La “luce della vita” esiste, si spegne al momento della morte e potrebbe essere utilizzata a fini diagnostici

La “luce della vita” esiste, si spegne al momento della morte e potrebbe essere utilizzata a fini diagnostici

di Valentina Bennati
comedonchisciotte.org

Gli esseri viventi (piante, animali, esseri umani) emettono costantemente una flebile luce, come un bagliore invisibile. A occhio nudo questa luce non si vede, ma oggi può essere riscontrata con strumenti speciali e un recente studio, che è stato pubblicato sul Journal of Physical Chemistry Letters, ha evidenziato che l’emissione scompare rapidamente al momento della morte, nonostante la temperatura corporea sia mantenuta invariata.

Per condurre l’esperimento, i ricercatori dell’Università di Calgary e del Consiglio Nazionale delle ricerche del Canada hanno utilizzato, su alcuni topolini, telecamere ultrasensibili in grado di rilevare l’emissione ultra-debole di fotoni (definita UPE, ultra weak photon emission).
Gli animali sono stati immobilizzati all’interno di una scatola buia e sono state scattate immagini, sia prima, che dopo aver praticato l’eutanasia. Per garantire che il calore non influenzasse i risultati, la temperatura dell’ambiente è stata controllata sempre in modo rigoroso e, con grande sorpresa, gli scienziati hanno potuto osservare che l’emissione di fotoni, che nelle prime immagini era molto evidente e forte, dopo la morte degli animali scemava immediatamente quasi del tutto.

In un secondo momento l’esperimento è stato ripetuto sulle foglie di alcune piante e i ricercatori hanno potuto notare che il fenomeno luminoso accresceva in risposta a stress fisici o chimici (l’applicazione di benzocaina, ad esempio, ha mostrato l’emissione più elevata tra i composti testati).
È stata, quindi, ipotizzata una correlazione tra l’aumento della luce e l’attivazione di meccanismi di difesa e riparazione e, alla fine, gli studiosi hanno concluso che l’emissione fotonica ultra-debole potrebbe in futuro essere utilizzata per monitorare la risposta degli organismi viventi allo stress o per verificare la vitalità dei tessuti senza bisogno di test intrusivi.

Potrebbe diventare una tecnica diagnostica innovativa utile a valutare lo stato di salute delle persone e degli animali e individuare precocemente numerose condizioni, come patologie neurodegenerative, tumori, infiammazioni croniche o danni da radicali liberi.
Oltre all’ambito clinico, l’UPE potrebbe trovare applicazione anche nella fisiologia vegetale ed essere usata per monitorare lo stato di salute delle piante, rilevando facilmente segnali di stress da agenti patogeni, erbicidi o inquinamento.
Quindi, stiamo parlando di una metodologia di diagnosi e monitoraggio ideale perché non invasiva che può essere applicata sia al campo medico che ambientale.

Ottima notizia. Tuttavia, c’è un “ma”.

Infatti, per chi crede che c’è Qualcosa che va oltre la materia e che c’è un’energia vitale che anima tutte le forme di vita nell’universo, non era certamente necessario – anzi è stata una crudeltà – uccidere dei topolini per confermare l’esistenza di questa debole luminescenza che emana dagli esseri viventi. Tra l’altro, negli ultimi anni sono stati condotti vari studi in questo ambito (QUI è possibile trovare un elenco, non esaustivo, a titolo di esempio).

Si potrebbe accennare, a questo punto, a una questione molto complessa e delicata che riguarda chi è contrario alla sperimentazione sugli animali e chi, invece, ne sostiene la necessità per la sicurezza dei pazienti umani.
Chi si schiera a favore dichiara che, allo stato attuale, la sperimentazione in vivo che prevede l’impiego di animali a scopo scientifico per lo sviluppo di cure e farmaci non può essere completamente sostituita da metodi alternativi e che, anzi, la sperimentazione animale gioca un ruolo fondamentale per quanto riguarda la sicurezza, prima che si possa passare alla sperimentazione clinica sull’uomo.
Chi critica la sperimentazione sugli animali, invece, fa notare che durante le pratiche abituali di laboratorio queste creature provano dolore e paura e che ciò non è accettabile da un punto di vista etico. Tra l’altro, è anche ragionevole pensare che le alterazioni dei parametri fisiologici/comportamentali conseguenti allo stress percepito dagli animali potrebbero influire sulla riproducibilità e la rilevanza degli esperimenti.

La verità è che il problema etico non può essere minimizzato o eliminato dalla scienza perché, di fatto, utilizzare altri esseri viventi al fine di cercare cure per le malattie degli uomini è una decisione arbitraria della specie umana.
E, se si parla di specie, va detto che proprio le differenze tra le specie rendono inadeguati i modelli animali. Le differenze, oltretutto, sono amplificate dalla notevole variabilità all’interno delle specie stesse perché, come gli esseri umani, anche gli animali differiscono significativamente l’uno dall’altro e questo è un ulteriore fattore da considerare che mette in discussione il trasferimento dei dati sperimentali ad altri membri della stessa specie.

Segnalo, a tal proposito, un articolo recentemente pubblicato scritto da Jarrod Bailey, PhD, Direttore per la sezione Ricerca Biomedica presso il Physicians Committee of Responsible Medicine (PCRM), e da Michael Balls, Professore emerito di biologia cellulare all’Università di Nottingham.
Il lavoro riassume la necessità di un cambio di paradigma nella ricerca medica. Scrivono gli autori: “Esiste ormai un’ampia base di prove multifattoriali a sostegno dell’eliminazione graduale dell’uso inaffidabile e fuorviante di animali nella ricerca e nella sperimentazione biomedica e della necessità di concentrarsi rigorosamente sulla biologia umana”.

Il che significa che sono necessari approcci di ricerca specifici per l’uomo che siano maggiormente in grado di riflettere la biologia delle persone in modo personalizzato e preciso come, ad esempio, metodi avanzati di coltura cellulare, tessuti e organi umani in miniatura (organoidi), derivanti ad esempio da campioni di pelle o sangue dei pazienti. Si parla di “Nuovi Approcci Metodologici”, in inglese “New Approach Methodologies” (NAMs) che si sono già dimostrati migliori dei modelli animali nel predire le risposte umane.

Qualora promossi ed applicati con un approccio integrato, i NAMs human-based promettono, da una parte, lo sviluppo di farmaci più sicuri ed efficaci per la specie umana e, dall’altra, il superamento della sperimentazione animale.
Allora sì che la Scienza potrebbe, forse, riuscire a trovare i migliori trattamenti per le malattie umane senza nuocere ad alcun essere vivente.
E sarebbe la sua più grande vittoria.
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Valentina Bennati
ComeDonChisciotte.Org

Commenti (26)

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Mostra commenti 26 caricati
    1. peppe57 23 maggio 2025

      Ma la semplice considerazione che "qualcuno" disse che gli esseri viventi (e sottolineo "gli esseri viventi", quindi tutti quelli che partecipano allo sviluppo di questo pianeta) abbiano una semplice qualità che è stata sempre chiamata "ANIMA", questo non arriva nel cervello bacato di questi scienziati? Basterebbe tornare a leggere (oddio... che brutta parola....) quello che scriveva la Givaudan nel 1980 o giù di lì, bastava rileggere le pagine esplicative di Maestri come Satyananda, o altri... Ma a questi malati mancava la certificazione "scientifica" dell'esistenza dell'Anima, mancava il "quantum" su cui attaccarsi.
      E' una cosa vergognosa, che nessuno si ricordi che SIAMO ESSERI SPIRITUALI, oltre che materiali, e che questo dovrebbe dare un taglio completamente diverso ad ogni ricerca. Però tanto gli ignoranti del futuro sanno che ci stanno portando in un mondo dove crederanno di avere il controllo anche dell'Anima e così penseranno di avere il potere di decidere anche sul corpo.
      Finché non moriranno anche loro.....

    2. oriundo2006 26 maggio 2025

      Straquoto: siamo anime 'entrate' in un 'corpo' per condurre una battaglia o più semplicemente per vivere in una certa specifica condizione spazio-temporale. Una volta 'entrati', gli gnostici dicevano 'imprigionati', 'caduti', più nulla ci sovviene...e a quanto mi tocca vedere, più nulla cale alla stragrande maggioranza: che peraltro si affidano a religioni che davvero fungono da 'oppiacei' nel far dimenticare tutto e specialmente tutto quello che riguarda l'esperienza personale delle vite precedenti e dell'inframondo, imbastendo favole su favole di certi individui eccelsi e speciali che avrebbero, solo loro, avuto il privilegio di 'sapere': dunque da riverire, anzi da adorare. Peccato però che proprio su questo 'destino delle anime' siano silenti...
      Ma qui mi taccio per non offendere le altrui sensibilità.

    1. erbotto 23 maggio 2025

      Come sarebbe che è invisibile a occhio nudo? Non c'è nulla di peggio di una bigotta che prova ad addentrarsi nel mondo alternativo del mistero.
      L'aura si vede SOLO a occhio nudo, non si vede quando ci si mettono sopra i prosciuttini dogmatici.

    1. oriundo2006 23 maggio 2025

      L'effetto potrebbe essere simile a quello dell' 'aura' studiata e documentata già da tempo ( qui una parziale rettifica dell'effetto Kirlian: https://www.geopop.it/cose-laura-vitale-lequivoco-spiegato-scientificamente-dalleffetto-kirlian/ ). In questo tema dobbiamo riconoscere la validità della teoria dell' Orgone di W. Reich, il cui credito verso la denuncia dei fenomeni involutivi della coscienza dovuti al cosiddetto 'mondo moderno' è imprescindibile. Leggere Reich anche alla luce di quanto sta accedendo oggi ( e ieri ), ad esempio circa la 'peste emozionale' e la compressione/deviazione degli istinti naturali sia sociali che individuali, svela il piano generale della dinamica della 'gabbia d'acciaio' weberiana: distruggere il legame che esiste tra noi ed il Creato.

    1. afrin 23 maggio 2025

      Allora è vera la battuta: "l'ultimo spenga la luce"...

    1. maghi 23 maggio 2025

      riguardo all'aura, dicono sia sempre stata visibile nei santi. Io perciò non l'ho mai vista. Però qui si parla di fotoni, che è l'unica spiegazione possibile. trovata dalla scienza per spiegare la luce. Non è certo che la luce sia composta solo dai fotoni, anzi ci sono luci che non impressionano le pellicole delle macchine fotografiche, quindi la luce è qualcosa di molto più complesso di quello cui siamo abituati a pensare. Siamo in un campo minato o meglio qui si naviga alla cieca. L'umanità, che non ha ancora digerito la relatività o i quanti, ne ha di strada da fare. Buon viaggio.

    1. Nonso 22 maggio 2025

      E stigazzi sempre in secondo piano.
      Chi ama me? Nessuno.

    2. maghi 23 maggio 2025

      per amare ci vuole empatia. Hai mai visto qualcuno riordinare le stoviglie al ristorante, per facilitare il lavoro al cameriere? Io sì, uno su mille. O duemila. O cinquemila. Trovalo, se ti riesce.

    3. Nonso 23 maggio 2025

      maghi di solito scrivi cose di senso compiuto, condivisibili o no, questo sembra lo sfogo di una donna in menopausa nel momento della vampata

    4. alduccio 23 maggio 2025

      Non succederà mai (dicono i saggi), finché un individuo non impara ad amare prima se stesso (dicono sempre i saggi).
      Che poi è implicitamente ciò che dice i Vangelo ama il prossimo tuo come te stesso.

    5. Nonso 23 maggio 2025

      Allora impara ad amare te stesso così farai contenta qualche fanciulla

    6. maghi 23 maggio 2025

      veramente ho solo ricopiato quello che ha scritto una psicologa. Non è roba del mio sacco, ma la condivido in pieno.

    7. ric 23 maggio 2025

      non sono convinto...Briatore e tanti come lui hanno un grande amore verso se stessi....ma circa il prossimo non vedo il ricambio !

    8. Nonso 23 maggio 2025

      non vedi ric.ambio perchè ci sono i pezzi fuori produzione, dai tempi in cui le signore hanno iniziato a farsi i cazzi altrui

    9. ric 23 maggio 2025

      i caxxi .... come l'erba del vicino....e' sempre la piu' bella...

    10. Nonso 23 maggio 2025

      Eh, dovrebbero cominciare a c.ambiare alcune cose infatti. Provassero le signore a coltivare i propri cazzi, cosa che forse non fanno a sufficienza*, e lasciassero i vicini in compagnia della loro erba.

      Parliamone ric, quante signore hanno carenza di cazzabinoidi?

    11. uomospeciale 24 maggio 2025

      Infatti è vero.
      Un atteggiamento amichevole e umano verso il cosiddetto "personale di servizio" fa capire molto della vera indole delle persone.
      E non pensate mai che chi vi serve al tavolo certe cose non le noti, le nota eccome, e gli fanno sempre piacere.

      io non mangio spesso fuori casa perché cucinare mi piace e sono anche bravo a farlo, ma quando ci vado, una volta finito di mangiare riordino sempre le stoviglie una sull'altra lasciando gli avanzi sull'ultima sopra proprio per facilitare il lavoro al cameriere, e lascio sempre la mancia.

      Sarà per questo che ogni volta che mi vedono mi fanno un largo sorriso ...😊

    1. nicolcass 22 maggio 2025

      Gli esseri viventi (piante, animali, esseri umani) emettono costantemente una flebile luce, ???
      .
      ..Dissento.
      .

      .gente come draghi o monti emettono una luce della madonna che illumina la Galassia e trasforma la via lattea in via Yogurt

    2. Nonso 22 maggio 2025

      Mi sa di sì, è tutto un fatto di fermento della paura - di non essere amati - che con draghi e monti sicuramente c'è, con altri meno. Non lo dico con gioia, ma per esigenza, come ultima cosa prima di morire.

    3. ric 23 maggio 2025

      quelle sono scorregge.....

    4. nicolcass 23 maggio 2025

      ma sempre galattiche...

    1. ndr60 22 maggio 2025

      I giusti problemi etici sulla sperimentazione animale sono stati ampiamente superati, dal 2020 in poi. :)

    2. maghi 23 maggio 2025

      lì hanno sperimentato solamente un metodo di depopolazione. E più che altro destinata al mld di occidentali, perchè sono i più viziati e consumisti. Ieri si è sposata mia figlia. Spesa 30.000 Euro. E convivevano da 13 anni. Io 45 anni fa, dopo 6 mesi di fidanzamento, mi sposavo e facevo il viaggio di nozze con poco più di 2 mln di £. Oggi vanità su vanità. Ti credo che vogliano eliminarci, tanto riportarci a comportamenti più logici è impossibile, per mancanza di logica nelle popolazioni occidentali. Ti credo, dopo 60 anni di obnubilazione forzata per avere popolazioni docili al volere del padrone, che cosa volevano? Delle persone forti e mature oppure deboli e viziate? Ora che hanno ottenuto il loro scopo, vanno ovviamente eliminate e sostituite. Bravi. Ad avere ragione, uccidendo i rompicoglioni sanno tutti.

    3. ric 23 maggio 2025

      se poi penso ai regali di nozze ricevuti ai miei tempi...un servizio di posate o di bicchieri , poi i doppioni delle tazze LUI e LEI per colazione rigorosamente rosa ed azzurra con i pallini bianchi, in tre famiglie numerose per regalarti un frigo ,.serie di asciuga-mani da cucina.....la pentola a pressione della zia facoltosa.....
      Ultimamente ho assistito a matrimoni di sposi novelli con alloggio ereditato da zii . sontuosamente arredato da papa' e mamma , unica richiesta degli sposi come regalo : noi abbiamo gia' tutto, come regalo vogliamo solo dei soldi.....

      per il viaggio di nozze... e pretendiamo che certe generazioni facciano la "rivoluzione " ?

    4. afrin 23 maggio 2025

      Auguri agli sposi, tutt'altro sono dettagli ...

    5. nicolcass 23 maggio 2025

      Ma come diceva Pasquino/Manfredi:" er Potere c'ha er su tallone d'Achille"...una gioventù senza palle...e chi mandiamo in guerra...poi scurati si dispera...

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