La disgustosa sudditanza del telegiornale di RAI 1 per la pseudo-cultura anglo-americana

La disgustosa sudditanza del telegiornale di RAI 1 per la pseudo-cultura anglo-americana

Di Franco Maloberti per ComeDonChisciotte.org

Da qualche tempo guardo il telegiornale RAI 1 della sera per verificare il livello di sudditanza di quello che dovrebbe fornire un servizio pubblico, pensato “non solo come occasione di intrattenimento ma anche come strumento di educazione e informazione”.

A tal fine sono riconosciuti come obiettivi prioritari [1]:

  • la libertà, la completezza, la trasparenza, l’obiettività, l’imparzialità, il pluralismo e la lealtà dell’informazione;
  • la valorizzazione della rappresentazione reale e non stereotipata della molteplicità dei ruoli del mondo femminile nel pieno rispetto della dignità culturale e professionale delle donne, anche al fine di contribuire alla rimozione degli ostacoli che di fatto limitano le pari opportunità;
  • la diffusione atta alla fruizione gratuita di contenuti di qualità;
  • un elevato livello qualitativo della programmazione informativa caratterizzata da una visione europea e internazionale dal pluralismo, dalla completezza, dall’imparzialità, dall’obiettività, dal rispetto della dignità umana, dalla deontologia professionale, dalla garanzia del contradditorio adeguato, effettivo e leale al fine di garantire l’informazione, l’apprendimento e lo sviluppo del senso critico, civile ed etico della collettività nazionale, nel rispetto del diritto/dovere di cronaca, della verità dei fatti e del diritto dei cittadini a essere informati;
  • assicurare una gamma di programmi equilibrata e varia in modo da garantire l’informazione e l’apprendimento;
  • stimolare l’interesse per la cultura e la creatività, l’educazione e l’attitudine mentale all’apprendimento e alla valutazione e sviluppare il senso critico dei telespettatori;
  • la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, linguistico e l’ambiente nazionale e locale;
  • la promozione di un’approfondita conoscenza dell’Italia e del mondo e del contesto europeo e internazionale dell’Italia;
  • ….

Tutto bla bla, invece, ogni fine telegiornale, immancabilmente, decanta un qualche saltimbanco o giocoliere americano o inglese. Sia questo attore, cantante, regista, ballerino o mediocre qualsiasi. Il tutto è condito da spumeggianti video con un vocale entusiasta, appassionato, per far intendere che quei guitti sono la fine del mondo. Alla fine, c’è un sorrisino, tra ebete e compiaciuto, della presentatrice o del presentatore.

Spesso non si comprende il nome del tizio di turno. Si capisce comunque che il celebrato è un morto o uno che ha compiuto gli anni, oppure un tizio che ha fatto un nuovo film o un musical fantasmagorico. Un aspetto ricorrente è la violenza, che è la firma perenne dei telefilm americani. Si spara e si uccide continuamente, tanto per far capire che loro, i gringo, non scherzano. Oppure, si pubblicizza un mondo irreale, con mostri che sputano fuoco, robot con piedi da dieci metri che, alla fine, vengono battuti dai soliti eroi di muscolosa cartapesta.

Per qualche giorno ho cercato di annotare il livello di sudditanza. Un giorno c’è stato un servizio su un film di Kubrick, che, perbacco, secondo Wikipedia, è stato un famoso regista e fotografo americano. Ampiamente considerato uno dei più grandi registi di tutti i tempi. Anche la Treccani dice che è stato un grande. Va’ be’, io che lo confondo con l’inventore del cubo di Rubik, sono un somaro. Comunque, dopo Kubrick, c’è stata la celebrazione di un film che deriva da un video (o viceversa), con tanto di effetti speciali e musiche assordanti. Non contenti, i baldi redattori del TG1 hanno dato la lieta notizia di una festa, non ho capito dove, a cui ha partecipato Lady Gaga, che sarebbe, sempre secondo Wikipedia, una delle migliori interpreti pop.

Il giorno successivo è stato il turno di un certo Brian, non so se inglese o americano. Terminata la glorificazione di Brian, c’è stata la rievocazione delle avventure di Harry Potter e, poi, tanto per gradire le noti di una certa “Cruel summer” cantata, forse, da Taylor Swift, una tizia che, secondo Wikipedia, è stata la prima ad accumulare un miliardo di dollari facendo la canterina. Una tale iniezione di sana anglo-americanità è bastata per quella sera. Fine del telegiornale.

Il terzo giorno di osservazione ha registrato solo due american-inglesate. Chloe Qisha, una canterina malese educata in Inghilterra e Benson Boone, un giovanotto americano con baffetti da sparviero. Dopo quelle indagini, ho osservato che ogni sera c’erano due o tre elogi di canterini, attori, film di animazione anglo.

Parecchi giorni fa ho notato una preoccupante assenza di spot, cosa che si è ripetuta per altri due giorni. Sarà stato per il cordoglio per la dipartita di Francesco o una virata di centottanta gradi perché gli USA vogliono (a parole) fare la pace, mi sono chiesto. Finalmente, la cosa si è risolta con una ripresa a tutto vapore di spot per la pseudocultura: un film Marvel che mostra mostri che mangiano con fauci enormi la macchina da presa. Subito dopo, un tizio con i capelli bianchi che canta a perdifiato. Infine, la sempreverde (si fa per dire) Barbra Streisand.

Il giorno dopo, uno stacchetto su un non-mi-ricordo-chi attore americano e, udite udite, Lady Gaga (Stefani Joanne Angelina Germanotta) che doveva fare un concerto a Copacabana con la previsione di più di un milione di carioca ad acclamarla. Mica pissi-pissi bau-bau …

Dato che la cosa continua imperterrita, ho deciso di interrompere le mie osservazioni e mi sono chiesto la ragione di tanto affetto per questi anglo-saltimbanchi. Sarà che il direttore del TG1, certo Gian Marco Chiocci, era un fan della musica country quando aveva i calzoni corti? O che, dato che prova tanto affetto per la Meloni, vuole favorire la conoscenza della “cultura” anglosassone?

Forse c’è un’altra spiegazione. Un po’ arzigogolate e, certamente, subdola. Ho letto recentemente un articolo di “The Frontier Man”, lo pseudonimo di un poeta, scrittore, musicista e artista visivo americano, intitolato “L’impero delle bugie deve cadere” [2]. L’articolo inizia dicendo: “ La menzogna viene sempre prima”, ma forse, nel caso di TG1 la menzogna viene sempre alla fine della trasmissione. Quello che mi ha colpito sono le seguenti affermazioni di The Frontier Man:

La menzogna che ammanta la sua violenza di virtù. Non solo la violenza in sé, ma la facilità con cui viene resa invisibile, la velocità con cui viene trasformata in intrattenimento. L’Impero americano non è solo una macchina da guerra. È una fabbrica di miti. Miti così seducenti, così coinvolgenti, che trasformano la complicità con l’omicidio in identità. Questa non è solo dominazione, è stregoneria. Una sorta di conquista psichica che sostituisce la realtà con il rituale, la coscienza con il costume. Un impero il cui potere non si basa solo sulla supremazia militare, ma sulla supremazia narrativa: la capacità di far percepire l’ingiustizia come ordine, lo sfruttamento come generosità e la guerra come sicurezza. Questo Impero non si limita a commettere atrocità; crea complici. Attraverso schermi che romanticizzano la guerra. Attraverso slogan che seppelliscono il genocidio sotto eufemismi. Attraverso il silenzio che soffoca ogni grido degli oppressi, l’Impero ha perfezionato un tipo di violenza che non ha bisogno di catene, solo di fede. L’Impero più efficace non è quello che schiavizza i corpi, ma quello che colonizza le menti. L’imperialismo americano ha fatto qualcosa che pochi imperi nella storia sono riusciti a fare: ha insegnato alle persone a identificarsi con la propria propaganda. Il suo più grande trionfo è psicologico.

Le asserzioni di The Frontier Man sono forti e si collocano in un contesto molto più drammatico, ma sono utili per un’estrapolazione al caso ‘buffo’ in esame. La menzogna quotidiana è che i saltimbanchi pubblicizzati sono eccezionali, e che le loro prestazioni (spesso supportate da alcool o altri eccitanti) sono da ammirare e imitare. È la capacità di far percepire la mediocrità come abilità. In effetti, siamo in presenza di un tentativo di schiavizzare i corpi e colonizzare le menti. È un indottrinamento che fa dimenticare la nostra cultura, i nostri valori e spinge alla imitazione di modi di vivere e evitare di pensare che non quei modi non sono “eccezionali” ma disdicevoli. Infatti, scrive ancora The Frontier Man

L’eccezionalismo è il mito sacro al centro dell’Impero: la convinzione che una nazione, un popolo, un modo di vivere siano intrinsecamente superiori a tutti gli altri. È una storia raccontata non come un’aspirazione, ma come un destino. Questa convinzione non è benigna; è il motore ideologico che giustifica il dominio e la sottomissione. Perché se un popolo è eccezionale, ciò che fa non è soggetto agli stessi standard morali degli altri. Le loro guerre non sono guerre di aggressione, ma di liberazione. La loro ricchezza non è sfruttamento, ma ricompensa. Il loro controllo non è tirannia, ma amministrazione. … L’eccezionalismo genera una cecità spirituale: la convinzione che il mondo debba conformarsi a una visione e che coloro che resistono debbano essere corretti, puniti o cancellati. … È rafforzato da una macchina mediatica mainstream compiacente che inonda il pubblico di storie di eroismo, mai di orrore.

È quanto sopra che fa pensare ai servi sciocchi e che porta a una lettura non convenzionale delle scorribande della banda di Gian Marco Chiocci nelle praterie anglo-americane.

Di Franco Maloberti per ComeDonChisciotte.org

07.07.2025

Franco Maloberti. Professore Emerito presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Informatica e Biomedica dell’Università di Pavia; è Professore Onorario all’Università di Macao, Cina, dove è stato insignito della Laurea Honoris Causa 2023.

NOTE

[1] https://www.rai.it/dl/docs/1450349266496Codice_Etico_Rai_Cinema.pdf

[2] https://www.versesvisions.com/p/the-empire-of-lies-must-fall

Commenti (31)

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Mostra commenti 31 caricati
    1. XaMAS 10 luglio 2025

      beh, non ritenere kubrik un grande regista...

    1. omega 8 luglio 2025

      Telesoros col Mentitore e Tg3 col Sarchiapone le peggiori.

    1. omega 7 luglio 2025

      Oggi stavo per l'appunto seguendo il tg1 (cosa che non faccio praticamente mai) quando, ad un certo punto, è comparso un ampio servizio in cui era trattata la vicenda di una danzatrice del ventre egiziana, naturalizzata italiana dopo un matrimonio finito poi male, arrestata nel suo Paese d'origine.
      Disgustato, ho spento il televisore.

    2. ric 8 luglio 2025

      sai...noi abituati alla berte' .... e ai GAY PRIDE pretendiamo di insegnare agli altri la morale

    1. DrCaligari 7 luglio 2025

      Caro Franco (parlo con fresca franchezza), eppure lei ha tratto delle bellissime considerazioni da quei Tg1, quindi le hanno fornito molti spunti diciamo: forse non è tanto quello che si dice ma quello che si comprende o riceve. Sulla colonizzazione culturale avveniva già ai tempi degli antichi Romani (e ancor molto prima per la verità) che in parte portarono il diritto, l'architettura, l'arte, la filosofia e molto altro alle popolazioni barbare e in parte furono conquistati a loro volta dalla cultura greca. A mio modesto parere non conta tanto l'Italia o l'America per esempio, quanto piuttosto che sia la mappa del mondo migliore ad affermarsi. Gli Usa li possiamo criticare certo, però ci hanno liberati loro e hanno garantito un sistema che fornisce molto benessere, forse la percentuale più ampia possibile chi lo sa. Ora forse lei nota un'involuzione, mi permetto di interpretare parte del suo pensiero, ma allora se è così confonde cause con effetti: il peggioramento del tg1, e ancor prima del parco artisti americano, rifletterebbe un indebolimento del loro spirito. Quindi comunque ad ogni modo sarebbe più corretto andare alle eventuali cause volendo muovere delle critiche. La saluto, grazie ancora

    2. Sic 7 luglio 2025

      Lei ricorda per caso quale barbaro fece cadere l'Impero Romano d'occidente? Ah sì, Odoacre, germanico.

    3. DrCaligari 7 luglio 2025

      Veramente io ricordo che gli storici dibattono da decenni, se non di più, sui reali motivi della caduta dell'impero romano. Di Odoacre, certo intendo, conosco solo Chierico. Perché c'ero, mentre 1600 anni fa chissà. Stando sul certo, Odoacre Chierico appunto dico, già lo stesso nome racconta di un'invasione subita sì, ma poi prontamente riassorbita per un totale di uno spirito che ne esce più forte. Quello che premettevo confermo ancora, quindi.

    4. BrunoWald 9 luglio 2025

      "Gli Usa li possiamo criticare certo, però ci hanno liberati loro e hanno garantito un sistema che fornisce molto benessere, "

      Liberati da chi? Da noi stessi?

      E loro avrebbero "garantito il nostro benessere"? Ammazzando Mattei (fra gli altri), affossando la Olivetti, facendo saltare qualche bombetta qua e là, ogni tanto?

      Io direi che il benessere ce l'hanno garantito un paio di generazioni di italiani e centinaia di migliaia di piccole e medie imprese, di artigiani, di gente che ce l'ha messa tutta perché allora valeva la pena. Poi è finita la Guerra Fredda e, guarda caso, i nostri liberatori ci hanno ridotto in pochissimo tempo in quella ex-nazione che siamo adesso.

      Thank you very much!

    5. DrCaligari 10 luglio 2025

      Lo vedi Bruno stai in polemica, ma mica con me eh lo so. Dici da noi stessi: vent'anni di imposizioni più una guerra finita al gatto, e da Chi ti devo dire? Mattei un grand'uomo questo non discuto, però ti faccio un esempio se tu agli Arabi dai il 50 per cento dei ricavi poi coi decenni quelli si fanno pari a noi e chi garantisce che con la religione particolare che hanno non gli viene voglia per davvero di ammazzarne un bel po' di sti cagnacci infedeli? E' un'ipotesi parlo di robe che sto al buio ma un quadro io cerco di dipingermelo sempre e comunque. Discorso Olivetti: altro grandissimo uomo ma io non credo che gli anglosassoni pigliano e ti eliminano cosi d'emblee, si vede che non ci si è capiti che ti devo dire li le informazioni sono davvero poche o nulle (sempre se è vero che non fu semplice infarto voglio dire, per assurdo diciamo). Che noi abbiamo lavorato sodo mai messo in discussione, tanto che io il mazzetto me lo continuo a fare pure dopo più di trent'anni dall'esordio del culetto bianco bianco di neonato mio. p.s un latino, un africano, un sudamerica per dire li puoi tradire, certo è brutto ma si può, ora non entrare nel merito che io non tradisco ma è solo per giungere al dunque: un Anglosassone non puoi. Uno del profondo Nord non puoi. E allora mi chiedo perché. La risposta che mi do, io personalmente eh, è che in una landa desolata con meno 40 graddi tradire significa uccidere. Poi logico che pure nel deserto un favore non lo fai ok, ma come dice Clint se risparmi il fiato e cammini uno come te ce la può fare.

    6. BrunoWald 10 luglio 2025

      "vent’anni di imposizioni"

      Perché, prima di quei vent'anni non si imponeva? E negli ottant'anni seguenti, non ci hanno imposto nulla? Ma se hanno rivoltato gli italiani come un calzino!

      Su youtube trovi un sacco di video del ventennio: confronta quelle folle entusiaste, quei volti felici, anche un pò ingenui ma che irradiavano gioia di vivere, con i musi lunghi, le espressioni incattivite, gli sguardi depressi della gente che ti circonda ora (ma anche trent'anni fa, se è per quello...), l'egoismo, la solitudine, l'ansia, le pasticche per dormire, le droghe, la delinquenza, le famiglie sfasciate e i bambini che non nascono più, anche perché spesso li ammazzano nel ventre della mammina, e poi vediamo se stiamo meglio "in democrazia"...

      Sarei stato contentissimo se non mi venivano a liberare.

    7. DrCaligari 11 luglio 2025

      Mischi sempre un po' di tutto, diventa poco facile cosi. Ad ogni modo sto sull'ultima che hai detto: contento si, pure io, però la felicità di uno che ha perso il treno. Perché oh noi mica siamo meglio di tutti gli altri messi insieme eh, autarchia vuol autarchia. Cioè lasciare giu gran parte del meglio. Poi tutti sti americani ma che fastidio te danno dico, stanno a casa loro ci mandano vabbe un po' di coca cola qualche hamburger ma non sono poi cosi male dai fatte una risata ogni tanto.

    1. uomospeciale 7 luglio 2025

      Francamente, ma chi lo guarda più il TG1?
      Era un TG vergognoso anche 35 anni fa, figuriamoci cosa è diventato oggi..
      io da quando esiste internet la TV non la guardo proprio più del tutto, ho staccato l'antenna dalla TV del salotto e uso il maxi schermo solo per i videogiochi e per lo Streaming da internet*
      Anche in questo momento sto usando una TV solo come schermo del PC e non l'ho mai collegata all'antenna.
      La TV ormai è solo una antica, polverosa, decadente, decrepita reliquia del passato.

      *Con la funzione di traduzione automatica dei siti puoi ricevere notizie e approfondimenti su ogni argomento da tutto il pianeta:
      altro che le notizie censurate da giornalisti servili o l'isola dei falliti... E altre schifezze che ci propinano in TV.

    2. Tipheus 7 luglio 2025

      Do il mio piccolo commento in materia. A casa la TV, per abitudine e per prendere sonno, la guarda solo mia moglie. Io non so più da quanti anni non la vedo. I miei figli non ne parliamo. Pensano sia un soprammobile etrusco. Certe volte, accesa in sottofondo, può capitare per sbaglio arrivi qualche eco del TG1. Per quanto siano pochi fotogrammi, di qualunque cosa parlino, mi sorprende quanto faccia schifo e quanto si sia allontanata dalla versione anni '80 (l'unica che sforzandomi ricordo), che mi faceva schifo già allora, ma ora sempre peggio. Se sono costretto a restare impongo alla signora (che non lo segue peraltro) il cambio del canale: solo telenovele turche o film antichi (XX secolo). Secondo me i post che faccio su X hanno più visualizzazioni del TG1, ma forse mi sbaglio.

    3. uomospeciale 7 luglio 2025

      Sopratutto la traduzione istantanea dei siti in tutte le lingue è un cambiamento epocale perché ti consente in un istante di aggirare qualsiasi censura leggendo le notizie internazionali sui siti esteri ma nelle tua lingua
      Ad es:

      https://www.friatider.se/gruppvaldtog-flicka-tills-hon-nastan-forblodde-slipper-fangelse

      Con le giuste patch del browser questa pagina o qualsiasi altra la leggi in italiano quasi perfetto compresi i giornali Russi e Cinesi
      Altro che sorbirci le veline dei TG..

      Per dire ecco la pagina sopra come appare sul mio PC:

      --------------------------------------------------------------------
      Lo stupro di gruppo a Järvafältet
      https://www.friatider.se/sites/default/files/styles/wide/public/45fg43_0.jpg© Polizia
      Foto della polizia scattate nella casa coloniale e nei pantaloni della ragazza dopo la notte dello stupro.
      Ragazza stuprata da un gruppo fino quasi a morire dissanguata – evita la prigionePubblicato il 10 marzo 2021 alle 9:59
      Domestico. La ventiduenne Mehdi ha partecipato a quello che è forse lo stupro di gruppo più brutale in Svezia dei tempi moderni. La ragazza è stata violentata con una pistola, tra le altre cose, tanto che la sua vagina è scoppiata ed è stata infine abbandonata – dopo un'intera notte – apatica in una pozza del suo stesso sangue. Ora Mehdi è stata condannata a 200 ore di servizi sociali.

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      Mostra tutto
      Era il 19 giugno 2014 quando una banda di immigrati portò una ragazza adolescente svedese in una casa estiva a Järvafältet, un'area verde circondata da Husby, Rinkeby e Tensta.
      Lì hanno tenuto ferma la ragazza e si sono aiutati a vicenda a violentarla, sia vaginalmente che oralmente. Non è chiaro esattamente quante persone l'abbiano violentata, ma secondo la ragazza, forse dalle cinque alle otto persone.
      När flickan skrek tryckte en av männen, påhejad av de andra, upp en pistol eller ett pistolliknande föremål i hennes mun.
      "Se non la smetti, ti uccido", disse.
      Dopo aver terminato i ripetuti stupri, uno degli immigrati conficcò la pistola nell'addome della ragazza, facendole perdere molto sangue.
      «Ora anche tu ne potrai godere», spiegò, secondo il verdetto.
      La vittima ha dichiarato in seguito di aver sentito qualcosa "rompersi" nell'addome e di aver pensato di morire.
      Poi uno degli stupratori, insieme a un'altra persona non identificata, trascinò la ragazza in un'auto e la portò in una stanza seminterrata a Ljungplan a Rinkeby, dove i gravi abusi continuarono.
      Sotto la minaccia della violenza, un uomo ha violentato la ragazza sanguinante oralmente, mentre l'altro l'ha violentata vaginalmente.
      La mattina presto, la ragazza riuscì a chiamare il padre e gli disse che stava sanguinando e che si trovava in uno scantinato da qualche parte a Rinkeby. Il padre salì in macchina e guidò in giro alla ricerca della figlia finché finalmente la trovò, completamente ricoperta di sangue.
      "Non riesco a immaginare che un'altra persona possa sentirsi peggio di lei in quel momento", ha detto in seguito il padre.
      Tre immigrati ventenni sono stati condannati nel dicembre 2014 per stupro aggravato della ragazza.
      Nella primavera del 2020, la polizia è riuscita a identificare un altro autore, che ora ha 22 anni e vive a Järfälla, ma è originario del mondo arabo. Aveva poi frodato diverse persone anziane, ed è stato quindi arrestato al momento del suo arresto da parte della polizia. Il Centro Nazionale Forense (NFC) ha poi ricevuto un riscontro del DNA che corrispondeva alle tracce del caso di stupro di sei anni prima.
      Tra le altre cose, sulle labbra della ragazza era stato trovato anche lo sperma di Mehdi, ma solo ora è stato possibile identificarlo.
      Mehdi è stato condannato a un anno di carcere dal tribunale distrettuale per stupro aggravato in primavera. Tuttavia, il verdetto è stato impugnato in appello, che ha rinviato il caso al tribunale distrettuale.
      Ora il nuovo verdetto è stato emesso dal Tribunale distrettuale di Solna, e questa volta la pena è ancora più bassa. La ventiduenne è stata condannata a 200 ore di servizi sociali per stupro aggravato.
      Il Tribunale Distrettuale ha stabilito "che la pena per il fatto ammonta a 5 anni di carcere, tenendo conto della legislazione vigente all'epoca del fatto". Tuttavia, si osserva che Mehdi aveva 15 anni al momento del reato e che sono trascorsi più di sei anni dall'accaduto.
      "La situazione in questo caso non è del tutto comune: un ventiduenne viene condannato per un crimine commesso quando ne aveva 15. Ciò significa che non c'è margine per scegliere una delle sanzioni speciali per i minorenni altrimenti disponibili, mentre allo stesso tempo le ragioni contro la detenzione o la pena alternativa alla detenzione non sono più così forti come se Mehdi avesse ancora meno di 18 anni", scrive la corte.
      In sintesi, "il tribunale distrettuale ritiene che la pena debba essere una pena sospesa e lavori socialmente utili".
      A Mehdi è stata concessa la cittadinanza svedese e pertanto, secondo la legislazione vigente, non può essere espulso.
      La consigliera Louise Conradi ha firmato il verdetto. La corte è stata unanime.
      -----------------------------------------------------------------------

      Come puoi vedere la traduzione è perfetta e vale anche per i siti cinesi o russi.

    4. Moderatore 12 luglio 2025

      Il commento era finito in moderazione in via automatica per l'inserimento di più link.
      Ricordiamo che va inseirto un link per commento, con la relativa descrizione.
      La ringraziamo della collaborazione.
      E ci scusiamo del ritardo.

    1. Brule 7 luglio 2025

      Bel pezzo.
      Ma temo sia così perchè la prima forma di conquista è stata quella cognitiva con il cinema.
      Che è mito, soprattutto. Ovvero strumento cognitivo utile a rinsaldare i valori della società che lo genera.
      Senza mito non c'è cosmo, la realtà organizzata.
      Il gioco è questo, fateci caso che non passano neanche per sbaglio nessuna opera cinematografica di altri paesi, al di fuori del mondo anglosassone non c'è nulla, c'è il chaos, la realtà non organizzata, dove non si potrebbe vivere.
      C'è un bel video di Roberto Marchesini su cinema e carattere nazionale, su youtube.
      Mi punge vaghezza, dopo averlo visto, che la CIA condizioni direttamente i palinsesti, e soprattutto la produzione cinematografica.
      Nessun personaggio del cinema italiano può essere oggetto di identificazione e immedesimazione. Solo i personaggi del mondo americano.

    2. emilyever 7 luglio 2025

      Ma fatemi capire:il problema del tg 1 sarebbe la sudditanza culturale al cinema e alla musica anglosassone? Immagino, perchè non lo seguo, che la parola genocidio per Gaza sia stata bandita, e che si continui ancora oggi la storia dell'aggredito e dell'aggressore e amenità varie delle formule del recente passato. E poi chi scrive il pezzo deve cercare su wikipedia chi fosse Stanley Kubrick? mah.

    3. ndr60 8 luglio 2025

      Ti consiglio la lettura dei saggi di John Kleeves, pseudonimo di Stefano Anelli: saggista molto critico verso gli USA, parla di Hollywood come una vera e propria agenzia governativa atta a falsificare l'immagine degli Stati Uniti nel mondo. Purtroppo è finito male, casualmente o forse no.

    4. Brule 9 luglio 2025

      Grazie per la segnalazione!

    1. Dario Lampa 7 luglio 2025

      Pseudo-cultura... Esatto! Diceva il mio bisnonno erborista:" Si può mai cavare.sangue dalle rape?. Cioè, come in questo caso, da barbari inciviliti i quali fino a qualche secolo fa ancora danzavano intorno a un totem guidato da uno stregone "druido'?
      Per quanto poi riguarda la RAI non si tratta di sudditanza ma di "putrida", servile, malevole "prostituzione intellettuale".
      Ma codeste prostitute grassamente foraggiate dai nuovi barbari anglo-(giudaici)-americani se ne fregano dell' etica e della morale, se ne fregano del continuo "stupro" della nostra millenaria cultura e delle nostre millenarie tradizioni popolari vera ricchezza nostra e di ogni altro popolo.

    2. ric 7 luglio 2025

      e degli anglo l' itaglietta ne ha un instancabile sostenitore...

      https://i.ytimg.com/vi/B1Is2xYSuY4/sddefault.jpg

    3. nicolcass 7 luglio 2025

      squallido venditore di pentole taroccate

    1. Shax 7 luglio 2025

      Per me la più squallida e vomitevole propaganda anglo si evince dalle decine di servizi e 'speciali' televisivi dedicati alla demoniaca casa reale inglese.
      Siamo evidentemente uno dei paesi occultamente sotto la corona britannica altrimenti non si spiegherebbe tale ridicola reverenza verso un potere monarchico che tra l'altro abbiamo abolito in casa nostra.
      L'ossequenza verso i windsor è quanto di più abominevole ci propina la propaganda nostrana.

    2. Martin 7 luglio 2025

      Concordo, è incomprensibile, specie calcolando che esistono diverse altre famigli reali in Europa: Spagna, Olanda, Danimarca, Svezia, Norvegia.
      Gli Italiani che si dichiarano anglofili o filo britannici sono la categoria più stupida, ignorante ed invertebrata che esista, non ci si può sbagliare

    1. gix 7 luglio 2025

      Non è da oggi che l'andazzo è così, in questo la continuità becera dei tg e dell'informazione, a prescindere dal regime politico, è disarmante. Guardavo ieri un paio di film italiani, commedie di discreto successo di 40/50 anni fa, senza particolari pretese autoriali: uno era "febbre da cavallo"del 75, l'altro "troppo forte" dell'85. Film visti ormai innumerevoli volte, eppure con ancora una buona capacità di tenere l'attenzione e persino di strappare qualche sorriso inaspettato. Improvvisamente, forse non avendoci mai pensato prima, uno guarda al linguaggio, alla capacità di tenere un filo di discorso anche nelle scenette più banali, la ricostruzione del tema della scena secondo un percorso chiaro, facilmente comprensibile e con una sequenza logica che comunque ha la capacità di coinvolgere e stimolare anche lo spettatore più ebete. Si capisce bene la differenza con la comunicazione odierna, priva di articolazioni simili e quindi di stimoli e di coinvolgimenti appena un pò più impegnativi. I Tg sono lo specchio di tale situazione, sembrano pubblicità (ne hanno i tempi e i modi) del resto tolte le notizie principali (si e no un quarto della loro durata), che potrebbero svegliare chissà quali processi mentali e moti di ribellione, rimane loro solamente una sequela di immagini e musiche che si fa fatica anche solo a collegare tra loro, se non distrattamente. Se hanno fatto così per coinvolgere i giovani, che sono privi dei riferimenti necessari per poter paragonare i vari tipi di comunicazione, mi sa che è una strategia perdente, visto che i TG, e buona parte della tv, ormai li guardano soprattutto e solo i "telemorenti".

    2. nicolcass 7 luglio 2025

      la differenza era negli sceneggiatori...che qualche frequentazione nel quartiere allora la facevano...

    3. gix 7 luglio 2025

      Verissimo, gli sceneggiatori di allora non avevano cellulare o peggio intelligenza artificiale, quindi dialoghi e situazioni dovevano andarsele a cercare sul campo...Non credo però che sia un problema di qualità degli sceneggiatori o culturale di per sè, piuttosto viene prima l'impoverimento culturale e della comunicazione, anche artistica, che finisce per favorire autori meno brillanti. Che poi questa involuzione sia voluta e appositamente favorita, direi che ci sono pochi dubbi.

    1. nicolcass 7 luglio 2025

      é sufficiente vedere la qualità della produzione Netflix / disney...

    2. Martin 7 luglio 2025

      Ma meno male che c'è Netflix. almeno non sono costretto a vedere pseudo attori come Favino, Servillo o la Cortellesi, tutti raccomandati della sinistra, o pseudo registi come Sorrentino, letteralmente patetico

    3. nicolcass 7 luglio 2025

      Servillo gran terrone a me piace, guarda come sono laico e sportivo :-))..tra le facce di emme hai scordato amendola, germano , edoardo leo .. al loro confronto Fantozzi era un sovranista legaiolo

    4. Martin 7 luglio 2025

      La cosa più ridicola è anche l'arroganza di questi attori e registi, tutti raccomandati a sinistra.. Favino afferma di essere discriminato perchè italiano, non si rende conto nemmeno di aver la faccia da pastore sardo, Servillo ha l'aria del super terrone supponente con l'unghia lunga di chi non ha mai lavorato, Ammendola ex cocainomane è letteralmente impresentabile a nord di Viterbo, Sorrentino fa solo ridere i polli, la Cortellesi pensa di essere la nuova Magnani, non parliamo di quell'altra, la Irene Vetere la cd "musa" di quel ritardato di Paolo Virzi'.

      Dico avevamo Fellini, Rossellini, Visconti, Sergio Leone, Ugo Tognazzi, Paolo Villaggio, Monica Vitti, Renzo Montagnani, Adolfo Celi, è triste vedere come siamo ridotti oggi. Tra i pochi attori che salvo c'è Scamarcio

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