelligenza artificiale o INCONDIZIONATOAMORE ¿?

    15. ric 10 agosto 2023

      si politicizzato a livello di nomine e di potere locale e statale. Resta il fatto che le necessita' sanitarie dei cittadini hanno nessuna influenza sulle scelte politiche , le quali hanno venerazione e sudditanza verso le multinazionali del farmaco. Covid 19 docet.

      Per ora la migliore sanita' nel mondo resta quella francese... per ora..

    16. uomospeciale 10 agosto 2023

      CIT:

      -- mi risulta da esperienze strettamente parentali e dintorni che ora dopo i 70 anni circa di eta’ certe cure e attenzioni mediche nella democraticissima itaglia vengono disattese per ordini superiori…. --

      Napolitano l'hanno operato al cuore a 92 anni mentre a Pomicino dopo l'infarto e vari bypass oltre al cuore hanno trapiantato anche i reni.
      In seguito pomicino ha dichiarato:

      " Non lascio la politica "

      Lo credo bene che non la lascia, se era un signor nessuno era già morto 10 volte.

    17. ric 10 agosto 2023

      un mio strettissimo parente , era in lista di attesa per un trapianto di rene . ora ha superato da tre mesi i 70 anni.. E' stato cancellato dalla lista.

    18. uomospeciale 10 agosto 2023

      i reni disponibili sono pochi e servono per i giovani, questa è la motivazione ufficiale.
      Ma sappiamo tutti che se il tuo parente fosse stato un pezzo grosso, lo operavano senza storie.

    19. lazarovici 10 agosto 2023

      Come disse Albertone: 'Vorrei essere immortale, ma non per sempre'

    20. sbregaverse 11 agosto 2023

      Grazie vere: NON la conoscevo.

    1. danone 9 agosto 2023

      L'argomento avrebbe una valenza etico-morale, se noi tutti vivessimo dentro una civiltà degna di questo nome.
      Essendo invece noi tutti, da sempre, dentro un sistema predatorio spietato, dove le persone, soprattutto gli ultimi, non vivono, vengono comprati, venduti, sfruttati, schiavizzati, abusati, da loro simili che occupano posizioni sociali superiori, anche appena appena superiori, fregandosene altamente del benessere dell'altro, sia fisico che mentale (ma da cosa credete che siano causati i tantissimi casi di malattia mentale che imperversano nelle nostre società civili?), trattare l'argomento estensione dei criteri per la morte assistita, in più preoccupandosene moralmente, mi fa sbellicare dalle risate, scusate.
      C'è gente che non vede l'ora di levarsi dai piedi, perchè non ne può più di una società spietata e bastarda (senz'anima) come la nostra, che lo ha trattato da paria riciclabile-derattizzabile da quando è venuto al mondo.
      Ripeto, in un mondo che rispetta l'uomo è giusto porsi il problema, in un mondo che l'uomo lo trita e lo sputa tutti i giorni, ognuno faccia come vuole, lascio totale libertà a chiunque di decidere per sè, perchè tanto i criteri del fine vita ed anche fra i più spietati, dal mio punto di vista, ci sono già da mo e di riformare questi non se ne parla proprio, non si percepiscono nemmeno se non sei un paria.

    2. Fantine 9 agosto 2023

      Caro Danone, l'analisi da te fatta la condivido. Con le dovute eccezioni, hai descritto bene cosa accade in linea di massima. Si potrebbe anche aggiungere che non solo ci sono gli sfruttati, ma anche coloro che si autosfruttano.
      Questo è un aspetto su cui mi piacerebbe interloquire, ma così si aprirebbe un altro capitolo, che rinviamo ad un altro momento.
      Tuttavia, non concordo sulla conclusione cui giungi, sebbene comprenda e per certi versi condivida il tuo percorso argomentativo.
      La stanchezza e la mia vista richiedono riposo, perciò proverò ad esporti il senso di ciò che vorrei dire con un parallelismo.
      Eccolo.
      C'è gente che paga, anche tanti soldi, per avere consigli, indicazioni, amuleti e cavolate simili da maghi.
      Quelli che offrono i servizi a pagamento.
      Ebbene, che persone diverse, dall'imprenditore alla casalinga, diano soldi a un mago a me lascia basita, tuttavia che poi vadano a gridare (o a testimoniare) alla truffa e all'approfittamento mi fa anche un po' girare. Brutalmente: quello è il prezzo della loro stupidità (sostituisci il termine come più ritieni confacente).
      Umanamente, qualche stupidotto può essere maggiormente compreso e ci può anche muovere a pietà.
      Il mago vende fuffa e qualcuno la compra.
      Non mi piace, ma tanto è.
      Diverso il caso di persone che hanno un malato in casa, ad esempio un figlio con i giorni contati e che tra disperazione, obnubilamento e via discorrendo si rivolgano a quel mago.
      (Continua)

    3. Fantine 9 agosto 2023

      (Segue)
      Sfruttare e approfittare di quel dolore e di quella disperazione, vendendo la medesima fuffa, non è lo stesso e non è accettabile.
      È sempre la misura nelle cose e il contesto.
      Ci si può rialzare anche da un dolore o restare a terra, ma vivi (e sì, anche quando il dolore è così profondo da sentirsi vuoti e svuotati di ogni cosa, si è vivi, senza scomodare la filosofia dell'esistenza).
      Assecondare disperazione e/o vulnerabilità (anche economica o persino quella frutto e/o causata da superficialità) non è accettabile.
      Certo, molte cose non sono accettabili.
      Che accadano e che si lasci che accadano non le rende accettabili.

      Ps: oggi ho ritirato il libro di Ouspensky, Danone.

    4. absitiniuriaverbis 10 agosto 2023

      Ognuno per sé, sempre. Il rispetto per sé non deve dipendere dal mondo che ci circonda.

      Ritengo di capire, a pelle, cosa intendi ma cosa vuol dire in concreto che 'il mondo rispetta l' uomo' quando gli umani individualmente fanno fatica anche ad afferrare il solo concetto di rispetto per sé stessi?
      Senza poi contare che gli umani sono parte di un tutto.

      Io mi fermo al "Or ti piaccia gradir la sua venuta: libertà va cercando, ch'è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta".

    5. Jimbo 10 agosto 2023

      Concordo, il problema va affrontato sia senza "elementi che spingono verso la morte" che includendoli.
      Negli USA i Dem sono denominati il partito della morte perchè portano avanti un piano abortivo e di denatalitá.
      È evidente che ci siano forze "oscure" anche in Europa.
      Queste andrebbero combattute ma il problema non va rimosso.

    6. sbregaverse 10 agosto 2023

      Come hai saputo della seconda attività di
      @ mago e @ maghi ¿?

    7. sbregaverse 10 agosto 2023

      La non accettazione è karma *,magari Ouspensky te lo dirà.
      Ma c'è da crederci perchè è scritto in un buon libro ¿?
      *negativo che ti appesantisce lo zaino che hai sulle spalle.

    8. Fantine 10 agosto 2023

      Caro Sbrega, quello è un genere di libri che conosco molto poco. @Danone lo ha citato e mi ha incuriosita.
      E Danone ha una umanità che traspare in ogni suo commento.
      Leggere non fa mai male (in linea di massima, poi forse dipende da chi legge, cosa/chi legge etc...).
      Da qui ad altro, quanto a me, caro Sbrega, non sono in cerca di Guru che mi indichino la via.
      Ho il mio Maestro.
      Di certo amo l'amicizia vera tra le persone e la bontà del cuore, caro Sbrega.
      Oggi comincio la lettura!
      Ne riparleremo.
      Ti sei offerto per le danze, caro Sbrega.
      Qualcosa vorrà dire.
      Come quando mi hai detto che assomiglio a tua figlia.

    9. sbregaverse 10 agosto 2023

      Sì sì fanno un quasi no.
      Cosa fanno 4 caro ¿?
      N.B.QUEL MAESTRO è più che sufficiente.

    10. Fantine 10 agosto 2023

      Cosa fanno 4 caro ¿?

      I cari.

      Ps: la mia prima risposta era stata "un quadrato", perché sono uguali, Sbrega.

    11. Fantine 10 agosto 2023

      Ho letto ora il N.B., caro Sbrega.
      Lo sottoscrivo.

    12. Fantine 10 agosto 2023

      Simpaticone!

    13. sbregaverse 11 agosto 2023

      Con 4 si pariglia il 5 qui sopra
      spariglia :-)))

    14. sbregaverse 11 agosto 2023

      E' solo per dire che ti leggo
      (Cfr. seguo)

    1. maghi 9 agosto 2023

      quando ero giovane, bastava sfinire uno per farlo andare in escandescenze, così da avere un pretesto per lobotomizzarlo. Come magistralmente dimostrato nel "Nido del cuculo". Ora almeno lo si sopprime, così da non farlo soffrire troppo. Ma come è umano, lei, disse strisciando Fantozzi davanti al Signur Direttore megagalattico.

    1. Nestor Halak 9 agosto 2023

      Qualcosa mi dice che morire con l’aiuto di un medico diventerà sempre più facile

      Qualcosa mi dice che morire con l'aiuto di un medico è sempre stato piuttosto facile.

      Eppure è chiaro che uccidere il paziente è darsi la zappa sui piedi.

    2. absitiniuriaverbis 10 agosto 2023

      ... zappa sui piedi: intendi mancato reddito futuro? 😜

    1. uomospeciale 9 agosto 2023

      E' sempre stato così:
      Una volta introdotto un presunto diritto, questo viene immancabilmente dilatato a dismisura e ben presto dal diritto alla buona morte si passa al dovere sociale di morire levandosi dai coglioni.
      Quindi a scanso di equivoci, in futuro sarà meglio dare continua e frequente conferma di voler restare in vita.

      Eviterei anche i pisolini sulle panchine e nei parchi pubblici, non si sa mai.

    2. ric 9 agosto 2023

      il prossimo traguardo volgera' lo sguardo ai disoccupati , ai licenzaiti per delocalizzazione.... a chi ( di un particolare ceto sociale) superera' l' eta' media stabilita per legge

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