LA GRANDE SOSTITUZIONE

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DI RENAUD CAMUS

“Non è una teoria, un concetto o una nozione: è un fatto. I popoli europei sono sostituiti da popoli non europei. Lo comprendi dalla demografia, paragonando i non europei e gli europei dall’età: la proporzione è ancora bassa per le persone sopra i settant’anni, ma è enorme sotto i cinque. La Francia è come una vecchia badante che alleva i figli di un altro popolo. E devi essere davvero vanitoso, naïf se pensi che questi popoli abbiano la stessa idea di nazione, di cultura, di civiltà, di identità. Questo ‘sostituismo’, come lo chiamo io, è la base ideologica della Grande Sostituzione, è una concezione dell’esistenza. E’ una ideologia della intercambiabilità. E le condizioni sono la Grande Esculturazione, l’insegnamento dell’oblio, l’industria dell’ebetudine”.

Estratto da : “L’Europa imbelle sta morendo”. Parla Camus, il rinnegato dei Lumi

30.04.2015

Commenti (30)

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    1. Black_Jack 14 marzo 2016

      Natascia, il convivio umano - che immagino sia simile al consesso ma diverso altrimenti non avresti usato quel termine specifico - è un incontro sociale dove si mangia e si beve.
      Quelli che non mangiano e non bevono se sono troppi tendono a imbucarsi senza tanti complimenti. Tu ti assicuri la sicurezza con un esercito di parassiti (etimologicamente: che si nutre presso un altro) ai quali concedi gli avanzi ma se vedi che esiste gente che oltre a prendersi gli avanzi ti fa anche le pulizie di casa licenzi i primi e prendi i secondi.
      Allora il convivio umano può essere in un modo o in un altro, no? Se vogliamo un convivio con i padroni da una parte con i parassiti e i servi dall'altra dovremo aspettarci una periodica sostituzione di parassiti e servi in modo da ridurne le pretese.
      Con un piccolo sforzo di immaginazione si potrebbe pensare o a spodestare gli attuali padroni o, esagerando un po', a ipotizzare un convivio in cui non esistono posizioni univocamente egemoniche.
      Ma ci vuole coraggio...eh sì ci vuole coraggio, generosità, fantasia....come pretendere doti simili da chi da generazioni e generazioni è abituato a fare il parassita che si mangia gli avanzi?

    1. mda1 14 marzo 2016

      «Alla gente interessano le assicurazioni e il divertimento - tutto qui. Sesso! Ecco dov'è la lotta... ognuno vuole mangiare l'altro... Ecco perché hanno paura del Negro. È forte! È pieno di energia! Prevarrà. Ecco perché ne hanno paura... è il suo momento, ce ne sono troppi... mostra i suoi muscoli... l'uomo bianco ha paura... è molle. È stato in cima per troppo tempo... la puzza ha raggiunto il tetto, e il Negro, la sente, la odora, e sta in attesa della vittoria... non ci vorrà ancora molto».

      «È il tempo del colore giallo... il nero e il bianco si mischieranno e il giallo dominerà, ecco. È un dato di fatto biologico, quando bianco e nero si mischiano, il giallo ne esce più forte, questa è l'unica cosa... tra duecento anni qualcuno guarderà la statua di un uomo bianco e chiederà se una cosa così strana fosse esistita realmente...e qualcuno risponderà: "Ma no, deve essere stata ridipinta".

      «Questa è la risposta! L'uomo bianco appartiene al passato... è già finito, estinto! È il turno per qualcosa di nuovo. Qua tutti parlano, ma non sanno nulla... lasciateli andare laggiù, e vedrete che le chiacchiere sono tutt'altra musica là, sono stato in Africa, so com'è, so che è molto forte, sanno dove stanno andando a finire... l'uomo bianco ha seppellito la sua testa troppo a lungo nell'utero... ha lasciato che la chiesa lo corrompesse, tutti si son fatti tirar dentro...non ti è permesso di dire questo... il papa ti guarda, stai attento... non dire nulla! Il cielo lo proibisce... NO! È un peccato... sarai crocifisso... stai a cuccia... sta buono... non abbaiare... non mordere... ecco la tua pappa... zitto!».

    1. natascia 14 marzo 2016

      Quando al popolo gli si fa credere che tutto sia fluido, intercambiabile, lo si sta corrompendo in cattiva fede. Purtroppo mancano persone disposte a morire. Non drogati, persone lucide disposte a dare la loro vita per fare chiarezza sugli argini e sui confini che non sono solo filo spinato, sono limiti che tutelano equilibri anche mentali. I limiti per loro stessa natura devono essere superati e cambiati, ma l'esistenza di un prima e un dopo risultano necessari a dare un senso agli sforzi compiuti. La mancanza di senso sta portando il convivio umano al declino, trascinando soprattutto coloro che lucrando credono di salvarsi. Anche questo momento storico sarà ricordato come un momento limite, un abisso dal quale noi contemporanei non possiamo che essere travolti.

    1. PietroGE 14 marzo 2016

      L'articolo meritava di essere pubblicato per intero perché illumina la svolta che una parte importante, anche se molto minoritaria, degli intellettuali europei sta compiendo sul problema immigrazione, anzi invasione.

      Sono ancora troppo pochi, però, domina ancora l'intellettuale organico, colui che deve spiegare al popolo rincoglionito dai media come è bello essere invasi, vedere vostra figlia con il velo, trattata come un cane se per caso decide di sposarsi con uno di questi e, una volta diventati minoranza, essere trattati come i cristiani in Iraq, cioè buttati fuori a calci dal proprio Paese.

      Oltre all'intellettuale organico poi ci sono i sapientoni che ti dicono di non guardare al problema perché ne esistono altri di maggiore importanza tipo la solidarietà, l'internazionalismo proletario, il "valore" tolleranza e simili idiozie.

      Come se la sopravvivenza di una intera civiltà fosse un argomento secondario, da lasciare a neonazisti e populisti vari.

    1. Black_Jack 14 marzo 2016

      Grazie SanPap ma ci tengo a chiarire che non sono uno che ha le soluzioni, mi limito a parlare di quello che penso come fanno tutti gli altri utenti.

      Non lo so come si esce, se devo dire credo che non esista più una via praticabile ma che una speranza ci sia cioè che il sistema ha, a mio avviso, dei bug interni o delle aporie che stanno entrando in irrisolvibile contraddizione. Ci sarà - potrebbe esserci - una specie di crollo o mezzo crollo in cui per un periodo forse breve il potere perderà il controllo. Basterà pochissimo, basterà che solamente la gente cominci a pensare che il potere non è infallibile e succederà di tutto.
      Se sono vere le premesse e se queste contraddizioni andranno in cortocircuito ci sarà un lunghissimo e terribile periodo di lotte disordinate ma sarà proprio la lunga lotta disperata combattuta insieme fianco a fianco che genererà i nuovi ideali condivisi per una nuova idea di convivenza. A quel punto avremo vinto ma ci dobbiamo arrivare...

      Sono solo mie idee quindi non profezie.

    1. SanPap 14 marzo 2016

      Perfetto Black_Jack

      Non cambierei una virgola.

      Ma come uscirne ? E soprattutto chi si dovrà preoccupare di uscirne ? chi ci avrà sostituiti ? i sostituendi residui ? adottando quale elemento aggregante se tutto sarà dimenticato e sepolto ?

    1. giannis 14 marzo 2016

      poco male : la societa' europea fa schifo

    1. Black_Jack 14 marzo 2016

      Non è che bisogna fare penitenza ma il problema è che questo soggetto che dovrebbe fare la guerra, di cui parla il signor Camus, ancora non c'è.

      E non c'è perché è composto da gruppi di interessem classi sociali, aggregati più o meno strutturati in conflitto fra loro secondo degli schemi inventati dalle classi dominanti e accettati bovinamente da quello che tanto tempo fa era un popolo e oggi è solo massa informe.
      Se non si fa una disamina oreventiva approfondita con una doverosa autocritica questo soggetto che dovrebbe fare la guerra all'invasore non esisterà mai e ci limiterà al coacervo senza identità che non fa altro che supplicare il potere di aiutarlo. Ma se contemporaneamente si accusa quel potere di essere quello che ha organizzato l'invasione strisciante è ecidente che esce fuori tutta la patetica contraddittorietà del discorso del signor Camus e di quelli che la pensano come lui.
    1. Capra 14 marzo 2016

      Mi chiedo se era questo il clima negl'anni 30 prima delle deportazioni.

      Con una prospettiva simile e un bimbo piccolo da crescere mi risulta facile credere che sarai pronto ad accettare molti compromessi per un futuro più promettente.
    1. Black_Jack 14 marzo 2016

      Eccone un altro.

      Ma chi è il soggetto che deve scegliere fra "guerra o sottomissione"?
      Il popolo europeo? Ma non esiste il popolo europeo.

      "No, si parla dei popoli nazionali!!!"

      Ma le nazioni esistevano solo in quanto funzionali a un certo tipo di configurazione delle classi dominanti.
      Esistevano, una volta, tanto tempo fa, "i popoli" e le patrie che erano una cosa seria (le nazioni molto meno) ma oggi non è rimasto più niente, solo un ammasso informe di mendicanti che stanno supplicando i padroni di non licenziarli per rivolgersi ad altri servitori che prendono meno.

      Quindi il succo è che questi discorsi sul popolo europeo avranno un senso - perché lo potrebbero anche avere - quando si avrà il coraggio di denunciare il tradimento da una parte delle élites indicandole per nome e cognome e non limitandosi ai deliri sui testimoni di Levi, sugli ebrei, sui massoni satanisti; dall'altro riconoscendo il tradimento della stessa classe media che è stata complice di questa élite e che si trova oggi in questa condizione proprio perché negli anni '80 e '90, come un gregge di pecore imbecilli, ha assecondato i disegni (pseudo) neo liberisti credendo così di proteggere la propria rendita di posizione dall'assalto delle classi lavoratrici.
      E infine le stesse classi lavoratrici devono rendersi conto che il loro inaudito benessere derivava unicamente dal massacro delle classi lavoratrici del terzo mondo prima e negli utlimi dieci quindici anni dalla contrapposizione fra posto fisso e precariato con quest'ultimo che veniva usato come capro espiatorio sindacale per permettere agli anziani col posto fisso di andarsene in pensione nel miglior modo possibile.

      Se si parla sul serio di questo si rendono credibili i discorsi sull'Islam invasore che allo stato non sono altro che le solite pippe del piccolo borghese piagnucoloso perché non trova padrone.

      Non è una questione di effeminatezza come sostengono alcuni, è molto peggio.

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