LA “CIVIL WAR” AMERICANA SBARCHERÀ IN EUROPA E IN ITALIA

RIFLESSIONI E PREVISIONI SUL NOSTRO PANORAMA POLITICO.

LA “CIVIL WAR” AMERICANA SBARCHERÀ IN EUROPA E IN ITALIA
Fonte immagine: ANSA

Di Konrad Nobile per ComeDonChisciotte.org

In quest’inizio del 2025 mi lancio, sbilanciandomi forse un pò troppo, nella condivisione di alcune mie riflessioni e previsioni per l’anno che si è appena aperto.

Sono una persona normale, non un esperto, un “professionista dell’informazione”, un veggente o che so io. Badate dunque bene dal prendere le mie previsioni troppo seriamente e consideratele per ciò che sono in realtà: pensieri, chiacchiere, forse pure farneticazioni.

In ogni modo, e da qui parto con la mia rassegna/analisi, penso sia un sentimento diffuso e condiviso lo stupore per certi voltafaccia avvenuti nelle ultime settimane.

Un primo pensiero va alla sorprendente metamorfosi di Zuckerberg, entrato con il nuovo anno in una fase di ecdisi che, stando alla sua apparizione al podcast di Joe Rogan, l’ha portato addirittura ad assumere un aspetto umano. Come se questo non fosse già di per sé una notizia eclatante, durante l’intervista Mark ha pure dichiarato apertamente di aver ricevuto forti pressioni dal governo americano per censurare notizie sugli effetti collaterali dei vaccini Covid. Più o meno negli stessi giorni Meta ha fatto sapere che porrà fine, almeno negli USA, alla censura e alla presenza dei c.d. “fact checker”. Tutte cose che, francamente, fino a qualche settimane fa non mi sarei mai aspettato.

Questa fulminea ed opportunistica virata filo-MAGA di Meta/Zuckerberg è però indicativa di un fenomeno ben più ampio ed importante. Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 hanno infatti destato sorpresa anche gli annunci dell’abbandono delle politiche woke, negli Stati Uniti chiamate DEI (Diversity, Equity and Inclusion), da parte di numerose grandi compagnie americane, come per esempio McDonald’s, Boeing, Walmart e Ford.

Degli ultimi giorni è anche la notizia della fuga dei colossi della finanza globale, da Morgan Stanley fino a BlackRock (la potentissima Vanguard se n’era uscita già due anni fa), dalla Net Zero Banking Alliance, chiamata anche “alleanza sul clima”. (1)

La leva Trump agisce evidentemente ancor prima del reinsediamento di Donald alla Casa Bianca. Nel giro di qualche settimana, settori non indifferenti dell’economia americana (e quindi globale) hanno cestinato politiche e sforzi pluriennali, maturati sotto la guida delle centrali Dem ora ridimensionate. Una vera botta alla cultura woke e alle politiche di transizione ecologica, marchi di fabbrica dell’ala progressista che da anni punta al nuovo capitalismo green e della fluidità.

La relativa e apparente facilità con cui importanti fondi d’investimento, banche e multinazionali hanno voltato pagina rivela però, a mio avviso, che tali elementi (transizione verde, fanatismo inclusivo, cancel culture, teorie gender, in una certa misura forse pure l’immigrazionismo più spinto) siano per una parte del potere profondo alla fin fine potenzialmente sacrificabili e, tutto sommato, accessori nell’agenda del grande potere globale, alias grande capitale.

Forse la perpetuazione e riproduzione del sistema economico e di potere può essere garantita altrimenti? La via da seguire per mandare avanti la baracca capitalista, che danza sopra una bomba pronta ad esplodere (la grande crisi sistemica), può anche essere un’altra?

Staremo a vedere. Certo è che, qualora si fosse deciso che la crisi del capitale (2) debba essere risolta “classicamente”, ovvero con la guerra, può tornare utile sia arrestare la crociata contro Co2 e industria pesante, che porre fine alla devirilizzazione di una popolazione infiacchita (e inebetita) da anni di teorie gender, politicamente corretto e dogmi sull’inclusività. Se guerra deve essere c’è bisogno di ferro, cannoni e uomini, non di pannelli fotovoltaici, snack vegani e “checche rivoluzionarie”.

Intanto il clima della vigilia del secondo mandato di Trump si riverbera anche sull’Europa e sull’Italia, lasciando intravedere alcuni dei prossimi sviluppi.

Nel belpaese, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni continuatrice delle politiche del suo predecessore Mario Draghi e sempre in condiscendente sintonia con l’amministrazione Dem di Biden, ora fiuta il cambio di aria e, come da tradizione italiana, sale sul carro del (per ora) vincitore. Lo slittamento di Meloni in direzione Trump, cosa per altro abbastanza coerente con il suo formale posizionamento politico, si è palesato nelle recenti visite della premier a Mar a Lago e nella sua ormai stranota vicinanza ad Elon Musk.

The Donald pare aver apprezzato e, oltre ad aver aiutato il nostro Presidente del Consiglio a sciogliere il nodo rappresentato dal “caso Cecilia Sala”, collegato con un arresto di un cittadino iraniano avvenuto in Italia per conto degli Usa, ora pare vedere in Giorgia un ottimo interlocutore ed un alleato nel panorama europeo, tant’è che si vocifera sul fatto che possa essere lei il primo premier ad incontrare Trump nel giorno dell’insediamento (3).

La Giorgia che fino a ieri, con gentilezza, stringeva sorridente e amichevolmente la mano al buon vecchio Joe Biden, senza dissentire su alcunché della sua linea di governo, ma anzi recependone in toto tutti gli ordini, ora va d’amore e d’accordo con la sua controparte che dal 20 gennaio gli prenderà il posto.

[caption id="attachment_223117" align="aligncenter" width="548"] Giorgia Meloni con il presidente Joe Biden[/caption]

Che l’aria sia cambiata lo dimostra anche la stoccata di una settimana fa della premier su George Soros, roba normale ai vecchi tempi di FDI all’opposizione ma, fino ad ora, ben più rara e improbabile da una Meloni di governo.

Questo corteggiamento tra la guida di Fratelli D’Italia e il leader repubblicano non è passato inosservato alla dirigenza democratica (e quindi ai settori di potere profondo che vi stanno dietro), ed è significativo che, a pochi giorni dalla fine del suo mandato, Joe Biden sarebbe dovuto venire proprio in Italia ad interloquire con tutte le massime cariche locali, in primis Jorge Bergoglio e il Presidente della Repubblica Mattarella.

Questo sopralluogo di fine mandato, con il probabile fine di sondare il terreno e impartire gli ordini alle fidate diramazioni locali dell’ala Dem (esemplifico usando questo termine), è stato alla fine annullato a causa dell’emergenza degli incendi in California, ma rimane comunque emblematico e lascia presagire che l’Italia sarà un terreno di scontro per quelle fazioni, in guerra tra loro, che hanno già spaccato l’America.

D’altronde, il nostro Paese è ultimamente tenuto parecchio sott’occhio dai padroni d’oltreoceano, che non intendono più lasciargli distrattamente troppi spazi di manovra, dove certe tendenze ed ambiguità di parte della locale borghesia nazionale possono degenerare in tresche scomode e smacchi internazionali (per gli USA s’intende): a Washington non dimenticano l’adesione italiana del 2019 alla Via della Seta (revocata dall’attuale governo) ed i mezzi militari russi che scorazzavano liberamente, in ricognizione d’intelligence, per le strade italiane nella primavera del 2020.

La colonia Italia deve essere saldamente americana, e di conseguenza le fazioni del potere americano faranno di tutto per portarla dalla loro rispettiva parte.

Che negli apparati di Stato italiani ci sia una spaccatura, eco di quello che accade nel cuore dell’Impero, e segno che le simpatie dell’attuale governo non siano corali all’interno dell’alta burocrazia nazionale lo testimonia anche il recente caso della dimissione di Elisabetta Belloni, capo del Dis (Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza), ovvero l’ente che coordina i due organi di intelligence italiani, l’AISI e l’AISE.

[caption id="attachment_223120" align="aligncenter" width="602"] Elisabetta Belloni, dimessasi dalla direzione generale del Dis[/caption]

La dimissione dell’alta funzionaria, nominata ai vertici dei servizi da Mario Draghi, apre numerosi interrogativi e rivela, oltre a delle dicerie su eventuali mire ad incarichi nelle istituzioni europee e a rivalità con Tajani in vista di una possibile candidatura nel 2029 alla Presidenza della Repubblica (4), anche dissapori interni con i vertici dell’AISE (il servizio segreto per gli esteri), questi ultimi in apparente maggiore sintonia con l’attuale governo.

Ma l’Italia non sarà la sola ad essere terreno di scontro. La nuova “guerra civile” americana, ovvero quella spaccatura tra centri di potere statunitensi, che ai “piani bassi” si manifesta nel braccio di ferro tra MAGA/Trumpiani e Democratici, per ora non combattuto con le armi, contagerà tutto il Vecchio Continente, dove allo stato attuale i vertici dell’UE e i governi dei principali Stati europei (Regno Unito, Francia e Germania) sono tutti una roccaforte della fazione democratica.

È molto probabile che l’Europa diventi un campo da Risiko, dove si fronteggeranno due gruppi rivali (in modo ben più marcato rispetto al passato), dalla composizione mutevole: da un lato vertici dell’Unione Europea ed i Paesi in mano alle bande ultraeuropeiste, Dem e progressiste (in base agli attuali esecutivi, in testa ci staranno Germania, Francia, Spagna e Regno Unito) dall’altro, quello dei Paesi con governi filotrumpiani, “di destra”, più o meno definibili come sovranisti (Ungheria, Slovacchia, Italia…), testa di ponte del governo repubblicano americano in Europa. La popolazione verrà trascinata in questo scontro e si farà sempre più accesa la divisione sui grandi temi "caldi", in primis quello dell'immigrazione. Ogni elezione e cambio di governo diventerà uno scontro feroce, ogni Paese in bilico verrà strattonato e conteso, conquistato o tenuto con qualsiasi mezzo. Il caso dell’annullamento delle elezioni rumene fa scuola, e già c’è chi minaccia di applicare lo stesso modello in Germania (5), qualora l’Afd, ossia lo spauracchio (che flirta con Musk) accusato ridicolmente di essere “l’estrema destra”, prenda troppi voti.

Prepariamoci quindi ad una nuova stagione di retorica antifascista e ad una nuova ondata di paranoici allarmi su “ritorno del fascismo”, “emergenza democratica”, “avanzata dell’estrema destra”, eccetera eccetera.

La sbandieratissima serie televisiva “M”, tratta da un libro del leggendario Scurati (colui che scriveva a Draghi con le lacrime agli occhi, implorandogli di non lasciare il governo), è solo un simpatico antipasto. Gran parte dei partiti e dei movimenti dell’area sinistra, tentacoli della fazione Democrat nel nostro territorio, già si sfregano le mani. D’altronde “gridare al fascista” è ciò che, da sempre, la sinistra sa fare meglio.

Reti televisive, giornalisti, “artisti”, intellettuali e benpensanti, ovvero caste in gran parte legate a questo schieramento, se non direttamente alla Open Society (il legame indiretto in ogni modo è certo), sbraiteranno schiumando per denunciare le nefandezze dell’amministrazione Trump, del nostro governo e degli altri affini, nonché per lanciare i loro allarmi sul ritorno delle camice nere.

Anche vecchi e desueti vocaboli potrebbero venire ripristinati per l’occasione, ed ecco che, per i sinistrati da salotto con Trump l’America tornerà magicamente ad essere “imperialista” (ovviamente non lo sarebbe con una Clinton, un Obama o una Harris, almeno per i sinistri più moderati e di sistema).

Scontata è la crociata mediatica, già iniziata, contro elementi come Elon Musk (personaggio avvolto in deliri che vanno dai chip cerebrali alle colonie su Marte), questo reo di essere passato dall’altra parte della barricata (quando stava dalla parte dei Dem ed era amicone di Al Gore, e della sua ONG “The Climate Reality Project”, nessuno aveva nulla da contestargli, anzi lo si lodava come un genio) e ora dipinto come il riccone cattivo, nemico del popolo, che vuole influenzare la politica a suo piacimento.

La fazione Dem prepara così la sua risposta, pronta a mettere nel mirino le emanazioni della parte avversaria.

Alla scia antifascista tracciata dai "pezzi grossi" si accoderanno - nella maggior parte dei casi credendo sinceramente di fare cosa giusta - i vari movimenti e gruppetti della sinistra extraparlamentare, accompagnati dalla gran parte dei centri sociali, che penso non mancheranno di rispolverare il vecchio cabaret delle manifestazioni più dure.

Le ultime manifestazioni legate alla morte di Ramy potrebbero anch’esse essere una piccola anticipazione di questo processo. Sul fatto in questione mi sono chiesto come mai i filmati dell’inseguimento, disponibili già a novembre, siano iniziati a circolare, trasmessi da tutti i telegiornali e su tutte le piattaforme, solo ora.

Se il fatto andava insabbiato, perché far trapelare i filmati? Se andava denunciato, e magari strumentalizzato, perché non farle trapelare subito?

A queste domande ovviamente, non posso dare una risposta seria, posso solo speculare e nutrire il sospetto o che dietro, in certi ambienti, ci sia la volontà di dare addosso al governo strumentalizzando pure questa vicenda, o che la stessa fazione filogovernativa abbia riesumato i filmati ora, proprio alla vigilia della ripresa della valutazione delle Commissioni del Senato per l’approvazione del DDL 1660, per far scattare la risposta “antagonista”, utile pretesto per giustificare e spingere questo nefasto disegno di legge, presentato anche come a favore “delle nostre povere forze dell’ordine minacciate e sotto assedio (SIC!)”. Ma queste sono solo illazioni.

Un altro ritorno sarà verosimilmente quello dei sindacati, che ruggiranno con rinnovata veemenza contro il “governo fascista Meloni”. L’obiettivo sarà infastidire il più possibile l’attuale esecutivo, sulla via di quello che succede già ora nel settore dei trasporti, dove l’attuale serie di scioperi del fine settimana è evidentemente finalizzata a colpire la misera figura di Salvini.

Ciò non toglie, sia ben chiaro, che motivazioni reali per cui scioperare non ci siano, così come che questo governo non debba essere contestato, anzi! Il punto è che le realtà, almeno quelle più grosse (a cui finiscono per accodarsi con sincerità le più piccole), che guidano l'assalto e il j'accuse al governo non sono né genuine né in buona fede.

Crisi economica e carovita (e guerra e militarizzazione!) si fanno veramente sentire, e rispondere a tutto questo è doveroso per la classe lavoratrice, a patto però di sviluppare una linea autonoma senza diventare oggetto di strumentalizzazione.

Se però la retorica antifascista è e sarà strumentale nel gioco delle parti, una vera stretta in senso autoritario e liberticida c’è e ci sarà veramente, a livello globale, a prescindere dalla fazione al potere, sia essa di “destra” piuttosto che di “sinistra”.

Ora, da noi, è la destra che promuove il DDL 1660 e introduce le zone rosse - misure repressive che sono da rispedire veramente al mittente - sfruttando il problema del degrado sociale e della c.d. “emergenza sicurezza” (problema che in ogni modo ha basi concrete e reali, che non possono essere ignorate), ma un domani un’eventuale sinistra di governo continuerà sulla stessa strada con il pretesto di altre ed ulteriori emergenze (a mero titolo d'esempio: “emergenza estrema destra”, “sanitaria”, “climatica”, “ingerenze russe”, “fake news”, "guerra" ecc.).

A beneficiarne sono gli apparati repressivi statali, quindi i vari “portatori d’interesse” che vi stanno dietro. Non si tratterà di “fascismo”, inteso nella sua forma classica, quanto piuttosto di una blindatura democratica, dove le istituzioni e gli apparati democratici rimarranno al loro posto, dove de iure tutto sarà come prima, secondo costituzione. La stretta avverrà nei fatti, seguita anche da una apposita legislazione, e verrà fatta passare (verosimilmente con il gradimento della massa) adducendo all’emergenza del momento, partendo da problemi e fatti reali ma strumentalizzandoli.

Questa stretta, appunto applicata attraverso il rodato paradigma della sicurezza, torna utile a gestire il clima di guerra globale - che a mio avviso non sarà placato dal nuovo governo americano (come qualcuno si illude) - di spaccatura sociale e a prepararsi al contenimento di eventuali temute manifestazioni di reale rabbia e opposizione popolare, per quanto la popolazione appaia ora irretita nella rassegnazione ed in uno stato di zombificazione.

Per quanto la popolazione italiana (e non solo, il discorso è analogo ad altre realtà europee) sia attualmente in uno stato di totale soggezione ed impotenza, piatta di fronte alla decadenza ed inerme all’avanzare della crisi, il timore da parte dei vertici del potere di perderne il controllo è una costante.

Da qui, il desiderio di controllarne ogni passo che si materializza in un securitarismo parossistico ed asfissiante, reso possibile dalle innovazioni digitali e tecnologiche. Ma questo non basta. Per quanto riguarda l’equilibrio del “sistema Italia”, al netto del contesto internazionale, esso si è basato sul teatrino delle parti, su quei contenitori politici capaci di incanalare il malcontento.

Prima c’era il giochino del Berlusconi Vs. sinistra, finito quel bipolarismo ecco che hanno fatto la loro comparsa la Lega in salsa nazionale, i 5 Stelle e, sebbene con meno appeal rispetto ai precedenti, il partito della Meloni opportunamente tenuto in disparte dal governo d’unità nazionale Draghi.

Il fatto che praticamente un italiano su due non vada a votare è però una segnale d'allarme per il sistema, un indice che questo teatro è esausto. Per rilanciarlo servono nuovi gusci credibili e appetibili, dei rifugi per quei cittadini senza dimora politica, e quindi ora privi di una guida certa e sicura che li possa contenere.

Alcuni tentativi come l’accoppiata Rizzo-Alemanno non hanno avuto fortuna, si è capito che è roba che non può funzionare (mia interpretazione). L'arresto dell’ex sindaco di Roma, avvenuto la sera di Capodanno, chiude la faccenda.

Le probabili soluzioni, in costruzione nel cantiere del sistema, potrebbero vedere un lancio, a destra, di un Vannacci e della “sua” creatura politica, e a sinistra, magari sostenuta dall’operato di un Travaglio sempre più presente sulla scena mediatica, di una qualche nuova formazione che si dia la veste di una sinistra meno woke e più “sociale” e “antisistema”, dove magari infilare personaggi tipo un Di Battista, tenuto opportunamente da tempo in panchina per non compromettersi troppo ed essere spendibile all’occorrenza.

Staremo a vedere che accadrà, come già scritto le mie sono solo illazioni e previsioni che potrebbero essere completamente smentite dai fatti.

Molto, se non tutto, dipenderà dallo scenario internazionale e dai fronti di guerra attualmente aperti, Ucraina e Medio Oriente (la tregua firmata in Palestina non credo chiuda assolutamente la faccenda), a cui si somma lo scontro intestino tra fazioni di potere dell’occidente collettivo, di cui ho trattato.

Ciò che è veramente auspicabile in questo scenario, è la nascita di una ampia ed organizzata realtà autonoma, capace di agire ed intervenire politicamente senza farsi strumento di nessuna di queste ingannevoli parti. Dei piccoli esempi positivi in tal senso, su scala locale, ci sono anche.

La mia speranza è che la gente non cada in massa nelle solite trappole del sistema, ma che trovi invece nuova energia, forza, nuove forme e nuove vie di organizzazione e di azione, se non addirittura un nuovo modo di vivere e di stare al mondo, che si discosti dalla decadente miseria, spirituale prima che materiale, che dilaga e che ci corrompe. Tuttavia, non ne faccio mistero, in questo periodo sono pervaso da una certa disillusione e da un certo sconforto, e quindi non mi aspetto nulla di buono.

Chissà quali sorprese ci riserverà questo 2025. Allacciamo le cinture e incrociamo le dita!

Di Konrad Nobile per ComeDonChisciotte.org

17.01.2025

NOTE

(1) https://comedonchisciotte.org/die-welt-la-potente-alleanza-per-il-clima-sta-finendo/

(2) la quale gravità continua ad essere occultata da anni a suon di bolle, manovre finanziare e pioggia di denaro creato dal nulla

(3) https://www.iltempo.it/politica/2025/01/13/news/donald-trump-insediamento-sgambetto-keir-starmer-vedra-prima-giorgia-meloni-41338177/

(4) https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/25_gennaio_06/spaccature-e-incomprensioni-l-addio-di-belloni-ai-servizi-segreti-6dd12d6e-3363-44df-98ca-354198f0bxlk.shtml

(5) https://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/41327340/germania-breton-choc-minaccia-afd-pronti-annullare-risultato-elezioni-come-romania.html

Commenti (26)

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Mostra commenti 26 caricati
    1. Nonso 20 gennaio 2025

      Viva l'Italia, mi vien da dire

    1. Nonso 18 gennaio 2025

      Perché chiami Vincenzì uno che si presenta come Dario Lampa?

      Non so, quindi chiedo:
      Cos'è successo?
      Chi è Vincenzì?
      Chi siete voi?

    1. Tipheus 17 gennaio 2025

      Mi chiedo: ma Trump si fida di questa ruffiana che si strofina con tutti? Ma davvero qualcuno ascrive la Meloni al campo sovranista e la mette sullo stesso piano non dico di Trump, ma di un Fico qualunque?
      Secondo me la usa quanto basta e quando trova un'alternativa vera la posa o la fa sostituire.
      A parte questo credo che la guerra civile in Europa ci sarà, in senso non militare, ma, salvo sorprese, il gruppo Nazidem è in rotta, chiuso nel bunker, in attesa del crollo finale. Non hanno alcuna speranza di vincere. Ma da chi sarebbero appoggiati? I centri sociali? I sindacati? Stiamo parlando di escrescenze della società. La maggioranza più o meno silenziosa non ne può più. E' solo questione di tempo, e un paio d'anni al massimo, di questa orda DEM rimarranno qua e là alcun scogli, e naturalmente tutto il danno che hanno fatto, come ha detto qualcuno qui sotto, come le minoranze immigrate senza alcun controllo. Forse si liquefà pure la UE, questa volta non lo escludo proprio. Per ora ci stiamo prendendo alcune soddisfazioni che non avremmo mai sperato sino a poco tempo fa.
      Concordo sulla svolta autoritaria, sul controllo sempre più stretto, distopico. La scommessa sarebbe fare saltare anche quello. Sembra difficile, ma molte cose lo sembravano pure fino a pochi mesi fa.
      Un'ultimissima cosa: perché Rizzo sarebbe un gatekeeper? Non avrà la forza, ok, la gente è stanca e non ci crede più, ok, ma non è che lo stiamo trattando più male del dovuto? In fondo dice quello che diciamo noi, e, a differenza di Vannacci che dice quasi le stesse cose, non si compromette coi buffoni della Lega... Io non voto, per ora, ma non è che non votando mai risolviamo il problema. Mettiamocelo in testa. Quando le alternative ci sono, come in Romania o in Georgia, stare a casa è un crimine.

    2. Marco Fontana 18 gennaio 2025

      Ottima analisi e azzeccata la definizione "Nazidem".
      Occorre restare vigili e reattivi: hanno chiuso da poco il sito "sadefenza.blogspot.com", schierato soprattutto a difesa della Sardegna (il campo da gioco della NATO...).
      Inoltre hanno chiuso il conto bancario, su Banca Intesa, dell'associazione "Vento dell'Est", colpevole di distribuire aiuti unanitari alla popolazione in difficiltà del Donbass.

      Spero davvero che dell'orda DEM avanzeranno solo scogli affioranti. Sarà comunque opportuno sbriciolarli e disperderli in mare.

    3. ric 19 gennaio 2025

      e non solo della NATO....

      https://www.panorama.it/news/israele-guerra-addestramento-sardegna

    1. anto85 17 gennaio 2025

      Uno dei motivi che negli ultimi anni mi ha fatto dubitare della buona fede di certa controinformazione e' proprio l'analisi superficiale (per essere buoni) nei confronti della politica estera del nostro paese.

      Giorgia Meloni aveva due strade davanti: la prima - quella che ha scelto - l'atlantismo; la seconda l'europeismo. La guerra in Ucraina da una parte e l'addio alle colonie francesi in Africa dall'altra, hanno segnato la fine dell'unione europea per come la conosciamo, disintegrando totalmente uno dei totem che la teneva in piedi - ovvero l'egemonia francotedesca. Non entro nei dettagli del conflitto, e mi vanto di non essere mai cascato nella tifoseria da stadio tra idi.oti pro Ucraina e altrettanto idi.oti pro Russia. Cio' che importa e' che gli USA abbiano utilizzato tale conflitto per disintegrare l'unione europea. Su questo punto aggiungo che gli inutili corrotti parassiti di Bruxelles ci stavano riuscendo benissimo da soli con i confini aperti e le pu77anate green. L'europeismo e' quella roba degli ultimi 30 anni per cui ogni presidente del consiglio - ad eccezione di Berlusconi - ha leccato il cuIo di qualsiasi cancelliere e presidente tedesco. L'europeismo e' stato talmente invasivo che nel 2011 e' riuscito a rimuovere un PDC a favore di una serie di leccapiedi che hanno fatto gli interessi di francesi e tedeschi. Lo vediamo oggi in Romania e forse prossimamente in Germania. La scelta quindi era tra atlantismo ed europeismo, chi parla di "fuori da tutto" sta semplicemente perdendo tempo, oppure cerca uno spazio politico per trovarsi un posticino al sole come hanno fatto quei fenomeni mangiatori di tonno. Senza atlantismo la Meloni sarebbe gia' fuori dai giochi, e no, non ci sarebbero Rizzo, Paragone, Fusaro e pappagalli vari a farci uscire da tutto. Quindi no, Meloni sta la in quanto atlantista, lo era con Biden, lo sara' a maggior ragione con Trump.
    2. ric 18 gennaio 2025

      europeismo e atlantismo sono la stessa cosa .-.-.-

    3. oriundo2006 19 gennaio 2025

      Entrambi volevano e vogliono la stessa cosa: il trionfo dell' occidente a qualsiasi prezzo, in spregio totale delle altrui ragioni.

      Divergendo assai poco sono sovrapponibili quasi esattamente ma non completamente.

      L'Ue avrebbe voluto e vorrebbe un richiamo a valori condivisi, se vogliamo in spirito neocoloniale 'illuminato' mentre gli USA di questo se ne fregano, non avendo alcuna propensione seria per gli esercizi intellettuali o politici di una certa caratura.

      Dopo tutto Trump è solo un Biden vitaminizzato, che si rende conto del vicolo cieco in cui gli USA sono cacciati per via dell' indebolimento 'woke' e del 'covid', leva via gli orpelli inutili e si concentra sulle ragioni vere dell' egemonia degli USA.

      E qui casca l'asino: queste sono dovute a guerre e latrocini continui nel mondo.

      Gli USA sono un paese, una economia ed una società aggressiva sino al parossismo, che non può stare ferma su sè stessa: deve fagocitare gli altri paesi in un modo od in un altro, applicando loro la ricetta vera, che dopo il brodino vaccinale di nonno Biden è la ricetta liberistica assoluta dell'egemonia del più forte, che fa quello che vuole dei più deboli proprio perchè li ha vinti in battaglia o nella competizione globale.

      Qui il dubbio dipende il prezzo da far pagare agli altri stati, solo questo, se in 'pace' avendo accettato l'egemonia USA chinando la testa e scodinzolando tipo i nostri presidenti od in guerra aperta se renitenti all' assorbimento totale dietro una maschera di finta autonomia 'democratica'.

      Uncle Sam è Uncle Shmuel.
      Una faccia una razza: temo non cambi proprio nulla.

    4. ric 19 gennaio 2025

      verissimo..ma resta il fatto che tutta l' europa politica e' serva degli usa , nessuno da dopo CRAXI , e ancor meglio da DE GAULLE ha osato contrastare questo branco di predoni che vive di rapine e massacri a livello mondiale. L' europa , questa schifezza politica che ha annientato la ricchezza delle nazioni che la costituivano con la loro diversita' , e' nata per essere destinata al servizio totale del mondo giudaico/yankee-, il quale mette un loro esponente in ogni settore della politica europea...

      a meno che non ne nasca un altro :( ben diverso da quella schifezza di De Gasperi )

      https://storiainrete.com/archivio-la-guerra-segreta-tra-la-francia-di-de-gaulle-e-gli-usa/

    5. anto85 19 gennaio 2025

      Se partiamo dal presupposto che l'occidente sbaglia a prescindere, allora non ne usciamo. Questo e' il difetto numero uno della controinformazione italiana, occidente brutto, resto del mondo vittima dell'occidente cattivo. Su questo - diritti civili a parte - trovo che sia perfettamente in linea con la metastasi 'Woke".

      Tu credi che la Russia non abbia mire imperialistiche a discapito dei suoi vicini?

      La Cina sta o non sta sostituendo gli europei in Africa? Credi davvero che questi si siano comprati mezzo continente africano perche' vittima dei cattivissimi europei?
      Vai anche a vedere in che modo aggressivo si sono infilati nelle nostre economie, il settore dell'auto l'hanno gia' distrutto, quello energico si e' inginocchiato alla loro componentistica green.

      La Turchia, credi veramente che senza l'aggressivita' occidentale uno come Erdogan si sarebbe tenuto lontano dai territori greci? Vedi anche la sua presenza in Libia.

      Trump fara' quello che ha promesso di fare: prima gli USA. Stop. Certo, per noi in UE non e' piu' concepibile pensare ai fatti nostri senza avere un esercito di intellettuali europei a dirci che dovremmo auto - flagellarci per il semplice fatto di esistere. Siamo da default responsabili di qualsiasi cosa accada nel mondo, ergo non riusciamo minimamente a fare i nostri interessi. Ci restano gli "esercizi intellettuali", peccato che il resto del mondo ci si pulisca il cuIo.

    6. anto85 19 gennaio 2025

      Dovete decidervi, fino a ieri gli USA erano responsabili del sabotaggio NS2 per impedire agli europei di perseguire i propri interessi. Gia' solo questo rende Europeismo e Atlantismo incompatibili.

    7. anto85 19 gennaio 2025

      Se la UE fosse davvero serva degli USA non si sarebbe certamente messa nelle mani della Russia per il gas e della componentistica cinese per l'elettrico.
      Senza contare le infrastrutture portuali finite nelle mani del dragone. Probabilmente avrebbe gia' imposto ai suoi stati membri di rispettare la quota per la nato. La UE pretende la protezione militare dagli USA, e fare come ca..o le pare per tutto il resto. Vedere le ingerenze USA (che per carita' ci sono tutte) ma non quelle provenienti da EST non ci aiuta a capire come stiamo messi realmente.

    8. ric 19 gennaio 2025

      siamo ben decisi a capirlo fino in fondo .Quando ho detto che l' atlantismo ed europeismo sono la stessa cosa intendevo dire che sono governati dalla stessa mano , ma GLI EUROPEI sono gli schiavi ., a loro servizio .

    9. Senna 19 gennaio 2025

      EUpeismo e atlantismo sono la stessa roba perché prodotti dallo stesso padrone.

    10. Senna 19 gennaio 2025

      Sei molto confuso

    11. Senna 19 gennaio 2025

      Nuovamente molto confuso

    12. oriundo2006 19 gennaio 2025

      ''..occidente brutto, resto del mondo vittima..''. Questo non l' ho mai detto o pensato. Mi limito a verificare che oggi l' occidente NON può più fare degli altri paesi sue vittime impunemente come nel passato.
      Il resto del mondo sta prendendo sul serio il proprio destino, non lo affida più ai residui politici vessatori del passato coloniale occidentale.
      Non vive più sulle favole che l' occidente ha propinato loro per secoli. Non si arrende più, male armato e peggio comandato, ad ogni visita delle moderne cannoniere.
      E lo dice apertamente, senza più paura.
      L' Islam è la chiave per comprendere tante cose che succedono, tra cui il tramonto del cristianesimo come religione 'imperiale' occidentale, come facile oppio falsamente buonista da somministrare in dosi massicce per mettere dalla 'parte sbagliata della storia' chi osi ribellarsi, affibbigliandogli tendenze violente negative di per sè.
      Invitare a porgere l'altra guancia è sempre stata la politica preferita da chi menava senza pietà.
      Basta invece vedere l' Ucraina per capire la deformazione e l'incombente tracollo che ha subito l' ideologia imperiale occidentale con le sue reiterate menzogne che alla fine si sono ritorte sull' occidente stesso.
      L' Africa ha fatto da apripista: e che apripista. A lei guardano oramai tanti popoli ancora preda del passato, specie in America Latina, laddove 'muy sangre negrito' è lì a disposizione e non aspetta altro che dar fuoco a tutto.
      In definitiva, l' Europa non ha più nulla da insegnare a quei popoli.
      Oggi vale difendere sè stessi senza paura e senza complessi di colpa, prima di tutto contro le tendenze omicide dell' occidente che si stanno rivolgendo verso i propri popoli.
      L' 'omicida sin nel grembo suo' vuole reiterare la sua ricetta proprio nei confronti dell' occidente.

      Questo è l'elemento politico nuovo e terribile.

    13. Senna 19 gennaio 2025

      Chi vuole la protezione di quella m€td@ fascista della Nato? Sono i caproni degli Usa che hanno bisogno dell'Europa e soprattutto del PIL europeo, sicuramente non l'Europa degli Usa.

    14. ric 19 gennaio 2025

      infatti l' europa ha rifiutato tutti i prodotti della RUSSIA . ha obbedito a tutti gli embarghi decisi dagli usa anche a nostro scapito , abbiamo congelato i loro averi bancari per pura idiozia... abbiamo impedito a musicisti russi di dirigere orchestre a milano , manca ancora di mettere in galera MASHA e ORSO ......ma sai cosa stai dicendo ??

    15. oriundo2006 20 gennaio 2025

      La frase evangelica citata sopra fa capire da quale 'entità' gli USA siano diretti: se essere amici dell' America è esiziale ( copyright Kissinger ) è perchè si pasce di ciò che la sostiene, considerando di sua proprietà i propri sodali.
      Dunque è realmente il Grande Satana indicato dagli Sciiti.
      Due brevissime note: il diritto romano e tradizionale di proprietà è proprio fondato su questa 'potestas utendi atque abutendi'.
      Il concetto di proprietà attuale non ha oramai in alcun ambito questa caratteristica. La lotta 'comunistica' se fondata sull'abolizione di questo diritto è anacronistica: è una facoltà 'assoluta' che non esiste in prospettiva più nei Paesi con una costituzione ( vedasi quella italiana ). Altra cosa è l'esigenza di 'correggere' le storture di un sistema economico instabile, che proprio nelle 'crisi' manifesta la sua natura 'appropriativa' totalitaria verso la società ( a parte la redistribuzione ingiusta e la tassazione iniqua ).
      In secondo luogo, Biglino ha esattamente indicato in un possesso 'ripartito' il potere degli 'El', ovvero delle 'entità' che governano il Pianeta sin dai primordi.
      Le Americhe purtroppo, come anche l' Europa sono di sua proprietà.
      Levargliele è compito dell'azione umana assistita da quella Divina: dunque protestare, ribellarsi, dire di no anche quando sembri irrilevante in realtà non lo è mai.
      Scrivere qui neppure: e lo dico a quell'utente che ci definisce dei 'falliti'.

    16. anto85 21 gennaio 2025

      Se hai qualcosa da dire dilla, altrimenti evita.

    1. Dario Lampa 17 gennaio 2025

      Cito: "[...]La Giorgia che fino a ieri, con gentilezza, stringeva sorridente e amichevolmente la mano al buon vecchio Joe Biden, senza dissentire su alcunché della sua linea di governo, ma anzi recependone in toto tutti gli ordini, ora va d’amore e d’accordo con la sua controparte che dal 20 gennaio gli prenderà il posto.[...]".
      Governo Meloni ovvero: "Franza o Spagna purché se magna!". "Magná inteso in quel senso, non il magná del povero cittadino che fa fatica a mettere insieme pranzo e cena. A buon intenditore...

    1. Ummon 17 gennaio 2025

      Tante riflessioni nell' articolo, difficile sintetizzare.

      C'è stato sicuramente in USA un avvicendamento di potere. Aldilà di meriti o demeriti mi colpisce quanto i Dem fossero _fuori dal tempo_ : dall'idea della Russia come mera potenza regionale (Obama), al rapporto logoro con l'Europa, all' indifferenza per la sofferenza di tanta parte della popolazione americana (soprattutto quella lontana dalle grandi città), alla scarsa attenzione per realtà già attuali come la nuova corsa allo spazio.

      Tutto da vedere quanto il gruppo attualmente al potere sarà coeso. Qui penso che Trump stia facendo un errore fatale (o forse è semplicemente menefreghismo per il futuro): storicamente, nel braccio di ferro fra potere politico e grandi multinazionali, ha sempre vinto Washington. Trump invece sta riducendo il potere dello Stato alla volontà di una banda di sicofanti: Musk e gli altri oligarchi prima li compreranno uno per uno e poi si faranno essi stessi Stato.

      Paradossalmente spero ancora nel "piano Draghi" per controbilanciare un poco i casini che vengono da oltre oceano, ma mi pare che l'Europa (sì, lo so, mai nata...) stia cadendo una tessera alla volta.

    2. oriundo2006 19 gennaio 2025

      Draghi, proprio per il suo filoeuropeismo di fondo e non certo per il filoatlantismo netto e sfacciato della Giorgia, è stato silurato dopo un incontro 'riservato' con l' Amministrazione uscente e giace abbandonato in una saletta degli imbarchi aereoportuali in attesa di un volo che...non arriverà più.

      L'europa ufficiale si sta sfasciando in un deliquio di regole e regolette simili ai deliri della malattia mentale: erano il 'manifesto' del 'mondialismo' oggi sono solo patetici e velleitari proclami. Degli automi che hanno sulla schiena la chiavetta che li fa muovere ma la molla si è esaurita e sono paralizzati nel loro gesto finale.

      In effetti oggi le regole sono cambiate.

      Difficile dire ove si spingeranno gli USA con Trump...ma vedo assai precaria l'idea di 'no guerre'. Molto precaria. Segure la Jellen nei suoi ricatti monetaristi è utile a capire come Uncle Shmuel verrà 'spinto' nella direzione voluta.

      Il cambiamento di cavallo e di postiglione non significa cambiamento di rotta: dopo tutto, volere il MAGA significa volere una America Imperiale.

      E l' 'imperium' da tempi immemorabili significa solo ed esclusivamente: 'parcere subjectis et debellare superbos'.

      Tradotto, guerra.

    1. sbregaverse 17 gennaio 2025

      Caro frate Kappa, oltre che incrociare le dita mi sto toccando:
      è il 17 ed è venerdì !

    1. PietroGE 17 gennaio 2025

      Il 'Monte di Zucchero' ha il suo gregge da pascolare e non può permettere che qualcuno gli porti via le pecore. Ha fatto quello che ogni scacchista farebbe, ha sacrificato un pedone (levando le censura, cioè i 'fact checker') per tenersi la regina (gli interessi di Israele e della diaspora ebraica). Stessa cosa hanno fatto le grandi Corporations, privilegiando il profitto e soprattutto le commesse del governo, a scapito di 'facce nere' e, parole dell'autore, “checche rivoluzionarie”.
      Intanto in Italia il bue (Prodi) dice cornuto (obbediente ai 'poteri forti') all'asino (Meloni), dimenticando cosa disse lui quando qualcuno gli fece presente che svendeva la SME ai 'poteri forti', : “Tu mica ce l’hai il taglietto sul pisello”.
      In Europa la guerra civile americana stenta a prendere piede perché il 'regime socialdemocratico', antirazzista, immigrazionista e promotore dell'omosessualità, sta scomparendo ad ogni tornata elettorale, lasciando ai successori la polpetta avvelenata di milioni di immigrati non integrabili, i quali prima o poi scateneranno la guerra civile 'calda', quella fredda c'è già. Per tentare di esorcizzarla nei media, in Italia hanno pensato al 'fumetto M.'

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