La fine del Populismo non è la fine del popolo

populismo

Di Fabrizio Bertolami per ComeDonChisciotte.org

A seguito dell'esito delle ultime elezioni olandesi, molti commentatori si sono spinti a dire che l'era del Sovranismo è alle porte. Lungi dal voler dibattere sulla correttezza o meno dell'affermazione, vorrei invece porre l'attenzione sulla natura sociale, e solo dopo elettorale, delle rivendicazioni che gli elettori, singolarmente affidano ai partiti.

La domanda è: se i cosiddetti partiti Populisti e Sovranisti non partecipassero, o fossero impossibilitate dal farlo (per un qualsiasi motivo), alle elezioni democratiche, i loro elettori si mescolerebbero nei restanti partiti facendone svanire così le rivendicazioni e le richieste?

Così come il Comunismo, il "pericolo rosso", fu demonizzato dagli anni '20 agli '80 dello scorso secolo, il Socialismo nel XIX Secolo e il Liberalismo prima di entrambi nel XVIII, anche il Sovranismo, ed il suo cugino primo, il Populismo, sono visti come fumo negli occhi da chi ambisce a gestire un pacifico progressivo Status Quo, senza interferenze.

In un'era di globalizzazione ed apertura dei confini a genti e mercanti, i due nuovi "Ismi", si oppongono prospettando, se non proprio un'autarchia economica, almeno un fiero "Made in", anche in campo culturale e sociale. La contrapposizione politica dei primi dieci anni del secolo ha visto globalizzatori, super-liberisti e euro-ortodossi, contro anti-immigrazionisti, semi-autarchici e euro-scettici. Con la scomparsa di partiti che veicolano e sono portatori delle istanze di questi ultimi, siamo certi che esse sparirebbero di conseguenza?

La recente vittoria di Geert Wilders nei Paesi Bassi e la crescita di Afd e RN in Germania e Francia, sembrano dire che quelle istanze sono supportate da larga parte dell'elettorato, forse addirittura da quella che, in altri tempi, si sarebbe chiamata la "maggioranza silenziosa".

Una recente indagine citata dal "The Guardian" afferma che un terzo degli elettori europei vota, o ha intenzione di votare, una delle formazioni ancora etichettate come "Sovraniste" (1), la maggior parte delle quali, dice il quotidiano, sono di destra, moderata o estrema che sia.

Il quotidiano inglese, tradizionalmente a sinistra e organo semi-ufficiale dei Laburisti, rileva che:

I partiti tradizionali stanno perdendo voti; i partiti anti-establishment stanno guadagnando terreno. È importante, perché molti studi ora mostrano che quando i populisti ottengono il potere, o influenzano il potere, la qualità della democrazia liberale diminuisce”.

In quella che i media chiamano "la Galassia Sovranista", come se fosse qualcosa di alieno alla realtà cogente, gravita anche larga parte dell'elettorato centrista, moderato e conservatore tanto a destra quanto a sinistra. Il tentativo di demonizzare, se non proprio eliminare, queste formazioni è una costante in molti Paesi europei.

La scomparsa dell'ottica Sovran-populista, porterebbe alla riduzione della forza delle sigle politiche portatrici di quella visione, ma non significherebbe la sparizione delle persone che le votano, trovandovi un riferimento ed una coerenza rispetto a un proprio sentire.

Se consideriamo che in alcune Nazioni, quell'elettorato arriva ad essere, o è già, la maggioranza, non possiamo non chiederci quale rappresentanza politica potrebbe avere una tale massa di persone, concordemente con il proprio sentire politico-sociale, e se addirittura potrebbe averne una. La possibilità di un'estrema frammentazione del quadro politico sarebbe elevata nel caso quelle formazioni dovessero sparire (ricordiamolo, è questa la domanda ipotetica). La durezza delle posizioni di nuovi partiti nati da questa "esplosione", tanto a destra quanto a sinistra, sarebbe direttamente proporzionale al grado di rabbia sociale dei ceti sociali rappresentati.

Dopo la fine della pandemia, ovvero dopo alcuni anni dopo la sua fine, la proletarizzazione e l'esclusione dal mercato del lavoro, se non proprio dal mercato sociale, porterà molte persone a valutare scelte politiche estreme, fino addirittura astenersi dal voto sine die.

La classe media, fondamento di ogni democrazia liberale occidentale, esiste ancora ma si sente molto minacciata. Minacciata dalla paura dalla proletarizzazione evocata dalla "Rivoluzione Industriale 4.0", fatta di intelligenza artificiale, robot e reti super veloci, che cancellerà molte delle figure professionali che oggi conosciamo. Si sente minacciata dall'immigrazione, sia nel nord che nel sud dell'Europa (ma anche negli USA), si sente minacciata dall'erosione della capacità di spesa e dal divario sempre più crescente con i ricchi e i super ricchi. Vede con sfavore, se non con terrore, la rivoluzione "Woke" e , la "Cancel Culture" e il loro braccio operativo, "il linguaggio politicamente corretto" (o forse sarebbe meglio dire "corretto in maniera politica").

La classe media europea, 75 anni dopo la fine della guerra calda e oltre 30 dopo la fine di quella fredda, è posizionata politicamente su entrambi gli schieramenti, quello Socialista e quello Popolare, ma in Francia in Italia, in Ungheria, in Polonia, in Repubblica Ceca, in Austria, in Olanda e Gran Bretagna quella stessa classe media ha scelto una terza via. Anche a Bruxelles, infatti, i Sovran-populisti, fanno gruppo a sé.

Se questa terza via si chiudesse, è possibile anche un riflusso di quell'elettorato in un bipolarismo/bipartitismo all'americana, ma declinato all'europea. Va valutato, però, che in Italia o in Francia, le istanze sovraniste avevano già una "casa" nel il Rassemblement National e in Fratelli d'Italia/Lega e in Germania, quel 16% che vota Alternative fur Deutschland, non passerebbe automaticamente alla CDU. Si realizzerebbe una situazione di bipartitismo con un centro moderato che si spacca e si radicalizza, o come in Germania, con un nuovo partner, un pò più estremo, di coalizioni più o meno allargate.

Le posizioni della passata amministrazione americana, a supporto di alcuni dei partiti Sovran-populisti europei, era funzionale ad una strategia tesa a dividere l'Europa politicamente, per impedirle di muoversi compattamente sotto il profilo economico, sociale ed anche militare diverso da quello americano.

In tutte le Nazioni sopra citate, quelle istanze sono maggioranza, al governo o meno, e resteranno tali anche sotto una nuova amministrazione USA. Esse semplicemente esistono e sono il risultato di quella libertà di espressione che è al centro dell'idea stessa di Democrazia Liberale in Occidente.

Una diversa possibilità è che nascano partiti nuovi, capaci di inglobare tanto il voto moderato quanto parte di quello di protesta, o almeno la sua parte più "razionale", come già successo con Forza Italia, Republique En Marche di Macron (un vero e proprio progetto creato dal nulla) o il Movimento 5 Stelle. Contenitori politici così ampi hanno bisogno di sistemi politici maggioritari, riducono la rappresentanza ma garantiscono governabilità. La loro creazione è quasi sempre merito di Leader carismatici, con campagne comunicative molto efficaci. Il rischio di dover rinnovare il vocabolario degli "Ismi" è concreto.

Tutto ciò stante sempre il rischio che passi l'idea che si possa criminalizzare, demonizzare ed in alcuni casi vietare, posizioni politiche avverse o il dissenso anti-governativo, anche a seguito della pandemia e dell'imposizione, a volte stringente, di alcune norme sulla libertà di espressione, a mezzo audio, web o video. In Francia la sola proposta di una legge su questi temi ha scatenato rivolte e barricate nel centro di Parigi. Se si avverasse questa tetra visione, alcune delle posizioni oggi alla base dei movimenti Sovran-populisti come l'immigrazione clandestina, o l'opposizione all'euro, alla NATO o all'Europa, potrebbero un giorno essere colpite da una tra le le molte "leggi d'odio" che sempre più si diffondono nei vari ordinamenti europei. Si realizzerebbe una sorta di sistema politico in cui progressivamente alcune istanze non sarebbero più politicamente supportabili, senza incorrere in una condanna.

In conclusione, Sovranismo e Populismo, non sono finiti e con Trump potrebbero anche ritrovare quella forza che avevano prima dell'avvento dell'attuale Presidente americano.

Se sparissero, o venissero "fatti sparire", dovremo rassegnarci a vivere in un mondo in cui è solo possibile essere d'accordo?

Liberalismo, Socialismo e Comunismo, si sono succedute come idee strutturate e con un proprio distinto programma politico, sociale ed economico, sempre in antitesi al potere costituito del tempo, fosse esso monarchico, liberal-democratico o nazional-socialista. Dobbiamo quindi attenderci che quelle masse di elettori non spariranno. Cambierà solo la radice del prossimo "Ismo" con cui verranno etichettate.

Di Fabrizio Bertolami per ComeDonChisciotte.org

11.12.2023

Note

(1) https://www.theguardian.com/world/2023/sep/21/revealed-one-in-three-europeans-now-votes-anti-establishment

Commenti (9)

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    1. sarah 11 dicembre 2023

      Dott. Bertolami, nel suo articolo ha affrontato un tema di estrema importanza, ponendo un interrogativo che si orienta nella direzione giusta: un'eventuale "scomparsa" dei partiti cd populisti significherebbe di per sé la fine di tutto l'insieme delle loro istanze politiche? Mi sento di affermare che, innanzi tutto, la stessa definizione di "populismo" o "sovranismo" è un'accezione di nuovo conio che sostanzialmente appartiene ad una sorta di neolingua. Quella lingua a cui siamo ormai abituati e che facilita l'attribuzione di valore positivo o negativo a fenomeni e concetti complessi. Come complessa è la contrapposizione tra un certo status quo e una possibile efficace opposizione. La nomea attribuita a determinati partiti o movimenti costituisce dunque già di per sé uno stigma atto a delegittimare quanto ( o quanti ) si riuniscano o di identifichino in simili idee. Da queste premesse, è chiaro che qualsiasi eventuale manovra per "eliminare" questi soggetti politici dalla scena ( per via giudiziaria, mediatica, ecc. ) non annullerebbe affatto le ragioni di fondo che ne motivano oggi l'esistenza. Il caso olandese è emblematico: di fronte a vere e proprie minacce di esproprio di terreni, abbattimento di bestiame e altre millantate operazioni in grado di minare l'attuale assetto economico del paese, la reazione è più che comprensibile. Resta però il grande interrogativo che si leva proprio dal fronte di quei partiti: in molte occasioni essi hanno barattato un'ufficiosa legittimazione a governare in cambio dei propri stessi principi. Mi si dirà che si tratta di sano realismo ma la cosa non è così semplice. L'evidente mancanza di mezzi finanziari e di rappresentatività ha reso molti movimenti estremamente vulnerabili. In Italia, è stato ricordato anche in questi commenti, la scomposta protesta pentastellata è stata facilmente intercettata da chi ha poi provveduto a rendere il tutto "inoffensivo", quando non asservito ad altri partiti. Dunque, ahimé, finché esisteranno le problematiche che ne sono alla base, la maggioranza silenziosa ( in cui non fatico ad identificarmi ) continuerà ad esistere. Quanto quindi al paragone con la fine del comunismo e del suo lascito politico in Europa, direi che si tratta di un paragone complesso poiché, a differenza di oggi, allora l'opinione pubblica abbandonò più facilmente delle posizioni più radicali perché sostanzialmente soddisfatta nei propri bisogni da altri soggetti politici. Lo so, è una situazione assai criticabile specie con il senno di poi ma segna una grande differenza con l'attualità. Oggi la classe politica ci chiede sostanzialmente sacrifici, spesso quando non sempre immotivati, predica un pensiero unico che delegittima il dibattito e non ha nulla da offrire se non emergenze, crisi, guerre per procura. Ci sarà allora da chiedersi piuttosto "come" la controparte potrà eventualmente entrare efficacemente in scena piuttosto che attraverso "chi". A mio avviso accadrà e non senza notevoli conseguenze.

    1. Martin 11 dicembre 2023

      E' errato mettere il concetto di populismo insieme a quelli classici di liberalismo, socialismo e comunismo, ed anche di sovranismo.
      Liberalismo, socialismo, comunismo e sovranismo sono concetti che riflettono ideologie determinate e sviluppate, quindi positivamente definiti e facilmente identificabili.
      Il cd populismo non riflette una ideologia e non e' un concetto esattamente definito, ma una mera categoria derogatoria con la quale da una parte o da un altra si bollano o condannano alcune istanze.

    1. Nestor Halak 11 dicembre 2023

      Certamente le istanze popolari non scompaiono dalla società semplicemente eliminando i partiti di riferimento, semplicemente non vengono più rappresentate all'interno del sistema, per cui dal punto di vista istituzionale è come se non ci fossero, che poi è ciò che si vuole ottenere.
      Del resto il senso profondo della riforma maggioritaria è stato proprio quello di favorire l'esistenza di due soli "poli" tendenti al centro in modo che non ci fosse una differenza reale chiunque vincesse.
      Più recentemente, col crescere del malcontento, al fine di fornire una valvola di sfogo al dissenso, sono stati lanciati partiti che apparentemente rappresentavano quelle posizioni (populiste, come piace chiamarle al main stream), che non erano più presenti in parlamento.
      Solo che essendo delle costruzioni artificiali e non i partiti di massa radicati di un tempo, in altri termini specchietti per le allodole, la loro politica cambia magicamente e totalmente appena arrivano al governo.
      E' la storia del Movimento 5 stelle e, ancora più scopertamente, di Fratelli d'Italia.

    1. ric 11 dicembre 2023

      la lega e la " sega " sono due movimenti del c....

      ( e pensare che ero segretario di circoscrizione negli anni 90...)

    2. Eugiorso 11 dicembre 2023

      Segratario di circoscrizione? Allora devi fare pernitenza e mondarti l'anima! Urge la purificazione anti-demokratika!

      Cari saluti

    3. ric 11 dicembre 2023

      gia fatta..e la PUNIZIONE mi tocca ogni volta che sento il Papettaro a ragliare....mi viena la febbre ....e devo mettermi la borsa del ghiaccio ...

    1. sbregaverse 11 dicembre 2023

      Basta con l'italiano masochismo !
      Si faccia del sacrosanto sadismo se non si dovesse approdare al:
      DISALLINEATO NEUTRALISMO.

    1. Fabrizio Bertolami 11 dicembre 2023

      Buongiorno, sebbene i commenti siano responsabilità di chi li scrive e non di CDC, le chiedo cortesemente di trovare il modo di non incorrere in epiteti scurrili o calembour su certi nomi, così da mantenere
      i contenuti allineati ad un minimo comune denominatore di educazione.Il suo commento finale mi pare invece degno di nota. saluti

    2. sbregaverse 11 dicembre 2023

      Allineata/e/o/i : aggettivazione alquanto triviale dalla quale nascono molti dei nostri problemi .
      (mia doxa)

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