La dittatura di oggi non è il fascismo, ma l'oligarchia travestita da democrazia

La dittatura di oggi non è il fascismo, ma l'oligarchia travestita da democrazia

Di Weltanschauung Italia

Ci risiamo, di fronte al problema dell'immigrazione che ha reso molte città invivibili e non sicure, che si fa? Ma ovvio, ci si divide e si lotta contro il "fascismo"!

I soliti sciocconi da piazza non comprendono che il termine “fascismo” non può essere utilizzato come sinonimo di dittatura. Se si è contro i regimi dittatoriali bisogna esserlo verso quelli dei propri tempi. E’ ingenuo pensare che la storia dei regimi si sia fermata al 1946.

La retorica antifascista propagandata nelle scuole ha sempre insegnato che viviamo in un'epoca democratica, di progresso, attenta alle minoranze. In realtà non è così, il potere ha solo cambiato pelle, ma è molto riconoscibile nei suoi intenti.

Quando l’unica ideologia rimasta da tempo è quella liberale, dei cosiddetti “mercati” e i loro deus ex machina, non è ammissibile continuare a fare la lotta tra poveri su questioni storiche di cento anni fa mentre il degrado avanza.

Il sistema attuale demonizza in tutti i modi regimi del passato semplicemente per utilizzarli come metro negativo di paragone, per dimostrare la propria bontà. Ma viviamo in un sistema che è sempre stato democratico solamente di facciata dal momento che, alla resa dei conti, un pool di banchieri e finanzieri, non eletti da nessuno, decide la solidità di un paese, il suo governo, le sue leggi e la sua economia, indicando cosa si deve o non si deve produrre. I media sono a senso unico e seguono linee ben precise, la libertà di stampa è un’altra illusione. Non esiste alcun progetto politico che non sia al servizio di élites, sono loro che nominano direttamente i governi nazionali.

Finché non si prende consapevolezza di vivere in una democrazia presunta, con personaggi a servizio di interessi oligarchici, in cui vi sono uomini che governano le nostre vite pur non essendo legati a nessuna espressione di volontà popolare, in cui ogni governo nazionale è sottoposto a ricatti ed il parlamento è esautorato di ogni decisione, si sarà sempre fuori strada e continueremo a vedere questo circo per le strade.

Mentre il potere decisionale è legato ad élites ed a tecnocrati, col dito si continua a indicare la figura di Mussolini. Nel 2026! Ancora prosegue questo ridicolo teatrino e le nuove generazioni ci cadono sempre.

Che pena.

Di Weltanschauung Italia

25.01.2026

Commenti (18)

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    1. omega 29 gennaio 2026

      Ormai da tempo sostengo che l'Italia è retta da un regime oligarchico per conto terzi, stile Trenta tiranni.
      Uno di loro lo conosciamo tutti, sta al vertice.

    1. uomospeciale 27 gennaio 2026

      Ormai son tutte oligarchie, più o meno travestite da democrazie.
      Alcune come quella americana hanno abbandonato il travestimento da un pezzo.
      L italia è svestita a metà, con le chiappe già fuori ma non ancora nuda del tutto

    2. ric 27 gennaio 2026

      le democrazie yankees , i guardiani del mondo come l 'itaglietta creata a Viareggio.. hanno nulla da spartire con i grandi della storia.

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      Le Guerre Civili in Libia e il caos senza fine
      Nel febbraio del 2011, contemporaneamente a quanto stava accadendo negli altri paesi del “Mondo Arabo”, anche la Libia venne investita dall'uragano delle cosiddette “Primavere Arabe”. A differenza di quanto avvenne nei confinanti Tunisia ed Egitto però, le proteste, iniziate nella regione della Cirenaica e successivamente estesesi a tutto il paese, degenerarono ben presto in una drammatica guerra civile che causò la morte di decine di migliaia di persone e provocato anche l'intervento di una Coalizione Internazionale a guida americana. Tuttavia, contrariamente alle previsioni ottimistiche di molti osservatori, la morte in battaglia di Gheddafi (avvenuta il 20 di ottobre del 2011) non ha portato ad una nuova era di pace e di stabilità.

      Quando il regime di Gheddafi è crollato, tutto ciò che c’era sotto è venuto a galla: le vecchie divisioni tribali, che erano state nascoste o represse per anni, hanno preso il sopravvento. Il paese è andato in frantumi e sono nati due governi rivali. Da una parte, c'è il Governo di Unità Nazionale (GUN), a Tripoli, e dall’altra il Governo di Stabilità Nazionale (GSN), che ha la sua base a Tobruk e si appoggia al potente generale Khalifa Haftar. Entrambi si rivendicano il controllo di tutta la Libia.

    3. uomospeciale 27 gennaio 2026

      Sono cose che si sanno.
      Come il fatto che le rivolte libiche fomentate e finanziate dagli usa, dagli inglesi e dai francesi, sono state fatte principalmente sia per questioni geopolitiche che per buttare fuori noi italiani* dalla gestione dei giacimenti petroliferi.
      Quello che invece non è mai stato indagato:
      ( e sarebbe ora di indagarlo a fondo) è il sostegno e supporto compatto e unanime, di tutti i media occidentali alle vergognose campagne di menzogne che da sempre precedono, giustificano, accompagnano e permettono, la sistematica aggressione e la distruzione di altri paesi come avvenuto nel caso della Libia..... Un paese amico, con il quale avevamo anche solidi rapporti commerciali.

      Mi riferisco alle mai esistite fosse comuni nel deserto e sulle spiagge per gli oppositori del colonnello, come anche alle truppe "al viagra" alle quali sarebbe stato ordinato di stuprare i civili, e innumerevoli altre str0nz@tE false come una banconota da 300 euro, ma utili alla propaganda di guerra.
      Una seria commissione di inchiesta sulle responsabilità oggettive e sul ruolo determinante che i media "democratici" occidentali hanno sempre avuto e continuano ad avere nel falsificare sistematicamente la realtà per giustificare le guerre e i massacri di cui siamo responsabili, sarebbe anche ora di farla, e andrebbe fatta.

      *i calci al sedere che gli "alleati americani" riservano ai loro vassalli non sono di certo una novità, e il nostro deretano è già temprato da innumerevoli colpi.

    1. oriundo2006 27 gennaio 2026

      Con otto miliardi di esseri più o meno umani la democrazia non può esistere. E' impensabile il modello ateniese, che già ai suoi tempi fu eccezione fra le 'poleis' e non funzionò più di tanto: l'aristocrazia risorse sempre dalle sue ceneri.
      Costituì il modello, è vero: ma fragile. Inoltre si basava su di un sistema schiavile di segregazione ed è impensabile che oggi possa costituire un precedente formale attendibile per le nostre società.
      Nei fatti, paradossalmente, lo costituisce solo per le moderne aristocrazie, che ne hanno mutuato la composizione elitaria e con ciò il diritto di parola e di decisione: ad Atene solo uomini ( e non donne ) liberi ( ad eccezione di tutti gli altri ) avevano il diritto ( ed il dovere ) di esprimere il loro giudizio: il 10% a dir tanto.
      Oggi se guardiamo all' Italia, dobbiamo dire che la cosa non è troppo lontana dall'essere simile. Si interessano al voto solo la metà o meno degli aventi diritto, gli altri non si sentono partecipi della vita pubblica o non si sentono rappresentati.
      Ma in realtà chi vota davvero nelle assemblee generali, Camera e Senato, come nelle Assemblee regionali, è solo una piccolissima parte del corpo elettorale.
      Sono gli 'aristoi' moderni con i loro portaborse, incaricati di formare gruppi di pressione per interessi ben concreti che molto spesso riguardano solo il 10 % dell' elettorato: ovvero i 'possidenti' ufficiali ( in realtà questi sono molto di più ) ma che oggi riguardano ancor meno si può dire ... lo 0,1.
      Dunque è un sistema piramidale formato su di una base elettorale fittizia spesso se non quasi sempre assente e comunque anche se fosse presente, non avrebbe diritto di voto nelle assemblee citate.
      Di che democrazia andate farfugliando ?
      Cent'anni fa ad accorgersi di questo, il sistema elettorale era nato a base censitaria ma poi si era evoluto ma senza l'apporto femminile e sempre strettamente oligarco-monarchico, fu il tanto vituperato Mussolini.
      Le sue riforme erano tese inizialmente a far partecipare il corpo elettorale 'popolare' al governo per ragioni di 'peso' elettorale fondato sulla sua persona di 'homo novus'.
      La successiva deviazione verso il sistema plebiscitario con l'abolizione della rappresentanza elettorale e la costituzione della Camera dei Fasci e delle Corporazioni voleva fare tendenzialmente una cosa sola: sottrarre agli oligarchi di allora, che erano in buona misura gli aristocratici fedeli al Re, il governo della Nazione, dato che il voto era dominato dalla loro presenza e dal loro controllo sui votanti sin nei paesi più piccoli e che costituivano la parte eminente dei membri eletti nel Parlamento di allora.
      Mussolini non capì se non troppo tardi che l'unica innovazione da fare era l'abolizione della monarchia per eliminare il suo peso politico nelle coscienze e nella vita sociale degli italiani. Anche elettorale...
      Per innovare davvero era indispensabile il regicidio 'mitico': dopotutto era socialista. Ma si decise a questo a guerra persa con l'incompiuto Statuto della Repubblica di Salò: troppo tardi, appunto, ma giusto in tempo per esser odiato a futura memoria da tanti.
      Per quello che aveva fatto e per quello che non aveva fatto.

    1. Dario Lampa 27 gennaio 2026

      Dittatura nazifascista o plutocratica (liberal-capitalista) è la stessa cosa: due mostri scaturiti dall'inconscio bestiale collettivo dell' umanità.

    2. maghi 27 gennaio 2026

      io ci metterei anche la dittatura comunista, ma se a te ti rode, lasciamo perdere.

    3. Dario Lampa 27 gennaio 2026

      Il comunismo è una naturale reazione del popolo oppresso alle due. Le prime sono dittature di una minoranza sulla maggioranza, il comunismo (almeno in teoria) una dittatura della maggioranza (del popolo dei lavoratori) sulla minoranza di oligarchi, dittatura almeno in una prima fase.

    4. ric 27 gennaio 2026

      non saprei se sia piu' facile migliorare positivamente un sistema comunista , o un sistema a capitalismo individuale come quello attuale che governa il mondo confidando nella sete di potere di alcuni megalomani individui...

    5. maghi 28 gennaio 2026

      l'essere umano non si può sublimare con le strutture o costruzioni politiche. Alla fine prevalgono sempre i moti oscuri della psiche. Comunque le dittature in nome del bene del popolo sono sempre più ben accette e quindi resilienti. Un esempio ne sono le religioni, che praticamente da 40.000 anni campano, perchè danno al popolino ignorante delle risposte sul significato dell'esistenza. Risposte che il più delle volte non hanno nessuna corrispondenza colla spiritualità, ma vanno bene lo stesso, tanto il QI dei fedeli è così basso che possono spararle come vogliono.

    6. maghi 28 gennaio 2026

      vale anche qui il commento sopra a Dario Lampa.

    1. avv. alessandro ballicu 27 gennaio 2026

      l'avvocato Lenin, già nel 1917, aveva compreso che le sedicenti democrazie liberali in realtà erano una vuota forma,che nascondeva la plutocrazia ovvero la dittattura dell'alta borghesia, quelle stesse persone plurimiliardarie che, oggi più che mai, governano il mondo comprando tutto ivi compresi i governi, i giornalisti e gli economisti dell'occidente, affinchè eseguano tutti i loro ordini cosicchè essi possano continuare ad arricchirsi e a comandare, sono in realtà più pericolosi del pagliaccio mussolini perchè vestiti da finti democratici liberali sono in realtà una cupola mafiosa di usurai, criminali, assassini e rapinatori. ll presidente trump li rappresenta incarnando tutti i loro difetti

    2. Tatiana Billi 27 gennaio 2026

      Condivido tutto fuorché l'ultima parte dato che ritengo Trump come il pagliaccio Mussolini: non si traveste in niente, questo è.

    1. Tatiana Billi 27 gennaio 2026

      Qualche anno fa cercando una ricetta, come sempre succede escono infiniti titoli, uno mi attrae e ci entro, era un proverbio arabo : "Per fare un ricco ci vogliono almeno 9 poveri". In pratica il mio proverbio! Da sempre non divido l'umanità per il colore della pelle, o per gli usi e costumi, ma Solo in ricchi e poveri. Nel luogo dove ci sono miliardari non ci può essere democrazia, ci sarà una dittatura, un regno, un impero, una plutocrazia, ma non una democrazia perché mai si è visto poveri che danno ordini ad un miliardario. I poveri sono in balìa dei ricchi. Entrando però nella definizione di democrazia scopro che esprime solo numeri, non concetti morali o meno. Quindi un regime di qualunque tipo che riesce a portare alle urne l'intera popolazione e questo regime vince con il 51% dei voti è una democrazia anche se il regime è una dittatura. Quindi per me le parole democrazia e fascismo non hanno affatto il significato che di fatto tutti gli attribuiscono. Assegnare alla parola democrazia valori che non ha, uguaglianza, solidarietà, empatia, giustizia sociale, detto da loschissimi megamiliardari disumani, è fonte di frode da parte del potere. La definizione fascismo serve solo a rendere il concetto di prevaricazione, violenza di un regime, è come immaginare il creatore di tutto ciò che E' e non hai la più pallida idea di cosa sia, sai solo che c'è perchè se tu ci sei e lui no, beh... E lo chiami Dio per rendere subito il concetto di creatore mettendo nella confusione chi ti ascolta perché identifica Dio con Bibbia, ma tu non intendevi per nulla quello, e quando dici che al Dio della Bibbia non credi, dopo averlo appena nominato, ti guardano strano. Si usano termini conosciuti quando non si sa come definire, o la definizione è troppo lunga.

    2. absitiniuriaverbis 28 gennaio 2026

      Scrivi "Quindi un regime di qualunque tipo che riesce a portare alle urne l’intera popolazione e questo regime vince con il 51% dei voti è una democrazia anche se il regime è una dittatura."

      Ritengo che basti ed avanzi!
      E senza tirare in ballo né il numero dei votanti né la prevaricazione esercitata dai media di regime {politico e religioso) né la supposta preparazione dei votanti.

    1. Marco Fontana 27 gennaio 2026

      E non è finita: oggi è il Giorno della Memoria, a Gaza ricorderanno con riconoscenza.

    2. ric 27 gennaio 2026

      e inoltre sarebbe necessario coniare un temine piu' specifico per indicare l' antisemitismo . gli stessi ebrei sono i piu' anti-semiti al mondo .odiano tutti PALESTINESI e tutto il mondo ARABO che sono il 95% dei popoli SEMITI .Ma si sa ormai che a loro e' concesso il privilegio di decidere chi i semita da massacrare , da chi e' SEMITA da osannare.

      Mentre l' anti ebraismo ne specificherebbe l' arroganza delle pretese del loro Dio fatto a loro immagine e somiglianza per il loro dominio sui popoli della terra ( talmud docet ) che tra l'altro l' hanno scritto da loro...per intervento divino.....l' antisemitismo come termine ne allarga ogni forma di casistiche , senza approfondire.....ma della serie che se quardi "storto " un ebreo diventi antisemita , ma se dai la mano ad un PALESTINESE diventi un terrorista...

      semita = discententi di SEM , figlio di NOE' come CAM e YAFET ....
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      https://www.ilkaire.it/2024/02/10/semiti-ed-ebrei-chiarezza-sulle-parole/

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    3. Tatiana Billi 27 gennaio 2026

      Mosè non avrebbe potuto riunire tribù nomadi di pastori e dare loro ordini perentori, lo avrebbero deriso, così è sparito per un pò e si è presentato con le leggi che un Dio gli avrebbe passato, vai a disobbedire ad un Dio... Un Dio che non vuole contatti (?!?) Moseè è l'unico tramite... Perfetto! Ecco realizzato il suo sogno e quello delle tribù che avevano necessità di un forte protettore, schiacciate tra egiziani e mesopotamici. Più di un Dio, caspita! Quando gli ebrei, sacerdoti, sono finiti prigionieri in Babilonia il sogno si è frantumato, ma i furbi sac erdoti hanno girato la frittata, il Dio c'era ancora, quella era una "prova" da dover superare per dimostrargli la solidità della loro fede... Bingo. E questo Dio è stato poi usato da altri, con variazioni sul tema, che lo hanno trasformato in scusa per le azioni più oscene, tragiche, si possano concepire, si pensi l'ultima, Dio l'immobiliarista di Gaza... Il "grande Israele". Questa affermazione è una offesa
      alla dichiarazione Universale dei Diritti Umani, adottata dall'ONU il 10 dicembre 1948, che sancisce diritti inalienabili per tutti gli esseri umani, senza distinzioni. I pilastri fondamentali includono il diritto alla vita, libertà, sicurezza, uguaglianza davanti alla legge, proibizione della schiavitù e della tortura, e la libertà di pensiero.

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