La follia della crisi climatica

La lotta ossessiva per "salvare il pianeta", dagli effetti del cambiamento climatico di origine antropica, è un fenomeno collettivo assolutamente sconcertante, che non ha precedenti nella storia. Restando inaccessibile alla ragione più elementare, sta trascinando le economie e, più in generale, le società occidentali i

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A luglio 2023 Valeurs Actuelles, rivista di orientamento liberal-conservatore, ha dedicato un numero monografico al riscaldamento climatico, dando voce ai maggiori scettici del clima (anzi “realisti del clima” come preferiscono essere chiamati), francesi e internazionali. L’articolo di prefazione è dell’economista Remy Prud’homme, che riassume un po’ gli argomenti contro la narrazione ufficiale.

L’autore parla di “sillogismo” del clima. In effetti il credo climatico non consiste in un’unica affermazione, ma in una serie di articoli di fede combinati tra loro.

  • Il pianeta si sta surriscaldando in maniera significativa rispetto al passato (nonostante l’alternarsi nei secoli di periodi caldi e freddi ecc.
  • La causa prima del riscaldamento è principalmente l’aumento della CO2 nell’atmosfera (e non altro, come le macchie solari ecc.)
  • L’aumento dei gas serra è di origine antropica (e non dipende da niente altro, come i vulcani ecc.)
  • Gli svantaggi del riscaldamento climatico sono gravi e superiori agli svantaggi (chissà se gli abitanti della Siberia e del Canada sono d’accordo)
  • È possibile ottenere risultati sostanziali con azioni politiche: il rapporto costi benefici della decarbonizzazione è superiore a quello della non decarbonizzazione (questo è il punto cruciale che, infatti, si evita di discutere)
  • Le modalità dell’azione politica (tempi, obiettivi, distribuzione dei costi tra le classi sociali sono già correttamente prestabilite dalle istituzioni internazionali

Le prime tre ipotesi sono dati di fatto, di competenza della scienza (quella vera, non influenzata dal potere). Le ultime tre asserzioni invece sono valutazioni pratiche, di competenza dell’etica e della politica, e quindi soggette al giudizio di tutti i cittadini. Trattandosi di una catena logica, è sufficiente mettere in dubbio una sola di queste premesse, rompere un anello della catena, per far venir meno la conclusione. Ecco la funzione dell’epiteto “negazionista climatico”: impedisce il confronto, non permette all’interlocutore di spiegare cosa sta negando esattamente.

Attribuire la colpa di tutto all’ideologia, come fa l’autore, pare riduttivo: se a promuovere la transizione ecologica sono i maggiori poteri finanziari, sottostanno evidentemente interessi economici e (geo)politici.

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Rémy Prud'homme - Valeurs Actuelles - Luglio 2023

Nel maggio 2023 uno scienziato indiscusso, John Clauser, ricercatore americano che ha vinto il premio Nobel per la fisica nel 2022 (insieme a un francese e un austriaco), ha scritto: "Il discorso dominante sul cambiamento climatico riflette una pericolosa corruzione della scienza, che minaccia l'economia mondiale e il benessere di milioni di persone. Una scienza del clima mal condotta si è trasformata in una pseudo-scienza giornalistica. Questa pseudo-scienza è poi diventata il capro espiatorio, la pseudo-causa, di ogni sorta di mali. Questa evoluzione è stata provocata e diffusa da comunicatori aziendali, politici, giornalisti, istituzioni pubbliche e ambientalisti. La mia opinione è che non esiste una crisi climatica. Esiste invece il problema molto reale di offrire un tenore di vita decente a gran parte dell'umanità, e una crisi energetica correlata. Tale problema è inutilmente aggravato da quella che è, a mio avviso, una scienza del clima scorretta”.

Lord Lawson, recentemente scomparso, non era uno scienziato: era solo (scusate se è poco) l'ex ministro delle finanze di Margaret Thatcher, l'uomo che aveva rimesso in piedi l’economia britannica. Dotato di di umorismo e buon senso, la pensava come Clauser e usò una formula degna di La Rochefoucauld per parlare della transizione energetica: "Una soluzione disastrosa ad un problema inesistente".

Discuteremo qui brevemente i due temi di questa formula. Ma prima l'autore ritiene di dover rispondere all'obiezione di incompetenza. Spesso mi viene posta la domanda: "Sei un climatologo?" Che è un modo per dire: "Non sei un climatologo e non hai il diritto di parlare dell'argomento". La mia risposta è che sono un climatologo almeno quanto lo sono il presidente dell'IPCC o il suo predecessore. L'attuale Presidente, Hoesung Lee, ha studiato Economia alla Seoul National University (la migliore università della Corea) ed ha successivamente conseguito un dottorato in economia alla Rutgers University (la 55° università americana per prestigio). Ha lavorato per alcuni anni presso la compagnia petrolifera Exxon ed ha diretto un importante ed apprezzato centro di ricerca governativo, il Korea Energy and Environment Institute. Suo fratello è stato Primo Ministro della Corea.

Rajenda Pachauri, il precedente presidente dell'IPCC deceduto nel 2020, aveva fatto studi di Ingegneria all'Indian Institute of Railways (le ferrovie indiane, che hanno un peso notevole ed una propria università, che non è mediocre), completati da un dottorato di ricerca in Modellazione presso l'Università della Carolina del Nord (la 77° università degli Stati Uniti). Tornato in patria, ha fatto una carriera più amministrativa che scientifica, dirigendo vari centri di ricerca pubblici, prima di essere eletto presidente dell'IPCC. Era più conosciuto per i suoi romanzi erotici che per le sue pubblicazioni scientifiche.

Il sottoscritto ha conseguito una laurea e un dottorato in Economia presso ottime istituzioni (HEC, Università di Parigi e Harvard), prima di diventare professore universitario nel sistema francese, e anche al MIT, come "visiting professor". Ha trascorso diversi anni presso la Direzione Ambiente dell'OCSE come vicedirettore. Il mio profilo è quindi abbastanza paragonabile a quello di questi due presidenti. Per quanto riguarda la fisica e la meteorologia, è un profilo basso, come il loro. Per quanto riguarda la scienza in generale, è un profilo onorevole, almeno quanto il loro. Delle due l’una: o si ritiene che io non sia un climatologo, e in questo caso bisogna riconoscere che l'IPCC, la cosiddetta Mecca della scienza climatica, è presieduta da non-climatologi, oppure il signor Pachauri e il signor Lee si possono considerare abbastanza qualificati per produrre e diffondere la "scienza climatica", e in tal caso io sono abbastanza qualificato per criticarla.

Un problema inesistente

Entità del riscaldamento - Nessuno nega che le temperature medie globali siano aumentate negli ultimi 150 anni. Ma l'entità di questo aumento è modesta: tra 1° e 1,2° centigradi dal 1880. È molto meno delle variazioni di temperatura tra il giorno e la notte (spesso 10 °C) o tra Parigi e Marsiglia (circa 6 °C). Tale riscaldamento è abbastanza capriccioso, varia a seconda dei paesi e dei sottoperiodi e, soprattutto, non è senza precedenti. Faceva più caldo a Roma nell'anno 200, o in Groenlandia nell'anno 1000, che in quelle zone nel 2020. L'abitudine diffusa di confrontare l'evoluzione dal 1880 in poi è arbitraria e distorsiva: il 1880 infatti è un punto minimo, particolarmente freddo. Infine, nulla conferma l'esistenza di una "accelerazione" delle temperature (che giustificherebbe una "emergenza" climatica). Tra il 2015 e il 2023, la temperatura media globale non è aumentata, né tantomeno accelerata ma, al contrario è diminuita, anche se questi 8 anni sono tra i più caldi registrati dal 1880.

Cause del riscaldamento - La tesi dell'IPCC, diffusa ovunque, è che questo modesto riscaldamento abbia un'unica causa (90 o 95%): le emissioni di CO2 (e di altri gas serra come il metano) legate all'attività umana. Senza entrare in controversie molto tecniche, alcune osservazioni di buon senso invitano alla cautela. La CO2 rappresenta solo lo 0,04% dell'atmosfera. Al tempo dei Romani, o nel Medioevo, temperature elevate coesistevano con emissioni antropiche di CO2 nulle. La correlazione (peraltro piuttosto imperfetta) tra temperatura e livelli di CO2 nell’ultimo secolo non ci dice nulla sulla causalità tra le due variabili: il fatto che le emissioni di CO2 dagli oceani aumentino con la temperatura potrebbe suggerire che è la variazione di temperatura che spiega la variazione di CO2, e non il contrario. Il sole, le nuvole e gli oceani hanno effetti evidenti, anche se non perfettamente compresi, sulle temperature terrestri. In breve, la spiegazione monocausale dominante forse non è impossibile, ma è tutt'altro che certa. Ne consegue che i modelli che "calcolano" la futura evoluzione delle temperature nel 2100 e oltre, sulla base della CO2 come unica spiegazione, devono essere presi “cum grano salis”.

Conseguenze del riscaldamento - Secondo la vulgata attuale, la “doxa” (δόξα), tutte le disgrazie del mondo sono "colpa del riscaldamento globale": siccità, e al tempo stesso inondazioni, innalzamento delle acque, impoverimento del suolo, aggravamento della fame nel mondo, guerre e persino ondate di freddo e circoncisione femminile. Il presidente Hollande è arrivato al punto di dichiarare solennemente (a Manila nel 2015) che terremoti e tsunami erano causati dal "cambiamento climatico", e "lo hanno dimostrato". Non c'è abbastanza spazio qui per dimostrare che la maggior parte di queste affermazioni (che hanno poco a che fare con la climatologia) è priva di fondamento. Ci limiteremo al caso della fame, che è essenziale e chiaro.

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Cosa dicono i dati della FAO, l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura? Che la produzione agricola mondiale pro-capite è in costante aumento dal 2000 al 2020. È aumentata dell'11% per i cereali, del 19% per gli alimenti, del 21%per il latte. Di conseguenza, riferisce la FAO, la denutrizione è diminuita del 30% passando dal 13% al 9% (della popolazione totale). In Africa, la produzione cerealicola, sempre nel periodo 2000-2020 e pro-capite, è quasi raddoppiata. In questo continente, la denutrizione è diminuita del 24%, passando dal 29% al 22%. Nell'Asia orientale e meridionale la riduzione della denutrizione è ancora più spettacolare: del 77%. In realtà, le carestie di origine agricola sono completamente scomparse; rimangono, purtroppo, le carestie di origine militare causate da guerre civili o tra stati. Naturalmente, la denutrizione della popolazione africana resta drammaticamente alta e bisogna fare tutto il possibile per ridurla. Ma l’essenziale è che in tutto il mondo, nonostante (o a causa del) l'aumento dei livelli di CO2, la fame sta diminuendo, e uomini donne e bambini mangiano di più e meglio – e muoiono di meno – che in qualsiasi altra epoca della storia umana.

"Una soluzione disastrosa"

Se il riscaldamento globale porta a disastri spaventosi, e se è interamente causato dalle emissioni antropiche di CO2, allora è necessaria una soluzione politica: eliminare le emissioni di CO2 il prima possibile. Questo sillogismo semplicistico, rafforzato dall'IPCC, è stato adottato da tutte le organizzazioni internazionali (ONU, Unione Europea, Unep, Ocse, Aie, Banca Mondiale, FMI, BCE, Papato, ecc.), dai governi dei paesi occidentali, da tutte le banche private occidentali, dalla maggior parte dei grandi gruppi capitalisti e dalla stragrande maggioranza dei media occidentali.

Esistono tuttavia due importanti eccezioni: i governi dei paesi non occidentali, (come la Russia, l'India, la Cina o i paesi africani) che, nei fatti se non nelle parole, rifiutano di seguire l'esempio dei paesi ricchi; e l'opinione pubblica, anche europea, che in tutti i sondaggi non ha mai messo la transizione ecologica in cima alla lista delle sue preoccupazioni.

“Inverdimento” generalizzato - L'obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 è così diventato il principale obiettivo della politica economica, in quasi tutti i settori. La politica dei trasporti equivale alla politica di decarbonizzazione dei trasporti: meno autovetture e solo elettriche, eliminazione virtuale dell'aereo, più treni elettrici, priorità alla bicicletta. La politica energetica si riduce alla "transizione" verso la scomparsa dei combustibili fossili (e, stranamente, del nucleare a lungo condannato anche in Francia dalla maggior parte dei presidenti, ministri, parlamentari, Ong e giornalisti). La politica agricola si limita alla promozione dell'agricoltura "biologica ", senza fertilizzanti; la politica abitativa è ora definita come “lotta contro le perdite energetiche ". La politica industriale consiste principalmente nella scelta e nella promozione di industrie "verdi ", chiamate "industrie del futuro ". A volte ci si chiede a cosa servano i nostri quaranta ministri, dal momento che la loro attività è dominata e dettata dal Ministro per la Transizione ecologica. Nel 2017, il presidente Macron aveva chiaramente indicato questa preminenza nominando il suo Ministro dell'Ambiente, Nicolas Hulot, numero 3 del governo (dietro il Primo Ministro e il Ministro dell'Interno).

Inutilità del “tutto-verde” – Questa corsa frenetica allo zero CO2 è, innanzitutto, inutile e vana. Supponiamo per un momento che sia la quantità di CO2 accumulata nella nostra atmosfera a determinare la temperatura del globo. Le emissioni annuali della Francia rappresentano meno dell'1% delle emissioni globali, che a loro volta rappresentano l'1% di questa quantità. Le nostre emissioni annuali rappresentano quindi l'1% dell'1%, ovvero lo 0,01% di tale quantità. Inoltre, metà delle nostre emissioni viene assorbita dagli oceani e dalla vegetazione e non contribuisce all'aumento dell’accumulo. Se, con un colpo di bacchetta magica, la Francia azzerasse le proprie emissioni di CO2, la quantità di CO2 diminuirebbe dello 0,005%. La “doxa” afferma che un raddoppio di questa quantità porta ad un aumento della temperatura di 2 °C (molti studi suggeriscono un aumento molto minore). Una semplice regola proporzionale mostra che zero CO2 francese avrebbe l'effetto di ridurre la temperatura del globo, e della Francia, di 0,0001 gradi, il che è prossimo a nulla.

Più in generale, la realtà è che le emissioni di CO2 dei paesi sviluppati (OCSE) rappresentano ora il 31% delle emissioni globali, e sono stagnanti o in calo, mentre quelle del resto del mondo, che rappresentano la maggior parte delle emissioni mondiali, sono in costante aumento. Nel momento in cui la Francia sta chiudendo con gran clamore tre delle sue quattro centrali elettriche a carbone, la Cina ne sta costruendo 400. Il risultato (400 - 3 = 397) illustra in modo caricaturale la vanità dei nostri sforzi. Non servono quasi a nulla.

Costi del “tutto-verde” - Ma questo quasi nulla è terribilmente costoso. Citeremo brevemente quattro mali verso i quali ci stanno portando le attuali politiche di riduzione del carbonio: l'inflazione, il debito, la crisi bancaria, la disuguaglianza.

(1) Il “verde” può essere bello, ma è sicuramente costoso. Quasi tutte le innovazioni ecologiche che la “doxa” [ispira] e i nostri governi ci impongono, comportano un aumento dei costi, e quindi dei prezzi. Il veicolo elettrico costa più del veicolo endotermico, il biocarburante più di quello convenzionale, l'energia eolica e solare più del carbone, del gas o del nucleare, le case isolate termicamente più di quelle non isolate, il treno più dell’automobile, e l’idrogeno è più costoso di tutto il resto. Il costo equivale al consumo di risorse scarse. Inoltre, l'opposizione ambientalista agli investimenti nella ricerca e nell'estrazione di petrolio e gas, in particolare il gas di scisto, sta facendo salire i prezzi del petrolio, del gas e dell'energia in generale, incrementando le rendite dei proprietari russi, sauditi o qatarioti. Un recente rapporto ufficiale, firmato Jean Pisani-Ferry e Selma Mahfouz, stima in 70 miliardi di euro all'anno gli investimenti aggiuntivi necessari per l'obiettivo ufficiale di decarbonizzazione in Francia.

Ma gli investimenti sono solo una parte dei costi aggiuntivi di questa politica. Nel settore dei trasporti, ad esempio, la politica verde ha l'effetto di aumentare i tempi di percorrenza e ridurre la mobilità (nelle aree urbane, sostituire l'automobile con i mezzi pubblici dimezza la velocità degli spostamenti). Questa limitazione ha un costo economico elevato. Riduce le dimensioni e l'efficienza dei mercati del lavoro, così come il commercio interregionale e internazionale e, quindi, la concorrenza. In tutte le analisi dei progetti di investimento nel settore dei trasporti, il risparmio di tempo generato dal progetto è, di gran lunga, la sua principale giustificazione. La somma attualizzata del risparmio di tempo è generalmente dello stesso ordine di grandezza dell'importo dell'investimento. Un altro esempio di costo non ricompreso negli investimenti è legato all'eco-ansia. Sembra assodato che il discorso apocalittico, ripetuto fino alla nausea nelle scuole e nei media, abbia conseguenze psicologiche preoccupanti su un gran numero di adolescenti, compreso il suicidio. Il costo di questo danno è difficile da valutare, ma non è trascurabile.

(2) Le conseguenze per le finanze pubbliche sono deplorevoli. Tutte le grandi innovazioni degli ultimi due secoli (come il treno, la barca a motore, l'elettricità, le telecomunicazioni, ecc.) hanno portato a una riduzione dei costi che ha soddisfatto la domanda. Queste innovazioni si sono sviluppate spontaneamente, senza un (importante) intervento pubblico. Con le innovazioni verdi sta accadendo il contrario. Poiché comportano un aumento dei costi, non si sviluppano senza interventi pubblici. Sussidi e divieti sono la fonte di nutrimento della transizione ecologica.

Il caso dell’auto elettrica in Francia (e altrove) è doppiamente eclatante. L'acquisto un veicolo di questo tipo è sovvenzionato per circa 7.000 euro; sostituire 40 milioni di veicoli costerà quindi quasi 280 miliardi (e non si pensi che la sostituzione sovvenzionata delle batterie importate dalla Cina, con batterie prodotte in Francia, riduca il conto). Inoltre, e soprattutto, le tasse specifiche sui carburanti fruttano al fisco più di 36 miliardi all'anno; la fine dei veicoli termici priverà quindi il bilancio di 36 miliardi di entrate all'anno. In vent’anni, il veicolo elettrico aumenterà quindi il debito pubblico francese di circa 1.000 miliardi di euro (un po' meno, fortunatamente, perché la transizione non avverrà da un giorno all'altro).

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(3) Le banche, e anche le banche centrali, che vogliono apparire ed essere virtuose, sono tutte impegnate a fare del “verde” un criterio importante dei loro investimenti. Tra un'operazione classica redditizia e un'operazione verde rischiosa, dichiarano di preferire la seconda. Questo atteggiamento indirizzerà gli investimenti verso la transizione ecologica, ma aumenterà anche il rischio di fallimento, che nel settore bancario diventa rapidamente sistemico. Le banche che sono fallite negli ultimi mesi sono state quattro banche in prima linea nel sostenere la "transizione". La SVC (Silicon Valley Bank) ne faceva un vanto. Aveva un direttore per il rispetto dei criteri ESG (environmental, social, governance), ma il ruolo di direttore dei rischi era vacante da un anno. Non possiamo concludere che il suo crollo sia necessariamente il risultato del suo impegno, ma fa pensare alla morte del canarino nella miniera. Una battuta corre dietro le quinte di Wall Street: "go woke, go broke"; il lettore ci perdonerà la citazione in inglese, ma queste quattro parole esprimono, meglio di un "seguite la corrente e farete bancarotta", il pericolo del “tutto-verde” nei nostri sistemi bancari.

(4) Il costo del verde pesa più sui poveri che sui ricchi. I costi del clima sono intrinsecamente regressivi. Questo perché, in rapporto al loro reddito, i poveri sono forti consumatori di beni che emettono CO2, come l’abitazione, i trasporti, il cibo, l’elettricità, ecc. L'aumento del costo di tali beni è una percentuale del reddito molto più alta per i poveri che per i ricchi.

In Francia, una legge (la legge-quadro sui trasporti terrestri del 30 dicembre 1982) è in linea con il buon senso e stabilisce che tutti i grandi progetti devono essere sottoposti ad un'analisi costi-benefici. La somma attualizzata dei benefici deve essere maggiore della somma attualizzata dei costi. Il grande progetto per ridurre le nostre emissioni di CO2 non è stato ovviamente sottoposto a questo esame. Se lo fosse, certamente non lo supererebbe. I costi sono immediati, certi e considerevoli. I benefici sono lontani, incerti e probabilmente esigui.

Ideologia delirante

Ideologia - La ragione fatica a capire il prodigioso successo del movimento ambientalista in Occidente, che pretende di spiegare tutto con due idee semplicistiche e ci impegna in una politica economica suicida. L'immagine più eloquente di questo delirio incomprensibile è senza dubbio il pubblico di Greta Thunberg. Il movimento ambientalista vuole e pretende di basarsi sulla "Scienza ", ma sceglie come portavoce un’adolescente svedese che ha lasciato la scuola a 15 anni e che quindi incarna l'anti-scienza, o quantomeno la non-scienza. E funziona! Papa Francesco, il presidente Macron, il segretario generale delle Nazioni Unite, gli esperti di Davos, e naturalmente il capo dell'IPCC la ascoltano religiosamente, si congratulano con lei, la approvano e giurano che attueranno tutte le sue raccomandazioni. Alla scienza del premio Nobel per la fisica Clauser, tutti i dirigenti occidentali e i loro consiglieri, le istituzioni e i media preferiscono la scienza dell'ignorante Greta. Qui c'è un mistero.

Cervantes ce ne offre una chiave di lettura. Il brillante scrittore, che aveva trascorso cinque anni come schiavo ad Algeri (sì, c'erano migliaia di schiavi europei in Africa nel sedicesimo secolo, e nessuno schiavo africano in Europa) aveva vissuto sulla propria pelle gli eccessi del fanatismo. Il suo Don Chisciotte è un'eco di questa esperienza. L'eroe del libro non è affatto un modello da imitare, al contrario, viene presentato come un esempio da evitare. Don Chisciotte è il simbolo e il ritratto dell'ideologo. Vive in un mondo fantastico, in questo caso quello dei romanzi cavallereschi dei secoli precedenti, e questa monomania gli impedisce di vedere le cose come sono realmente. Sulla sua strada, ci sono mulini a vento: vede dei briganti e li attacca; sulla sua tavola, un piatto da barbiere: lo scambia per un elmo da cavaliere e lo indossa; nel tugurio dove dorme, si avvicina la puttana della locanda: per lui è la sua Dulcinea e le tende le braccia. Non è stupido, e nemmeno cattivo, è piuttosto simpatico. Ma i suoi occhiali ideologici lo portano a sbagliare continuamente. Le botte che prende, che ci fanno ridere, non lo illuminano in alcun modo, e anzi rafforzano la sua convinzione.

L'ecologismo appare così come un'ideologia, come una fede, come una religione, forse addirittura come la religione dei tempi moderni. Malraux profetizzò che il ventunesimo secolo sarebbe stato religioso o non sarebbe stato. Woody Allen dice la stessa cosa con la famosa battuta: "Dio è morto, Marx è morto, e anch’io io non mi sento molto bene". L’arretramento o la scomparsa delle grandi ideologie (cristianesimo, nazismo, comunismo – che ovviamente non sono equivalenti, ma che hanno caratteristiche comuni) lascia un vuoto, un bisogno di "ismo" che l'ecologismo riempie. Esso presenta la maggior parte delle caratteristiche delle ideologie, con i suoi pontefici, i suoi concili, i suoi libri sacri, i suoi catechismi, i suoi dogmi, il suo clero, i suoi devoti, i suoi missionari, la sua scienza, le sue scuole, i suoi finanziatori, le sue prebende, le sue censure, i suoi giornali, il suo inferno, il suo paradiso, la sua morale, le sue prescrizioni, le sue profezie, le sue apocalissi.

L'odio per la CO2 e il folle amore di Swann...

Le molle psicologiche dell'ambientalismo sono classiche. La prima è il sostegno di una pseudo scienza (il comunismo era il "socialismo scientifico "), che profetizza un'apocalisse. La seconda è la cultura della paura di disgrazie (inferno, povertà crescente) che inevitabilmente ci attendono se non facciamo nulla. La terza è il senso di colpa: ognuno di noi è responsabile. La quarta è l'obbligo della penitenza: se vi battete il petto, se accettate cambiamenti rivoluzionari, se ci obbedite, allora avrete una speranza di redenzione. Tutto questo, sistematizzato, pesa più della ragione.

Alla cieca - Comprendiamo meglio come e perché tante persone intelligenti, oneste e informate depongono la ragione, ed entrano di buon passo nella cappella per cantare il comune inno ecologista. Abbiamo visto lo stesso fenomeno con tutte le altre ideologie. Nel 1930, il popolo tedesco, che era tra i più istruiti del pianeta, fu affascinato da un burattino, palesemente assurdo, Hitler. Dopo la guerra, la maggior parte degli intellettuali francesi (soprattutto filosofi e storici) ingoiò avidamente il rospo comunista, a cominciare da Sartre per il quale il marxismo era "l'orizzonte filosofico insuperabile del nostro tempo". La scienza stessa non protegge da tali eccessi. Hitler trovò facilmente un centinaio di grandi scienziati tedeschi per diffamare la scienza di Einstein (il quale rispose: "Perché cento? Ne basterebbe uno, con un’argomentazione solida"). Nell'URSS, dopo la guerra, Mičurin e Lysenko svilupparono idee assurde sulla genetica, ma che piacevano a Stalin; queste idee furono ardentemente difese in Francia da molti biologi comunisti, come Charles Mathon, direttore della ricerca al CNRS, che creò l'Associazione francese degli amici di Mičurin, con il sostegno del direttore del CNRS, Georges Teissier. In alcuni casi, la rinuncia al buon senso era motivata dall'opportunismo, ma in molti altri casi si spiega con la forza torrenziale di un'ideologia che agisce come una droga e travolge la coscienza. "L'ideologia", diceva Jean-François Revel, "è ciò che pensa per te".

Per concludere, passiamo a “La ricerca del tempo perduto”. L'odio per la CO2 ricorda l’amore folle del sofisticato Swann per Odette, una donna di facili costumi, che finirà per sposare e che lo tradirà. Alla fine della sua vita, in un momento di lucidità, Swann "grida a sé stesso": "Pensare che ho sprecato anni della mia vita, che volevo morire, che ho rinunciato al mio più grande amore, per una donna che non mi piaceva, che non era il mio tipo".

Rémy_Prud'hommeRémy Prud'homme, classe 1936, è professore emerito di università ed ex vicedirettore per l'Ambiente presso l'OCSE.

Scelto e tradotto da Alceste de Ambris per ComeDonChisciotte

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Commenti (57)

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Mostra commenti 57 caricati
    1. logos 14 ottobre 2023

      Lei signor Vincenzo è un uomo per bene. Lo si evince chiaramente dalla pacatezza con il quale porta avanti le sue argomentazioni. La sua posizione è in linea generale maggioritaria. Non in questa sede, motivo per il quale colleziona i vari pollice verso. Lei scrive e segue questo spazio. Dunque è chiaro che, almeno che non sia un influenzatore propagandistico a gettone (cosa su cui non scommetterei troppo, seppur non è impossibile), si sente stimolato dalle argomentazioni generalmente portate avanti su questo canale. Altresì è chiaro che lei è realmente e profondamente convinto della validità delle posizioni che esprime. La grande maggioranza delle persone quí presenti, qualunque sia la loro corrente di pensiero (non tutti la hanno, il che è un grande valore aggiunto) , che lei ritiene valide o non frequenterebbe questo spazio, (salvo essere un propagandista come ipotizzato sopra) indifferente dal proprio status personale, posizione politica o apolitica, religiosa o atea, sono quasi tutte concordi sul fatto che ciò che lei professa con tanta passione sia un inganno creato in provetta. Quando mi capita leggo i suoi interventi, poiché, data la sua educazione ha più che meritato il diritto di esprimersi liberamente e merita di essere ascoltato. Tuttavia la invito, se ha stima dei suoi lettori e ne rispetta le proprietà intellettuali, di dare spazio ed una possibilità anche alle argomentazioni chi è critico nei confronti delle sue convinzioni (siano esse spontanee -----continua

    2. logos 14 ottobre 2023

      O derivate da condizionamento). Non voglio convincerla. Solo la invito a informarsi anche rispetto alle posizioni divergenti dalla sua, chissà che possa trovarvi delle utili informazioni allo scopo di "integrare ed arricchire" (non per forza modificare) la sua posizione in merito ai cambiamenti climatici e questioni ecologico ambientali in generale. Con rispetto la saluto, continuerò a leggere i suoi interventi e le auguro un buon fine settimana. l.

    1. Arthur 13 ottobre 2023

      Caro Vince,
      c'è qualcosa che posso fare per staccarti dalle tue certezze?
      Ma non ti sfiora il pensiero che sul clima ti possano aver ingannato?
      Attento, io non parlo dell'inquinamento, ma del clima e della CO2.

    1. Bertozzi 13 ottobre 2023

      Pentiti che hai molto peccato, e pentitevi tutti massa di peccatori!

    2. logos 13 ottobre 2023

      Hai ragione. Il mondo è cambiato davvero. Siamo passati da rotture di palle tipo: non uccidere, non rubare, non commettere adulterio, non desiderare ciò che appartiene ad altri ecc. A: non inquinare, non chiamare un uomo dal sesso mutilato uomo, non sbagliare un pronome, non esprimerti liberamente (neanche nel rispetto della pluralità di opinione e senza essere in alcun modo offensivo), non constatare la diversità (nonostante il nulla togliergli), non essere cittadino di una nazione, non avere culto al di fuori del sacro fluido. In altre parole, non avrai altro dio (non Dio) all'infuori di me. Solo che questo nuovo dio, a differenza dell'Altro non concede ne scelta ne libero arbitrio. Non ti giudica alla fine del tuo percorso. Ti orienta forzatamente in uno di sua scelta. Pena l'esclusione sociale da cui oggi più che mai nella storia (data la natura del sistema) dipende la tua sopravvivenza. Ma hey, egli è inclusivo. Faranno tutti bene a ricordare che l'Altro, per molti l'Unico invece NON lo è. Oltretutto chi è in reale buona fede non temerà MAI giudizio alcuno. Per motivi ovvi. l. Ps: forse, conti alla mano, era meglio la vecchia via. Pps: prima di rispondere di getto devi essere messo al corrente di un fatto. Io non sono Cresimato. Ne sono un Cristiano Cattolico praticante. Sono solo "realmente" rispettoso. Amo la cultura (tutta), rispetto la diversità ed il pluralismo di opinione. E NO, NON sono inclusivo per niente.

    3. Bertozzi 13 ottobre 2023

      E invece da cresimato di getto rispondo: fantastici i tuoi nuovi comandamenti, su tutti "non sbagliare pronome"!

    4. logos 13 ottobre 2023

      Ho un amico in Inghilterra che ha rischiato il penale... Roba da pazzi bertoz. Siamo veramente alla frutta (per altro ogm e piena di pesticidi). l. Ps: prossima volta invece di scrivere un "buona la prima" ci perdo 5 minuti e ti faccio sorridere davvero.

    5. CptHook 14 ottobre 2023

      E aggiungi anche: a dare del cialtrone a chi esprime educatamente idee dalle quali dissenti...

    6. BrunoWald 14 ottobre 2023

      Ossia, siamo passati da quella che si ritiene essere la legge naturale, a un'insieme di norme artificiali e arbitrarie dalla palese funzione dissolvente, e che infatti sono concepibili solo in periodi di estrema decadenza come l'attuale.

      E poiché ogni diritto viene sempre imposto, insieme alla filosofia soggiacente, da una minoranza attiva a una maggioranza passiva, possiamo farci un'idea molto chiara di quelle che sono le intenzioni dell'elite al potere.

      Non condivido molto il giudizio positivo sull'altro dio, e sul libero arbitrio che ci avrebbe concesso (l'idea di fondo è sempre la stessa: schiavi a cui è proibito ogni criterio autonomo), e considero una catastrofe culturale il trionfo del monoteismo mediorientale sull'Europa, ma bisogna riconoscere che esso non impedì la fioritura di una grande civiltà, di cui invece gli sviluppi attuali rappresentano la decomposizione.

    7. logos 15 ottobre 2023

      CIT:"Non condivido molto il giudizio positivo sull’altro dio, e sul libero arbitrio che ci avrebbe concesso (l’idea di fondo è sempre la stessa: schiavi a cui è proibito ogni criterio autonomo), e considero una catastrofe culturale il trionfo del monoteismo mediorientale sull’Europa" - La mia parte razionale (dato il modo e "mondo" in cui tutti noi viviamo) combatte tutt'ora contro la mia volontà. Scorgo i riflettori abbaglianti senza esserne totalmente illuminato. Molti hanno chiamato la religione (in generale) l'oppio dei popoli. Altri hanno scritto canzoni con riferimento a Dio che recitano frasi del tipo "chi per noi lo ha creato ci COSTRINGE a sognare un giardino incantato". Eppure, personalmente, non ho mai subito costrizione alcuna. Ne è testimone il fatto che ho vissuto il mio percorso in maniera totalmente personale. Oggi ci stanno forzando in maniera estremamente determinata ad abbandonare il nostro "sentire". Una sensibilità che non sono in grado di spiegare. Questa sensibilità non è solo "sintonizzata" sulla fede. Anche se è la parte di noi che per motivi ovvi, reagisce maggiormente ad essa. È anche ciò che tiene accesa la nostra umanità. La capacità di cogliere, attorno a noi, la bellezza, la grazia, la grandezza del tutto. Ognuno secondo la propria "SPECIFICA" sensibilità. Gesù Cristo è un maestro. Per molti incarnazione del Divino in terra, per altri grande uomo. Per certo chiunque abbia mai sentito pronunciare la sua parola senza estremo pregiudizio---continua

    8. logos 15 ottobre 2023

      Estremo pregiudizio ed inimicizia innata non può che rimanerne colpito ad un livello talmente profondo da rimanere segnato per sempre. Qualunque siano state in principio e probabilmente rimangano in seguito le sue idee precedenti. Hai mai letto di Gesù? Hai mai provato a vedere il mondo "attraverso i Suoi occhi?". I miei "ps" sulla risposta a bertoz erano solo per fargli comprendere che a parlare non è un "venditore di Bibbie." Io non ho mai pregato un Rosario in vita mia. E non frequento l'immagine residua di ciò che era in principio la Chiesa di Gesù Cristo. Ma mi sono innamorato della sua visione delle cose. Che ho fatto mia. Se anche fosse un inganno perpetrato ai danni dell'umanità, riesci, per il male, ad immaginare sconfitta più grande di aver creato, nel tentativo di controllare gli uomini, il mostro che gli schiaccerà il capo? Quí sorrido e chiudo. Se lo desideri riprenderemo l'argomento in futuro. Mi sono dilungato anche troppo e ti chiedo scusa. l. Ps: ad oggi il "vero Cristianesimo" (diffidate dalle imitazioni) è l'unica Reale forza che si contrappone a babilonia. Un equilibrato ordine di Spirituali inamovibile. Al buio per trovare il "PROPRIO" percorso senza rischiare di perdersi in quello "predeterminato" consiglio di seguire la fiammella della candela tenuta in mano dal Bambino di Betlemme. Se non altro è un buon punto di partenza. Una volta che si "vede" ognuno è realmente "libero" di compiere con consapevolezza le "proprie" scelte.

    9. BrunoWald 16 ottobre 2023

      Che la ragione combatta contro l'istinto, e quindi contro la volontà, è un problema diffuso, e ne sappiamo tutti qualcosa.

      Il mio commento non si riferiva alla figura di Cristo, di cui non mi sono innamorato ma che rispetto. Ho altri punti di riferimento, ma so bene che il suo messaggio ispira delle ottime persone.

      Mi riferivo al monoteismo mediorientale di matrice giudaica, e in particolare alla Chiesa cattolica che con la figura di Cristo, a mio parere, non ha nulla da spartire. La sua storia ne è dimostrazione eloquente.
      Per dire, Cristo non avrebbe linciato Ipazia, né avrebbe acceso i roghi, né riscosso il denaro delle indulgenze, e nemmeno avrebbe tenuto bordone a Draghi, con "vaccinarsi è un atto d'amore".

      Ma, al di là dei crimini della Chiesa, è proprio il dio biblico (anche nella sua versione islamica) e il tipo di religione costruita attorno ad esso, a partire dal libro della Genesi, ad essere nemico della libertà e della coscienza, e responsabile di immani sofferenze umane a causa del suo oscurantismo e dogmatica arroganza.

      A mio personalissimo parere, la rovina del cristianesimo iniziò allorché fu deciso di innestarlo sull'Antico Testamento, che costituisce la sua negazione.

    10. logos 16 ottobre 2023

      Ti ripropongo un pezzo del mio testo: "a parlare non è un “venditore di Bibbie.” Io non ho mai pregato un Rosario in vita mia. E non frequento l’immagine residua di ciò che era in principio (inteso in VERO principio) la Chiesa di Gesù Cristo. Ma mi sono innamorato della sua visione delle cose. Che ho fatto mia. Se anche fosse (attenzione al seguito) un inganno perpetrato ai danni dell’umanità, riesci, per il male, ad immaginare sconfitta più grande di aver creato, nel tentativo di controllare gli uomini, il mostro che gli schiaccerà il capo?" - e aggiungo sempre dal testo: "ad oggi il “vero Cristianesimo” (diffidate dalle imitazioni) è l’unica Reale forza che si contrappone a babilonia" - Non solo rispetto la tua opinione. Mi trovo perfino a condividerne una buona parte. La chiesa, come (ad esempio) il nazionalsocialismo, sono in primis contenitori di idee rappresentate da uomini, in quanto tali fallibili, che in più di un occasione sono andati fuori percorso stabilito, nel caso del nazionalsocialismo, PREstabilito nel caso della Chiesa Cattolica. Mi si perdoni l'esempio estremo e non perfettamente calzante essendo la prima una istituzione religiosa ed il secondo un movimento politico ideologico, ma volevo essere chiaro. Ciò ha portato in tutte le due correnti (potrebbero farsi ulteriori numerosissimi esempi) a commettere atrocità inenarrabili. La chiesa ha solo una storia più lunga (migliaia di anni contro una 90ina dal principio ad oggi). Riguardo invece -----continua

    11. logos 16 ottobre 2023

      L'innesto dell'antico testamento, ciò è un fatto postumo a Gesù Cristo. Come, riprendendo lo stesso esempio di prima, postumo è il chiamare "nazismo" il nazionalsocialismo. In ciò che viene raccontato, bisogna sempre ricordare il "compromesso storico". La verità non sta MAI nel mezzo. È sempre sbilanciata. Checché ne spergiuri la cultura popolare. La narrazione invece cerca equilibrio. Soprattutto quando a raccontarla è pinocchio. Chissà, magari un giorno diverrà un bambino vero. Se potessi chiedere qualcosa al Signore, probabilmente chiederei questo. Chiederei: Signore, donaci la verità, affinché noi uomini possiamo fruirne come base per ogni nostro futuro pensiero. Molti sosterrebbero a questo punto che Egli, se donasse risposta, sarebbe nei termini di: l'Ho già fatto a spese di Mio Figlio. Ps: anche fosse una favoletta per bambini, ricorda a cosa servono le favole. I bambini SANNO GIÀ che i draghi esistono. Le favole gli insegnano che si possono sconfiggere. l. Ps: grazie per la tua attenzione Bruno, leggerò con attenzione e curiosità la tua replica se presente.

    12. BrunoWald 16 ottobre 2023

      In effetti, anche il nazionalsocialismo e il comunismo furono fenomeni di tipo religioso, vista la centralità che in essi avevano la fede nell'Idea, l'obbedienza e il sacrificio personale. Anch'essi ebbero i loro martiri, i loro profeti e i loro "libri sacri". Non senza ragione, alcuni sostengono che il nazionalsocialismo fosse un risveglio del paganesimo associato alla tecnica, altri vedono nel marxismo la versione materialistica della teologia cristiana.

      Benché esista un nesso evidente tra queste fedi e le istituzioni che le incarnarono (Chiesa, PNF, NSDAP e PC), le prime e le seconde non sono del tutto sovrapponibili, e infatti non amo il diffuso costume di giudicare gli altri in base all'idea o la religione cui aderiscono: dobbiamo rispondere delle nostre azioni, non di quello che pensiamo.

      Il nazionalsocialismo costituì la risposta radicale a una situazione di crisi estrema della Germania, e di decadenza dell'intero occidente. Considerando il contesto, ossia l'epoca tragica in cui operò, lo valuto per molti aspetti in modo positivo. Ma non mi nascondo certo che qualunque totalitarismo massifica e disumanizza, soffocando la libertà di coscienza che è il nostro bene più prezioso.

      (Segue)

    13. BrunoWald 16 ottobre 2023

      In alcuni casi questo può essere un male necessario, ma il prezzo da pagare è comunque esorbitante.

      Lo stesso discorso vale per i monoteismi (non mi riferisco qui alla figura di Cristo, che come ho detto ritengo del tutto autonoma), che hanno sempre agito in una sola direzione: impedire l'evoluzione coscienziale dell'umanità.
      Tanto il cristianesimo come l'islam hanno avuto aspetti positivi e prodotto anche dei tesori di grande valore, basti pensare all'architettura sacra, ma il prezzo pagato in termini di soffocante oscurantismo, dogmatismo e fanatismo semitico è stato semplicemente intollerabile. Per quanto mi riguarda, la feroce e sistematica distruzione delle radici pagane della cultura e della spiritualità europea è stato un abominio imperdonabile.

      Detto ciò, ribadisco il mio rispetto per le convinzioni e il percorso spirituale di qualunque persona sincera.

    14. logos 16 ottobre 2023

      Cit: "la feroce e sistematica distruzione delle radici pagane della cultura e della spiritualità europea è stato un abominio imperdonabile." Concordo e sottoscrivo. Anche nei casi più estremi in cui talune celebrazioni e pratiche ad oggi sarebbero considerate crimini contro l'umanità (ben peggiori delle crociate). Vedi druidismo, culti celtici, tradizioni norrene, per non parlare dei culti delle regioni del continente oggi americano o australiano. L'obiettivo doveva essere far conoscere l'Alternativa, non fare tabula rasa dei culti locali. Alcuni uomini, hanno ben pensato di imporre Il Credo. Convinti (chi in buona fede) che ciò giovasse alle popolazioni locali, o per integrarli per fini di dominio (chi in cattiva fede). Il tutto in barba al libero arbitrio che nemmeno Dio stesso si è mai permesso di negare agli uomini (e in ottica di fede avrebbe ampiamente potuto). Dunque sempre l'uomo è il problema tra base teorica ed applicazione pratica di qualunque corrente di pensiero. Indifferentemente dalla natura della stessa. In mia umile opinione. l. Ps: conversare con te è per me sempre fonte di crescita.

    15. BrunoWald 17 ottobre 2023

      Ti ringrazio. Anche per me è sempre un piacere dialogare con persone come te.

    1. nicolass 13 ottobre 2023

      il solito cialtrone con commento cialtronesco al seguito.. un seguace della Gretina della prima ora

    2. Primadellesabbie 13 ottobre 2023

      I Rockefeller, che si sono arricchiti grazie al petrolio, si sono notoriamente liberati diversi anni or sono dei loro investimenti in quel campo:
      non sarà vero proprio il contrario di quanto affermi?

    3. Primadellesabbie 13 ottobre 2023

      Stai seguendo ostinatamente una falsa pista.

      Gli influssi cosmici che provocano il riscaldamento o il raffreddamento del Pianeta influenzano anche il comportamento degli uomini, non l'inverso.

    4. CptHook 14 ottobre 2023

      > il solito ecc.ecc.

      Personalmente l'avrei vista piuttosto come
      "non condivido quello che dici, ma hai tanto diritto ad esprimerlo quanto io a dissentire"
      ma, tant'è, cosa vuoi che siano al giorno d'oggi democrazia ed educato rispetto/indifferenza verso opinioni altrui che non si condividono?

    5. CptHook 14 ottobre 2023

      Sì, però poi si sono buttati sui vaccini/big pharma, già dai tempi dell'asiatica.., forse era meglio se restavano sul petrolio ...

    6. Primadellesabbie 14 ottobre 2023

      La fonte della loro ricchezza è stato il petrolio, oggi credo che, come pochi altri, abbiano le mani ovunque.

      È altamente significativo che all'alba di questa campagna gretina si siano liberati dalla gallina dalle uova d'oro.

    1. indipendente 13 ottobre 2023

      Dal momento che, quale che sia la causa reale, noi non la contrasteremo, penso che le cose si faranno sempre più interessanti.
      Se il Palcoscenico si consolida nel gigantesco "Sud" da una parte, e l'impestatissimo OccidenteMagno dall'altra che, nonostante guerre e economie "creative", decidesse di proseguire la strada della follia con il Green le mascherine e i lockdown, la schizofrenia mondiale diventerebbe insostenibile. Queste sono politiche di "O tutti o nessuno", dato quanto tutto è interconnesso.
      In caso contrario, sarà un modo sicuro per vedere chi davvero ha la schiena dritta e chi no. Alla peggio, non avrò difficoltà a rinunciare alla mia attuale certezza circa il ruolo epocale svolto da Putin.

    1. Primadellesabbie 13 ottobre 2023

      I "dati dimostrano che...".

      I dati stanno sommergendo tutto, c'è abbondanza di dati pro e di dati contro qualsiasi cosa.

      I dati si possono combinare, incrociare, interpretare, immaginare, estrarre, ignorare, falsificare.

      C'è chi (Harari) sostiene che stiamo costruendo la prossima e definitiva religione: il 'Datismo', che ci renderà inutili perché le macchine sono in grado di raccogliere e analizzare i dati istantaneamente e meglio di noi, senza emozioni o finalità recondite.

    1. Jimbo 13 ottobre 2023

      In questo caso come per quasi tutti gli argomenti piú rilevanti c'é un problema "grande come una casa": l'assenza totale di una discussione tra le due parti.
      Come sul coso29, i vazzini, la Russia, Gaza, il greeeeen, il capitalismo neoliberista.
      Anche sul "cambiamento climatico".
      Da una parte la propaganda H24 e dall'altra gli oppositori che se non altro qualche volta tentano il confronto ma senza risultati.
      Non c'é dialogo.
      E senza dialogo, senza confronto, non si possono fare passi avanti.

    2. IlContadino 13 ottobre 2023

      Mi ha colpito questo tuo commento.
      Credo tu abbia ragione.
      L'assenza di dialogo è destabilizzante, azzera qualsiasi prospettiva di miglioramento.
      Credo che sul dialogo, sul confronto si sia messa la pietra tombale nel biennio coso19.
      Questo ciò che avverto anche nel piccolo, nel confronto giornaliero, tra la gente che incontri per la via.
      Le assurdità proposte sono troppo "fuori dal mondo", davvero difficile confrontarsi su di esse.
      Sembra quasi che ci abbiano preso per dei completi creduloni, incapaci di avere una propria idea della realtà, per questo ci propongono cotante assurdità.
      Purtroppo, ahinoi, pare anche che non abbiano tutti i torti.

    3. maghi 13 ottobre 2023

      ci lasciano libertà di parola e opinione, tanto poi fanno quello che vogliono. Ci illudono con questa libertà, così ci fanno stare più tranquilli e succubi ai loro progetti.

    4. Bertozzi 13 ottobre 2023

      Eh ma perchè per i più ormai il mainstream è religione, e la religione è fatta di dogmi, a cui -per definizione - non puoi opporre ragionamento. Solo che una volta i dogmi erano due o tre, adesso ogni giorno ce n'è uno e viene assimilato rapidissimamente. Reagiscono anche più veloci dei cani di Pavlov e non indietreggiano davanti a nessuna prova nessun affetto nessun pensiero, e sono altresì pronti però a cambiare completamente idea non appena sentono un nuovo comando della 'voce del padrone'. E questo non può che presagire una futura schizofrenia galoppante diffusa.

    5. Jimbo 13 ottobre 2023

      Tendo a suddividere gli italiani in tre tipologie.
      Gli Entusiasti, sono fanatici, fondamentalisti, non faccio esempi tanto é chiaro chi sono. Sono un buon 20%, la maggior parte elettori PD, gli ZTL anche se vivono Cassano d'Adda.
      Sono pericolosissimi.
      La seconda categoria sono gli Indifferenti, li chiamo spesso menefreghisti. In un'altra vita faró il regista e li racconteró in metá della mia filmografiahah
      Sono quelli che mentre accenni a qualsiasi cosa che sia politica sviano, ti fanno capire che non gli interessa, ti interrompono raccontandoti del viaggio in Galles o della bolletta aumentata del 7,34%.
      Sono la netta maggioranza, un enormitá. Non sono gli Equidistanti, i centristi che cercano di fare una media. No questi prendono al massimo un'informazione, chessó una notizia di 54 secondi e sono a posto.
      Poi c'é la terza categoria, quella nella quale sto dentro.
      Ultimamente contraria a tutto, dal capitalismo a Gaza passando per gli angloUSA, Donbass, NATO, Mattarella, vazzini.
      I Perdenti.
      Sotto sotto un pó americani dentro e anche un pó capitalisti.
      E questo ci frega.

    6. Arthur 13 ottobre 2023

      Ti sbagli sui perdenti.
      I perdenti sono gli altri perché sono schiavi dentro e non fanno nulla per emanciparsi.
      E alcuni di loro sono anche utili idioti orgogliosi di essere schiavi.
      E non si tratta di un fatto che riguarda solo il mondo contemporaneo.
      È sempre stato così.
      Molti credono che in passato fosse peggio, io invece credo di no.

    7. Arthur 13 ottobre 2023

      In passato il contadino servo della gleba era cosciente di non essere libero e sapeva di essere servo, ignorante, sfruttato.
      Sapere queste cose gli dava dignità.
      Viveva con dignità, anche senza saperlo.

      Oggi le persone credono di essere libere, soprattutto negli ultimi decenni, perché vivono in una società dove tutto è permesso e pressoché tutto è diventato lecito, in primis soddisfare i propri impulsi sessuali ed in generale il piacere.
      La libertà sessuale induce le persone a sentirsi libere.
      E poi si può viaggiare, comprarsi casa, automobili, vestiti e tanta altra roba.
      Si sentono liberi, ma in realtà sono ancora servi.
      Questa è la fregatura numero 1.

      Oggi quasi tutti credono di essere istruiti, più o meno, d'altronde sanno leggere e scrivere, possiedono un diploma o una laurea, conoscono un po' l'inglese, e poi ci sono la scienzah e la medicina che hanno fatto progressi enormi.
      Si fidano.
      Si sentono istruiti e al sicuro, ma sono ignoranti e insicuri.
      Questa è la fregatura numero 2.

      L'uomo moderno è, nella stragrande maggioranza dei casi, un servo sciocco, ignorante e ingannato.
      E non sa di essere tale, colpevolmente.
      E non conosce la vera dignità.

      Allora, chi sono i perdenti?

    8. Arthur 13 ottobre 2023

      Un uomo vive con dignità quando è cosciente dei propri difetti o limiti e, se subisce ingiustizie, quando sa di subirle.

      L'uomo non vive dignitosamente quando non è cosciente di quello che è, quando non è cosciente delle sopraffazioni e degli inganni che subisce, soprattutto se colpevolmente.
      Questo significa essere perdente.

    9. Jimbo 14 ottobre 2023

      Non so, puó darsi che mi sbagli ma il "perdente" é colui che perde sempre o quasi.
      Non é un termine dispregiativo.
      Si puó essere persone dignitose, brave, coscienziose, intelligenti (ma poi cos'é l'intelligenza?) e anche VINCENTI in tanti ambiti MA perdenti in questo ambito.
      Se partecipo a vari tornei di tennis e perdo sempre ai primi turni non sono un brocco se i miei avversari sono molto forti.
      Noto che in tutti gli argomenti politici degli ultimi anni questo gruppo sta dalla parte degli sconfitti.
      Arranca, subisce e perde.
      Non intendo perdenti su tutto ma solo in questo ambito: quello politico.
      Per il resto condivido quello che hai scritto.

    1. Arthur 13 ottobre 2023

      Dietro l'ideologia green c'è un disegno politico ben preciso: un globalismo neo-marxista distopico, che mira a distruggere le nazioni economicamente e culturalmente.
      Un disegno da realizzare con l'appoggio della finanza parassitaria e usuraia.
      E si sa chi c'è dietro: gli stessi della Rivoluzione bolscevica del 1917, i quali oggi vorrebbero ripetere il colpaccio, ma su scala planetaria.

      La lotta per il clima ha sostituito la lotta di classe, ma sono sempre gli stessi.
      I movimenti woke, lgbtq, smart, digitalizzazione assoluta, transumanesimo, religione della scienzah, tutta roba funzionale al progetto.
      E ora molte persone lo stanno iniziando a capire grazie al comportamento della Sinistra.
      La base elettorale della Sinistra è allineata al 95% al progetto infernale, quindi ora tutti stanno capendo.
      È chiaro oltre ogni dubbio.
      Il Capitalismo, il Mercato, il Liberalismo, il clima, la CO2, l'inquinamento, non c'entrano nulla.
      La risoluzione sarà spontanea e naturale, come quando un malato alla fine sfebbra e si libera di virus, batteri e tossine.

    1. Jimbo 13 ottobre 2023

      Non é la follia della crisi climatica a trascinare all'inferno l'economia ma é il sistema economico ormai zombi che deve essere trascinato all'inferno e si avvale della follia.
      Prud'homme lo suggerisce nelle ultime righe.
      In sostanza lo scrive - all'inizio - anche Clauser.
      La politica economica in salsa verde é suicida perché deve suicidare, non perché Loro sono imbranati.

    1. Kajros 13 ottobre 2023

      Una delle tante mode usa : grande fratelo , netflix , il web , essere lgtbq-qwerty etc etc

    1. IlContadino 13 ottobre 2023

      Il meteo di oggi dice "velature sparse", ci azzecca, guardo in su e in effetti ciò che vedo sono velature sparse, forse più "estese" che sparse.
      Stamattina di buon ora il cielo era più limpido, grigliato che pareva una scacchiera (ma quanti aerei girano all'alba!), quella griglia ora si è estesa, ed ecco le velature estese.
      Per me quelli del meteo controllano l'orario dei voli per organizzare le previsioni.

    2. maghi 13 ottobre 2023

      non sono voli di linea, di cui si può sapere gli orari. Qui nell'alta Toscana le scie chimiche mancano da diversi giorni, perchè ci sono le foschie naturali, che si dissolvono solo nel pomeriggio. Quindi non ha senso sciupare prodotti fumogeni per poche ore di sole. In un certo senso mi ritengo fortunato di non avere quelle sciacce sopra il capo, a loro preferisco di gran lunga la nebbia naturale. Questo fatto avvalora la mia tesi, che vengono sparse per ombreggiare e ridurre il riscaldamento della terra. Poi se vogliono impestarci con altra robaccia, che possiamo farci?

    1. LuxIgnis 13 ottobre 2023

      Chissà perché nessuno ma proprio nessuno trai i sostenitori del riscaldamento globale e i suoi avversari parlano mai del vero grande nemico che abbiamo in casa: l'inquinamento.
      Che è un problema correlato al tema ma per niente marginale. In fondo qualche grado in più o un po' di anidride carbonica in più alla terra sicuramente non fa male. Potrebbe creare problemi alla nostra civiltà per come l'abbiamo strutturata ma con qualche piccolo aggiustamento potrebbe ovviarsi facilmente. Ma l'inquinamento plurimo di centinaia se non migliaia di sostanze prodotte dalla rivoluzione industriale in poi, quello sì che crea problemi. E non piccoli.
      Ma non glie ne frega niente a nessuno o quasi.

      Concordo con il discorso sull'ideologia ma bisogna stare attenti che non si sia essi stessi preda di essa. E il paragono che fa con il Don Chisciotte è errato. Don Chisciotte non è il pazzo ideologico. Non c'è ideologia nelle sue azioni.

    2. maghi 13 ottobre 2023

      qui da me ora vogliono l'accatastamento dei camini e stufe a pellet e legna. Dicono per tenere sotto controllo le polveri PM10. Come se quelle prodotte nel 3° mondo non arrivassero qui senza problemi. La follia non è sul clima, che cambia seguendo la termodinamica, quindi è un fatto normalissimo, anche se per i più è follia, come in fondo sono tutte le conoscenze che uno non ha, da quelle fisiche a quelle spirituali, ma di sicuro dietro c'è qualche losco interesse. Colla fine del 110% sento piangere come disperati le categorie edili, geometri, architetti, ingegneri e allora, dopo aver dissanguato il debito pubblico, passiamo a dissanguare le tasche di chi ha un camino o un a stufa a biomasse. In un certo senso un pò di miseria nera in stile agenda 2030, annichilirebbe un bel pò di intrallazzoni pieni di boria e protervia.

    3. emilyever 13 ottobre 2023

      Dove abiti maghi? per curiosità, lo chiedo per un'amica che riscalda la propria casa a pellet

    4. maghi 13 ottobre 2023

      Nell'alta Toscana, ma la tua amica non si dovrebbe preoccupare nemmeno abitasse qui, perchè se uno non ha altri tipi di riscaldamento non deve accatastare nulla. Anche lo scorso inverno vietarono di accendere i camini, ma solo se uno non ha altri modi per riscaldarsi.

    5. Bertozzi 13 ottobre 2023

      Ma è perchè loro possano continuare a inquinare che noi non possiamo campare. Non ne parlano apposta. A me sembra solo un modo di suscitare colpe inconsce, devono raschiare il fondo del barile (nostro) per alzare di un niente il loro livello, trasferiscono la colpa (loro e del loro inquinamento dissoluto) sul popolo e quello beota se la prende, prima lo facevano attraverso le religioni, vai in chiesa e il prete ti dirà cosa fare nella vita, che equivale a "perchè ti devi sentire in colpa", oggi che invece ste robe son passate di moda te lo dice la tv e lo smartphone "per cosa ti devi sentire in colpa" e visto che la maggior parte degli zombi là fuori ha 'davvero' dei motivi per sentirsi in colpa... ci si sente davvero! Solo che per i motivi sbagliati!, per cui fa solo un sacco di danni. Visto che la "gente normale" con l'inquinamento non centra alcunchè. Ma ha ben altre profonde questioni su cui dovrebbe ragionare. Per cui non sa bene perchè, ma accusa, e ci va dietro, accetta il cilicio mediatico, e fa quel che gli dicono, chiedendo pure scusa.
      E loro ridono.

    6. BrunoWald 13 ottobre 2023

      Sintesi perfetta.

      È dalla storia della mela di Adamo ed Eva che campano su questa tecnica spregevole ma efficace, alimentando i sensi di colpa dei poveracci, sinonimo di perdenti, mentre invece loro, i "vincenti", non si sentirebbero in colpa nemmeno se squartassero la propria madre.

      Una volta, alti prelati ricoperti d'oro, grassi come porci, predicavano povertà e astinenza ai morti di fame; oggi, milardari con mega-ville e flotte di jet privati predicano esattamente lo stesso ai fortunati possessori di un'utilitaria.
      E come dicevi, continuano a ridere.

    7. Arthur 13 ottobre 2023

      La sostituzione della religione con altri contenitori va avanti da 200 anni.
      Tutto fa brodo per far sentire in colpa i fessi.

    8. Primadellesabbie 14 ottobre 2023

      Cancellato

    9. emilyever 14 ottobre 2023

      In realtà avrebbe anche i termosifoni , e abita in Liguria. Grazie della pronta risposta

    10. LuxIgnis 14 ottobre 2023

      Vero, ma io non mi riferivo solo a quel tipo di inquinamento che è il più visibile. Io mi riferivo soprattutto a cose come il piombo tetraetile versato nell'atmosfera col beneplacito della scienzah, l'amianto sempre con il beneplacito, le micro plastiche, i vari composti chimici che si trovano ormai in tutti i fiumi e nelle acque potabili, additivi alimentari vari e additivi per i prodotti per l'igiene, e la lista è lunga. Aggiungiamo anche gli antibiotici usati in massa.
      Di questo non se ne parla quasi mai. Come del resto almeno ufficialmente non si parla degli aerei delle navi cargo e schifezze militari varie.
      Si parla del riscaldamento globale che anche se fosse vero sarebbe un problema minimo rispetto a questi altri.

    11. Primadellesabbie 14 ottobre 2023

      Cancellato

    12. LuxIgnis 14 ottobre 2023

      ??????

    13. Primadellesabbie 14 ottobre 2023

      Cancellato

    14. Fantine 14 ottobre 2023

      Egitto, credo che ci sia stato un corto nella comunicazione.
      Lux non ha espresso ciò che scrivi, se non sono io a errare nella percezione del suo scritto.

    15. LuxIgnis 14 ottobre 2023

      È inutile discutere con te ci rinuncio.
      Che rispondi a fare ai miei messaggi?
      Me lo chiedo.
      Se non specifico intendo tutto non solo quello che dici tu.

      Ma l’inquinamento plurimo di centinaia se non migliaia di sostanze prodotte dalla rivoluzione industriale in poi, quello sì che crea problemi. E non piccoli.

      Poi specifico


      Vero, ma io non mi riferivo solo a quel tipo di inquinamento che è il più visibile.

      fammi un favore non intervenire nei miei commenti. Come io non intervengo più nei tuoi da tempo.
      Non ho tempo da perdere.

    16. LuxIgnis 14 ottobre 2023

      Grazie per l'intervento.
      Glie l'ho spiegato sotto ma penso sia inutile.

    1. mago 13 ottobre 2023

      Un livello di idiozia senza precedenti non vedo gente manifestare da anni contro i rincari salari da schifo pensioni da fame se non qualche irriducibile sessantottino che manifesterebbe anche contro la tombola della parrocchia,sono talmente idioti eterodiretti che le tasse che introdurranno per salvare il pianeta le pagheranno principalmente loro magari dopo essere tornati da un week end a Parigi una serata a Ibiza
      rigorosamente in low cost intanto che si mettono negli arsenali armi che potrebbero annichilire il mondo in 5 minuti ma questo per loro è un tema complesso.

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