Per tanto tempo abbiamo additato il batterio, il tempo, il cibo che mangiamo, come cause della malattia, ma parecchi tra noi sono immuni dall’epidemia di influenza, molti amano il vento freddo e altri possono mangiare il formaggio e bere il caffè a tarda notte senza avere conseguenze.
Niente nella natura può farci male quando siamo felici e in armonia; al contrario, tutta la natura è lì per nostro uso e godimento.
È solo quando permettiamo al dubbio e alla depressione, all’indecisione e alla paura di penetrarci, che diventiamo sensibili alla forza esterna.
(Dottor Edward Bach)
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Certamente alcune condizioni patologiche sono provocate da fatti materiali ben precisi (come quelle correlabili a incidenti, ferite, veleni …) ma, in generale, la malattia non è mai un problema ‘puramente materialistico’ da alleviare e curare con i soli mezzi ‘materialistici’. È, infatti, lo stadio finale di qualcosa di molto più profondo.
La guarigione, allora, richiederà anche uno sforzo mentale e spirituale. Richiederà di non adagiarsi su risposte date per scontate, ma di fare luce dentro se stessi e cercare di comprendere.
E non dobbiamo meravigliarci della grande importanza che la mente e lo spirito possono avere. Se siamo accorti, i nostri pensieri e i nostri stati d’animo, che sono la parte più delicata e sensibile del nostro organismo, sono in grado di informarci in anticipo di un disturbo che si sta avvicinando. Nello stesso tempo, quando non si è più in forma, è anche attraverso i pensieri e gli stati d’animo che possiamo ritornare verso una condizione di equilibrio.
C’è sempre, prima di ogni disturbo, un momento in cui non si è più centrati e quindi siamo indeboliti. Proprio questo momento è quello cruciale per curare la nostra condizione, ritrovare l'armonia e fermare gli eventi ulteriori.
Ciò significa che la prevenzione è indubbiamente meglio della cura.
Ma è anche vero che, attraverso il cambiamento dello stile di vita e la riarmonizzazione dei pensieri e degli stati emozionali alterati, si possono constatare sorprendenti miglioramenti e recuperi straordinari.
Non ci può essere alcuna vera guarigione, se non correggiamo il modo di vivere che ci ha portato a farci ammalare. Se non c’è pace nel nostro cuore. Se non coltiviamo una felicità interiore.
Quando serenità e armonia ritornano a regnare nella mente e nell’animo, allora anche salute e forza possono di nuovo albergare nel corpo.
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VB
danone 28 febbraio 2022
Per armonizzarci a livello interiore non basta volerlo, bisogna saperlo fare, come tutte le cose, un conto è l'intenzione, un conto è saper fare, seppur la giusta intenzione è il pre-requisito per farcela.
Per prima cosa bisogna accorgerci di essere in disarmonia, di essere presi dentro uno stato negativo, paura, ansia, preoccupazione, rabbia, tristezza, gelosia, invidia e via cantando.
Se siamo in uno stato negativo, prodotto da emozioni negative, provocate da una precisa situazione od evento, per prima cosa dobbiamo accorgerci di essere in quello stato, sembra sottinteso che ce ne accorgiamo, ma in realtà non è così.
Accorgersi di essere negativi significa osservarsi negativi, e per farlo, bisogna imparare a stare, almeno per un pò col proprio stato, senza volerlo ne giudicare, ne analizzare, ne cambiare, bisogna semplicemente sentire che in quel momento tu sei messo dentro in un certo modo, stai sentendo e provando determinate sensazioni e stati d'animo.
Con la pratica ci si accorgerà che è possibile, in un certo senso, separare la sensazione interiore di colui che è, da ciò che sta provando dentro, dall'emozione negativa che ci abita in quel momento, e sapendo, sempre dallo studio di certi insegnamenti, che tutti gli stati negativi e le emozioni negative, sono in realtà solo degli stati illusori dell'essere, nel senso che non esiste un organo e una funzione in noi, nei nostri corpi fisici e sottili, specifica per produrre gli stati negativi, ma è una disfunzione dell'essere, un mal funzionamento delle funzioni vere dell'essere a produrre gli stati negativi, iniziamo ad accorgersi che conviene a noi imparare a cambiare atteggiamento.
Piano piano si riesce a sentire questa verità dentro di noi e ci accorgiamo che lentamente, i nostri stati negativi, quando arrivano, sono meno invasivi in un certo senso e durano meno, fino al giorno in cui sentiamo forte e chiaro, che lo stato negativo è una condizione del nostro essere, che non ha ragione d'essere, è come una cattiva abitudine o un cattivo comportamento, che abbiamo imparato e messo su in un certo momento della vita, come difesa automatica verso precise condizioni e situazioni difficili, che incontrammo un giorno e che scegliemmo, perchè fu l'unica risposta comportamentale "adeguata" che riuscimmo a produrre in quel momento, per gestire la situazione specifica che stavamo vivendo e per uscirne.
Se impariamo a vedere tutto questo, quando diventiamo negativi, ad un bel momento sentiremo la stupidità profonda di continuare a reagire così e la smettiamo, abbiamo visto che essere negativi e disarmonici è una nostra scelta, che imparammo a fare un giorno e che tutte le volte che si ripresentano determinate circostanze, immancabilmente continuiamo a rifare e ripetere in automatico, per abitudine e perchè non sappiamo ancora rispondere diversamente.
E' sempre una scelta stupida e sbagliata, diventare negativi e capito bene questo, a quel punto la smettiamo.
Valentina Bennati 28 febbraio 2022
Concordo pienamente. Aggiungo anche che non è per nulla facile riuscire a fare da soli questo lavoro di analisi su di sé, se non siamo abituati a farlo normalmente. Di conseguenza, a volte, ci può essere bisogno di una figura di supporto che aiuti a prendere consapevolezza.
Meraviglioso sarebbe, in caso di malattia, avere la possibilità di avere a fianco un medico in grado di aiutare in questo, cioè in grado di agevolare nel compito di vedere ‘gli errori’ che si stanno commettendo, le abitudini poco salutari che dovrebbero essere corrette e, nello stesso tempo, che sappia consigliare tecniche e rimedi naturali per aiutare il corpo fisico ad acquisire forza e lo spirito a ritrovare calma ed entusiasmo. E solo in un secondo momento, se proprio dovesse essere necessario, indicare farmaci.
Ma dovrebbe aver fatto anche uno studio profondo della natura umana e delle leggi di natura, oltre che della medicina, e avere una comprensione della dignità divina dell’uomo e il desiderio sincero di assistere e sollevare dal dolore coloro che soffrono.
Non è per niente facile incontrare Medici così, ma esistono, per fortuna. Bisogna cercarli e sceglierli tra coloro che hanno un’impostazione più olistica e una dimensione morale e spirituale più sviluppata.