Kit Klarenberg
kitklarenberg.com
Man mano che la polvere si deposita sulla "Guerra dei 12 giorni", è sempre più chiaro che il conflitto è stato una schiacciante sconfitta per Israele e gli Stati Uniti. A posteriori, l'unico successo dell'entità sionista è stata un'ondata di omicidi nelle prime ore del conflitto. Un'elogiativa relazione del Financial Times del 19 giugno ha lasciato intendere che il merito [di questa serie di uccisioni mirate] è di una tecnologia all'avanguardia, in grado di fondere fonti e dati di intelligence diversi tra loro. Ciò solleva l'ovvia domanda se Tel Aviv sia stata assistita nella sua follia omicida dal noto gigante dello spionaggio privato Palantir.
Si tratta di un gigante tecnologico dichiaratamente pro-Israele fondato dal confidente di Donald Trump e ardente sionista Peter Thiel, che, secondo quanto riferito, fornisce tecnologia basata sull'intelligenza artificiale a sostegno del genocidio di Tel Aviv a Gaza. I suoi legami, di solito invisibili, si estendono a quasi tutte le sfere concepibili della vita pubblica e privata in Occidente. Inoltre, l'azienda, lanciata con un finanziamento iniziale dal braccio di venture capital della CIA, In-Q-Tel, svolge da tempo un ruolo fondamentale ma poco riconosciuto nel monitoraggio della ricerca nucleare di Teheran da parte dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica.
L’idea che Palantir sia in un modo o nell'altro coinvolto nell'illegale guerra di aggressione "preventiva" di Israele contro Teheran è ampiamente rafforzata dalla pubblicazione di documenti israeliani sensibili da parte del ministero dell'intelligence iraniano. Questi documenti indicano che l'AIEA aveva precedentemente fornito all'intelligence israeliana i nomi di diversi scienziati nucleari iraniani, che erano stati successivamente assassinati. Inoltre, l'attuale capo dell'Associazione, Rafael Grossi, ha una stretta relazione clandestina e di lunga data con funzionari israeliani. Successive rivelazioni potrebbero svelare l'oscura alleanza dell'AIEA con Palantir.
Un'indagine esplorativa
Nel luglio 2015, l'amministrazione Obama aveva siglato il Piano d'azione congiunto globale con Teheran. Sotto i suoi auspici, in cambio di un alleggerimento delle sanzioni, all'AIEA era stato concesso l'accesso senza ostacoli alle strutture nucleari iraniane, questo per garantire che la Repubblica Islamica non stesse sviluppando armi nucleari. Erano state raccolte numerose informazioni sui siti, all’interno e all’esteno, tra cui foto dalle telecamere di sorveglianza, dati di misurazione e documenti. L'Associazione aveva sempre riscontrato che l'Iran stava rispettando rigorosamente i termini del JCPOA.
Dopo il primo insediamento di Trump, tuttavia, il JCPOA era entrato in crisi. Nell'ottobre 2017, Trump, con motivazioni fasulle, si era rifiutato di certificare il rispetto degli obblighi da parte dell'Iran e aveva iniziato a minacciare di stracciare l'accordo e di reimporre le sanzioni. Nel marzo successivo, l'allora direttore generale dell'AIEA, Yukiya Amano, aveva lanciato l'allarme su questa prospettiva, affermando che il JCPOA aveva prodotto in Iran "il più solido regime di verifica [nucleare] del mondo" e che l’annullamento dell’accordo avrebbe rappresentato una "grande perdita". Aveva poi vantato il fatto che gli ispettori dell'Associazione:
"Ora trascorrono 3.000 giorni di calendario all'anno sul terreno in Iran. Abbiamo installato circa 2.000 sigilli a prova di manomissione su materiale e attrezzature nucleari. Abbiamo effettuato più di 60 accessi complementari [ispezioni senza preavviso] e visitato più di 190 edifici... Raccogliamo e analizziamo centinaia di migliaia di immagini catturate quotidianamente dalle nostre sofisticate telecamere di sorveglianza... praticamente la metà del totale delle immagini di sorveglianza che raccogliamo in tutto il mondo. Analizziamo oltre un milione di informazioni open source al mese".
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Gli ispettori dell'AIEA visitano il reattore nucleare iraniano di Arak, 2019[/caption]
Amano aveva aggiunto che le attività dell'AIEA a Teheran erano "supportate da una tecnologia all'avanguardia, compresi i sistemi di raccolta ed elaborazione dati". Non era stato detto che queste innovative risorse venivano fornite da Palantir. Il ruolo centrale dell'azienda nel controllo della conformità nucleare dell'Iran e l'intima relazione con l'AIEA sarebbero stati rivelati due mesi dopo da Bloomberg, pochi giorni prima che l'amministrazione Trump stracciasse l'accordo e lanciasse una campagna di "massima pressione" contro Teheran. L'ex segretario all'Energia degli Stati Uniti, Ernest Moniz, aveva entusiasticamernte elogiato il contributo di Palantir:
"Abbiamo un regime di verifica intrusivo completamente unico e senza precedenti che non esisteva prima dell'accordo".
Uno strumento chiamato Mosaic era servito come "nucleo analitico" e "piattaforma di scelta" per la missione di verifica dell'AIEA in Iran. Il software aveva aiutato l'Associazione a "pianificare e giustificare le ispezioni non programmate", raccogliendo ed elaborando i dati provenienti da circa 400 milioni di "oggetti digitali" a livello globale, "compresi i feed dei social media e le fotografie satellitari". Mosaic aveva anche il compito di esaminare non solo i documenti raccolti dall'AIEA, ma anche decine di migliaia di file sensibili sottratti a Teheran dal Mossad.
Bloomberg aveva citato Ali Vaez, direttore del Progetto Iran dell'International Crisis Group, che si era detto preoccupato per l'analisi da parte di Mosaic di dati "sporchi" ottenuti dal Mossad, "che si era vantato dell'inganno". Dopo tutto, [aveva affermato Vaez] "anche una piccola quantità di informazioni false potrebbe scatenare una raffica di inutili ispezioni improvvise e far deragliare un accordo che aveva richiesto anni per essere raggiunto". Quanto più ampi erano i termini del lavoro di Palantir con l'AIEA, tanto più la missione "aveva l’aspetto di una indagine esplorativa", si era lamentato Vaez, facendo capire che l'Iran avrebbe potuto diventare meno disposto "ad aprire le porte agli ispettori".
I commenti di Vaez si sono rivelati sinistramente profetici. Le recenti rivelazioni di un'intensa collusione tra l'AIEA e le autorità dell'entità sionista, e la conseguente prospettiva che le ispezioni dell'Associazione abbiano favorito gli attacchi israeliani e statunitensi contro Teheran, hanno spinto i legislatori iraniani ad approvare all'unanimità, il 25 giugno, una legge che sospende a tempo indeterminato la cooperazione con l'Associazione. È improbabile che gli ispettori dell'AIEA possano tornare a calcare il territorio della Repubblica islamica. Ma Bloomberg aveva evidenziato una serie di altri problemi, aggravatisi dopo i recenti eventi.
False supposizioni
In primo luogo, il giornale aveva sottolineato come il ruolo di Palantir all'interno dell'AIEA avesse garantito alla società "l'accesso a informazioni che i governi non hanno", mettendo in dubbio il fatto che "un'agenzia internazionale nota per la sua indipendenza" potesse davvero rimanere neutrale e obiettiva, visti "gli stretti legami personali di Thiel con Trump". Inoltre, Bloomberg aveva notato che le "maggiori capacità investigative" dell'Associazione fornite da Palantir avevano "sollevato la preoccupazione che l'AIEA potesse oltrepassare il confine tra il monitoraggio nucleare e la raccolta di informazioni", trasformando i suoi ispettori in inconsapevoli e "potenziali cyber-sorveglianti".
Questi timori sono esacerbati dal fatto che Mosaic si basa sull'assai controverso "software di polizia predittiva" di Palantir. Per l'AIEA, questa capacità ha trasformato "i database di informazioni classificate in mappe" aiutando "gli ispettori a visualizzare i legami tra le persone, i luoghi e i materiali coinvolti nelle attività nucleari" a Teheran. Il rischio che civili iraniani innocenti possano essere fatti bersaglio di sorveglianza, molestie o addirittura assassinii a causa di dati errati inseriti e/o diffusi da Mosaic è enorme.
Secondo Bloomberg, un rappresentante di un'azienda britannica "che fornisce consulenza ai governi su questioni di verifica", aveva affermato che i sistemi di "analisi predittiva" sono estremamente vulnerabili a tale corruzione, "per caso o per progetto". Aveva osservato che "si genera un falso ritorno se si aggiunge una falsa ipotesi al sistema... [e] si finisce per convincersi che le ombre sono reali". Naturalmente, una pericolosa "falsa ipotesi" si trovava al centro delle ispezioni dell'AIEA in Iran, ossia che Teheran stesse sviluppando delle armi nucleari.
Per decenni la Repubblica islamica ha sempre negato qualsiasi ipotesi di ambizione al possesso di armi nucleari. Le sue smentite erano state confermate da una stima dell'intelligence nazionale statunitense del novembre 2007, che aveva espresso "un'elevata fiducia che, nell'autunno 2003, Teheran avesse interrotto" qualsiasi ricerca sulle armi nucleari. Questa valutazione era rimasta invariata per diversi anni e pare fosse anche stata condivisa dal Mossad. Come riportato da Bloomberg, nel maggio 2018 l'AIEA aveva "certificato il lavoro dell'Iran 10 volte".
Nel marzo 2025, la direttrice dell'Intelligence nazionale Tulsi Gabbard aveva testimoniato davanti al Congresso che l'Iran non aveva riavviato il suo programma di armi nucleari, interrotto nel 2003. Il 17 giugno, con la guerra dei 12 giorni ben avviata, il capo dell'AIEA, Grossi, aveva dichiarato che "non abbiamo alcuna prova di uno sforzo sistematico" da parte di Teheran "per passare a un'arma nucleare". Tuttavia, Israele aveva giustificato i suoi attacchi sulla base di un dossier dell'intelligence, secondo cui la Repubblica Islamica aveva effettivamente raggiunto il "punto di non ritorno" nell'acquisizione di armi nucleari.
Quell’ambiguo dossier era in gran parte basato sulle conclusioni di un rapporto dell'AIEA di maggio. Il documento non forniva nuove informazioni: le sue dubbie accuse riguardavano "attività risalenti a decenni fa" in tre siti dove, a quanto pare, fino ai primi anni 2000, veniva trattato "materiale nucleare non dichiarato". Se questo rapporto fosse stato analizzato dai sistemi di "analisi predittiva" di Palantir, è quasi inevitabile che sarebbero stati creati falsi risultati e falsi collegamenti, che, a loro volta, avrebbero influenzato gli obiettivi e la strategia dell'entità sionista.
Uno degli strumenti di "polizia predittiva" innovati da Palantir per guidare le operazioni di Mosaic è Gotham, utilizzato da un numero imprecisato di agenzie di polizia occidentali. I documenti trapelati su questo software mostrano che raccoglie una straordinaria mole di dati su intere popolazioni, siano esse rispettose della legge, sospettate di aver commesso un reato o semplicemente collegate ad individui accusati di illeciti. Sono inclusi sesso, razza, nomi, dettagli di contatto, indirizzi, precedenti mandati di cattura, foto segnaletiche, foto di sorveglianza, relazioni personali, datori di lavoro passati e attuali e caratteristiche identificative, come i tatuaggi.
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Diapositiva tratta dalla presentazione utilizzata nel corso di formazione su Gotham[/caption]
Nell'ottobre 2024, un importante gestore patrimoniale norvegese aveva disinvestito da Palantir “perché la società offre sistemi di polizia predittiva basati sull'IA", e questo permetteva la sorveglianza a livello di popolazione dei palestinesi di Gaza e della Cisgiordania da parte dell'entità sionista. Questi sistemi “sono progettati per identificare gli individui che probabilmente lanceranno attacchi terroristici 'in stile lupo solitario', facilitando il loro arresto preventivo prima degli attacchi che si prevede possano compiere". L'impiego di questi sistemi si è tradotto in innumerevoli palestinesi che languono nelle prigioni israeliane senza accuse o processi.
Se Mosaic ha informato la strategia dell'entità sionista durante la Guerra dei 12 giorni, questo potrebbe spiegare perché individui senza alcun legame con il programma nucleare civile iraniano siano stati direttamente presi di mira per l'assassinio. Tra questi c'è Majid Tajan Jari, un professore di spicco nel campo dell'IA a livello locale, ucciso in un attacco israeliano ad un edificio residenziale a Teheran il 16 giugno. Il fatto di essersi affidati a informazioni errate o false raccolte da Mosaic spiegherebbe anche il perchè il conflitto si è concluso con una sconfitta imbarazzante per Israele e una vittoria per Teheran.
Kit Klarenberg
Fonte: kitklarenberg.com
Link: https://www.kitklarenberg.com/p/palantirs-shadow-war-on-iran
30.06.2025
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org


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