La deriva guerrafondaia di Polonia, Paesi Baltici e Commissione UE

Aiutare la risoluzione del conflitto in Ucraina e non soffiare sul fuoco: gli europei in primis non hanno imparato nulla dalla storia recente dell'ex Jugoslavia

La deriva guerrafondaia di Polonia, Paesi Baltici e Commissione UE

Di Belisario per ComeDonChisciotte.org

Alcuni osservatori hanno avanzato l’ipotesi della responsabilità diretta della Polonia per gli attentati che hanno danneggiato il gasdotto North Stream. Nessuno può attualmente giudicare la fondatezza di tale sospetto nei suoi confronti, ma la Polonia si sta confermando come un costante agente destabilizzatore del quadro europeo ed in particolare delle relazioni con la Russia.

E la prima premessa, per chi ne conosca la storia dell'ultimo secolo e mezzo, è “come sempre”! Ogni qual volta la Polonia ha raggiunto una relativa posizione di forza, è finita in una guerra con i vicini.

La seconda premessa è l'enorme gap tra la percezione che i Polacchi hanno di sè stessi e della loro storia e quella invece che ne ha l'Europa Occidentale.

I Paesi dell' Europa Occidentale non hanno mai considerato la Polonia quale una colonna portante dell'identità storica europea, per la semplice ragione che non lo è mai stata, sotto nessun profilo (politico, economico, culturale). Ma i Polacchi hanno invece una ben diversa concezione: si ritengono uno dei pochi Paesi chiave dell’identità storica dell’Europa e dell’Occidente.

Gli si potrebbe ricordare in che stato pietoso erano quando sono stati colonizzati dai Tedeschi tra il 900 ed il 1100 D.C. Ripeto, tra il 900 ed il 1100 D.C. O come tra il 1921 ed il 1939 si sono comportati con il 30% della popolazione composto da Ucraini, Bielorussi, Ebrei e Tedeschi.

Venendo ad oggi, è dal 2004 che ogni anno, come tutti gli altri Paesi dell'Est, la Polonia riceve un contributo dall'UE oscillante tra il 4% ed il 5% del suo PIL annuale. Come se dal 2004, ogni anno l'Italia avesse ricevuto 80-100 miliardi lire (4-5% del PIL annuale italiano). Attenzione: il discusso reddito di cittadinanza italiano costa 8 miliardi; rimettere a posto le bollette energetiche italiane costa qualche decina di miliardi. Tanto per capire le dimensioni di ciò di cui parliamo.

Quanti nell'opinione pubblica di Germania, Francia, Italia e Olanda - i Paesi che pagano il conto degli enormi importi versati ogni anno ai Paesi dell' Est - sono a conoscenza e SI RENDONO CONTO di tale realtà? In particolare i Paesi Baltici, che presi insieme non fanno il PIL della Regione Veneto, sono praticamente mantenuti dall'UE.

Per questi Paesi (Polonia e Baltici) sembra però che l'orologio della storia abbia ricominciato a ripartire dal 1948. Più che - come dovrebbero - essere contenti di quello che sono, grazie ai Paesi occidentali dell'UE, Polonia e Paesi Baltici sembrano invece parecchio scontenti di quello che NON sarebbero stati, a causa del comunismo sovietico.

Sembra proprio che abbiano voglia di "sistemare i conti". Ma c'è un piccolo problemino: il comunismo sovietico è morto e sepolto da decenni e ormai trenta anni fa l’URSS si era ritirata unilateralmente da tutti i Paesi dell’Est. I “conti” finirebbero per essere sistemati in termini di scontro tra culture nazionali, ossia tra le culture polacca e baltica da una parte e quella russa dall'altra.

E qui non ci siamo. Bisognerebbe spiegare ai Polacchi che, solo per fare un esempio, tanti Italiani avrebbero una gran voglia di prendere a pedate i Francesi, e viceversa, ma che esiste un generale e sano accordo post 1945, per cui gli scontri in termini nazionalisti vanno in linea di principio evitati come la peste.

Questi giganteschi fondi versati ogni anno dal 2004 - pagati nell'ordine, da Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Olanda - sono da tempo un grosso errore, perchè, grazie al versamento effettuato formalmente e separatamente da parte della Commissione UE, si sono totalmente collocati al di fuori della normale logica del "do ut des".

Logica secondo la quale chi riceve un aiuto economico di tali dimensioni dovrebbe almeno mostrare una qualche forma di riconoscenza e rispetto verso chi lo elargisce. E’ un secondo Piano Marshall, e chi lo elargisce sono i Paesi sopracitati, non la Commissione UE, e nemmeno gli USA. Un secondo Piano Marshall che dura dal 2004, e di cui nessuno parla. Si fa finta di niente.

Polacchi e Baltici hanno una linea di scontro nazionalista con la Russia, con l'ovvio sostegno da parte dei Dem USA, ossia della Presidenza Biden e della NATO. I Paesi dell'Europa occidentale, con l'eccezione della GB non piu' parte dell'UE, non hanno mai avuto una originale linea di scontro nazionalista con la Russia.

Ergo la soluzione sensata appare una sola: iniziare a spiegare a Polacchi e Baltici che la linea di scontro nazionalista con la Russia non puo' essere finanziata dai contribuenti di Germania, Francia, Italia e Olanda - come attualmente invece è.

Ma apparentemente i Polacchi giocano addirittura d'anticipo. Ancora non si comprende se la nuova richiesta di risarcimento nei confronti della Germania per l'occupazione bellica 1939 - 1945 verrà portata avanti formalmente e seriamente, o se si fermerà , per ragioni di mera decenza, se non di rispetto del senso sia del ridicolo che dell'assurdo.

Questi sono i guai in cui anche noi Italiani siamo finiti per aver rassegnato alla Commissione UE la gestione dei rapporti con questi Paesi, del tutto privi di qualunque riconoscenza e rispetto per chi continua a pagare i loro conti. Paesi che spesso la Commissione ha invece utilizzato per fare maggioranza, nella espansione cronica delle sue competenze, a scapito di quelle dei Governi dei Paesi Membri. Paesi che oggi ricevono il sostegno a spada tratta dei Dem USA e della Nato.

Come si rimette in piedi una situazione del genere, ossia come si ristabilisce la necessaria leadership europea dei Paesi che pagano il conto, sia dei costi enormi delle istituzioni dell'UE (stipendi inclusi) che dei contributi ai Paesi dell'Est?

Questo problema ci conduce ad uno ancora più grande.

Come si riconduce nei suoi ranghi di organo esecutivo della volonta’ dei Governi dei 27 Paesi membri riuniti nel Consiglio Europeo una Commissione UE che con la Von der Leyen e l'attuale gruppo (Michel, Vestager, Solana, etc) è ormai occupata ed ai completi ordini dei Dem USA, nella totale condivisione dell'agenda dell'espansione aggressiva ad Est, in conflitto diretto con la Russia?

E’ evidente a tutti la politica guerrafondaia dell’attuale Commissione UE.

Basta giudicare le inusitate, ripetute dichiarazioni politiche, estremamente aggressive ed ostili della Von der Leyen contro la Russia; dichiarazioni politiche che peraltro istituzionalmente spetterebbero a Michel, Presidente del Consiglio Europeo, non al Presidente della Commissione, mero organo esecutivo delle volonta’ del Consiglio Europeo.

Basta giudicare la politica folle delle sanzioni energetiche, che stanno azzoppando l’economia europea ed attentando al benessere di decine di milioni di contribuenti europei di Germania, Francia, Italia e Olanda, ossia dei contribuenti che pagano il conto, incluso quello degli osceni stipendi dei Commissari UE e del personale della Commissione e del Servizio Relazioni Esterne dell’UE.

L’attuale Commissione scade nell’estate 2024, poco prima delle vitali elezioni presidenziali statunitensi. Ma i danni che può continuare a fare da oggi fino all’estate del 2024 sono enormi.

Urge un radicale CAMBIO DI ROTTA degli equilibri europei, per avviare una concreta politica di pace, o quanto meno frenare l’attuale approccio guerrafondaio, che ha trasformato un conflitto locale tra Russia ed Ucraina in uno scontro globale tra Occidente e Russia, scontro che le opinioni pubbliche di Germania, Francia, Italia, Spagna, Olanda, Austria e Portogallo, nonostante i mass media, non vogliono.

Urge anche chiedersi come è possibile che i mass media europei siano così bassamente schierati nel sostegno alla linea guerrafondaia, in completo contrasto con le opinioni pubbliche nazionali, che i mass media dovrebbero almeno in parte riflettere.

La narrazione della guerra russo-ucraina dei nostri “liberi” media occidentali e’ deficitaria e falsa. L’Ucraina, con il colpo di stato del 2014 e la persecuzione sistematica della minoranza russofona, pari al 30% della popolazione, non è solo una vittima, ma corresponsabile del conflitto.

La guerra russo-ucraina è solo uno dei classici conflitti etnico-nazionalisti tipici e frequenti nel corso degli ultimi tre secoli nell’Europa dell’Est. E’ sempre difficile dar ragione al 100% ad una delle due parti in questi conflitti etnico-nazionalisti, e comunque aizzare una parte (l’Ucraina) a scapito dell’altra (la Russia) è sempre un errore esponenziale – ma è esattamente quello che USA e Commissione UE hanno fatto dal 2013, con la parentesi rappresentata da Trump.

Questi conflitti etnico-nazionalisti nascono nelle ampie aree miste, dovute alla mancanza di confini naturali e definiti, e possono terminare senza il massacro unilaterale di una delle due parti solo quando vengono fissati nuovi confini che separino le due parti (che si odiano a morte) e eliminino o riducano al minimo le minoranze da una e dall’altra parte: vedasi il recente, gigantesco esempio della ex Jugoslavia, di cui non parla più nessuno in Europa.

Il nuovo Governo italiano potrebbe fare molto per iniziare ad invertire la deriva dell’Europa, che non riesce più a distinguere tra i suoi interessi e quelli dei Dem USA e della Commissione UE, proiettati verso l’espansione ad Est, in conflitto diretto con la Russia. Il nuovo “Drang nach Osten”.

Se anche il nuovo Governo italiano non farà nulla, questa deriva continuerà, fino a quando il conto economico e sociale diventerà insostenibile, per sfuggire al controllo delle elites neoglobaliste dominanti.

C'è già una ulteriore, enorme mina vagante all’orizzonte: quella delle elezioni presidenziali americane del 2024, anticipate dalle imminenti elezioni per il parziale rinnovo del Congresso di novembre. I polls parlano chiaro: la maggior parte degli Americani ritiene la possibilità di uno scontro interno armato estremamente alta, sia che vinca Donald Trump, sia che non vinca.

Sarebbe forse il caso che i nostri presunti grandi osservatori della politica internazionale, che non sono stati in grado nemmeno di prevedere lo scontato confronto con la Russia del duo Biden/Blinken (piu’ volte prospettato da Hillary Clinton, attraverso l’attiva destabilizzazione di Bielorussia ed Ucraina), iniziassero a pensare agli interessi europei, invece di coprire senza vergogna alcuna l’agenda guerrafondaia della lobby neoglobalista al comando degli USA e della Commissione UE.

Di Belisario per ComeDonChisciotte.org

01.10.2022

Commenti (34)

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    1. Arthur 2 ottobre 2022

      La situazione in Europa sta precipitando, ma non nel senso di guerra nucleare, bensì verso uno sfaldamento dei legami e degli accordi che costituiscono l'impalcatura dell'UE.
      C'è una palese accelerazione in tal senso.

      Si stanno delineando alcune aree politiche all'interno dell'UE:

      1) area nord-europea (paesi scandinavi e baltici, Danimarca e Polonia),

      2) area tedesca
      (Germania e Austria),

      3) area centro-occidentale
      (Francia, Olanda e Belgio),

      4) area centro-orientale
      (Ungheria, Rep. Ceca, Slovacchia e forse Romania),

      5) area mediterranea
      (Italia, Spagna, Portogallo, Grecia).

      I Paesi dell'area 1 hanno accerchiato la Germania e bloccano i suoi potenziali legami con la Russia.

      Prevedo una brutta fine per la Polonia e i compari.

      E la Germania accelererà la fine dell'UE.

    2. oriundo2006 2 ottobre 2022

      La grande e totale dabbenaggine della diplomazia italiana è stata quella di non approfondire i legami economici, politici e di infrastrutturali con Albania, Montenegro, Bosnia, nostri dirimpettai nell' Adriatico, ma di intestardirsi a fare 'squadra' con Paesi come Francia e Germania nostri competitori e che hanno interessi OPPOSTI AI NOSTRI. Un errore catastrofico...anche se facile è controbattere che li abbiamo 'sposorizzati' in sede Eu, specie con la cooptazione in via 'ristretta' ( ovvero massonica ) dei loro rappresentanti politici ( Albania sicuro ), dando loro l' impressione di contare e di essere importanti: ma per il resto poco e niente. Insomma è veramente un paese con una classe politica e 'sistemica' di cialtroni venditori di padelle ( quelle per i vecchi ).

    3. Arthur 2 ottobre 2022

      Hai ragione da vendere.
      Comunque tutti i Paesi europei da 60 anni hanno un sistema economico strutturato in una rete europea dentro la quale si relazionano con gli altri Paesi.
      Questo ha oggettivamente prodotto un benessere diffuso.
      Sto parlando del caro vecchio Mercato Comune che non aveva estromesso le valute nazionali e derubato i Paesi europei della propria sovranità.
      I danni sono stati causati dai vermi che hanno governato negli ultimi 20 anni.

    4. Martin 2 ottobre 2022

      E' molto peggio di quanto scrivi. In Albania, per fare un esempio, abbiamo speso miliardi in interventi di cooperazione e sopratutto di formazione delle classi dirigenti e professionali in vari settori. Poi ce ne siamo andati, nonostante la nostra popolarita' nel Paese. Da tempo i Tedeschi, che hanno investito molto meno di noi, contano molto piu' di noi.
      Dal 2011 in poi, e' stata una corsa a cercare in tutti i modi di non esserci, e di non contare un emerito cazzo in ogni ambito e settore.
      La politica estera della testa sempre sotto la sabbia, voluta in primis da Sergio Mattarella. Non per nulla nomino' agli Esteri un semi analfabeta come Di Maio.
      E' francamente molto difficile capire fino in fondo la logica del signor Sergio Mattarella.

      Poi francamente mi sembra che tu riponga troppe speranze nella diplomazia italiana. E' da tempo molto scaduta e composta solo ed esclusivamente da yesmen della classe politica. Non ha e non vuole avere alcuna capacita' analitica o propositiva politica di medio-lungo periodo, salve furbizie e trucchetti tattici di corto periodo. Bada solo ed esclusivamente a servire in modo pedissequo il Ministro e i Sottosegr. di turno, per quanto ignoranti ed impreparati siano, perdipiu' in totale sudditanza verso la Commissione ed il Servizio Relazioni Esterne dell'UE.
      I diplomatici italiani non sono nulla di piu' che camerieri di un ristorante. Hanno una qualche importanza, ma quelli che veramente contano sono gestore e cuoco, che i camerieri non controllano.

    5. Divoll 6 ottobre 2022

      Ben venga la fine della UE, con il ritorno alla sovranita' di tutti i pesi coinvolti. L'Italia, malgrado tutto, con il suo potenziale umano e storico e la tradizione artigianale e agricola + il ritorno a un solido legame commerciale con la Russia e i BRIICS, potrebbe riprendersi piuttosto bene.

    6. ric 14 ottobre 2022

      La UE e' un progetto yankee..La sua fine sarebbe un bene per tutto il mondo .

    1. clausneghe 2 ottobre 2022

      Se questo fosse un film western si direbbe "Arrivano i nostri!"
      Ma qui più che nostri sono mostri, di fuoco e fiamme e si stanno posizionando anche contro di noi, se nel caso.
      Video di ieri che mostra convogli di Iskander Russi in movimento verso il fronte Ucraino
      https://www.youtube.com/watch?v=vT4823mhFQg

    2. cruzaros 2 ottobre 2022

      è quello che non si sente e non si vede su tutubo che preoccupa...

    3. clausneghe 2 ottobre 2022

      Beh, certo. Sennò che sorpresa è? Ciao

    1. JA 1 ottobre 2022

      Fu la Tatcher, per mantenere la sovranità britannica minacciata da un’unità politica UE che sicuramente sarebbe stata controllata dallo strapotere economico della Germania, ad essere la più sfegatate sostenitrice della rapida espansione ad Est che, fatta in maniera così rapida, avrebbe creato il caos politico ma ampliato lo spazio commerciale per cui aveva convinto i britannici a votare la loro adesione allUE che poi rigettarono proprio per la troppa intromissione politica UE per cui non avevano votato.
      Si sa poi che i PIGS entrarono nell’UE non per amore europeo ma per mettere a posto i loro conti con il bancomat belga ai danni dell’Italia svenduta dai suoi abusivi e non governanti al miglior offerente. Ricordo che il governo irlandese convinse i recalcitranti irlandesi a votare l’adesione all’UE promettendo una sistemazione economica dell’Irlanda con il bancomat di Bruxelles.

    2. Divoll 6 ottobre 2022

      Sistemazione economica durata, per altro, pochissimo.

    3. JA 6 ottobre 2022

      Durata poco perché la loro povertà non è dovuta a sfortuna ma a mancanza di capacità manifatturiere. Sufficientemente lunga però a distruggere quelle italiane.
      Ho letto da qualche parte e mi pare incredibile, che quegli sfaticati alcolizzati di polacchi è da anni che prendono centinaia di miliardi l’anno a fondo perduto nel più vero senso della parola.
      E secondo te chi paga dato Francia, Germania, era GB, Olanda,… più che dare prendono?
      Stà di fatto che da V° potenza, entrati in Europa, siamo passati a terzo mondo economico: ragionateci sopra. :(

      PS Ti risparmio come vengono considerati i polacchi dai vicini germani che li conoscono di prima mano, per non suscitare spiacevoli ricordi.

    1. BrunoWald 1 ottobre 2022

      Per tutto il XIX secolo, fuoriusciti polacchi se ne andarono in giro a piagnucolare per la loro patria scomparsa dalle mappe ed oppressa dai russi.
      Uno stato nazionale polacco fu ricostituito dopo centoventi anni grazie alle armi tedesche ed austriache, che avevano sconfitto le armate zariste: forse il nuovo regno creato il 5 novembre 1916 non era più indipendente di quanto lo fosse l'Italia nel 1945, ma si trattava pur sempre di un "caval donato" ottenuto grazie alle armi straniere.
      La gratitudine dei polacchi si manifestò all'indomani della capitolazione tedesca nel 1918, allorché bande armate aggredirono le provincie orientali della Germania in Pussia, Pomerania e Slesia, vessando e massacrando la popolazione tedesca, ciò che a sua volta provocò l'intervento di formazioni paramilitari germaniche nelle zone di frontiera disputate; nel 1921, in Alta Slesia, ebbe luogo un vero e proprio conflitto armato.
      I confini della Polonia stabiliti a Versailles erano concepiti unicamente per castigare la Germania e creare nuovi focolai di conflitto, e infatti anche in questo articolo si fa menzione dell'oppressione polacca sulle minoranze etniche.
      Nel 1934 Hitler sottoscrisse un patto di non aggressione con la Polonia, che lui stesso sapeva essere altamente impopolare fra i tedeschi. Nella primavera del 1939 offrì ai polacchi un'alleanza militare ed economica in cambio della restituzione di Danzica e della creazione del famoso Corridoio - un'autostrada e una ferrovia extraterritoriali che unissero la Prussia Orientale al resto della Germania.
      I polacchi preferirono dar retta alle sirene britanniche, firmando un trattato con Londra che fu all'origine dell'attacco della Wehrmacht nel settembre successivo, insieme alle atrocità commesse contro cittadini polacchi di lingua tedesca.
      L'irresponsabilità dell'elite polacca causò una rovinosa disfatta, milioni di morti tra la popolazione, e un'occupazione durata cinquant'anni: 5 di occupazione tedesca e 45 di occupazione sovietica. A quanto pare non hanno imparato assolutamente nulla, dalle tragedie passate, sono rimasti sempre gli stessi provocatori megalomani: se dovessero sparire dalla faccia della terra sarebbe una magra consolazione, visto che tutta l'Europa sarebbe spazzata via insieme a loro.

    2. Arthur 2 ottobre 2022

      Concordo, tranne il finale su tutta l'Europa.

    3. Martin 2 ottobre 2022

      Al sintetico quadretto storico delle gesta polacche da te fatto va aggiunta la guerra che scatenarono contro la Russia in piena guerra civile, terminata con la pace di Riga del 1921.

      Mi sono preso la briga di approfondire il riferimento nell'articolo alla colonizzazione da parte dei Tedeschi tra il 900 ed il 1200 DC. In realta' forse il termine piu' appropriato sarebbe civilizzazione.

      Quando centinaia e poi migliaia di contadini tedeschi, a partire dal 900 DC, si decisero a varcare un oceano di alberi alla ricerca di nuovi terreni agricoli ad Est, trovarono delle popolazioni tribali, con una agricoltura di sussistenza, caccia e pesca, capanne di legno, etc. Gli abitanti erano vestiti di pelli animali e le loro armi erano lance e spade. Erano tribu' in competizione tra loro, neanche clan.

      Nel 900-1200 DC gli indigeni della Polonia stavano ancora come i Galli e Britanni del primo secolo DC. I Germani del terzo - quarto secolo, per contatto con i Romani nel lungo e popoloso limes - erano gia' molto piu' avanzati.

      La prova definitiva dell'immenso ritardo e' che non esiste una storia dei Polacchi pre civilizzazione tedesca, come peraltro esiste una scarsissima storia dei Galli, dei Britanni e dei Germani prima della civilizzazione romana.

      L'enorme ritardo nel 900-1200 DC di queste popolazioni non riguardava solo Polonia, ma tutto l' Est Europeo rimasto escluso dall'Impero Romano d'Occidente o di Oriente, Russia inclusa.

      Uno dice: "Va bene, ma che c'entra?"

      C' entra che la storia dell'Europa nei secoli e' essenzialmente la storia dell'Europa Occidentale piu' Costantinopoli come Impero Romano d'Oriente prima e Impero Ottomano dopo. E' in questa area che vari Paesi e popoli si sono alternati nelle fasi di predominio (politico, economico, culturale, militare etc) continentale.

      L'Est europeo non ha mai offerto una fase di predominio continentale - per essere elegante. Ed ancora agli inizi del Novecento era infinitamente piu' povero ed arretrato di tutta l'Europa Occidentale, con le relative eccezioni della Boemia e dell'Ungheria (Paese quest'ultimo ricompreso nel limes romano).

      Temo che la mancata dominazione romana sia stata oltremodo influente sulla storia ed il ritardo di questi popoli.

      Un elemento puo' essere illuminante. Milioni di ufficiali e soldati sovietici, in Germania nell'invasione del 1945, andarono letteralmente sotto shock di fronte alla ricchezza ed all'eleganza delle citta' e dei paesini tedeschi. Gi storici affermano che la loro reazione, dopo lo shock, fu di estrema rabbia: "Se erano cosi' ricchi, perche' hanno invaso un paese di poveracci come il nostro?"

      Tornando sul punto, i Polacchi parlano di Italiani e Spagnoli come "popoli latini"; loro sarebbero un "popolo nordico", con tutte le implicazioni del caso. In Europa, ritengono loro pari solo GB, Germania e Francia. Gli altri Paesi sono secondari.

      Viene francamente da ridere, ma e' cosi!!!

    4. Gino 3 ottobre 2022

      Il termine "civiltà" deriva da "città", esssendo inoltre e pertanto il più tipico ed esclusivo prodotto di popoli stanziali.
      A civilizzare slavi e finnici furono soprattutto i norreni.
      Ad esempio, di etnia norrena furono goti, longobardi, normanni, vichinghi e variaghi; i rus appartennero al ceppo dei variaghi; vennero chiamati "variaghi" i norreni che popolarono le regioni tra il baltico ed il Mar Nero, commerciando e combattendo navigando i fiumi dell'attuale Russia europea.
      Immagine di guerriero variago:
      http://www.templaricavalieri.it/images/variaghi_15.gif
      La storia norrena affonda negli albori della storia; addirittura ve ne sono tracce molto importanti nei miti degli argonauti. Inoltre, Erodoto così descrisse i traci: carnagione molto chiara, occhi ceruli, capelli rossi, gran bevitori di birra. La fondazione della città di Kiev viene datata al V° secolo. L'assedio rus di Bisanzio avvenne nel 862. I rus furono poi dai bizzantini molto apprezzati come guerrieri, e tipicamente arruolati nei loro eserciti. Nella difesa di Bisanzio, nell'occasione della terza crociata (1229), la resistenza più strenua fu proprio quella dei mercenari rus. Successivamente il ruolo precedentemente svolto dai rus, negli eserciti di Bisanzio venne poi svolto da guerrieri turchi ottomani (di etnia turco-selgiuchide). Dal molto stretto rapporto che vi fu tra rus e bizzantini poi derivò la loro adesione alla religione cristiano ortodossa ed il loro vezzo di ritenersi la terza Roma.

    5. Gino 3 ottobre 2022

      Dopo e a parte il periodo etrusco, in Italia la 'civiltà' fu sempre appannaggio esclusivamente aristocratico (significato di "aristoi": i migliori, ma a sua volta "aristoi" fu neologismo greco derivante dalla razza dei 'migliori'; ovvero di quelli che furono di etnia ari (probabilmente quella che fu la 'razza' degli invasori del 1200 a.C. del Mediterraneo orientale; la stessa razza di quelli che in Italia ed in Svizzera però arrivarono soltanto nel 1100 a.C.)).
      In Italia al popolo fu sempre proibita l'alfabetizzazione; almeno fino a che non ebbero inizio le invasioni dei goti. Anche poiché prima di quelle invasioni, lettura e scrittura tipicamente anche richiedevano la padronanza del latino, ma il latino mai fu lingua del popolo, né in Italia né altrove. A loro volta i goti vennero alfabetizzati dagli evangelizzatori di Alessandria di Egitto, ovvero da quelli che i cattolici dicevano essere i seguaci di Ario.

    6. Gino 3 ottobre 2022

      documenti commerciali della Rus di Kiev scritti su tavolette di corteccia di betulla:
      https://www.appuntidistoria.net/wp-content/uploads/2021/02/Vichinghi-kiev.jpg

      Come si può facilmente notare, l'alfabeto utilizzato è di derivazione greca. Di queste tavolette ne sono state recuperate oltre 1000. L'introduzione successiva dell'alfabeto cirillico probabilmente avvenne mediante la chiesa slava ortodossa.

      Quest'altra immagine riproduce la mappa di quelle che si ritengono essere state le principali rotte commerciali del medioevo:

      https://www.remocontro.it/wp-content/uploads/2022/02/Kiev-mappa.jpg

      Le stesse rotte narrate nei miti degli argonauti. Le rotte dal Baltico al Mar Nero venivano tipicamente percorse da imbarcazioni rus simili a quelle vichinghe, mediante navigazione fluviale. I tratti terrestri venivano invece percorsi appoggiando le chiglie piatte delle imbarcazioni su tronchi d'albero, per poi poterle più agevolmente trainare.

    7. Martin 3 ottobre 2022

      "Il latino mai fu lingua del popolo, né in Italia né altrove".

      Ma infatti, a Roma e in tutto l'Impero Romano si parlavano con suoni gutturali e gesti, vero?

      Fino a quando non sono arrivati i Goti ad alfabetizzarci e civilizzarci... bella questa, da record mondiale..

      E visto che il latino non sarebbe stata anche la lingua del popolo, potrai anche spiegarci come sono sorte le lingue romanze (italiano, spagnolo francese, etc)

      Ma ti rendi conto delle assurdita' fuori da ogni logica che scrivi?

    8. Gino 4 ottobre 2022

      Figurati che fino all'avvento della TV, in generale i popoli Italiani neppure parlavano in italiano. Gli aristocratici parlavano in latino, il popolo in volgare. A Bologna ciò avvenne fin quasi all'unità d'Italia...

      Che poi le lingue romanze abbiano sintassi totalmente differente da quella del latino, a te naturalmente non fa nessuna meraviglia, no?

      L'italiano ha sintassi preposizionale mentre il latino ha sintassi invece fondata esclusivamente sulle declinazioni. Si è mai visto intervenire un cambiamento nella sintassi di una qualche lingua viva? Nelle lingue vive, sempre e soIamente possono venire modificati i simboli fonetici (i simboli fonetici sono le parole; ovvero i sostantivi, i verbi, gli aggettivi, ...).

      Possono aggiungersene di nuove (neologismi: nuovi significati) oppure con il tempo possono cambiare. Nelle lingue vive ciò che può cambiare è però sempre e soltanto la parte pertinente alla semantica. La parte sintattica mai può cambiare. Sarebbe come cambiare la logica della lingua utilizzata (la sua forma logica).

      La sintassi latina assomiglia molto più a quella del turco, che non a quella dell'italiano (a quella italiana proprio non assomiglia affatto). Nel turco e nel latino non solamente non esistono preposizioni: in esse neppure esistono gli articoli (né determinativi (il, lo, la, ...) né indeterminativi (un, una, ...) né partitivi (di, della, ...)).

      Secondo te tutto d'un colpo gli italiani, gli spagnoli, i portoghesi, i francesi, ... avrebbero smesso tutti di declinare i sostantivi, ed oltretutto tutti insieme? Quando, dove, perché mai, ciò sarebbe capitato? Le madri e i padri parlarono declinando, i figli, chissà perché, invece cominciarono a usare preposizioni.
      Caspita, che figli rivoluzionari! Un tale evento accadde senza poi lasciare alcuna traccia? Nessun commento di chi la visse?
      Una tale rivoluzione mai la si vide!

      Di un tale dilemma, l'unica spiegazione plausibile è che la lingua da noi parlata preesiteva all'arrivo in Italia (d'intorno al 1100 a.C.) dei latini.

    9. Martin 4 ottobre 2022

      E' inutile che tu spieghi la differenza tra la struttura del latino, che ho studiato per 7 anni, e quella delle lingue romanze. Affermare come hai fatto che il latino non era una lingua parlata dal popolo e' totalmente ridicolo.
      Sono proprio i popoli che sono passati dal latino classico al latino imperiale, al latino volgare ed infine ai dialetti romanzi. Potresti documentarti su tale chiaro percorso, invece di sparare a vanvera.

    10. Divoll 6 ottobre 2022

      Penso che intendesse l'UE

    11. ric 14 ottobre 2022

      guarda che e' la verita' .La polonia ha ubbidito ai diktat anglo-yankees poer spingera ZIO ADOLFO alla INVASIONE Per il corridoio di DANZICA.

    1. Quasar 1 ottobre 2022

      lasciamoli continuare

      quando la Russia finisce con l'ucraina se ne occupera' anche di loro

    2. Rama 2 ottobre 2022

      Sei sicuro che sai di che cosa parli! Gli ungheresi che io non amo (ma rispetto) particolarmente hanno la colonna vertebrale da vendere, i romeni sono tra i popoli meno vaccinati dalla terra, serbii sono dei bravi guerrieri anti sistema! Se non conosci il Est e meglio non parlare!

    1. Divoll 1 ottobre 2022

      Neonazisti

    1. Eugiorso 1 ottobre 2022

      Poche chiacchiere, la polonia - che Il Saker chiama la "iena d'Europa" - assieme ai nanetti baltici russofobici (anche se insignificanti), assieme a qualche altro popolume dell'est, sono un pericolo non solo per i Russi, ma anche per noi.

      Soprattutto oggi, che sono al servizio e sguatteraggio dell'impero del male statunitoide-nato, potranno contribuire a portarci fino all'uso delle armi atomiche.

      Purtroppo, non si possono far scomparire per una Migliore Europa, data la protezione usa e nato a queste puttane, ma spero che i Russi siano ben consci dal pericolo rappresentato da questo popolume infetto e agiscano di conseguenza ...

      Cari saluti

    2. Rama 2 ottobre 2022

      "Popolume infetto!" Mi stai offendendo alla grande!

    3. Divoll 6 ottobre 2022

      i-EarlGray li chiama stati chihuaua

    1. Violetto 1 ottobre 2022

      La guerra russo-ucraina è solo uno dei classici conflitti etnico-nazionalisti tipici e frequenti nel corso degli ultimi tre secoli nell’Europa dell’Est.

      what?

    2. Divoll 1 ottobre 2022

      Etnico? Quali differenti etnie si stanno combattendo?

    3. Martin 1 ottobre 2022

      "Conflitti etnico-nazionalisti" - e' una categoria corretta, che include i frequentissimi e sanguinosi conflitti etnici e/o nazionalisti verificatisi per secoli nell' Est Europeo tra: Turchi, Russi, Ebrei, Polacchi, Ucraini, Greci, Bulgari, Rumeni, Musulmani bosniaci, Serbi, Croati, Sloveni, Ungheresi, Albanesi, Kossovari etc - con la frequente partecipazione di Tedeschi, Austriaci e Italiani.

      .

    4. Violetto 2 ottobre 2022

      la mia era una citazione dall'articolo.

      Mi pare che ridurre questa guerra a

      "è solo uno dei classici conflitti etnico-nazionalisti tipici e frequenti nel corso degli ultimi tre secoli nell’Europa dell’Est"

      sia una scemenza

    1. Luca VFR 1 ottobre 2022

      Che la polonia e gli stati baltici abbiano sottoscritto entusiasti la loro estinzione non ci sono dubbi. La cosa che mi meraviglia, molto relativamente però, è che non ci abbiano pensato che sono spalleggiati dalla più spettacolare Tigre di Carta che esista: gli USA. Che sono campioni nell'aizzare il cagnetto e poi scappare a gambe levate. Perché quello che è successo a Saigon nel 1975 e recentemente a Kabul è semplicemente uno scappare a gambe levate (e pure con la coda tra le gambe).

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