Di Lo Sparviero per ComeDonChisciotte.org
Pubblichiamo la dichiarazione di grande valenza politica emanata dal Congresso ebraico antisionista tenutosi a Vienna a metà luglio che ha riunito oltre 1.000 ebrei e non ebrei antisionisti. Alla conferenza hanno preso parte con relazioni di grande spessore storico relatori del calibro di Stephen Kapos (sopravvissuto ebreo ai campi nazisti), del noto prof. Ilan Pappé, di Yakov Rabkin ed altre autorevoli personalità fra le quali anche Francesca Albanese (relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi).
La dichiarazione del Congresso ha una grande importanza politica non solo perché condanna i crimini dello Stato di Israele e le potenze occidentali che lo sostengono e, contro questi poteri, afferma “il diritto delle persone che vivono sotto occupazione a difendersi con ogni mezzo”; non solo perché “rifiuta categoricamente l’affermazione che Israele agisca per conto degli ebrei o che le sue attività criminali siano sostenute da tutti gli ebrei” invitando “gli ebrei di tutto il mondo ad opporsi allo Stato sionista”. Ma anche perché respinge l’inganno (più che la illusione) della (pretesa) soluzione “due popoli-due Stati”, prospettando invece la soluzione di “un futuro di uguaglianza, giustizia e dignità per tutto il popolo della Palestina, una terra dove la convivenza e il rispetto reciproco possano tornare a prosperare”. Il Congresso avanza quindi la soluzione democratico-borghese di un unico Stato multiconfessionale che si costituisce sulle ceneri dello Stato sionista da abbattere in una dinamica di lotta unitaria e comune fra ebrei antisionisti ed oppressi arabo-islamici (e di qualsiasi altra credenza).
Alcuni molto acuti osservatori e commentatori di questo storico Congresso (1) hanno posto una domanda “scabrosa”, forse la domanda cruciale (tratta dal sito Strategika.fr):
“perché il governo israeliano fa così poco per salvare le apparenze? Ad esempio, perché non fa di più per impedire che gli abusi commessi dai suoi stessi soldati vengano pubblicati sui social media? E perché bombarda sfacciatamente e apertamente ospedali, scuole e centri di distribuzione alimentare?”.
La risposta che essi danno è, terribilmente, la seguente (sottolineature nostre):
“Il regime israeliano non ha alcun interesse a compiacere l’opinione pubblica internazionale; anzi, è proprio il contrario. Il suo obiettivo non è solo quello di mantenere la falsa amalgama tra ebraismo e sionismo, ma anche di provocare una vendetta contro gli ebrei; ciò fa parte di una continuità storica, alimenta una narrazione di persecuzione e contribuisce al malessere degli ebrei della diaspora nelle rispettive nazioni. Questo è un obiettivo strategico che i pianificatori sionisti perseguono da oltre un secolo. Quel che è peggio è che la sceneggiatura escatologica in corso prevede che alla fine il mondo intero dovrà rivoltarsi contro Israele e i suoi abitanti; secondo i fanatici ossessionati dall’escatologia, questo è l’ultimo episodio prima della venuta del Messia”.
La stessa domanda che noi formuliamo in termini di concreta bruciante attualità:
perché il governo Netanyahu e Trump (o una parte della sua amministrazione) ostacolano ed anzi respingono cosiddetti “accordi di pace” come quelli avanzati dalle borghesie imperialiste europee (Macron, uomo dei Rothshild, in testa) a cui aderiscono una serie di Stati arabi (in testa quello dei potenti e maledetti sauditi) e la Turchia, che in cambio del miraggio di uno Stato palestinese (da costituirsi non si sa dove, non si sa quando) prevede in concreto la capitolazione di Hamas cioè della Resistenza palestinese e quindi lo smantellamento dell’Asse della Resistenza (a cominciare da Hezbollah) e quindi ancora a seguire la disarticolazione della Repubblica Islamica iraniana?
Lasciamo in sospeso la risposta che da parte nostra cercheremo di svolgere nella seconda puntata della nostra “cronaca politica” A un passo dall’abisso, continua la lotta suprema. (2) Sempre che nel frattempo non sia una catena di eventi questa volta catastrofici anche dentro l’America e l’Europa a rispondere o a chiarire le cose con i fatti. Con una serie di terribili fatti, dentro l’epoca di grande tribolazione che stiamo vivendo. Abbiamo più volte affermato che la lotta è esistenziale, suprema. Vale non solo per l’Asia occidentale messa a ferro e fuoco, vale per tutti!
Lo Sparviero, 04.08.2025 (NOTE IN CALCE)
Questa la storica dichiarazione del Congresso ebraico antisionista (fonte: https://www.juedisch-antizionistisch.at/deklaration):
"Noi, relatori e organizzatori del congresso, pubblichiamo questo appello pubblico, che riflette le posizioni comuni raggiunte nel corso dei tre giorni di deliberazioni.
Come ebrei antisionisti e alleati, ci schieriamo al fianco di tutti i palestinesi – in Palestina e in esilio – contro il sionismo e i suoi crimini, tra cui genocidio, apartheid, pulizia etnica e occupazione. Affermiamo il diritto delle persone che vivono sotto occupazione a difendersi con ogni mezzo, come riconosciuto da molteplici disposizioni delle Nazioni Unite. È fondamentale che gli ebrei di coscienza, ovunque nel mondo, si uniscano per opporsi al sionismo in comune e in solidarietà con il movimento globale per la liberazione della Palestina. Ci impegniamo a espandere il nostro movimento oltre le sue radici europee per includere le voci antisioniste di tutto il mondo, incluso il Sud del mondo.
Condanniamo senza riserve tutti i crimini di guerra commessi da Israele dal 7 ottobre 2023, tra cui la pulizia etnica, l’apartheid militarizzato, l’urbicidio, lo scolasticidio, il medicidio, la carestia di massa come mezzo per sfollare forzatamente oltre due milioni di abitanti di Gaza e un genocidio in corso che coinvolge centinaia di migliaia di persone, uno dei peggiori crimini di guerra del nostro tempo. Questi atti sono già stati riconosciuti come tali dalla CPI e dalla Corte Internazionale di Giustizia, sebbene lo Stato di Israele abbia respinto categoricamente le richieste di entrambe le corti. Ha inoltre respinto numerose richieste sia dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che del Consiglio di Sicurezza. Di conseguenza, circa due milioni di civili sono attualmente confinati in una piccola area della Striscia di Gaza senza accesso a cibo, acqua, medicine, riparo o assistenza medica. Questi nuovi crimini sono solo gli ultimi di una storia infinita di reati simili che risale al 1948. Nonostante le ripetute violazioni delle risoluzioni dell’Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e gli estesi rapporti dei Relatori Speciali delle Nazioni Unite, non sono mai state imposte sanzioni a Israele.
Nessuno di questi crimini di guerra e crimini contro l’umanità avrebbe potuto essere compiuto o sostenuto senza il sostegno attivo ed entusiastico delle potenze occidentali – attraverso aiuti militari, supporto finanziario e copertura politica e diplomatica – guidate da Stati Uniti, Unione Europea, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Sostenendo e armando uno Stato criminale che commette genocidio, questi governi hanno la responsabilità legale e morale ai sensi della Convenzione sul Genocidio del 1948. Invitiamo tutti gli Stati e le società a rispettare i propri obblighi ai sensi della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio e ad adottare tutte le misure necessarie per porre fine al genocidio in corso a Gaza.
Le sanzioni devono includere anche la sospensione di Israele dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, come accadde al Sudafrica nel 1974 per le sue politiche di apartheid. I crimini di Israele sono chiaramente ancora più orribili. Sebbene l’ONU abbia schierato truppe internazionali per decenni per separare le parti in conflitto tra Israele ed Egitto e Israele e Libano, non ha mai istituito una forza di protezione per proteggere la vita dei palestinesi dall’oppressione sistematica e dal terrore perpetrati dallo Stato israeliano. Siamo d’accordo che sia giunto il momento di adottare una simile misura umanitaria. Senza di essa, Israele continuerà a commettere omicidi di massa contro i palestinesi.
Chiediamo inoltre che l’Unione Europea segua le proprie leggi e rispetti l’articolo 2 dell’accordo di associazione UE-Israele , che le impone di cessare i rapporti commerciali con Israele e di porre fine al suo status di associazione nei programmi finanziati dall’UE.
Invitiamo tutte le società, le associazioni e le organizzazioni internazionali a espellere Israele dalle proprie fila finché non rispetterà tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite e dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, non porrà fine al genocidio in corso a Gaza e non ritirerà le sue forze armate da tutti i territori conquistati con la forza nel 1948 e nel 1967, nonché da tutti i territori siriani e libanesi occupati dal 1967. Israele deve ritirare immediatamente e completamente le sue forze armate dalla Striscia di Gaza, revocare il blocco in vigore dal 2006 e garantire a tutte le organizzazioni umanitarie accesso illimitato per operare liberamente.
Invitiamo tutti gli stati, le istituzioni e le organizzazioni della società civile a implementare e sostenere le richieste del Comitato Nazionale Palestinese per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS). Ciò include la cessazione di tutti i legami finanziari, accademici, militari, culturali e diplomatici con lo stato genocida fino a quando non soddisferà le condizioni di cui sopra e garantirà il diritto dei rifugiati palestinesi a tornare alle loro case e proprietà, in conformità con la Risoluzione ONU 194.
Invitiamo inoltre le Nazioni Unite a imporre sanzioni immediate e globali in risposta agli attacchi immotivati e illegali di Israele contro Teheran e altre città iraniane, nonché alle sue uccisioni di massa di civili. Queste sanzioni devono essere estese anche ai governi occidentali che incoraggiano e favoriscono i crimini internazionali in corso di Israele attraverso il sostegno militare e politico. Le armi nucleari illegali di Israele devono essere smantellate attraverso un processo trasparente supervisionato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.
Rifiutiamo categoricamente l’affermazione che Israele agisca per conto degli ebrei o che le sue attività criminali siano sostenute da tutti gli ebrei. Invitiamo gli ebrei di tutto il mondo a opporsi allo Stato sionista, a negarne la legittimità e a chiedere la cessazione immediata delle sue azioni criminali e riprovevoli. Ciò include il sostegno alla campagna BDS e la recisione dei legami culturali, politici e istituzionali con Israele finché non soddisferà le condizioni di cui sopra. Israele e il sionismo agiscono illegalmente e immoralmente, pur insistendo di farlo per conto degli ebrei, mettendo così in pericolo tutti gli ebrei ovunque. Questa affermazione secondo cui gli ebrei sostengono intrinsecamente il sionismo e l’abominevole Stato sionista è autentico antisemitismo.
Rendiamo omaggio a tutti gli oppositori israeliani del sionismo e invitiamo gli ebrei israeliani a riconsiderare la loro lealtà a un regime che ha negato i diritti dei palestinesi per oltre otto decenni. Onorando l’eredità storica degli ebrei e i principi dell’ebraismo stesso, invitiamo tutti gli ebrei di coscienza ovunque a schierarsi fianco a fianco con i palestinesi contro l’ideologia razzista del sionismo e la sua intrinseca supremazia. Invece, ovunque ci troviamo, lavoreremo con il movimento globale per la decolonizzazione e la liberazione della Palestina. Restiamo uniti e facciamo tutto ciò che è in nostro potere per creare un futuro di uguaglianza, giustizia e dignità per tutto il popolo palestinese, una terra dove la vita condivisa e il rispetto reciproco possano rifiorire. Decolonizzazione e de-sionizzazione.
Libertà per la Palestina e il suo popolo.
Firmato,
(le Firme sono leggibili nel comunicato originale - vedere link fonte)
Fonte: https://www.juedisch-antizionistisch.at/deklaration
Introduzione e segnalazione di Lo Sparviero per ComeDonChisciotte.org
04.08.2025
NOTE
(1) Cfr. Strategika. Le citazioni sono tratte da https://strategika.fr/2025/07/26/le-premier-congres-juif-anti-sioniste-publie-une-declaration-historique-depuis-vienne/
(2) A un passo dall’abisso… (prima parte) https://comedonchisciotte.org/a-un-passo-dallabisso-continua-la-lotta-suprema/
Kajros 6 agosto 2025
meglio questo che niente , questi sono abusivi matricolati israello è solo un ex-clave degli usa in territorio di oltre mare , gli usa un sistema putrescente ipercapitalistico