La guerra a Gaza non è per Hamas, è un problema demografico

La guerra a Gaza non è per Hamas, è un problema demografico

Mike Whitney
unz.com

Ci è stato ripetuto più volte che l'obiettivo dell'operazione di Israele a Gaza è "sconfiggere Hamas". Ma è vero? Noi non crediamo che lo sia. Non crediamo che una persona ragionevole tenterebbe di sradicare un'organizzazione militante distruggendo vaste aree del Paese e uccidendo decine di migliaia di persone innocenti. Non è così che si raccoglie il sostegno per la propria causa né questa è una strategia efficace per sconfiggere il nemico. Al contrario, è una politica che sicuramente farà inorridire alleati e avversari, minando notevolmente le possibilità di successo dell'operazione. Ecco perché non crediamo che l'attacco di Israele a Gaza abbia a che fare con Hamas. Pensiamo che sia una cortina fumogena usata per distogliere l'attenzione dai veri obiettivi della campagna.

E quali potrebbero essere questi "veri obiettivi"?

I veri obiettivi riguardano una questione che non viene mai discussa dai media, ma che è il fattore principale che guida gli eventi. I dati demografici.

Come tutti sappiamo, il piano a lungo termine di Israele è quello di incorporare Gaza e la Cisgiordania nella Grande Israele. Gli israeliani vorrebbero controllare tutto il territorio dal fiume Giordano al Mar Mediterraneo. Il problema, tuttavia, è che, se annetteranno i territori occupati senza disfarsi della popolazione, allora la popolazione palestinese sarà pari o superiore a quella ebraica, il che porterebbe alla scomparsa dello Stato Ebraico. Questo, in poche parole, è il problema di base. Date un'occhiata a questo articolo che aiuta a spiegare cosa sta succedendo:

In Israele la demografia è una questione di sicurezza nazionale e un indicatore chiave per le relazioni israelo-palestinesi e le loro prospettive: le tendenze demografiche in Israele si stanno rapidamente modificando e questo influirà sulle prospettive di violenza e di risoluzione del conflitto.

Alla fine del 2022, più di sette milioni di israeliani vivevano in Israele e in Cisgiordania, e sette milioni di palestinesi vivevano in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza, in Israele e a Gerusalemme Est, una regione in qualche modo integrata, definita "Grande Israele" dagli attivisti della destra ebraica …

Una bomba demografica sta già esplodendo. Gli Ebrei israeliani vivono la paura esistenziale di essere superati dalla popolazione palestinese, una paura ulteriormente strumentalizzata dagli politici nazionalisti di destra. La demografia è al centro della disputa territoriale tra Ebrei e Arabi, in quanto le due nazioni stanno conducendo una grande guerra sui numeri, militarizzandoi tassi di fertilità per trasformarli in un'ipotesi di vittoria.

Mentre l'attuale governo di destra israeliano sta gettando le basi per l'annessione de facto dell'Area C della Cisgiordania, la demografia è stata uno degli strumenti utilizzati per rassicurare l'opinione pubblica ebraica che la Giudea e la Samaria potrebbero ancora essere integrate in Israele, mantenendo una maggioranza demografica ebraica. Tuttavia, la demografia rimane una lotta per la sopravvivenza e una battaglia tutta da vincere per Israele. Ciò è particolarmente vero se Israele dovesse procedere con l'annessione dell'Area C palestinese. Israel: A Demographic Ticking Bomb in Today’s One-State Reality”, Aspenia

https://twitter.com/FranceskAlbs/status/1732297556535713856?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1732297556535713856%7Ctwgr%5Ec621d9fb8db6224237c0d16f6d8ae775629f4ee1%7Ctwcon%5Es1_c10&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.unz.com%2Fmwhitney%2Fthe-war-in-gaza-its-not-about-hamas-its-about-demographics%2F

Per un americano, la diversità potrebbe non sembrare un problema così grande. Ma per molti israeliani è pura stricnina. I sionisti, in particolare, vedono la crescita della popolazione araba come una "bomba demografica a orologeria" che minaccia il futuro dello Stato ebraico. Ed è questo il vero scopo della guerra di Gaza: sbarazzarsi della gente ma tenersi la terra. In effetti, gli ultimi 75 anni di conflitto possono essere ridotti a sole 8 parole: "Vogliono la terra, ma non vogliono la gente". Ecco altre notizie dal Times of Israel:

Gli Ebrei costituiscono meno del 47% della popolazione che vive a ovest del fiume Giordano, ha detto martedì un demografo israeliano, sostenendo che la maggior parte della popolazione israeliana non è consapevole del pericolo democratico in cui il Paese sta scivolando, se dovesse diventare la minoranza dominante nell'area.

Arnon Soffer, professore di geografia all'Università di Haifa, ha dichiarato martedì alla Radio dell'Esercito che, per arrivare a questa percentuale, oltre alle popolazioni ebraiche e arabe, aveva preso in considerazione le centinaia di migliaia di persone non ebree che risiedono in Israele ma di cui non hanno la cittadinanza.

Secondo Soffer, ci sono 7,45 milioni di Ebrei e 7,53 milioni di Arabi israeliani e palestinesi che vivono in quella che ha definito la Terra di Israele, cioè Israele più la Cisgiordania e la Striscia di Gaza. Se si tiene conto del numero di cittadini non israeliani, la percentuale di Ebrei si aggira tra il 46% e il 47% del totale.

Secondo l'Ufficio centrale di statistica israeliano, alla fine del 2021 in Israele vivevano 9,449 milioni di persone (compresi gli israeliani negli insediamenti in Cisgiordania). Di questi, 6,982 milioni (74%) erano Ebrei, 1,99 milioni (21%) erano Arabi e 472.000 (5%) di altre etnie. L'Ufficio di statistica palestinese stima la popolazione palestinese della Cisgiordania a poco più di 3 milioni e quella di Gaza a poco più di 2 milioni.

Soffer ha spiegato a Army Radio che, sebbene negli ultimi anni il tasso di natalità sia stato più alto tra la popolazione ebraica, lo è stato anche il tasso di mortalità, il che significa che la popolazione araba, che in media è molto più giovane di quella ebraica, sta crescendo più velocemente. Jews now a 47% minority in Israel and the territories, demographer says, The Times of Israel

https://twitter.com/triofrancos/status/1732394578836390007?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1732394578836390007%7Ctwgr%5Ec621d9fb8db6224237c0d16f6d8ae775629f4ee1%7Ctwcon%5Es1_c10&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.unz.com%2Fmwhitney%2Fthe-war-in-gaza-its-not-about-hamas-its-about-demographics%2F

Immaginate, per un attimo, di pubblicare sui vostri siti di social media una serie di articoli in cui dite che, secondo voi, in America ci sono troppi neri o troppi asiatici. Quanto tempo pensate che ci vorrebbe prima di essere bannati, censurati o sepolti da una valanga di minacce di morte? Ma, se guardiamo al contenuto del pezzo appena riportato, vediamo che un importante quotidiano israeliano pubblica con disinvoltura un articolo in cui si afferma a chiare lettere che il Paese corre un "pericolo democratico" perché ci sono troppi Arabi nelle aree destinate alla futura annessione. Come può questo non essere razzismo?

Ma questo è il modo in cui la questione viene discussa in Israele. La demografia è considerata una questione di sicurezza nazionale, una questione esistenziale e una questione che deciderà il futuro dello Stato Ebraico. C'è da stupirsi che la reazione sia stata così estrema? C'è da stupirsi che ci si riferisca alla numerosa popolazione palestinese come al "problema arabo"? E, naturalmente, una volta che la popolazione indigena viene considerata un "problema", spetta ai leader politici trovare una soluzione.

Quindi, qual è esattamente la soluzione al problema arabo?

Meno Arabi, ovviamente. Ecco perché l'idea di espellere i palestinesi ha una lunga storia nel pensiero sionista, che risale ad almeno cinquant’anni prima della creazione dello Stato Ebraico. Si dà il caso che gli Arabi siano sempre stati un problema, anche quando gli Ebrei rappresentavano meno del 10% della popolazione. Si veda questo commento dello stesso padre ideologico del Sionismo politico, Theodor Herzl, che aveva scritto quanto segue:

"Cercheremo di spingere la popolazione indigente oltre il confine procurandole un impiego nei Paesi di transito, mentre le negheremo qualsiasi impiego nel nostro Paese... L'esproprio e l'allontanamento dei poveri devono essere effettuati con discrezione e circospezione".

Sorprendentemente, Herzl aveva scritto queste parole nel 1895, 50 anni prima che Israele si dichiarasse Stato. E molti dei leader sionisti che lo avevano seguito condividevano la stessa visione del mondo, come il primo primo ministro israeliano David Ben-Gurion che aveva detto:

"Siete senza dubbio a conoscenza dell'attività del [Fondo Nazionale Ebraico] in questo senso. Ora dovrà essere effettuato un trasferimento di portata completamente diversa. In molte parti del Paese non sarà possibile creare nuovi insediamenti senza trasferire i fellahin arabi". Aveva concluso: "Il potere ebraico [in Palestina], che cresce costantemente, aumenterà anche le nostre possibilità di effettuare questo trasferimento su larga scala". (1948)

https://twitter.com/PJavelin50975/status/1733526386655023328?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1733526386655023328%7Ctwgr%5Ec621d9fb8db6224237c0d16f6d8ae775629f4ee1%7Ctwcon%5Es1_c10&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.unz.com%2Fmwhitney%2Fthe-war-in-gaza-its-not-about-hamas-its-about-demographics%2F

Ed ecco di nuovo Ben-Gurion nel 1938: "Sono favorevole al trasferimento obbligatorio. Non ci vedo nulla di immorale".

Vedete quanto indietro va questa linea di ragionamento? I Sionisti stavano mettendo a punto i loro piani di pulizia etnica molto prima che Israele diventasse uno Stato. E per una buona ragione. Sapevano che i numeri non erano a favore della prospettiva di uno Stato ebraico duraturo. L'unico modo per far quadrare il cerchio era il reinsediamento obbligatorio, altrimenti noto come "trasferimento". E, se per molti Ebrei questa politica poteva essere ripugnante, un numero molto maggiore di essi la riteneva indubbiamente una crudele necessità. La conservazione dello Stato ebraico era così diventato il valore più alto, quello che permetteva un comportamento che altrimenti sarebbe stato denigrato come inaccettabile e immorale. Ecco come [nel 2003] Ben Shapiro aveva riassunto la situazione in un saggio intitolato "Il trasferimento non è una parola sporca":

Il tempo delle mezze misure è passato.... Alcuni hanno giustamente suggerito di permettere a Israele di decapitare la leadership terroristica dell'Autorità Palestinese. Ma anche questa è solo una mezza misura. L'ideologia della popolazione palestinese è indistinguibile da quella della leadership terroristica.…

Ecco il nocciolo della questione: se credete che lo Stato ebraico abbia il diritto di esistere, allora dovete permettere a Israele di trasferire i palestinesi e gli Arabi israeliani dalla Giudea, dalla Samaria, da Gaza e da Israele vero e proprio. È una soluzione brutta, ma è l'unica soluzione. Ed è molto meno brutta della prospettiva di un conflitto sanguinoso all'infinito....

Gli Ebrei non si rendono conto che l'espulsione di una popolazione ostile è un metodo comunemente usato e generalmente efficace per prevenire coinvolgimenti violenti. Non ci sono camere a gas qui. Non è un genocidio, è un trasferimento....

È ora di smettere di essere schizzinosi. Gli Ebrei non sono nazisti. Il trasferimento non è un genocidio. E qualsiasi altra alternativa non è una soluzione. Transfer is Not a Dirty Word, Narkive

Non si può non sottovalutare l'importanza del pezzo di Shapiro. In primo luogo, egli collega esplicitamente la futura vitalità dello Stato ebraico alla pulizia etnica dei palestinesi. In secondo luogo, riconosce che il trasferimento è "una brutta soluzione", ma sostiene questa politica come un male necessario. In terzo luogo, giustifica l'espulsione di massa mettendo l'intera popolazione palestinese nella stessa categoria dei terroristi. ("L'ideologia della popolazione palestinese è indistinguibile da quella della leadership terroristica"). Quindi, in sostanza, Shapiro concorda in pieno con la nostra tesi. Ammette candidamente che l'unica politica in grado di preservare lo Stato Ebraico è la pulizia etnica. E, a giudicare dagli sviluppi sul campo, dobbiamo presumere che il governo Netanyahu sia arrivato alla stessa conclusione. La popolazione di Gaza viene bombardata, affamata e terrorizzata con l'obiettivo esplicito di portarla in direzione del confine meridionale, dove sarà costretta a fuggire dalla sua patria storica sotto la minaccia delle armi.

https://twitter.com/hussainaidroos/status/1719193318121230666?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1719193318121230666%7Ctwgr%5Ec621d9fb8db6224237c0d16f6d8ae775629f4ee1%7Ctwcon%5Es1_c10&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.unz.com%2Fmwhitney%2Fthe-war-in-gaza-its-not-about-hamas-its-about-demographics%2F

In conclusione: Gli obiettivi strategici dell'operazione israeliana a Gaza sono completamente diversi dall'obiettivo dichiarato di sconfiggere Hamas. Tutta la terra a ovest del fiume Giordano viene ora liberata dai suoi occupanti nativi per essere incorporata nel Grande Israele, consentendo il mantenimento di una consistente maggioranza ebraica. La demonizzazione del popolo palestinese - che dipinge come colpevoli le vittime di questo assalto - ha lo scopo di nascondere la vera politica, basata sulla discriminazione razziale. Non c'è dubbio che se gli Arabi di Gaza fossero di origine ebraica, sarebbero risparmiati dal genocidio che subiscono oggi.

Ulteriori letture:

Senior US lawmakers review plan linking Gaza refugee resettlement to US aid to Arab countries, Middle East Monitor

La proposta, che secondo quanto riferito ha il sostegno di alti funzionari di entrambi i partiti, chiede agli Stati Uniti di condizionare gli aiuti esteri a Egitto, Iraq, Yemen e Turchia all'accettazione da parte di questi Paesi di un certo numero di rifugiati.

UK Palestinians: Gaza facing ethnic cleansing on scale not seen since the Nakba, Middle East Monitor

Netanyahu’s Goal for Gaza: “Thin” Population “to a Minimum”, The Intercept

A ottobre la Casa Bianca ha chiesto miliardi per sostenere il reinsediamento dei rifugiati dall'Ucraina e da Gaza.

Israel’s Intelligence Minister Proposes the ‘Resettlement’ of Palestinians Outside Gaza, antiwar.com

Il mese scorso, un documento trapelato redatto dal Ministero dell'Intelligence di Gamliel aveva proposto di spingere tutti i 2,3 milioni di palestinesi di Gaza in Egitto, rendendo evidente che il governo Netanyahu sta prendendo in considerazione la completa pulizia etnica della Striscia. Ma l'Egitto si è rifiutato di accogliere i rifugiati palestinesi, costringendo i funzionari israeliani a cercare altre alternative, come l'assorbimento dei gazesi da parte dell'Occidente.

Influential Israeli national security leader makes the case for genocide in Gaza, Mondoweiss

In un articolo intitolato "Non lasciamoci intimidire dal mondo", il generale di divisione israeliano Giora Eiland sostiene la necessità di un genocidio a Gaza. Giora Eiland sostiene che tutti i palestinesi di Gaza sono obiettivi legittimi e che anche una "grave epidemia" a Gaza "ci avvicinerebbe alla vittoria".

Plan Dalet: Blueprint for the Ethnic Cleansing of Palestine, IMEU

(Estratto) Il "trasferimento" nel Pensiero Sionista

Fin dai primi giorni del sionismo politico moderno, i suoi sostenitori si sono confrontati con il problema di creare uno Stato a maggioranza ebraica in una parte del mondo in cui gli arabi palestinesi erano la stragrande maggioranza della popolazione. Per molti, la soluzione era quella del "trasferimento", un eufemismo per indicare la pulizia etnica.

Mike Whitney

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/mwhitney/the-war-in-gaza-its-not-about-hamas-its-about-demographics/
16.12.2023
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (11)

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Mostra commenti 11 caricati
    1. Astronauta 19 dicembre 2023

      L articolo dimentica che ci sono palestinesi al di fuoridi Gaza e Cisgiordania.
      Quindi i palestinesi bibi se la sogna di estinguerli.
      Casomai gli arriveranno fra testa e collo improvvisamente e annienteranno i sionisti.
      Dovranno loro andare da Al Sisi per essere ospitati e riceveranno in cambio quello che hli spetta.

    1. Jimbo 19 dicembre 2023

      Stiamo entrando in guerra contro lo Yemen.
      Lo Yemen, unico a difendere i bambini palestinesi.
      In buona sostanza gli italiani dichiarano guerra ai palestinesi nella "Guerra ai bambini".
      Non so se è chiaro.

    2. Astronauta 19 dicembre 2023

      Non ci vedo un Crosetto contro lo Yemen.
      Poi con un Crosetto gli houti ci sguazzano.

    1. Hospiton 19 dicembre 2023

      Eliminare uno dei pretesti che consentono a Israele di proseguire con le sue politiche imperialiste, criminali e genocide? Lo stesso Netanyahu ha appoggiato l'ascesa di Hamas, quindi ho qualche leggero dubbio sul fatto che l'obiettivo sia annichilire tale organizzazione

      https://www.pressenza.com/it/2023/11/come-netanyahu-ha-finanziato-costruito-e-reso-un-alleato-hamas-dal-2012-al-2018/

    1. Cachafaz 19 dicembre 2023

      La terra ne potrebbe ospitare anche piu' di 10 mld di persone; una donna che conosco, visse sull'appennino in una casa di campagna/montagna, con la madre ed alcuni fratelli, fino a meta' degli anni 60. Il babbo era morto, e la madre allevo' tutta la famiglia, con l'orto, una pecora(o una capra), un maiale, le galline. Aveva i parenti vicini, nello stesso caseggiato diviso in varie unita'. Poi in montagna prima coltivavano le castagne e quindi credo tutti partecipavano alla raccolta, ed hanno abbandanza di legna. Quindi male che vada ognuno si puo' organizzare in tal senso. In montagna e' tutto semi abbandonato, ma ora dopo il covid e la reclusione in citta', la gente la sta' riscoprendo. Certo, deve scomparire il sistema neo liberista, ovvio.

    1. ric 19 dicembre 2023

      il progetto di theodor hertzl 1897....

      https://www.infopal.it/wp-content/uploads/2012/02/greaterIsrael-300x239.jpg

    2. Eugiorso 19 dicembre 2023

      Molto interessante la cartina che hai presentato nel commento, ti giuro che non sapevo che le pretese sioniste fossero così estese, al punto da sembrare folli, irrealistiche, da Baghdad al Cairo passando per Damasco! ... Immaginiamo quanti profughi arabi ci sarebbero stati, nel caso si fosse concretata questa ipotesi.

      Cari saluti

    3. ric 19 dicembre 2023

      la cartina ed il progetto lo trovi cercando su google : il grande israele ....

      ma theodor hertzl era sono im portatavoce dei Rothscild,

      cosi come la ! Fond der Cul " europea e' la portavoce yankee

    1. clausneghe 19 dicembre 2023

      Al momento i furiosi kipputi non hanno vinto alcun che, infatti, dopo oltre 70 gg Hamas non è stata distrutta, la resistenza non è stata disarmata, i prigionieri di guerra sionisti non sono stati rilasciati e il piano di migrazione forzata dei Gazoti non ha avuto successo.
      Certo, continuano vergognosamente e impunemente a uccidere e distruggere tutto quello che si muove, compresi i loro ostaggi, 3 soldati con bandiera bianca, ammazzati dal "fuoco amico" di coloni-soldati idioti.
      Sono dei miserabili assassini che eccellono solo nella cattiveria gratuita e sadica ma sotto sotto sono solo dei vigliacchi incapaci di combattere contro veri guerrieri.
      Vorrei vederli contro l'Akmat di Kadyrov, vorrei..
      Ma non riusciranno nei loro satanici piani, qualcuno li fermerà.
      Intanto, un gruppetto di guerriglieri semi sconosciuti in gonnellino, infradito e con le guance piene di Cath, sparando da centinaia di km certi "missiletti persici" ferma la navigazione sul mar Rosso.
      E li colpisce nel portafogli, il loro vero cuore..

    1. PietroGE 19 dicembre 2023

      Finalmente una analisi che va al fondo del problema cioè all'identità del popolo ebraico, una identità che trascende il concetto di nazione e che è etnica, culturale e religiosa. Tutto il contrario di quello che gli ebrei residenti all'estero predicano per gli scemi gentili. Le citazioni di Herzl e Ben Gurion, poi, non possono non rievocare una certa riunione passata sotto il nome di Conferenza di Wannsee dove doveva essere decisa la sorte proprio del popolo ebraico in Europa, cioè l'espulsione dal territorio del Reich e limitrofi verso la colonia francese del Madagascar. Ma già questi paragoni tra il popolo 'eletto da Dio' e il 'male assoluto' sono politicamente scorretti anzi 'inauditi'. C'è però una differenza sostanziale : i palestinesi sono i legittimi proprietari del territorio, gli israeliani sono gli immigrati. Speriamo che questo andazzo, cioè gli immigrati che cacciano via i legittimi proprietari dal loro territorio, non si ripeta anche in altre parti del mondo, ad esempio in Europa.

    2. JHON 19 dicembre 2023

      Se per territorio, si intende anche la proprietà di un immobile per dipiù di proprietà comunale (Aler) questo sta già succedendo in molte città Italiane, come del resto in zone periferiche delle stesse. Gli Italiani stanno cedendo piano a piano il loro territorio.

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