La guerra dei mondi e il Signore delle Mosche

La guerra dei mondi e il Signore delle Mosche

Di Marilina Veca per ComeDonChisciotte.org

"Lo sapevi, no?... che io sono una parte di te? Vieni vicino, vicino, vicino! Che io sono la ragione per cui non c'è niente da fare? Per cui le cose vanno come vanno?" William Golding, Il Signore delle Mosche1

In questi giorni sto rileggendo Il Signore delle mosche... mi è tornato in mente di notte, non dormivo e sono andata a cercarlo in uno scaffale della libreria ... un libro che contiene un topos narrativo, un motivo chiave della letteratura della più persistente potenza colonialista europea, l'Inghilterra, che ha sempre pullulato di romanzi che raccontano di naufragi e sopravvivenze, incontri con popolazioni o esseri sconosciuti. E questo motivo chiave, detto in due parole, è la perdita dell'innocenza, effetto della natura decaduta dell'uomo, che provoca crudeltà, guerra e disarmonia distruggendo irrevocabilmente l'aspirazione dell'uomo alla felicità.

In questo tempo di crudeltà sconfinata, di guerre senza inizio e senza fine, il Signore delle Mosche sembra riprendere malignamente e diabolicamente vita: una testa di maiale brulicante di insetti, maschera simbolica, radice di ogni male, che domina su un gruppo di bambini traviandone l'innocenza e suscitandone la crudeltà. E forse solo attraverso una metafora letteraria che descrive la corruzione dell'animo umano, possiamo intuire la natura di questo abominio di guerre, di pagliacci perversi, di genocidi mediatizzati, di menti anestetizzate, di bambini morti, di maschere oscene e perverse.

William Golding, nel corso di una famosa conferenza in California, disse: "... ecco gli istinti selvaggi, la sete di sangue, ecco l'orribile nazionalismo che alza la sua testa di gorgone ... questi elementi - alcuni orribili, altri semplicemente divertenti, ma tutti significativi - a mio parere fanno la forza della storia; derivano dalla mancanza di empatia tra esseri umani, dall'ignoranza dei fatti, dall'oggettivizzazione delle nostre inadeguatezze che ci spinge a cercare capri espiatori. (...) quando mi sento pessimista, mi appaiono come una trappola in cui gli esseri umani sono caduti con la cupa inevitabilità dei dinosauri, che rimasero intrappolati nella loro inutile armatura. Perché se l'umanità ha davanti a sé un futuro di cento milioni di anni su questo pianeta, è impensabile che debba trascorrere questi eoni in un fervore di autocompiacimento nazionalista e idiozie scioviniste».

La morale che William Golding pone ne Il signore delle mosche è che il male è connaturato alla natura umana. Le regole sociali sono sottili e, in assenza di una base etica o morale o di una forte motivazione spirituale, l'uomo regredisce rapidamente a uno stato primitivo. Quindi "l'uomo produce il male come le api producono il miele" e il "mostro" non è una creatura esterna, ma è dentro di noi. Ed è manipolando la paura che la "bestia" ottiene il potere, dimostrando come il totalitarismo nasca dal fanatismo.

Noi siamo divenuti tutti soltanto piccole croci sul display dei computers, elementi dei video-games dei signori del male. In questa situazione potremmo citare Tacito: "Creano desolazione e la chiamano pace..."

Per tornare ai giorni nostri e a tutti quelli che si stracciano le vesti deplorando il vulnus inflitto al diritto internazionale, facciamo un passo indietro: torniamo al 1999, quando, in spregio di qualunque diritto nazionale o internazionale, Belgrado è diventata per 78 giorni - dal 24 marzo al 9 giugno - città-bersaglio dei bombardamenti NATO durante la prima "guerra umanitaria" della storia, con conseguenti ferite morali e materiali che dopo 26 anni sono ancora aperte. Brucia ancora oggi l'agonia del Kosovo, la morte lenta della comunità serba, decisa a restare nella terra da sempre 'culla' del popolo serbo: Kosovo e Metohija.

I palazzi sventrati di Belgrado ci ricordano l'altra faccia della 'guerra umanitaria', la zona oscura trascurata dai media, la testimonianza di un incubo, la visione allucinata di un presente insostenibile. Nessuno ha mai pagato per i civili uccisi dall'aggressione NATO. La NATO non si giudica. I bombardamenti, intensivi e distruttivi di fabbriche e miniere, hanno disperso nell'aria e nelle acque molteplici sostanze tossiche. Più anni passano dalla fine dei bombardamenti, più l'uranio impoverito si manifesta in potenza e virulenza. Dal 2001 al 2021, i malati di cancro sono aumentati del 20%. Il tasso di mortalità (principalmente per leucemia e tumori alle ghiandole linfatiche), ai tempi sotto il 5% del totale di tumori maligni, è aumentato del 25%. Leucemia e malattie delle ghiandole linfatiche sono aumentate del 110% con mortalità aumentata del 118%. La crescita media annua di queste malattie è di circa l'11% e il tasso di mortalità è salito al 12%. L'espansione della leucemia e dei tumori delle ghiandole linfatiche è iniziata nel 2006 ed è continuamente in aumento.

Sono passati 27 anni dall'aggressione NATO contro la Jugoslavia... dove era allora, dove è ora il diritto internazionale?

La NATO lanciò massicci raids contro la Serbia senza l'approvazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e senza che venissero cercate tutte le possibili strade per una stabilizzazione pacifica della situazione da parte della comunità internazionale. Benché la NATO dichiarasse che gli attacchi aerei fossero diretti contro obiettivi militari Yugoslavi e contro il regime di Slobodan Milošević, migliaia di civili di tutte le etnie soffrirono e morirono e vennero definiti "danni collaterali". Dopo 27 anni, il Kosovo è un posto invivibile dove prosperano solo traffici illegali, circa 2.000 serbi sono scomparsi e con ogni probabilità oltre 300 serbi sono stati espiantati degli organi finiti nel mercato internazionale degli organi e degli esseri umani, con la totale impunità e noncuranza della cosiddetta comunità internazionale. Le guerre ormai non si dichiarano, si fanno e basta; e non finiscono mai. Ben altri tabù sono stati superati oltre quello del diritto internazionale, diventato una fiaba raccontata agli idioti.

Negli ultimi due mesi abbiamo visto i regimi criminali degli Stati Uniti e di Israele iniziare una guerra contro l'Iran che promette di finire in modo molto diverso da quello sperato dai due e atteso da molti: USA e Israele hanno attaccato un Paese con il quale erano in corso trattative diplomatiche, non ancora concluse, confessando che erano solo una trappola per guadagnare tempo (ma, davvero, c'è qualcuno che potrà mai più credere alla parola degli Stati Uniti?) Abbiamo appreso che il presidente Trump aveva già deciso di dichiarare guerra all'Iran settimane prima, e che la finta diplomazia portata avanti da due 'agenti immobiliari' - Witkoff e il genero di Trump Kushner, lo stesso che vuole trasformare Gaza in un Resort per miliardari - non era altro che un puerile tentativo di tenere occupato l'Iran fino al momento dell'attacco. Lo scopo della pausa diplomatica di Trump prima dell'inizio delle ostilità sembra anche stranamente coincidere con il fatto che l'attacco è stato voluto da Benjamin Netanyahu nella data di Shabbat Zachor, lo Shabbat immediatamente precedente alla festa ebraica di Purim, forse per distorte interpretazioni cabalistiche relative alla vendetta.

I lanci di missili da parte dell'Iran, in risposta a quest'attacco illegittimo, sono partiti quasi subito e hanno superato le difese antiaeree sia israeliane, che americane. L'Iran sta combattendo una guerra esistenziale e ha bloccato lo stretto di Hormuz, dove passa il 30% del petrolio e il 20 % del gas liquefatto del mondo. La chiusura prolungata per settimane può innestare una recessione globale, che colpirebbe anche gli interessi cinesi; questo può spingere la Cina e la Russia ad aumentare il sostegno all'Iran, per accelerare la ricerca della conclusione dello scontro da parte degli USA. Non sono gli USA che controllano l'escalation.

Gli USA, in bancarotta economica e morale - nazione nata da un genocidio, quello dei nativi americani, non dimentichiamolo mai - sanno che il loro stile di vita, la loro struttura civile ed esistenziale, la loro economia stanno lentamente morendo. Inoltre la Cina non può permettere una caduta completa e un collasso dell'Iran, col quale ha un accordo di partenariato di 25 anni, e la Russia non può permettere un crollo dell'Iran che si pone come ostacolo agli USA per un loro completo accerchiamento. Russia e Cina stanno, probabilmente, già fornendo intelligence, assistenza satellitare, armi antiaeree: è prevedibile che le forniture aumentino. Israele ha attaccato a tradimento l'Iran insieme agli Stati Uniti - violando ogni regola della diplomazia e dell'ormai leggendario e immaginario diritto internazionale- L'Iran ha risposto con grande efficacia e determinazione, ha mantenuto e rafforzato il controllo interno, ricompattando il sostegno e la solidarietà popolare, resistendo a due fra i più potenti eserciti del mondo del mondo. In queste circostanze, riuscire a resistere, è già quasi vincere. In questo senso, siamo già di fronte a una vittoria iraniana.

L'Occidente, completamente lobotomizzato e anestetizzato, è obbligato a supportare la volontà genocida di Israele, con ciò accelerando la propria rovina. Esiste un sottofondo pseudo-teologico, primitivista e superstizioso che è sotteso al recente, folle e insensato attacco all'Iran; attacco che, oltre a essere totalmente illegale e immorale, ha però questo di provvidenziale: obbliga tutti ad aprire gli occhi sul vero volto dello stato di Israele, che non è una democrazia ma uno stato illegittimo impegnato nell'annientamento totale del popolo palestinese.

USA e ISRAELE hanno crudelmente e vilmente assassinato l'ayatollah Ali Khamenei e parte della sua famiglia compresa la nipotina di 13 mesi.

La moschea di Al-Aqsa è stata chiusa dall'esercito israeliano e i musulmani palestinesi non possono più accedervi. La storia della moschea di Al-Aqsa e della spinta ebraica alla sua distruzione è lunga. I palestinesi hanno pagato un prezzo molto alto per la loro devozione verso la Moschea di Al-Aqsa (la guerra a Gaza è chiamata dai palestinesi il diluvio di Al-Aqsa). E l'Iran ha sempre compreso la controversia sul Monte del Tempio e il valore di Al-Aqsa.

In parallelo all'attacco all'Iran, Israele ha iniziato uno scontro totale con le milizie degli Hezbollah libanesi, con l'obiettivo di occupare tutto il Libano del Sud, fino al fiume Litani, sempre con la consueta scusa della sicurezza. Ma Israele non è riuscito ad avanzare se non di pochi chilometri, pur comportandosi contro ogni legalità e con la massima crudeltà, attaccando innumerevoli obiettivi civili e cercando uno sfondamento sul fronte di terra, è stato finora bloccato dalla forza di reazione dei militanti sciiti. Hezbollah ha rinnovato le sue tattiche, con droni a fibra ottica che hanno colpito i mezzi corazzati e la fanteria dell'IDF, con più di 100 carri armati Merkava distrutti. Il cessate il fuoco nel Libano meridionale segna la fine preliminare dell'operazione israeliana contro Hezbollah, iniziata nel marzo di quest'anno. I risultati di queste sei settimane di combattimenti stanno costringendo gli analisti militari di tutto il mondo a riesaminare i concetti classici di strategia e tattica.

Il conflitto ha chiaramente dimostrato che persino l'esercito tecnologicamente più avanzato al mondo, dotato di superiorità aerea, spaziale e di potenza di fuoco, si trova ad affrontare ostacoli insormontabili quando tenta di condurre una guerra di manovra in quella che era stata concepita come una decisiva offensiva rapida per liberare il territorio fino al fiume Litani e che si è, di fatto, trasformata in un'estenuante situazione di stallo, dove ogni metro di avanzata è costato sforzi e perdite colossali.

La realtà del campo di battaglia si è rivelata ben più complessa di quanto suggerissero i successi iniziali israeliani. Come in altri conflitti attuali, i droni a basso costo hanno trasformato la linea del fronte in una continua zona di fuoco, dove veicoli blindati o convogli in movimento vengono immediatamente individuati e attaccati. Secondo Military Watch Magazine2, alla fine di marzo le perdite di carri armati israeliani avevano raggiunto un livello record. Al momento della dichiarazione del cessate il fuoco, Israele aveva stabilito un controllo relativo solo su un'area di 150-200 chilometri quadrati. Si tratta di meno di un quarto degli obiettivi inizialmente prefissati. La velocità di avanzata di uno degli eserciti più potenti del pianeta è stata definita lentezza di lumaca e lascia presagire un campo di battaglia abbastanza imprevedibile e sorprendente.

Infine due parole su quanto sta accadendo a Cuba.

Cuba, in questi primi mesi del 2026, vive una crisi esistenziale, economica, culturale, umanitaria di portata mai vista, risultato dell'embargo criminale statunitense, attivo da oltre 60 anni, ma diventato ancora più crudele,. Manca tutto, carburante, cibo, ricambi, elettricità, medicinali e beni di prima necessità.

Cuba, al di là del folklore, delle vacanze a Varadero, del son cubano, del turismo sessuale, è stata completamente dimenticata dallo smemorato e ottuso Occidente, come fosse un reperto archeologico, un ricordo da tenere sullo scaffale. Cuba ha già vissuto il terribile periodo especial nei primi anni novanta, soprattutto nel biennio 1991/1992, innescato dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica, aggravato dalla vulnerabilità interna del modello economico cubano e dall'inasprimento del bloqueo statunitense. Il periodo especial mi è stato raccontato con particolari agghiaccianti dagli stessi cubani con i quali sono venuta a contatto, in lunghi periodi vissuti lì, fra il 2006 e il 2008; in quegli anni, con il Progetto Arca di Pace, sono stata tantissime volte sull'isola sviluppando un progetto di solidarietà fra la Provincia de l'Habana e la Provincia di Roma, in particolare realizzando mini-progetti per la Scuola dei ragazzi non vedenti e ipovedenti di Bejucal, per il Dispensario medico di Santa Cruz del Norte e per il Centro anziani di Quivican.

Ricordo quando Fabian, esponente dell'Assemblea del Poder Popular, mi raccontò che durante il periodo especial raccoglieva un po' d'erba e la bolliva per fare il brodo, una sembianza di pasto per i figli e lui stesso, un uomo alto 1,80, che era arrivato a pesare 46 kg.

Ma a nessuno interessa più la natura economica e sociale di Cuba, la sua ricerca disperata di far sopravvivere in qualche modo la Revolucion, di creare modelli di sviluppo diversi dal neoliberismo, elevato a dogma universale e garanzia di sottosviluppo.

Una riflessione finale: siamo tutti contaminati dall'indifferentismo, dal luogo comune, dall'anestesia totale provocata da un'informazione perversa e sbagliata che ci fa perdere il senso della realtà.

Ci stiamo abituando all'assurdità, all'orrore, all'ingiustizia, alla crisi permanente, alla guerra infinita, e corriamo il rischio di accettare tutto questo come fosse normale.

Non lo permettiamo.

Di Marilina Veca per ComeDonChisciotte.org

27.04.2026

Marilina Veca. Giornalista, saggista e scrittrice. La sua ultima fatica è Uranio impoverito: la Terra è tutta un lutto, Sensibili alle foglie (2023)

NOTE

1 William Golding, Il Signore delle Mosche, Mondadori editore, I edizione italiana 1958, traduzione di Filippo Donini.
2 Military Watch Magazine testata giornalistica statunitense fondata nel 2017. Offre analisi, ricerche e approfondimenti su questioni militari e di sicurezza globale in prospettiva internazionale, analizzando anche l'industria della difesa, tecnologia, strategia e analisi geopolitica. -- Le opinioni espresse in questo articolo riflettono il pensiero dell’Autore ma non necessariamente la linea editoriale di ComeDonChisciotte.

Commenti (3)

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    1. Pegaso 30 aprile 2026

      Brevi osservazioni all'articolo:

      La prima 'guerra umanitaria' precede l'attacco Nato alla Yugoslavia di alcuni anni: dal Dicembre 1992 al Maggio 1993 gli Stati Uniti bombardarono ed occuparono la Somalia con pretesti umanitari; la missione fu convenientemente denominata 'Restore hope', ovvero 'ristabilire la speranza' e finì in un disastro. Naturalmente se la sono suonata e cantata facendoci pure un film: 'Black hawk down' dove celebrano la loro smisurata bontà avversata dal destino cinico e baro oltre che dalla diffusione delle RPG.

      Dubito esista nella popolazione una innata, genuina e diffusa 'sete di sangue' umano, mentre i cosiddetti 'istinti selvaggi' sono semplicemente la nostra eredità evolutiva, né buona né cattiva ma semplicemente adattativa.
      Si assommano gli studi scientifici che mostrano come l'evoluzione abbia forgiato gli umani con il senso del bene e del male radicati nel loro sistema nervoso e con una precisa disposizione naturale verso il bene: l'umano normale è socievole, compassionevole, collaborativo, tollerante, ... (cfr. Marc Hauser, Menti morali, 2010, Feltrinelli).
      Il problema delle società sono quei devianti che approfittano di questa disposizione altrui per imporsi ed imporre la propria sociopatia, trascinandole nella tragedia.
      Occasionalmente, ma non troppo, nella storia si formano dei gruppi sociali che eleggono il loro comportamento deviante a norma e regola, e talora lo codificano pure, trascinando nella sciagura i loro vicini.

    1. absitiniuriaverbis 29 aprile 2026

      Quoto "Non lo permettiamo" ovvero noi non lo permettiamo: noi chi? Questa e' mera curiosita'.

      Piuttosto, e mi rendo conto di scrivere una riflessione corta e banale: come e dove e quando contano di non permetterlo? Suggerimenti da parte dell'articolista?

      A costo di annoiare: non e' abbastanza chiaro che prima delle elezioni si promette di tutto e di piu' sia a destra che centro che sinistra, e che dopo si fa tutt'altro? Niente vincolo di mandato come si richiedeva na volta.
      E mica solo in Italia, anche in USA e' lo stesso, e si potrebbe continuare forse con poche eccezioni..
      Allora i casi sono due piu' uno: o ci sono ci fanno o gli alienei ne hanno preso possesso (per dirla con Malanga).
      In tutti i casi non c'e' scampo.

    1. XYZ 29 aprile 2026

      oltre a William Golding aggiungerei Orwell.... la fattoria degli animali è la sintesi del modello sociologico umano... e 1984 è la catarsi del presente distopico

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