La famiglia Trevallion: i confini che i giudici non devono oltrepassare

Famiglia nel bosco: gli ultimi sviluppi.

La famiglia Trevallion: i confini che i giudici non devono oltrepassare

Di Franco Maloberti per ComedonChisciotte.org

Sembra molto probabile che la storia dei bambini della coppia Trevallion nasca da un'antipatia o da una diffidenza agreste nei confronti degli estranei in un paesino abbarbicato su una rocca: Palmoli. Antipatia provata non da tutti, per carità, ma da un certo numero di persone, tra cui forse l'assistente sociale e qualche carabiniere. L'intossicazione da funghi è stata l'occasione per iniziare la triste vicenda.

Il punto chiave della storia, che sembra verificato, è quanto accaduto immediatamente dopo l'intossicazione da funghi e che ha indotto Catherine Brimingham a lasciare la casa con i bambini per andare a Bologna, facendo perdere le tracce ai carabinieri e ai servizi sociali [1]. L'articolo di "Il Centro" fornisce ulteriori informazioni, tra cui date utili [2].

L'intossicazione è avvenuta nel pomeriggio del 23 settembre 2024. Lo stesso giorno, i carabinieri hanno redatto immediatamente, forse di notte, una relazione con dettagli sulla casa. Questa è una prima anomalia che supporterebbe l'ipotesi di una prevenuta "antipatia". Il 4 ottobre (11 giorni dopo l'intossicazione!) si è tenuto un incontro con l'assistente sociale, verosimilmente turbolento.

Il 7 ottobre (14 giorni dopo l'intossicazione!) il sindaco informa in via confidenziale dell'intenzione di portare via i bambini. Penso che il sindaco ben sappia che una decisione del genere non rientra nel potere di una modesta assistente sociale, ma che spetti al pubblico ministero proporre al giudice un'azione così socialmente rilevante. La "soffiata" proveniva dal comune, ma l'intenzione, appresa in un probabile incontro di chi ha "soffiato" con qualcun altro del colabrodo tribunale di L'Aquila, non poteva che essere quella delle magistrate.

Il fatto che Catherine si è allontanata con i bambini è quasi certamente stato rilevato e segnalato. In questo caso, la "burocrazia" impone la constatazione formale del fatto; infatti, il 13 novembre (51 giorni dopo l'intossicazione!) c'è stata una visita dei carabinieri alla casa ormai vuota, con la scusa di verificare le condizioni dei bambini (ma i carabinieri sono anche pediatri o psicologi?). Cosa abbiano detto di così convincente i carabinieri a papà Nathan è facile da prevedere.

Il 17 novembre Catherine manda una mail ai carabinieri accusando i servizi sociali di voler portare via i bambini. La mail, assolutamente da conoscere nei suoi dettagli, scrive anche di voler evitare ai bambini "un trauma di essere lontani da noi che durerà tutta la vita" (virgolettato nell'articolo del giornale). Certo, i carabinieri non si sono tenuti per sé il messaggio, ma lo hanno doverosamente trasmesso al pubblico ministero. Il dramma e le sofferenze dei bambini erano noti alle magistrate (il tribunale e la procura per i minori a L'Aquila sono allo stesso indirizzo - non serve allora separare le carriere, ma anche, fisicamente, gli uffici).

Nonostante tutto, si è proseguito negli intenti vessatori. I carabinieri e anche la polizia hanno cercato di localizzare i minori e, addirittura, effettuato accertamenti presso le banche, come se si trattasse di criminali mafiosi. Hanno trovato un indirizzo e, a vuoto, hanno effettuato un sopralluogo a Torano Nuovo. Immaginiamo, a questo punto, lo spreco di denaro pubblico e, ancor più, lo stato di mente di chi ha disposto tutte queste affannose ricerche.

Non è noto quando i Trevallion abbiano coinvolto un legale, ma certamente prima del 4 dicembre 2024, quando quest'ultimo ha riferito di aver cercato di convincere la coppia a desistere. Il 6 dicembre, un altro piccolo spreco di denaro pubblico, con i carabinieri che contattano ancora, di persona, il padre per "convincere" la madre a riportare a casa i bambini. È evidente che se i bambini non si fossero trovati nella casa "insana", una delle "scuse" per il loro rapimento si sarebbe dissolta. Era allora necessario che fossero in quella abitazione, poiché costituiva un'indispensabile trappola per il loro sequestro.

La descrizione della fase preliminare indica chiaramente lo stato emotivo dei bambini al momento del loro "prelievo", effettuato da una squadra di poliziotti e carabinieri che supera in numero e, forse, nelle indagini, l'arresto di Messina Denaro. È stata bloccata la strada d'accesso e circa venti persone hanno effettuato il "blitz". Complimenti alla benemerita e alla polizia di Stato che non riescono a catturare il ragazzotto che ha dato un pugno a una donna in bicicletta! È evidente che i bambini erano pieni di paura, terrorizzati e disperati. Il viaggio in pulmino verso la casa di accoglienza con sbarre alle finestre di colore marroncino deve essere stato un inferno, con gente che parla una lingua che poco capisci, con il trauma del "rapimento", la sensazione di abbandono e il dolore per la separazione dai genitori.

La certa paura e lo stato di prostrazione dei bambini non solo sono la più evidente dimostrazione della violazione delle leggi sulla protezione dei minori, ma sono anche una chiara dimostrazione di complicità, stante le fandonie e le sfrontate bugie dette dalle donne che hanno descritto il "dopo rapimento" e hanno avuto l'ardire di scrivere ridicolaggini come: "I bambini hanno mostrato paura e disorientamento quando esposti ad ambienti e abitudini comuni. Il loro sonno è disturbato dalla presenza di oggetti comuni, come l'interruttore della luce o il pulsante dello sciacquone", oppure "uno dei fratelli aveva il timore del soffione della doccia!" E quello, secondo Veruska D'Angelo, assistente sociale, sezione B, il lavoro svolto è di tipo tecnico! In compenso, "I bambini mostrano gioia e gratitudine, annusano i vestiti puliti". Annusano, ... come dei cagnolini.

Cosa dire della tutrice, avvocatessa Marialuisa Paladino con studio principesco a Vasto, che ha smentito il padre dicendo: "Ma quale ansia, sono sereni!" Come no, serenissimi! È lei a affermare che la madre è rigida, mentre lei è, a tutti gli effetti, una collaboratrice in questa vicenda che fa soffrire i bambini! Invece, li descrive come sereni, equilibrati e adattati alla nuova situazione carceraria, pardon, abitativa, smentendo le preoccupazioni iniziali. Queste dichiarazioni e altre fatte in molte occasioni sono incredibili e fanno pensare non solo all'inadeguatezza, ma anche alla corresponsabilità per i danni psicologici causati a bambini e genitori.

E che dire della garante per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza d'Abruzzo, Alessandra De Febis, eletta dal consiglio regionale alla terza votazione nell'agosto 2025 [3] (interessante la foto), che si preoccupa della riservatezza e non della detenzione e della privazione dell'amore dei genitori, vietati dalla forma e dalla sostanza della Convenzione sui diritti del fanciullo? Più o meno come insegna il Vangelo nella parabola della trave e della pagliuzza.

Non dimentichiamo, a proposito dell'insegnamento del Vangelo, la religiosissima Marika Bolognese, curatrice speciale, senza competenza specifica in diritto minorile, ispirata da Papa Francesco a entrare in politica per svolgere un'intensa attività con Italia Viva di Renzi. Anche l'avvocatessa si preoccupa della riservatezza, a sua detta violata dalla trasmissione "Le Iene", e dimentica di svolgere il compito confessionale di "ascoltare" e "dar voce" ai minori (pur difficile, dato che l'inglese è un po' zoppicante). Che vergogna!

La convergenza di tutte queste voci stonate è singolare, come se ci fosse una regia o una paura comune, tipo quella dell'avvocato Angelucci, che ha abbandonato il campo parlando di "troppe pressanti ingerenze esterne", oppure, più semplicemente: "C'aggia fà? Aggio a magnà!". Comunque, il tutto è la verifica che, per molti, vale quanto disse Fëdor Dostoevskij: "Avvocato: coscienza a nolo".

La valutazione del comportamento etico riguarda l'osservanza delle norme e dei valori a cui ci si deve attenere nella distinzione tra bene e male. Un buon giudice non deve basarsi sulle leggi territoriali, ma sapere distinguere tra ciò che è giusto e ciò che è ingiusto. All'incirca, operare in conformità ai principi stabiliti dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo [4]. Ci si chiede allora se il comportamento dei giudici corrisponda a "agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza" come stabilito dall'articolo 1. Oppure hanno agito con astio, sottoponendo i genitori a torture psicologiche e a trattamenti crudeli, vietati dall'articolo 5. E cosa dire della detenzione dei bambini? Questo corrisponde a quanto vietato dall'articolo 4, che tratta della schiavitù! Il comportamento dei giudici ha favorito la prevalenza del bene sul male? Era questo l'intento? Sembra di no, dato che conoscevano bene lo stato di ansia e paura di genitori e bambini e, consapevolmente, li hanno sottratti alla famiglia, causando dolore e lacrime. Poco serve nascondersi dietro a fantasiose interpretazioni della norma. Sembra evidente la violazione di principi etici e anche del codice etico dell'ANM, laddove si raccomanda il rispetto della personalità e della dignità altrui (art. 2) e si parla della cattiva utilizzazione delle risorse, senza rispetto degli obiettivi di efficienza (art. 4). Esiste anche il dubbio di violazione dell'art. 9, che parla di discriminanti di razza e di pregiudizi culturali, che hanno inciso in modo manifesto sull'interpretazione delle norme (si veda, ad esempio, l'abnorme assunzione che i figli siano una "proprietà").

La valutazione degli aspetti giuridici deve riguardare sia i magistrati sia le persone che hanno fornito a loro e alla pubblica opinione elementi che, essendo distorti, devono essere considerati violazioni.

È abbastanza palese che la decisione di sospendere la genitorialità è un'abnormità giuridica. Si configurano le possibili violazioni degli artt. 12, 16, 29 e 37 della Convenzione sui Diritti del Fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989, ratificata con legge n. 176 del 27 maggio 1991, essendo evidente il danno psicofisico arrecato ai bambini e palese la violazione dell'art. 9 che impone il rispetto del diritto del fanciullo, separato da uno o da entrambi i genitori, a intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con entrambi i genitori.

La conoscenza degli eventi pregressi, le deliberazioni conseguenti, i ritardi e la decisione di richiedere un esame psichiatrico sui genitori sembrano configurarsi come azioni volte a prolungare la separazione, ritenuta da molti illegittima, dei bambini dalla famiglia.

Esiste anche il dubbio sull'applicazione del DL 10 ottobre 2022 n. 149, laddove modifica l'art. 473-bis 38 del Codice di Procedura Civile, che prevede l'autorizzazione all'uso della forza pubblica solo se assolutamente necessario.

L'Ordinanza 2061/2025 del 20/11/2025 del Tribunale per Minorenni di L'Aquila è problematica. Molte descrizioni non corrispondono alla realtà e travisano i fatti. Ad esempio, la definizione di "rudero fatiscente" e l'affermazione che la famiglia viveva in una "piccola roulotte" non sono veritiere, bensì travisanti. L'affermazione relativa a "le condizioni di salubrità dell'abitazione, con particolare riguardo all'umidità, incidente sullo sviluppo di patologie polmonari" non è veritiera, non è supportata da alcuna documentazione e, per questo, è travisante. L'affermazione "l'assoluta assenza di impianto elettrico" è falsa e travisante. L'affermazione "l'isolamento in cui vivevano" è impropria e travisante, poiché esistono documentazioni fotografiche e testimonianze di un discreto livello di vita sociale.

Si indica che "l'ordinanza cautelare non è fondata sul pericolo di lesione del diritto dei minori all'istruzione, ma sul pericolo di lesione del diritto alla vita di relazione (art. 2 Cost.)". L'art. 2 della Costituzione è citato a sproposito, poiché parla dei diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità. La famiglia, secondo la Costituzione, è la formazione sociale principale (art. 29). Il testo costituzionale non menziona affatto la vita di relazione; le formazioni sociali indicate sono associazioni generiche, associazioni religiose, partiti politici e sindacati. I diritti inviolabili, secondo gli artt. 13-54 sono: la libertà personale, il domicilio, la segretezza della comunicazione, la libertà di circolazione, la libertà di espressione, la salute e la vita. Piuttosto, è la restrizione dei bimbi in casa-famiglia famiglia quella che si configura come violazione del diritto inviolabile alla libertà personale, anche stabilito dall'art. 9 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. L'art. 34 della Costituzione stabilisce l'istruzione inferiore come obbligatoria e gratuita. L'istruzione parentale, doverosamente documentata, è legalmente riconosciuta come garantente gli articoli 30 e 34 della Costituzione. Nonostante l'affermazione citata all'inizio, la delibera insiste su "indizi di preoccupante negligenza genitoriale, in particolare per quanto riguarda l'istruzione dei figli". Le due affermazioni sono contraddittorie e travisanti.

Si richiama la letteratura scientifica di rinomati educatori per sostenere la lamentata rilevanza della deprivazione del confronto tra pari. Si indica una serie di aspetti negativi, che non corrispondono in modo assoluto alle teorie sviluppate dagli educatori menzionati. Sono invece una serie di fantasie travisanti non supportate dalla letteratura scientifica.

Per la quantità e la rilevanza delle note sopra riportate, si ritiene necessaria un'indagine volta a verificare l'osservanza di quanto disposto dall'art. 2, lettera h, del DL 23 febbraio 2006, n. 109.

L'improprio uso della psichiatria nella magistratura è stato recentemente stigmatizzato da Susanna Tamaro in un articolo sul Corriere della Sera [5], in cui è in particolare menzionato il caso dei bambini Trevallion. In questo caso, comunque, ci sono aspetti anomali. La psichiatra incaricata dal tribunale dei minorenni di L'aquila, Simona Ceccoli, non svolge attività di psichiatra professionista né è una delle dieci medici specializzati dell'U.O.C. di Psichiatria di L'Aquila, ma è semplicemente impiegata alla Villa Letizia di L'Aquila, non come medico, bensì, incidentalmente, come Responsabile dell'Ufficio Qualità nel 2022 e, dal 2001, come assistente medico presso Villa Dorotea, sede di riabilitazione dei pazienti di Villa Letizia. LinkedIn indica infatti attività come medico psichiatra per il solo mese di maggio 2001 e, successivamente, come assistente medico (24 anni e 10 mesi) [6]. Esiste una menzione di Simona Ceccoli come docente del corso a pagamento "Master Asincrono di Psicologia Giuridica" di Psicologia.io [7] e viene presentata come medico chirurgo e non psichiatra (con "biografia in costruzione"). Cecilia Angrisano è docente dello stesso corso. Si può presumere che esista un rapporto di buona conoscenza o amicizia, anche perché alla stessa persona sono state affidate dal tribunale molte perizie, nonostante le competenze non chiarissime. Secondo [8] con sentenza n. 21770 dell'8 febbraio 2022 (dep. 6 giugno 2022), la seconda sezione penale della Corte di Cassazione ha vagliato la configurabilità del reato di abuso d'ufficio ex art. 323 c.p. in caso di violazione, da parte del magistrato, dei principi e delle regole di condotta generali alle quali lo stesso deve conformarsi nei rapporti con le parti; tra l'altro dice:

Il CSM ha rilevato che la scelta degli ausiliari del giudice, per la delicatezza dei compiti assegnati, deve infatti avvenire sulla base della loro competenza e indipendenza, essendo la loro attività rivolta ad "integrare" le conoscenze del giudice funzionali a fornire una risposta giudiziaria corretta ed imparziale. Laddove, invece, l'individuazione di consulenti, periti ed ausiliari viene determinata non già dagli indicati presupposti di professionalità ed indipendenza ma "orientata" da ragioni di mera opportunità ovvero, come nella fattispecie, da rapporti di amicizia, è evidente che il giudice viola il dovere di correttezza che, al di là della esattezza giuridica del provvedimento finale di definizione del giudizio, egli ha l'obbligo di osservare nei confronti delle parti e degli altri partecipanti al giudizio.

Se si possa applicare la sentenza n. 21770 in questo caso, è compito degli esperti del Ministero di Giustizia.

Quanto indicato da questa analisi non è un'eventualità isolata, ma, a quanto sembra dai numerosi "errori giudiziari", un sintomo di "malattia grave" che richiede interventi ben oltre la "aspirina" ora dibattuta che prevede la separazione delle carriere.

Di Franco Maloberti per ComedonChisciotte.org

09.02.2026

Franco Maloberti. Professore Emerito presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Informatica e Biomedica dell’Università di Pavia; è Professore Onorario all’Università di Macao, Cina, dove è stato insignito della Laurea Honoris Causa 2023.

NOTE [1] https://www.rainews.it/articoli/2025/11/famiglia-nel-bosco-la-mamma-un-anno-fa-scappo-a-bologna-con-i-figli-ne-temeva-lallontanamento-chieti-63d3d734-203c-44ed-84d6-3363a2985175.html [2] https://www.ilcentro.it/chieti/la-famiglia-nel-bosco-quella-fuga-di-un-anno-fa-vogliono-toglierci-i-figli-iyp6wdk4 [3] https://www.ilcapoluogo.it/2025/08/06/alessandra-de-febis-chi-e-la-nuova-garante-per-linfanzia-e-ladolescenza-in-abruzzo/ [4] https://www.ohchr.org/sites/default/files/UDHR/Documents/UDHR_Translations/itn.pdf [5] https://www.corriere.it/cronache/26_gennaio_29/sgarbi-bimbi-bosco-chi-non-si-uniforma-sotto-tutela-bdaec1ee-5a11-4223-bfd7-2715b8621xlk.shtml [6] https://www.linkedin.com/in/simona-ceccoli-11431a210/?originalSubdomain=it [7] https://www.psicologia.io/master/master-psicologia-giuridica?utm_source=google&utm_medium=cpc&utm_campaign=master-giudirica&utm_id=pmax&utm_source=google&utm_medium=cpc&utm_campaign=SIDN_PMAX_Master_Marzo25&utm_term=&utm_content=%7Bcreatives%7D&gad_source=1&gad_campaignid=22273161531&gbraid=0AAAAAp93Sp0TlvUMOa89Nb3qzES8egCkc&gclid=Cj0KCQiA4pvMBhDYARIsAGfgwvzNOMYnAR1kuRp3XOyFyMA2cAbQisouHk2Urpv_CSVWqrAEd5tbTZ4aAkhAEALw_wcB [8] https://www.njus.it/news/2906/abuso-d-ufficio-e-illeciti-disciplinari-dei-magistrati/

Commenti (12)

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Mostra commenti 12 caricati
    1. casalvento 12 febbraio 2026

      Come possiamo aiutare questi disgraziati a uscire da questa trappola?
      C'è una raccolta di fondi?

    1. Gio 11 febbraio 2026

      Questa famigliola milionaria col culo al caldo, già scaraventata fuori dalla finestra in Australia, dove potrebbe trovare il posto migliore per farsi i cazzi propri alternativi se non nella nostra cara Itaglia? Se ne continua a parlare da mesi quando la cosa poteva essere risolta con un semplice calcio nel culo perchè si può vivere nella libertà più assoluta senza rendere conto a nessuno ma lo si deve fare nella giungla, nel deserto, oppure su una barchetta in mare. Se invece ti piace la meravigliosa campagna italiana, e soprattutto le sue leggi farlocche, allora vieni. Troverai sempre un avvocato miserabile (ma lo sono tutti per default) che per qualche soldo difenderà la tua ingiustizia. Ma andate affa....o alternativi sinstronzi e distruttori della vita sociale dei vostri figli.

    2. nicolcass 11 febbraio 2026

      post ignobile di un analfabeta

    1. akel 10 febbraio 2026

      Mi corregga se ho capito male ma per lei in questo caso specifico che coinvolge minori di età il bene è la giusta interpretazione di norme giuridiche e dichiarazioni di principi, cioè le specificità delle necessità degli individui deve comunque sottomettersi a leggi e dichiarazioni di principi.
      Per me il bene per un bambino, un adolescente, per chi insomma si appresta ad affrontare la vita è semplicemente offrire una gamma di conoscenze teoriche e pratiche che permetta all’individuo di realizzare i suoi desideri e sviluppare il suo talento in armonia con la realtà sociale e fisica che lo accoglie.
      Ma questo vuol dire chiedersi prima di tutto se è giusto che qualcuno abbia il potere di decidere qual sia il bene per un altro individuo. O sbaglio?

    2. FrancoMaloberti 10 febbraio 2026

      Per me, è vitale il ruolo dei genitori e, in particolare la madre. Solo in casi estremi di vero pericolo si deve intervenire. La eventuale violazione di norme è un possibile strumento per risolvere situazioni altrimenti non risolvibili perché si da troppo potere e non c’è un efficace bilanciamento. Ovvero, chi sta sopra, fino al vertice, non fa il proprio dovere.

    3. akel 11 febbraio 2026

      Quindi un individuo con tutti i limiti che caratterizzano qualsiasi individuo ha diritto in base solo a una relazione di parentesco decidere cosa è bene per un altro individuo, e quindi determinare il futuro, la vita di un altro individuo?

    4. FrancoMaloberti 11 febbraio 2026

      Non un individuo ma la madre e il padre. Ma lei ha avuto un’infanzia infelice, o è stato abbandonato davanti a un orfanatrofio?

    1. Dario Lampa 10 febbraio 2026

      Cos'è? Un "endorsement" per il"SI" nel prossimo referendum?
      Se vincesse il "Si" il malaffare si "scatenerebbe" oltre ogni misura nella politica e negli apparati statali e a pagarne le conseguenze sarebbe il cittadino comune, i lavoratori, i pensionati...
      Non lasciamo via libera al malaffare
      , alla casta.

    2. FrancoMaloberti 10 febbraio 2026

      Lei la butta sempre in politica. Il malaffare è come viene gestita la giustizia. Se a lei va bene così, non discuto. Per questo caso specifico, lei pensa che non ci siano state interazioni tra accusa e giudici, inclusi quelli d’appello?

    3. nicolcass 10 febbraio 2026

      capisco che stravedi per Mentana e la magistratura che fa il bastone per la sinistra che fa il cane da guardia a favore delle multinazionali predatorie..perfino Rizzo l'ha capito...tu no.

    4. ric 11 febbraio 2026

      ????

    1. nicolcass 10 febbraio 2026

      questa famiglia, in quanto famiglia verrà stritolata da sta gentaglia

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