La doppia vita della Xylella

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di Luca Marini

La principale preoccupazione di chi ordisce un complotto è occultarlo dietro schermi susseguenti, secondo il sistema delle scatole cinesi, per fare in modo che l’attenzione dell’opinione pubblica si focalizzi, e allo stesso tempo si esaurisca, sugli schermi esteriori e più abbaglianti. Per fare un esempio, chi ha ucciso Kennedy e quale sia stata l’arma del delitto ha formato per decenni oggetto di speculazioni tali da sviare buona parte dell’opinione pubblica dalle reali motivazioni dell’assassinio del Presidente statunitense.

Che l’affaire Xylella sia parte di un complotto sembra ormai trasparire anche dai risultati delle indagini disposte dalla Procura di Bari, indagini che, al di là del loro esito (ne è stata chiesta l’archiviazione, come avvenne nel 2019 per quelle disposte dalla Procura di Lecce), hanno alzato ancora una volta il sipario sugli interessi economici coltivati all’ombra della fitopatia.

Tanta attenzione agli interessi economici rischia, però, di tradursi in un ulteriore schermo della verità. Se nel caso Kennedy le simpatie comuniste di Lee Harvey Oswald e le prove balistiche dominarono letteralmente le pagine dei giornali, togliendo spazio ad altre ricostruzioni, nel caso Xylella le affermazioni riportate negli ultimi tempi dal mainstream – rilanciate da taluni componenti delle Commissioni parlamentare e regionale d’inchiesta – si sovrappongono, di fatto, a quelle contenute nelle 7000 pagine in cui si sostanzia l’indagine giudiziaria barese: e tutte insieme finiscono per polarizzare l’attenzione dell’opinione pubblica su interessi e moventi di ordine economico-produttivo che, a mio parere, sono solo strumentali al vero complotto.

Il complotto Xylella, infatti, non si sostanzia nella disinvolta “gestione dei fondi pubblici”, nella controversa “distribuzione di fondi per la gestione della batteriosi”, nelle articolate e diverse “responsabilità amministrative” o nel “raggiro ai danni degli agricoltori” derivanti dall’intreccio di “ritorni economici” collegati al conseguimento di “enormi guadagni attraverso finanziamenti, brevetti (e) speculazioni”[1]. E, soprattutto, non si sostanzia nel “grande complotto straniero”[2] consistente nella programmata distruzione dell’industria olearia pugliese in favore di quella spagnola e tunisina: perché, c’è da scommetterci, la Xylella, presto o tardi, metterà in ginocchio anche l’olivicoltura spagnola e tunisina.

Il complotto Xylella si sostanzia, invece, nel creare le condizioni per l’accettazione acritica di un impianto normativo volto di fatto a: 1) ostacolare la ricerca di altre possibili cause del Complesso del Disseccamento Rapido degli Olivi (CoDiRo), quali l’uso massiccio di fitofarmaci e le pratiche agricole intensive; 2) contrastare esclusivamente la diffusione del batterio Xylella e dell’insetto vettore mediante l’imposizione di soluzioni deleterie, dai diserbanti neurotossici all’espianto sistematico degli olivi; 3) ridurre la biodiversità imponendo il reimpianto di mono-varietà geneticamente modificate in luogo degli olivi espiantati, ciò che peraltro favorirà la diffusione di future fitopatie; 4) standardizzare verso il basso la qualità dell’olio così prodotto, a detrimento dell’autonomia alimentare e delle tanto propagandate eccellenze, da una parte, e della salute dei consumatori, dall’altra; 5) compromettere la sopravvivenza dei piccoli produttori mediante la sostituzione di pratiche e modelli agricoli tradizionali con metodi e sistemi agro-industriali, e dunque favorire il genocidio culturale preliminare alla globalizzazione degli stili di vita e, quindi, dei mercati; 6) modificare permanentemente il paesaggio quale preludio all’insediamento di infrastrutture simbolo di una funesta transizione ecologica ed energetica, dalle pale eoliche al fotovoltaico alla TAP; 7) non ultimo, introdurre dinamiche divisive del corpo sociale, contrapponendo ad arte negazionisti e conformisti, allo scopo di distrarre l’opinione pubblica dalle problematiche appena ricordate[3].

Un complotto biopolitico, questo, debitamente occultato dietro lo schermo della gestione economica dell’emergenza Xylella, il cui scopo precipuo è propagandare il terrore manipolando i dati scientifici al fine di azzerare la libertà e l’autonomia individuale, quale preludio al soggiogamento dei cittadini. Da questo punto di vista, è difficile negare che l’affaire Xylella ha offerto, con largo anticipo rispetto al Covid, il terreno ideale per sperimentare forme di totalitarismo biopolitico globale.

Quando le indagini disposte dalla Procura di Bari saranno archiviate, come taluni si affannano ad anticipare da settimane, il complotto economico gettato in pasto all’opinione pubblica avrà esaurito la sua funzione di catalizzatore del pensiero comune e la verità destinata a diffondersi sarà ancora una volta quella propalata fin dall’inizio della vicenda: e cioè che la causa esclusiva del CoDiRo è il batterio Xylella e che il più efficace strumento di contrasto della fitopatia consiste inevitabilmente nella lotta all’insetto vettore, secondo le modalità e con le conseguenze sopra esposte, con buona pace di ogni alternativa che la scienza o la prassi abbia nel frattempo individuato. E quanti non dovessero accontentarsi di questa verità siano pronti a passare ancora una volta per complottisti, ovviamente al posto di quelli veri.

C’è bisogno di dire chi sono?

Di Luca Marini

09.07.2025

Luca Marini: Docente di diritto internazionale alla Sapienza di Roma, già vicepresidente del Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB), coordinatore del Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB)

NOTE

[1] Cfr., tra gli altri, Leccecronaca.it del 28 aprile 2025, https://www.leccecronaca.it/index.php/2025/04/28/operazione-xylella-le-associazioni-mandano-gli-atti-della-polizia-giudiziaria-in-regione-e-parlamento-2/comment-page-1/.

[2] Cfr. Quotidiano di Puglia del 29 aprile 2025, https://www.quotidianodipuglia.it/regione/xylella_ulivi_salento_puglia_negazionisti_complotto_ulivivo_procura_bari-8804916.html.

[3] In questo senso si esprime, fin dal 2017, l’Osservatorio Permanente sull’Emergenza Xylella (OPEX), in http://www.ecsel.org/opex.

Commenti (4)

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    1. Fedeledellacroce 10 luglio 2025

      Luca Marini é sapiente (ha studiato alla sapienza) ed ha capito.
      Da notare che in Ghana sono andati perduti 500,000 ettari di piantagioni di Cacao.......per un virus...
      In questo caso, é evidente che i nemici della Francia hanno sferrato un duro colpo economico,.
      Oltre a quello militare di mezzo Sahel.

    1. mago 10 luglio 2025

      Una lenta agonia dopo le quote latte la lunghezza delle vongole la xilella il fermo pesca ( discutibile ) dopo aver comprato le più note industrie agroalimentari messo le mani sui lidi balneari e sul turismo di lusso sulle infrastrutture energetiche e strategiche vedi porti e telecomunicazioni e da ultimo le banche che dovrebbero garantire prestiti alle Pmi ma non danno nulla visto che fanno il gioco dei loro padroni ci sarebbe da dire metaforicamente che abbasseremo la serranda ma quello lo stiamo già facendo.

    1. mago 10 luglio 2025

      Che fosse un attentato alla sovranità alimentare italiana in atto da tempo con tempistiche e modi definiti io lo scrissi qualche anno fa quando il problema divenne noto e ripreso dai media.la prossima botta sarà al vino 🍷 e che mi rende triste e la complicità di chi ci dovrebbe tutelare non parlo dei politici ma di chi la terra la vive e ci campa.condiremo le nostre insalate con olio sintetico che magari potremmo anche mettere nei motori rigorosamente brevettato oltreoceano dai soliti personaggi.

    1. Teopratico 10 luglio 2025

      L' autore a mio parere ha colto diversi punti cruciali sulla vicenda, in primis il parallelo col Cov: tamponi su alberi sani ed espianti degli stessi, propaganda terroristica, cure ben più nocive del fantomatico batterio; dal primo giorno della pandeminchia questo parallelismo è risultato evidente per chi non ha prosciutto sugli occhi. Aggiungerei tra gli scopi finali la modifica del paesaggio e l' impoverimento della biodiversità favorevoli a nuove costruzioni per il turismo mordi e fuggi e Spa di alto livello

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