LA FLORIDA E' ISOLATA DAL MONDO: UN ATTACCO E' IMMINENTE?

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI PAOLA PISI

Uruknet

Non è vero, naturalmente, ma questa sarebbe la logica conclusione se si seguisse il – si fa per dire – ragionamento dei cretini che da due giorni stanno diffondendo la falsa notizia che le tutte connessioni internet dell’Iran sono scollegate, in vista - non è neppure il caso di dirlo - dell’imminente inevitabile sicuro sicurissimo attacco contro la Persia, su cui ci ammorbano quotidianamente da circa quattro anni e del cui inizio ci hanno fornito almeno 500 date, per fortuna tutte sbagliate.


Come hanno scoperto che l’Iran è isolato da internet? E caspita, lo dice il sito InternetTraffic.com, che monitora il traffico internet nel mondo, come si può dubitare? In realtà bastava dare un’occhiata al FAQ del medesimo sito per scoprire che NON viene affatto monitorato il traffico delle varie nazione, ma solo la connessione di un router per ogni stato (quello iraniano appartiene a un’università locale). Se si fosse fatto poi lo sforzo ulteriore di controllare il traffico delle altre zone del mondo, si sarebbe scoperto che il router iraniano non era l’unico ad avere un indice "zero" (nessuna connessione o connessione molto lenta). Ce ne sono altri, fra cui, appunto, e da giorni, la Florida:
Ecco qua le tabelle:

http://www.internettrafficreport.com/namerica.htm




View Graphs or Click a Router below for more detail.




Router
Location
Current Index
Response Time (ms)
Packet Loss (%)
gw-phx010.adpak.com
Arizona (Phoenix)
92
72
0
anhm7204.exo.com
California (Anaheim)
98
13
0
mc-gateway.lansmart.com
California (Fresno)
97
28
0
dnsauth1.sys.gtei.net
California (Los Angeles)
98
11
0
gw02.wlfdle.phub.net.cable.rogers.com
Canada (Ontario)
91
84
0
anguhub14.net.ubc.ca
Canada (Vancouver)
94
53
0
104.atm3-0.xr1.van1.alter.net
Canada (Vancouver)
95
40
0
loopback0.gw2.den4.alter.net
Colorado (Denver)
95
46
0
gigE-0.border0.vosn.net
Colorado (Greenwood Village)
94
54
0
router.vortechhosting.com
Florida
0
0
100
router.firstcls.com
Georgia
93
69
0
atl-datacenter-gw2.capitalinternet.com
Georgia (Atlanta)
93
63
0
loopback0.gw9.chi2.alter.net
Illinois (Chicago)
94
56
0
cisco-gnarly.n-connect.net
Iowa
94
59
0
kyle.sdf.xodiax.net
Kentucky
92
71
0
cisco.syssrc.com
Maryland
91
81
0
pos1-0-0-155m.ar1.bos1.gblx.net
Massachusetts (Boston)
93
62
0
rr1.torixt.avantel.net.mx
Mexico (Coahuila)
93
61
0
rr2.gdlmha.avantel.net.mx
Mexico (Guadalajara)
92
76
0
rr1.reyixt.avantel.net.mx
Mexico (Tamaulipas)
94
59
0
border0-e0.oc48-ypsi.hdl.com
Michigan (Ypsilanti)
91
83
0
gw.todays-tech.com
Missouri
91
85
0
wormhole.homeisp.com
Missouri (Kansas City)
94
60
0
pwps-core01.powerpulse.cc
Nevada (Las Vegas)
98
17
0
isp.state.nh.us
New Hampshire
91
89
0
sugaree.arorapc.com
New Jersey
91
80
0
ac-gw.dandy.net
New Jersey (Atlantic City)
90
92
0
sl-gw9-nyc-8-0.sprintlink.net
New York
92
73
0
router.madbbs.com
New York
91
87
0
180.atm6-0.gw7.nyc9.alter.net
New York (NYC)
92
74
0
wookie.core.3z.net
Ohio (Cincinnati)
91
83
0
sl-bb21-pen-15-0.sprintlink.net
Pennsylvania (Philadelphia)
92
76
0
brdr-dmz-uunet.simsware.com
Texas
95
45
0
gw-inet.ktc.com
Texas
96
34
0
core-router.centramedia.net
Texas (Pampa)
92
70
0
www.xmission.com
Utah (Salt Lake City)
97
25
0
sl-gw26-pen-0-0-0.sprintlink.net
Virginia
91
83
0
er01.asbn.eli.net
Virginia (Ashburn)
90
95
0
mae-east.wenet.net
Virginia (Vienna)
93
65
0
core1-sttl.sitespecific.net
Washington (Seattle)
96
37
0
gate.netwrx1.com
Wisconsin
89
108
0
core-1601-bmia-elkwpop-1-3.mia.net
Wisconsin (Elkhorn)
89
109
0









Router: router.vortechhosting.com
(216.157.128.1)

Location
Current Index
Response Time (ms)
Packet Loss (%)
Florida
0
0
100



This graph shows the Traffic Index for the past 24 hours.
This graph is updated nightly.

This graph shows the Response Time for the past 24 hours.
This graph is updated nightly.

This graph shows the Packet Loss for the past 24 hours.
This graph is updated nightly.



Sarebbe stato sufficiente fare due click sullo stesso InternetTraffic.com da cui si era dedotto che la conessione internet dell’Iran era stata totalmente interrotta e almeno questa buffonata ci sarebbe stata risparmiata. E invece no, da due giorni veniamo martellati, sulle due sponde dell’oceano, da questa ennesima bufala, con inevitabili teorie cospirazioniste annesse.




Idiozia, malafede, o un misto di entrambe? Chissenefrega, verrebbe da rispondere, visto che quando la stupidità arriva a questo punto è comunque colpevole. In ogni caso, l’operazione disinformativa è partita da un blog (che non cito per non fargli ulteriore pubblicità ), specializzato in falsi sensazionalistici, non si sa se per scopi occulti o solo per ottenere visite, link e fama (fine pienamente raggiunto). Ma se il terreno della cosiddetta informazione alternativa fosse stato un po’ meno fertile, tutto si sarebbe fermato lì. Invece, centinaia – o probabilmente migliaia – di siti hanno rilanciato la falsa notizia dell’Iran isolato, quando non era stato neppure sfiorato dal gigantesco blackout internet che aveva colpito gran parte del Medio Oriente e dell’Asia, visto che la Repubblica Islamica dell’Iran non utilizza i cavi troncati.








Paesi colpiti dal black-out internet






E infatti tutti i siti iraniani hanno continuato a funzionare perfettamente e a essere regolarmente aggiornati, e ovviamente hanno dato notizia dell’interruzione di internet negli altri paesi del Medio oriente.




Anche controllare se per caso i siti iraniani funzionavano non sarebbe stata un’operazione particolarmente difficile, tanto più che tre quarti dei buffoni che vanno gridando all’Iran isolato e alla guerra imminente solitamente si abbeverano al sito di propaganda persiana Press TV, da cui traggono gran parte delle perle informative che poi spargono per il mondo. Ma proprio questa volta non hanno guardato la loro prediletta Press TV, guarda un po’ che coincidenza.



E quello che sbalordisce, e rattrista, è che a gettarsi sulla falsa notizia dell’isolamento internet dell’Iran non sono stati solo siti noti per pubblicare qualsiasi stupidaggine, purché sfruttabile in senso complottistico, ma anche autori altrimenti seri e documentati (o che credevo tali).



Nessuno stupore se Paul Joseph Watson su Prison Planet o Globalresearch rilanciano la bufala, con cospirazioni annesse, o
se, a casa nostra, Blondet vaneggia che l’Iran è stato isolato perché forse sta per accadere qualcosa che il mondo non deve vedere (il bombardamento sull’Iran, che effedieffe va predicendo da anni con inossidabile certezza, e che ci occulterebbero tagliando i cavi?), ma si rimane allibiti a vedere che perfino una persona seria come Mike Whitney ha ripreso la falsa notizia dell’interruzione dei collegamenti internet persiani – inaugurando davvero nel migliore dei modi la sua collaborazione con il sito di Chossudovsky .




Allora buona fede o stupidità? Tutte e due, direi. La maggior parte di questi signori se ne frega, ma se ne frega proprio, di sapere se una notizia è vera e falsa: l’importante è che sia utile a costruire un bel complotto, meglio ancora se può servire a battere i tamburi della imminente guerra contro l’Iran, il grande tema della (dis-)informazione alternativa degli ultimi anni. E la patacca dell’isolamento internet dell’Iran – occultato per oscuri scopi e per losche trame da tutti media ufficiali (iraniani compresi, ma questo è un dettaglio) – era perfetta per la bisogna. Dunque, perché controllare se per caso era anche vera? Poi, i loro creduli lettori, la ripostano per pura e innata dabbenaggine sui propri blog, senza mettere in discussione neppure per un attimo la veridicità dei loro maestri, tremando terrorizzati per la guerra che sta scoppiare e da quattro anni a lutto preventivo per l’"olocausto nucleare iraniano" (e del tutto indifferenti davanti ai genocidi veri). E alla fine, di sito in sito, milioni di persone nel mondo crederanno fermamente che i mullah iraniani sono stati tagliati fuori dal mondo.



Un’unica nota positiva, in questa indicibile miseria dell’informazione alternativa: il sito russo iraq.war aveva pubblicato – in assoluta buona fede - l’articolo di Prison Planet sull’isolamento internet dell’Iran: quando alcuni lettori, fra cui chi scrive, hanno fatto notare che si trattava di un falso, la bufala di Paul Joseph Watson è stata rimossa e sostituita con il pezzo di CNN sul black-out internet del Medio Oriente. E questo dà fino in fondo la misura del baratro in cui stanno cadendo molti dei siti "alternativi": le loro menzogne devono essere rettificate utilizzando CNN. Una volta, era il contrario.


Paola Pisi

Fonte: http://www.uruknet.info/

Link: http://www.uruknet.info/?p=s8056

04.02.2008

Commenti (23)

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    1. Alexis 4 febbraio 2008

      L'articolo ben fatto e portando un paio di dozzine di prove inconfutabili a suo sostegno smonta una delle più grandi bufale postate su questo sito. Complimenti a Paola Pisi, 10 100 1000 di questi articoli. Fa sempre piacere leggere qualcosa di serio e PROVATO in mezzo a tanti articoli che sparano a zero solo per fare notizia.

    1. reza 4 febbraio 2008

      Gentile Sig.ra Pisi
      Ci ritroviamo a parlare dell'Iran, ma questa volta devo darle ragione, anche se , condividendo l'opinione di Alcenero, non credo che servivano tutte quelle "belle" parole.
      Naturalmente tentare di allontanare ogni ipotesi sull'attacco all'Iran, chiamando "complottisti" tutti quelli che considerano questa possibilità, non le conviene, ma lei non parla per "convenienza" vero !?!
      Dalla notizia sulla interruzione dell'Internet da quelle parti del mondo ho saputo per il commento di un amico sul mio blog, al quale ho risposto ancora prima di verificare che non ho avuto problemi nell'utilizzo del messenger, con cui comunico con amici e parenti in Iran, e non mi risulta che i giornali on-line siano fermi a qualche giorno fa anzi, sono tutti aggiornati, per poi andare ad indagare e trovare sull'American Chronical di oggi queste parole:

      Sembra che il cavo dell'internet del medioriente sia stata interrotta in due occasioni e in due punti:
      Il primo a 8 Km da Alessandria di Egitto e il secondo a 56 Km da Dubai.
      L'interuzione per "incidente", a questo punto, dovrebbe essere l'ultima ipotesi.
      Il cavo appartiene alla società "Reliance Ventures Communications" di cui azioni appartengono per 66% ad una unica persona di nome "Anyl Ambani" di origini indiane, 5o enne che con 45 miliardi di dollari di ricchezza personale, è il sesto l'uomo più ricco del mondo.

      Queste informazioni, cara Pisi, vengono dall'American Chronichal di oggi che poi aggiunge; "forse è in atto una prova generale per attaccare l'Iran !?!".
      Secondo l'American Chronichal "certamente il cavo delle comunicazioni attualmente interrotto, serve all'Iran, sia per le comunicazioni interne, che per quelle con l'estero quindi, nel caso di un attacco previsto, tagliare la via delle comunicazioni dell'Iran sarebbe il primo atto."

      Come vede, la domanda se la fanno anche gli americani quindi, visto e considerato il passato recente, a partire dall'11 settembre 2001, e la relazione tra questo recente passato con il momento attauale quando a Bush rimane poco tempo per concludere, almeno con l'Iran, e senza escludere che ci potrà essere anche una "pace" tra l'America e l'Iran, invece che una guerra, forse sarebbe stato meglio se lei diceva le stesse cose, ripeto; da me condivise questa volta, senza però fare l'uso di tutte quelle parole pesanti contro i "soliti complottisti" ?
      Cordiali saluti

    1. alcenero 4 febbraio 2008

      Il contenuto dell'articolo è interessante ma i toni sono davvero di infimo livello e mi dispiace che un sito come questo pubblichi questo genere di tirate.

      Mi dispiace per la patetica visione del mondo saddamocentrica della Pisi ma il fatto che ci sia il rischio di un attacco all'Iran è, purtroppo, qualcosa di ben circostanziato e, mi sembra, del tutto chiaro a chi si sa informare onestamente e con la mente aperta (e con una visione delle questioni geopolitiche che si estenda a nord di Mosul o a sud di Bassora).

      Spero naturalmente di sbagliarmi e che non ci sia alcuna guerra contro l'Iran: sul tema si può e si deve discutere naturalmente, come su tutto, ma usando dei toni da persone civili.

      Che poi a riguardo si riportino notizie che potrebbero essere collegate a questo possibile evento, o possano essere dei campanelli d'allarme a riguardo, non ci vedo nulla di straordinario: se ci sono inesattezze nelle notizie (cioè che il balcakout e la rottura simultanea dei cavi ha colpito quasi tutto il medioriente ma l'Iran no) lo si può far notare senza dare del 'cretino' e dell' 'idiota' a destra e sinistra.

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